mercoledì 6 marzo 2013

Il grado di intervento della Regione Lazio preposta anch’essa alla tutela dei beni culturali e dei beni paesaggistici

Ai fini della repressione dei cartelloni pubblicitari installati abusivamente a Roma, a nome della associazione VAS ho sollecitato l'intervento della Regione Lazio già con nota prot. n. 5 del 16 febbraio 2010, indirizzata anche all'allora Direttore dell'Area Pianificazione Territoriale (Arch. Daniele Iacovone) (vedi file "Lettera a Regione su cartelloni") con cui ho chiesto testualmente "di far provvedere, ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, alla immediata rimozione non solo di tutti i 16 cartelloni autorizzati all'interno della piana di Tor di Quinto (così come elencati nell'allegato alla presente), ma anche di tutti quelli che risultano essere stati autorizzati tanto nel resto della piana di Tor di Quinto soggetta a vincolo  quanto in tutte le altre zone di Roma pur esse assoggettate al medesimo vincolo paesistico, nonché al vincolo archeologico e storico-monumentale".
Con una successiva nota VAS prot. n. 11 del 19 marzo 2010, indirizzata anch'essa fra gli altri all'allora Direttore dell'Area Pianificazione Territoriale (Arch. Daniele Iacovone) (vedi file "Rettifica della lettera al Comune su cartelloni"), ho fatto presente che "se da un lato l'Amministrazione Comunale non è responsabile di autorizzazioni che non ha rilasciato né poteva rilasciare nel pieno rispetto di tutti i diversi tipi di divieti di affissione prescritti dalle leggi, dall'altro lato la massa di cartelloni pubblicitari che sono stati installati proprio dove c'è il divieto tassativo di affissione e che continuano a far lucrare illecitamente le Ditte che ne continuano ad avere la disponibilità per tutto il tempo che burocraticamente occorre per arrivare a provvedere alla loro obbligatoria rimozione, rende quanto meno corresponsabile del mancato rispetto immediato delle norme non solo il Comune di Roma, ma anche gli Enti Parco e la Regione Lazio nella misura in cui ritardano i provvedimenti di rimozione nell'ambito delle rispettive dovute competenze."
Alle 2 suddette note ha dato seguito il Dirigente dell'Area Vigilanza Urbanistico Edilizia e Lotta all'Abusivismo, Arch. Patrizia Colletta, con nota prot. n. 64289 del 28 aprile 2010 sottoscritta anche dal Direttore Regionale Arch. Daniele Iacovone, che si rimette in allegato sempre per opportuna conoscenza (vedi file "Risposta Regione Lazio su cartelloni abusivi"), con cui ha comunicato di avere avviato la propria azione di vigilanza.
In considerazione forse di questo precedente, l’Arch. Maria Teresa Longo ha trasmesso una mia segnalazione inoltrata con messaggio di posta elettronica all'Arch. Patrizia Colletta, che però può avere "competenza" solo nella rimozione degli impianti pubblicitari accertati come "abusivi" e non anche nel rilascio delle "autorizzazioni paesaggistiche" che all’epoca credevo fossero invece di sua stretta competenza, ignorando che invece spettano allo stesso Comune di Roma nell’esercizio del potere di subdelega concesso dalla legge regionale n. 59/1995: per tali ragioni mi sono permesso di trasmettere anche all’Arch. Maria Teresa Longo la segnalazione delle ore 13,05 del 18.9.2010 di un impianto pubblicitario installato in via Carlo Alberto, chiedendo espressamente di confermare se per l'impianto in questione fosse stata rilasciata da parte sua la preventiva autorizzazione paesaggistica e quali azioni intendesse intraprendere in caso negativo.
A tal ultimo riguardo ho messo in evidenza che con nota VAS prot. n. 22 del 20.5.2010, indirizzata specificatamente anche all’Arch. Maria Teresa Longo (vedi file "Richiesta rimozione cartelloni adAssessore Armeni"), ho testualmente chiesto: "Ai fini di una esatta ed inequivocabile individuazione di tutte le zone sottoposte a vincoli, dove il Comune di Roma deve provvedere alla rimozione di tutti gli impianti che vi sono stati collocati, si allega alla presente l'elenco di tutte le aree del territorio comunale che risultano tutelate come beni paesaggistici con apposito provvedimento statale o regionale: si chiede alle SS.LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di ingiungere al Comune di Roma il rispetto più assoluto di ognuno dei vincoli elencati nella prossima redazione del Piano Regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari."
Ritenevo a quell’epoca che l’Arch. Maria Teresa Longo avesse la piena "competenza" ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004 in materia di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche su tutti i nuovi impianti che si intendono installare a Roma, nonché in materia di tutela dei vincoli paesaggistici con il diritto-dovere di esigere l'immediata rimozione degli impianti abusivi, mentre all'Arch. Patrizia Colletta spettasse la "competenza" di esercitare i poteri sostituivi in caso di inerzia del Comune di Roma e di far rimuovere gli impianti installati abusivamente in zona vincolata, applicando anche le sanzioni ai sensi dell'art. 168 del D.Lgs. n. 42/2004.
Per i motivi sopra esposti, ho trasmesso le successive segnalazioni di VAS di impianti installati in aree soggette a vincolo paesaggistico tanto all’Arch. Maria Teresa Longo quanto all'Arch. Patrizia Colletta: con messaggio di posta elettronica trasmesso il 21 settembre 2010 ho chiesto conferma ad entrambe sulla correttezza di questo doppio coinvolgimento per "competenze" differenziate, facendo conoscere - in caso contrario - le ragioni di dissenso e precisando comunque i soggetti giusti a cui trasmettere tutte le eventuali future segnalazioni.
Al suddetto messaggio non è stato dato alcun seguito e l’Arch. Maria Teresa Longo non si è preoccupata di farmi sapere che il rilascio della autorizzazione paesaggistica non spetta a lei, ma compete al Comune di Roma (vedi “Istruzioni per l’Uso n. 26”), come invece mi è stato fatto sapere correttamente dal Comandante del XX° Gruppo di Polizia Municipale Dott. Giuseppe Bracci con il messaggio di posta elettronica trasmesso il 17 gennaio 2011: con riferimento ad un mio sollecito di verifiche degli impianti pubblicitari installati nella zona vincolata di Viale Tor di Quinto, il Comandante ha fatto sapere che “dal momento che tale documentazione non è sottoposta al controllo da parte del personale della Polizia Municipale, questo Comando ha ritenuto opportuno chiedere a chi ha raccolto le domande di istruttoria, se queste ultime contenessero i nulla osta del dipartimento X per il vincolo paesaggistico.
Non è dato di sapere se e cosa abbia risposto il Dipartimento X del Comune di Roma abbia mai risposto e fatto sapere se siano state presentate richieste di rilascio di autorizzazione paesaggistica e soprattutto se siano state rilasciate.
A tal riguardo alla pag. 23 della “Indagine sul settore affissioni e pubblicità del Comune di Roma”, resa pubblica a gennaio del 2011 dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, è testualmente riportato che “allo stato attuale, tuttavia, non risulta che per gli impianti presenti nelle zone vincolate sia stato richiesto alcun nulla osta.
Anche alla Regione Lazio ho trasmesso 41 segnalazioni di impianti pubblicitari installati in zona vincolata: il Dirigente del’Area Arch. Patrizia Colletta ed il Direttore Regionale Arch. Demetrio Carini hanno dato seguito a tutt’oggi solo a 30 di esse, sempre e soltanto allo stesso modo, vale a dire comunicando ogni volta che “è stata avviata la propria attività di vigilanza” ed informando che “nel rispetto del principio di trasparenza e di imparzialità dell’azione della attività amministrativa ai sensi dell’art. 22 della Legge 241/90 potrà esercitare il diritto di accesso agli atti” per cui “è possibile prendere visione o estrarre copia dei documenti amministrativi”.
Di fronte all’ennesima risposta di tale tipo, ho chiesto chiarimenti direttamente per telefono e nello spirito di totale collaborazione che si é instaurato con messaggio di posta elettronica del 20 giugno 2012 ho trasmesso in allegato il “monitoraggio delle segnalazioni trasmesse dalla associazioni VAS anche allaRegione Lazio relative ad impianti pubblicitari installati in aree soggette a vincolo paesaggistico”.  
Dal monitoraggio fatto a quell’epoca è emerso che l’Area Vigilanza Urbanistica Edilizia e Lotta all’Abusivismo della Regione Lazio ha dato fino ad oggi seguito a 30 delle 41 segnalazioni trasmesse complessivamente a quel momento, ma non deve comunque dare più seguito a 2 delle 11 rimanenti segnalazioni dal momento che i rispettivi impianti (installati in via Cassia Vecchia ed in via di Grottarossa) sono stati nel frattempo rimossi.
Dal monitoraggio si è potuto parimenti accertare che anche delle 30 segnalazioni per le quali é stata avviata l’attività di vigilanza può essere interrotta quella relativa agli impianti pubblicitari che sono stati nel frattempo anch’essi rimossi e che erano installati in viale Tor di Quinto (Fasc. 10/224) in piazzale Maresciallo Diaz (Fasc. 10/224) ed in via del Baiardo (Fasc. 10/215).
Per quanto riguarda le rimanenti 9 segnalazioni a cui non risulta essere stato dato ancora nessun seguito istruttorio, ho chiesto testualmente “di non rispondere nel modo evasivo che é stato fino ad oggi adottato, perché non sembra essere del tutto rispettoso della legge sulla trasparenza degli atti amministrativi e costituisce peraltro un inutile dispendio di energie umane e soprattutto di denaro pubblico” per un opportuno confronto al riguardo, ho rimesso in allegato il ben diverso seguito che é stato dato alle segnalazioni di VAS da parte del Ministero dei Trasporti, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma e dai Gruppi di Polizia Municipale competenti per territorio.
Ho ricordato che “il divieto tassativo di affissioni pubblicitarie prescritto dalle Tavole C delle norme del PTPR per diversi ambiti di paesaggio é sovraordinato al Comune di Roma per tutte le aree vincolate, per cui - in caso di inerzia di da parte dell’amministrazione capitolina a rimuovere gli impianti sollecitati  dall’Area Vigilanza Urbanistica Edilizia e Lotta all’Abusivismo – il divieto va fatto rispettare dall’Assessorato all’Urbanistica della Regione Lazio con l’esercizio dei poteri sostitutivi”.
Alle 41 segnalazioni se ne sono aggiunte nel frattempo altre 18 a cui non è stato dato nessun seguito .
A tutt’oggi non risulta che siano stati esercitati i poteri sostitutivi a fronte della accertata quanto recidiva inerzia del Comune di Roma.
Aspettiamo di vedere chi sarà il prossimo Assessore alle Politiche del Territorio e dell’Urbanistica della Regione Lazio per sollecitarlo a fare quel che non hanno fatto fin qui gli Assessori che lo hanno preceduto  Fabio Armeni prima e Luciano Ciocchetti poi. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

1 commento:

  1. VERGOGNA, SOLO VERGOGNA.
    NESSUNA ISTITUZIONE HA FATTO IL PROPRIO DOVERE E ROMA E' ORMAI MASSACRATA PER SEMPRE!

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