sabato 9 marzo 2013

Bosi-segnala: nuovi spazi in viale Parioli

Segnalazione inviata da VAS il 7 marzo 2013 a: seg02.polizialocale@comune.roma.it; seggssu.polizialocale@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; marcello.menichini@comune.roma.it; pubblicita@aequaroma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it

Nuovo impianto pubblicitario installato all'altezza dei civici n. 72-74 del Viale dei Parioli‏

In data odierna é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata da foto allegate che fa presente che nella giornata di sabato 2 marzo 2013 in Viale dei Parioli é stato installato un nuovo impianto pubblicitario di mt. 3 x 2 di fronte al condominio con i civici 72/74 (vedi foto seguente).
Facciata del Condominio ai civici n. 72-74 di Viale dei Parioli
La segnalazione fa presente che l’installazione ha lasciato gran parte dei condomini senza parole visto che l'impianto è andato a oscurare completamente un edificio fra quelli architettonicamente più pregiati di Viale Parioli e comunque la veduta da molte finestre.
Veduta dell’impianto verso la strada
veduta dell’impianto verso il condominio ai civici 72-74
La segnalazione fa notare che a terra giace un segnale verticale che é stato rimosso ai tempi dei recenti lavori di rifacimento della strada (di cui ha avuto conferma dal portiere) e che era collocato più o meno proprio dove ora é stato installato il nuovo impianto (vedi foto seguente).
La segnalazione allega anche una foto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere che a novembre del 2011 al posto dell’impianto risultava in stallato un cartello di segnaletica stradale, che é presumibilmente quello rimosso e tuttora giacente a terra (vedi foto seguente).
La segnalazione allega anche una foto della targhetta affissa su un montante dell’impianto che riporta il numero di codice identificativo 0066/AR559/P e la scritta “V.LE PARIOLI ALT. SANTIAGO DEL CILE” che peraltro é distante circa 50 metri (vedi foto seguente)
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0066 corrisponde come denominazione la ditta “NUOVI SPAZI SRL”: a tal riguardo si mette in grande evidenza che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni fino all’aggiornamento del 19 settembre 2010 al codice 0066 ha figurato la scritta “NEVADA PUBBLICITA' (in corso procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL) S.r.l.”, mentre nel successivo aggiornamento del 19 aprile 2011 allo stesso codice 0066 corrispondeva come denominazione ancora la ditta “NEVADA PUBBLICITA' S.r.l.”, ma con la precisazione posta fra parentesi di un “procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL rigettato con DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE NUM. 3552 DEL 17/11/2010”.

Senza dare alcuna spiegazione al riguardo, il successivo aggiornamento del 20 maggio 2011 (di appena un mese dopo) dell’elenco delle ditte pubblicitarie al codice 0066 riportava solo la ditta “NUOVI SPAZI SRL”, dando quindi come avvenuta la voltura di cui era stata invece rigettata la richiesta: si torna pertanto a chiedere al Responsabile della Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, Dott. Francesco Paciello, che dovrebbe avere adottato la Determinazione Dirigenziale n. 3552 del 17 novembre 2010 di rigetto del procedimento di voltura, di voler fornire le motivazioni che dovrebbero aver portato ad annullare di fatto il provvedimento da lui adottato ed aver determinato il ribaltamento della situazione, chiarendo in particolare se ci sia stato un ricorso vincente al TAR del Lazio da parte della S.r.l. “Nuovi Spazi”.

Si fa presente che la ditta “Nuovi Spazi” si é resa responsabile della installazione di molti impianti pubblicitari abusivi, per lo più segnalati da questa associazione: in molte delle segnalazioni trasmesse per posta elettronica sono state riportate anche le numerose rimozioni effettuate di impianti pubblicitari installati dalla “NUOVI SPAZI” di cui ero man mano venuto a conoscenza.

Si riportano di seguito alcune delle rimozioni di cui questa associazione ha avuto conferma, senza sapere però se sono avvenute spontaneamente a cura e spese della ditta oppure forzatamente a cura del Comune:
1) impianto di mt. 4 x 3 installato dentro il Parco di Veio quanto meno da luglio del 2009 dalla ditta "Nevada" (a cui è subentrata la "Nuovi Spazi") in via di Grottarossa all'altezza dell'incrocio con via della Crescenza, poi rimosso nella primavera del 2010;
2) impianto di mt. 2 x 3 installato dentro il Parco di Veio in via della Giustiniana con i numeri 508 e 509, poi rimosso, che in Banca Dati risulta registrato con il numero di codice identificativo 0066/BF417/P poi riassegnato all’impianto installato in via di Grottarossa (vedi successivo n. 8);
3) impianto di mt. 2 x 3 installato dentro il Parco di Veio su via della Crescenza (all'altezza dell'incrocio con via di Grottarossa), con i numeri 514 e n. 515, di cui è stata accertata l'avvenuta rimozione in data 28 luglio 2010 e che in Banca Dati risulta registrato con il numero di codice identificativo 0066/BF564/P poi riassegnato dapprima all’impianto reinstallato poco distante in via di Grottarossa con i numeri 255 e 169 (vedi successivo numero 4) e successivamente all’impianto installato in viale di Tor di Quinto (verdi successivo numero 7) ;
4) impianto di mt. 2 x 3 installato dentro il Parco di Veio su via di Grottarossa (a 50 mt. dall'incrocio con via della Crescenza) con il n. 255 sulla facciata rivolta a nord-ovest ed il n. 169 sulla facciata rivolta a sud-est e con lateralmente al sostegno una targa con la scritta a pennarello del numero di codice identificativo 0066/BP564/P, di cui è stata accertata l'avvenuta rimozione in data 28 luglio 2010;
5) impianto di mt. 2 x 3 installato dentro il Parco di Veio su via di Quarto Peperino con i numeri 714 e 715, senza numero di codice identificativo, di cui è stata accertata l’avvenuta rimozione in data 22 novembre 2010;
6) impianto di mt. 2 x 3 reinstallato in via di Grottarossa, con gli stessi numeri 714 e 715 dell’impianto rimosso poco distante in via di Quarto Peperino, rimosso anch’esso dopo l’estate del 2010;
7) impianto di mt. 2 x 3 reinstallato nello stesso punto di via di Grottarossa, con la scritta “NEVADA” ed il numero di codice identificativo 0066/BF564/P preso dall’impianto rimosso in via di Grottarossa (vedi precedente numero 4), poi rimosso a febbraio del 2011;
8) impianto di mt. 2 x 3 reinstallato nello stesso punto di via di Grottarossa, stavolta con la scritta “NUOVI SPAZI” ed il numero di codice identificativo 0066/BF417/P preso dall’impianto rimosso in via della Giustiniana (vedi precedente numero 2), sembra poi rimosso;
9) impianto installato dentro il Parco di Veio su via di Grottarossa all'altezza del civico n. 222 (centrale elettrica di fronte al parco della Pace, cosiddetto "Papacci") che porta gli numeri 508 e 509 dell’impianto rimosso in via della Giustiniana (vedi precedente numero 2), di cui è stata accertata l’avvenuta rimozione ai primi di novembre 2010;
10) impianto installato sull'aiuola spartitraffico di viale Tor di Quinto (di fronte al Centro Artigianale Flaminio, praticamente a ridosso della sede dei Vigili del XX° Gruppo di via Caprilli) al confine con il Parco di Veio ed in zona soggetta comunque a vincolo paesaggistico, che porta i numeri 255 e 169: trattasi dello stesso impianto installato su via di Grottarossa (vedi precedente n. 4), che é stato anch’esso poi rimosso;
11) impianto installato in viale Pietro De Coubertin, inizialmente a ridosso della pista ciclabile, perpendicolarmente ad essa (a dimostrazione della recidività di questa ditta nell'installare impianti sempre in modo perpendicolare ad una pista ciclabile), poi rimosso e ricollocato sul lato opposto della strada dove tuttora risulta installato;
12) impianto installato in piazza Vittorio, poi rimosso in data 11 ottobre 2010;
13) impianto installato in via Giovanni Lanza, poi rimosso in data 11 ottobre 2010;
14) impianto bifacciale che porta una targhetta con scritto in pennarello "0066/BF380/P Via Circo Massimo civ 9", poi rimosso nella giornata di giovedì 21 ottobre 2010;
15) impianto bifacciale che porta una targhetta con scritto in pennarello "0066/BF381/P Via Circo Massimo civ 3", poi rimosso nella giornata di giovedì 21 ottobre 2010;
16) impianto bifacciale che porta una targhetta con scritto in pennarello "0066/AU301/P V.le Aventino fr Circo Massimo”, poi rimosso nella giornata di giovedì 21 ottobre 2010;
17) impianto installato in Piazza della Repubblica, poi sanzionato il 19 ottobre 2010 e rimosso dal I° Municipio;
18) impianto installato in via Pietro Barbieri, poi sanzionato il 19 ottobre 2010 e rimosso dal I° Municipio;
19) 2 impianti di mt. 1 x 1,40 installati in largo Vercelli e 2 impianti di mt. 1 x 1,40 installati in via Cerveteri, tutti rimossi;
20) impianto bifacciale installato in piazza Ragusa rimosso a luglio del 2011, ma reinstallato poco distante;
21) impianto installato in piazzale Clodio, rimosso il 24.4.2012;
22) impianto installato in via Venezuela, rimosso ma reinstallato poco distante in Lungotevere dell’Acqua Acetosa con lo stesso numero di codice identificativo 0066/BZ047/P.
Come si può ben vedere, sono stati rimossi impianti in numero sicuramente maggiore di 3 violazioni, che avrebbe dovuto comportare l’applicazione del comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento comunale (approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009) ai sensi del quale l’ulteriore violazione oltre la terza deve dar luogo alla pronuncia di decadenza di tutte le “autorizzazioni” rilasciate alla “Nuovi Spazi” S.r.l. ed al conseguente annullamento dal mercato di tale società tramite apposita Determinazione Dirigenziale che non risulta essere stata invece emanata.

Ma la pronuncia di decadenza si applica nel caso di rimozioni forzate ad opera del Comune.

A tal ultimo riguardo si fa presente che alla ditta “Nuovi Spazi” sono stati rimossi forzatamente d’ufficio il 24 aprile 2012  l’impianto pubblicitario installato in piazzale Clodio ed il 27 giugno 2012 un impianto pubblicitario installato in via delle Pineta Sacchetti (XVIII Municipio): ci si aspetta pertanto che il dott. Francesco Paciello emani senza indugio quest’atto dovuto, con riserva di integrarlo in caso di accertate ulteriori violazioni che comportino la decadenza del 50% delle autorizzazioni se non addirittura di tutte le restanti in caso di violazioni oltre la terza.

Si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto AR 559 di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o “spostamento” o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tale impianto su viale delle Scienze, in considerazione anche del fatto che in base alla targhetta sarebbe posizionato su via dei Marrucini, oltre che delle stesse violazioni già rilevate nel sottostante messaggio del 27 giugno.

Per quanto riguarda la veste del nuovo impianto pubblicitario, si fa presente che venerdì 22 giugno 2012 sul sito www.cartellopoli.net é stato pubblicato un articolo dal titolo “Nuovi Spazi diventano Vecchi ? No diventano “Nuova forma” che raccoglie la segnalazione del sig. Manusardi che denuncia quanto segue: “vi ricordate lo spartitraffico di Piazza Maresciallo Giardino diventato un muro di pericolosissimi e illegalissimi impianti pubblicitari (e ovviamente gli stessi erano anche "abusivamente" autorizzati prima da Rutelli/Veltroni e poi da Alemanno-Bordoni dietro semplice pagamento del "pizzo" al comune, pardòn del CIP al comune!!!), bene quello spartitraffico di recente era stato totalmente bonificato... "era"... perché in questi giorni è ricomparso il primo impianto pubblicitario... da lontano sembra uno dei classici impianti che usa il comune e/o le ditte che gestiscono impianti per il comune stesso, un 2 x 1,50 circa direi.....ma avvicinandosi si ammira che la cimasa riporta il nome della ditta che è la Nuovi Spazi!!! E numera anche l'impianto con un numero "vecchio", quindi sicuramente è lo stesso impianto "giallo" rimosso dai vigili urbani e ora ricollocato "camuffato" per dare meno nell'occhio... ma camuffato o no, sempre pericolosissimo rimane, posto su spartitraffico strettissimo e in piena curva veloce (le auto scendono dall'Olimpica e affrontano la curva lunghissima verso sinistra).

Con l’articolo sono state pubblicate delle foto relative all’impianto che é stato poi rimosso e che aveva lo stesso formato dell’impianto di cui all’oggetto (vedi foto seguente)
Come ha ben evidenziato il sig. Manusardi, di diverso stavolta c’é la tipologia dell’impianto ed il suo stesso formato che sembra essere di dimensioni leggermente inferiori di mt. 3 x 1,40.

A tal riguardo si fa presente che con deliberazione n. 25 del 10 febbraio 2010 la Giunta Comunale ha approvato i “progetti-tipo per impianti pubblicitari” relativi ad alcune categorie più diffuse sul territorio, fra le quali figurano al punto 21 del dispositivo della delibera gli “impianti destinati alle Pubbliche Affissioni ed al circuito politico-sindacale nelle dimensioni: m. 1 x 1,4 – m. 1,4 x 2 e m. 3 x 1,40, i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera A”.

La delibera stabilisce che “la sostituzione degli impianti esistenti con quelli dei progetti-tipo dovrà avvenire, su base territoriale, nei modi e nei tempi fissati dall’Amministrazione. Dette operazioni di adeguamento ... dovranno essere concluse entro il 30 giugno 2010” e dispone che “gli oneri per gli adeguamenti degli impianti esistenti ai progetti approvati, compresi quelli di cui al precedente punto 2, sono ad esclusivo carico dei soggetti autorizzati all’esposizione pubblicitaria”.

La delibera precisa anche che “con successivo provvedimento verranno approvati i successivi progetti-tipo per le altre tipologie di impianti”, ma non risulta a tutt’oggi che siano stati approvati né pubblicati i progetti-tipo delle ulteriori tipologie: risulta soltanto che con deliberazione n. 49 dell’8 luglio 2011 l’Assemblea Capitolina ha stabilito sia per l’anno 2010 che per l’anno 2011 i canoni per gli impianti pubblicitari di mt. 3 x 1,40 di categoria normale monofacciale (513,60 €) o bifacciale (837,60 €) e di categoria speciale monofacciale (764,40€) o bifacciale (1.363,20 €).

Sul sito web del Comune di Roma alla pagina (sotto riportata) era pubblicata la tavola allegato A che riproduce le tre tipologie suddette e lascia vedere come il progetto del formato di m. 3 x 1,40 (in alto a sinistra) sia quello identico all’impianto installato dalla ditta “NUOVI SPAZI”.
Il dispositivo della delibera n. 25/2010 precisa infatti che “al fine di armonizzare l’impiantistica esistente sul territorio, é possibile utilizzare anche per gli impianti di proprietà privata la tipologia prevista al precedente punto 2 per gli impianti comunali, con esclusione del logo ‘’S.P.Q.R.’ ”, disponendo che in tal caso “le caratteristiche tecniche dovranno essere conformi a quelle stabilite nei predetti progetti” e che “gli oneri per gli adeguamenti degli impianti esistenti ai progetti approvati, ..., sono ad esclusivo carico dei soggetti autorizzati all’esposizione pubblicitaria”.

Benché sembri essere pienamente conforme alle caratteristiche tecniche stabilite nel progetto-tipo di dimensioni 3 x 1,40, c’é da capire come il nuovo impianto possa considerarsi parte dell’impiantistica esistente sul territorio, dal momento che ai sensi del combinato disposto degli artt. 33 e 33 Bis del vigente Regolamento di pubblicità (approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009) é vietato il rilascio di nuove autorizzazioni per impianti installati su suolo pubblico: c’é quindi da chiedersi come possa essere giustificata l’installazione dell’impianto di cui all’oggetto, che per giunta riguarda un nuovo modello introdotto dal 2009.

Nel caso che l’impianto pubblicitario di cui all’oggetto sia stato installato in maniera del tutto abusiva, il numero di codice identificativo 0066/AR559/P riportato sulla targhetta sarebbe totalmente inventato e comunque falso: ma in tale caso l’installazione dell’impianto pubblicitario abusivo va perseguita non solo con la sanzione amministrativa, dovuta da parte del Comune di Roma ai sensi del 1° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento sulle affissioni, ma costituisce un estremo di rilevanza penale, perché in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: “Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032”.

Se invece non é di natura abusiva, la nuova installazione può essere spiegata con l’ipotesi che l’impianto pubblicitario possa essere stato ufficialmente collocato dalla “NUOVI SPAZI” utilizzando la deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 con cui la Giunta Comunale ha stabilito che le disposizioni contenute nella deliberazione del Commissario Straordinario n. 45/2008 “si applicano agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”.

La procedura di “riordino” è stata disciplinata dalla Giunta Comunale con delibera n. 1689 del 9.5.1997 che in relazione alle diverse tipologie ha portato ad approntare una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione fra l’altro con i Modelli R per la indicazione degli impianti di proprietà privata assistiti da titolo autorizzatorio, per i quali si chiedeva il rinnovo, e con i Modelli E per la segnalazione delle istanze per nuovi impianti presentate negli anni precedenti, in attesa di risposta, da specificare in MODELLI ES se già installati.

La relativa modulistica, in applicazione della delibera di Giunta n. 395/2008, è stata poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato 4 casi, riportati fino a poco tempo fa anche sul sito ufficiale del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=d_atec_pr_fo_la_eco_aff_sip.wp.

Il 2° caso riguardava gli “Impianti installati in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada“, quale potrebbe essere per l’appunto l’impianto di mt. 3 x 2 se installato in un’altra area della città in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada, che sarebbe stato in tal caso “ricollocato” in viale dei Parioli nella sua nuova veste.

Dal momento che la Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 si applicava solo ”agli spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento”, con Determinazione Dirigenziale n. 618 del 27 marzo 2012 emanata dal dott. Claudio Saccotelli é stato consentito lo spostamento anche degli impianti pubblicitari del tipo ES già installati senza attendere l’esito dell’istruttoria per il rilascio della loro autorizzazione, ma subordinatamente al rilascio del “parere positivo della sovrintendenza competente sul territorio della nuova posizione”.

Come chiarito dallo stesso dott. Claudio Saccotelli, dal sito del Comune di Roma é stata tolta la pagina che era dedicata proprio allo “Spostamento Impianti Pubblicitari”, dal momento che la Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 é stata revocata anche perché ne é stato cambiato il testo.

Per quanto riguarda infatti il 2° caso si parla adesso di “Ricollocazione di impianti installati in difformità alle norme inderogabili del Codice della Strada“ e si precisa ora in modo diverso dalla Determinazione Dirigenziale n. 3312/2008 che “a seguito di V.A.V. e, solo successivamente all’avvenuta e comprovata rimozione spontanea dell’impianto, ....., la Ditta interessata può presentare istanza contenente una dichiarazione redatta ai sensi del DPR 445/2000 con individuazione della nuova posizione, deposito della relazione redatta da un tecnico abilitato ...”.

Si chiede al dott. Francesco Paciello di far sapere se il nuovo impianto sia stato reinstallato utilizzando la procedura della “ricollocazione” disciplinata dalla sua Determinazione Dirigenziale 3312/2008 oppure dalla Determinazione Dirigenziale 618/2012.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che la S.p.A. “Aequa Roma”é stata messa a capo della U.O. Affissioni e Impianti Pubblicitari che cura le nuove autorizzazioni, le ricollocazioni, gli accorpamenti e le trasformazioni degli impianti .
Si chiede pertanto di verificare la legittimità dell’impianto pubblicitario di cui all’oggetto, provvedendo alla sua immediata rimozione in casa di una sua accertata natura abusiva.
Si torna contestualmente a chiedere le ragioni per cui la ditta “NUOVI SPAZI” sia stata reinserita nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati dopo esserne stato rigettato il procedimento di voltura ed ancor più le motivazioni per cui non é stata pronunciata la decadenza in percentuale della autorizzazioni che le sono state rilasciate, a fronte quanto meno di 2 accertate rimozioni forzate dei suoi impianti installati abusivamente.
Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

3 commenti:

  1. MA E' POSSIBILE CHE QUESTI BANDITI SCHIFOSI CONTINUINO A FARE IL LORO PORCO COMODO, DOPO AVER GIA' DEVASTATO TUTTA ROMA, E NESSUNO ALZA UN DITO ???!!!

    MA E' POSSIBILE?????!!!!!!

    RispondiElimina
  2. Fitzcarraldo9 marzo 2013 20:23

    Si è possibile.
    Non sono bastati 5 morti e decine di feriti a far muovere la Magistratura.
    Decine e decine di esposti e segnalazioni alla Procura e non è successo niente.
    La normativa irrisa e calpestata.
    Società radiate che continuano a raccogliere pubblicità.
    Pagliacci che vanno in TV a promettere mirabolanti piani regolatori.
    Nuove installazioni.
    Sono ancora i padroni della città.
    (a proposito..ma li avete visti i venditori abusivi di mimose l'8 marzo? Erano migliaia e presidiavano ogni semaforo della città..e.. non li vedete quei furgoncini targati NA che vendono abusivamente fiori? Guardate le facce dei venditori e ascoltate il loro accento...tutto chiaro, vero?)
    Comandano loro, purtroppo.
    E bisogna anche stare attenti a cosa si scrive perchè tutti ricordiamo la solerzia persecutoria con cui in pochissimo tempo si chiuse questo blog dopo la denuncia di un pregiudicato.
    Camorre rules!

    RispondiElimina
  3. Ringrazio Fitzcarraldo dell'avvertimento, ma faccio presente a lui quanto ho già avuto modo di rispondere ormai più di 2 anni fa allo stesso Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, mettendogli in risalto che le mie non sono "denunce" ma "segnalazioni" di presunti vizi di legittimità che rilevo negli impianti pubblicitari volta per volta da me presi in esame e che chiedo sempre a chi compete di verificare e di reprimere doverosamente a norma di legge in caso di accertata violazione.
    Quando le presunte violazioni che rilevo assumono una certa gravità e riguardano a mio giudizio non più soltanto la sfera amministrativa, ma anche quella penale, ritengo doveroso allora trasmettere sempre per conoscenza le mie segnalazioni anche alla Procura della Repubblica, come ho fatto pure con la segnalazione sopra pubblicata.
    Sono stato comunque sempre molto attento a quanto ho scritto nelle ormai 430 segnalazioni trasmesse da 3 anni a questa parte per posta elettronica come Responsabile di una associazione che é portarice di interessi diffusi e che é stata peraltro spinta a trasmetterle dallo stesso Assessore Bordoni quando dal maggio del 2010 ha attivato proprio per tale finalità l'indirizzo di posta elettronica segnalazioniaffisioni@comune.roma.it: nel modo "tecnico-professionale" con cui ho esposto i casi, attenendomi sempre alla oggettività delle situazioni e della rispettiva normativa vigente in materia, evitando in ogni caso di esprimere giudizi personali che potrebbero risultare offensivi verso i responsabili sia delle ditte pubblicitarie che del Comune, nei confronti dei quali ci deve essere sempre il più totale ed anticipato rispetto (fino a prova contraria, che peraltro non spetta mai a me di attestare), non si possono ravvisare pertanto gli estremi della diffamazione o peggio ancora della calunnia, nè a carico di chi ha scritto materialmente la segnalazione né a carico del blog che l'ha pubblicata.
    Una eventuale denuncia-querela nei miei confronti per avere assolto ai principi statutari della assocazione ambientalista VAS di cui sono responsabile, nel pieno diritto sancito dall'art. 21 della costituzione, si risolverebbe alla fine del processo penale, come é già successo, con una sentenza di assoluzione piena che trasformereebbe automaticamente la denuncia-querela in una calunnia nei mie confronti, passibile di essere condannata adddirittura nelle stessa sentenza che mi assolve.

    RispondiElimina