venerdì 29 giugno 2012

Noi glielo avevamo detto agli "amici" di Italo. Adesso sperate solo di non avere un morto sulla coscienza

Maggio 2008
Rispettabili comitati Cartellopoli e Bastacartelloni,

allego alcune foto che raffigurano le conseguenze dell'incidente stradale avvenuto la notte tra 27 e 28 giugno in Circonvallazione Ostiense, altezza liceo classico Socrate, presso l'incrocio con le vie Carlo Citerni e Padre Reginaldo Giuliani. Essendomi trovato a passare da lì poco dopo il fatto, ho potuto constatare che l'automobile, di proprietà di un istituto di vigilanza privata, si era schiantata violentemente contro l'impianto pubblicitario della ditta ESOTAS, più esattamente contro uno dei tre pali di sostegno dell'impianto.
Purtoppo, non avendo con me al momento la macchina fotografica, ho dovuto provvedere soltanto oggi a scattare le foto sul luogo dell'incidente e mi scuso per la scarsa qualità. Ci tengo a segnalare che subito dopo il fatto, alle ore 00.30 del 28 giugno, non erano ancora intervenuti i vigili urbani del vicinissimo distaccamento bensì si trovavano sul posto solo le auto dei colleghi della vittima (l'istituto dovrebbe essere l'Europol) ed un'ambulanza. Ignoro le condizioni di salute del ferito.
  • Il codice identificativo dell'impianto è: 0048/BE787/P   C.ne Ostiense civ. 305.

NB: ho verificato attraverso Google Street Map che l'impianto nell'aprile 2008 non esisteva e presumo che lo stesso violi diverse disposizioni del codice della strada, data la pericolosità dell'incrocio e l'estrema vicinanza ai semafori.

Distinti saluti.

Carlo

Bosi segnala: gli intralazzi della Nuova Banca Dati

Segnalazione inviata il 25 giugno 2012 a: seg02.polizialocale@comune.roma.it, seggssu.polizialocale@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, cesare.tabacchiera@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it, antonio.dimaggio@comune.roma.it, claudio.saccotelli@comune.roma.it

Mercoledì 6 giugno sul sito www.bastacartelloni.it é stato pubblicato un articolo dal titolo “ancora nuovi impianti – riceviamo e pubblichiamo”  che raccoglie la segnalazione di un cittadino che denuncia “la recente installazione di due impianti sul marciapiede di Via Denza nel Secondo Municipio”.
Con l’articolo sono state pubblicate 3 foto relative ad uno dei 2 impianti: dalla prima di esse (di seguito riportata) risalta la cimasa che riporta la scritta “S.P.Q.R.”.
il nuovo gioiellino
La seconda foto (pur essa di seguito riportata) lascia vedere la rispettiva targhetta identificativa che riporta il numero di codice identificativo 0040/BQ057/P e la scritta “VIA FRANCESCO DENZA SC A METRI 15 DAL FRONTE CIVICO 36”.
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni del Comune di Roma (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) con il codice 0040 risulta registrata la “SCI S.R.L. soc. concessioni internazionali”, a cui é stata evidentemente concessa dal Comune la locazione di entrambi gli impianti che ai sensi dell’art. 10 del vigente Regolamento (approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009) ha durata pari a 5 anni, rinnovabili per una sola volta per altri 5 anni.
Da un sopralluogo diretto sul posto si é potuto accertare che entrambi gli impianti hanno le dimensioni insolite di mt. 1,20 x 1,80.

A tal riguardo si mette in evidenza che i formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e “SPQR” di metri 1,20 x 1,80 costituiscono un modello europeo che é stato introdotto nel vigente Regolamento alla lettera d-bis) del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20 e che per essi sono concesse le deroghe delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di esecuzione ed attuazione, così come elencate al 5° comma dell’art. 4 del medesimo Regolamento, fra le quali c’é la distanza minima dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari ridotta a soli 15 metri: ciò nonostante i 2 impianti risultano installati (come attestano le sottostanti foto) a poca distanza l’uno dall’altro, che sembra comunque inferiore ai 15 metri concessi per impianti di queste dimensioni dal 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento.

Se ne chiede ad ogni modo una verifica.


Su entrambi gli impianti, privi ancora di pubblicità, come attestano le due foto seguenti (scattate il 7 giugno 2012) sono stati affissi dei manifestini a lutto con la scritta “INVASIONE CARTELLONI SCANDALO SENZA FINE AVETE UCCISO ROMA”.
Dal sopralluogo é stata accertata e fotografata (in data 7 giugno 2012) la targhetta identificativa anche dell’altro impianto che riporta il numero di codice identificativo 0040/BQ058/P e la scritta “VIA FRANCESCO DENZA SC FRONTE CIVICO 36”.
La scritta “manco a dirlo, fino a qualche giorno fa non c'era” fa da sottotitolo alla terza foto pubblicata sul sito www.bastacartelloni.it (di seguito riportata), che é però tratta da Street View di Google Maps e risale a maggio del 2009.
manco a dirlo, fino a qualche giorno fa non c'era
Ma la sottostante foto satellitare tratta sempre da Google Maps, che é aggiornata all’anno in corso, lascia vedere che quanto meno fino ai primi mesi del 2012 i due impianti non risultavano comunque installati sul posto.
Ne deriva la conferma che a tutto il mese di maggio di quest’anno i 2 impianti non risultavano ancora installati: una conferma ulteriore viene dall’ulteriore impianto dello stesso identico tipo e formato che la ditta “SCI” ha installato il via Ottavio Gasparri la mattina del 14 giugno 2012, di cui un cittadino ha scattato le foto anche delle fasi del suo montaggio, che sono state pubblicate sempre sul sito  www.bastacartelloni.it di ieri domenica 24 giugno 2012 (nell’articolo dal titolo “E’ più facile lavorare alla luce del sole. Autorizza Bordoni ...”) e che si riportano di seguito.
La 'creatura' a dimora
La targhetta NBD sospetta
Il segno distintivo del Comune sulla creatura
Si mette in evidenza che un consigliere del II Municipio ha richiesto ed ottenuto un elenco degli impianti pubblicitari installati nel II Municipio che risultano registrati nella Nuova Banca Dati: i dati sull’impiantistica pubblicitaria del II Municipio gli sono sati trasmessi
il 29 febbraio 2012 dopo aver avuto l’autorizzazione anche del nuovo Direttore del Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità dott. Claudio Saccotelli.

In data 2 marzo 2012 il consigliere ha poi ritenuto di trasmettere l’elenco anche a questa associazione, che ha potuto così accertare che entrambi gli impianti, benché  a quella data non erano stati ancora sicuramente installati, vi risultano invece già registrati con le stesse identiche scritte e le stesse insolite dimensioni di mt. 1,20 x 1,80, come impianti “attivi” di proprietà comunale, su strada normale, su suolo “pubblico”, del tipo “stendardo ferro SPQR”, “pittorico”.

A fronte di questa anomalia é stato fatto dapprima un controllo ulteriore dell’elenco degli impianti pubblicitari della ditta “SCI” di dimensioni di mt. 1,20 x 1,80 che risultano installati nel II Municipio ed é stato accertato che ammontano a ben 49, tutti “attivi”: se ne riporta il sottostante estratto.

Successivamente é stata poi effettuata una verifica a campione sul territorio per accertare quanti di essi risultassero effettivamente installati.

La verifica ha portato ad accertare che non risultano installati gli impianti pubblicitari che sono stati sopra evidenziati in colore rosso.

Per prassi consolidata nella Nuova Banca Dati debbono essere registrati tutti gli impianti pubblicitari di cui é stata rilasciata la “autorizzazione” e pagato il relativo canone, per avere assegnato un numero di codice identificativo prima della effettiva installazione, che però finché non viene effettuata dovrebbe comportare l’obbligo di registrare tutti questi impianti come “sospesi”:  a tal riguardo si mette in evidenza che nell’elenco consegnato al consigliere del II Municipio risultano ben 158 impianti “sospesi”, fra i quali non risultano ricompresi tutti gli impianti SPQR  concessi in locazione alla ditta “SCI”.

Risultano invece effettivamente installati (sopra evidenziati in colore verde) – oltre ai due impianti di cui all’oggetto – anche l’impianto di cui si riportano di seguito le foto scattate il 22 giugno 2012.

Nell’elenco sopra riportato sono stati evidenziati invece di colore giallo i tre impianti che questa associazione ha segnalato il 12 settembre 2010, il 7 ottobre 2010 ed il 1 dicembre 2010 di cui si riportano di seguito le rispettive foto nell’ordine cronologico.
Segnalato da VAS il 12 settembre 2010
Foto scattata il 16 settembre 2010
Particolare della targhetta con il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni
18 settembre 2010 – Segnalato da VAS il 7 ottobre 2010
Particolare della targhetta con il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni

Foto scattata in data 8 ottobre 2010 – Segnalato il 1 dicembre 2010
Foto scattata in data 8 ottobre 2010
Come si può ben vedere da un confronto delle foto sopra riportate, tutti gli impianti pubblicitari di proprietà comunale hanno una struttura portante in ferro che é sicuramente nuova rispetto agli originali modelli installati dal Comune, ma che non é identica tra gli impianti installati in via Pietro De Coubertin, piazza Cardinal Consalvi e Lungotevere Flaminio (con pali di sostegno sormontati da una pallina sferica) e gli altri impianti installati in viale delle Belle Arti e via Francesco Denza (con pali di sostegno senza nessuna pallina sferica, peraltro più alti).

A tal riguardo si fa presente che con deliberazione n. 25 del 10 febbraio 2010 la Giunta Comunale ha approvato i “progetti-tipo per impianti pubblicitari” relativi ad alcune categorie più diffuse sul territorio, fra le quali non figurano però  i formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e “SPQR” di metri 1,20 x 1,80, dal momento che al punto 2 del dispositivo della delibera si parla di “impianti di proprietà comunale da concedere in locazione a terzi – cd. S.P.Q.R. – nelle dimensioni di m. 1 x 1 – m. 1,4 x 2 – m. 2 x 2 – m. 2,5 x 1,5 – m. 4 x 3, i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera B”.

La delibera stabilisce che “la sostituzione degli impianti esistenti con quelli dei progetti-tipo dovrà avvenire, su base territoriale, nei modi e nei tempi fissati dall’Amministrazione. Dette operazioni di adeguamento ... dovranno essere concluse entro il 30 giugno 2010” e dispone che “gli oneri per gli adeguamenti degli impianti esistenti ai progetti approvati, compresi quelli di cui al precedente punto 2, sono ad esclusivo carico dei soggetti autorizzati all’esposizione pubblicitaria”.

La delibera precisa anche che “con successivo provvedimento verranno approvati i successivi progetti-tipo per le altre tipologie di impianti”, ma non risulta a tutt’oggi che siano stati approvati né pubblicati i progetti-tipo della tipologia di m. 1,20 x 1,80: risulta soltanto che con deliberazione n. 49 dell’8 luglio 2011 l’Assemblea Capitolina ha stabilito sia per l’anno 2010 che per l’anno 2011 i canoni di locazione per gli impianti pubblicitari di mt. 1,20 x 1,80 di proprietà comunale SPQR di categoria normale monofacciale (264 €) o bifacciale (432 €) e di categoria speciale monofacciale (393,60 €) o bifacciale (716,40 €).


Sul sito web del Comune di Roma alla pagina http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/PrototipoImpiantiAllegatoB210_p.pdf é pubblicata la tavola allegato B2/2 che riproduce le tipologie suddette (ad eccezione del formato “palina” di m. 1 x 1) e lascia vedere come il progetto del formato di m. 4 x 3 sia quello più simile agli impianti installati dalla ditta “SCI” sia per quanto riguarda la cimasa con la scritta scolpita “S.P.Q.R.” sia ancor più per quanto riguarda i 4 agganci ai pali.

Dal momento che il nuovo modello da mt. 1,20 x 1,80 é stato introdotto il 30 marzo del 2009 con l’approvazione della delibera del Consiglio Comunale n. 37 ed il successivo 10 febbraio del 2010 con delibera della Giunta Comunale n. 25 sono stati approvati i progetti-tipo, che solo dopo tale data la ditta “SCI” sembra aver “copiato” in parte per i suoi impianti di mt. 1,20 x 1,80,  installati a proprie cure e spese, c’é da chiedersi a che titolo abbia potuto effettuare tutte le suddette installazioni, considerato che – anche a voler ipotizzare che il Comune di Roma abbia voluto aumentare il proprio parco impianti – l’art. 33 Bis del vigente Regolamento  vieta il rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti pubblicitari su suolo pubblico.

Ne deriva per esclusione l’ipotesi che gli impianti pubblicitari di proprietà comunale SPQR possano essere stati ufficialmente installati dalla “SCI” utilizzando la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.

La procedura di “riordino” è stata  disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997 che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli SPQR per la indicazione degli impianti di proprietà comunale concessi in locazione, anche per i quali si chiedeva il rinnovo.

La relativa modulistica, in applicazione della delibera di Giunta n. 395/2008, è stata poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato 4 casi, riportati fino a poco tempo fa anche sul sito ufficiale del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp.

Il 4° caso riguarda le “trasformazioni e/o accorpamenti”: sul sito ufficiale del Comune risultava pubblicato che “Attualmente sono sospesi in attesa della redazione delle relative norme tecniche. Ogni richiesta di ricollocazione/spostamento può riguardare un solo impianto”.

Dal momento che oggi dal sito del Comune di Roma é stata tolta inspiegabilmente la pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”, c’è da chiedersi se le ragioni siano dovute alla redazione delle norme tecniche che sia avvenuta nel frattempo, di cui al momento non risulta comunque notizia.

La Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 precisa ad ogni modo che “tali procedure si applicano solo ed esclusivamente agli impianti con i titoli in fase di rinnovo o rinnovati, inseriti nella c.d. Nuova Banca Dati ”.

Con specifico riguardo agli impianti del “riordino” con titoli rinnovati si mette in grande evidenza che la “Indagine sul settore pubblicità e affissioni a Roma”, che il 27 gennaio 2011 è stata ufficialmente presentata dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 fa sapere che “nel frattempo, l’intervenuto rinnovo di .... 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”. 

Si chiede pertanto di sapere se tutti i suddetti impianti di proprietà comunale concessi in locazione alla ditta “SCI” facciano parte dei 453 impianti SPQR per i quali la locazione é stata rinnovata fino al 31.12.2014.


Per quanto riguarda ad ogni modo gli “accorpamenti”, c’è da dire che sono stati poi riconfermati anche dalle norme transitorie del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009.

Il comma 13 dell’art. 34 dispone infatti testualmente: “Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, allo scopo di armonizzare l’impiantistica pubblicitaria esistente e conseguentemente migliorare il decoro urbano, è consentito richiedere l’accorpamento e la trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato. La richiesta è consentita a condizione che il numero delle autorizzazioni e/o concessioni ed i relativi metri quadri di esposizione pubblicitaria risultanti dagli accorpamenti e dalle trasformazioni siano uguali o inferiori a quelli originari. Non sono ammesse ricollocazioni e/o spostamenti degli impianti interessati. Le richieste devono riguardare solo gli impianti già autorizzati all’esito della procedura di riordino”.

Anche il caso della “ricollocazione/spostamento” è stato riconfermato dalle norme transitorie del vigente Regolamento.

Il comma 4 dell’art. 34 dispone testualmente: “ove gli impianti pubblicitari autorizzati in applicazione del procedimento per il riordino degli stessi risultino in contrasto con norme legislative ovvero con il presente regolamento … o con qualunque altra sopravvenuta e motivata ragione di pubblico interesse, il soggetto autorizzato provvede, entro e non oltre 120 giorni dalla comunicazione dei relativi provvedimenti, all’adeguamento dell’impianto o del mezzo pubblicitario assentito, ovvero, ove tale adeguamento non sia consentito dalle disposizioni suddette, alla rimozione del medesimo. Entro tre mesi da tale rimozione, il competente Ufficio comunale, sulla base del presente regolamento e dei Piani di cui all’art. 19, ovvero di altra disposizione vigente, su istanza del medesimo soggetto, assume ogni conseguente determinazione per autorizzare l’eventuale trasferimento in altra collocazione dell’impianto rimosso”.

In forza comunque della deliberazione di Giunta n. 395/2008, specialmente per gli impianti installati “in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada” la ditta interessata può dunque produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell'installazione.

Si chiede pertanto di sapere se tutte le suddette installazioni di impianti di proprietà comunale siano dovute a “spostamenti” richiesti in forza delle procedure relative alle “ricollocazioni” oppure invece delle procedure riguardanti gli “accorpamenti”, precisando in tal ultimo caso quali fossero gli impianti SPQR accorpati e di che dimensioni: in un caso come nell’altro si chiede di sapere se ci sia stata la dovuta “istruttoria” ed il conseguente rilascio della “autorizzazione” da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma.   

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che, per quanto risulta a questa associazione a livello informale, alla S.p.A. “Aequa Roma”  sono state date in carico ben 50 ditte pubblicitarie, nell’elenco delle quali la “SCI” figura al n. 43.

Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità di tutti i suddetti impianti di proprietà comunale installati dalla ditta “SCI”, provvedendo ad adottare le dovute misure di repressione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

giovedì 28 giugno 2012

Bosi segnala: i giochetti a Piazzale Clodio

Segnalazione inviata il 25 giugno 2012 a: davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; picsdecoro@libero.it; seg17.polizialocale@comune.roma.it; seggssu.polizialocale@comune.roma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; claudio.saccotelli@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, procura.roma@giustizia.it

Con il sottostante messaggio di posta elettronica trasmesso il 19 settembre 2011 questa associazione ha segnalato un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 3 x 2 installato dalla ditta “NUOVI SPAZI” in piazzale Clodio all’altezza dell’incrocio tra Circonvallazione Clodia, via Dardanelli e via Teulada, con il numero di codice identificativo 0066/BF234/P e la scritta “C.NE CLODIA, 111”.

Alla segnalazione ha dato seguito la Unità Organizzativa del 17° Gruppo di Polizia di Roma Capitale che con messaggio di posta elettronica trasmesso il 26 ottobre 2011 (sotto riportato per opportuna conoscenza) ha comunicato che “l'impianto in oggetto è stato perseguito perché  sebbene inserito in Banca Dati Dip. VIII è in contrasto con il CdS in quanto installato in corrispondenza dell'incrocio a metri 5 dall'impianto semaforico e a metri 3 dall'attraversamento pedonale”.

In data 27 marzo 2012 ne é stata accertata l’avvenuta rimozione.

Ma nel successivo mese di giugno un cittadino ha segnalato la reinstallazione a poca distanza di un impianto ancora privo di pubblicità con una cimasa che riporta il nome della ditta “NUOVI SPAZI” ed una targhetta con lo stesso numero di codice identificativo dell’impianto di mt. 3 x 2 rimosso 0066/BF234/P ma con la scritta stavolta “C.NE CLODIA ALT. VIA TEULADA SU SPART.”: la segnalazione é stata trasmessa al blog www.cartellopoli.net che venerdì 22 giugno 2012 ne ha fatto oggetto di un apposito post dal titolo “Nuovi Spazi diventano “vecchi”? No diventano Nuova forma” pubblicandone le sottostanti 4 foto.
Piazzale Clodio
Un sopralluogo effettuato direttamente sul posto lo stesso 22 giugno scorso ha accertato che l’impianto era già utilizzato dalla pubblicità, come attesta la sottostante foto
Il nuovo impianto (foto scattata il 22 giugno 2012)
il vecchio impianto (foto scattata il 23 agosto 2011)
targhetta del nuovo impianto (foto scattata il 22 giugno 2012)
Come attesta la sottostante foto satellitare tratta da Google Maps, aggiornata ai primi mesi dell’anno in corso, che in quanto tale lascia vedere l’impianto della “NUOVI SPAZI” di mt. 3 x 2 non ancora rimosso, il nuovo impianto é stato spostato di appena un metro circa e presenta quindi tutti gli stessi vizi di legittimità per cui era stato sanzionato e poi rimosso l’impianto segnalato da questa associazione.
Di diverso stavolta c’é la tipologia dell’impianto ed il suo stesso formato che sembra essere di dimensioni leggermente inferiori mt. 3 x 1,40 (vedi accostamento delle foto sovrastanti come confronto delle dimensioni tra vecchio e nuovo impianto).

A tal riguardo si fa presente che con deliberazione n. 25 del 10 febbraio 2010 la Giunta Comunale ha approvato i “progetti-tipo per impianti pubblicitari” relativi ad alcune categorie più diffuse sul territorio, fra le quali figurano al punto 21 del dispositivo della delibera gli “impianti destinati alle Pubbliche Affissioni  ed al circuito politico-sindacale nelle dimensioni: m. 1 x 1,4 – m. 1,4 x 2 e m. 3 x 1,40, i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera A”.

La delibera stabilisce che “la sostituzione degli impianti esistenti con quelli dei progetti-tipo dovrà avvenire, su base territoriale, nei modi e nei tempi fissati dall’Amministrazione. Dette operazioni di adeguamento ... dovranno essere concluse entro il 30 giugno 2010” e dispone che “gli oneri per gli adeguamenti degli impianti esistenti ai progetti approvati, compresi quelli di cui al precedente punto 2, sono ad esclusivo carico dei soggetti autorizzati all’esposizione pubblicitaria”.

La delibera precisa anche che “con successivo provvedimento verranno approvati i successivi progetti-tipo per le altre tipologie di impianti”, ma non risulta a tutt’oggi che siano stati approvati né pubblicati i progetti-tipo delle ulteriori tipologie: risulta soltanto che con deliberazione n. 49 dell’8 luglio 2011 l’Assemblea Capitolina ha stabilito sia per l’anno 2010 che per l’anno 2011 i canoni per gli impianti pubblicitari di mt. 3 x 1,40 di categoria normale monofacciale (513,60 €) o bifacciale (837,60 €) e di categoria speciale monofacciale (764,40€) o bifacciale (1.363,20 €).

Sul sito web del Comune di Roma alla pagina http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/PrototipoImpiantiAllegatoA10_p.pdf (sotto riportata) é pubblicata la tavola allegato A che riproduce le tre tipologie suddette e lascia vedere come il progetto del formato di m. 3 x 1,40 (in alto a sinistra) sia quello identico all’impianto installato dalla ditta “NUOVI SPAZI”.
Il dispositivo della delibera n. 25/2010 precisa infatti che “al fine di armonizzare l’impiantistica esistente sul territorio, é possibile utilizzare anche per gli impianti di proprietà privata la tipologia prevista al precedente punto 2 per gli impianti comunali, con esclusione del logo ‘’S.P.Q.R.’ ”, disponendo che in tal caso “le caratteristiche tecniche dovranno essere conformi a quelle stabilite nei predetti progetti”.
Benché sembri essere pienamente conforme alle caratteristiche tecniche stabilite nel progetto-tipo di dimensioni 3 x 1,40,  il nuovo impianto non faceva di certo parte dell’impiantistica esistente sul territorio, dal momento che in quello stesso esatto luogo non risultava installato nessun impianto.

La nuova installazione può essere spiegata con l’ipotesi che l’impianto pubblicitario possa essere stato ufficialmente collocato  dalla “NUOVI SPAZI” utilizzando la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.

La procedura di “riordino” è stata disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997 che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli R per la indicazione degli impianti di proprietà privata assistiti da titolo autorizzatorio, per i quali si chiedeva il rinnovo, e con i Modelli E per la segnalazione delle istanze per nuovi impianti presentate negli anni precedenti, in attesa di risposta, da specificare in MODELLI ES se già installati.

La relativa modulistica, in applicazione della delibera di Giunta n. 395/2008, è stata poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato 4 casi, riportati fino a poco tempo fa anche sul sito ufficiale del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp.

Il 2° caso riguarda gli “Impianti installati in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada“, quale poteva essere per l’appunto l’impianto di mt. 3 x 2 sanzionato e poi rimosso.

Dal momento che la Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 si applica solo ”agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento” e che oggi dal sito del Comune di Roma é stata tolta inspiegabilmente la pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”, c’è da chiedersi se le ragioni siano dovute alla Determinazione Dirigenziale n. 618
del 27 marzo 2012 emanata dal dott. Claudio Saccotelli con cui é stato consentito lo spostamento anche degli impianti pubblicitari del tipo ES già installati senza attendere l’esito dell’istruttoria per il rilascio della loro autorizzazione.

Si chiede pertanto specificatamente al dott. Claudio Saccotelli di dare risposta alla suddetta richiesta, precisando le ragioni tecniche e giuridiche per cui il codice identificativo numero 0066/BF234/P possa essere stato trasferito dal vecchio impianto di mt. 3 x 2 al nuovo impianto di mt. 3 x 1,40 collocato in posizione diversa.  
Per quanto riguarda ad ogni modo gli “spostamenti”, c’è da dire che sono stati poi riconfermati anche dalle norme transitorie del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009.

Il comma 4 dell’art. 34 dispone testualmente: “ove gli impianti pubblicitari autorizzati in applicazione del procedimento per il riordino degli stessi risultino in contrasto con norme legislative ovvero con il presente regolamento … o con qualunque altra sopravvenuta e motivata ragione di pubblico interesse, il soggetto autorizzato provvede, entro e non oltre 120 giorni dalla comunicazione dei relativi provvedimenti, all’adeguamento dell’impianto o del mezzo pubblicitario assentito, ovvero, ove tale adeguamento non sia consentito dalle disposizioni suddette, alla rimozione del medesimo. Entro tre mesi da tale rimozione, il competente Ufficio comunale, sulla base del presente regolamento e dei Piani di cui all’art. 19, ovvero di altra disposizione vigente, su istanza del medesimo soggetto, assume ogni conseguente determinazione per autorizzare l’eventuale trasferimento in altra collocazione dell’impianto rimosso”.

In forza comunque della deliberazione di Giunta n. 395/2008, specialmente per gli impianti installati “in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada” la ditta interessata può dunque produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell'installazione.

Si chiede pertanto di sapere se l’installazione dell’impianto di cui all’oggetto sia dovuta a “spostamento” richiesto in forza delle procedure relative alle “ricollocazioni” oppure invece delle procedure riguardanti gli “spostamenti”: in un caso come nell’altro si chiede di sapere se ci sia stata la dovuta “istruttoria” ed il conseguente rilascio della “autorizzazione” da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma e se ad ogni modo nella Nuova banca dati sia stato registrato il nuovo impianto.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che, per quanto risulta a questa associazione a livello informale, alla S.p.A. “Aequa Roma” sono state date in carico ben 50 ditte pubblicitarie, nell’elenco delle quali la “NUOVI SPAZI” figura al n. 31.

Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità dell’impianto di cui all’oggetto, provvedendo ad adottare le dovute quanto immediate misure di repressione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Segnalazione del 19 settembre 2011
Risposta alla segnalazione del 19 settembre 2011

A Eataly Roma c'è la mafia. Fuori però. Il supermercato delle meraviglie è circondato di cartelloni abusivi

Piazzale 12 Ottobre 1492
Viale Marco Polo incrocio via Cristoforo Colombo da qui si dovrebbe riuscire a vedere l'Air Terminal...
Ecco perché siamo contentissimi che Oscar Farinetti (a differenza dei suoi imperdonabili vicini di casa, all'Air Terminal, del treno Italo) non ha per ora utilizzato gli impianti -ha ancora senso chiamarli così- della pubblicità outdoor romana. Perché non si è mescolato con le mafie e camorre che sovraintendo a questo fondamentale settore economico rendendo Roma un vero e proprio aborto urbano su scala interplanetaria. 
Eataly, come accade in tutti i posti civili, ha provveduto a farsi pubblicità con la qualità e le idee. Il resto lo ha fatto qualche pagina comprata sui quotidiani. Niente cartelloni per ora, averli acquistati avrebbe significato dar ragione alla criminalità organizzata che ha reso ignobili i dintorni dell'Air Terminal (e qualsiasi altro luogo della capitale del paese). Oscar Farinetti ha dedicato ogni Eataly mondiale ad un concetto filosofico: Bologna alla cultura, New York al dubbio, Genova al coraggio. Eataly Roma è stato dedicato alla bellezza, per il momento Farinetti è stato dunque lucido e coerente non foraggiando i maledetti alfieri del brutto e del criminale. Se tutte le società facessero come lui, nel giro di sei mesi la città avrebbe risolto un problema e tutte le ditte fuorilegge che la infestano sarebbero immediatamente fallite.