martedì 21 maggio 2013

Con le multe delle affissioni elettorali abusive il Comune di Roma ci coprirebbe una finanziaria dello Stato

Dalle informazioni che il Dott. Arch. Rodolfo Bosi é riuscito ad avere sul caso delle affissioni elettorali abusive di Massimiliano Lorenzotti, che diventa a questo punto un esempio campione di cui pubblichiamo il seguito degli scambi di posta elettronica che sono intercorsi con il Comandante Generale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, Dott. Carlo Buttarelli, emerge che il Comune di Roma ha una gigantesca possibilità di aumentare le proprie casse di una cifra al momento non quantificabile di euro, che può però oscillare quanto meno dai 100.000 € ai 500.000 € se solo venissero sanzionati la maggior parte possibile dei manifesti elettorali oggettivamente abusivi, se non altro perché non attaccati sulle plance elettorali.
La nostra battaglia può e deve essere quindi finalizzata da oggi in poi non solo per ripristinare il rispetto della legalità, ma anche per aiutare il Comune ad avere più fondi a disposizione con il pagamento dovuto delle multe che deve andare a finanziare anche la qualità dei servizi da fornire ai cittadini.

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Risposta ricevuta dal Comandante Generale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale Dr. Carlo Buttarelli il 19 maggio alle ore 16:59 

Egregio Arch. Bosi,
non facciamo confusione: una cosa è l'abusivismo pubblicitario e una cosa l'abusivismo elettorale, quest'ultimo disciplinato da norme speciali.
Con cordialità


Dr. Carlo Buttarelli
Comandante Generale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale  


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Replica inviata da VAS il 20 maggio alle ore 16:09
Dott. Carlo Buttarelli,

debbo farle presente che a fare confusione  caso mai non é il sottoscritto, ma la stessa Prefettura di Roma o chi ha comunque redatto il testo del Protocollo d’Intesa che il 9 maggio scorso é stato sottoscritto dalla maggior parte delle forze politiche, visto che testualmente afferma che “per la parte di propria competenza, l’Amministrazione Comunale – dal momento dell’assegnazione degli spazi per l’affissione dei manifesti elettorali - è tenuta, per legge, a provvedere alla defissione dei manifesti affissi fuori dagli spazi autorizzati - per ciascun candidato o lista (D. L.vo 507/93), nonché a rimuovere ogni altra affissione abusiva o scritta ovunque effettuata; le spese sostenute dal Comune per la rimozione del materiale di propaganda abusiva nelle forme di scritti o affissioni murali o di volantinaggio sono a carico, in solido, dell’esecutore materiale e del committente responsabile (art. 15, Legge 515/93 come modificato dall’art. 1, comma 178, della Legge 27.12.2006, n. 296 – Legge Finanziaria 2007)”.

Mi deve perdonare per l’insistenza, che é però giustificata dalle finalità di pubblico interesse e di rispetto della legalità che da sempre perseguo a nome dell’associazione VAS e che vorrei che fossero raggiunte anche per la grave situazione delle affissioni elettorali abusive, di cui in caso in oggetto non é altro che un esempio campione estremamente significativo.

Per avere ad ogni modo conferma di quali siano esattamente le procedure da attivare nel pieno rispetto delle regole, ho avuto conferma per telefono dalla Prefettura di Roma di quanto mi ha comunicato proprio Lei, vale a dire che il Gruppo di Polizia Locale di Roma Capitale competente per Municipio deve trasmettere ogni V.A.V. da lui redatto senza indicazione della sanzione pecuniaria al Prefetto a cui spetta di determinare l’importo da 103 € a 1.032 € da applicare con ordinanza-ingiunzione da notificare al trasgressore per queste elezioni amministrative ai sensi del 3° comma dell’art. 8 della legge n. 212/1956, così come modificato dall’art. 15 della legge n. 515/1993 che ha disciplinato però le campagne elettorali per l'elezione alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica.

Ma dal sig. Gobbo Fabrizio dell’Ufficio Elettorale della Prefettura di Roma, da me sentito per telefono subito dopo, ho avuto anche conferma della esattezza del testo sopra riportato del Protocollo d’Intesa, perché mi ha detto che ogni Gruppo di Polizia Locale di Roma Capitale competente per Municipio, oltre che al V.A.V. da trasmettere al Prefetto di Roma, dovrebbe redigere anche il V.A.V. per ogni singola affissione elettorale abusiva e trasmetterlo a livello centrale al G.S.S.U. ed al Responsabile della Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, Dott. Francesco Paciello, per applicare e notificare al trasgressore la sanzione pecuniaria quanto meno da 389 € a 1.559 €, se non anche da 1.376,55 € a  13.765,50 €.

A conferma indiretta che debba essere applicata anche la normativa relativa all'imposta comunale sulla pubblicità ed al diritto sulle pubbliche affissioni, stabilita dal D.Lgs. n. 507/1993, viene il 1° comma dell’art. 21 ai sensi del quale “sono esenti dal diritto sulle pubbliche affissioni: ... manifesti relativi ad adempimenti di legge in materia di referendum, elezioni politiche, per il parlamento europeo, regionali, amministrative”, nonché la lettera e) del 1° comma dell’art. 17 del vigente Regolamento di pubblicità del Comune di Roma che l’ha integralmente recepito. 

Il sig. Gobbo Fabrizio mi ha anche riferito che in tutte le elezioni precedenti i partiti che si sono resi responsabili di affissioni elettorali abusive se la sono cavata con una multa “una tantum” di 1.000 euro e per saperne di più mi ha invitato a telefonare all’ufficio depenalizzazioni della Prefettura di Roma, Area Terza Quinques, il cui Direttore Dott. Giovanni Borrelli mi ha confermato che con la Legge Finanziaria del 2005 del Governo Berlusconi era stato in effetti previsto testualmente che “le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia d’affissioni e pubblicità commesse fino all’entrata in vigore della presente disposizione, mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari possono essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute a 1000 euro per anno e per provincia”, ma mi ha anche precisato che il Parlamento che si é sciolto alla fine dell’anno scorso ha tentato di effettuare l’ultimo condono in materia nel gennaio del 2012, inserendo una norma ad hoc all’interno del cosiddetto Decreto Milleproroghe, senza però riuscirvi perché la norma é stata successivamente espunta grazie all’intervento del Governo Monti, probabilmente sulla considerazione che l’ennesima sanatoria avrebbe sottratto alle casse dei Comuni importanti introiti, vitali in tempi di spending review.

Il sig. Giovanni Borrelli mi ha quindi ribadito che la “sanatoria” pregressa riguarda solo le precedenti elezioni e quindi i casi di violazioni effettuate fino a maggio del 2010, confermandomi che per tutte le affissioni elettorali abusive che venissero sanzionate per le elezioni in corso non é prevista nessuna sanatoria e quindi i trasgressori dovranno pagare per intero quanto meno la sanzione minima da 103 € per ogni affissione elettorale abusiva accertata, senza possibilità di sconto alcuno.

A tal ultimo riguardo il sig. Gobbo Fabrizio mi ha precisato anche che di norma ad essere multato ai sensi sia della legge n. 212/1956 che del D.Lgs. n. 507/1993 (e quindi anche del vigente Regolamento comunale approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009) é il partito che sostiene il candidato a Sindaco del Comune o a Presidente di Municipio: la normativa vigente in materia stabilisce ad ogni modo che della propaganda abusiva risponde il “Committente Responsabile”, che per legge é colui che commissiona la stampa del materiale e ne è responsabile e che può essere anche il candidato a cui il materiale si riferisce o un’altra persona.

La normativa prescrive comunque che sui manifesti elettorali deve essere sempre scritta almeno la parola “committente” seguita da nome e cognome della persona, perché in caso di omissione di tale indicazione si rischia di incorrere nel reato di Stampa Clandestina: come già detto il “Committente Responsabile” può essere lo stesso candidato, che in ogni caso è colui che ordina la pubblicazione e la successiva divulgazione del materiale di propaganda elettorale con le connesse prestazioni di lavoro e che quindi come tale si assume le inerenti responsabilità, anche di ordine penale, per l’eventuale inosservanza del disposto di legge sull’utilizzo del materiale.

Per quanto riguarda il caso in questione, sulla cronaca di Roma di ieri del quotidiano “Corriere della Sera” é stato pubblicato un articolo dal titolo “Il minisindaco che fa pubblicità sui lampioni” che riporta fra l’altro la seguente notizia: “La Municipale della zona é intervenuta sulla base di numerose segnalazioni: ciò che é stato appurato, al momento, é che il committente é un cittadino rumeno”.

A tal riguardo sull’articolo pubblicato il 19 febbraio 2013 sul sito dei radicali http://notizie.radicali.it/articolo/2013-02-19/editoriale/manifesti-abusivi-una-tipica-storia-italiota si legge testualmente che”il candidato, ovviamente, non affida il lavoro di attacchinaggio ad imprese legali, ma ad altri soggetti: anzitutto volontari del suo partito, pagati in vario modo (dalle cene a rimborsi fittizi). Altra ipotesi è di ricorrere a persone indigenti, che possono anche essere piccoli delinquenti” e che per quanto riguarda le sanzioni “vi sono state due interpretazioni: una prima opinione prevalente sostiene che debba essere punito solo chi abbia materialmente affisso i manifesti, in quanto anche in materia di sanzioni amministrative vige, salvo diversa indicazione legislativa, la responsabilità personale; una seconda opinione sostiene che il destinatario della sanzione non debba essere solo l’esecutore materiale, che essendo squattrinato non sarebbe in grado di pagare alcunché, e debba essere responsabile in solido anche il committente”, come peraltro ribadito anche nel Protocollo d’Intesa sottoscritto il 9 maggio scorso.

Per il caso in questione, in base alla normativa sopra richiamata, stando a quanto riferito dall’articolo del giornale, si dovrebbe desumere che il cittadino rumeno sia stato identificato nell’atto stesso di affiggere abusivamente sui pali dell’illuminazione uno dei tanti manifesti elettorali, dal momento che non é pensabile che su ogni manifesto elettorale sia stato messo il suo nome e cognome come “committente”, dovendo essere in ogni caso – come sopra detto - colui che ordina la pubblicazione e la successiva divulgazione del materiale di propaganda elettorale.

L’articolo pubblicato ieri (domenica 19 maggio) riporta l’ulteriore notizia secondo cui rispetto a chi accusa che “nessuno pagherà per questo ... scempio” é invece “di diversa idea la Municipale, che pure fino ad oggi non ha notificato al rumeno committente la sanzione prevista” e che ha testualmente dichiarato: “L’atto sarà notificato nei primi giorni della prossima settimana, se dovesse trattarsi di una persona senza fissa dimora allora la sanzione sarà comminata alla persona pubblicizzata sui manifesti. Chiederemo all’ACEA di rimuovere quella pubblicità elettorale.

Dalle suddette dichiarazioni ho avuto la risposta alla esplicita richiesta che avevo rivolto a Lei  per “sapere se siano stati redatti e trasmessi al G.S.S.U. i V.A.V. relativi ad ognuno dei manifesti elettorali abusivi, precisando se sia stato multato il sig. Massimiliano Lorenzotti oppure una delle liste politiche che lo sostengono, facendo altresì conoscere l’importo delle sanzioni amministrative applicate, per avere la garanzia che l’anticipazione delle spese necessarie per la defissione non siano alla fine nuovamente a carico dei cittadini”.

Emerge infatti chiaramente che dal 15 maggio scorso (data accertata anche grazie ai media delle molteplici denunce dei manifesti elettorali affissi sui pali dell’illuminazione pubblica non solo del viale dei Romanisti, ma anche in via di Tor Bella Monaca, via Casilina, altezza Torre Gaia/Torre Angela, e via dei Giardinetti) ad oggi, a distanza quindi di ormai 6 giorni, l’VIII Gruppo di Polizia Locale di Roma Capitale per sua stessa ammissione deve ancora “notificare” al presunto committente rumeno la “sanzione prevista” non certo ai sensi della legge n. 212/1993, perché spetta al Prefetto di Roma di determinarne  l’importo con ordinanza-ingiunzione sul V.A.V. che ancora non sembra essergli stato trasmesso, ma bensì ai sensi del vigente Regolamento comunale, in base al quale l’importo della sanzione dovrebbe essere invece quantificato sull’altrettanto specifico V.A.V. che non sembra parimenti essere stato trasmesso al G.S.S.U. a cui per di più compete di notificare materialmente la multa dovuta al trasgressore: emerge altresì in modo oggettivo che passeranno diversi altri giorni per arrivare forse a veder sanzionata la “persona pubblicizzata sui manifesti”, dal momento che prima bisogna prima accertare se il cittadino rumeno sia senza fissa dimora, quando invece il 1° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento non subordina affatto il soggetto richiedente la pubblicità che é parimenti responsabile in solido dell’abuso commesso.

Ne deriva in modo oggettivo inequivocabile, pur tenendo conto della sicura involontarietà e dell’altrettanto oggettiva difficoltà di operare una defissione in modo rapido ed immediato anche con il preventivo oscuramento dei manifesti oltre che con la loro materiale rimozione da parte dell’ACEA, che al sig. Massimiliano Lorenzotti é stato di fatto permesso di farsi una propaganda elettorale del tutto abusiva per tutti questi giorni, senza per di più aver comminato la dovuta sanzione amministrativa più che a lui quanto meno al partito che lo sostiene e che in base alla normativa sopra richiamata dovrebbe essere il vero “Committente Responsabile”.

Ribadendo le finalità di pubblico interesse e di rispetto della legalità che persegue da sempre questa associazione, tenendo in considerazione tutto quanto sopra esposto in forza del combinato disposto dell’art. 9 e della lettera b) del 1° comma del successivo art. 10 della legge n. 241/1990, Le chiedo di far sapere quale sia il nome e cognome del “committente” stampato in ogni manifesto e soprattutto se e quando verranno oscurati tutti i manifesti elettorali abusivi e contestualmente redatti e trasmessi distintamente i “V.A.V., facendo conoscere chi verrà effettivamente sanzionato e per quale importo da applicare ai sensi dell’art. 31 del vigente Regolamento comunale.

La ringrazio di nuovo in anticipo non solo per la disponibilità, ma per la sensibilità dimostrata su un problema di grande attualità.

Un cordiale saluto.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi  

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Risposta ricevuta dal Comandante Generale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale Dr. Carlo Buttarelli il 20 maggio alle ore 16:45
 
Per ogni ulteriore specifica richiesta deve rivolgersi al Dirigente dell’VIII Gruppo, Dr. Giuseppe Bracci, scrivendo all’indirizzo giuseppe.bracci@comune.roma.it

Con cordialità 

Dr. Carlo Buttarelli
Comandante Generale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale  

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Il Comandante Generale non si é accorto che tutti i precedenti messaggi di posta elettronica sono stati trasmessi dal Dott. Arch. Rodolfo Bosi anche all’indirizzo giuseppe.bracci@comune.roma.it ed ha addirittura dimenticato che nel messaggio di posta elettronica delle ore 15,54 del 19 maggio scorso  gli era stato scritto che poteva “ad ogni modo incaricare il Comandante ad interim dell’VIII Gruppo, dott. Giuseppe Bracci, che ci legge per conoscenza, di fornire - anche di sua spontanea volontà - la dovuta risposta al riguardo che ritengo comunque quanto meno di pubblico interesse e quindi non soggetta alla tutela della privacy e che si sollecita pertanto non certo per mera curiosità, ma per le finalità dichiarate di sapere con certezza chi é esattamente alla fine che dovrà pagare le spese della defissione dei manifesti pubblicitari abusivi”.

Lasciamo a chi legge dare un giudizio su questa vicenda: di certo c’é che questa telenovela non finisce qui, perché si pretenderà che chi ha sbagliato paghi, chiunque esso sia, facendo diventare questo caso come campione e capofila significativo di tutti quelli che dovranno necessariamente seguire ad esso, se anche i cittadini di Roma che vogliono vivere in una città più civile si decideranno a denunciare tutti i manifesti elettorali abusivi che incontrano per strada, sapendo che così facendo aiutano anche il Comune ad avere più soldi da poter utilizzare per dare anche più servizi.

3 commenti:

  1. ma dai ragazzi "...e una cosa l'abusivismo elettorale, quest'ultimo disciplinato da norme speciali." ma ancora che parliamo con questa gente, questa frase significa che fanno come cazzo gli pare punto e basta.

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  2. COME SEMPRE OTTIMO E GRANDIOSO ARCH. BOSI!

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  3. Il fatto che il capo della municipale risponda a monosillabi secondo me vuol dire che il papiro di sacrosanti fatti di Bosi nemmeno lo legge.

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