lunedì 30 gennaio 2012

La magistratura evidentemente deve far paura a qualcuno

Questa mattina, 3 operai stavano smontando la struttura metallica del mega impianto di piazza del Lavoro.
Francesco F.

A quanto pare dopo la pubblicazione delle foto su questo blog (9 dicembre 2011), la denuncia di VAS (12 dicembre 2011) e il blitz di Legambiente (22 dicembre 2011) qualcuno deve essersi svegliato.
Ma ripetiamo era un cartellone che passava inosservato...

Piazza Santiago del Cile: sono partite la segnalazione dei cartelloni e la lettera al Sindaco

PIAZZA SANTIAGO LIBERA - COMUNICATO STAMPA

I cittadini hanno spedito oggi alle autorità la denuncia sugli impianti pubblicitari di piazza Santiago del Cile e inviato un appello al Sindaco sottoscritto da 44 firmatari

Una piazza appena riqualificata grazie alla costruzione di un nuovo parcheggio. La gioia dei cittadini che dura poco perché l’area, totalmente bonificata durante i lavori, viene di nuovo invasa da 23 cartelloni pubblicitari.

E’ nato così, spontaneamente, il Comitato per liberare Piazza Santiago del Cile dall’assedio della cartellonistica pubblicitaria.
Un gruppo di cittadini ha avviato la sottoscrizione di una lettera per il Sindaco Gianni Alemanno e, nel contempo, ha scattato una fotografia dettagliata di tutti i cartelloni pubblicitari installati sulla piazza in poche mesi.
All’appello hanno aderito 44 cittadini che hanno sottoscritto la richiesta al Sindaco per liberare al più presto la piccola piazza, fornendo così un esempio da seguire nel resto della città.

“Siamo convinti che la nostra Roma abbia bisogno di un segnale forte – scrivono i firmatari al primo cittadino – ed è per questo che Le proponiamo di far partire tale messaggio da piazza Santiago del Cile. Non perché sia più importante di altri luoghi, ma semplicemente perché qui si è coalizzato un piccolo movimento che vorrebbe un poco più di decoro e rispetto delle regole”.

L’iniziativa era stata pubblicizzata su due blog romani che combattono contro l’invasione dei cartelloni a Roma: www.bastacartelloni.blogspot.com e www.cartellopoli.net.

Il testo della lettera al Sindaco Alemanno è disponibile a questo link.

Mentre la denuncia della presunta natura abusiva degli impianti, con le relative fotografie, può essere letta qui.

I firmatari si aspettano ora una risposta rapida da parte delle istituzioni, nel timore che anche il resto della piazza – una volta rimosso il cantiere del parcheggio – venga invaso da altri cartelloni pubblicitari.

Piazza Santiago Libera - piazzasantiagolibera@gmail.com

 
 

Rimozione ad Ostia

A seguito di questa segnalazione:
11 ottobre 2011
16 gennaio 2012

sabato 28 gennaio 2012

Si ripulisce la Tuscolana da Porta Furba a Cinecittà

 
 
 
Rimozioni che sembrano essere a cura della CERERE IMMOBILIARE APPALTI C.I.A. SRL  quindi, purtroppo, effettuate con i nostri soldi.
Poi sbagliamo o la magistratura inizia a fare molta paura a qualcuno???
Foto Willy

100 metri 10 cartelloni. Tutti illegali

 
 
 
Via Virgilio Talli / Via Ugo della Seta - IV° Municipio
Il primo da destra nelle ultime tre foto è stato rimosso.

venerdì 27 gennaio 2012

Approfondimento del PRIP con Comitati e Associazioni: luci e ombre di una audizione richiesta dall’On. Ugo Cassone

Dalla associazione VAS riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Lo scorso 23 gennaio il Presidente della IX Commissione per il Commercio, On. Ugo Cassone, ha fatto trasmettere un invito “a partecipare alla riunione della IX Commissione Assembleare Permanente, GIOVEDI’ 26 GENNAIO 2012, alle ore 11.30, in via dei Cerchi, 6 – 2° piano, avente per oggetto: Approfondimento PRIP con Associazioni e Comitati”.
L’invito è stato esteso anche al Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare, benché sciolto a novembre del 2010 (dopo la bocciatura della proposta di delibera) perché confluito nella “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” che è stata parimenti invitata assieme alle associazioni ambientaliste Legambiente Lazio e Verdi Ambiente e Società (VAS).
L’On. Cassone ha motivato le ragioni della riunione precisando che da più parti gli é stato richiesto questo approfondimento del PRIP, che in effetti si è venuto a determinare dopo il parere critico sul Piano che il 21 dicembre scorso ha espresso l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma trasmettendolo alla Giunta Capitolina ed ai Consiglieri Comunali e dopo l’incontro con il Sindaco che l’On. Antonio Torre è riuscito a far avere per lo scorso 16 gennaio alla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, facendo poi sapere che al termine di esso l’On. Gianni Alemanno “ha disposto (ecco perché è stato convocato Cassone) di rivedere tutto il PRIP”.
L’On. Cassone ha motivato inoltre l’urgenza dell’incontro annunciando che il PRIP sarebbe stato calendarizzato e messo quindi all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale.
Se si poteva intravedere una certa luce in questo ritorno della discussione sul PRIP in sede di IX Commissione per il Commercio, a far emergere le prime ombre su questa riunione è stata dapprima la pretesa dell’On. Ugo Cassone di ascoltare separatamente le 3 associazioni invitate, concedendo ad ognuna 20 minuti, che ha giustificato sostenendo che gli era stata richiesta, ma rifiutandosi di dire da chi al sottoscritto che glielo aveva chiesto: di fronte alla mia ferma opposizione ha alla fine accettato di svolgere la riunione collegialmente nel rispetto proprio dell’invito che aveva fatto.
A far emergere maggiori ombre è stata poi la presenza dei membri della IX Commissione per il Commercio, ridotta al solo Presidente da una parte e dall’altra al consigliere di opposizione On. Salvatore Vigna (A.P.I.) che peraltro è poi andato via prima della fine dell’incontro: in compenso alla riunione hanno partecipato da “esterni” alla Commissione il cons. Athos De Luca (PD) ed il sig. Giuseppe Monterosso in qualità segretario delegato espressamente dal cons. Maria Gemma Azuni (Gruppo Misto-SEL).
In accoglimento dell’invito alla riunione hanno partecipato, oltre al sottoscritto a nome e per conto di VAS, Lorenzo Parlati per Legambiente Lazio, mentre in rappresentanza della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” erano presenti il suo Presidente Fabio Depino e l’avv. Lorenzo Santovincenzo che ha fatto poi da portavoce dell’associazione come ai tempi del Comitato Promotore, nonché altri 4 membri della stessa associazione: era presente anche il giornalista Santo Iannò del sito www.paesera.it, la voce di Roma.
All’inizio della riunione il sottoscritto ha sollevato una questione di “metodo” riguardante la valenza dell’incontro, considerato che la IX Commissione per il Commercio si é già pronunciata sul PRIP con un emendamento consegnato il 23 novembre scorso che il successivo 19 dicembre ho ufficialmente fatto oggetto di osservazioni fortemente critiche e considerato comunque viziato di legittimità, per cui era bene sapere preventivamente l’utilità dell’incontro: la questione è stata poi ribadita con forza anche dall’avv. Lorenzo Santovincenzo che sempre in termini di “metodo” ha tenuto a precisare che la IX Commissione per il Commercio ha ora 3 strade, vale a dire accogliere totalmente o parzialmente le proposte presentate nel corso della riunione oppure bocciarle oppure ancora ignorarle del tutto.
È quindi intervenuto per primo (anche perché doveva andar via poco dopo) Lorenzo Parlati che ha demandato il compito di presentare proposte più dettagliate di merito alle associazioni che si sono finora più specificatamente dedicate in modo approfondito all’impiantistica pubblicitaria, preferendo per l’immediato sollevare le seguenti 5 questioni per titolo, su cui si è riservato di trasmettere in seguito anche una apposita documentazione.
1 – Dimensionamento del PRIP: gli attuali 162.500 mq. di superficie espositiva complessiva prevista dal PRIP  sono troppi ed è alto l’indice di affollamento, che ha chiesto di portare sui valori proposti dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma. Ha chiesto un diminuzione del 50% rispetto al censito.
2 – Deroghe al Codice della Strada: vanno a suo giudizio tutte abrogate.
3 – Attuazione del PRIP: può avvenire o con delle Norme Tecniche di Attuazione oppure tramite una modifica al vigente Regolamento comunale di Pubblicità. Parlati ha fatto sapere che Legambiente sta studiando il problema da un punto di vista giuridico e farà conoscere a breve la sua posizione al riguardo.
4 – Azzeramento di tutte le concessioni e di tutte le autorizzazioni esistenti: ha ritenuto inaccettabile al riguardo un rimando alla approvazione dei Piani di Localizzazione per lasciare nel frattempo che tutto rimanga così come è attualmente. Occorre trovare un meccanismo che eviti di rimandare ad un domani ciò che si può fare da subito: Parlati ha portato ad esempio comparativo il Regolamento del Comune di Parigi costituito da ben 127 pagine con l’elenco fra l’altro di tutti i vincoli da rispettare, ignorando forse che nelle 14 tavole del PRIP è già indicato (bene o male) l’elenco delle aree e dei beni interdetti alla pubblicità, destinate tutte a zona “A”.
5 – Ripartizione percentuale degli impianti: ritiene che sia troppo alta quella concessa ai privati (sopra il 60%) rispetto agli impianti di proprietà comunale. Ha inoltre espresso delle criticità riguardo ad alcune particolari tipologie di impianti, quali sono quelli installabili sui tetti o terrazzi o su pareti cieche, che sono comunque da limitare.
Quando è stato concesso al sottoscritto di intervenire per secondo a nome di VAS, mi sono dovuto scusare inizialmente con l’On. Salvatore Vigna che si era dimostrato indispettito dal modo polemico con cui avevo sollevato la questione di “metodo” sulle ragioni di quell’incontro e che ho invitato però a mettersi per un attimo dalla mia parte, cercando di saperne e quindi di capirne le ragioni.
Ho spiegato di avere inutilmente chiesto più volte di essere informato sulla data delle riunioni pubbliche tenute sul PRIP dalla IX Commissione per il Commercio per potervi quanto meno assistere, senza mai essere stato avvisato di quelle tenute in particolare con le ditte pubblicitarie.
Ho soprattutto fatto presente di essere stato costretto con una lettera-diffida al Sindaco ad ottenere una copia delle controdeduzioni alle osservazioni da me fatte al PRIP che mi sono state ripetutamente negate dal dott. Francesco Paciello, per venire a “scoprire” alla fine che diverse mie proposte erano state accolte in sede di controdeduzione sia da lui che dalla Giunta Capitolina, senza però che risultino recepite nell’emendamento approvato dalla IX Commissione per il Commercio, legittimando così il sospetto da parte mia che non siano state consegnate ad ogni membro della Commissione o che siano state del tutto ignorate.
Ho portato come esempio macroscopico i diversi errori materiali del PRIP che sono pubblicati anche su questo sito e che in diversa misura sono stati riconosciuti dallo stesso dott. Francesco Paciello, ma non dalla IX Commissione per il Commercio: ho portato volutamente l’esempio non solo in termini di “metodo”, ma soprattutto di “merito”, per far capire come la correzione d’ufficio di tali errori non rientra affatto nella discrezionalità politica, perché costituisce un preciso obbligo che comporta di per sé il rispetto del divieto di affissione in molte aree ed ai bordi di molte delle strade consolari di Roma, con il conseguente abbassamento della superficie espositiva complessiva prevista dal PRIP, che invece Legambiente - sulla scia della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” - chiede “politicamente” di dimezzare, sapendo bene da che parte pende al momento l’attuale maggioranza del Consiglio Comunale.
Ho fatto presente che il dimensionamento del PRIP si abbassa ancor di più se il divieto di affissione si estende a tutte le aree interne dei luoghi pubblici (come scuole, ospedali, parrocchie, aree militari, aeroporto dell’Urbe e di Ciampino ecc.), dove è semplicemente assurdo prevedere l’installazione di impianti pubblicitari che  invece consentono le 14 tavole di zonizzazione del PRIP.
Ho soprattutto messo in risalto che il dimensionamento finale della superficie espositiva complessiva della città di Roma non è dato dal PRIP, perché si avrà dopo l’approvazione dei Piani di Localizzazione: ne ho spiegato le ragioni facendo presente che gli attuali 8 tipi stradali del PRIP (di cui condivido in pieno il metodo di redazione con cui sono stati ottenuti, a differenza dell’allora “Comitato Promotore” che ne ha chiesto la cancellazione di due di essi, senza aver capito di smantellare così l’intero metodo correttamente seguito) sono scaturiti dal Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che contiene però un elenco incompleto delle strade, per cui spetterà ai Piani di Localizzazione (che vanno redatti allo stesso modo) il compito di estendere gli 8 tipi stradali a tutte le rimanenti vie e piazze della città.
Ho sinteticamente fatto presente che sono state accolte anche diverse mie proposte di modifiche ed integrazioni alla Relazione illustrativa del PRIP che ho chiesto pertanto di far recepire dalla IX Commissione per il Commercio.
In risposta al cons. Athos de Luca che aveva fatto presente il problema di come rendere immediatamente attuativo il PRIP, dopo avere ribadito che occorre trasformare il suo “schema normativo” in vere e proprie Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) ho messo in evidenza che si tratta di stabilire cosa succede nell’immediato con l’approvazione del PRIP e come ci si deve comportare invece una volta che saranno stati approvati anche i Piani di Localizzazione.
Per l’immediato ho ricordato 2 precisi obblighi che vanno rispettati da subito, anche senza l’approvazione del PRIP, perché sono imposti dalla normativa vigente in materia e che riguardano da un lato tutte le aree soggette a vincolo in particolare paesaggistico dove il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) prescrive il divieto di affissione recepito dal PRIP con destinazione a zona “A” e dall’altro lato i circa 30.000 impianti della procedura del riordino di cui non sono state rinnovate le rispettive concessioni per un altro quinquennio fino al 31 dicembre 2014 e che sono quindi diventati abusivi perché con titolo definitivamente scaduto dal 31 dicembre del 2009: la proposta che ho fatto è quella di far sancire dalle N.T.A. del PRIP che tutti questi impianti debbono essere rimossi entro al massimo 4 mesi, lasciando così installati sull’intero territorio di Roma fino  all’esito dei bandi di gara circa i 4-5.000 impianti pubblicitari che ne hanno il diritto e sono conformi alle destinazioni del PRIP.
Per la situazione invece che si dovrà avere una volta a regime e che si avrà solo dopo l’approvazione dei Piani di Localizzazione a cui spetta di stabilire il numero, la posizione esatta e le dimensioni anche di ogni impianto di proprietà privata da installare su suolo pubblico, il Comune provvederà al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti stabiliti da ogni Piano di Localizzazione approvato, previa gara pubblica per ognuno dei lotti territoriali in cui verrà suddivisa la città.
Come condizione ineludibile del primo bando di gara va posta la automatica decadenza delle autorizzazioni di tutti gli impianti esistenti, che risultino ancora installati sul territorio, di proprietà delle ditte che non avranno vinto il bando di gara, con la perdita immediata del conseguente “diritto acquisito” e l’obbligo di rimozione di tali impianti a loro cura e spese.
La ditta singola o associata che si aggiudica un bando di gara ha il diritto di installare e gestire il numero di impianti previsto dal Piano di Localizzazione al massimo per 10 anni, trascorsi i quali il Comune provvede ad indire un nuovo bando per il rilascio delle autorizzazioni dello stesso identico numero di impianti da gestire per altri 10 anni e così via.
Ho fatto alla fine presente che il PRIP così come adottato è già in variante del vigente Regolamento perché non ne rispetta né la zonizzazione di PRG (specie per la “città storica”) né il numero delle tipologie di impianti: ho quindi proposto di contestualizzare le N.T.A. del PRIP con il Regolamento, ripristinando ad esempio in modo adeguato la disciplina dei bandi di gara che era stata dettata all’art. 7 e che è stata cassata dal Consiglio Comunale con la delibera n. 37/2009.               
Ho quindi consegnato in una cartella le mie proposte complessive di modifiche ed integrazioni al PRIP, corredate degli allegati relativi agli errori materiali, alla relazione illustrativa ed alle Norme Tecniche di Attuazione, facendole alla fine protocollare per avere la prova che sono state consegnate ufficialmente alla IX Commissione per il Commercio ed assicurarmi così la certezza che ne verrà almeno fornita una copia ad ogni membro della Commissione.
A nome della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” è intervenuto l’avv. Lorenzo Santovincenzo, che ha dichiarato di concordare perfettamente con Bosi su diverse questioni, senza però specificare quali, e che ha messo in evidenza i 6 seguenti punti.
1 – Dimensionamento: ne ha proposto una drastica riduzione, allineandosi sulla posizione della Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, abbattendo gli indici di affollamento, affidandosi così anche lui alla discrezionalità politica di accogliere tale richiesta.
2 – Deroghe al Codice della Strada: ha precisato che sarebbero previste dal PRIP perché alla lettera d) del 1° comma del punto 5.3 del suo schema normativo si parla di rispetto “delle disposizioni regolamentari stabilite dall’amministrazione capitolina”e quindi proprio delle deroghe attualmente consentite.
Ne ha proposto quindi l’azzeramento, pur sapendo che è stato già bocciato con la proposta di delibera di iniziativa popolare e che la Giunta Capitolina ha addirittura approvato una controdeduzione che estende le deroghe.
3 – Due emendamenti dello schema normativo: dopo che l’On. Ugo Cassone ha fatto presente che il primo dei 2 è stato approvato dalla Giunta Capitolina come specifica controdeduzione e solo il 2° è stato invece approvato dalla IX Commissione Commercio, l’avv. Lorenzo Santovincenzo ha fatto presente che entrambi consentono comunque la permanenza di autorizzazioni e concessioni, lasciando inalterato lo stato delle cose: sono quindi da eliminare dallo schema normativo, prevedendo di partire da “tabula rasa”. Per evitare il rischio di contenzioso, è sufficiente secondo l’avv. Lorenzo Santovincenzo “motivare” questa decisione come una precisa volontà “politica” del Comune.
4 – Piani di Localizzazione: sono il cuore dell’attuazione del PRIP e dovrebbero portare ad avviare le gare d’appalto per l’approvazione delle concessioni. Va cancellata la possibilità di essere presentati da soggetti privati, che sono interessati a installare nuovi impianti, e di redigerli anche per singole strade.
5 – Coordinamento della normativa: si è dichiarato d’accordo con i correttivi suggeriti dall’Agenzia per cui va armonizzata la normativa, semplificata e facilitata la sua applicazione.
6 - Regime transitorio: dovrebbe essere approvato unitamente al PRIP per regolamentare il settore e gestire il sistema fino all’approvazione dei Piani di Localizzazione ed ai bandi.
Al sottoscritto che chiedeva di specificare in che cosa consista esattamente questo regime transitorio l’avv. Lorenzo Santovincenzo non ha risposto, ma ha proposto un emendamento allo schema di delibera di Giunta più che di Consiglio Comunale che impegni sui tempi di attuazione del PRIP.
L’On. Ugo Cassone si è dichiarato abbastanza d’accordo sulla proposta di un regime transitorio: gli ho chiesto allora di dirmi se a suo giudizio la mia proposta di Norma Tecnica di immediata Attuazione rispetto allo stato dell’impiantistica esistente poteva essere considerata un regime transitorio: anche lui, come l’avv. Lorenzo Santovincenzo, ha preferito glissare la domanda.
L’On. Athos De Luca si è dichiarato d’accordo per un PRIP che sia “completo”, corredato comunque da precise garanzie, con scadenze previste sui tempi di approvazione dei Piani di Localizzazione e con un regime transitorio che azzeri tutti le concessioni e le autorizzazioni.
Gli ho fatto presente che stava indicando, al pari della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, una strada concretamente poco praticabile perché – anche a voler pensare per un attimo che per l’approvazione dei Piani di Localizzazione occorrano soltanto 6 mesi di tempo – non è realisticamente ipotizzabile che l’intera città di Roma rimanga per quest’arco di tempo senza nemmeno un cartellone pubblicitario installato sul territorio, ammesso per giunta ma non concesso che senza colpo ferire le ditte pubblicitarie abbiano smantellato nel frattempo tutti i propri impianti per il solo fatto che glielo abbia imposto una “norma transitoria” di Giunta o del Consiglio Comunale.
Ho fatto presente che una “norma transitoria” del genere che impegni sui tempi di attuazione del PRIP costituirebbe una promessa da pinocchio e farebbe la stessa fine dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale il 23 novembre scorso, secondo il quale il PRIP avrebbe dovuto essere approvato entro e non oltre il 31 dicembre scorso: ho messo in grande evidenza che una “norma transitoria” del genere esporrebbe il Comune al rischio di un forte contenzioso.
All’avv. Lorenzo Santovincenzo che si dichiarava più che certo della bontà “giuridica” di una siffatta “norma transitoria” ho allora fatto presente che in tal modo si metterà a rischio addirittura di una impugnazione presso il TAR del Lazio l’intero PRIP, magari approvato in modo ottimale, mentre la mia proposta di “regime transitorio” è invece più che blindata perché non fa altro che far sancire dal PRIP due precisi obblighi che sono già imposti dalla normativa vigente anche senza bisogno che vengano espressamente riconosciuti dal PRIP.
Al cons. Athos De Luca, che insisteva per l’azzeramento, ho chiesto di spiegarmi per quali ragioni non accettasse di lasciare installati sul territorio del Comune di Roma appena 4-5.000 impianti solo per il tempo necessario ad avere i Piani di Localizzazione, dovendo sapere benissimo che l’interesse a farli approvare quanto prima sarà tanto del Comune di Roma (per rientrare il più presto possibile dei mancati introiti dei Canoni Iniziative Pubblicitarie) quanto di tutte le ditte pubblicitarie (nella speranza di aggiudicarsi i futuri bandi di gara ed assicurarsi i dovuti guadagni dalla gestione decennale del numero degli impianti previsti proprio da ogni Piano di Localizzazione).
Anche tale domanda è stata glissata dal cons. Athos De Luca che in precedenza aveva sollevato la questione di come evitare che i 1.500 mq. di esposizione pubblicitaria previsti in deroga del PRIP per il Bike Sharing voluto dall’Assessore all’Ambiente Marco Visconti sfondassero il già troppo alto tetto dei 162.500 mq. ed ha proposto di utilizzare gli impianti di proprietà comunale (SPQR): ho informato i presenti che il 20 dicembre scorso, proprio il giorno prima di un incontro decisivo sul tema con lo stesso Sindaco Alemanno, ho avuto un incontro con l’On. Visconti a cui ho fatto presente che gli impianti pubblicitari non potranno essere comunque installati nel centro storico vincolato e che soltanto per 450 impianti di proprietà comunale (SPQR) sono state rinnovate le concessioni di locazione, per cui tutti i rimanenti impianti del Comune sono  liberi e per non consumare ulteriore spazio pubblicitario possono essere messi a disposizione della ditta che vincerà il bando per la gestione delle stazioni di Bike Sharing.
L’intervento dell’avv. Lorenzo Santovincenzo è stato integrato dal Presidente della “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” Fabio Depino che ha proposto all’On. Cassone di concedere una audizione anche all’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma ed ha fatto sapere che l’associazione chiederà al Sindaco la proroga dell’Ordinanza n. 263 del 24 novembre scorso.
Ho fatto presente che l’Ordinanza impedisce quanto meno anche gli “spostamenti” di tutti gli impianti pubblicitari installati a rischio della sicurezza stradale: ai membri della associazione che mi contestavano, perché a loro dire tali impianti sarebbero comunque da rimuovere, ho ribattuto che ci sono “concessioni” regolarmente rilasciate prima della entrata in vigore del Codice della Strada per molti impianti che hanno quindi il diritto di essere ricollocati e che quindi le ditte che ne sono titolari si opporranno alla rimozione fino alla scadenza dell’Ordinanza con il serio rischio di provocare altri incidenti mortali.
Alla polemica che si è innescata ho dovuto mettere in evidenza che si tratta di un interesse pubblico da assicurare ed in termini di mediazione ho proposto che quanto meno dell’eventuale proroga dell’Ordinanza venga integrato il testo in modo da far comunque salva la possibilità di rimuovere gli impianti pubblicitari ad alto rischio consentendo lo “spostamento” in altro luogo della città esclusivamente per gli impianti che ne hanno il diritto.
Anche nel “merito” dei contenuti delle proposte presentate nel corso della riunione si intravedono sia luci che ombre.
Una certa luce va intravista sulle posizioni emerse delle tre associazioni, che adesso risultano essere molto ravvicinate fra loro sulla esigenza di rendere immediatamente operativo il PRIP e di disciplinate fin d’ora il percorso successivo fino ai bandi gara, ma con la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” e Legambiente Lazio più allineate fra loro sui suggerimenti della Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, che sposano in termini di “metodo” senza però avere specificato bene come si debbano concretizzare in termini di “merito”, lasciando così forti perplessità se intendano mantenere o no lo “schema normativo” per sostenere separatamente un regime transitorio (approvato magari con delibera di Giunta) oppure vogliano delle vere e proprie Norme Tecniche di Immediata attuazione così come da me proposto da subito a nome di VAS.
Intravedo invece delle ombre cupe sulla pretesa di azzerare tutte le concessioni e le autorizzazioni, che è fin troppo facile sostenere a parole, ma che è praticamente impossibile ottenere nei fatti, pretendendola specialmente da una maggioranza del Consiglio Comunale che finora si è dimostrata chiaramente favorevole a lasciare tutto così com’è e che quindi potrebbe reagire bocciando anche tutte le altre proposte di modifiche ed integrazioni, così come ha già bocciato l’azzeramento delle deroghe al Codice della Strada contenuto nella proposta di delibera di iniziativa popolare da me predisposta.
Non si capisce peraltro perché la “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori”, oltre che Legambiente Lazio, indipendentemente da come verrà approvato il PRIP, non si batta per far rimuovere i 30.000 cartelloni del “riordino” con titolo definitivamente scaduto, che di fatto costituisce un “azzeramento” delle rispettive “concessioni”, senza bisogno di doverle richiedere con un “regime transitorio” quanto meno equivoco. 
Significativo a tal riguardo è quanto ha detto l’On. Ugo Cassone quando ha fatto sapere che pretendere tutto subito non porta a nulla o meglio serve proprio per mantenere la situazione attuale: il forte rischio che intravedo è che questa posizione assunta dalla “associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori” prepari il terreno ad una situazione analoga a quella che il 24 novembre scorso ha portato alla approvazione di un ordine del giorno con promesse da pinocchio e porti anche stavolta ad una bocciatura di tutte le proposte di modifiche ed integrazioni del PRIP (o comunque delle migliori di tipo sostanziale) con l’alibi di un ulteriore ordine del giorno o di una delibera di Giunta o di Consiglio che rimandi la sua attuazione a tempi che non verranno mai rispettati.  

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Roma, 27 gennaio 2012                      

Benvenuti a Roma

settembre 2008
gennaio 2012
Viale dell'Oceano Pacifico.

giovedì 26 gennaio 2012

Cara Lucia

Abbiamo ricevuto questa lettera che pubblichiamo volentieri ed alla quale rispondiamo.

Buonasera, sono una lavoratrice nel settore della cartellonistica pubblicitaria e più precisamente sono impiegata presso un azienda di Roma che da oltre 40 anni opera nel settore. Premesso che vivo a Roma fin dalla nascita e amo vivere in questa città, non comprendo come si può non considerare minimamente la possibilità che ci sono operatori corretti che da anni combattono contro il cartellone selvaggio, contro la continua prepotenza di aziende che in regime di concorrenza sleale distruggono il settore.
Noi da sempre operiamo nel rispetto delle normative e nonostante cio' veniamo attaccati come operatori scorretti. non mancano certamente verbali di accertamento da parte degli agenti di Roma Capitale che vengono elevati su impianti pubblicitari regolarmente autorizzati da oltre 30 anni; Non capisco perchè si vogliono distruggere aziende storiche nel settore per dare spazio alle multinazioni straniere che dovrebbereo rendere la mia Roma più bella; ritengo che se ci impegnamo  con Il Comune a rispettare le regole possiamo raggiungere lo stesso scopo senza lasciare a casa centinaia di persone che lavorano in questo settore.

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Gentile Lucia,

lei è giovane e davvero ci sorprende che alla verde età di 25 anni non sfrutti il suo tempo libero per viaggiare nelle città della nostra Europa e di tutto l'occidente. Non ne troverà neppure una, se la trova ce la segnali, dove il settore delle affissioni esterne è demandato al lavoro di un così alto numero di aziende. A Londra, a Parigi, a Madrid, a Berlino non hanno "distrutto aziende storiche", hanno semplicemente gestito un settore in maniera civile. A differenza di Roma.

Guardì, nel nostro sistema produttivo c'è stato negli anni tutto e il contrario di tutto. Le aziende, quando un mercato si esaurisce o cambia la sua conformazione, si trasformano. Chi gestisce pubblicità esterna, magari inizierà a lavorare su internet e guadagnerà di più. C'erano le fabbriche che costruivano amianto: hanno chiuso perché l'amianto è stato messo fuori legge. C'erano i distributori di benzina in tutto il centro storico: hanno chiuso perché si è deciso che non dovevano più starci. C'erano i bigliettai sul tram e si è deciso di toglierli tutti. C'erano le fabbriche di carrozze, ma poi sono arrivate le autovetture. C'erano i negozi che affittavano videocassette, hai fatto caso: han dovuto chiudere tutti perché la gente ha il satellite, il digitale terrestre e iTunes. Anzi, sono spariti anche quelli che le producevano, le videocassette. Potremmo andare avanti per secoli...

Insomma, il mercato cambia, si evolve, si modernizza. E non tutto può restare sempre uguale perché le città sono i luoghi del cambiamento e dell'evoluzione. Non si tratta di punire nessuno: si tratta di evolvere e di crescere. Si tratta di estirpare dalla nostra città i cancri che la umiliano. Tra questi la cartellonistica più o meno abusiva. E il fatto di avere un cancro da trent'anni non significa che sia necessario lasciarlo lì. Anzi. A proposito di cancro, pensa un attimo al cancro vero: ci sarebbe gente in questa città che se si trovasse il vaccino per questa e per altre malattie si dispererebbe visto che questo diminuirebbe i posti di lavoro negli ospedali e nelle case farmaceutiche.

Ti auguriamo di trovare un altro ottimo lavoro, in una azienda al passo coi tempi e inserita nel mondo della comunicazione con i metodi della comunicazione del 2012, non con quelli degli anni Sessanta e Settanta.

CIAO

A trovarlo uno regolare non ci si riesce

 
 
Ecco 3 foto che mostrano altrettanti cartelloni palesemente abusivi in prossimità di incroci, strisce pedonali o semafori.

Il primo della foto è quello di via Roberto Malatesta, al centro della carreggiata, all'intersezione tra l'omonima via e via Renzo da Ceri. Si trova nel bel mezzo di un incrocio, sulle strisce pedonali e al centro del semaforo.

Il secondo si trova all'incrocio tra via Zenodossio e via Casilina, in prossimità delle strisce pedonali (tra l'altro invase da auto in divieto di sosta).

L'ultimo è all'incrocio tra via Casilina e la Circonvallazione Casilina, anche questo in prossimità di un attraversamento pedonale.

Gaio Epulone

mercoledì 25 gennaio 2012

Anche Famiglia Cristiana sullo scandalo Cartellopoli

Clicca sull'immagine per leggere l'articolo.

Osservazioni sul PRIP proposte dal Gen. Antonino Torre

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Dopo una riunione di maggioranza nella quale l'assessore Bordoni ha illustrato i "benefici" del PRIP come da lui proposto ed emendato dal Cons. Cassone, ho diffuso il documento che allego.

All'incontro erano presenti: Gramazio, Cassone, Angelini, Antiani e lo scrivente.

Cordiali saluti.

Antonino Torre

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OSSERVAZIONI SUL PIANO REGOLATORE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI

proposte dal gen. ANTONINO TORRE


Come discusso anche come  è emerso nell’incontro con il Signor Sindaco e le associazioni/comitati contro il cartellone selvaggio avvenuto  all’inizio della settimana, ho messo in evidenza i 4 punti principali di più facile impatto – così come sono usciti dalla Commissione Commercio - che risultano critici e che andrebbero emendati:

1)    SUPERFICIE COMPLESSIVA PREVISTA DAL PIANO: La riduzione del 20% rispetto all’esistente (considerando esistente la superficie calcolata nella banca dati, esclusi tutti gli abusi veri e propri) sia da considerare troppo bassa, come anche suggerito dall’Agenzia Comunale per la qualità dei servizi pubblici. La riduzione dovrebbe essere del 50% e non comporterebbe sia alcuna perdita di gettito per il Comune sia di incasso per le ditte. La riduzione della superficie disponibile per le inserzioni pubblicitarie produrrebbe, infatti, per la nota legge della domanda e dell’offerta automaticamente la possibilità di un incremento delle tariffe in quanto gli impianti, in misura minore, sarebbero più appetibili. Quindi una consistente diminuzione della superficie destinata ai cartelloni produrrebbe maggior decoro, maggiore sicurezza e gettito invariato per le casse comunali.

2)    DEROGHE AL CdS: le deroghe alla legge devono essere eliminate. Molti comuni italiani hanno rinunciato alla possibilità di deroga offerta dalla legge nazionale. Ciò per chiarezza, linearità e trasparenza di gestione. Le deroghe, ritengo, siano una delle cause più importanti all’origine del caos che segna la particolare materia. Non è pensabile che, come proposto dal piano, vengano addirittura aumentate nonostante gli incidenti con morti e feriti verificatisi negli ultimi mesi. Oltretutto, c’è un impegno pubblico, formale e moralmente vincolante preso con la votazione dell’ordine del giorno sostenuto da tutta la maggioranza e gran parte dell’opposizione. Il Sindaco ha dato in merito una indicazione chiara per la riduzione drastica e/o l’annullamento delle deroghe. Quello della sicurezza è un interesse generale e prioritario: l’incolumità dei cittadini non può essere subordinato all’interesse commerciale e ai benefici economici dei soggetti che installano gli impianti e gestiscono le affissioni.

3)    PERMANENZE DELLE CONCESSIONI: un Piano Regolatore può funzionare soltanto se parte da zero e norma e disciplina una materia. L’azzeramento della situazione attuale, tenuta in piedi al momento con rinnovi temporanei delle concessioni,  era previsto nella formulazione originaria del PRIP mentre con gli emendamenti approvati dalla Commissione Commercio, e in particolare al capitolo 5.6 dello schema normativo e al capitolo 7.1, viene consentita la permanenza di autorizzazioni e di concessioni di impianti già esistenti sul territorio cittadino. Ciò è destinato inevitabilmente a generare ed alimentare un contenzioso infinito che impedirà la realizzazione dei bandi e, in ultima analisi, bloccherà l’applicazione di qualunque piano, forse non a caso.

4)    TEMPI: la tempistica ipotizzata con gli emendamenti introdotti, come anche sottolineato dal Sindaco, è incompatibile con l’applicazione del piano e la sua reale entrata in funzione. Esiste poi il paradosso di una fase sperimentale DOPO l’approvazione in Consiglio (cosa che, nel caso, si sarebbe dovuta fare PRIMA) che comporterà un anno di applicazione in soli due municipi, con il rischio di dover rimettere mano a tutto il piano nel caso in cui ci fossero dei problemi, con il rinvio a data da destinarsi di tutto l’impianto. Inoltre, anche se la sperimentazione – confusa, contraddittoria e con le criticità precedentemente segnalate – funzionasse in qualche modo, la fase successiva prevedrebbe, con tempi non definiti, l’introduzione del piano municipio per municipio a partire dal gennaio 2013. Ciò significa non voler applicare il piano e minarne l’effetto potenzialmente positivo (se modificato come da noi indicato) alla base.

PUNTI ALTRETTANTO CRITICI, MA DI MAGGIORE CONTENUTO TECNICO:

5)    PIANI DI LOCALIZZAZIONE: è inaccettabile che si preveda la redazione e la presentazione da parte di soggetti privati anche per ridottissime porzioni di territorio. I commenti e i suggerimenti provenienti dalle realtà territoriali e dai municipi non sono considerati vincolanti, e questo è inaccettabile. Rischiamo seriamente di avere i piani di localizzazione preparati dalle imprese che installano gli impianti, imprese che in gran parte – come dichiarato dal Sindaco -  appaiono coinvolte nello scandalo attuale e comunque hanno migliaia di impianti in condizioni di illegalità dimostrata e certificata. Non è pensabile che si possano fare bandi per aree ampie con circa 400 aziende che operano sul territorio.

6)    BANDI: nel piano regolatore nella formulazione attuale non è previsto nulla rispetto ai requisiti dei bandi, nemmeno in merito alla bonifica del territorio dalle migliaia di impianti illegali attualmente presenti. Calcolando una media di 400 euro a rimozione, stiamo parlando di un importo totale di almeno 10 milioni di euro di rimozioni. Non è pensabile che possano essere a carico dell’amministrazione pubblica.

7)    NORME: il rapporto tra regolamento esistente (delibera 37/2009), il PRIP e sua attuazione tramite i piani di localizzazione è confuso, contraddittorio e anomalo dal punto di vista normativo, come messo in evidenza anche dalla relazione dell’Agenzia Comunale per la Qualità dei servizi pubblici. Questa confusione è destinata anch’essa, come anche i punti precedentemente citati, a compromettere totalmente l’applicabilità del piano regolatore e la sua efficacia                     

Uno è ricollocato e l'altro è in omaggio?

Aprile 2008

24 gennaio 2012
Continuano le ricollocazioni su via Laurentina altezza piazzale Giulio Douhet. Nelle foto sopra il lavoretto fatto più o meno lo scorso fine settimana.
Dopo questo impianto eccone altri due in totale violazione dell'inutile ordinanza del sindaco.
In questo caso una è chiaramente una ricollocazione di questo impianto segnalato in data 27/02/2011 da VAS:
16 febbraio 2011
24 gennaio 2012
Mentre la targhetta dell'altro non fa riferimento a nessun impianto (sono stati tutti segnalati) presente in precedenza in quel tratto di spartitraffico centrale ed anche la targhetta "Via Laurentina ang. Piazzale G.Douhet" non ci aiuta a capire da dove provenga.
 
Sarà che ne ricollochi uno e ne vinci due?
Poi sarà il caso o no di avvertire questa TRE C PUBBLICITA' ( in corso procedimento di voltura da C.Z.) S.r.l. dell'esistenza dell'ordinanza del sindaco?

martedì 24 gennaio 2012

Finalmente un nuovo Assessore!

Non è vero che la scorsa settimana il sindaco per salvarla dal ricorso al Tar per la storia delle quote rosa ha azzerato e rinominato la stessa giunta.
Come potete vedere dalla foto un assessore è stato sostituito: l'Assessore alle Politiche del Commercio e Attività produttive non è più Davide Bordoni bensì Davide "c'è spazio per tutti" Bordelloni.
Auguriamo al nuovo Assessore buon lavoro!

Ennesimo incidente. Ma hanno già ripulito tutto

Ieri il nostro lettore paolo scriveva:

Ieri (22/01/2012), passando su via Laurentina (incrocio con piazzale Ardigò) ho notato un simpatico cartellone che evidentemente era stato "investito" da un'auto.
Dei due pali che lo sorreggevano, uno è stato completamente abbattuto, mentre l'altro rimane in piedi e resiste tenendo in piedi il cartellone. Purtroppo non mi sono potuto fermare per fare una foto, ma certo lo spettacolo era notevole!
Tra l'altro, il cartellone o ciò che ne rimane, non è neanche transennato o segnalato con i nastri della municipale..
Il cartellone dovrebbe essere quello che si vede in questa foto: http://g.co/maps/zyp58
Stamattina (24/01/2012) siamo passati di lì ed ecco cosa abbiamo trovato:
Come potete vedere è già tutto ripulito, a parte il palo che è sopravvissuto.
Quanto ci metterà a ricomparire il cartellone (nel bel mezzo di un incrocio) secondo voi?

lunedì 23 gennaio 2012

Perfetta manutenzione

2 febbraio 2011

18 gennaio 2012
Questo impianto faceva parte di questa segnalazione che ne comprendeva 3 a brevissima distanza l'uno dall'altro, non si capisce perchè sia sparito solo questo (dopo un anno).
Poi che dire dello splendido lavoro di rimozione. Dalla serie: "Noi er buco lo tappamo cor sercio estica**i se qualcuno ce mette er piede e se lo spezza".

Tanto per ricordarlo alla ditta riportiamo l'articolo del Regolamento comunale delle affissioni (delibera 37/2009): "Il soggetto autorizzato ha altresì l’obbligo di curare la tempestiva e perfetta manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto o del mezzo pubblicitario, compresa quella che si renda necessaria per porzioni di edifici e di suolo direttamente o indirettamente danneggiati dall’esposizione autorizzata" (art. 12 comma 2).

PS. nel frattempo sullo sfondo ne è comparso un altro...

Da 1 a 10 quante possibilità ci sono di morire addosso a questo cartellone?

Aprile 2008
Gennaio 2012
Sta ancora la, nonostante le segnalazioni...
Traffico Matto

domenica 22 gennaio 2012

Porta Pinciana. E davanti gli abusivi

Cartello su via Pinciana angolo Piazzale del Brasile con sullo sfondo Porta Pinciana. Vicinissimo il semaforo. Sta li da quasi un anno e non ha mai avuto pubblicità. E' brutto ed inutile ma nessuno lo toglie. Nella vicinissima Via Veneto ci sono cartelli ogni sei metri, alcuni senza pubblicità e ci sono diversi pali senza piu cartello che nessuno toglie. Degrado totale e menefreghismo.
Adolfo

Aggiungiamo noi che quel cartello appartiene ad una società annullata nel luglio 2011...

sabato 21 gennaio 2012

Continua l'invasione senza sosta

Via Cassia altezza svincolo Formellese

Via Aurelia Antica direzione Don Guanella
Nella prima foto allegata, segnalo nuovi cartelloni su via Cassia. Anche Mc Donald’s ha fatto la sua ricca parte, facendone piazzare 3 nuovi.

Nelle altre due le decine già montati su via Aurelia Antica, tratto Don Guanella/via Aurelia. È un tratto che il municipio ha risistemato mesi fa, con nuovo marciapiede e tagliando vegetazione e alberi. Da subito sono stati installati i pali che ora iniziano ad "ospitare" inserzioni pubblicitarie.

Fabrizio D. B.

Volendo, si può. Volendo...

20 settembre 2011
29 dicembre 2011
Impianto segnalato il 21 settembre e contravvenzionato il 3 ottobre al 29 dicembre 2011 non è più presente.
Foto Emanuele