domenica 24 febbraio 2013

Bosi-segnala: il cartellonaro non lascia, raddoppia!

Ulteriore impianto pubblicitario installato in via Antonio Pacinotti‏

Segnalazione inviata da VAS Roma lunedì 11 febbraio 2013 a: seggssu.polizialocale@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; pubblicita@aequaroma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; maurizio.maggi@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; seg15.polizialocale@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it

Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 19 novembre 2012, sotto riportato per opportuna conoscenza, questa associazione ha segnalato una serie di 5 impianti pubblicitari istallati in via Antonio Pacinotti, fra cui un cartellone monofacciale di mt. 4 x 3 con cimasa della ditta “PUBBLI ROMA”, il numero 389 ed una targhetta con numero di codice identificativo 0049/AA834/P e la scritta “VIA ANTONIO PACINOTTI, 24”.

Alla segnalazione non é stato dato nessun seguito fino ad oggi. 
Dalla stessa persona che aveva a suo tempo segnalato i suddetti 5 impianti pubblicitari in data 7 febbraio 2013 é pervenuto un messaggio di porta elettronica, poi corredato da foto, che ha fatto presente l’avvenuta installazione  ai primi del corrente mese di febbraio di un ulteriore impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 a fianco del suddetto cartellone, che per l’occasione é stato spostato più verso destra a ridosso della scala, per far posto al nuovo impianto.
Foto dell’impianto segnalato il 19 novembre 2012
Foto che lascia vedere l’impianto con il numero 389 spostato a ridosso della scala per far posto al nuovo impianto installato alla sua sinistra
Foto che lascia vedere al centro la cimasa con il nome della ditta “PUBBLI ROMA” ed a destra il n. 389 assegnato all’impianto segnalato il 19.11.2012
Veduta frontale dei due impianti pubblicitari 
Foto che lascia vedere al centro la cimasa con il nome della ditta “PUBBLI ROMA” ed a destra il n. 747 assegnato al nuovo impianto installato ai primi del medese di febbraio del 2013
Foto che lascia vedere i montanti dei due cartelloni e le tracce a fianco ad essi dei due montanti dell’impianto segnalato il 19 novembre 2012
Foto che lascia vedere il cemento ancora fresco del montante di destra dell’impianto spostato
Targhetta dell’impianto segnalato il 19 novembre 2012 , ora spostato più a destra
Targhetta del nuovo impianto pubblicitario installato ai primi del mese di febbraio 2013
Dalla considerazione che ai sensi del combinato disposto dagli artt. 33 e 33 Bis del Regolamento approvato con deliberazione n. 37/2009 é vietata l’installazione di nuovi impianti pubblicitari su suolo pubblico derivano le due seguenti uniche possibilità:
- che il cartellone sia stato installato in modo totalmente abusivo e che quindi il numero di codice identificativo 0049/AA833/P sia del tutto falso oppure sia stato registrato nella Nuova Banca Dati a seguito di autodenuncia ai sensi del D.P.R. 445/2000;
- che l’impianto risulti invece regolarmente registrato nella Nuova Banca Dati con il numero di codice identificativo 0049/AA833/P a seguito di una procedura di autorizzazione.
Nel 2° caso si deve comunque spiegare a che titolo l’impianto é riuscito ad essere registrato come “regolare” nella Nuova Banca Dati, considerato che la sua installazione risulta in palese violazione quanto meno della distanza minima di 25 metri tra un cartellone a l’altro prescritta dalla lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. 495 del 16.12.1992 (con cui é stato emanato il Regolamento di attuazione del Codice della Strada), nonché dell’ultimo periodo del 1° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009, che conferma il divieto di installazione di impianti di dimensioni superiori a 6 mq. prescritto dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del  3 aprile 1981.

In questo 2° caso si può supporre che l’impianto potrebbe essere stato “spostato” da un’altra posizione in forza della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 395 del 3 dicembre 2008 che ha riguardato le procedure attivabili proprio per gli spostamenti degli impianti pubblicitari tramite la relativa modulistica, poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello e dall’Ing. Carlo Di Francesco con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato fra l’altro anche gli “Impianti installati in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada”.

Riguardo a questa procedura semplificata da voci raccolte, ma non ancora ufficialmente confermate, sembrerebbe che nella Nuova Banca Dati risultino registrati molti impianti pubblicitari “spostati” per semplice “comunicazione della società” che ne é titolare, senza che su di essi sia stata fatta una dovuta istruttoria né prima (nell’arco dei 30 giorni successivi alla data di presentazione della domanda di “spostamento” di un impianto) né dopo (successivamente cioè alla data di “comunicazione” dell’avvenuta installazione dell’impianto).

Si chiede ad ogni modo di confermare se nella Nuova Banca Dati l’impianto di cui all’oggetto risulti registrato in questa nuova ultima posizione per semplice “comunicazione” della ditta “PUBBLI ROMA”, in totale assenza quindi di una verifica della asseverazione di conformità, oppure sia stata invece accertata la piena legittimità della nuova posizione in cui é stato ricollocato l’impianto a conclusione di una istruttoria relativa ad un procedimento che si dovrebbe ad ogni modo specificare, specie se diverso da quello consentito dalla Deliberazione della Giunta Capitolina n. 395/2008.

Ma in tal caso la ditta “PUBBLI ROMA” deve avere comunque  presentato richiesta di spostamento utilizzando il vecchio Modello B (per ricollocazione di impianti in contrasto con le norme inderogabili del Codice della Strada) oppure il vecchio Modello C (per ricollocazione di impianti per motivi diversi dalla difformità alle norme inderogabili del Codice della Strada).

Si fa presente che in entrambi i suddetti vecchi modelli c’é un passo identico che emerge da un loro confronto e che è quello della consapevolezza del dichiarante “delle responsabilità stabilite dalla Legge per false attestazioni e dichiarazioni mendaci, nonché della decadenza dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere, sotto la sua personale responsabilità (art. 76 D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445)”(Mod. B).

Si fa presente che il citato art. 76 del D.P.R. n. 445/2000 riguarda le “Norme penali” ed il suo 1° comma stabilisce che “chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia”.

Il confronto evidenzia anche il contenuto sostanzialmente identico che emerge dai due seguenti passi finali:
- “il sottoscritto è a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica dei dati contenuti nella presente dichiarazione e, in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria ed escluderà pertanto l’impianto dal provvedimento autorizzatorio (Mod. B);
- “il sottoscritto … dichiara … di essere a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica della presente istanza e che, in caso di dichiarazioni false o mendaci procederà a denunciare il fatto all’Autorità Giudiziaria (Mod. C).

Il Modello C contiene anche una sezione dedicata all’amministrazione comunale, che contiene una presa d’atto e la sottostante dichiarazione: “In caso di dichiarazione falsa o mendace, si procederà a denunciare il fatto alla Autorità giudiziaria e provvederà alla rimozione degli impianti non conformi, con addebito delle spese al Richiedente”.

A seguito della istituzione del Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità (deciso dalla Giunta Capitolina con deliberazione n. 12/2012, poi soppresso con successiva deliberazione n. 267 del 19 settembre 2012) il nuovo Direttore dott. Claudio Saccotelli ha emanato la Determinazione Dirigenziale n. 618 del 27 marzo 2012, con cui ha esteso la possibilità di spostamento anche di tutti gli impianti pubblicitari già installati tipo scheda “E”, cioè senza titolo autorizzatorio, alla sola condizione che la rispettiva richiesta sia corredata del parere positivo della Sovrintendenza competente sul territorio: ha quindi modificato in tal senso anche i Modelli A, B e C predisposti dal dott. Francesco Paciello, per aggiungervi che l’impianto è presente nella procedura del riordino non solo come mod. R/SPQR (con rispettiva concessione rilasciata) ma anche come mod. E/ES (senza alcun rilascio di concessione, però con “parere positivo della Sovrintendenza competente sul territorio della nuova posizione”).

Anche dal confronto dei nuovi Modelli B e C con i rispettivi vecchi modelli emerge il seguente passo identico solo nei nuovi Modelli, in quanto diverso da quelli vecchi, secondo cui il dichiarante è consapevole che le mendaci dichiarazioni, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti ai sensi e per gli effetti dell’art. 76 D.P.R. 28.12.2000 n. 445, con le sanzioni previste dalla legge penale e dalle leggi speciali in materia nonché della decadenza dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere” (nuovi Modelli B e C).

Identico nei nuovi Modelli, ma di poco diverso dai vecchi rispettivi Modelli, è invece il seguente passo finale: “Il sottoscritto è a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica dei dati contenuti nella presente dichiarazione e, in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto all’Autorità Giudiziaria ed escluderà, pertanto, l’impianto dal provvedimento autorizzatorio; è, altresì a conoscenza che l’abusiva installazione delle opere prima dell’ottenimento della prescritta autorizzazione sarà perseguita in base alle norme vigenti”.
  
In allegato alla richiesta di spostamento presentata utilizzando sia i vecchi che i nuovi Modelli B e C deve essere stata comunque aggiunta la “asseverazione” secondo il fac simile predisposto dal Comune in cui il tecnico abilitato incaricato di compilarlo si dichiara “consapevole che ai fini della relazione asseverata i professionisti competenti assumono la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli art. 359 e 481 del codice penale e che in caso di false attestazioni l’autorità comunale dà contestuale notizia all’autorità giudiziaria ed al consiglio dell’ordine di appartenenza per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari”: a chiusura della “asseverazione” sempre come da fac simile viene sempre fatto dichiarare al tecnico abilitato che “Il sottoscritto è a conoscenza che l'Amministrazione si riserva la verifica della asseverazione di conformità, e in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria” e che “il sottoscritto è consapevole di assumere la qualifica di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli artt. 359 e 481 del C.P.”, riguardanti rispettivamente le “Persone esercenti un servizio di pubblica necessità” e la “Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità”.

Ma se il nuovo ulteriore impianto di cui all’oggetto risulta registrato nella Nuova Banca Dati con il rispettivo numero di codice identificativo 0049/AA833/P senza che la domanda di “spostamento” sia stata dichiarata irricevibile perché in violazione quanto meno delle norme sopra richiamate, vuol dire allora che sulla istanza non c’è stata la dovuta istruttoria da parte della S.p.A. “Aequa Roma” che é stata messa a capo della U.O. Affissioni e Impianti Pubblicitari e che cura proprio le nuove autorizzazioni, le ricollocazioni, gli accorpamenti e le trasformazioni degli impianti:  l’istruttoria non è evidentemente stata fatta entro i 30 giorni prescritti dalla data di ricevimento della istanza ed ha consentito alla ditta  “PUBBLI ROMA” di installare l’impianto dandone quella  “COMUNICAZIONE DELLA SOCIETA’” che come tale la S.p.A. “Aequa Roma” dovrebbe avere registrato passivamente nella Nuova Banca Dati, senza avere effettuato alcuna “verifica della asseverazione di conformità” nemmeno dopo la presa d’atto della avvenuta installazione.

Si ribadisce che se è stata veramente presentata domanda di spostamento per l’impianto di cui all’oggetto da parte del rappresentante legale della ditta “PUBBLI ROMA”, con o senza una “asseverazione” allegata di un tecnico abilitato, considerate le oggettive violazioni sopra rilevate, c’è stata allora comunque una “dichiarazione falsa o mendace” del rappresentante legale se non anche una falsa attestazione del tecnico abilitato, nel caso che abbia rilasciato veramente una “asseverazione”.

In caso di accertate false dichiarazioni e false attestazioni, l’autorità comunale - se non altro per coerenza con gli stessi modelli e fac simili da essa stessa predisposti – deve ora denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria, chiedendo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma di voler accertare se sussistano quanto meno gli estremi del reato di  “Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità” previsto dall’art. 481 del Codice Penale.    

Riguardo alla “autorità comunale” che in caso di false attestazioni accertate é sicuramente obbligata a dare contestuale notizia all’autorità giudiziaria, si fa presente che, come riportato sul sito web del Comune, l'Unità Organizzativa del GSSU, di cui é responsabile il Dott. Maurizio Maggi, in particolare “accerta le violazioni alle norme sulla pubblicità e sulle affissioni, contrasta e reprime l'abusivismo commerciale su aree pubbliche”.

Si mette in evidenza che nell’ambito dell’accertamento delle violazioni alle norme sulla pubblicità e sulle affissioni è attribuita la qualifica di polizia giudiziaria tanto al Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (GSSU) quanto al XV° Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale: in considerazione di tali competenze, sia il responsabile dell'Unità Organizzativa del GSSU, Dott. Maurizio Maggi, che ancor più il responsabile della Direzione di Coordinamento Attività operative di sicurezza urbana, sociale ed emergenziale Vice Comandante Dott. Antonio di Maggio da cui il GSSU dipende, nonché  il Comandante del XV° Gruppo Dott. Lorenzo Botta, a fronte della dichiarata assenza dei divieti prescritti sopra rilevati e delle conseguenti accertate false dichiarazioni e false attestazioni, hanno l’obbligo di presentare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma un esposto quanto meno nei confronti del rappresentante legale della ditta “PUBBLI ROMA”, se non anche eventualmente del tecnico abilitato (nel caso che abbia “asseverato” qualcosa), per chiedere di accertare se con l’installazione dell’impianto pubblicitario di cui all’oggetto in area con divieto tassativo di affissione pubblicitaria siano incorsi comunque – anche in caso di non sussistenza del reato di cui all’art. 481 del Codice Penale - nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: <<Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032>>.

Si chiede in conclusione alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di voler verificare la legittimità del suddetto impianto pubblicitario, provvedendo a far adottare le dovute misure di repressione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.

Si coglie l’occasione per sollecitare la stessa verifica di legittimità anche dei 5 impianti pubblicitari segnalati il 19 novembre 2012.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

3 commenti:

  1. Chiedo all'eroico Arch. Bosi se per caso vi e' qualche novita' sulla richiesta di commissariamento del settore affissioni del Comune di Roma.
    Grazie

    Mc Daemon

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  2. Non avendo avuto alcuna risposta nemmeno dilatoria sulla mia richiesta di commissariamento da questo Governo che sta ormai per essere sostituito ed é quindi nell'impossibilità di operare, l'unica novità é il dubbio che mi debbo togliere sulla opportunità o meno di ripresentare subito la richiesta al nuovo Governo che si verrà a formare dopo le elezioni in corso oppure aspettare di vedere quale sarà e soprattutto cosa intenderà fare il governo della città di Roma che si verrà a costituire dopo le elezioni comunali di maggio.

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  3. Perche' non ripresentare subito la richiesta al nuovo Governo, vista la gravita' della situazione ?

    Grazie

    Mc Daemon

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