martedì 15 gennaio 2013

Considerazioni sulla sentenza di condanna di Massimiliano Tonelli

Sul clamore e le reazioni che ha scatenato la sentenza di condanna che il 9 gennaio scorso è stata inflitta a Massimiliano Tonelli mi sento in dovere di fare una serie di considerazioni per dare non solo una maggiore ma anche una più corretta informazione, mettendo in evidenza quanto di poco esatto è stato riferito soprattutto dai mass media, anche per motivare ancora meglio le ragioni per cui voglio attestare a Tonelli tutta la mia solidarietà nel modo migliore che ritengo di potergli dimostrare e che é quello di riprendere la mia collaborazione con questo sito, a partire da questo articolo, mettendo da parte le divergenze che a più riprese hanno portato a dividerci: la finalità dichiarata é quella di continuare a dare al sito quel carattere di serietà professionale e di conseguente credibilità che lo possa proteggere di per sé da qualunque altro futuro attacco strumentale.
Cominciamo allora con il precisare che la sentenza di condanna non ha riguardato affatto anche il sito attuale: ciò nonostante, anche per esigenze di sintesi e di slogan giornalistici, i titoli che da più parti sono stati dati agli articoli che hanno riguardato la sentenza lasciano addirittura intendere che ad essere stato condannato sia stato invece il blog,  specie se poi la lettura si limita proprio soltanto ai titoli.
A dimostrazione si citano i titoli seguenti e le relative fonti da cui sono stati tratti.
- “La giustizia al contrario: condannato il blog Cartellopoli perché troppo civile” (www.alemannovigiliurbani.wordpress.com)
- “La condanna a Cartellopoli è una condanna a tutti coloro che amano Roma” (www.romacheverra.it)
- “CONDANNA CARTELLOPOLI: il Presidente del XVIII propone una sottoscrizione pubblica” (www.municipio18.it)
- “Solidarietà a Cartellopoli condannato a 9 mesi (SIC!) per le sue battaglie civiche!” (www.malaroma.blogspot.it)
- “LA VERGOGNA DELLE VERGOGNE: 9 MESI AL BLOG CHE COMBATTE GLI ABUSIVI” (www.noiroma.it)
- “Nella Roma dell'illegalità l'unica condanna è per un blog
(www.basta cartelloni.it).
Una buona parte dei media (www.paesesera.it, www.romatoday.it, www.today.it, www.roma.repubblica.it, www.ilmessaggero.it, www.blitzquotidiano.it, www.romacapitalenews.com, www.ilfattoquotidiano.it, www.cinquegiorni.it) ha poi attribuito il sequestro dell’allora sito www.cartellopoli.com all’articolo di un cittadino anonimo pubblicato il 4 novembre 2010 che spiegava come erano stati da lui smontati alcuni impianti di mt. 1 x 1 installati dalla ditta S.r.l. "D.D.N." in via Baldo degli Ubaldi e che incitava ad imitare questo suo tipo di azione di resistenza civica.
La notizia data non risponde al vero, dal momento che la denuncia-querela del rappresentante legale della S.r.l. “D.D.N.” sig. Andrea Di Sano é stata presentata il 3 novembre 2010, vale a dire un giorno prima che venisse pubblicato quello che a me risulta essere stato peraltro l'unico articolo che abbia riguardato espressamente impianti pubblicitari di questa ditta.
Il sig. Andrea Di Sano “per conto della predetta società, titolare di numerosi impianti pubblicitari ha denunciato che molti dei predetti impianti erano stati danneggiati con danno rilevante rappresentato dal costo di sostituzione di circa cento plance pubblicitarie”.

Alla denuncia-querela sono state allegate le stampe delle pagine web tratte dal blog riguardanti alcuni interventi, fra i quali è stato citato e ricordato poi nello stesso decreto di sequestro del sito anche un passo del post pubblicato il 26 luglio del 2010.
Per capire bene ad ogni modo che la sentenza non può avere comunque riguardato l’attuale sito www.cartellopoli.net é  opportuno spiegare (grazie anche alla documentazione che mi è stata messa a disposizione) come Massimiliano Tonelli sia riuscito ad ottenere il dissequestro del sito.
La denuncia-querela ha innescato il procedimento penale n. 57909/10 R.G. n. 48087/10 (notizie di reato contro ignoti), assegnato al P.M. dott.ssa Simona Maisto che il 10 novembre 2010 ha chiesto il sequestro del sito www.cartellopoli.com al Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) dott.ssa Roberta Palmisano che il giorno seguente ha disposto il sequestro preventivo e l’oscuramento del sito perché ha ritenuto che “vi sono gravi indizi e l’immissione dei messaggi nel blog del sito, come si desume dal contenuto stesso delle pubblicazioni, integra il reato di istigazione a delinquere configurato dal pubblico ministero”.
Il decreto di sequestro preventivo disposto l’11 novembre 2010 dalla dott.ssa Roberta Palmisano ipotizzava il reato da parte di ignoti di istigazione a delinquere di cui al 3° comma dell’art. 414 del Codice Penale che al punto 1) del 1° comma prevede “la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti” e che al successivo 3° comma dispone che “alla pena stabilita del n. 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l'apologia di uno o più delitti”.
Il decreto di sequestro preventivo ipotizzava anche il danneggiamento (sempre da parte di ignoti) di cui all’art. 635 del Codice Penale che al 1° comma dispone che “chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309”, mentre al successivo 2° comma stabilisce che “la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso: ….
3) … su altre delle cose indicate nel n. 7 dell'articolo 625”, fra le quali sono ricomprese anche le “cose .. esposte …  per consuetudine … o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità”.

Per un opportuno confronto al riguardo si fa presente che in data 31 luglio 2012 il consigliere comunale del PD Athos De Luca, insieme alla Associazione “Respiro verde legalberi” e con l’ausilio di numerosi cittadini, ha abbattuto un impianto pubblicitario ritenuto abusivo installato all’altezza del civico n. 130 della Circonvallazione Gianicolense e che la ditta S.A.P.I. (Società Affissioni Pubblicitarie Italiane) che ne era proprietaria lo ha denunciato per danneggiamento e diffamazione: il procedimento penale n. 43847/2012 è stato assegnato al P.M. dott.ssa Tiziana Cugini che il 9 novembre scorso ha dato avviso all’On. Athos De Luca della conclusione delle indagini, in cui ha ravvisato fra l’altro il reato  di cui al n. 3 del 3° comma dell’art. 635 del Codice Penale, oltre che al reato continuato ed alla diffamazione a mezzo stampa per le dichiarazioni rilasciate pubblicamente anche alle telecamere RAI presenti con una troupe quel giorno. 
Per la cronaca l’impianto è stato in seguito sanzionato perché riconosciuto in violazione del Codice della Strada.
L’impianto abbattuto dall’On. Athos De Luca in circonvallazione Gianicolense
20120801_Tempo Roma  - Il Consigliere Pd smonta un cartellone abusivo
paesera.it - Consigliere abbatte un cartellone abusivo
roma.corriere.it - Giù il cartellone

Il 26 novembre 2010 la Polizia Postale del Compartimento della Lombardia ha notificato il decreto di sequestro del sito www.cartellopoli.com alla “Google Inc. 1600 Anphitheatre Parkway Montainview CA 94042 USA” per il tramite di Google Italia S.p.A., Corso Europa n. 2 Milano.  
Il 30 novembre 2010 è stato pubblicato l’ultimo post su www.cartellopoli.com.
Per chiedere la revoca del sequestro Massimiliano Tonelli si è dovuto qualificare come “gestore” del sito www.cartellopoli.com anche al P.M. dott.ssa Simona Maisto che si è opposta alla richiesta.

Il Giudice per le Indagini Preliminari dott.ssa Roberta Palmisano ha ritenuto che il permanere di alcuni degli interventi pubblicati nel blog  (riportati anche nella denuncia-querela del 3.11.2010 e negli allegati) “si sostanzierebbe in una prosecuzione del reato idonea a produrre ulteriori conseguenze dannose”, ma che “previa rimozione dei predetti messaggi, la disponibilità del sito può essere restituita al suo gestore”: in data 17 gennaio 2011 ha disposto pertanto la revoca del decreto di sequestro preventivo, “previa rimozione dei messaggi confluiti sul blog e riportati nella querela in data 3.11.2010 e negli allegati alla stessa”.
In data 11 febbraio 2011 la Polizia Postale del Compartimento del Lazio ha notificato la revoca del decreto di sequestro preventivo alla “Google Inc. 1600 Anphitheatre Parkway Montainview CA 94042 USA” per il tramite di Google Italia S.r.l., Corso Europa n. 2 Milano, avvertendo che “prima di procedere al dissequestro dovranno essere rimossi i seguenti commenti”, fra cui quello inserito nell’articolo pubblicato in data 11.10.2010 dal titolo “Caro Bordoni, quella di ieri a Piazza Vittorio era una trappola. E tu ci sei cascato come un pollo”.
Massimiliano Tonelli ha così potuto riaprire il sito, ma come www.cartellopoli.net (avendo perso nel frattempo il dominio del sito www.cartellopoli.com) dove a tutt’oggi mi risulta che siano stati cancellati tutti gli articoli di cui il G.I.P. ha chiesto la rimozione, compresi quello pubblicato il 4.11.2010 e quelli pubblicati su face book come  “CARTELLOPOLI gruppo”: ne deriva che il blog può e deve continuare a svolgere tranquillamente il suo servizio di informazione e sensibilizzazione.
Il 21 aprile del 2011 è stato riaperto il blog www.cartellopoli.net.

Benché fosse stato rimosso dal blog, come si usa dire, il “corpo del reato” (vale a dire gli articoli incriminati) il P.M. dott.ssa Simona Maisto ha aperto nei confronti di Tonelli il procedimento penale n. 00948/11 ed il 21 settembre 2011 ha chiesto  al Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) l’emissione del decreto di rinvio a giudizio nei suoi confronti per i reati di cui ai commi 1 e 3 dell’art. 414 del Codice Penale nonché per il reato continuato di cui al 2° comma dell’art. 81 sempre del Codice Penale, che al 1° comma dispone che “é punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge”, mentre al successivo 2° comma precisa che “alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge”.
Il P.M. ha motivato la richiesta di imputazione nei confronti di Tonelli “per aver, in diverse occasioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, attraverso la creazione e gestione del sito www.cartellopoli.com e la correlata pagina sul social network facebook.com pubblicamente istigato la commissione di una pluralità di delitti e contravvenzioni, ed in particolare il danneggiamento e l’imbrattamento di cartellonistica stradale nonché il furto di componenti degli stessi mediante la diffusione sul sopra indicato sito di messaggi inneggianti a episodi di danneggiamento, imbrattamento di impianti di cartellonistica stradale nonché furti sui componenti degli stessi già avvenuti e posti in essere da soggetti non identificati nei confronti di impianti di cartellonistica sia invitando gli utenti del forum a porre in essere analoghe strutture”. 
Ritengo che l P.M. abbia usato per ben due volte l’espressione “cartellonistica stradale” per intendere gli impianti pubblicitari installati su strada.
In data 15 novembre 2011 è stata fissata per il 25 gennaio 2012 l’udienza preliminare, che si è conclusa con la decisione del Giudice dell’Udienza Preliminare (G.U.P.) dott. Luciano Imperiali di rinviare a giudizio Massimiliano Tonelli.
Il 14 giugno 2012 si è svolta la 1° udienza del processo davanti alla 9° Sezione Penale del Tribunale di Roma, composta dal Giudice monocratico dott.ssa Laura Fortuni: la S.r.l. “D.D.N.” si è costituita parte civile chiedendo 20.000 euro di risarcimento per le 100 plance che era stata costretta a sostituire (quindi 200 € a plancia).
Come si può ben vedere, il processo è durato appena 7 mesi, essendosi chiuso il 9 gennaio scorso.
Nel corso dell’udienza che si é tenuta il 3 dicembre 2012 il sig. Andrea Di Sano é stato ascoltato come teste e sotto giuramento ha affermato che la ditta D.D.N. da lui rappresentata non ha impianti pubblicitari abusivi a Roma.
Si fa presente che in base al 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009 “le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma …. comunque non contemplate nel presente Regolamento, …. sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti”.
Le Unità Organizzative dei Gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale competenti per ognuno degli attuali 19 Municipi di Roma hanno sanzionato con Verbali di Accertamento di Violazione (in sigla V.A.V.) tutta una serie di impianti pubblicitari installati dalla S.r.l. “D.D.N.” proprio perché considerati iniziative pubblicitarie “non contemplate nel Regolamento” vigente: ne deriva che quanto meno questi impianti sono abusivi a tutti gli effetti.
Per quanto mi è stato possibile accertare, il primo degli impianti sanzionati risulta essere quello installato in via Portuense all’altezza dell’incrocio con via degli Irlandesi, che è stato perseguito il 7 settembre 2010 e poi rimosso: il secondo risulta essere quello installato in via Cassia Vecchia che è stato sanzionato il 12 ottobre 2010 e che anch’esso è stato poi rimosso.
Per un opportuno confronto si mette in risalto che, malgrado questi due significativi precedenti, in data 3 novembre 2010 il rappresentante legale della S.r.l. “D.D.N.” Antonio Di Sano ha depositato la querela che ha poi determinato il sequestro del sito www.cartellopoli.com, su cui peraltro – stando a quanto mi risulta - fino al 3 novembre del 2010 non era stato pubblicato nessun preciso articolo che riguardasse specificatamente impianti pubblicitari installati dalla S.r.l. “D.D.N.”.
A febbraio del 2011 risultano essere stati sanzionati altri 3 impianti installati sullo spartitraffico centrale di via Laurentina, uno dei quali è stato poi rimosso, così come a luglio del 2011 risulta essere stato rimosso anche un impianto installato sulla pista ciclabile in costruzione lungo la via Laurentina: a settembre del 2011 risulta essere stato sanzionato un ulteriore impianto installato in piazzale degli Eroi su un isola di canalizzazione a ridosso di un semaforo con scivolo per disabili.
A nome e per conto della associazione ambientalista “Verdi Ambiente e Società” (VAS) ho segnalato i presunti vizi di legittimità complessivamente di ben ulteriori 31 impianti installati dalla S.r.l. “D.D.N.” in diversi Municipi di Roma, su cui deve essere ancora chiusa l’istruttoria da parte degli uffici competenti del Comune.
Benché i suddetti dati siano stati consegnati agli atti del processo nell’ultima sua udienza, il 9 gennaio scorso il Giudice Dott. Laura Fortuni ha emanato una sentenza di condanna di 9 mesi di reclusione, con il pagamento  dei 20.000 euro di risarcimento chiesti dalla S.r.l. “D.D.N.”.
Dal momento che, come affermato da Tonelli, alla fine la stessa pubblica accusa che aveva chiesto il rinvio a giudizio ha formulato richiesta di assoluzione con formula piena per inesistenza di prove, la sentenza che è stata emanata assume allora un carattere prevalentemente indiziario, più che probatorio: sembra che ne siano una conferma indiretta le stesse pene inflitte, ancor prima di conoscerne le motivazioni.

La pena inflitta inferiore ad un anno lascia infatti intendere che il Giudice non sembra avere accolto la richiesta del P.M. di condanna ai sensi del 1° e 3° comma dell’art. 414 del Codice Penale (che prevedono una pena da 1 a 3 anni per chi fa l'apologia di uno o più “delitti”), ma abbia sentenziato ai sensi del solo punto 2) del 1° comma dell’art. 414 perché prevede “la reclusione fino a un anno, …, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni”.
il Giudice non sembra avere accolto nemmeno la richiesta del P.M. di condanna ai sensi dell’art. 81 del Codice Penale, perché prevede una “pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo”.
Il sig. Tonelli sembra dunque essere stato condannato per avere istigato a commettere solo “contravvenzioni” e non anche “delitti”.
Sono stati ipotizzati diversi criteri di carattere sostanziale per distinguere i “delitti” dalle “contravvenzioni”.
Secondo una prima tesi, mentre i delitti punirebbero fatti produttivi di danno, le contravvenzioni punirebbero fatti produttivi di pericolo. Si è, tuttavia, replicato che la sussistenza di numerose eccezioni, sia da una parte (contravvenzioni di danno) che dall'altra (delitti di mero pericolo) non consente di assumere tale criterio come valido in via assoluta a fini discretivi.
Altri autori hanno sottolineato come i delitti punirebbero fatti che offendono la sicurezza del privato e della società mentre le contravvenzioni avrebbero la finalità di promuovere il pubblico bene.
Secondo un'ulteriore teoria delitti e contravvenzioni si distinguerebbero in quanto i primi sarebbero volti alla tutela delle condizioni primarie dell'esistenza e le seconde alla tutela delle condizioni secondarie.
In effetti ogni tesi che abbia tentato di individuare un criterio generale discretivo tra delitti e contravvenzioni si è scontrata con l'evidenza della sussistenza di numerose eccezioni che rendevano il criterio stesso inidoneo a rappresentare una guida certa a fini classificatori.
Il solo criterio certo di distinzione è quello formale della diversa specie di pene ad essi collegate ex artt. 17 e 39 del Codice Penale: le pene principali per i delitti sono l'ergastolo, la reclusione e la multa mentre le pene principali per le contravvenzioni sono l'arresto e l'ammenda.
La riconduzione di un fatto di reato nell'alveo dei delitti o delle contravvenzioni comporta diverse conseguenze sotto il piano della disciplina giuridica.
Tra le principali differenze di disciplina, si evidenzia che, salvo specifiche eccezioni, sotto il profilo psicologico, tutte le contravvenzioni sono punibili sia a titolo di dolo che a titolo di colpa mentre, per i delitti, vale il principio inverso dell'eccezionalità della responsabilità a titolo diverso dal dolo.
Comunque stiano le cose, è molto opinabile – oltre che non suffragato da prove oggettive - che Massimiliano Tonelli abbia (come ritiene il Giudice) pubblicamente istigato a commettere uno o più reati attraverso il blog  per le seguenti diverse ragioni.

1 - A seguito di un mio articolo su tutti gli abusi commessi sul castello della Crescenza e sul parco antistante, che è stato pubblicato sul blog www.vejo.it e poi sequestrato perché ritenuto fortemente diffamatorio, sono stato rinviato a giudizio assieme al gestore del blog: il processo si è concluso il 2 ottobre 2012 con una sentenza di piena assoluzione emanata dal  Giudice dott.ssa Valeria Ciampelli che nei riguardi del gestore ha scritto testualmente che “dovendosi escludere il concorso, la sua posizione appare configurabile nei termini di un omesso controllo colposo nella pubblicazione” ed ha specificato che “per giurisprudenza pacifica il dettato dell’art. 57 cp. [riguardante i “Reati commessi col mezzo della stampa periodica”] non é applicabile al c.d. giornale telematico o alle pubblicazioni via internet”, perché “la lettera della legge e la sua ratio fanno riferimento al concetto di stampa, nel quale non può essere ricompresa la forma on line, né può pensarsi ad una interpretazione analogica, trattandosi, evidentemente, di analogia in mala partem”.
In analogia al caso in questione, come affermato dallo stesso Tonelli, la polizia postale ha a lungo indagato cercando prove contro di lui senza trovarne alcuna come ha testimoniato in aula un agente: ne deriva che non c’è prova alcuna della paternità degli articoli incriminati e che comunque non c’è concorso né può esserci un omesso controllo colposo in una  pubblicazione via internet non equiparabile a stampa periodica.

2 - Quand’anche si volesse per un attimo equiparare a stampa periodica l’allora sito www.cartellopoli.com, per avallare una accusa di istigazione a delinquere va pur sempre dimostrato un rapporto diretto tra causa ed effetto.
A tal riguardo si mette in evidenza che Tonelli ha aperto il suo blog il 1 febbraio del 2010 e che comunque il primo presunto articolo che istigherebbe a delinquere è stato pubblicato il successivo 26 luglio: ma addirittura dal 6 febbraio del 2010 il quotidiano “Il Messaggero riportava la notizia della forma di protesta e di disobbedienza civile messa in atto dai 2 consiglieri del PD Athos De Luca e Luca Valeriani e dal Presidente del X Municipio Massimo Medici, autori di “rimozioni fai-da-te” (abbattimento di un cartellone di mt. 2 x 2 in piazza Pio XI e oscuramento di 3 maxi cartelloni nel X Municipio). 
Cartelloni oscurati dal X Municipio in via Appia
Il cartellone abbattuto dal PD in piazza Pio XI
20100205_Messaggero Cronaca di Roma - Appia, oscurati tre maxicartelloni
20100206_Messaggero Cronaca di Roma - Cartelloni e manifesti selvaggi: ora scatta la rimozione fai-da-te
20100206_E Polis Roma - Pd abbatte i cartelloni sega elettrica in azione
ricerca.repubblica.it - Guerra ai manifesti selvaggi Abbattuti con la sega elettrica
valeriani.info - Armati di frullino contro i cartelloni pubblicitari abusivi
tavani.it - Cartellone Selvaggio: il PD si arma di frullino…

3 - In data 16 marzo 2010 il consigliere comunale del PD Athos De Luca insieme al comitato per il decoro urbano del III Municipio, ha segato un cartellone pubblicitario abusivo (2X2) davanti all' edificio delle Poste a piazza Bologna, realizzato da Mario Ridolfi e sotto la tutela della Soprintendenza che nei giorni precedenti aveva chiesto al Comune "l'immediata rimozione degli impianti".
L’impianto abbattuto dall’On. Athos De Luca in piazza Bologna
20100317_Repubblica Roma - Piazza Bologna blitz anti-cartelli
roma.corriere.it - Pubblicità, i cartelloni «cancellano» le opere di architettura razionalista
eidonpress.com - Athos De Luca taglia i pali di un cartellone a piazza Bologna

4 - Un mese prima sempre del post del 26 luglio 2010, esattamente il 23 giugno 2010 è iniziata anche la campagna di sensibilizzazione “No Cartellone Days” che è stata organizzata dall’allora Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare e che si è concretizzata con dei manifesti attaccati sui montanti degli impianti pubblicitari installati dalla “Nuovi Spazi” in via Guido Reni e dalla “SCI” in viale Pietro De Coubertin, come testimonia il sottostante articolo pubblicato sul quotidiano “La Repubblica”.
Il manifesto di protesta appeso dai comitati
20100624_Repubblica Roma  - "Basta scempi, via ai No Cartellone Days"
roma.repubblica.it - "Basta scempi, via ai No Cartellone Days" Blitz dei cittadini contro i mega-impianti

Come è più che ovvio, anche per la forma di sensibilizzazione adottata (peraltro da me consigliata, proprio per evitare danneggiamenti agli impianti ed alla pubblicità e le conseguenti richieste di risarcimento da parte delle ditte proprietarie) tanto “La Repubblica” quanto il Comitato Promotore non potevano di certo essere accusati di istigazione a delinquere, che può però essere avvenuta per emulazione da parte di altri ignoti cittadini sfociando in vere e proprie forme di “imbrattamento” degli impianti che non sono state quindi istigate da Tonelli,  ma caso mai dagli esempi precedentemente documentati.

5 - Ad ulteriore dimostrazione di come il blog di Tonelli non possa avere istigato dei privati cittadini a danneggiare furtivamente di notte gli impianti pubblicitari si porta la ulteriore manifestazione sempre di chiaro stampo politico che militanti del Circolo del PD “Parioli-Flaminio” del II°Municipio hanno svolto sabato 3 luglio 2010 in piazza Cardinal Consalvi imbrattando con bombolette spray molti degli impianti che vi sono tuttora installati.

Uno dei cartelloni imbrattati dal PD in piazza Cardinal Consalvi
20100704_Repubblica Roma - Cartelloni, blitz anti-abusivi - Cartelloni, il blitz del Pd "bollati" gli impianti abusivi

6 - Altra dimostrazione è l'ulteriore manifestazione sempre di chiaro stampo politico che militanti del Circolo del PD “Parioli-Flaminio” del II°Municipio hanno svolto il 10 luglio 2010 a Corso Trieste imbrattando con bombolette spray molti degli impianti che vi sono tuttora installati. 
Cartelloni imbrattati dal PD a corso Trieste
 7 - Se ad ogni modo si volesse a tutti i costi intravedere l’istigazione a delinquere nei post pubblicati su questo sito, allora dello stesso reato bisognerebbe accusare addirittura lo stesso Sindaco di Roma Gianni Alemanno perché sul sito roma.repubblica.it nell'articolo "Cartelloni abusivi, "5 mila a Roma" A Prati il Comune torna all'attacco" è stato testualmente riportato che per quanto riguarda i volontari che si rimboccano le maniche per rimuovere i cartelloni in modo autonomo, Alemanno ha commentato: "BASTA CHE NON SI FANNO MALE, PER NOI VA BENE".

8 - Forse proprio perché istigati dallo stesso Sindaco di Roma più che da Massimiliano Tonelli, nei mesi successivi si sono propagate molte forme di protesta sempre più dura di cui si riportano di seguito alcuni esempi.
Imbrattamenti a piazzale Don Giovanni Minzoni
Imbrattamenti in viale delle Belle Arti
Imbrattamenti in via Francesco Denza
"Holebusters" in azione a via Cavour (immagini tratte dal servizio andato in onda sulla televisione francese France2)
20111112_Repubblica Roma - Cartellopoli, blitz dei cittadinii "tappabuchi"- "Holebuster" in via Cavour. I cittadini anti-cartelloni tappano i buchi dei pali
ricerca.repubblica.it -  Cartellopoli, blitz dei cittadini
video.corriere.it - «A Roma la pubblicità abusiva uccide» - France2

9 - La condanna inflitta a Tonelli sembra essere di istigazione a delinquere a prescindere dal mezzo con cui avrebbe commesso questo tipo di reato.
Per analogia si fa presente che il 21 aprile 2011 il consigliere comunale Athos De Luca ha abbattuto a scopo dimostrativo un ulteriore impianto pubblicitario abusivo installato in Piazzale Numa Pompilio/Viale delle Terme di Caracalla, come attestano le foto sottostanti.

L’impianto abbattuto dall’On. Athos De Luca in in Piazzale Numa Pompilio
20110422_Repubblica Roma - Palatino, cartellone abusivo abbattuto dai cittadini
roma.repubblica.it - Palatino, cartellone abusivo abbattuto dai cittadini 

In questa sua provocatoria iniziativa, così come in tutte quelle precedenti, nessuno ha ravvisato né gli estremi del reato di istigazione a delinquere né  gli estremi del reato di danneggiamento.

10 - L’articolo pubblicato il 26 luglio 2010, che per i toni ed i contenuti sembra avere i maggiori presupposti del reato di istigazione a delinquere, non fa comunque espresso riferimento ad alcuna ditta (così come gli altri articoli incriminati), per cui – oltre a non poterne attribuire a Tonelli la paternità – non presenta nessun rapporto diretto di causa ed effetto con le 100 plance degli impianti che la S.r.l. “D.D.N.” ha sostenuto di aver dovuto sostituire.   

11 - Il 2° comma dell’art. 530 del Codice Penale stabilisce che “il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile”.
La matrice della suddetta disposizione risale al diritto romano che si basava sul seguente principio fondamentale: in dubio absolve (in assenza di prove, devi assolvere)!
Mi voglio augurare che in sede di processo d’appello venga ancora pienamente rispettato quanto meno questo principio fondamentale di uno Stato di diritto. 


Dott. Arch. Rodolfo Bosi

13 commenti:

  1. Cercare di Capire15 gennaio 2013 10:11

    cioe' in conclusione le presunte "ISTIGAZIONI" di cartellopoli sono venute dopo e si sono collocate nell'alveo di una serie diffusissima di "ISTIGAZIONI" anche istituzionali. Bosi mi correggerà se sbaglio...

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  2. Insomma nel 2010 tutti abbattevano cartelloni, tutti segavano cartelloni, tutti imbrattavano cartelloni, pure i presidenti di municipio e pure i consiglieri comunali. E allora perché hanno condannato solo Cartellopoli?

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  3. @ Cercare di Capire - Non so al momento quale sia stato in ordine di tempo il primo dei post pubblicato sull'allora sito www.cartellopoli.com che é stato fatto oggetto della denuncia-querela del rappresentante legale della ditta "D.D.N." e soprattutto considerato tale in ordine di temppo dal Giudice che ha emanato la sentenza di condanna.
    A me risulta per il momento che sia il post pubblicato il 26 luglio 2010, data preceduta quanto meno dalle prime 5 "manifestazioni" documentate nel mio articolo che lascio a chi legge valutare se siano da considerare "istigazioni".

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  4. Questa città ha bisogno di gente come voi. Apprezzo molto le vostre battaglie e quelle del consigliere Athos De Luca. Bravi, continuate così.
    Solo che il PD, se vuole veramente il mio voto, la deve smettere di imbrattare la città coi cartelloni abusivi.

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  5. Dopo aver ringraziato Bosi per la sua accurata ricostruzione dei fatti INVITO TUTTI GLI EROICI MEMBRI DELLA RESISTENZA ANTICARTELLONARA, tutti coloro che vorrebbero vivere in un paese in cui le leggi non possono essere calpestate impunemente provocando MORTI E FERITI a organizzarsi per una manifestazione pacifica in occasione del processo d'appello.
    E' veramente INTOLLERABILE la condanna di Tonelli e l'impunità di cui continuano a godere gli assassini consapevoli dei due ragazzi sulla Tuscolana. RICORDO, SE PER CASO CE NE FOSSE BISOGNO, che il cartellone killer dopo oltre 14 mesi ancora non è stato rimosso dallo spartitraffico.
    Ricordo che quella tipologia di impianti era stata considerata "INCOMPATIBILE"a permanere sul territorio VISTE LE SUE CARATTERISTICHE DI PERICOLOSITA'in una accurata relazione redatta da due tecnici dell'ufficio affissioni nel settembre 2010 (fu presentata in copia durante una conferenza stampa da Bastacartelloni dopo l'incidente mortale)
    Perfino Paciello intimò alla società la rimozione di tutti gli impianti di quel tipo.
    SAPPIAMO BENE PURTROPPO COME ANDO' A FINIRE.
    NON CONTENTA LA STESSA SOCIETA' FECE UN VERGOGNOSO RICORSO AL TAR CONTRO LA RIMOZIONE DI 113 IMPIANTI (potete documentarvi su questo sito nella sezione GIURISPRUDENZA caso 01)DI QUEL TIPO EFFETTUATA DOPO LE PROTESTE dei blog, LE MANIFESTAZIONI E GLI ESPOSTI DOCUMENTATI dell'Associazione Bastacartelloni Francesco Fiori.
    Il ricorso fu respinto e il TAR si dichiarò incompetente in merito rinviando alla magistratura ordinaria un pronunciamento in merito.
    Nel frattempo se passate all'Aeroporto di Fiumicino potrete vedere numerosi esemplari di quei cartelloni-killer piantati in aree verdi limitrofe all'aerostazione.
    QUESTO PAESE MI FA SCHIFO!
    Siamo tutti Cartellopoli!

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  6. Sono sicuro che in appello la sentenza sarà ribaltata. Però l'effetto della condanna rimarrà a lungo, la paura di adoperarsi per il bene comune per poi venire puniti (ingiustamente) è un logico pensiero di tutte le persone che si battono in prima linea contro il degrado. Veramente mortificante auguri Bosi

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  7. A Roma la giustizia funziona al contrario.
    I cartelli NON sono "stradali" ma pubblicitari: non è una svista da poco.

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  8. E' semplicemente inaccettabile che i cittadini ONESTI, CORAGGIOSI, PIENI DI SPIRITO CIVICO ED ALTRUISTICO debbano trovarsi in DOVERE di difendere la propria incolumità agendo direttamente sui CATAFALCHI e rischiare per questo rappresaglie legali o vere e proprie intimidazioni e minacce.

    I cartelloni, tollerati, favoriti, agevolati da un'istituzione fatta di uomini come ALEMANNO e BORDONI che operano apparentemente CONTRO IL BENE DEI CITTADINI STESSI, devono SPARIRE AD OPERA DI LEGGI GIUSTE E MEZZI DEL COMUNE!
    Lob

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  9. L'avvocato Bosi non avrebbe mai fatto condannare Tonelli. Ma forse, anzi sicuramente, è meglio così. La condanna, tantopiù con una pena assurda e fuori dimensione, è servita. La rassegna stampa è infinita e i cartellonari (non la piccola DDN in particolare, ma tutto il sistema marcio della pubblicità esterna romana) hanno avuto un boomerang pazzesco. Alla fine forse il Giudice è stato dalla parte nostra. Diciamo così...

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  10. ...piccola un corno. La città è disseminata ANCHE da suoi cartelli. Non condivido nemmeno la descrizione "buonista" fatta da Tonelli sulla familiarità della ditta. Il rappresentante legale che ha giurato in tribunale di non avere impianti abusivi installati, alla luce del chiarimento di Bosi sul significato stesso di impianto abusivo, sarebbe da ritenersi FALSA.

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  11. UNA TRISTE CONSIDERAZIONE...IL PD CHE ABBATTE 2 O 3 CARTELLONI PER FARE SCENA CONTRO ALEMANNO E POI NE UTILIZZA DECINE E DECINE DI MIGLIAIA PER PUBBLICIZZARE LA FACCIA DI BERSANI E L'ABBRACCIO DI ZINGARETTI.........MA ATHOS DE LUCA GLIELO HA SPIEGATO AL PD NAZIONALE CHE A ROMA SI STA COMBATTENDO UNA GUERRA CONTRO LA CARTELLOPOLI ROMANA DI ALEMANNO? MI SA DI NO, ANCHE PERCHè, PER PAR CONDICIO, IL PD STA USANDO TUTTE LE DITTE CHE TROVA (FORSE PER NON FARE SGARBO AD ALCUN COMPONENTE DELLA MAFIA CARTELLONARA) E PIAZZANDO FACCIONI E ABBRACCI PER IL 90% SU IMPIANTI CHE VIOLANO IL CODICE DELLA STRADA METTENDO A RISCHIO LA PUBBLICA INCOLUMITà.....ATHOS!!!! SE CI SEI BATTI UN COLPO.............e sempre buoni cartelloni a tutti da Manusardi

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