martedì 5 febbraio 2013

Bosi-segnala: lo schifo assoluto

Installazione lungo la via Cassia di 5 nuovi impianti con la stessa pubblictà di una sala giochi

Segnalazione inviata il 19 gennaio 2013 da VAS Roma a: seg20.polizialocale@comune.roma.it, seggssu.polizialocale@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, cesare.tabacchiera@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it, antonio.dimaggio@comune.roma.it, sbap-rm@beniculturali.it, fabio.pacciani@comune.roma.it, pcolletta@regione.lazio.it, pubblicita@aequaroma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, maurizio.maggi@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, ssba-rm@beniculturali.it, dr-laz@beniculturali.it, procura.roma@giustizia.it

Si segnala che ai primi del corrente mese di gennaio nel tratto di via Cassia che dal Grande Raccordo Anulare arriva fino all’Ospedale Villa S. Pietro risultano essere stati installati i seguenti 5 impianti pubblicitari che hanno tutti una targhetta incollata sul montante che riporta la scritta della ditta “VAME PUBBLICITA’ “e che reclamizzano tutti la stessa sala giochi aperta di recente in via Cassia n. 997 D/E.
Foto della targhetta che riporta il nome della ditta “VAME PUBBLICITA’ “
1 – Impianto pubblicitario monofacciale installato all’altezza dello svincolo con il Grande Raccordo Anulare, privo di targhetta con numero di codice identificativo.
Foto della facciata dell’impianto
Veduta verso nord dello stesso impianto
Foto del cemento ancora fresco alla base dell’impianto che attesta la sua recente installazione

2 – Impianto pubblicitario bifacciale installato nel tratto di via Cassia tra i civici n. 952 e n. 958.
Veduta dell’impianto in direzione di Roma

Come lascia vedere la foto soprastante, l’impianto risulta installato all’altezza di un attraversamento pedonale, in violazione quindi della distanza minima di 50 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere, prescritta dalla lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 con cui é stato emanato il Regolamento di attuazione del Nuovo Codice della Strada.    
Veduta dell’impianto in direzione nord di Roma
Foto della targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0162/BD361/P
3 – Impianto pubblicitario bifacciale installato all’altezza dell’incrocio con via di Grottarossa.
Veduta dell’impianto verso via di Grottarossa
Veduta dell’impianto con alle spalle l’insegna del “Casino Slot Cassia”
Come lasciano vedere le foto soprastanti, l’impianto risulta installato all’altezza dell’incrocio  con via di Grottarossa provvisto di semaforo ed attraversamenti pedonali, in violazione quindi della distanza minima di 50 metri prima delle  intersezioni, dei semafori e dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere, prescritta dalla lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 con cui é stato emanato il Regolamento di attuazione del Nuovo Codice della Strada.   
Foto della targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0162/BB225/P

4 – Impianto pubblicitario bifacciale installato all’altezza dei civici n. 901 L e 901 M.
Veduta dell’impianto in direzione di Roma
Veduta dell’impianto in direzione nord di Roma
Foto della targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0162/BB313/P

5 – Impianto pubblicitario bifacciale installato tra via dei Due Ponti e l’ingresso dell’Ospedale Villa S. Pietro.
Veduta dell’impianto in direzione di Roma

Veduta dell’impianto in direzione nord di Roma

Foto della targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0162/BB565/P
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0162 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “VAME PUBBLICITA' SRL”: dal momento che il vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009 vieta il rilascio di nuove autorizzazioni per l’installazione di impianti pubblicitari su suolo pubblico ed il primo dei 5 impianti é senza targhetta con numero di codice identificativo, s
i chiede preliminarmente di sapere se siano stati veramente assegnati dal Comune gli altri 4 numeri di codice identificativo.

Si chiede ad ogni modo di sapere se nella Nuova Banca Dati risulti effettivamente che i progressivi impianto BD 361, BB 225, BB 313 e BB 565 identificano oggettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questi 4 specifici cartelloni e corrispondono al titolo autorizzativo rilasciato per essi, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento siano stati rilasciati, precisando se si sia trattato di impianti installati abusivamente e autodenunciati (per i quali sia stata pagata la dovuta indennità ed ottenuta l’assegnazione di un numero di codice identificativo) oppure di “concessione” quinquennale di impianti inseriti nel procedimento per il riordino per i quali sia stata fatta richiesta di “ricollocazione” o “spostamento” ai sensi della deliberazione di Giunta Comunale n. 395 del 3.12.2008 (facendo sapere in tal caso se sia stata rinnovata fino al 31.12.2014 la loro concessione scaduta il 31 dicembre 2009) e soprattutto se ci sia stata in tutti i casi una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tutti e 5 gli impianti, considerato che risultano installati in violazione della normativa vigente in materia, già in parte sopra rilevata.

La suddetta richiesta é giustificata soprattutto dal fatto che la posizione in cui sono sati installati i 5 impianti pubblicitari ricade nel quartiere “Tomba di Nerone” e che l'intera via Cassia, nel tratto che va dall'incrocio con via della Giustiniana a nord fino all'incrocio con il Fosso dell'Acquatraversa a sud, è sottoposta a 2 vincoli paesaggistici denominati entrambi “Parco di Veio”, imposti rispettivamente con Decreto Ministeriale del 24.2.1986 (emanato ai sensi della lettera m dell’art. 1 della legge n. 431/1985) e con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 338 del 31.1.1989 (approvata ai sensi della legge n. 1497/1939): ai sensi dell’art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici, prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta alla “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali” che dipende dalla “Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici” del “Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica”, il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante delle Soprintendenze competenti per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso sia alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma che alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.

Quando le competenze sono di due Soprintendenze di settore, ad esprimere il parere finale per entrambe é la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici a cui le Soprintendenze debbono trasmettere i rispettivi pareri.

Si chiede pertanto sia al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, arch. Maria Costanza Pierdominici, che al Soprintendente Speciale per i Beni Archeologici di Roma, dott.ssa Mariarosaria Barbera, se sia stato richiesto e rilasciato il parere vincolante di rispettiva competenza e se sia stato trasmesso alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici di cui é responsabile l’arch. Federica Galloni, cui si chiede di sapere se ha rilasciato il parere definitivo di sua competenza: si chiede altresì al Dirigente della “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali”, ing. Fabio Pacciani, se sia stata richiesta e rilasciata la “autorizzazione paesaggistica” sulla base del parere definitivo espresso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici.

Per opportuna conoscenza si rimette di seguito il primitivo modulo predisposto dal Dipartimento X del Comune per la domanda di rilascio della autorizzazione paesaggistica con il modulo da allegare ad esso.

Modulo della domanda di rilascio della autorizzazione paesaggistica

Allegato al modulo della domanda

Si mette in grande evidenza che ai sensi del comma 4 dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 “l'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio”: ne deriva che in mancanza di quest’atto preventivo ed obbligatorio l’installazione dei 5 suddetti impianti sarebbe totalmente viziata di legittimità.

La conferma dell’obbligo della preventiva acquisizione del nulla osta é stata ribadita in tutti i modelli di asseverazione predisposti dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma riguardo agli “spostamenti” di impianti pubblicitari in zona vincolata: é stato infatti testualmente prestampato fino a poco tempo fa che “Qualora l’area sia vincolata deve essere espressamente dichiarato il tipo di vincolo e devono essere riportati gli estremi - data e protocollo - della richiesta del nulla osta – la domanda sarà comunque irricevibile se non corredata dal Nulla Osta”.

Ma il Direttore del nuovo Dipartimento  Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità (poi soppresso), dott. Claudio Saccotelli, ha sostituito i modelli A, B, C, e D con nuovi modelli che così come da lui predisposti citano ora solo l’allegato “parere positivo della Sovrintendenza competente sul territorio della nuova posizione”.

Ma tutti e 4 i modelli, così come predisposti riportano sempre la seguente dicitura: “Il sottoscritto é a conoscenza che l’Amministrazione si riserva la verifica dei dati contenuti nella presente dichiarazione e, in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto all’Autorità Giudiziaria ed escluderà, pertanto, l’impianto dal provvedimento autorizzatorio; è, altresì a conoscenza che l’abusiva installazione delle opere prima dell’ottenimento della prescritta autorizzazione sarà perseguita in base alle norme vigenti

Si chiede pertanto di sapere se c’é stata comunque richiesta formale di installazione ed in particolare di spostamento da parte del rappresentante legale della “VAME PUBBLICITA' SRL” utilizzando uno dei suddetti 4 modelli e se in tal caso c’é stata la dovuta verifica della S..p.A “Aequa Roma” specie per quanto riguarda la richiesta di “autorizzazione paesaggistica”, e quali esiti abbia avuto: si chiede in particolare di sapere, nell’ipotesi che sia stata utilizzata la procedura semplificata consentita per gli “spostamenti” dalla delibera della Giunta Capitolina n. 395/2008, se gli impianti siano stati regolarmente autorizzati oppure risultino registrati nella Nuova Banca Dati ciascuno con il rispettivo numero di codice identificativo per “COMUNICAZIONE DELLA SOCIETA’” vale a dire senza che si sia stato effettuato nessun controllo istruttorio sulla legittimità delle 5 nuove posizioni né prima né dopo la loro avvenuta installazione. 

Si chiede in conclusione alle SS.LL. di voler verificare, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, la legittimità dei 5 impianti di cui all’oggetto, provvedendo alla loro immediata rimozione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

9 commenti:

  1. ...Visto che lo SCHIFO VOMITEVOLE di cartellume in cui è stata affossata e distrutta ANCHE Via Cassia non era ancora sufficiente...!!!

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  2. Mi sarebbe piaciuto vedere inseriti nella sequenza fotografica anche i cartelli pubblicitari della stessa sala giochi che sono stati impiantati in Via Grottarossa, il primo di fronte al civico 55 e che insiste all'interno di una proprietà privata ed il secondo accanto al Parco Papacci e limitrofo alla scuola araba.
    Parlare solo di impianti pubblicitari in virtù di ambiti paesaggistici è mancante di completezza di informazione. L'installazione prevede il rispetto della normativa per cui una sala giochi, proprio come la coltivazione delle fave, non deve essere limitrofa ad una scuola. Quindi non solo i cartelloni, ma la sala giochi stessa diventa illegale.
    In ultimo: la società pubblicitaria VAME è iscritta all'albo dei fornitori del Comune di Roma (in merito c'è un pdf sul sito del Comune) ma sfido chiunque a trovarne notizie su internet, nelle pagine gialle o bianche o in qualunque elenco telefonico di Roma.

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  3. Vorrei segnalare che la stessa sala giochi ha installato un cartellone dinanzi all'ingresso dell'Ospedale Sant'Andrea ed a prescindere da tutte le norme, credo che sia anche una grossa mancanza di rispetto per i malati.
    Colgo l'occasione, inoltre, per esprimere tutto il mio sdegno per il cartellone di dimensioni gigantesche, che pubblicizza un sexy shop, installato a Corso Francia, limitrofo a quello che pubblicizza un'altra sala giochi.

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  4. Faccio presente all'anonimo delle ore 12,30 che l'impianto installato all'altezza del civico n. 55 di via di Grottarossa é stato da me segnalato a nome di VAS con messaggio di posta elettronica trasmesso il 7 gennaio scorso.
    A Cristiana faccio presente che oltre a quello installato davanti all'Ospedale S. Andrea é stato installato un settimo impianto sempre in via di Grottarossa a ridosso dell'ingresso al parco della Pace, sulla rotatoria all'incrocio con la cosiddetta "strada di fondovalle": entrambi i suddetti impianti ricadono dentro il Parco di Veio e sono stati da me segnalati anche all'Ente di gestione con messaggio di posta elettronica trasmesso il 1 febbraio scorso.

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  5. Arch . Bosi,
    qualche novita' sulla richiesta di commissariamento del settore affissioni e pubblicita' ?

    Mc Daemon

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  6. @Mv Daemon : a tutt'oggi non ho avuto nessuna risposta. Per valutare la portata della mia richiesta occorrono le dovute informzioni ed indagini al riguardo

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  7. Spero davvero che "qualcuno" si stia adoperando per raccogliere le "dovute informazioni ed indagini al riguardo". E' davvero sconcertante che non ci sia una ISTITUZIONE sensibile alla perpetrata ed ormai insanabile devastazione sistematica della Capitale del Paese, anche quando- con un lavoro estenuante ed impeccabile- gli viene sbattuto sotto il naso come e' stata ridotta Roma. E' incredibile.
    Mc Daemon

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  8. Vorrei ringraziare l'architetto Bosi e dare notizia di una vittoria ( seppur parziale) : il cartellone all'incrocio con Via di Grottarossa è stato rimosso ed anche quello all'Ospedale Sant'Andrea ( peccato che ne sia comparso uno che pubblicizza il concerto di Gianna Nannini), quello alla rotatoria del Parco Papacci è stato segnalato come abusivo dall'Ente Parco di Veio. Grazie

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  9. Architetto Bosi la ringrazio personalmente per l'impegno, il tempo, la perseveranza, la professionalità con cui persegue l'obbiettivo condiviso di ripristinare una qualche forma di civiltà, legalità e bellezza in città
    francesca federici

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