lunedì 8 aprile 2013

Bosi-segnala: il parco di Veio non ha pace

Installazione di due impianti pubblicitari della "A.P. ITALIA S.R.L." in via Flaminia Nuova‏

Segnalazione inviata da VAS Roma il 18 marzo 2013 a: asomaschini@regione.lazio.it; pgazzani@regione.lazio.it; apitalia@apitalia.it; uff.installazioni@apitalia.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; seg20.polizialocale@comune.roma.it; seggssu.polizialocale@comune.roma.it; pubblicita@aequaroma.it; fabio.pacciani@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; pcolletta@regione.lazio.it; pezzella@parcodiveio.it; info@astralspa.it; marco.coletti@astralspa.it; giorgia.pizzi@astralspa.it; giuseppe.bracci@comune.roma.it; alessandra.derocco@comune.roma.it; fneri@regione.lazio.it 

Il sottoscritto ha avuto un particolare riguardo alla tutela del parco di Veio fin dal 1987, quando come Presidente del Comitato Promotore del Parco di Veio ha presentato la 1° proposta di legge per la sua istituzione, poi avvenuta contestualmente alla approvazione della legge regionale n. 29 del 6 ottobre 1997, ai sensi della lettera a) del 1° comma dell’art. 44.
 
Come membro dapprima del 1° Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio dal 21 luglio 1998 al 28 aprile 2004, in rappresentanza delle associazioni ambientaliste, e come Responsabile poi del Circolo Territoriale di Roma della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) il sottoscritto ha dedicato una buona parte del suo impegno per tutelare il parco di Veio anche dalla invasione degli impianti pubblicitari che sono stati installati sia dentro che sui confini della sua perimetrazione provvisoria fin da prima della istituzione dell’area naturale protetta: a tal ultimo riguardo ha attivato un confronto anche aspro con l’allora Direttrice del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, Dott.ssa Andreina Marinelli, sulla cosiddetta “procedura di riordino” riguardante impianti pubblicitari che avevano ottenuto una regolare “concessione” da parte del Comune prima dell’approvazione della legge regionale n. 29/1997, ma che dovevano essere comunque rimossi e caso mai ricollocati.
 
A tal ultimo riguardo si fa presente, per un opportuno confronto con quanto si metterà in evidenza più avanti sul comportamento tenuto dalla S.r.l. “A.P. ITALIA”, che in allegato alla nota prot. n. 34412 del 3 aprile 2006 (registrata agli atti dell’Ente Parco di Veio al prot. n. 1444 del 12 aprile 2006), inviata per conoscenza anche al sottoscritto, la Dott.ssa Andreina Marinelli ha ritrasmesso gli elenchi (già fatti pervenire con nota prot. n. 1606 del 26 gennaio 2004) degli impianti inseriti nel riordino nell’ambito delle strade indicate come ricadenti nella zona del parco, fra i quali erano ricompresi i seguenti 10 cartelloni pubblicitari dalla ditta "A.P. ITALIA S.R.L." poi tutti rimossi.
- impianto di mt. 2,2 x 1,5 installato in via Cassia all’altezza di Sgaravatti (scheda “E” n. 99, Prot. 0002329, Rev. 000448);
- impianto di mt. 2,2 x 1,6 installato in via Cassia all’altezza di Sgaravatti (scheda “E” n. 99, Prot. 0002322, Rev. 000440);
- impianto di mt. 2,2 x 1,6 installato in via Cassia fronte civico n. 958 (scheda “E” n. 228, Prot. 0014967, Rev. 0004686);
- impianto di mt. 3 x 2 installato in via dei Due Ponti 50 metri dopo il civico 48 (scheda “E” n. 305, Prot. 0016172, Rev. 0011110);
- impianto di mt. 3 x 2 installato in via dei Due Ponti 50 metri dopo il civico 48 (scheda “E” n. 112, Prot. 0016173, Rev. 0011111);
- impianto di mt. 3 x 2 installato in via dei Due Ponti 20 metri prima del civico 61 (scheda “E” n. 307, Prot. 0016170, Rev. 0011108);
- impianto di mt. 3 x 2 installato in via dei Due Ponti 220 metri dopo il civico 115 (scheda “E” n. 231, Prot. 0016174, Rev. 0011112);
- impianto di mt. 3 x 2 installato in via dei Due Ponti 680 metri prima dell’incrocio con via Oriolo Romano lato SX (scheda “E” n. 213, Prot. 0016341, Rev. 0011192);
- impianto di mt. 3 x 2 installato in via di Grottarossa 400 metri dopo fronte civico 1242 (scheda “E” n. 29, Prot. 0016342, Rev. 0011193);
- impianto di mt. 3 x 2 installato in via di Grottarossa altezza civico 1274 (scheda “E” n. 30, Prot. 0009918, Rev. 0024352).
 
Con successiva nota prot. n. 3125 del 4 agosto 2006, indirizzata alla Direttrice del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, Dott.ssa Andreina Marinelli, l‘allora Direttore del Parco dio Veio Arch. Roberto Sinibaldi ha chiesto la chiusura della procedura di riordino degli impianti collocati in via Cassia Vecchia, allegando una scheda con gli impianti censiti tra cui figura anche un impianto di mt. 2 x 1,50 della ditta “A.P. ITALIA”installato 20 metri prima del civico n. 306 dapprima senza targhetta, aggiunta poi in ottone 4 anni dopo (“1184 – 3 x 2 – 76000004”): ad aprile del 2010 é stata poi emanata dall’Ente Parco di Veio ordinanza di rimozione, che risulta essere stata eseguita.
 
In una ulteriore nota interna il Dirigente Amministrativo Dott. Pierluigi Gazzani ha rilevato gli impianti installati sul lato destro della via Cassia (interni al Parco di Veio) tra la Merluzza e l’uscita per Campagnano di Roma, fra i quali ha registrato anche  un impianto della ditta “A.P. ITALIA” al Km. 27,580  “ANAS Lazio Km. 27,550 – C.. 7016 – B. 35759 – scad. 31.12.99 - n° cart. 217”.
 
Con ulteriore nota prot. n. 1824 del 2 maggio 2007 lo stesso Dirigente Amministrativo ha comunicato gli impianti pubblicitari rilevati sul tratto della via Cassia “La Storta-Cassia Bis (Km. 18,900-22,250), fra i quali figura anche un impianto della ditta “A.P. ITALIA” al Km. 21,450 “Regione Lazio – conc. 50450/22.4.89 – scad. 31.12.08”.
 
Con nota prot. n. 3012 del 13 luglio 2007 l’Ente Parco di Veio ha comunicato al Comune di Roma il censimento degli impianti pubblicitari collocati in via Cassia Nuova, fra i quali figurano i seguenti due impianti della ditta“A.P. ITALIA”:
- impianto di mt. 3 x 2 (Conc. n° 784 – 87000001) installato 20 metri oltre l’incrocio con Largo P. Saraceno e via Fabbroni (fronte accesso distributore Total);
- impianto di metri 3 x 2 (Conc. 1924 – 87000006) al Km. 8,080 (80 metri oltre il cippo chilometrico 8,000).
 
Con nota prot. n. 1380 del 16 aprile 2008 l’Ente Parco di Veio ha sollecitato la rimozione degli impianti pubblicitari in seguito al rigetto delle istanze di riordino, fra i quali figura anche  un impianto della ditta “A.P. ITALIA”installato con concessione rilasciata il 16 dicembre 2003 a mt. 30 dal civico n. 8 di via Oriolo Romano direzione Cassia.
 
L’Ente Parco di Veio ha ordinato la rimozione anche di un impianto di mt. 2 x 1,50 installato sulla S.P. “Sacrofanese-Cassia” dalla S.r.l. “A.P. ITALIA”, che ha presentato richiesta di riesame, come ha poi fatto nel modo che si dirà più avanti anche riguardo ai due impianti pubblicitari di cui all’oggetto.
 
Per le suddette ragioni molti dei successivi provvedimenti dell’Ente Parco di Veio sono stati trasmessi per conoscenza anche al sottoscritto, fra cui le note prot. n. 3809 del 16 novembre 2010  e n. 3855 del 22 novembre 2010 con cui l’Ente Parco di Veio ha trasmesso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma il censimento di 33 impianti pubblicitari posti “in prossimità” del Parco di Veio lungo la via Cassia (nel tratto “La Giustiniana-La Storta” tra il Km. 14,600 ed il Km. 16,300 lato sinistro) e di 81 impianti pubblicitari posti ugualmente “in prossimità” del Parco di Veio sempre lungo la via Cassia tra il Km. 18,900 (bivio per Formello) ed il Km. 22,00 (innesto Cassia Bis) e tra il Km. 25,00 (Casale della Merluzza) ed il Km. 28,00 (uscita per Campagnano): nel 1° censimento figurano 6 impianti pubblicitari installati dalla S.r.l. “A.P. ITALIA” rispettivamente al Km. 14,940 (con numero di codice identificativo 0010/AB285/P), al Km. 15,100  (con numero di codice identificativo 0010/BH881/P), al Km. 15,200 (con numero di codice identificativo 0010/AB287/P), al Km. 15,220 (senza numero di codice identificativo), al Km. 15,960 (con numero di codice identificativo 0010/AB292/P) ed al Km. 16,250 (con numero di codice identificativo 0010/AB289/P), mentre nel 2° censimento figurano altri 11 impianti pubblicitari sempre della “A.P.ITALIA”.
 
L’ultimo provvedimento trasmesso per conoscenza anche al sottoscritto é stata la nota  prot. n. 1742 del 4 marzo 2013 (che si rimette in allegato per opportuna conoscenza) con cui il Direttore Facente Funzioni dell’Ente Parco di Veio Dott.ssa Alessandra Somaschini ha ordinato alla S.r.l. “A.P. Italia” la rimozione entro 10 giorni dalla data di ricezione del provvedimento dei due impianti pubblicitari rilevati il 24 gennaio 2013 dal Servizio di Vigilanza dell’Ente, di seguito descritti e fotografati.
 
1 – Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 3 x 2 installato sul lato destro di via Flaminia Nuova all’altezza del Km. 7,070 (sulla sponda destra del Fosso di Acqua Traversa) 
Veduta dell’impianto  verso il Fosso di Acqua Traversa (foto scattata il 13.3.2013)
veduta dell’altra facciata dell’impianto in direzione Corso di Francia (foto scattata il 13.3.2013)
Foto della targhetta che lascia vedere gli estremi della autorizzazione n. 137 del 4 dicembre 2012, rilasciata dalla S.p.A. “ASTRAL” per il cartello n. 3799 (foto scattata il 13.3.2013)
2 – Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 3 x 2 installato sul lato destro di via Flaminia Nuova all’altezza del Km. 7,105 (sulla sponda sinistra del Fosso di Acqua Traversa)
Veduta dell’impianto  verso il Fosso di Acqua Traversa (foto scattata il 13.3.2013)
veduta dell’altra facciata dell’impianto in direzione del Grande Raccordo Anulare (foto scattata il 13.3.2013)
Foto della targhetta che lascia vedere gli estremi della autorizzazione n. 138 del 4 dicembre 2012, rilasciata dalla S.p.A. “ASTRAL” per il cartello n. 1391 (foto scattata il 13.3.2013)
Dalle suddette foto delle targhette, così come dall’ordinanza dell’Ente Parco di Veio, si evince che le corrispondenti autorizzazioni n. 137 e 138 sono state rilasciate dalla S.p.A. ASTRAL il 4 dicembre del 2012 (e non del 2102, come é stato scritto presumibilmente in modo errato nell’ordinanza) e che avrebbero una durata triennale fino al 2.11.2015, così come dispone il 6° comma dell’art. 53 del D.P.R. n. 495/1992 (con cui é stato emanato il Regolamento di attuazione del Codice della Strada): la circostanza conferma implicitamente che le due suddette “autorizzazioni” non sono state rilasciate dal Comune di Roma perché le sue autorizzazioni hanno invece una durata quinquennale (ai sensi dell’art. 10 del vigente Regolamento approvato dal consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009).

Nella giornata del 13 marzo 2013 é stata trasmessa per conoscenza via fax anche al sottoscritto la nota prot. n. 1290/ovl (che si rimette in allegato per opportuna conoscenza) con cui l’amministratore unico della S.r.l. “A.P. Italia” Sig. Peppino Aga Rossi contesta l’ordinanza di rimozione ed “invita il Parco di Veio a riesaminare la Prot. in oggetto, a coordinarsi con l’ente proprietario della strada sulla effettiva possibilità di installazione dei mezzi pubblicitari, a riesaminare quanto gravemente da Voi asserito in merito alla ‘aggravata recidiva dimostrata dalla società proprietaria’ che si é resa semplicemente colpevole di aver ottemperato ad una disposizione impartitale dalla Regione Lazio, comunicandoVi fin d’ora che ci riserviamo di chiedere tutti i danni materiali subiti e subendi, per le spese sostenute per la rimozione e la ricollocazione degli impianti a chi sarà ritenuto responsabile e tutti i danni d’immagine subiti e subendi per il contenuto della Prot. in oggetto da noi ricevuta”.

Ai sensi del 1° comma dell’art. 9 della legge n. 241/1990 “i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni ..., cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento” ed hanno diritto di presentare ai sensi della lettera b) del 1° comma del successivo art. 10 “memorie scritte e documenti, che l'amministrazione ha l'obbligo di valutare ove siano pertinenti all'oggetto del procedimento”: nello specifico deriva un pregiudizio dalle due suddette autorizzazioni rilasciate dalla S.p.A. ASTRAL, per cui a nome della associazione VAS intendo avvalermi della facoltà di intervenire nel procedimento con il presente documento, facendo presenti anche i seguenti rilievi a quanto dichiarato dall’amministratore unico della S.r.l. “A.P. Italia” Sig. Peppino Aga Rossi.


A - Nella nota prot. n. 1290/ovl del 13 marzo 2013 si lascia intendere che la S.p.A. ASTRAL sia l’ente proprietario del tratto suddetto della via Flaminia Nuova, a maggior ragione perché lo dimostra indirettamente con le Determinazioni n. 137 e n. 138 del 4 dicembre 2012 (rimesse in allegato alla nota stessa), rilasciate a firma dell’Amministratore Delegato Dott. Marco Coletti e del Direttore del Coordinamento Territorio, Licenze e Concessioni Dott. Marco Lelli, con cui la S.r.l. A.P. Italia é stata autorizzata ad installare sul lato destro della S.R. 3 Flaminia due impianti pubblicitari della dimensione massima di 3 x 2 fino al 21 novembre 2015 rispettivamente al Km. 7+065 e 7+120. 

Si fa presente che la S.p.A. “Azienda Strade Lazio” (ASTRAL) risulta essere stata costituita con la legge regionale n. 12 del 20.05.2002, dopo il formale trasferimento al Demanio Regionale e Provinciale delle strade non comprese nella rete autostradale e stradale di interesse nazionale: alla S.p.A. ASTRAL sono state effettivamente assegnate le competenze proprie della Regione stessa in materia di viabilità, per cui la Strada Statale n. 3 “Flaminia” é diventata Strada Regionale (in sigla SR) per il tratto di 60 km. ad uscire da Roma che prima era invece di competenza dell’ANAS.

Si mette in grande evidenza che la S.p.A. ASTRAL non é però proprietaria del suddetto tratto di via Flaminia Nuova, dal momento che la sua competenza comincia a più di un Km. di distanza, come attestato dalla foto sotto riportata del cartello in uscita da Roma che dà come inizio di competenza dell’ASTRAL il Km. 8,200 di via Flaminia Nuova all’altezza del centro Euclide.
Foto che lascia intravedere a destra lo svincolo per accedere al centro Euclide ed in alto a sinistra il Monte delle Grotte
Tale competenza é confermata anche sul lato opposto della strada, all’altezza dell’ingresso al  Camping “Flaminio Village” al civico n. 821 di via Flaminia Nuova, come attesta la foto sotto riportata che dà alla stessa altezza la fine della competenza dell’ASTRAL in entrata a Roma. 
Foto che lascia intravedere a destra, al di là della fermata dell’autobus, la tettoia dell’ingresso al Camping “Flaminio Village”
Si fa altresì presente che il 4° comma dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 con cui é stato emanato il Codice della Strada testualmente dispone che “la collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell'ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme. Nell'interno dei centri abitati la competenza è dei comuni, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell'ente proprietario se la strada è statale, regionale o provinciale”.

Fors’anche a causa della entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, nel corso dell’anno 2000 il primo tratto della via Flaminia Nuova é stata trasferita dall’ANAS al Comune di Roma: questa circostanza é confermata dalla sottostante foto, che lascia vedere proprio il vecchio cartello che attestava la competenza dell’ANAS e che é rimasto collocato sul lato della Flaminia Nuova in entrata a Roma  all’altezza dello svincolo in galleria verso Viale di Tor di Quinto.
Foto che lascia intravedere l’inizio dello svincolo in galleria verso Viale di Tor di Quinto e sullo sfondo a sinistra il centro Euclide
La stessa circostanza é stata confermata dallo stesso difensore legale della S.r.l. “A.P. ITALIA, Avv. Fabio Massimo Ventura, quando il 12 aprile 2007 ha presentato presso il TAR del Lazio un ricorso contro le 3 ordinanze con cui l’Ente Parco di Veio con note prot. n. 4641, n. 4646 e n. 4647 del 5-6 dicembre 2006 aveva ingiunto la rimozione dei 16 impianti pubblicitari installati in via Flaminia Nuova lungo la chilometrica compresa tra il Km. 7,00 ed il Km. 8,00.

L’Avv. Fabio Massimo Ventura ha confermato la stessa circostanza un mese dopo circa, quando il 4 maggio 2007 ha presentato presso il TAR del Lazio un secondo ricorso contro l’ordinanza con cui l’Ente Parco di Veio con nota prot. n. 996 del 7 marzo 2007 ha ingiunto la rimozione anche di 5 impianti pubblicitari installati in via Cassia lungo la chilometrica compresa tra il Km. 14,940 ed il Km. 16,250.
Per cercare di capire la contiguità dei due impianti pubblicitari di cui all’oggetto con una serie di impianti pubblicitari che risultano installati sullo stesso lato di via Flaminia Nuova e che hanno delle targhette che riportano il numero di codice identificativo attribuito dalla Nuova Banca Dati del Comune di Roma, l’Ente Parco di Veio - nell’ignoranza dei suddetti cartelli segnaletici – sembra avere ipotizzato che il confine della competenza dell’ASTRAL fosse il Fosso di Acqua Traversa, senza rendersi conto che in tal caso l’impianto installato alla sua destra ricadrebbe comunque nel tratto di via Flaminia Nuova di sicura competenza del Comune di Roma.

Ne deriva per certo ad ogni modo che le due Determinazioni n. 137 e 138 del 4 dicembre 2012 sono state rilasciate in eccesso non consentito di potere e sono pertanto viziate di legittimità, perché hanno invaso il campo di competenza del Comune di Roma a cui sarebbe spettato caso mai il compito di rilasciare le dovute “autorizzazioni”nel caso che potevano essere effettivamente rilasciate.

B – Quand’anche si volesse per un attimo considerare valida la paternità all’ASTRAL delle due “autorizzazioni” rilasciate il 4 dicembre scorso, i due provvedimenti rimangono comunque viziati di legittimità per molteplici quanto ancor più validi motivi, a partire soprattutto dalla mancata acquisizione del rilascio del “nulla osta” da parte dell’Ente Parco di Veio ai sensi del 1° comma dell’art. 28 della legge regionale n. 29/1997 che subordina espressamente alla acquisizione di tale atto “il rilascio di concessioni ed autorizzazioni, relativo ad ... impianti ... all’interno dell’area naturale protetta”.

Come si evince dall’estratto della sottostante planimetria, entrambe le sponde del Fosso di Acqua Traversa a ridosso delle quali sono stati installati i due impianti pubblicitari di cui all’oggetto, ricadono interamente all’interno del Parco di Veio, dove ai sensi della lettera o) del 3° comma  dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997 (che é relativo alle “Misure di salvaguardia”) é espressamente vietata “l’apposizione di cartelli e manufatti pubblicitari di qualunque natura e per qualsiasi scopo, fatta eccezione per la segnaletica stradale di cui alla normativa vigente e per la segnaletica informativa del parco”.

Si fa presente che il comma 11 dell’art. 44 della legge regionale n. 29/1997, con cui é stato istituito anche il Parco di Veio, dispone che “fino all’adozione da parte degli organi competenti di specifiche norme di salvaguardia, alle aree protette istituite con il presente articolo si applicano le norme di cui all’articolo 8”.

Particolare della Tavola A.5.8 della proposta del Piano di Assetto del Parco di Veio 


Ne deriva che sul piano delle procedure tanto la S.p.A. ASTRAL quanto la S.r.l. “A.P. ITALIA” erano obbligate a chiedere il rilascio di un “nulla osta” che sarebbe stato comunque negato, considerato che deve sempre verificare la conformità con le norme di salvaguardia suddette che vietano tassativamente l’installazione di impianti pubblicitari.

Per il caso in questione il “nulla osta” non é stato chiaramente richiesto né dalla ditta interessata “AP ITALIA” né dalla S.p.A. “ASTRAL”: in tal caso il 3° comma dell’art. 28 della legge regionale n. 29/1997 prescrive che il legale rappresentante dell'ente di gestione dispone la sospensione dell'attività medesima ed ordina la riduzione in pristino”, coma ha puntualmente fatto il Direttore Facente Funzioni con l’ordinanza notificata con nota prot. n. 1742 del 4 marzo 2013.

Si fa presente preliminarmente che la legge non ammette ignoranza, specie da parte delle pubbliche amministrazioni: si mette in grande risalto ad ogni modo che tanto l’Amministratore Delegato della S.p.A. ASTRAL Dott. Marco Coletti quanto il Direttore del Coordinamento Territorio, Licenze e Concessioni della medesima società Dott. Marco Lelli non possono nemmeno sostenere di non essere a conoscenza del rapporto obbligato che ai fini del rilascio della due Determinazioni n. 136 e n. 137 del 4.12.2012 doveva intercorrere con l’Ente Parco di Veio, considerato che con nota prot. n. 4415 del 20 novembre 2006, indirizzata specificatamente anche all’ASTRAL (che si rimette in allegato per opportuna conoscenza), l’allora Direttore dell’Ente Parco di Veio Arch. Roberto Sinibaldi ha testualmente rammentato che “il rilascio di autorizzazioni o concessioni per impianti pubblicitari effettuato da qualsiasi soggetto pubblico a partire dal 6 novembre 1997 (data di entrata in vigore della legge istitutiva del parco) é da considerarsi illegittimo” ed ha invitato le Amministrazioni in indirizzo (e quindi anche l’ASTRAL) “a non rilasciare né, tantomeno, a rinnovare provvedimenti aventi tale oggetto all’interno del Parco di Veio, così come di tenere presente l’obbligo di sottoporre a nulla osta preventivo la collocazione ex novo di tali impianti o il loro rinnovo nei territori e nelle strade poste in prossimità del parco”.

L’Amministratore Delegato della S.p.A. ASTRAL Dott. Marco Coletti quanto il Direttore del Coordinamento Territorio, Licenze e Concessioni della medesima società Dott. Marco Lelli non possono a maggior ragione sostenere di non essere a conoscenza del rapporto obbligato che doveva intercorrere con l’Ente Parco di Veio se si considera anche che con nota prot. n. 3655 del 15 ottobre 2009, indirizzata specificatamente anche alla Dott.ssa Serenella Ferrantini allora Dirigente dell’Area Territorio, Licenze e Concessioni dell’ASTRAL (che si rimette parimenti in allegato sempre per opportuna conoscenza) l’allora Direttore dell’Ente Parco di Veio Arch. Salvatore Codispoti con riferimento ai tratti della via Cassia ricadenti sul confine dell’area naturale protetta ha testualmente invitato“l’Amministrazione in indirizzo a non procedere al rilascio né, tantomeno, al rinnovo di concessioni o autorizzazioni per impianti pubblicitari sui tratti stradali summenzionati ed a revocare quelle illegittimamente rilasciate o prorogate dopo l’istituzione del Parco Naturale di Veio (novembre 2007)” ed ha comunicato che era “imminente l’esecuzione delle ordinanze di rimozione emesse da questo Ente nei confronti di tutti gli impianti censiti nei tratti di sua diretta competenza”.

L’obbligo suddetto non é stato tenuto presente né dall’ASTRAL per quanto riguarda i due impianti pubblicitari di cui all’oggetto né dal Comune di Roma (benché la nota prot. n. 4415 del 20.11.2006 fosse stata trasmessa anche all’allora Sindaco) per quanto riguarda gli impianti pubblicitari installati a ridosso di essi, di cui l’amministratore unico della “A.P. ITALIA” lamenta che non sarebbero stati perseguiti allo stesso modo, non potendo peraltro sapere che con nota prot. n. 911 del 24 marzo 2011 l’Ente Parco di Veio ne aveva ordinato la rimozione, precisando poi con successiva nota prot. n. 2015 del 13 luglio 2012 che “il centro sportivo che ospita gli impianti é risultato tagliato a metà dal confine del Parco sino al marciapiede della via Flaminia Nuova”, per cui tali impianti risultano posti “in prossimità” del Parco di Veio, come attesta oggettivamente la soprastante planimetria con la perimetrazione provvisoria: si riporta la foto sottostante di tali imianti, per fare presente che saranno comunque fatti oggetto a breve di una specifica segnalazione, unitamente agli impianti installati sul lato opposto della strada ai lati dello svincolo per via Giovanni Fabbroni, ma anche per mettere in risalto la contraddizione paradossale della suddetta lamentela.
Foto di 4 impianti pubblicitari installati tutti dalla ditta R.B. Pubblicità” con numero di codice identificativo assegnato e registrato nella Nuova Banca Dati del Comune
 Con nota infatti prot. n. 1800 del 14 maggio 2010 l’Ente Parco di Veio aveva negato alla S.r.l. “A.P. ITALIA” il rilascio  del “nulla osta” per la installazione di 4 cartelli pubblicitari lungo la via Cassia Bis (Cassia Veientana) tra il Km. 8,900 ed il Km. 10,100: con nota prot. n. 2880 del 7 giugno 2010 (trasmessa per conoscenza anche alla S.p.A. ASTRAL) l’amministratore unico si é opposto presentando richiesta di riesame sul presupposto che ci si trova “in prossimità” del Parco.

Ignorando (non si sa se volutamente) che anche i 4 suddetti impianti pubblicitari si trovano anch’essi “in prossimità” del Parco, in modo molto poco coerente ne pretende ora la rimozione, quando per di più la S.r.l. “A.P. ITALIA” ha tuttora installato un proprio impianto pubblicitario al confine del Parco di Veio in via Cassia, all’altezza di via Riccardo Moretti, di cui si riporta di seguito la documentazione che lo comprova.
Foto satellitare tratta da Google Maps
Particolare della Tavola A.5.7 della proposta del Piano di Assetto del Parco di Veio
Veduta dell’impianto  in direzione nord con a destra l’imbocco di via Riccardo Moretti (foto scattata il 17.3.2013)
Veduta dell’impianto  in direzione sud verso Roma (foto scattata il 17.3.2013)
Foto della targhetta che lascia vedere il numero di codice identificativo 0010/AB284/P e la scritta “VIA CASSIA KM. 14,600”
Foto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere che a maggio del 2009 l’impianto risultava già installato
Riguardo all’impianto in questione si mette in allegato per opportuna conoscenza la nota prot. n. 3053 del 28 febbraio 2011 con cui la Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, con riferimento agli impianti pubblicitari installati nel tratto di via Cassia che va proprio dal Km. 14,600 al Km. 16,300 fa presente che “nell’ambito ed in prossimità dei beni paesaggistici é vietato il rilascio dell’autorizzazione alla posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari in assenza del parere vincolante del Soprintendente”.

C - A seguito della sua istituzione il parco di Veio é stato sottoposto ai sensi della lettera f) del 1° comma dell’art. 1 della cosiddetta “legge Galasso” n. 431/1985 a vincolo paesaggistico imposto automaticamente ope legis ai sensi della legge n. 1497/1939 assieme a “i parchi e le riserve nazionali”, nonché a “i territori di protezione esterna dei parchi”.

La suddetta lettera f) é stata poi abrogata ma recepita integralmente alla lettera f) del 1° comma dell’art. 142 del D.Lgs. n. 42/2004, che é relativo alle “Aree tutelate per legge”.

Quand’anche per un attimo non avesse voluto considerare il suddetto vincolo paesaggistico, la S.p.A. ASTRAL era tenuta comunque ad essere a conoscenza che quanto meno la sponda sinistra del Fosso di Acqua Traversa su cui ha autorizzato l’installazione di uno dei due impianti di cui all’oggetto é sottoposta ai seguenti altri tre vincoli paesaggistici:

- “Dichiarazione di notevole interesse pubblico di alcune zone lungo la Flaminia”, emanata con Decreto Ministeriale imposto il 26 marzo 1968, che come lato destro della via Flaminia Nuova uscendo da Roma ha vincolato  “la zona compresa tra la via Flaminia Nuova, via dei Due Ponti, il fosso dell’Acquatraversa”;

-  “Dichiarazione di notevole interesse pubblico per la zona del parco di Veio ricadente nel Comune di Roma”, emanata con Decreto Ministeriale imposto il 24 febbraio 1986 ai sensi della lettera h) del 1° comma della legge n. 431/1985 (“zona di interesse archeologico”), che come lato destro della via Flaminia Nuova uscendo da Roma ha vincolato sempre soltanto la sponda sinistra del Fosso di Acqua Traversa;

-  “Dichiarazione di notevole interesse pubblico nel territorio dei comuni di Roma e Formello, località Parco di Vejo”, emanata il 18 novembre 1986 dalla Commissione Provinciale di Roma, poi ratificata dalla Giunta Regionale del Lazio  con deliberazione n. 338 del 31 gennaio 19889, che come lato destro della via Flaminia Nuova uscendo da Roma ha vincolato sempre soltanto la sponda sinistra del Fosso di Acqua Traversa.


Si riporta di seguito l’estratto della Tavola B del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) che individua tutti e 4 i vincoli paesaggistici, oltre a confermare la perimetrazione provvisoria del Parco di Veio (in colore verde).


Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) – Tavole B - Tavola 24 - Foglio 374 - (Roma) 
Vincoli dichiarativi

Vincoli ricognitivi di legge

La S.p.A. ASTRAL era tenuta soprattutto a sapere che “misure di salvaguardia” del Parco di Veio non sono soltanto quelle prescritte dall’art. 8 della legge regionale n. 29/1997, ma anche le prescrizioni tanto del P.T.P. n. 15/7 “Veio-Cesano” (adottato dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 10018 del 22 novembre 1988, poi definitivamente approvato ai sensi dell’art. 1 della legge regionale n. 24 del 6 luglio 1998) quanto del Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.) (adottato dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 556 del 25 luglio 2007, poi integrata dalla deliberazione n. 1025 del 21 dicembre 2007): lo stabilisce il 5° comma dell’art. 9 della legge regionale n. 24/1998 secondo cui “nelle more dell'approvazione dei piani delle aree naturali protette si applicano sia le misure di salvaguardia previste negli specifici provvedimenti istitutivi o legislativi generali, sia la normativa relativa alle classificazioni per zone delle aree ove prevista dai PTP o dal PTPR” con la precisazione che “in caso di contrasto prevale la più restrittiva”.

Riguardo alla vigenza delle misure di salvaguardia del P.T.P.R. che non possono durare oltre i 5 anni dalla data della sua pubblicazione e che quindi sarebbero scadute il 14 febbraio 2013, va fatto presente che è stata approvata la legge regionale n. 16 del 28 dicembre 2012 con cui è stato modificato il 1° comma dell’’art. 21 della legge regionale n. 24/1998, prorogando fino al 14 febbraio 2014 la validità delle disposizioni del P.T.P.R..
Si riporta di seguito l’estratto del P.T.P.n. 15/7 relativo al tratto in questione della via Flaminia Nuova.

Piano Territoriale Paesistico PTP) n. 15/7 “Veio-Cesano” – Elaborato serie E/3 7m

A sottozona di tutela orientata TOa/7 è destinata “la porzione di territorio comprendente una fascia dell’ampiezza di 40 metri centrata sull’asse del tracciato della via Flaminia Nuova limitatamente al tratto tra il km. 7,100 e 8.400” (art. 55 delle Norme del P.T.P. n. 15/7). In tale sottozona ai sensi della lettera a5 del successivo art. 57 delle Norme “è infine vietata l’installazione di ogni genere di cartello pubblicitario, fatta eccezione per la segnaletica di pubblica utilità”.

Si riporta di seguito l’estratto anche del P.T.P.R. relativo sempre al tratto in questione della via Flaminia Nuova. 

Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) – Tavole A - Tavola 24 - Foglio 374 - (Roma)
Sistemi ed ambiti del paesaggio: Sistema del Paesaggio Naturale

Sistemi ed ambiti del paesaggio: Sistema del Paesaggio Insediativo

Il sistema di paesaggio delle “Reti, infrastrutture e servizi” é disciplinato dall’art. 32 delle Norme del P.T.P.R. che al paragrafo 5.5 della Tavola C (dedicato ai “cartelloni pubblicitari”) prescrive il “divieto nelle aree di margine alle infrastrutture viarie e ferroviarie salvo segnaletica di pubblica utilità”.

Riguardo al rapporto che intercorre tra il P.T.P. n. 15/7 ed il P.T.P.R. il comma 4 dell’art. 7 delle Norme del P.T.P.R dispone che “per la parte di territorio interessato dai beni paesaggistici … fino all’approvazione del PTPR resta ferma l’applicazione delle norme dei PTP”, con la precisazione che “in caso di contrasto tra le disposizioni del PTPR adottato e dei PTP vigenti prevale la disposizione più restrittiva”.

Ne deriva in conclusione che in tale tratto vincolato della via Flaminia Nuova vige il divieto più assoluto di affissione di impianti pubblicitari, che era comunque ribadito dal 1° periodo del comma 13-ter dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 nel modo seguente: “Non è consentita la collocazione di cartelli, di insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari nelle zone tutelate dalla legge 1° giugno 1939, n. 1089, e legge 29 giugno 1939, n. 1497, dal decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, e dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394”.

Il periodo suddetto é stato poi abrogato dal D.Lgs. n. 42 del 22 febbraio 2004, con cui é stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, che l’ha però recepito testualmente all’art. 153 nel modo seguente: “1. Nell'àmbito e in prossimità dei beni paesaggistici indicati nell'articolo 134 è vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante,

..., comma 5, del soprintendente. ....
2. Lungo le strade site nell'àmbito e in prossimità dei beni indicati nel comma 1 è vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole del soprintendente sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo pubblicitario con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree soggetti a tutela”.

Per collocare quindi cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici, prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte dell’Ente proprietario della strada, occorre il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che nel potere di subdelega concesso dalla legge regionale n. 59/1995 spetta al Comune di Roma e precisamente alla “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali” (che dipende dalla “Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici” del “Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica”), il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si chiede ad ogni buon fine al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, di sapere se sia stato richiesto e rilasciato il parere vincolante di sua competenza tanto per i due impianti pubblicitari di cui all’oggetto quanto per quello installato al Km. 14,600 di via Cassia, anche se é fin troppo facilmente presumibile che né la S.p.A. ASTRAL né la S.r.l. “A.P. ITALIA” si siano premurate di chiederlo: si chiede altresì al Dirigente della “U.O. Procedimenti Edilizi Speciali Ing. Fabio Pacciani ed alla Responsabile Arch. Alessandra De Rocco se sia stata richiesta e rilasciata la “autorizzazione paesaggistica” di tutte e tre gli impianti sopra detti sulla base del parere espresso dal Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si mette in grande evidenza che ai sensi del comma 4 dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 “l'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio”: ne deriva che in mancanza di quest’atto preventivo ed obbligatorio l’installazione dei suddetti impianti pubblicitari sarebbe totalmente viziata di legittimità.

La conferma dell’obbligo della preventiva acquisizione della “autorizzazione paesaggistica” é stata sempre ribadita in tutti i modelli sia di richiesta di installazione di impianti pubblicitari che di asseverazione così come predisposti dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma: la S.p.A. ASTRAL non ha invece ritenuto finora di fare altrettanto nel modello da lei predisposto, che si rimette in allegato per opportuna conoscenza e che evidenzia l’ignoranza della normativa vigente in materia di tutela delle aree vincolate.


D - Nella nota prot. n. 1290/ovl del 13 marzo 2013 si dichiara che “la scrivente società aveva delle autorizzazioni ancora vigenti per n. 28 impianti sulla SR 3 “Flaminia” e l’ASTRAL, delegata dalla Regione Lazio, ha imposto alla scrivente la ricollocazione di tali impianti in 12 posizioni facendoci rimuovere le rimanenti, sul presupposto che il relativo tratto di strada fosse di proprietà Regionale. Due di queste 12 sono quelle oggetto della Vostra Prot. per le quali si allega alla presente determina n. 137 e determina n. 138”.

Al riguardo si fa presente che per sua stessa ammissione nel corso del 1980 la S.r.l. “A.P.ITALIA” avrebbe ottenuto il rilascio delle autorizzazioni per 16 impianti pubblicitari lungo via Flaminia Nuova da parte dell’ANAS quale allora ente proprietario della strada, che nel 1998 faceva però pervenire una diffida con cui invitava la società alla rimozione dei suddetti impianti in quanto incompatibili con le prescrizioni sopravvenute del P.T.P. n. 15/7 “Veio-Cesano” (anche perché definitivamente approvato con la legge regionale n. 24 del 6 luglio 1998): il 27 ottobre 1998 la S.r.l. “A.P. ITALIA” ha presentato presso il TAR del Lazio un ricorso distinto con il numero di Registro Generale 12972 contro la diffida con cui l’ANAS aveva ingiunto la rimozione dei 16 impianti pubblicitari installati in via Flaminia Nuova lungo la chilometrica compresa tra il Km. 7,00 ed il Km. 8,00.

Con Ordinanza n. 01687 del 2 dicembre 2998 la Sezione Terza del TAR del Lazio ha respinto l’istanza cautelare: la S.r.l. ha fatto allora ricorso al Consiglio di Stato, che con Ordinanza del 14 aprile 1999 ha accolto l’appello sospendendo l’efficacia della diffida dell’ANAS, ma con Decreto decisorio n. 11155 del 5 maggio 2010 la Sezione Terza del TAR del Lazio ha dichiarato “perento” il ricorso n. 12972/98 perché “nel termine e nel modo previsti dal citato art. 9, comma 2, primo e secondo periodo, della legge 21 luglio 2000 n. 205 (avviso di segreteria avvenuto il 14/09/2009) non è stata presentata nuova istanza di fissazione di udienza”.

In questo frattempo, nel corso dell’anno 2000 il suddetto tratto della via Flaminia Nuova dal Km. 7,00 al Km. 8,00 circa – come già sopra ricordato - risulta essere stato trasferito dall’ANAS al Comune di Roma ed a seguito della istituzione del Parco di Veio e della sua azione di sorveglianza e di tutela dell’area naturale protetta, con note prot. n. 4641, n. 4646 e n. 4647 del 5-6 dicembre (notificate il successivo 14 dicembre 2006)  l’Ente Parco ha inviato 3 diffide alla S.r.l. “A.P.ITALIA” con l’invito a rimuovere - in quanto contrastanti con le “misure di salvaguardia” - tutti e 16 gli impianti pubblicitari installati ai bordi della via Flaminia Nuova lungo la chilometrica compresa proprio tra il Km. 7,00 ed il Km. 8,00, che come già detto precedentemente oggi non sarebbe più di competenza dell’ASTRAL.

Dopo che l’Ente Parco di Veio con nota prot. n. 0523 del 5 febbraio 2007 ha rigettato la richiesta di riesame, confermando le precedenti 3 diffide, il 12 aprile 2007 la S.r.l. “A.P.ITALIA” ha presentato ricorso al TAR del Lazio, sul presupposto del tutto errato delle ragioni di diritto e di fatto per le quali l’ANAS nel 1998 aveva ordinato la rimozione degli impianti installati sulla via Flaminia poi fatta oggetto dell’ordinanza di sospensione decisa dal Consiglio di Stato in data 14 aprile 1998:  non é stato tenuto conto che stavolta di sostanzialmente differente c’erano le “misure di salvaguardia” prescritte dalla legge regionale n. 29/1997 a tutela del parco di Veio.


Fors’anche per questi motivi la S.r.l. “A.P. ITALIA” ha poi rimosso spontaneamente tutti e 16 gli impianti pubblicitari, stando almeno a quanto dichiarato alla associazione VAS dall’allora Direttore dell’Ente Parco di Veio Arch. Salvatore Codispoti con nota prot. n. 2427 del 1 luglio 2010: ma l’amministratore unico della S.r.l. “A.P.ITALIA” Peppino Aga Rossi sembra invece voler lasciare intendere ora che la rimozione spontanea dei suddetti 16 impianti sarebbe avvenuta perché la S.p.A. ASTRAL (subentrata nel frattempo all’ANAS) avrebbe “imposto” la ricollocazione addirittura di 28 impianti in 12 posizioni, due delle quali sarebbero quelle in cui sono stati installati gli impianti pubblicitari di cui all’oggetto.

Al riguardo si fa presente che malgrado la diffida trasmessa dall’Ente Parco di Veio con la nota prot. n. 4415 del 20.11.2006 rimessa in allegato, la Direzione Regionale Demanio e Patrimonio della Regione Lazio con Determinazione n. A2209 del 7 aprile 2008 aveva nel frattempo illegittimamente prorogato per tre anni (2007-2009) le concessioni sulle proprie strade, a suo tempo rilasciate dall’ANAS, non facendo alcuna menzione delle aree parco parco o di quelle comunque sottoposte a vincolo paesaggistico.

Ciò nonostante l’Ente Parco di Veio ha emesso ugualmente le proprie ordinanze di rimozione e proceduto forzosamente laddove si é reso necessario: ma la S.p.A. ASTRAL con nota del 12 gennaio 2010 (indirizzata anche alla S.r.l. “A.P. ITALIA”) ha comunicato che “in data 23 ottobre 2009 la Regione Lazio ha rettificato la determina n. 4416, stabilendo la scadenza delle concessioni di cui all’elenco A della delibera 765/07 al 12 ottobre 2010 ”, incluse quelle delle ditte con impianti installati nel Parco di Veio: si fa presente per inciso che nel citato elenco A allegato alla delibera di Giunta n. 765 del 12 ottobre 2007 sulle strade di competenza dell’ASTRAL risultavano  all’epoca installati ben 483 impianti pubblicitari della S.r.l. “A.P. ITALIA”. .

Circa tre mesi prima però l’Ente Parco di Veio, successivamente alle sue ordinanze di rimozione, con nota prot. n. 3565 del 15 ottobre 2009 aveva inviato all’ASTRAL i censimenti relativi alle Strade Regionali n. 2 “Cassia” e n. 3 “Flaminia”, a seguito delle quali nel mese di gennaio del 2010 l’ASTRAL ha proceduto a bonificare gli impianti abusivi su entrambi i tracciati, “imponendo” forse una ricollocazione se non altro degli impianti pubblicitari di cui aveva prorogato le concessioni fino ad ottobre del 2010.

Ma dall’esame delle due Determinazioni n. 137 e n. 138 del 4 dicembre 2012 non si evince che ci sia stata una “imposizione” di “ricollocare”  da una precedente posizione i due impianti di cui all’oggetto.

Nelle premesse di entrambi gli atti si cita la Delibera di Giunta Regionale n. 765 del 12 ottobre 2007 avente per oggetto: “ricollocazione impianti relativi alle affissioni pubblicitarie sulla rete viaria Regionale”.

Stando a quanto risulta pubblicato sul sito stesso della Regione Lazio, la delibera suddetta non ha come oggetto nessuna “ricollocazione”, dal momento che l’oggetto é invece relativo alla “Attuazione della deliberazione della Giunta Regionale 27 ottobre 2006, n. 746 concernente “Presa d’atto delle modalità operative inerenti la definizione dei procedimenti di riscossione dei canoni pregressi relativi alle annualità 2002, 2003, 2004, 2005 e 2006” -  proroga triennale delle autorizzazioni delle affissioni pubblicitarie sulla rete viaria regionale”: la delibera autorizza la S.p.A. ASTRAL al rilascio della proroga delle concessioni per altri 3 anni (dal 2007 al 2009 così come già sopra anticipato).

Se ne deduce piuttosto che la S.p.A. ASTRAL abbia prorogato le concessioni di altri tre anni (dal 12 ottobre 2010 al 12 ottobre 2013) e che nel decidere l’ulteriore rinnovo per altri 3 anni fino al 2015 (forse di tutti i 18 impianti pubblicitari di cui parla l’amministratore unico Peppino Aga Rossi) abbia effettivamente “imposto” con le due Determinazioni n. 137 e n. 138 del 4 dicembre 2012 la ricollocazione dei due impianti di cui all’oggetto: si chiede ad agni modo all’Amministratore Delegato Dott. Marco Coletti ed al Direttore del Coordinamento Territorio, Licenze e Concessioni Dott. Marco Lelli di voler confermare che l’installazione dei due impianti da loro autorizzati costituisca a tutti gli effetti una “ricollocazione” imposta alla S.r.l. “A.P. ITALIA”.


Ad ogni buon fine si mette in evidenza che quand’anche così fosse, la “ricollocazione” non può di certo giustificare e peggio che mai “sanare” i vizi di legittimità delle due Determinazioni n. 136 e n. 137 del 4 dicembre 2012, che si chiede di annullare immediatamente nell’esercizio del potere di autotutela dopo averne accertato i vizi di legittimità sopra messi in evidenza. 

E - Stupisce fortemente e si ritiene comunque non ammissibile che una ditta pubblicitaria come la S.r.l. “A.P. ITALIA” che sul proprio sito Internet vanta la sua presenza sul mercato da ben 49 anni, considerandosi per di più “la prima azienda italiana che ha pensato e progettato spazi per la comunicazione, superando le logiche dell'opportunità commerciale fine a se stessa”, abbia invece dimostrato nei fatti sopra raccontati di aver sempre voluto difendere strenuamente le sue opportunità commerciali di mercato e di voler tuttora continuare a farlo ostinatamente, fino al punto di contestare sistematicamente tutti o quasi i provvedimenti subiti (come attestato da tutti i precedenti sopra riportati, compresi i ricorsi al TAR ed al Consiglio di Stato), rifiutandosi altrettanto sistematicamente di dover riconoscere e quindi accettare che la legge é uguale per tutti e che le prescrizioni di tutela delle aree vincolate sono cogenti e comunque sovraordinate a qualunque atto di tipo amministrativo che le sia stato rilasciato e che non le dà assolutamente nessun “diritto acquisito”.

Non si ritiene accettabile sotto nessun punto di vista che l’amministratore unico Peppino Aga Rossi, sul presupposto di un “diritto acquisito” che da un punto di vista giuridico non può avere nella maniera più assoluta, arrivi a pretendere che l’Ente Parco di Veio riesamini “quanto gravemente da Voi asserito in merito alla ‘aggravata recidiva dimostrata dalla società proprietaria’ che si é resa semplicemente colpevole di aver ottemperato ad una disposizione impartitale dalla Regione Lazio, comunicandoVi fin d’ora che ci riserviamo di chiedere tutti i danni materiali subiti e subendi, per le spese sostenute per la rimozione e la ricollocazione degli impianti a chi sarà ritenuto responsabile e tutti i danni d’immagine subiti e subendi per il contenuto della Prot. in oggetto da noi ricevuta”.


Il comportamento della S.r.l. “A.P. ITALIA” che l’Ente Parco di Veio ha definito “recidivo” é attestato oggettivamente dalla inequivocabile constatazione di sapere perfettamente di avere ottemperato a suo tempo alla ordinanza dell’Ente Parco di Veio prot. n. 4641 del 5 dicembre 2006, rimuovendo a sue cure e spese un proprio impianto pubblicitario che aveva installato al Km. 7,100 della via Flaminia Nuova e che ora ha reinstallato sullo stesso punto, senza ritenere quanto meno di farlo presente all’ASTRAL sapendo o dovendo comunque sapere non solo che la legge non ammette ignoranza, ma che il tratto della via Flaminia Nuova su cui ha installato i due impianti di cui all’oggetto é diventato di competenza del Comune di Roma (come ammesso per ben 2 volte dalla stessa società in entrambi i ricorsi al TAR del Lazio), per cui non appare giustificabile sotto nessun punto di vista che l’installazione sia stata “imposta” al punto da dare addirittura il diritto di chiedere un risarcimento dei danni che sarebbero stati subiti anche in termini di immagine e che tutt’al più andrebbero richiesti all’ASTRAL.

In considerazione di tutte le precisazioni sopra evidenziate, soprattutto di tipo normativo, si invita caldamente l’amministratore unico della S.r.l. “A.P. ITALIA” Sig, Peppino Aga Rossi a rispettare la normativa vigente in materia ed a far rimuovere quindi quanto prima i due impianti pubblicitari di cui all’oggetto,  ottemperando alla ordinanza dell’Ente Parco di Veio, a salvaguardia non solo della immagine della società che amministra, ma anche e soprattutto  dell’interesse tanto della stessa società quanto suo personale perché, differentemente, nella veste di rappresentante legale rischia di incorrere non solo nella sanzione amministrativa, dovuta da parte del Comune di Roma ai sensi del 1° comma dell’art. 31 del Regolamento sulle affissioni e da parte dell’Ente Parco di Veio ai sensi dell’art. 38 della legge regionale n. 29/1997, ma anche e soprattutto nelle seguenti due sanzioni di rilevanza penale.

 – Nei casi di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, senza la preventiva ed obbligatoria “autorizzazione paesaggistica”, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: “Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197”.

– Nei casi infine di installazione di impianti pubblicitari all’interno o al confine di un’area naturale protetta, come il Parco di Veio, si incorre nei reati penali di cui al combinato disposto dei commi 1 ed 8 dell’art. 30 della legge n. 394/1991, per violazione tanto delle “misure di salvaguardia” (art. 6 della legge n. 394/1991 ed artt. 8 e 28 della legge regionale n. 29/1997) quanto del Regolamento (art. 11 della legge n. 394/1991 ed art. 27 della legge regionale n. 29/1997).

Il 1° comma dell’art. 30 della legge  quadro sulle aree protette n. 394 del 6.12.1991, che é relativo alle “Sanzioni”, dispone testualmente: “Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 6 e 13 è punito con l'arresto fino a dodici mesi e con l'ammenda da lire duecentomila a lire cinquantamilioni. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 11, comma 3, e 19, comma 3, è punito con l'arresto fino a 6 mesi o con l'ammenda da lire duecentomila a lire venticinquemilioni. Le pene sono raddoppiate in caso di recidiva”.

L’art. 6 della legge n. 394/1991  riguarda le “misure di salvaguardia” di un’area naturale protetta nazionale (parco o riserva) ed il 4° comma stabilisce che “dall'istituzione della singola area protetta sino all'approvazione del relativo regolamento operano i divieti e le procedure per eventuali deroghe di cui all'articolo 11”, che é riferito per l’appunto al “Regolamento del parco”: ai sensi della lettera  d) del 3° comma dell’art. 11 nei parchi é vietato “lo svolgimento di attività pubblicitarie al di fuori dei centri urbani, non autorizzate dall'Ente parco”.

L’art. 13 della legge n. 394/1991  riguarda invece il rilascio del nulla osta da parte dell’Ente Parco.

Il successivo comma 8 del medesimo art. 30 della legge n. 394/1991 stabilisce testualmente che “le sanzioni penali previste dal comma 1 si applicano anche in relazione alla violazione delle disposizioni di leggi regionali che prevedono misure di salvaguardia in vista della istituzione di aree protette e con riguardo alla trasgressione di regolamenti di parchi naturali regionali”.

Le “misure di salvaguardia in vista della istituzione delle aree protette” regionali (parchi e riserve naturali), non ancora dotate di Piano di Assetto definitivamente approvato (in tal caso valgono le sue Norme Tecniche di Attuazione), sono dettate dal già ricordato art. 8 della legge regionale n. 29 del 6 ottobre 1997.

Con il successivo art. 44 della legge regionale n. 29/1997 sono state contestualmente istituite una serie di aree naturali protette, tra cui anche il Parco di Veio: ai sensi del comma 11 dell’art. 44 “fino all'adozione da parte degli organi competenti di specifiche norme di salvaguardia, alle aree protette istituite con il presente articolo si applicano le norme di cui all'articolo 8” e quindi il divieto imposto dalla lettera o) del 3° comma, sopra richiamato.

L’art. 28 della legge regionale n. 29/1997 riguarda il rilascio preventivo ed obbligatorio del “Nulla osta” anche per “impianti” di tipo pubblicitario, in assenza del quale (o in difformità dal Regolamento) il 3° comma prescrive  che “il legale rappresentante dell'ente di gestione dispone la sospensione dell'attività medesima ed ordina la riduzione in pristino”, vale a dire la rimozione dell’impianto.

Ne deriva che chi installa un cartellone abusivo all’interno o al confine del Parco di Veio, senza per di più il preventivo ed obbligatorio rilascio del nulla osta, viola le sue misure di salvaguardia dettate dal comma 11 dell’art. 44, dalla letetra o) del 3° comma dell’art. 8 ed il nulla osta (prescritto dall’art. 28, per cui incorre nella pena che prevede l'arresto fino a dodici mesi e l'ammenda da lire duecentomila a lire cinquantamilioni delle vecchie lire.

L’art. 27 della legge regionale n. 29/1997 riguarda il “Regolamento dell’area naturale protetta”: il 2° comma dispone che “in particolare è vietato quanto previsto dall'articolo 11, comma 3, della l. 394/1991” e quindi anche il divieto di svolgimento di attività pubblicitaria prescritto dalla lettera d) proprio del 3° comma.

Ne deriva che chi installa un cartellone abusivo all’interno o al confine del Parco di Veio viola il Regolamento per cui incorre nella pena che prevede l'arresto fino a 6 mesi o l'ammenda da lire duecentomila a lire venticinquemilioni delle vecchie lire.


Ai sensi dell’art. 25 della legge regionale n. 29/1997 al personale guardiaparco è attribuita la qualifica di polizia giudiziaria: la stessa qualifica è ricoperta anche dai Vigili del XX° Gruppo del Corpo di Polizia Municipale.

Ne deriva che sia gli uni che gli altri dovrebbero ogni volta segnalare alla Procura della Repubblica tutti i soggetti che a vario titolo si siano resi responsabili della installazione di un impianto pubblicitario abusivo per chiedere di voler accertare se sussistano a loro carico gli estremi dei reati suddetti.


Il fine statutario della associazione VAS é la tutela dell’ambiente, che va assicurata conseguentemente reprimendo esclusivamente ogni forma di trasformazione del territorio realizzata abusivamente e comunque in violazione della legge e non anche perseguendo chi si sia reso materialmente responsabile dell’abuso: ci si augura pertanto che si ottemperi immediatamente alla ordinanza di rimozione dell’Ente Parco di Veio e non ci sia affatto bisogno di segnalare il caso alla Procura della Repubblica.

Si rimane in attesa di un cortese riscontro scritto, specie da parte della S.p.A. ASTRAL, che si chiede sempre ai sensi degli artt. 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Allegati:
Nota della S.r.l. A.P. ITALIA prot. n. 1290 del 13 marzo 2013.pdf

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Risposta del Funzionario Coordinamento Territorio, Licenze e Concessioni dell'ASTRAL ricevuta da VAS il 28 marzo 2013:


1 commento:

  1. E' sempre più deprimente notare che sia necessario scrivere tali papiri per far capire alle amministrazioni l'ovvio in tema di cartellloni. Molti, e tra questi me, non hanno modo ne' tempo di fare segnalazioni come questa.
    Sempre infiniti ringraziamenti all'arc. Bosi e alla sua incessante opera.

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