lunedì 31 dicembre 2012

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Appia Nuova / Capannelle. Selva di curiosi cartelli senza nessun codice identificativo...

sabato 29 dicembre 2012

Roma dietro i cartelloni: la Chiesa dei Santi Gioacchino e Anna ai Monti

La chiesa dei Santi Gioacchino e Anna ai Monti è una chiesa di Roma, nel rione Monti, che affaccia su Largo Venosta, all’inizio di via in Selci.  L’edificio sacro ha una pianta a croce greca e la sua costruzione iniziò nel 1589 per terminare nel Settecento con la costruzione del convento annesso per le suore di san Francesco di Paola.
Continua qui.

giovedì 27 dicembre 2012

Oggi il PRIP più amato dai cartellonari arriva in Consiglio Comunale

Oggi è convocata l'Assemble Capitolina con all'ordine del giorno un nutrito pacchetto di proposte di deliberazione (19),con all'ultimo punto la proposta n. 4/2011 "Approvazione Piano Regolatore Impianti Pubblicitari". 
Riuscirà «la pattuglia di eroi» ad approvare il PRIP più amato dai cartellonari?

mercoledì 26 dicembre 2012

Commissariamento del settore affissioni a Roma? È l'unica soluzione possibile

Non sarà difficile, risalendo indietro nel tempo e nei post di Cartellopoli, scoprire chi per primo in assoluto ha parlato, data la situazione del settore della cartellonistica a Roma, di "commissariamento".
Ecco perché ci fa enormemente piacere che VAS e l'architetto Rodolfo Bosi sia addivenuto, magari per percorsi diversi e sicuramente più corroborati dei nostri da pezze d'appoggio, studi, approfondimenti, elementi incontrovertibili. 

La formale richiesta al Governo di commissariamento del comparto affissioni del Comune di Roma è l'unica strada, ripetiamo, l'unica strada per risolvere il problema e allineare la città ai migliori standard internazionali riguardo alla pubblicità esterna. Quando diciamo unica strada intendiamo dire unica strada. Intendiamo dire che a nostro parere neppure se Batman in persona fosse eletto sindaco a Roma nella primavera del 2013 non avrebbe in se la forza per risolvere il problema. Neppure se la giunta fosse fatta da tutti assessori espressi da Cartellopoli, neppure se il consiglio fosse tutto composto da rappresentanti degli amici di Bastacartelloni. Non ci sono i percorsi, non ci sono i margini, non c'è traiettoria possibile stando dentro le norme attuali. Il settore è in emergenza, ha generato molti morti, determina un ammanco terribile all'erario della città, ne umilia l'economia e l'emergenza va trattata come tale. 

Dunque si metta, subito, un commissario, lo si faccia lavorare con onnipotenza perseguendo semplicemente l'obbiettivo di allineare la città a quello che succede in tutta Europa con dei benchmark chiari e univoci (Parigi, ad esempio) e con un esito che deve essere una grande evidenza pubblica internazionale che consenta alla città di ripulirsi, di iniziare a guadagnare molto di più da questo settore e di liberarsi, a spese non dei cittadini ma dei vincitori del bando di cui sopra, da oltre 200mila orripilanti impianti pubblicitari da rottamare. E di spazzare via le mafie che ormai avviluppano tutto questo lucrando qualcosa come 900 milioni o 1 miliardo di euro l'anno.

E' questa la strada da intraprendere ora, sperando di avere risultati immediati (se solo la stampa ci desse retta...); ed è questa la strada (l'unica strada) da tentare con la nuova amministrazione. Molti saranno portati a ragionare con il nuovo assessore al Commercio, saranno felici che un nuovo dirigente sostituirà lo scandalo attuale, saranno contenti di potere interloquire con qualche nuovo consigliere comunale, magari del Movimento 5 Stelle, sensibile al fenomeno. Ebbene tutto questo non conterà nulla, non servirà a nulla, sarà una ulteriore perdita di tempo: sarà necessario invece solo puntare al commissariamento. Da compiere in alleanza con l'amministrazione comunale. Sul nostro territorio sono commissariati il traffico, la sanità, i rifiuti, settori disastrati ma non disastrati così tanto come il comparto dei cartelloni.

martedì 25 dicembre 2012

L’associazione VAS chiede al Governo il commissariamento della Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità

Come anticipato nel corso della trasmissione di venerdì sera a RomaUno TV, il Dott. Arch. Rodolfo Bosi  ha formalizzato la sua richiesta al Governo, che cade in coincidenza delle feste e costituisce pertanto un autentico “regalo di Natale” per Alemanno, Bordoni, Cassone, Paciello & Company.

Prot. n. 14/12                                                                              
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
   On. Mario Monti
    Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
On.  Corrado Passera
Piazzale Porta Pia, 1 - 00198 Roma

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
    On. Lorenzo Ornaghi
    Via del Collegio Romano n. 27 – 00186 Roma

    Al Ministro dell’Interno
    On. Annamaria Cancellieri
    Piazza del Viminale n. 1 – 00184 Roma

Oggetto – Commissariamento della Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma.

Il 2° comma dell’art. 120 della nostra Costituzione dispone che «il Governo può sostituirsi a organi … dei Comuni nel caso di mancato rispetto ….  della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica».

In allegato alla presente si rimettono due distinte memorie specificatamente riferite da un lato al mancato rispetto della normativa comunitaria e nello specifico della Convenzione europea sul paesaggio e dall’altro lato al pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica e nello specifico al mancato rispetto delle prescrizioni del Codice della Strada e del suo Regolamento di attuazione che ha provocato morti e feriti.

Entrambe le memorie attestano la più totale e recidiva inerzia della Amministrazione Capitolina e la conseguente inaffidabilità ormai a rispettare e far rispettare la normativa vigente in materia di affissioni e pubblicità, compreso lo stesso Regolamento che si è dato il Consiglio Comunale.

L’attuale Amministrazione Comunale ha consentito una permanenza impunita di impianti pubblicitari installati in violazione delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione, di impianti pubblicitari installati all'interno dei parchi e delle riserve naturali di Roma, nonché di impianti pubblicitari installati all'interno di aree soggette a vincolo paesaggistico o archeologico o storico-monumentale.

Quasi tutti i suddetti impianti, malgrado non solo le numerose segnalazioni che chiedevano di accertare i vizi di legittimità che presentavano, ma anche i Verbali di Accertamento di Violazione (in sigla V.A.V.) redatti dai Gruppi di Polizia di Roma Capitale competenti per territorio, figurano tuttora al loro posto.

Per tali ragioni si chiede il Commissariamento della Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, per ripristinare la legalità finora negata. 

Si resta in attesa di un sollecito riscontro scritto in merito, che si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.
                               
                                                                                             Il Responsabile
                                                                                      Dott. Arch. Rodolfo Bosi


Roma, 22 dicembre 2012

Richiesta di Commissariamento del Servizio Affissioni del Comune di Roma.pdf  

Impianti pubblicitari installati in violazione della normativa comunitaria.pdf  

Impianti pubblicitari a rischio della sicurezza stradale.pdf

lunedì 24 dicembre 2012

L’approvazione in extremis del PRIP di cui ora tutti vorrebbero vantarsi nella prossima propaganda elettorale: quando una certa politica continua a considerare i cittadini dei perfetti imbecilli

Per capire quanto sia grave l’aver voluto far precipitare la situazione sul PRIP per spingerne ora in modo del tutto strumentale una sua approvazione in extremis è opportuno ripercorrere sinteticamente quanto è successo fino ad oggi.
Con decisione del 2 febbraio 2011 la Giunta Municipale ha adottato il PRIP su cui i 19 Municipi sono stati chiamati ad esprimere i loro pareri.
Ben 6 Municipi (I, IV, VI, VII, X e XI) hanno espresso un secco parere contrario, mentre 4 Municipi (III, XV, XVI e XVII) hanno espresso parere contrario con però richieste e/o osservazioni: 6 Municipi (V, VIII, IX, XII, XVIII e XX) non hanno espresso alcun parere, mentre hanno invece espresso parere positivo i 3 rimanenti Municipi di centro-destra (II, XIII e XIX) con una serie di richieste e/o osservazioni.
Il 22 giugno 2011 la Giunta Capitolina ha approvato le sue controdeduzioni soltanto ai pareri espressi dai Consigli dei 19 Municipi e non anche alle osservazioni presentate da VAS, dall’allora Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare e dalle ditte pubblicitarie a cui ha invece controdedotto il dott. Francesco Paciello: con nota prot. n. QH/67379 del 20 settembre 2011 ha trasmesso le sue controdeduzioni tecniche alla IX Commissione Assembleare Permanente che è presieduta dall’On. Ugo Cassone.
In allegato alla nota di accompagno dell’11 aprile 2011 avevo trasmesso a nome di VAS le osservazioni al PRIP, rilevando fra l’altro che alla pag. 20 della Relazione viene affermato che “per il ‘paesaggio dell’insediamento storico diffuso’ (art. 31) non é mai consentita l’installazione di cartelloni pubblicitari”, ma che nelle tavole di zonizzazione e tipi stradali sono contenuti una serie di errori materiali fra cui il mancato recepimento proprio della destinazione a “Paesaggio dell’insediamento storico diffuso” anche per l’intera zona della piana di Tor di Quinto.
Metto in evidenza che lungo il viale di Tor di Quinto ho segnalato una serie di impianti pubblicitari installati sia nel 2010 che nel 2011 e nel 2012, sicuramente senza il preventivo ed obbligatorio rilascio della “autorizzazione paesaggistica”.
Metto in risalto che secondo le controdeduzioni tecniche alle osservazioni di VAS (acquisite agli atti della U.O. Affissioni e Pubblicità al prot. n. 27697 del 18.4.2011) redatte dal dott. Francesco Paciello “si ritiene coerente con gli obiettivi del PRIP inserire le aree del paesaggio dell’insediamento storico diffuso del PTPR in zona A”, dove ai sensi del par. 3.2 dello schema normativo del PRIP “è vietata l’installazione di impianti pubblicitari pubblici o privati e degli impianti per pubbliche affissioni”: oltre che per la piana di Tor di Quinto, il divieto prescritto non è stato rispettato dal PRIP per tutti i comprensori di Roma destinati a “Paesaggio dell’insediamento storico diffuso”.
Alla pag. 20 della Relazione è dichiarato inoltre che “infine, nelle ‘reti, infrastrutture e servizi’ vi è il divieto di istallazione cartellonistica pubblicitaria nelle aree di margine alle infrastrutture viarie e ferroviarie salvo la segnaletica di pubblica utilità”.
Questo divieto, prescritto al paragrafo 5.5 della Tavola C dell’art. 32 delle Norme del PTPR, non è stato rispettato dal PRIP per tutte le strade di Roma soggette a vincolo paesaggistico.
Ai sensi dell’art. 51 del Regolamento Comunale la proposta di deliberazione della Giunta sul PRIP, prima di essere sottosta all’esame da parte del Consiglio Comunale, va inviata alla IX Commissione Consiliare competente per il Commercio che deve esprimere il proprio “parere” entro 15 giorni dalla data di ricezione: il successivo art. 90 dispone che “al termine dell’esame, il Presidente può nominare un relatore tra i componenti della Commissione, che presenterà la relazione al Consiglio in forma scritta o orale”.
Senza prendere minimamente in considerazione gli errori materiali riconosciuti dallo stesso dott. Francesco Paciello (che porterebbero a diminuire la superficie massima espositiva), né men che mai le osservazioni presentate sia da VAS che dal Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare, il Presidente della IX Commissione On. Ugo Cassone ha permesso che il 17 novembre 2011 venisse votato a maggioranza come presunto “parere” un emendamento allo schema normativo del PRIP che ha voluto poi far conoscere sia alle ditte pubblicitarie che al Comitato Promotore ed a VAS, invitandole ufficialmente in via dei Cerchi n. 6 nella mattina del 23 novembre 2011: l’emendamento aggiunge un paragrafo 7.1 allo “schema normativo” per dettare delle disposizioni relative alla 1° fase di attuazione del PRIP che partono dal presupposto che il PRIP sia approvato dal Consiglio Comunale entro la fine del 2011 e che dal 1 gennaio 2012 il diritto di rimanere comunque installati nell’immediato sul territorio venga esteso non solo a tutti gli impianti pubblicitari che fanno parte del riordino, ma anche a tutti gli altri che risultano installati a vario titolo e che risultino inseriti nella Nuova Banca Dati, compresi quindi anche e soprattutto quelli abusivi, che possono essere ricollocati anche negli altri Municipi, “qualora ne esistano i presupposti” non meglio specificati.
Le mie osservazioni fortemente critiche a quell’emendamento sono state trasmesse il 19 dicembre 2011 all’On. Ugo Cassone, che si è guardato bene dal prenderle in considerazione.
Nel frattempo il 24 novembre 2011 per motivare la bocciatura della proposta di delibera di iniziativa popolare di modifiche ed integrazioni del vigente Regolamento, al Consiglio Comunale è stato contrapposto un ordine del giorno presentato dall’On. Ugo Cassone e poi sottoscritto da altri 10 consiglieri di maggioranza, che è stato poi approvato con 28 voti a favore, 1 solo voto contrario e 7 astenuti e che prevedeva l’obbligo di “presentare all’Assemblea Capitolina il provvedimento per l’approvazione del PRIP (Piano Regolatore Impianti Pubblicitari) entro il 31.12.2011 .
Quella scadenza non è stata rispettata: dopo la presa d’atto del mancato rispetto di quell’impegno ed un incontro con il Sindaco ottenuto dalla neonata associazione “Basta Cartelloni”, il Presidente della IX Commissione per il Commercio ha convocato per il 26 gennaio 2012 una riunione congiunta con la suddetta associazione, con VAS e con Legambiente Lazio che hanno consegnato sia quel giorno che successivamente le loro proposte di emendamenti che l’On. Ugo Cassone si è nuovamente guardato bene dal prendere in considerazione e sottoporre all’esame della Commissione da lui presieduta.
Dopo lunghe insistenze e diffide, in data 26 marzo 2012 il PRIP è stato finalmente inserito all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale, ma in coda a molti altri provvedimenti urbanistici, dove è rimasto per lungo tempo, per poi essere depennato del tutto, scavalcato alla fine dalla priorità di dover approvare il bilancio, il cui dibattito si è protratto fino a dopo la scorsa estate.
Il 26 aprile 2012 l’assessore Davide Bordoni ha rilasciato la seguente dichiarazione: “saremo felici di portare avanti un dialogo bipartisan su un argomento importante per il decoro della città e la sicurezza dei cittadini”, ben sapendo che il PRIP così come è non vale nulla e rischia quindi solo di far peggiorare la situazione, rendendo cronico il degrado di Roma.
Gli ha fatto eco il 12 settembre 2012 l’On. Ugo Cassone con la seguente dichiarazione: “Come si ricorderà, già da tempo, la commissione commercio ha espresso parere favorevole per l’approvazione del Piano Regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari, non senza l’introduzione di rilevanti integrazioni ed emendamenti, con l’auspicio che presto sarebbe arrivata l’approvazione definitiva in aula. Ad oggi purtroppo la situazione è rimasta immutata, le nostre strade continuano ad essere invase da migliaia di metri quadri di affissioni pubblicitarie abusive. Per questo motivo mi sento di muovere un appello all’intera Assemblea Capitolina affinché, senza sterili contrasti tra maggioranza ed opposizione, magari attraverso lo strumento di un emendamento congiunto, si possa approvare al più presto il PRIP”.
L’appello dell’On. Cassone è stato raccolto dal cons. della lista “Alleanza per l’Italia – Moderati per Rutelli” On. Salvatore Vigna, che il 29 ottobre 2012 ha chiesto “l'impegno formale del Sindaco affinché, dopo l'approvazione del Bilancio, sia portata in Aula l'approvazione del PRIP (Piano Regolatore Impianti Pubblicità'), già all'ordine dei lavori, per regolare nel contempo la materia delle affissioni durante le imminenti elezioni politiche ed amministrative, evitando così gli abusi e salvaguardando il decoro della città”.
Stando a quanto dichiarato dallo stesso Salvatore Vigna in un comunicato stampa dello scorso 20 dicembre, c’è stato un “impegno formale assunto, con un documento sottoscritto dal Capogruppo della maggioranza e di capigruppo di opposizione il 6 novembre scorso, di discutere immediatamente dopo l’approvazione del bilancio, in ordine, la delibera 90, la delibera del parco della cellulosa, il piano regolatore degli impianti pubblicitari (PRIP)”.
L’impegno è stato indirettamente confermato anche dal cons. Maria Gemma Azuni del Gruppo Misto - S.E.L. che il 12 novembre 2012 ha chiesto che si approvi il PRIP prima possibile.
Anche in forza di questo impegno, il cons. On. Salvatore Vigna si è vantato al telefono con il sottoscritto di essere stato lui il promotore di un emendamento che sarebbe stato approvato dalla IX Commissione per il Commercio lunedì 26 novembre 2011 e che si rimette in allegato per opportuna conoscenza.
In termini di “metodo” l’emendamento sostituisce quello approvato il 17 novembre 2011 aggiungendo ora i paragrafi 7.1, 7.2 e 7.3 allo “schema normativo”, che in quanto tale in caso di approvazione del PRIP in questo modo non farebbe scattare nessuna norma e lascerebbe quindi tutto così com’é.
In termini invece di “merito” l’emendamento dispone che “a decorrere dalla ditta di approvazione del PRIP e comunque non oltre 180 giorni dalla stessa deve intendersi conclusa la c.d. procedura di riordino degli impianti pubblicitari”, ma con la precisazione che a decorrere da una data nemmeno precisata “potranno permanere sul territorio di Roma Capitale esclusivamente gli impianti riconducibili alla procedura del riordino ed in regola con i pagamenti”, che legittimano il rinnovo fino al 31 dicembre 2014 !
Non contento di questo regalo che non cambierebbe la situazione per ben ancora 2 anni anche se l’approvazione del PRIP rendesse immediatamente vigente questa disposizione normativa, l’emendamento dispone anche che “gli impianti inseriti nella Banca Dati e non riconducibili alla procedura di riordino cessano di aver efficacia alla data di scadenza del relativo titolo autorizzativo e non sono rinnovabili”: si tratta degli impianti di tutti i tipi installati su suolo privato e degli impianti tipo palina installati su suolo pubblico autorizzati per 5 anni dopo l’approvazione della delibera n. 37/2009, che quindi – benché non rinnovabili – hanno una scadenza che può comunque andare addirittura oltre il 31 dicembre 2014 !
Come dulcis in fundo l’emendamento dispone che i Piani di Localizzazione debbono essere solo “predisposti” entro 180 giorni dalla approvazione del PRIP e non anche e soprattutto “adottati” o addirittura definitivamente “approvati”, mentre all’espletamento dei Bandi di Gara si procederà solo “alla scadenza dei titoli autorizzativi ancora vigenti”, che come sopra evidenziato non è la stessa per tutti !
Il 5 dicembre scorso l’On. Ugo Cassone ha emanato il seguente comunicato stampa che conferma indirettamente la paternità dell’emendamento di cui si vanta l’On. Vigna: “Grazie all’infaticabile lavoro compiuto insieme all’On.le Vigna, siamo riusciti ad inserire all’ordine dei lavori dell’Assemblea Capitolina la discussione sul PRIP. Vogliamo che l’approvazione del Piano Regolatore diventi una priorità. Auspichiamo un lavoro sinergico con il PD su questo tema di interesse comune per il decoro e la sicurezza della città di Roma ma, verosimilmente, chi sta all’opposizione anche questa volta anteporrà gli interessi di partito al bene dei cittadini”.
Il passo del suddetto comunicato stampa che lascia supporre che il PRIP fosse stato già inserito all’ordine del giorno, quando a quel momento così non era ancora, è stato sconfessato dal comunicato stampa emanato lo stesso giorno sempre dall’On. Ugo Cassone che con riferimento al cons. Athos De Luca del PD testualmente recita: “Il collega de Luca sa benissimo che in commissione è stato portato avanti un lavoro attento e scrupoloso, apportando modifiche importanti al piano regolatore degli impianti pubblicitari. Inoltre, stiamo lavorando per migliorare le norme transitorie. Auspico che l’esponente del Pd solleciti una rapida calendarizzazione del piano regolatore. Proprio in assemblea capitolina, infatti, vedremo chi vuole regolarizzare un settore lasciato per troppo tempo allo sbando, anche a causa dell’inefficienza delle passate giunte di centrosinistra, e chi invece preferisce mantenere una situazione confusa e nel caos più totale. Ricordiamo al Pd che proprio questa amministrazione sta mettendo mano ad una realtà, quella dell’impiantistica, abbandonata nel passato”.
Gli ha rifatto eco il giorno dopo 6 dicembre 2012 il cons. Salvatore Vigna con il seguente comunicato stampa: “L’approvazione del PRIP, Piano Regolatore Impianti Pubblicitari, come più volte sostenuto nella riunione dei Presidenti dei Gruppi ed in aula nei miei interventi, costituisce, dopo il bilancio ed il suo assestamento, la priorità per Roma Capitale. Si tratta di un provvedimento indifferibile sia per il decoro della città, sia per quanto riguarda la sicurezza e la vivibilità dei cittadini più deboli, che spesso non riescono ad accedere ai marciapiedi perché ostacolati da impianti abusivi che impediscono il passaggio di carrozzine per bambini o, ancor più grave, di carrozzelle per i diversamente abili. Il lavoro prodotto in Commissione Commercio ed Attività Produttiva di Roma Capitale sul Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, così come già dichiarato dal Presidente della Commissione Commercio Ugo Cassone, si è rivelato partecipato e produttivo. Sono state introdotte norme transitorie, che metteranno fine all’abusivismo diffuso nel settore e ripristineranno legalità al sistema, garantiranno entrate certe nel bilancio di Roma Capitale e finalmente faranno giustizia nei confronti degli operatori seri ed onesti, fino ad oggi penalizzati da una concorrenza sleale”.
Il cons. Vigna mi ha detto personalmente al telefono che lui fa tutto questo nell’interesse dei cittadini.
Non so se il cons. Vigna sia in perfetta buona fede oppure tenda anche lui a far vantare nella prossima propaganda elettorale quanto meno l’A.P.I. di aver fatto approvare un PRIP quale che esso sia: di certo c’è che - in base all’emendamento di cui addirittura si vanta - anche lui, come l’On. Ugo Cassone, fa passare per oro colato quella che invece è autentica carta straccia, buona solo per il macero !

Sulle posizioni dell’On. Vigna si è allineata a sorpresa anche l’On. Maria Gemma Azuni che sempre in perfetta buona fede, anche perché non a conoscenza dell’emendamento approvato il 26 novembre scorso dalla IX Commissione per il Commercio, lo stesso 5 dicembre 2012 ha rilasciato a sua volta la seguente dichiarazione: “Considero necessaria e indifferibile l’approvazione del Piano Regolatore per gli Impianti pubblicitari. Mentre si avvia ad una mesta conclusione l’opaco e inconcludente mandato del Sindaco Alemanno, Roma non ha ancora un piano che fissi le regole per un problema enorme quale è quello degli impianti pubblicitari. L’Assemblea Capitolina, costretta a mesi di paralisi, dalle bizzarrie fallimentari di Alemanno, deve essere messa in condizione di discutere e di approvare il PRIP, per restituire trasparenza a questo settore, regolare l’attività delle imprese, escludere gli abusivi e tutelare il decoro di Roma e la sicurezza dei cittadini”.

Della eventualità che il PRIP possa essere messo all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale si è parlato nell’articolo de “Il Messaggero” pubblicato l’11 dicembre scorso, dove però si dice che ci sono da approvare anche il nuovo Statuto con i nuovi confini dei 15 Municipi, una sessantina di delibere urbanistiche, il riassetto delle partecipazioni capitoline nelle aziende, il piano regolatore sociale e la delibera per l’abolizione della auto blu e si arriva alla conclusione che é “difficile che vada in porto anche uno solo di tali atti”.  
Dall’intervista che il Presidente dell’Assemblea Capitolina Marco Pomarici ha rilasciato l’11 dicembre scorso sempre al quotidiano “Il Messaggero” si apprende che l’ultima convocazione del 2012 é prevista per il 21 dicembre (come è poi avvenuto) mentre la 1° convocazione prevista per il 2013 dovrebbe essere il 7 gennaio.
Il presidente Marco Pomarici ha anche dichiarato di condividere il voto d’urgenza solo per le delibere che riguardano il bilancio o i provvedimenti in scadenza di legge, fra i quali non rientra quindi il PRIP, per il quale - se messo all’ordine del giorno - non dovrebbe valere l’introduzione del voto d’urgenza.
Nell’intervista rilasciata al quotidiano “Il Tempo” dell’11 dicembre 2012 il Sindaco Gianni Alemanno ha dichiarato che é pronto a dimettersi in quanto é “per buon senso che occorre puntare all’election day che, a fine febbraio, metta insieme tutto”, per cui “non é neanche immaginabile fare tre turni di votazioni COME VORREBBE IL PD, con le comunali ad aprile [il mandato di Gianni Alemanno scade il 7 aprile 2013, ndr.], dopo le regionali e le politiche” perché “sarebbe una cosa assurda ed uno spreco di denaro pubblico incredibile”.
Ne deriva che se si unificano le elezioni comunali con quelle regionali e nazionali previste sembra ormai per il 24 e 25 febbraio 2013, per raccogliere le firme per le liste 45 giorni prima significa sciogliere il Consiglio Comunale comunque entro la metà di gennaio del 2013, per cui non ci sarebbe il tempo materiale per far approvare il PRIP, anche volendolo.
Quand’anche si andasse a votare a maggio per il rinnovo del Consiglio Comunale e della Giunta, va comunque sciolta 2 mesi prima l’Assemblea Capitolina, che quindi resterebbe in attività più o meno fino al 24 febbraio del 2013.     
Lo stesso articolo de “Il Messaggero” di martedì 11 dicembre 2012 riferisce che “la maggioranza ha pronte due strategie: una breve – in caso di elezioni a febbraio – che si limita al via libera alla riforma di Roma Capitale, ed una più lunga – con voto in primavera – che prevede un accordo con l’opposizione per esaminare almeno un pacchetto di delibere sull’urbanistica”: ma secondo il capogruppo del PD Umberto Marroni “chiuderemo con i Municipi”.
Ne derivava a quel momento che non sembrava esserci alcuna possibilità che il PRIP venisse messo all’ordine del giorno dei lavori ed approvato prima dello scioglimento del Consiglio Comunale: una eventualità del genere si potrebbe ad ogni modo verificare solo nell’ipotesi che si vada a votare in primavera, che l’attuale maggioranza vada avanti come un carro armato anche senza accordo con l’opposizione e che approvi il PRIP con l’introduzione del voto d’urgenza, senza cioè alcun dibattito.
Un PRIP approvato in tal modo avrebbe un chiaro significato di “spot” elettorale, che questa maggioranza punterebbe a sfruttare arrogandosi i meriti di essere comunque riuscita a fare quello che il centro-sinistra non é stato invece capace di fare in 15 anni, approvando comunque un “piano” che oltre che a contenere dei gravi errori materiali (a tutto vantaggio di una naggiore superficie espositiva) non produrrà nessun effetto giuridico sul territorio, lasciando quindi tutto il caos che c’é.
Il 14 dicembre scorso il cons. Athos De Luca ha tenuto una conferenza stampa proprio per assicurare il “no ad un blitz sul PRIP” a nome suo e del suo partito, senza sapere a quel momento che il suo Capogruppo Umberto Marroni il precedente 6 novembre aveva sottoscritto l’impegno a portarlo in aula.
Anche per tali motivi è stato contestato quello stesso giorno dal seguente comunicato stampa dell’On. Cassone: “Athos De luca mente sapendo di mentire. Il Prip è pronto così come sono pronte anche le disposizioni attuative che di fatto porterebbero dei tagli di migliaia di mq di cartelloni pubblicitari, regolando una volta per tutte questo settore. Vorrei poi ricordare al collega del Pd che del suo preziosissimo contributo non si è vista alcuna traccia in commissione. Tra l’altro il suo partito è tra i maggiori sponsor dell’attuale situazione e, in ogni caso, la sinistra è responsabile per aver abbandonato il settore per oltre quindici anni. Inoltre, visto che proprio  il Pd sembra non volere che il Prip approdi in aula Giulio Cesare, invito De Luca e il suo capogruppo in assemblea capitolina a compiere un atto di coraggio e a discutere la delibera, non vanificando il lavoro di questi anni che va a beneficio di tutta la cittadinanza  e di un settore, totalmente abbandonato ai tempi delle giunte di centrosinistra
Arriviamo così all’ora di pranzo dello scorso mercoledì 19 dicembre 2012, quando si è tenuta una conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari per decidere il pacchetto delle delibere da approvare da lì allo scioglimento del Consiglio Comunale: in forza dell’accordo sottoscritto il 6 novembre scorso il Capogruppo On. Luca Gramazio ha proposto di inserire all’ordine del giorno dei lavori il PRIP, ma in coda a 14 proposte di delibere urbanistiche ed alla proposta n. 58/2012 a quel momento ancora in discussione.
A quell’ordine del giorno si sono opposti tutti i Gruppi di minoranza, con la differenza che l’On. Vigna e l’On. Azuni si sono dichiarati nettamente contrari non solo per l’introduzione delle 14 proposte di delibere urbanistiche, ma soprattutto perché avrebbero preteso che il PRIP fosse messo al primo punto all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale !
Ai sensi del 4° comma dell’art. 22 del Regolamento comunale “Qualora nella Conferenza non si raggiunga tale maggioranza, il Presidente rimette la propria decisione all’Aula, che si pronuncia dopo l’effettuazione di un intervento, della durata massima di tre minuti, da parte di un Consigliere a favore e di uno contrario alla decisione del Presidente”: il Presidente On. Marco Pomarici è stato quindi costretto a rimettere al voto del Consiglio Comunale l’approvazione o meno di quell’ordine del giorno.
Ma lo scorso giovedì 20 dicembre per ben 4 chiamate è stato fatto mancare il numero legale, per far sì che il giorno dopo con una maggioranza relativa di soli 20 voti passasse l’ordine del giorno così come voluto da questa maggioranza.
La stessa sera di venerdì 21 dicembre 2012 è andata in onda sulla emittente “Roma UNO” una trasmissione interamente dedicata a “decoro, cartelloni e legalità” a cui ha partecipato anche l’On. Ugo Cassone, oltre che il sottoscritto, Franco Quaranta (della associazione “Basta Cartelloni-Francesco Fiori”) e Stefano Giannini (del sindacato di Polizia Locale).
Nel corso della trasmissione ho chiesto all’On. Ugo Cassone se il vigente Piano Regolatore Generale di Roma possa funzionare senza le sue Norme Tecniche di Attuazione: alla sua riposta ovviamente negativa, gli ho chiesto provocatoriamente come fa allora a funzionare un PRIP che venga approvato senza le sue norme tecniche di attuazione.
L’on. Ugo Cassone ha replicato sostenendo che “in commissione abbiamo preparato le norme di attuazione” che mi ha rinfacciato addirittura di non avere nemmeno letto: gli ho mostrato in pubblico di averne una copia, mettendogli in evidenza che non le condivido affatto sul piano del “merito” perché lascerebbero tutto così com’è per ben altri due anni e che comunque si tratta di “norme transitorie” che sul piano del “metodo” sono state aggiunte ad uno “schema normativo” che in quanto tale non vale un fico secco perché non può far scattare nessuna disposizione prescrittiva.
Per tutta la trasmissione l’On. Ugo Cassone ha ripetutamente rivolto un accorato appello a far sì che il PRIP venga approvato magari con un emendamento congiunto bipartisan, che riconosca i meriti di tutti coloro che hanno eventualmente contribuito a farlo approvare: a dimostrazione di quanto non si possa ormai più credere ad una simile possibilità, gli ho fatto presente che dopo due anni la commissione da lui presieduta non ha accolto nemmeno uno degli emendamenti proposti da comitati e associazioni e che stava quindi dando l’impressione di essere un imbonitore dello stesso tipo di Vanna Marchi.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi 

domenica 23 dicembre 2012

L'invasione degli S.C.I./S.PQ.R su via Prenestina

Novembre 2011
Novembre 2012
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Novembre 2011
Novembre 2012
Salve, ho fotografato 5 cartelloni sulla Prenestina, tutti con marchio S.p.q.r.
3 si trovano accanto al muro vicino a via Erasmo Gattamelata e gli altri 2 a largo Preneste, accanto alla ciclabile.
Questi ultimi mi sembrano posizionati troppo vicini alla carreggiata e quasi sopra la linea della ciclabile.

Riccardo

venerdì 21 dicembre 2012

Appuntamento da non perdere questa sera alle 21 su RomaUno TV


Si parlerà di cartelloni stasera ore 21 alla trasmissione "Foro Romano" su RomaUno TV presentatata dal bravo Andrea Bozzi con ospiti Rodolfo Bosi (Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della Associazione Verdi Ambiente e Società - VAS), Ugo Cassone (Presidente IX Commissione Consiliare Permanente Commercio, Artigianato, Attività Produttive del Comune di Roma) ed i rappresentanti dell'Associazione Basta Cartelloni - Francesco Fiori. Buona visione.

giovedì 20 dicembre 2012

Facile dire di non utilizzare i manifesti abusivi se poi si utilizzano i cartelloni mafiosi, caro Zingaretti

Immagina... una città con standard europei per quanto riguarda le affissioni. Immagina candidati amministratori che non acquistano spazi pubblicitari su strutture gestite dalla mafia (parole del sindaco Alemanno eh). Immagina futuri presidenti di regione che si impegnano per sradicare la selva di cartelloni criminali, illegali, abusivi, fuorilegge non la usano per avere visibilità. Immagina...

Questo è solo un cartellone che si trova a pochi metri dalla Basilica di San Paolo (ne impalla la vista e viola una decina di norme tra regolamento comunale e codice della strada), ma Roma è letteralmente invasa da cartelloni col bel faccione di Zingaretti. Inutile dire per il 99% abusivi/irregolatri.

mercoledì 19 dicembre 2012

Piazza Ippolito Nievo, che dire? - Seconda puntata

Foto Marco S.

Impianti segnalati con un messaggio di posta elettronica inviato da VAS Roma il 14 novembre 2012 a: seg16.polizialocale@comune.roma.it; seggssu.polizialocale@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; pubblicita@aequaroma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; maurizio.maggi@comune.roma.it

lunedì 17 dicembre 2012

Bike Sharing: il colpo di mano che starebbe per mettere in atto la giunta capitolina

      Gruppo Consiliare Roma Capitale

COMUNICATO STAMPA 

BIKE SHARING CON CARTELLONE SELVAGGIO. DE LUCA (PD) DELIBERA KILLER IN GIUNTA. 

Il piano per il Bike sharing a Roma, non è ancora decollato come in altre città europee, malgrado tutti ne riconoscono la oggettiva utilità nell’ambito di un piano di mobilità sostenibile. Il servizio, prima fu svolto da una società privata in via sperimentale, poi fu affidato all’ ATAC, che non potendo sopportare un servizio dal costo di circa 1 milione e 700 mila euro, per un introito di 100 mila, vi ha rinunciato. “ Roma Capitale – dichiara il Vicepresidente della Commissione Ambiente Athos De Luca – per risolvere il nodo del finanziamento, ha pensato di affidare ai gestori del bike sharing, 1500 metri quadri di spazi pubblicitari ma nella situazione di inflazione, selvaggia e abusiva della pubblicità a Roma, non è possibile aggiungere altri spazi pubblicitari”. “Ora – continua il rappresentante del PD – sembra che nella prossima Giunta, sia pronta una delibera, con la quale alcune ditte pubblicitarie assicurerebbero il servizio di Bike sharing, in cambio del mantenimento delle loro concessioni per 15/20 anni, tutto ciò in deroga al Regolamento e vanificando tutte le previsioni del nuovo Piano Regolatore”. De Luca, “diffida l’Amministrazione dall’approvare questo tipo di delibera che costituirebbe un abuso di potere, una gravissima violazione delle regole e un inaccettabile condizionamento per un futuro riordino degli impianti pubblicitari, per ridare decoro e regolarità alla città di Roma. Qualora dovesse passare tale delibera, saremmo costretti a fare ricorso al TAR per denunciare il grave abuso all’autorità giudiziaria”.

Marco Visconti: alla Serpentara sei magnolie al posto dei cartelloni abusivi


Una battaglia per la legalità vinta grazie alla mobilitazione dei cittadini e delle Istituzioni contro la compagine delinquenziale della pubblicità abusiva e ora in via Tina Pica ci sono 6 magnolie al posto dei cartelloni pubblicitari.  Gli alberi piantati ieri con il comitato di quartiere La Serpentara, e grazie alla disponibilità del personale del Servizio Giardini e dei Pics, sono un segno tangibile dell’impegno per il decoro che stiamo portando avanti insieme a tanti comitati, associazioni e cittadini; soprattutto, però, rappresentano un monito di giustizia affinché sia chiaro che non abbiamo intenzione di piegarci di fronte all’arroganza di chi cerca facile visibilità a scapito dell’ambiente.
Marco Visconti

http://www.marcovisconti.com/?p=5235
https://twitter.com/viscontimarco/status/280652604348985344
http://www.primapaginanews.it/dettaglio_articolo.asp?id=130483&ctg=6
http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW405185&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

Piazza Ippolito Nievo, che dire? - Prima puntata

Foto Marco S.

Impianti segnalati con un messaggio di posta elettronica inviato da VAS Roma il 14 novembre 2012 a: seg16.polizialocale@comune.roma.it; seggssu.polizialocale@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; pubblicita@aequaroma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; maurizio.maggi@comune.roma.it