venerdì 30 marzo 2012

L'ultima trovata del Comune di Roma sul PRIP

Sul Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) la maggioranza che è al governo del Comune di Roma si è fin qui inventata tutta una serie di “trovate”, a partire dal 2 febbraio del 2011, quando cioè la Giunta Capitolina ha adottato un Piano Regolatore che non si può definire tale perché sprovvisto di Norme Tecniche di Attuazione che stabiliscano la disciplina da rispettare negli elaborati grafici costituiti dalle 14 Tavole di zonizzazione e tipi stradali: come prima “trovata” il PRIP è stato adottato con uno “schema normativo” che se approvato come tale dal Consiglio Comunale non avrebbe nessuna valenza giuridica.

In sede di controdeduzioni ai “pareri” espressi sul PRIP dai Consigli Municipali la Giunta Capitolina ha approvato una seconda “trovata”, riformulando il punto 5.6 dello schema normativo, che riguarda l’efficacia dei Piani di Localizzazione: la Giunta ha fatto un bel salto di qualità dall’adozione di un PRIP che era senza immediate norme di attuazione e che ora invece sono state introdotte in sede di controdeduzioni anche se limitatamente ai circa 35.000 impianti pubblicitari facenti parte del riordino, in maniera comunque opposta a quella che avevo richiesto io con le osservazioni presentate a nome di VAS, a cui la Giunta Capitolina ha dovuto ad ogni modo rispondere, perché le ha fatte integralmente proprie il Consiglio di centro-destra del II Municipio.

È stato controdedotto che in riferimento alle osservazioni di cui al punto “Misure di salvaguardia del PRIP” si è dovuto tener “conto della disciplina vigente relativamente al progetto di riordino richiamata nelle norme transitorie del Regolamento Pubblicità (Deliberazione C.C. n. 37/2009)”, che dovrebbero essere quelle riportate al comma 5 bis dell’art. 34 secondo il quale “l’esame delle domande di riordino ancora in fase istruttoria è sospeso e sarà effettuato sulla base dei criteri introdotti” sia dal PRIP che dai Piani di Localizzazione
 
La suddetta disposizione è stata interpretata in sede di applicazione nel senso che anche gli impianti Modello ES, installati del tutto abusivamente senza aspettare l’esito della istruttoria della richiesta di nuova installazione, possono ora essere eventualmente “legittimati” dal PRIP sulla base delle sue non meglio specificate “linee guida”.

La terza “trovata” è venuta dalla IX Commissione per il Commercio, presieduta dall’On. Ugo Cassone, che ha fatto licenziare il PRIP approvando un emendamento che aggiunge al suo schema normativo un capitolo n. 7, relativo alle “Disposizioni Attuative”, che al paragrafo 7.1 detta la disposizioni riguardanti la “Fase di prima attuazione del Piano”: è stato fatto un altro salto di qualità perché ora, rispetto al punto 5.6 dello schema normativo, che riguarda l’efficacia dei Piani di Localizzazione e che era stato riformulato nel testo dalla Giunta Capitolina, la IX Commissione per il Commercio ha introdotto un capitolo 7 dedicato espressamente alle disposizioni attuative del PRIP, che partivano dal presupposto che il PRIP sarebbe stato approvato dal Consiglio Comunale entro la fine del 2011 e che dal 1 gennaio 2012 il diritto di rimanere comunque installati nell’immediato sul territorio veniva esteso non solo a tutti gli impianti pubblicitari che fanno parte del riordino, ma anche a tutti gli altri che risultano installati a vario titolo e che risultino inseriti nella Nuova Banca Dati, compresi quindi anche e soprattutto quelli abusivi, che possono essere ricollocati anche negli altri Municipi, “qualora ne esistano i presupposti” non meglio specificati.

Dall’inizio dell’anno in corso le disposizioni del PRIP si sarebbero dovute applicare soltanto al territorio dei Municipi I e II, mentre per i rimanenti Municipi sarebbero state applicate progressivamente a partire dal 1 gennaio del 2013.

L’emendamento prevedeva fra l’altro che “a partire dal 01/01/2012 verranno studiate procedure tecnologiche per il controllo elettronico/satellitare degli impianti sul territorio” e che “dall’1/3/2012 tutti gli identificativi inseriti nella nuova Banca Dati saranno pubblicati sul sito web dell’Amministrazione Capitolina”.

Nel corso della seduta del Consiglio Comunale dello scorso lunedì 26 marzo, che all’ordine dei lavori aveva anche la proposta n. 4/2001 sulla approvazione del PRIP, ho avuto modo di parlare con l’On. Ugo Cassone, che mi ha fatto sapere che il suddetto emendamento era da considerarsi ormai scaduto e che si sarebbe fatto personalmente promotore di un nuovo emendamento, di cui non mi ha voluto anticipare i contenuti, ma che è diventato la quarta trovata sul PRIP, resa nota in un articolo pubblicato il 30 marzo scorso da “Il Tempo” alla pagina

Stando all’articolo la grande novità starebbe ora nelle norme di attuazione al piano che la giunta capitolina vuole portare in aula, grazie ad un emendamento che sta preparando Cassone, attraverso le quali, una volta passato il piano regolatore, sarà possibile ridurre subito di circa il 27% i metri quadrati censiti di impianti pubblicitari, passando dagli attuali 220 a 162 mila. «Senza quelle norme di attuazione - spiega il presidente della commissione capitolina al commercio - dovremo aspettare i piani di localizzazione con i quali si stabilisce, Municipio per Municipio, il limite massimo di impianti pubblicitari consentito. Un lavoro piuttosto lungo e complesso». Se la mossa delle norme di attuazione dovesse riuscire, si procederebbe a eliminare per primi i titoli autorizzativi cosiddetti «senza scheda» «concessi in passato senza un vero e proprio controllo - continua Cassone - Controllo che, invece, con questo piano regolatore sarà da oggi in poi, possibile». Le novità non finiscono qui. Il nuovo piano prevede anche una banca dati pubblica sugli impianti approvati ed esistenti e un controllo elettronico del cartellone pubblicitario attraverso un semplice dispositivo che ogni ditta, alla quale verrà data la concessione, dovrà mettere a sue spese. Con questo dispositivo si potrà anche effettuare un controllo immediato sulla regolarità dell'impianto
 
Come si può vedere per confronto, dell’emendamento licenziato dalla Commissione da lui presieduta l’On. Ugo Cassone ha conservato sia il controllo elettronico di ogni impianto pubblicitario che la pubblicazione sul sito Internet del Comune dalla Nuova Banca Dati. 
 
Riguardo invece alla “trovata” della riduzione immediata di circa 60.000 mq. di cartelloni pubblicitari, senza dover aspettare l’approvazione dei Piani di Localizzazione, passando dai 220.000 mq. attualmente calcolati come esistenti sul territorio ai 162.500 previsti dal PRIP, c’è da dire che corrisponde esattamente al 27% in meno, ma va messo in rilievo che lo stesso Sindaco On. Gianni Alemanno proprio ieri ha presenziato ad una serie di rimozioni di impianti pubblicitari installati lungo Corso di Francia, dichiarando allo stesso riguardo una riduzione del 20%: non è dato di sapere se sia stato un errore o un lapsus freudiano del Sindaco, che la dice comunque lunga sulla effettiva volontà di ridurre la superficie espositiva complessiva che dovrò avere la città di Roma.

Sulla “trovata” che secondo l’On. Ugo Cassone sarebbe l’ultima intenzione del Campidoglio non si sa se mettersi a ridere oppure a piangere, specie se si riflette sul “modo” farraginoso quanto fantasioso che è arrivato ad ipotizzare per togliere subito dalla strada più di 60.000 mq. di impianti pubblicitari: secondo il Presidente della Commissione Commercio si procederebbe a eliminare per primi i titoli autorizzativi cosiddetti «senza scheda» «concessi in passato senza un vero e proprio controllo che, invece, con questo piano regolatore sarà da oggi in poi, possibile»
 
La “scheda” di cui parla l’On. Ugo Cassone è quella con cui anche nella Nuova Banca Dati risultano registrati tutti gli impianti pubblicitari che hanno fatto parte della cosiddetta procedura “del riordino” e che erano stimati in circa 35.000 unità, vale a dire in numero addirittura superiore al tetto attuale risultante dalla Nuova Banca Dati: ne deriva che ad essere “senza scheda” non ci dovrebbero essere impianti che tutt’al più si conterebbero con le dita di una mano.

Ma l’aspetto più contradditorio della sua “trovata” sta nella dichiarazione di impianti pubblicitari che, pur “senza scheda”, hanno comunque avuto il rilascio di un titolo autorizzativo concesso in passato senza un vero e proprio controllo, che si vorrebbe mettere ora in discussione in base a non si sa bene quale valido motivo e che innescherebbe un contenzioso tanto spaventoso quanto dannoso per il Comune in termini economici. 
 
L’On. Ugo Cassone si rifiuta di riconoscere che il PRIP così come adottato individua nelle 14 Tavole di zonizzazione e tipi stradali le cosiddette zone “A” dove secondo il par. 3.2 dello schema normativo “è vietata l’istallazione di impianti pubblicitari pubblici e privati e degli impianti per pubbliche affissioni”, con la precisazione che “il divieto è esteso anche alle aree di pertinenza delle strade, di piazze e dei larghi che segnano il confine di ogni zona”.

Nella relazione illustrativa del PRIP vengono elencati tutti gli ambiti di paesaggio individuati per le zone vincolate dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) dove vige in modo coerente il divieto tassativo di affissione, che poi però in sede di applicazione pratica (vale a dire nelle 14 tavole di zonizzazione e tipi stradali) il PRIP non rispetta affatto: è stato dimostrato nelle osservazioni al PRIP che in data 11 aprile 2011 ho presentato a nome dell’associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) attraverso tutti i casi riscontrati nelle varie tavole, che sono da considerare veri e propri errori materiali di cui va pretesa una correzione d’ufficio, che una volta effettuata porterà conseguentemente ad abbassare il dimensionamento complessivo del PRIP.

Indipendentemente dagli errori materiali, riconosciuti in buona parte anche dallo stesso dott. Francesco Paciello in sede di controdeduzioni, va messo in rilievo che all’interno delle zone “A” risultano ricadere installati attualmente una marea di impianti pubblicitari: ne deriva che l’approvazione del PRIP da parte del Consiglio Comunale con delle vere e proprie Norme Tecniche di Attuazione immediatamente applicabili dovrebbe comportare la conseguente rimozione di tutti i cartelloni che risultino ricadenti sia nelle zone “A” che nelle immediate vicinanze dei loro confini.

Per far questo non occorre affatto il controllo sui titoli autorizzativi che ipotizza l’On. Ugo Cassone e che tutt’al più servirebbe al contrario, per stabilire cioè i cartelloni con titolo regolarmente rilasciato che avrebbero perciò diritto ad essere caso mai ricollocati in posizioni che siano comunque conformi alle previsioni del PRIP.

La paradossalità della “trovata” dell’On. Ugo Cassone sta nel fatto che - se la superficie complessiva dei cartelloni pubblicitari da rimuovere perché installati nelle aree con divieto tassativo di affissione superasse i 60.000 mq. – non si potrebbe allora rimuoverli tutti, ma ci si dovrebbe fermare a questo tetto, lasciando illecitamente chissà quanti impianti installati dove invece il PRIP non lo consente.

Ma l’aspetto ancor più paradossale che continua a voler ignorare l’On. Ugo Cassone e con lui una buona maggioranza del Consiglio Comunale è che non occorre far sancire dalle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP il divieto tassativo di affissione nelle zone vincolate, dal momento che lo stesso divieto é già prescritto dal PTPR fin dall’anno 2007, dalla data della sua adozione da parte della Giunta Regionale e va quindi rispettato fin d’ora anche senza l’approvazione del PRIP.

l’On. Ugo Cassone e con lui una buona maggioranza del Consiglio Comunale continuano ad ignorare che anche senza l’approvazione del PRIP sono da rimuovere in base al vigente Regolamento (approvato con delibera n. 37/2009 dalla stessa attuale maggioranza del Consiglio Comunale) tutti gli impianti pubblicitari che hanno il titolo definitivamente scaduto e che in base all’ultimo periodo del 2° comma dell’art. 1 sono da considerarsi abusivi a tutti gli effetti e quindi da rimuovere.

Mi riferisco ai ca. 30.000 impianti pubblicitari del procedimento del riordino di cui era stata prorogata al 31 dicembre 2009 la scadenza del 1° quinquennio della “concessione”, che non è stata poi rinnovata per altri 5 anni fino al 31.12.2014 [vedi Istruzioni perl’uso (22): impianti pubblicitari da rimuovere perché conautorizzazioni definitivamente scadute].

Le Norme Tecniche di Attuazione del PRIP, in cui va trasformato il suo “schema normativo”, dovranno obbligatoriamente prevedere il “Rapporto con lo stato dell’impiantistica esistente” e far scattare come “misure di salvaguardia” l’obbligo di rimuovere tutti gli impianti pubblicitari irregolari, lasciando installati sul territorio soltanto quelli del tutto conformi alle destinazioni del PRIP (più o meno 5.000 impianti) fino alla approvazione dei Piani di Localizzazione ed ai conseguenti bandi per l’assegnazione della gestione decennale degli impianti previsti.

Quand’anche l’attuale maggioranza del Consiglio Comunale approvasse un PRIP che non preveda nulla di tutto questo, sarà comunque inevitabile la rimozione completa prima o poi tanto degli impianti installati nelle zone vincolate con divieto tassativo di affissione quanto degli impianti che risultano installati ma hanno il titolo definitivamente scaduto, perché verrà imposta all’occorrenza con i poteri sostitutivi.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi 
 
Roma, 31 marzo 2012

Una cosa giusta l'ha detta: non sono raddoppiati. Infatti sono quintuplicati



A margine dell'ennessimo spot elettorale per rifarsi una verginità cartellonara pagato con i nostri soldi il sindaco della giunta Bordoni a pronunciato codeste parole (dal minuto 2.06): "...dal 2007 al 2011 senza senza che ci siano un aumento di concessioni abbiamo avuto un più un raddoppio di quelle che sono le entrate delle casse comunali dell'--- pubblicitaria. Non è che c'è stato il doppio di impianti ma il doppio di incassi insomma significa che si è andato a non solo ad aumentare le tariffe ma anche a fare un discorso molto più preciso e puntuale...".

Meno male che esiste Street View altrimenti qualcuno gli crederebbe pure...
Ma poi tutti questi soldi incassati dove stanno se l'Ufficio Affissioni ha in cassa solo 800 euro?

Davvero indecorosi questi siparietti. Quello che dice il sindaco non significa nulla ("...questo era un impianto regolare che i vigili hanno sanzionato..." ???). La città sprofonda umiliata sotto 200mila impianti (quintuplicati, certo, non raddoppiati), la maggior parte dei quali gestiti dalla criminalità (l'ha detto lui in passato). Per risolvere il problema occorre fare come tutte le città europee: mettere le posizioni degli impianti a bando.

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Rassegna stampa online



Si si rispettiamola. Da che pulpito...

Gianni Alemanno (@AlemannoTW)
29/03/12 23:28
Domani mattina sarò alle operzioni di rimozione degli impianti pubblicitari abusivi a Corso Francia. #Roma e' casa nostra rispettiamola!!

Scenario di morte. E chissà che non sia stato il bosco di cartelloni a distrarre la vittima...

Incrocio di via Virgilio Talli con via Nazzareno de Angelis - IV° Municipio.

giovedì 29 marzo 2012

Una valanga di segnalazioni. Grande Paolo. Prendete esempio!

Segnalazione inviata il 28 marzo 2012 a: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, claudio.saccottelli@comune.roma.it, polmunicipaleseg15@comune.roma.it 

Si segnalano come presunti abusivi/irregolari per le ragioni indicate, i seguenti impianti pubblicitari (tutte le foto citate - ma non allegate per motivi di dimensioni - sono scaricabili da qui: http://www.mediafire.com/?ejj41jbsjqqeuq5):

1. cartellone monofacciale CBS su nuovo sottopasso ferroviario Via Portuense (pressi Salita San Carlo), privo di codice identificato NBD (foto portuense-cbs.jpg) ed installato durante la moratoria del Sindaco;

2. cartellone bifacciale 2x1,5 ca. della Special Communication srl, identificato con codice NBD 0085/R600/P (portuense-sc-tag.jpg) installato in Via Portuense alt. Via Quirino Majorana su spartitraffico di dimensioni inferiori a m.4, in immediate vicinanze di segnali stradali ed incrocio (foto portuense-sc.jpg);

3. cartellone bifacciale con cimasa SPQR (portuense-citroen.jpg) e codice NBD 0057/BG564/P (portuense-citroen-tag.jpg) installato su spartitraffico in Via Portuense alt. Via Quirino Majorana, a distanza ravvicinata da incrocio stradale e segnaletica verticale. Per la stessa ragione, due cartelloni 4x3 della PES e della SCI (codice NBD 0040/AH964/P, foto portuense-sci-tag.jpg) sullo stesso spartitraffico sarebbero anch'essi irregolari, oltre che per l'affollamento;

4. cartellone monofacciale 4x3 della Star Rome Pubblicità identificato con codice NBD 0108/AL792/P (portuense-star-tag.jpg) installato in Via Portuense angolo Via Quirino Majorana a distanza ravvicinata da un attraversamento pedonale (portuense-star.jpg); per la stessa ragione, un cartellone 4x3 della Sibilia adiacente al precedente sarebbe irregolare. Sul retro degli stessi vi è una zona archeologica, per cui si suppone anche la violazione di vincoli archeologici dell'intera zona, qualora presenti;

5. cartellone monofacciale della Clear Channel (portuense-clear.jpg) e codice NBD 0025/AE505/P (portuense-clear-tag.jpg) installato in Via Portuense alt. Via Quirino Majorana, a distanza ravvicinata da incrocio stradale e segnaletica verticale;

6. cartellone monofacciale 4x3 n.56 della ditta PES identificato con codice NBD 0006/AZ299/P (portuense-pes-tag.jpg) installato in Via Portuense angolo Via Quirino Majorana frontalmente a un attraversamento pedonale e su marciapiede di dimensioni minime (portuense-pes.jpg);

7. cartellone bifacciale 4x3 della MG (portuense-mg2.jpg e portuense-mg.jpg) e codice NBD 0446/BH509/P (portuense-mg-tag.jpg) installato su spartitraffico in Via Portuense alt. Via Quirino Majorana, a distanza ravvicinata da incrocio stradale, attraversamenti pedonali, impianto semaforico e segnaletica verticale;

8. cartellone monofacciale 2x1,5 ca della GBE identificato con codice NBD 0092/BS130/T (portuense-gbe-tag.jpg) installato in Via Portuense angolo Via Pozzo Pantaleo frontalmente a un attraversamento pedonale (portuense-gbe.jpg);

9. serie di cartelloni monofacciali 4x3 di varie ditte in Via Pozzo Pantaleo (pozzo.jpg), posizionati a distanza ravvicinata da impianti semaforici e tra di loro;

10. cartelloni monofacciali 4x3 della Clear Channel identificato con codice NBD 0092/BS130/T (portuense-clear2-tag.jpg) e della APA identificato con codice NBD  0044/BC754/P (portuense-apa-tag.jpg) installati davanti l'incrocio tra via Portuense e Via Pozzo Pantaleo, a distanza ravvicinata fra loro (portuense-incrocio.jpg);

11. cartellone bifacciale 2x1,5 ca. della DDN srl identificato con codice NBD 0070/AU736/P (portuense-ddn-tag.jpg) installato su marciapiede in Via Portuense ang. Via Giuseppe Veronese, a distanza ravvicinata da attraversamenti pedonali e segnaletica verticale (portuense-ddn.jpg);

12. cartellone bifacciale 2x1,5 ca. privo di cimasa (portuense-sapi.jpg) installato su marciapiede in Via Portuense alt. civico 301, a distanza ravvicinata da attraversamenti pedonali e segnaletica verticale;

13. cartellone bifacciale della ESOTAS identificato con codice NBD 0048/AJ329/P (portuense-esotas-tag.jpg) installato su carreggiata in Via Portuense ang. Via Bartolomeo Cristofori, a distanza ravvicinata da incrocio (portuense-esotas.jpg);

14. cartellone monofacciale 4x3 della Star Rome Pubblicità (volpato-star.jpg) identificato con codice NBD 0108/AL811/P (volpato-star-tag.jpg) e cartellone monofacciale 1x1 della Clear Channel (volpato-clear.jpg) in pessimo stato di conservazione, identificato con codice NBD 0025/AL260/P (volpato-clear-tag.jpg) entrambi installati su marciapiede in Via Giovanni Volpato alt. Piazzale della Radio, a distanza ravvicinata da impianto semaforico, incrocio stradale, attraversamenti pedonali e segnaletica verticale;

15. cartellone monofacciale 1x1 della Special Communication srl (pacinotti-special.jpg) identificato con codice NBD 0085/AR529/P installato su marciapiede in Via Antonio Pacinotti alt. civ.15, a distanza ravvicinata dal ciglio stradale;

16. n.3 cartelloni monofacciali 4x3 della Pubbli Roma in Via Antonio Pacinotti, di cui uno all'alt. di Via Alfredo Nobel identificato con numero Pubbli Roma 732, frontalmente a un attraversamento pedonale e a distanza ravvicinata da un semaforo (pacinotti-pubbli1.jpg a destra), altri due a ridosso della rotatoria con Lungotevere Vittorio Gassman ed a distanza ravvicinata con attraversamento pedonale e segnaletica stradale, identificati con numero Pubbli Roma 747 (pacinotti-pubbli2-pna.jpg) e n. 389 (pacinotti-pubbli3.jpg) e rispettivi codici NBD 0049/AA833/P (pacinotti-pubbli2-tag.jpg) e 0049/AA834/P (pacinotti-pubbli3-tag.jpg);

17. cartellone monofacciale privo di cimasa e di codice identificativo NBD in Via Antonio Pacinotti a fianco al primo dei cartelloni di cui al punto precedente (pacinotti-pubbli1.jpg, a sinistra), frontalmente a un attraversamento pedonale e a distanza ravvicinata da un semaforo ;

18. cartellone bifacciale privo di cimasa ed identificato con codice NBD 0079/AP727/P (pacinotti-odp-tag.jpg) in Via Antonio Pacinotti su spartitraffico centrale di dimensioni inferiori a 4 m ed a distanza ravvicinata da segnaletica stradale (pacinotti-odp.jpg);

19. cartellone bifacciale 4x3 della MG identificato con codice NBD 0446/BH443/P (pacinotti-mg-tag.jpg) in Via Antonio Pacinotti a ridosso della rotatoria con Lungotevere Vittorio Gassman ed a distanza ravvicinata segnaletica stradale (pacinotti-mg.jpg);

20. n.4 cartelloni monofacciali 4x3 della Sibilia in Via Antonio Pacinotti, tutti tra Lungotevere Vittorio Gassman e il Ponte dell'Industria a distanza ravvicinata tra loro (pacinotti-sibilia-pan.jpg), identificati con numero Sibilia 1125 , n. 2495, n. 2175, n. 2170  e rispettivi codici NBD 0055/AN709/P (pacinotti-sibilia1-tag.jpg), 0055/AN708/P (pacinotti-sibilia2-tag.jpg), 0055/AN486/P (pacinotti-sibilia3-tag.jpg), 0055/AN485/P (pacinotti-sibilia4-tag.jpg). Nello stesso tratto, adiacente agli altri, un altro cartellone 4x3 della Pubbli Roma appare parimenti irregolare.

Si presume la natura irregolare e/o abusiva dei suddetti cartelloni poichè apparentemente contrari alle disposizioni stabilite dal vigente Regolamento delle Affissioni (delibera C.C. 37/2009) e/o dal Regolamento di Attuazione del Codice della Strada (D.P.R. 495/1992).

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione dei suddetti impianti qualora ne venga accertata la natura abusiva e/o irregolare: in tal caso si chiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell'art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Nelle more della materiale rimozione dei suddetti impianti, l'amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto.

Distinti saluti.
Paolo P.

Cartellopoli vs Orologiopoli

Via Cola di Rienzo

mercoledì 28 marzo 2012

Bosi segnala: la sopraelevazione

Dalla associazione VAS riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Qui le foto e di seguito la segnalazione inviata il 20 marzo 2012 a: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseg09@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; claudio.saccotelli@comune.roma.it

In data 20 febbraio 2012 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un impianto bifacciale di mt. 1,40 x 1,40 circa che con la pubblicità della gioielleria Polizzi risulta installato in via Appia Nuova all’altezza dell’incrocio con via Tortona, ma con una sopraelevazione che pubblicizza un parrucchiere che ha il suo negozio in via Tortona n. 12 (vedi foto allegata come “via appia via tortona 1.jpg”).

La sottostante foto tratta da Stret View di Google Maps attesta che ad aprile del 2008 risultava già installato il solo impianto di mt. 1,40 x 1,40 con la stessa pubblicità di oggi della gioielleria Polizzi, che si trova a fianco in via Appia Nuova n. 238 (poco distante da via Tortona), ma senza la attuale sopraelevazione.
La segnalazione allega anche la foto “via appia via tortona 2.jpg” che mostra una targhetta affissa sul fianco dell’impianto che riporta il numero di codice identificativo 0126/BI396/P.

Si mette in risalto che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0126 non corrisponde effettivamente come denominazione nessuna ditta pubblicitaria: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che registrato ed a quale ditta il  progressivo impianto BI 396 e se questo identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o “spostamento” o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tale impianto.

A tal ultimo riguardo si fa presente che la sottostante foto tratta da Stret View di Google Maps attesta che tanto l’impianto quanto la sua sopraelevazione risultano collocati a ridosso dell’incrocio con via Tortona, provvisto di impianto semaforico e di due attraversamenti pedonali.
Per quanto riguarda l’incrocio tra via Appia Nuova e via Tortona, dotato di impianto semaforico, il 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992, con cui é stato emanato il regolamento di attuazione del Codice della strada, fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con D.Lgs. n. 285/1992: di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere.

Come lasciano ben vedere anche le foto tratte da Google Maps, l’impianto risulta installato ad una distanza che non rispetta nemmeno la deroga dei 25 metri prescritti prima degli impianti semaforici e delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali.

Per quanto riguarda i 2 attraversamenti pedonali, il 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere.

Come lasciano ben vedere anche le foto tratte da Google Maps, l’impianto risulta installato ad una distanza che non sembra rispettare nemmeno la deroga dei 15 metri prescritti prima degli attraversamenti pedonali.


Si chiede in conclusione di voler accertare la regolarità tanto dell’impianto di cui all’oggetto quanto della sua sopraelevazione, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Piazza della Radio: fioriscono i cartelloni

Piazza della Radio, i cartelloni fioriscono...da notare, nella seconda foto, dietro cartellone kisskiss, uomo con maglietta rossa che fa pipì allegramente...
 
Altri 2 simpatici cartelloni (il primo di vecchia data, il secondo di pochi mesi)!
Altri 2 nuovi nati....
 Altri 2 "storici" di Piazza della Radio.
Ultime 4 foto le prime due con un nuovo obbrobrio targato ScreenCityADV e le altre dell'ultimo nato a Piazza della Radio (circa 1 settimana fa).
M.S.

martedì 27 marzo 2012

Bosi segnala: Megaimpianto Viale Marco Polo

Dalla associazione VAS riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Qui le foto e di seguito la segnalazione inviata il 20 marzo 2012 a: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseg01@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; direzionecommerciale@rfi.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; claudio.saccotelli@comune.roma.it; orlando.corsetti@comune.roma.it 

In data 24 febbraio 2012 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un megaimpianto pubblicitario monofacciale di mt. 16 x 3 circa che risulta installato a ridosso della ferrovia su Viale Marco Polo all’altezza dell’incrocio con Via Cristoforo Colombo (vedi foto allegata come “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_febbraio_2012.jpg”) .

La segnalazione allega le foto “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_marzo_2011.jpg”, “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_giugno_2010.jpg”e “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_giugno_2008.jpg” a dimostrazione che la maxi affissione risulta installata quanto meno dal mese di giugno 2008 ed é stata utilizzata con continuità da diversi inserzionisti, anche di natura pubblica, come la Regione Lazio.
Ai sensi della lettera b) del 2° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento comunale delle affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, “sono vietati: .... b) gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati, salvo quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lett. F) in materia di impianti non soggetti ai limiti di formato”, che non sembrano comunque riguardare il caso in questione, dal momento che ai sensi della lettera i) del 1° comma dell’art. 4 “non sono soggetti a limiti predeterminati di formato” i mezzi collocati su ponteggi e recinzioni di cantiere.

Le foto allegate lasciano vedere chiaramente che il megaimpianto risulta installato su una impalcatura di ponteggi metallici (vedi foto allegate come “201202233465.jpg” e come “201202233468.jpg”) su cui sono affissi al di sotto di esso 3 impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 che hanno una cimasa con il nome della ditta “CBS”, per cui la segnalazione desume che a questa ditta appartenga anche il megaimpianto.

Le foto allegate lasciano vedere altrettanto chiaramente che a fianco dei suddetti 3 impianti risultano installati sempre su viale Marco Polo altre 3 impianti pubblicitari di mt. 4 x 3, due dei quali ancora della ditta “CBS” mentre il terzo in mezzo ad essi ha la cimasa con il nome della ditta “CLEAR CHANNEL”: un settimo impianto sempre di mt. 4 x 3 risulta installato invece su Via Cristoforo Colombo (vedi foto allegate come “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_giugno_2008.jpg” e come “Megaimpianto_Viale_Marco_Polo_febbraio_2012.jpg”.

Le foto allegate mostrano che sia il megaimpianto che i 7 cartelloni di mt. 4 x 3 risultano collocati all’altezza dell’incrocio di Viale Marco Polo con Via Cristoforo Colombo, rispetto al quale la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992, stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”.

La successiva lettera c) dello stesso 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 prescrive che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari”: il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992.

Di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere di 15 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80.

Sia il megaimpianto che i 7 cartelloni di mt. 4 x 3 risultano collocati ad una distanza fra loro che non rispetta nemmeno quella minima di 15 metri.

Le foto allegate lasciano vedere che la struttura di ponteggi metallici poggia sulla scarpata della sottostante ferrovia.

Come già sopra detto, 5 degli impianti che si affacciano su Viale Marco Polo hanno una cimasa con il nome della ditta “CBS” che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) risulta registrata al codice 0051 come “CBS OUTDOOR S.r.l”, mentre al codice 0099 nella stessa Banca Dati risulta registrata invece la “RETE FERROVIARIA ITALIANA S.p.A.”: si chiede pertanto di sapere a chi debba essere attribuita la titolarità dei suddetti 5 impianti.

Per quanto concerne l’istallazione lungo la scarpata della ferrovia, il 5° comma dell’art. 23 del Codice della Strada emanato con D. Lgs. n. 285/1992 stabilisce che “i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell'ente proprietario della strada”: si chiede di sapere se “RETE FERROVIARIA ITALIANA” abbia rilasciato il suo preventivo ed obbligatorio nulla osta per tutti e 3 i suddetti impianti e se in particolare la ditta “CBS” abbia avuto dalla stessa “RFI” una apposita “concessione” ad istallare impianti a nome loro.

Si fa presente che con messaggio di posta elettronica trasmesso il 25 agosto 2011 questa associazione ha segnalato la situazione esistente in corrispondenza di entrambe le testate del ponte ferroviario che scavalca via del Quadraro, dove risultavano installati in maniera analoga al presente caso (anche se invertita riguardo alla posizione della linea ferroviaria) una serie di impianti pubblicitari che sono stati poi tutti rimossi: a dimostrazione se ne riportano le sottostanti foto del “prima” e del “dopo”.

Si fa presente infine che con deliberazione n. 609 del 3 aprile 1981 il Consiglio Comunale ha individuato a scopo di salvaguardia un’area urbana perimetrata, elencando la serie delle strade che ne delimitano i confini ed ha disposto che “le strade all’interno del perimetro sono incluse nel vincolo per l’intera superficie e quelle di confluenza per un tratto di almeno trenta metri dal punto di innesto dell’incrocio”: sia Viale Marco Polo che Via Cristoforo Colombo risultano rientrare all’interno di tale confine.

La perimetrazione della zona urbana del territorio comunale é stata fatta “ai fini dello studio e per la redazione dei piani particolareggiati inerenti la collocazione di impianti pubblicitari su aree pubbliche e private”.

La deliberazione dispone che “a scopo di salvaguardia dell’area perimetrata, onde consentire un razionale studio per una precisa ridefinizione degli impianti pubblicitari in atto installati, per quanto riguarda gli spazi ed aree pubbliche non si procederà ad ulteriori concessioni-autorizzazioni per l’installazione di cartelli pittorici o per affissione di manifesti superiori a mq. 6, riservando gli spazi eventualmente disponibili a manufatti comunali per affissione manifesti”.

La deliberazione n. 609/1981 risulta ribadita dal 1° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 237/2009, ai sensi del quale fino alla entrata in vigore del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e dei Piani di Localizzazione “sono confermate tutte le limitazioni disposte dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981”.

Ne deriva quindi che tanto per i 7 cartelloni di mt. 4 x 3 quanto a maggior ragione per il megaimpianto di 16 x 3 ca., se installati con le attuali dimensioni superiori a 6 mq. dopo il 1981, cioè dopo l’entrata in vigore della delibera n. 609/1981, non era possibile rilasciare la “concessione/autorizzazione”, che sarebbe comunque viziata di legittimità per le altre violazioni già sopra rilevate.

Si chiede quindi di voler accertare la regolarità tanto del megaimpianto di cui all’oggetto quanto dei contigui 7 impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 , provvedendo alla loro immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Lì dietro se cercate bene dovreste vedere la nuovissima sede del Ministero della Salute

lunedì 26 marzo 2012

Inchiesta più inchiesta meno...

Parapedonali, il Pdl accusa: "Se la Procura sta indagando è grave"
E' l'opposizione a lanciare la notizia. Secondo quanto emerso da informazioni raccolte in municipio da Santori e Corsi "la Procura starebbe indagando sulle procedure di installazione dei parapedonali nel VI municipio"

Installazione parapedonali nel VI municipio: "
Per il momento sono solo indiscrezioni prive di ufficialità ma la notizia fa il giro. La annuncia il Pdl, partito di opposizione nel VI municipio.



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Dal giorno alla notte, in via Savona sul marciapiede spunta cartellone

Foto roma.repubblica.it

VAS denuncia il Comune alla Corte dei Conti: il Pubblico Ministero archivia invece l’inchiesta

Lo scorso 21 febbraio a nome della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) ho trasmesso alla Sezione del Controllo sugli Enti della Corte dei Conti una nota che si allega e che fa riferimento alle diverse “campagne” che il Comune di Roma ha promosso per la rimozione forzata degli impianti pubblicitari accertati come abusivi, anticipando ogni volta i costi con fondi prelevati dal Titolo I° del bilancio comunale che é relativo alle “spese correnti”.
Il 25 novembre scorso sul sito internet del Comune di Roma è stata annunciata una task force, che prevedeva la collaborazione tra Ufficio Affissioni, GSSU della Polizia Locale di Roma Capitale, Nucleo Antiabusivismo e Nucleo Decoro di Roma Capitale e che in due mesi avrebbe dovuto abbattere altri mille impianti in diversi Municipi.
Gli interventi programmati fino alla fine dell’anno si sono resi possibili grazie ad uno stanziamento di 300.000 euro e l'impiego di 5 squadre d'intervento: dall’inizio del nuovo anno l’operazione avrebbe dovuto continuare con un nuovo stanziamento di ulteriori 800.000 euro, con una spesa complessiva anticipata quindi dal Comune di Roma di 1.100.000 euro.
Con la nota del 21.2.2012 ho chiesto alla Sezione di controllo della Corte dei Conti “di voler accertare se quanto meno lo stanziamento di 1.100.000 euro programmato per la rimozione di 1.000 impianti pubblicitari abusivi costituisca una ‘distrazione di fondi’ ed abbia provocato un vero e proprio danno erariale”.
Contestualmente alla campagna di rimozioni annunciata alla fine delle scorso mese di novembre il Sindaco Gianni Alemanno ha dato l’incarico di svolgere una inchiesta amministrativa sul “sistema illegale parallelo che gestisce i cartelloni abusivi” al Vicecomandante Antonio di Maggio che il 20 novembre 2011 per evitare la fuga di prove ha posto sotto sequestro gli uffici in Viale Ostiense del Servizio Affissioni e Pubblicità e che il successivo 29 dicembre a conclusione delle prime indagini ha denunciato alla Procura della Repubblica 44 persone: tra i coinvolti nell’indagine ci sono stati titolari e amministratori di imprese del settore accusati di aver sottoscritto false autocertificazioni ed esibito false asseverazioni e lo stesso dirigente del Servizio Affissioni a Pubblicità a sua volta accusato di omissioni di atti dovuti d’ufficio.
Stando alle notizie diffuse dai mass media l’informativa della Polizia Municipale con le 44 denunce sarebbe arrivata il 10 gennaio scorso sulla scrivania del Pubblico Ministero dott. Alberto Pioletti a cui è stata affidata l’inchiesta penale che avrebbe archiviato dopo appena 2 mesi e mezzo di indagini con una celerità che stupisce fortemente, se non altro per la voluminosa documentazione trasmessa dal Vicecomandante Antonio Di Maggio (compresa quella consegnata dal sottoscritto il 29.11.2011 ed il 24.2.2012 con ben 11 distinti “casi da sottoporre ad indagine giudiziaria”) che andava esaminata a fondo con la dovuta ponderazione.
Sulla cronaca di Roma del quotidiano “Il Messaggero” del 24.3.2012 è stato infatti pubblicato un articolo a firma di Giulio De Santis che riporta la notizia della archiviazione richiesta (e sembra ottenuta) dal P. M. dott. Alberto Pioletti perché con riguardo alla mancata rimozione degli impianti abusivi l’allora dirigente dott. Francesco Paciello non sarebbe incorso nel reato di omissioni di atti dovuti d’ufficio dal momento che aveva un budget di appena 800 euro a fronte dei costi da anticipare per le rimozioni che ammontavano a due milioni di euro.
Si fa presente allo stesso riguardo che – come riportato sempre su “Il Messaggero” del 30.12.2011 - il dott. Francesco Paciello era stato accusato anche di aver omesso “di emettere atti di decadenza delle autorizzazioni” a carico di ditte scorrette, per aver installato per l’appunto impianti abusivi, accusa che non sembra essere stata affatto presa in considerazione dal dott. Alberto Pioletti.
Dalla notizia della archiviazione dell’inchiesta penale, se confermata, secondo cui “gli inquirenti hanno ottenuto l’archiviazione della posizione dell’indagato, di fatto impotente di fronte al fenomeno”, deriverebbero le seguenti paradossali quanto gravissime conclusioni.
1 – Il Comune di Roma non avrebbe l’obbligo di destinare i proventi delle indennità pagate per gli impianti abusivi autodenunciati alla anticipazione delle spese necessarie per la loro rimozione forzata.
2 - Il Comune di Roma non avrebbe addirittura l’obbligo di incassare nemmeno dagli inserzionisti le sanzioni amministrative dovute per tutti gli impianti pubblicitari abusivi per destinarne i proventi alla anticipazione delle spese necessarie per la loro rimozione forzata.
3 – Basterà anche per il futuro sostenere ogni volta che non è sufficiente il budget a disposizione per la rimozione forzata degli impianti per lasciare installati in eterno sul territorio tutti gli impianti pubblicitari abusivi, senza nemmeno oscurarli preventivamente, consentendo così il loro sfruttamento con pubblicità del tutto irregolari, ma pretendendo però ugualmente che sia pagata per essi l’indennità pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).
Stando alla archiviazione, nei suddetti tre casi non si ravviserebbe alcun estremo di reato passibile di rinvio a giudizio.
Stando sempre alla notizia pubblicata sul quotidiano “Il Messaggero”, “l’archiviazione è stata disposta anche per i 43 imprenditori finiti nel mirino della municipale che li riteneva responsabili di aver sistemato cartelloni presentando false certificazioni. Secondo la Procura i falsi sarebbero stati irrilevanti”.
La notizia così come fornita lascerebbe intendere in modo fortemente contraddittorio che ci sarebbero state effettivamente delle “false certificazioni”, ma che sarebbero state ritenute “irrilevanti”: l’art. 482 del Codice Penale riguarda la “Falsità materiale commessa dal privato” mentre il successivo art. 483 riguarda la “Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico con attestazioni false destinate a provare la verità, ma non mi risulta che entrambi prevedano una non colpevolezza per “irrilevanza”, nel senso che va sempre perseguito chiunque faccia una certificazione comunque falsa.
Si rende a questo punto necessario ed urgente avere notizie un po’ più precise riguardo alle motivazioni che hanno portato alla richiesta di archiviazione, proprio per scacciare la forte sensazione del momento che ad essere messo in dubbio sia proprio il nostro Stato di diritto.
Ma la possibilità di avere tutte le dovute informazioni spetta di diritto soltanto al Vicecomandante Antonio di Maggio che ha presentato la denuncia ed a cui compete esclusivamente di opporsi alla richiesta di archiviazione anche e soprattutto a difesa del suo serio lavoro di indagine che ha svolto e che ha portato all’esposto alla Procura della Repubblica.
Mi auguro vivamente che lo faccia nel rispetto della divisa che indossa a tutela della legalità e del decoro della città di Roma.
Non posso infine non chiedermi quanto sia puramente casuale la concomitanza della archiviazione della inchiesta penale con la calendarizzazione del PRIP a partire proprio da lunedì 26 marzo 2012.

domenica 25 marzo 2012

Roma dietro i cartelloni: il Museo della Via Ostiense - Porta S.Paolo


Porta San Paolo fa parte del complesso delle mura Aureliane realizzate dall’imperatore Aureliano nel 275 d.C. e si presenta come tra le meglio conservate di tutto il circuito murario. L’attuale nome le fu conferito nel medioevo in ragione della vicinanza alla Basilica di San Paolo raggiungibile mediante  la via Ostiense che iniziava il suo percorso verso Ostia proprio da questa porta.
Continua qui.

sabato 24 marzo 2012

Calendarizzazione del PRIP‏

Sul sito ufficiale del Comune di Roma é pubblicato l’ordine del giorno dei lavori n. 11/2012 dell’Assemblea Capitolina di martedì 26 marzo 2012 (dalle ore 15 alle 20) e di giovedì 29 marzo (dalle ore 10 alle 14).
Nella prima seduta del 26.3.2012 saranno trattate  dalle 15 alle 16 una serie di interrogazioni, mentre a proseguire sono all’ordine del giorno dei lavori ben 16 proposte di cui l’ultima é la Proposta n. 4/2011. Approvazione Piano Regolatore Impianti Pubblicitari.
Nella seduta successiva del 29.3.2012 verranno dibattute e votate le proposte residue.

Siamo su scherzi a parte

Leggete questo articolo apparso sulla cronaca di Roma dell'edizione odierna de "Il Messaggero".
Leggete e inorridite.

Ci sarebbe da accamparsi tutti in mezzo ai mille cartelloni mafiosi di Piazzale Clodio finché il porto delle nebbie non si decida a far giustizia.

Non a caso l'unico magistrato che tentò di mettere mani a questa micidiale camorra da un miliardo di euro di "fatturato" annuo venne immediatamente "promosso" e spedito in Liguria.

VIA DA ROMA LA MAFIA DEI CARTELLONI. SONO SETTIMANE CHE LA STAMPA SI STA OCCUPANDO DELLO SCHIFO IN CUI È RIDOTTA QUESTA CITTÀ E TUTTI, DALLA REPUBBLICA AL CORRIERE PASSANDO DALL'ESPRESSO ACCENNANO A OGNI AMBITO CASUALMENTE SALTANDO IL PEGGIORE, QUELLO DEI CARTELLONI. VIA QUESTA INAUDITA 'NDRANGHETA DA ROMA, VIA I POLITICI CHE LE TENGONO... BORDONE, VIA I MAGISTRATI CHE NON LA PERSEGUONO, VIA I CORROTTI CHE LA FACILITANO, VIA GLI ANIMALI CHE ANCORA UTILIZZANO QUESTI MEZZI PER PIANIFICARE.

A loro la targhetta piace così. Un pennarello ed un'etichetta di carta ed il gioco è fatto

Via Tiburtina altezza civico 1051.

venerdì 23 marzo 2012

Anche più amato dai cartellonari aggiungiamo noi...


Il personaggio Sempre a favore della categoria più discussa
Bordoni, l' assessore al Commercio più «amato» dai commercianti
Ostia Bordoni ha iniziato la sua carriera politica sul litorale, da presidente del municipio

C' è un modo esatto nel quale lo definiscono in centro alcuni abitanti, quelli esasperati dai tavolini invadenti e dal decoro mancato. Quando chiedi loro perché invece di lamentarsi non sollecitino un intervento di Davide Bordoni, sorridono e ironizzano: «Ma chi, l' assessore ai commercianti?». Dicono sia un feeling puro quello che lega i ristoratori al titolare del Commercio. Una volta, per difenderli, Bordoni propose una proroga per i bar che in via Alessandria piazzavano le pedane dei tavolini sulle strisce blu delle auto. E così per chiedere «il ripristino della legalità» intervenne non Adriano La Regina, non Vittorio Emiliani, ma Giordano Tredicine, il re dei camion bar. Ora, sia chiaro: Davide Bordoni viene da una famiglia di storici commercianti (ottica) ha meno di quarant' anni, la tessera di Forza Italia fin dalle origini e un' esperienza amministrativa che molti neanche sognano. Le sue prime apparizioni in consiglio municipale (a Ostia) risalgono a vent' anni fa: andava, ascoltava. Giacca e cravatta, impeccabile. Faceva già politica, e da allora non ha mai smesso. Per alcuni aspetti, con modi d' altri tempi: a Ostia, solo per fare un esempio, ha invitato alle sue cene elettorali - non solo sotto elezioni - migliaia di persone. Uno dei suoi luoghi preferiti era il Country Club: due settimane fa il posto è stato sigillato, era abusivo. In ogni caso, Bordoni a Ostia ha un sostegno importante. Quando si sposò, la parte antica fu tirata a lucido da squadre di operai: strade, aiuole, tutto splendente. Detto che il ricevimento fu impreziosito dalle canzoni di Mariano Apicella, è certo che Bordoni ha sempre ricambiato la vicinanza dei commercianti di Ostia. Nel 2003, mentre Roma fissa alle due l' orario di chiusura delle discoteche, lui da presidente firma la proroga per arrivare alle quattro. E anche con i commercianti romani il rapporto è buono: nella lotta a tavolino selvaggio ingaggiata in Centro, il presidente Corsetti spesso si è trovato a polemizzare con Bordoni. Il quale, a dicembre, non esita a ironizzare: «Non capisco Corsetti, i vigili hanno lavorato bene». Tre mesi dopo, deflagra lo scandalo mazzette. In ogni caso, sulla valutazione dei vigili Bordoni non è rigido. Quando vanno a Porta Portese a sanzionare gli abusivi, a giugno, è giusto un po' meno incoraggiante: «Mi lascia perplesso l' intervento della municipale». A dicembre 2009 Alemanno sembrò parlare dell' importanza dei social network: «In pochi giorni si è formato un gruppo di 34 mila persone contrario alla geniale idea di un assessore di vietare la vendita dei cornetti di notte. L' assessore è attento all' equilibrio tra artigiani e commercianti...». Difficile indovinare di chi parlasse?
Alessandro Capponi

Pagina 3
(21 marzo 2012) - Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/21/Bordoni_assessore_Commercio_piu_amato_co_10_120321016.shtml

Triplicati? Nooo...

Novembre 2008
Marzo 2012
Via Tiburtina altezza civico 1138.

mercoledì 21 marzo 2012

Denunciati Alemanno e Bordoni

LA GUERRA AI CARTELLONI ABUSIVI
A ROMA PER LA SICUREZZA STRADALE, LA LEGALITÀ, PER IL DECORO, PER LA LIBERA CONCORRENZA E LA BELLEZZA DELLA CITTÀ. NON SOLO UNA “BATTAGLIA” LOCALE E NAZIONALE MA UNA PIÙ AMPIA AZIONE CONTRO DEGRADO, ABUSIVISMO, ILLEGALITÀ E CONTRO CHI METTE “LE MANI SULLE CITTÀ”.  CONTRO LA INSICUREZZA STRADALE DI ROMA CHE HA TRISTE
UN PRIMATO IN EUROPA. IL SINDACO NON FA RISPETTARE LEGALITA’ E SICUREZZA DELLA CIRCOLAZIONE NELLA CITTA’. LA “GUERRA” AI CARTELLONI ABUSIVI E “ASSASSINI” RIGUARDA ROMA E L’ITALIA MA PARLA ANCHE AL MONDO INTERO, ALLE TANTE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE CHE A MARZO 2011 HANNO VARATO IL DECENNIO D’AZIONE PER LA SICUREZZA STRADALE 2011-2020 A WASHINGTON INSIEME ALL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ ED ALLE NAZIONI UNITE.

Roma, 21 marzo 2012. Tanto tuonò che piovve! Presentata al Tribunale Ordinario di Roma una denuncia penale nei confronti del Sindaco, Gianni Alemanno, l’assessore alle Attività Produttive, Davide Bordoni, il Direttore pro-tempore dell’Ufficio Servizio Affissioni Pubblicità del Comune di Roma per il reato di omissione di atti di ufficio ex art 328, comma 2 c.p., nonché nei confronti di tutti coloro che si sono resi responsabili a qualunque titolo anche per il reato di cui all’art. 675 c.p. (collocamento pericoloso di cose) e di ogni altro reato che il Tribunale ravviserà nei fatti esposti.

DIFFIDE,  sono state inviate al Comune di Roma, ai sensi dell’art 328 del codice penale (Rifiuto di atti d'ufficio. Omissione), “ad adottare, ciascuno dei destinatari per quanto di propria competenza: a) le misure contrattuali e di legge ai fini della radiazione delle aziende di cartellonistica stradale che si sono rese inadempienti alle vigenti norme di regolarità degli impianti e di sicurezza; b) i provvedimenti necessari alla immediata rimozione di tutti gli impianti fuori norma disponendo contestuale azione di recupero coattivo delle relative spese nei confronti delle aziende installatrici; c) i provvedimenti disciplinari e di denuncia nei confronti dei soggetti che abbiano concorso, con le loro omissioni, alle verificazione degli eventi luttuosi”.

ROMA INSICURA, nel territorio del comune di Roma, nel quinquennio 2006-2010 si sono verificati 96.650 incidenti stradali con vittime. Questi incidenti hanno determinato: 1.002 morti, 127.675 feriti, tra i quali circa 7.000 disabili gravi permanenti, un costo sociale (costi sanitari sostenuti dal sistema sanitario e dalle famiglie, distruzione di beni, oneri previdenziali, costi sostenuti dal sistema di polizia stradale, etc.) pari a 10.794 milioni di Euro. Sono cifre impressionanti che non hanno eguali nella maggior parte delle capitali europee che registrano tassi di mortalità che sono radicalmente più bassi (dalla metà a 1/3) rispetto a quelli romani.  Anche i cartelloni stradali abusivi concorrono a Roma a far crescere morti e feriti e spesa sociale sulle strade.

GLI INCONTRI, abbiamo incontrato il Sindaco,  il Direttore dell’Ufficio Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, l’Assessore alle attività Produttive, il Comandante dei Vigili per spiegare le ragioni delle proteste dei cittadini, della stampa, nazionale ed estera. Ma niente è successo.
Misure che erano state chieste in questi anni dalla cittadinanza tutta, dalla stampa nazionale ed estera, e persino da organi di Governo.

CODICE DELLA STRADA, la stessa Direzione Generale per la sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con note del 28.07.2011 e del 05.09.2011, relativa a segnalazioni di impianti pubblicitari nel Comune di Roma chiedeva al Comune ...... di verificare le segnalazioni pervenute e “mettere in atto tutte le azioni utili al ripristino delle necessarie condizioni per la sicurezza della circolazione stradale, relazionando alla scrivente Direzione generale circa i provvedimenti adottati”.
Lo stesso Codice della Strada, infatti all’articolo 23 dice che “ Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, ...che possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione... Alle istanze prodotte, agli incontri succedutisi dopo l’invio delle stesse istanze di diffida, nessuna azione è stata posta in essere dall’Amministrazione Comunale di Roma per ovviare alle gravi inadempienze denunciate.

SICUREZZA, dopo la morte di due ragazzi nel novembre 2011 e gli altri ferimenti ed incidente mortale che ci sono stati, avevamo chiesto la rimozione immediata - a spese delle ditte che li hanno installati e senza uso di denaro pubblico - di tutti gli impianti installati in violazione del Codice della Strada su strade e marciapiedi

LEGALITA’, dopo il sequestro dell’Ufficio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale e la denuncia del suo Direttore e di altre 44 dirigenti di aziende che installano impianti pubblicitari, avevamo chiesto interventi immediati da parte dell’Amministrazione nei confronti delle moltissime aziende pubblicitarie che hanno invaso Roma con decine di migliaia di impianti illegali e pericolosi con sanzioni e radiazioni; denunce alla Procura per i comportamenti penalmente rilevanti di aziende e amministratori degli uffici capitolini coinvolti.

CONCORRENZA, abusivismo che danneggia le aziende sane, oneste. Un mercato che fattura oltre 1 miliardo di euro l’anno a Roma. Dove è possibile l’infiltrazione della criminalità organizzata. Un problema che riguarda anche il Governo nazionale, le Associazioni di categoria delle imprese e tutta la loro filiera che siedono nell’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) che è membro dell’Alleanza Europea per l’Etica in Pubblicità, le Autorità di vigilanza nazionale.

DECORO E BELLEZZA, dopo lo sfregio di Roma, sotto gli occhi di tutti, testimoniato anche da giornali e Tv estere avevamo chiesto l’ eliminazione delle migliaia di impianti che deturpano la città dal centro alle periferie, dai monumenti ai parchi, dai giardini alle zone archeologiche e negano i legittimi diritti delle persone disabili.
Nel mondo imprenditoriale c’è chi si è reso conto dello stato indecente in cui versa il sistema pubblicitario su strada nella Capitale e come Telecom Italia e IGP Decaux, si è dichiarato disposto a rinunciare ad utilizzare i cartelloni.

In una lettera ai consiglieri comunali di Roma chiediamo... che l’unica soluzione efficace, per riportare ordine e legalità, nonché per restituire decoro alla città, non possa essere che l’approvazione  e la messa in esercizio di un Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari che faccia tabula rasa della situazione esistente, che riduca drasticamente la superficie complessiva degli impianti, che non deroghi al Codice della Strada, che sia attuato in tempi rapidi e certi, che consenta  la concessione delle affissioni in esclusiva nei  Piani di Localizzazione, redatti per macro-area, attraverso procedure per gare pubbliche (bandi) e infine che consenta la massima partecipazione dei territori interessati tramite il coinvolgimento delle amministrazioni municipali nella discussione dei piani di localizzazione, senza che essi vengano determinati dagli interessi delle ditte coinvolte nei bandi e nelle concessioni”.


FONDAZIONE LUIGI GUCCIONE, ONLUS, Ente Morale (Decreto Ministero dell’Interno  27.01.2000)
Sede Operativa: Via Flaminia, 1060, 00189 ROMA –  Tel & Fax 06.4695.3125- NUMERO VERDE 800 134 900
e-mail: flgonlus@gmail.com- Sede Toscana: 0578.228065 - Presidente Giuseppe Guccione  cell. 393.3322565

IICA - ISTITUTO INTERNAZIONALE PER IL CONSUMO E L'AMBIENTE
Presidente Giuseppe Lo Mastro - Sede Operativa: Via Lucrezio Caro n. 38 - 00193 Roma
Tel. 06.32609422 - Fax 06.32609700 - e-mail: robertocanestrelli@libero.it

ASSOCIAZIONE DISABILI VISIVI ONLUS -  Organizzazione nazionale di promozione sociale
Presidente: Giulio Nardone – Sede operativa: Via Lima 20
Tel. 06 8550260- fax 06 8550254 – e-mail: segreteria@disabilivisivi.it

Cittadinanzattiva Lazio Onlus
Viale Angelico, 28 00195 Roma

Eravate in pensiero dopo l'invasione della scorsa estate? Tranquilli, la Screencity ADV è ripartita alla grande

 
Ecco cos'è spuntato da qualche settimana sul marciapiedi di via Antonio Pacinotti (XV) all'altezza del civico 63.
Da notare la cura con cui lo hanno "cementato".
Saluti
Marco

Aggiornamento: dai commenti a questo post veniamo a sapere che in realtà il cartellone è presente sin dalla scorsa estate.

martedì 20 marzo 2012

Si apre un nuovo fronte di lotta: mercoledì l'annuncio in una importante conferenza stampa

Mercoledì, alle ore 12.00, l'Associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori, assieme a Cittadinanzattiva, Fondazione Luigi Guccione, Associazione Disabili Visivi e Iica - Ist. Internazionale per il Consumo e l'Ambiente, terranno una conferenza stampa per annunciare importanti iniziative.

Si tratta di un nuovo fronte di lotta che si apre dopo le battaglie di questi mesi che purtroppo non hanno portato ancora ad una svolta. Sporadiche rimozioni e l'attenzione di una parte del corpo dei Vigili Urbani non sono sufficienti a ridare dignità e decoro alla nostra città.

Ecco perchè, in stretta collaborazione con altre importanti realtà romane, abbiamo aperto un nuovo fronte.
Mercoledì mattina, tutti i dettagli e i documenti.
E presto torneremo a sollevare l'attenzione sullo scandalo cartelloni, anche a livello internazionale.


Degrado Marconi per ASSOCIAZIONE BASTA CARTELLONI - FRANCESCO FIORI