domenica 13 gennaio 2013

Business as usual. Cartellopoli riparte con gli aggiornamenti‏

Dopo alcune giornate integralmente dedicate alla bizzarra e singolare (oggi siamo in vena di eufemismi) vicenda giudiziaria che ha interessato il nostro blog e chi lo ha fondato torniamo ai regolari aggiornamenti. Non perché si sia esaurito il dibattito sulla faccenda (che invece continua a campeggiare sui media dandoci almeno la consolazione di aver riportato il tema su tutti i media), ne perché si siano interrotti i continui attestati di stima (e di solidarietà) da parte dei responsabili istituzionali e delle personalità politiche di tutti i partiti, dal PD al PDL, da SEL al MoVimento 5 Stelle passando per Futuro e Libertà, Fratelli d'Italia, i Radicali.
Nonostante tutto questo stia continuando, Cartellopoli torna a fare Cartellopoli. Smette di fare documentazione su se stesso e tornare a parlare di quello che c'è fuori che purtroppo è ogni giorno più sporco, corrotto, inguardabilmente illegale. Che il comparto dei cartelloni a Roma rappresenti una “mafia” lo ha detto il sindaco della città, non noi. Ecco perché Cartellopoli è uno strumento antimafia nella capitale d'Italia, una piattaforma che informa, sensibilizza, denuncia. Da sempre e nonostante tutto contro gli abusi e contro chi sta facendo carte false per perpetrare all'infinito uno stato di illegalità, pericolo e degrado che non ha eguali in alcuna città del mondo.

Nell'universo marcio della cartellonistica romana ci sono dozzine di esposti e denunzie a parte di associazioni, cittadini, rappresentanti politici. Nulla che abbia neppure lontanamente interessato i magistrati di Piazzale Clodio. Evasione fiscale, tanti morti ammazzati e illegalità diffusa (“se rispettiamo le leggi, falliamo” dicono i rappresentanti legali delle ditte anche in consessi pubblici senza arrivare a comprendere la gravità di quanto affermano), ma le inchieste giudiziarie e i rinvii a giudizio solo per chi si oppone contro tutto questo. E' una anomalia, ma è una anomalia che sottolinea quanto è fondamentale il lavoro di realtà come Cartellopoli e come i tanti altri blog nati in questi ultimi anni in città.

Essere finiti nel mirino significa certo dover subire accanimenti e ingiustizie certo, ma significa ancor di più aver la conferma, la certificazione di essere agenti protagonisti nel cambiamento in positivo di questa città. 

3 commenti:

  1. Siete mitici, nessuna città in Italia ha questa rete di impegno civico. MARTIRI

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  2. si dice denunce, non denuncie.

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  3. Sbaglio o non c'è stata la solidarietà pubblica di sindachetto e sindacone (quello vero)?
    E la solidarietà dei candidati sindaci di sinistra? Sono al corrente del problema cartelloni o come sempre vivono su Marte?

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