giovedì 9 maggio 2013

Le affissioni elettorali abusive


La campagna elettorale per le prossime elezioni comunali e municipali è iniziata prima della presentazione delle liste elettorali, che si è chiusa alle ore 12 dello scorso 27 aprile, in un modo tutto sommato pressocché ordinato, perché si è svolta utilizzando impianti pubblicitari veri e propri anche se spesso irregolari o abusivi: ma dall’inizio vero e proprio della campagna elettorale Roma è stata deturpata e continua ad essere imbrattata da manifesti elettorali affissi abusivamente dappertutto in modo scatenato.

Per capire il grado di inciviltà a cui si è arrivati è bene conoscere come si dovrebbe svolgere la propaganda elettorale in base alla normativa vigente in materia.

Normativa nazionale vigente in materia di affissioni elettorali

Le “Norme per la disciplina della propaganda elettorale“ sono state dettate ben 55 anni fa dalla legge n. 212 del 4 aprile 1956, poi integrata dalla legge n. 130 del 24 aprile 1975 che ha apportato delle “Modifiche alla disciplina della propaganda elettorale ed alle norme per la presentazione delle candidature e delle liste dei candidati nonché dei contrassegni nelle elezioni politiche, regionali , provinciali e comunali”.

Successive integrazioni alla legge n. 212/1956 sono state portate dalla legge n. 515 del 10 dicembre 1993 (che ha dettato la “Disciplina delle campagne elettorali per l’elezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica”) e dal Decreto Legge n. 131 del 13 maggio 1999 (concernente “Disposizioni urgenti in materia elettorale”), convertito con modificazioni nella legge n. 225 del 13 luglio 1999.

Va messo in particolare evidenza che gli articoli 6, 8 e 9 della originaria legge n. 212/1956 prevedevano che la contravvenzione alle “Norme per la disciplina della propaganda elettorale” venisse punita con “l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da lire 100.000 a lire 1.000.000”: la suddetta disposizione è stata sostituita dalla legge n. 515/1993 che ha stabilito che chi trasgredisce “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a lire due milioni” [ora: da euro 103 a euro 1.032].

Le varie locandine elettorali devono essere collocate esclusivamente negli spazi adibiti a tale scopo dal comune: nello specifico spetta alla Giunta Comunale il compito di stabilire tra il 33° e il 30° giorno precedente a quello fissato per le elezioni quali debbano essere le aree da destinare all’affissione dei cartelloni di propaganda ai sensi del 1° comma dell’art. 2 della legge n. 212/1956 secondo il quale “la giunta municipale …. è tenuta a stabilire …. speciali spazi da destinare, a mezzo di distinti tabelloni o riquadri, esclusivamente all'affissione degli stampati, dei giornali murali od altri e dei manifesti ….…, avendo cura di sceglierli nelle località più frequentate ed in equa proporzione per tutto l'abitato”.

Per città con oltre un milione di abitanti, come per l’appunto Roma, il numero degli spazi elettorali dovrebbe essere di almeno 500 e di non più di 1.000 (2° comma dell’art. 2 delle legge n. 212/1956).

La Giunta Comunale deve dunque provvedere a delimitare gli spazi ed a ripartirli in tante sezioni quante sono le liste o le candidature uninominali ammesse: ad ogni lista deve essere così assegnata una porzione di superficie che determina il limite entro il quale il candidato può muoversi per propagandare la propria proposta politica.

In ognuno degli spazi anzidetti spetta, ad ogni lista, una superficie di metri 2 di altezza per metri 1 di base e ad ogni candidatura uninominale una superficie di metri 1 di altezza per metri 0,70 di base (2° comma dell’art. 3 della legge n. 212/1956).

L'assegnazione delle sezioni è effettuata seguendo l'ordine di ammissione delle liste o delle candidature, su di una sola linea orizzontale a partire dal lato sinistro e proseguendo verso destra: sono vietati gli scambi e le cessioni delle superfici assegnate tra le varie liste o i vari candidati (3° comma dell’art. 3 della legge n. 212/1956).

Applicazione della normativa nazionale da parte della Giunta Capitolina

Sul sito internet del Comune di Roma, alla pagina, dedicata alle “Elezioni amministrative 2013. Localizzazione spazi per la propaganda elettorale” è testualmente pubblicato: “Con Deliberazione di Giunta Capitolina n. 168 del 24/04/2013 sono state approvate le località d’installazione dei tabelloni per la propaganda elettorale relativa alla convocazione dei comizi per l’elezione diretta del Sindaco di Roma Capitale e dell’Assemblea Capitolina, nonché per l’elezione dei Presidenti e dei Consigli Municipali, indetti per i giorni domenica 26 e lunedì 27 maggio 2013, e per l’eventuale turno di ballottaggio fissato per domenica 9 e lunedì 10 giugno 2013”.

Della citata delibera di Giunta n. 168/2013 viene riportato soltanto il seguente dispositivo: “la Giunta Capitolina delibera di approvare l'individuazione delle località di installazione, di cui all'elenco allegato sub A che forma parte integrante del presente provvedimento, per n. 1000 spazi, ognuno costituito da 32 riquadri di dimensioni m. 1.00 x 2.00, per la propaganda elettorale relativa ai comizi per l'elezione diretta del Sindaco di Roma Capitale e deII'Assemblea Capitolina nonché per l'elezione dei Presidenti dei Municipi e dei Consigli Municipali indetti per i giorni di domenica 26 e lunedì 27 maggio 2013 e per l'eventuale svolgimento del turno di ballottaggio previsto per domenica 9 e lunedì 10 giugno 2013. È fatta salva la possibilità di aumentare il numero dei riquadri, sia in base alle liste presentate ed ammesse che alle richieste delle associazioni ed organizzazioni dei fiancheggiatori che ne faranno istanza nei termini di legge”.

La delibera n. 168(2013 non risulta pubblicata nel sito del Comune alla voce “Deliberazioni e atti”, per cui non è possibile ai più prendere visione dell’allegato Sub A che contiene l’elenco della strade individuate in ognuno dei 15 Municipi dove sono installate le plance elettorali e che si rimette in allegato.

Riportiamo di seguito il numero complessivo delle strade individuate in ogni Municipio:
I° Municipio – ex Municipio 1 ed ex Municipio 17 (68 strade)
II° Municipio - ex Municipio 2 ed ex Municipio 3 (85 strade)
III° Municipio - ex Municipio 4 (84 strade)
IV° Municipio - ex Municipio 5 (65 strade)
V° Municipio - ex Municipio 6 ed ex Municipio 7 (81 strade)
VI° Municipio - ex Municipio 8 (80 strade)
VII° Municipio - ex Municipio 9 ed ex Municipio 10 (109 strade)
VIII° Municipio - ex Municipio 11 (56 strade)
IX° Municipio - ex Municipio 12 (48 strade)
X° Municipio - ex Municipio 13 (57 strade)
XI° Municipio – ex Municipio 15 (62 strade)
XII° Municipio – ex Municipio 16 (50 strade)
XIII° Municipio – ex Municipio 18 (54 strade)
XIV° Municipio – ex Municipio 19 (55 strade)
XV° Municipio – ex Municipio 20 (46 strade)

Si mette in evidenza che il numero delle strade varia dal minimo delle 46 individuate per il XV Municipio al massimo delle 109 individuate per l’VIII° Municipio: si fa altresì presente che il numero complessivo delle strade individuate per Roma ammonta ai 1.000 “spazi” che prescrive il 2° comma dell’art. 2 delle legge n. 212/1956 e che vanno intesi come mille postazioni delle plance elettorali, che sono state installate fin dal tempo delle precedenti elezioni politiche nazionali di febbraio e che sono costituite ciascuna da 80 sezioni di spazio di mt. 1 di base e di mt. 2 di altezza.

Dopo la presentazione delle liste elettorali e quindi la conoscenza del conseguente numero dei partiti, con deliberazione n. 187 del 2013 (pur essa non pubblicata sul sito internet del Comune e che si rimette in allegato) la Giunta Capitolina ha deliberato:
A - di assegnare per ogni impianto nelle località allo scopo reperite e determinate con deliberazione n. 168 del 24/04/2013 le sezioni di spazio di mt. 1,00 x 2,00 ciascuno, impianti parte fronte SINDACO E ASSEMBLEA CAPITOLINA, ai seguenti partiti, elencati in base all’ordine di ammissione delle istanze secondo il numero indicato a fianco di ciascuna candidatura”.

Segue l’elenco dei doppi spazi assegnati a 39 partiti, per un totale quindi di 78 sezioni di spazio da riservare su ognuna della 1.000 plance elettorali: la sezione di spazio n. 79, non assegnata sugli impianti, resta riservata alle “AUTORITÀ”, mentre la sezione di spazio n. 80 di mt. 1,00 x 0,70 (che completa ogni plancia elettorale) viene assegnata a gruppi o associazioni (definiti “fiancheggiatori”).

La suddivisione è illustrata nell’Allegato A, di cui si riporta a titolo di esempio la parte seguente.


Con la deliberazione n. 187/2013 la Giunta Capitolina ha deliberato anche:
B – di assegnare per ogni impianto nelle località allo scopo reperite e determinate con deliberazione n. 168 del 24/04/2013 le sezioni di spazio di mt. 1,00 x 2,00 ciascuno, impianti parte retro Presidente e Consigli Municipali, ai seguenti partiti, elencati in base all’ordine di ammissione delle istanze secondo il numero indicato a fianco di ciascuna candidatura”.

Segue l’elenco dei doppi spazi assegnati Municipio per Municipio ai partiti che hanno presentato candidature per la Presidenza ed il Consiglio Municipale e che sono i seguenti.

I° Municipio – (27 partiti per 54 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 55 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
II° Municipio - (18 partiti per 36 spazi - le rimanenti sezioni di spazio da 37 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
III° Municipio - (18 partiti per 36 spazi - le rimanenti sezioni di spazio da 37 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
IV° Municipio - (20 partiti per 40 spazi - le rimanenti sezioni di spazio da 41 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
V° Municipio - (27 partiti per 54 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 55 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
VI° Municipio – (33 partiti per 66 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 67 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
VII° Municipio - (23 partiti per 46 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 47 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
VIII° Municipio - (16 partiti per 32 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 33 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
IX° Municipio – (22 partiti per 44 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 45 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
X° Municipio - (28 partiti per 56spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 57 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
XI° Municipio – (23 partiti per 46 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 47 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
XII° Municipio – (24 partiti per 48 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 49 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
XIII° Municipio – (24 partiti per 48 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 49 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
XIV° Municipio – (26 partiti per 52 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 53 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)
XV° Municipio – (25 partiti per 50 spazi – le rimanenti sezioni di spazio da 51 a 80 restano riservate alle “AUTORITÀ”)

A titolo esemplificativo si riporta di seguito la parte seguente dell’Allegato A che lascia vedere come su ognuna delle 68 plance elettorali installate nel I Municipio sono assegnati gli spazi (54 sezioni a 27 partiti e le rimanenti 36 sezioni alle “AUTORITÀ”). 

 
Valutazione dell’operato della Giunta Capitolina e del comportamento dei candidati

Come abbiamo visto la normativa nazionale vigente in materia regolamenta le modalità ed i tempi di affissione a garanzia tanto della par condicio tra i canditati quanto del decoro dei luoghi pubblici e dell’igiene ambientale.

A quest’ultimo riguardo si deve mettere in risalto la mancata pianificazione delle plance elettorali, in termini sia della individuazione delle strade che di esatta posizione su ognuna di esse.

Nella individuazione delle strade non è stato minimamente tenuto conto delle zone vincolate, per cui ad esempio sono state installate plance elettorali dentro il parco di Veio senza il preventivo ed obbligatorio rilascio del “nulla osta” da parte dell’Ente Parco oppure in aree soggette a vincolo paesaggistico senza il preventivo ed obbligatorio rilascio della “autorizzazione paesaggistica” da parte del Comune subdelegato (ing. Fabio Pacciani), previo parere vincolante della Soprintendenza competente per territorio.

Nel posizionamento delle plance elettorali su ogni strada non è stato parimenti tenuto conto né delle prescrizioni del Codice della Strada e del suo Regolamento di attuazione, per cui sono state installate plance elettorali su spartitraffici centrali di dimensioni molto inferiori ai 4 metri minimi prescritti, né dello spazio da riservare ai pedoni sui marciapiedi, per cui in molti casi è stato impedito addirittura il passaggio di una mamma con la carrozzina.

Per quanto riguarda invece la par condicio, garantita dalla legge ed assicurata dalla Giunta Capitolina nella misura di 2 sezioni di mt. 1,00 x 2,00 assegnate ad ogni partito sul fronte di ogni plancia elettorale ai fini della propaganda elettorale per il Sindaco ed il Consiglio Comunale e sul retro di ogni plancia elettorale ai fini della propaganda elettorale per la Presidenza ed il Consiglio Municipale (per cui ogni lista politica candidata a tutti i livelli ha in tutta Roma 4 sezioni per Municipio e quindi in tutto 60 sezioni elettorali in tutta Roma), va rimarcato che non ha affatto frenato il fenomeno delle affissioni abusive che non accennano a diminuire (nonostante la legge non lasci spazio a diverse interpretazioni) e che avvengono non solo per colpa della depenalizzazione del tutto inadeguata a scoraggiare i politici (ed aspiranti tali) dal violare le disposizioni di legge, ma anche e soprattutto perché le plance elettorali non riportano in corrispondenza del numero con cui sono tutte individuate il nome della lista a cui è stato assegnato di diritto quello spazio.

Se infatti sotto il numero di ogni sezione di ciascuna plancia elettorale venisse attaccata ben in vista la targhetta di quale sia il gruppo politico a cui è stato assegnato il rispettivo spazio elettorale in tutte le 1.000 plance installate a Roma, il cittadino stesso si accorgerebbe subito di un manifesto che venisse attaccato sopra abusivamente da parte di un partito diverso e che potrebbe esser lui a denunciare per primo.

Per fare un esempio pratico al Movimento 5 Stelle per la candidatura a Sindaco di Marcello De Vito ed all’assemblea capitolina della sua lista sono state assegnate le sezioni n. 37 e n. 38 del fronte di ognuna delle mille plance elettorali installate in tutta Roma, mentre per la candidatura alle Presidenze ed ai Consigli dei 15 Municipi della sua lista sono state assegnate le sezioni n. 29 e n. 30 del retro sempre delle mille plance elettorali.
Tengo a chiarire che ho fatto il suddetto esempio non certo e non tanto per fare a mia volta propaganda elettorale al Movimento 5 Stelle in modo oltre modo scorretto, ma perché è l’unica lista politica che nel suo programma ha abolito ogni affissione elettorale, per cui le 4.000 sezioni che le sono state assegnate in tutta Roma dalla Giunta Capitolina dovrebbero rimanere sempre vuote e non utilizzate abusivamente dagli attacchini delle altre liste candidate: ma per sapere quali siano esattamente sul posto queste 4.000 sezioni, così come per conoscere gli spazi assegnati ad ogni partito, occorrerebbe che la Giunta Capitolina o ogni partito candidato a fianco del numero della sezione a lui assegnata attaccasse una targhetta con ben in vista il nome della lista politica candidata.
In tal modo ogni cittadino vedrebbe con i suoi occhi quali sono i gruppi politici che rispettano la legge e quali sono quelli che addirittura hanno fatto l’elogio della affissione elettorale abusiva.

QUANDO IL COMUNE DI ROMA ARRIVERÀ A STABILIRE IN QUESTO MODO L’ASSEGNAZIONE DEGLI SPAZI ELETTORALI, ALLORA POTREMO FORSE SENTIRCI DI STARE IN UNA SOCIETA’ VERAMENTE CIVILE E RISPETTOSA DELLE REGOLE.

Del fenomeno delle affissioni abusive si è accorta di recente anche la Corte di Cassazione che, nel tentativo di arginare l’ennesimo malcostume in atto, ha stabilito che l’affissione di manifesti in centri di interesse storico ed artistico costituisce reato di imbrattamento i sensi dell’art. 639 del Codice Penale e deve essere punita con pene più severe di quelle ordinarie.

Per la parte di propria competenza, l’Amministrazione Capitolina dal momento dell’assegnazione degli spazi per l’affissione dei manifesti elettorali é tenuta per legge a provvedere alla defissione dei manifesti affissi fuori dagli spazi autorizzati da ciascun candidato o da una lista (D. L.vo 507/93), nonché a rimuovere ogni altra affissione abusiva o scritta ovunque effettuata: le spese sostenute dal Comune per la rimozione del materiale di propaganda abusiva nelle forme di scritti o affissioni murali o di volantinaggio sono a carico, in solido, dell’esecutore materiale e del committente responsabile (art. 15, Legge 515/93 come modificato dall’art. 1, comma 178, della Legge 27.12.2006, n. 296 – Legge Finanziaria 2007).

Va ricordato infine che in caso di violazione delle disposizioni relative alle affissioni debbono essere applicate le sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla normativa vigente (art. 15, Legge 515/93).

Tutta la suddetta normativa risulta completamente disapplicata dalla amministrazione capitolina, di cui Sindaco ancora in carica e quindi nel pieno potere di farla rispettare è l’On. Gianni Alemanno che si è ricandidato e che si sta facendo propaganda elettorale in tutta Roma utilizzando paradossalmente lo slogan “INSIEME PER LA LEGALITÀ”.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Allegati:

DGCn168_2013_AllegatoSubA_SINDACObis.pdf
DGCn187_2013_AssegnazioneSpaziListe.pdf

1 commento:

  1. Salve complimenti per il blog vi seguo da poco. Vorrei controllare la regolarità di due impianti che mi hanno piazzato davanti casa e mi chiedevo:come si fa a sapere se un cartellone è abusivo??
    Grazie in anticipo per la risposta continuate cosi!!
    Roberto

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