venerdì 28 giugno 2013

Il neoassessore alle attività produttive Marta Leonori non si deve preoccupare. Le prime mosse da fare gliele suggeriamo noi già pronte per l'uso


Dapprima una preoccupazione. Hai voglia ad esaltare i giovani, ad auspicare il rinnovo delle classi dirigenti. Però poi ti chiedi: come fa una trentacinquenne con poche esperienze e tutte puramente politiche a fronteggiare a livello amministrativo i mostri della criminalità organizzata che hanno messo le mani sulle attività produttive della città?
Alle attività produttive, appunto, è stata chiamata Marta Leonori. Classe 1977 e 'amica' del nostro blog su Facebook. L'unico indizio su di lei per quanto riguarda la competenza sul comparto delle affissioni è questo: un'amicizia su Facebook. Troppo poco. Ma magari abbastanza per aver imparato, in questi anni, come è che si può (anche in maniera relativamente facile) risolvere l'incredibile contesto dell'advertising outdoor romano trasformando un mostro di degrado e camorra in una opportunità per la città.

Per fortuna la nostra impostazione (pensate che fino a qualche anno fa quando dicevamo che l'advertising outdoor doveva essere per forza gestito dalle grandi ditte internazionali professioniste del settore ci davano dei fautori di un dannoso monopolio!) è ormai condivisa. Non si dovrebbero ripetere gli inqualificabili siparietti che, durante la scorsa consiliatura, portarono il movimento anti-cartellopoli romani a presentarsi diviso in maniera strumentale e insensata regalando spazi all'azione fuorilegge degli allora responsabili. Che occorra fare dei bandi è finalmente pacifico, che i modelli virtuosi siano quelli che noi abbiamo avuto la colpa (a saperlo facevamo finta di ignorare anche noi) di indicare per primi ugualmente. I tecnicismi su come far decadere le concessioni e assegnarle, in seguito, finalmente, previo bando internazionale sono stati ben descritti su questo blog. La cosa sicura - ce lo auguriamo - è che si smetta di perdere tempo e di trovare peli nell'uovo solo per il gusto di non dar ragione a tizio e a caio anche quando ce l'ha. Tutto questo ha fatto perdere alla proposta civica anti-cartellonara quasi tre anni di tempo: ora, invece, i prossimi cinque anni ce li dobbiamo prendere tutti. Visto che abbiamo capito (perché lo abbiamo capito!) che il problema - cartelloni a Roma si risolve, banalmente, come è stato risolto in tutte le città d'occidente che trent'anni fa erano combinate come noi e che oggi sono in una condizione ideale.

Cosa deve fare dunque la Leonori?

1. presentare il problema-cartelloni per quello che è: uno scandalo internazionale (ne hanno parlato giornali e televisioni di tutto il mondo). Sensibilizzare sindaco e giunta anche dal punto di vista economico. In un'ottica di legislatura doppi, dunque dieci anni, una gestione sana dell'advertising outdoor può portare centinaia di milioni di euro di risorse al Comune. Marino non si potrà permettere per nessuno motivo al mondo di utilizzare il pretesto della mancanza di risorse se non sistemerà un settore che queste risorse le può generare e che, invece, oggi decide di lasciarle nelle tasche dei furfanti.

2. analizzare con cura (farlo fare a degli esperti) le carte lasciate dal precedente assessore e dal precedente dirigente. Sicuramente sarà tutto al suo posto. Ma nel caso così non fosse, la Leonori dovrebbe sbrigarsi a passare le carte alla magistratura (sarebbe possibile non quella romana?) perché non è pensabile che chi ha promosso la devastazione della città e la sua consegna alle camorre la passi liscia. La gente ha dato una sonora batosta ad Alemanno non a caso, la Leonori questo non dovrebbe dimenticarlo: una enorme (enorme!) parte dell'insuccesso di Alemanno è dovuto allo scandalo-cartellopoli. Se Marino ha vinto con un risultato così netto è anche e soprattutto perché i cittadini gli hanno richiesto cambiamenti radicali sulle questioni dove più alto era stato lo scontro e lo scandalo: lo scempio Cartellopoli sopra ogni altro.

3. nominare una valida schiera di consulenti in questo settore, parlare con le grandi ditte internazionali (Clear Channel, Decaux, Cemusa, Csb), ritagliarsi qualche giorno per andare a vedere come funziona il comparto affissioni nelle altre capitali europee.

4. nominare un sapiente dirigente dell'ufficio affissioni. Noi un nome ce l'abbiamo ed è quello di Rodolfo Bosi, integerrimo ambientalista, protagonista di grandi battaglie a favore della città, è il più grande esperto a Roma della faccenda dal punto di vista legale e burocratico (le questioni più spinose). La nomina di Bosi come dirigente sarebbe un segnale inequivocabile sulle intenzioni del Comune.

5. immediata abrogazione della delibera di Giunta n. 116/2013 con cui la Giunta Alemanno, con un ultimo colpo di mano, ha dichiarato che tutti gli impianti pubblicitari registrati nella Nuova Banca Dati del Comune debbono diventare parte integrante dei futuri Piani di Localizzazione, scavalcando addirittura il PRIP e rendendo inutile la sua pianificazione e quella dei Piani di Localizzazione.

Dopodiché, nel 2015 scadono tutte le concessioni degli impianti. Si azzera tutto, si fanno dei bandi, le attuali ditte saranno liberissime di partecipare (consorziandosi, ovvio, perché ditte che fatturano meno di tot non potranno - per bando - partecipare, come succede in tutti i bandi nei paesi evoluti), chi vincerà ci garantirà decoro, servizi, bike-sharing e tanto tanto denaro in più a vantaggio del Comune rispetto ad oggi. Coraggio. Anche perché non ve ne faremo passare una.

8 commenti:

  1. Meno soldi alla camorra, + servizi ai cittadini.
    Vogliamo che i cartelloni paghino finalmente bike sharing, bagni pubblici, panchine, arredi urbani , manutenzione del verde come avviene in tutte le capitali del mondo. Bastano 6 mesi per cambiare faccia a questa città. Dajempo

    RispondiElimina
  2. i cartelloni sono troppi , vanno rimossi.

    RispondiElimina
  3. Piu' che altro I CARTELLONI HANNO DEVASTATO E DISTRUTTO OGNI ANGOLO, STRADA PROSPETTIVA DI ROMA!!

    E' UNA GUERRA CONTRO LA MAFIA DEI CARTELLONI. E VA VINTA!

    RispondiElimina
  4. Tonelli predica bene affermando che “non si dovrebbero ripetere gli inqualificabili siparietti che, durante la scorsa consiliatura, portarono il movimento anti-cartellopoli romani a presentarsi diviso in maniera strumentale e insensata regalando spazi all'azione fuorilegge degli allora responsabili”, ma subito dopo dimostra di uscire dal coro e di essere comunque del tutto incoerente perché – proprio quando le associazioni VAS e Basta Cartelloni- Francesco Fiori hanno raggiunto una perfetta intesa sulla soluzione da dare alla cartellopoli romana - si permette di indicare fra le cose che dovrebbe fare il neo assessore Leonori di azzerare tutto nel 2015 e passare direttamente ai bandi, saltando a piè pari l’obbligo di approvare prima il PRIP ed i Piani di Localizzazione per attuarli solo alla fine con appositi bandi.
    Tonelli si deve rendere conto una volta per tutte che il “bando” costituisce la fase finale di un percorso che è obbligato per legge, perché non può saltare né il PRIP né i Piani di Localizzazione.
    Tonelli dovrebbe chiarire cosa vorrebbe mettere a bando senza questi due fondamentali strumenti e soprattutto con quali “regole”: quelle dettate a loro esclusivo vantaggio dalle stesse ditte pubblicitarie, ignorando peraltro che il bando non è voluto anche da diverse delle ditte maggiori, come ad esempio la Clear Channel che lui vorrebbe nominare addirittura in una valida schiera di consulenti che puntano invece a lasciare installati tutti gli impianti registrati in Banca Dati ?
    Le cose che dovrebbe fare il neo assessore Leonori sono quelle indicate nei post pubblicati su questo stesso blog il 3, 4, 5 e 24 maggio, a commento della presentazione della proposta unitaria elaborata da VAS e Basta Cartelloni- Francesco Fiori, che ha avuto peraltro il consenso espresso sia della lista civica per Marino che di S.E.L..
    La lista civica per Marino, che ha come consigliere eletto Riccardo Magi, ha pubblicato a suo tempo fra le news la seguente dichiarazione: ““Visto anche lo scempio al quale abbiamo assistito anche durante questa campagna elettorale, si rende sempre più urgente l’approvazione di un vero Piano Regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari (PRIP) per dare alla città una regolamentazione definitiva di questo settore. E per questo ci impegneremo una volta eletti al Consiglio Comunale”.
    Maria Gemma Azuni di S.E.L., anch’essa rieletta nella maggioranza di Marino, è stata più esplicita: “Con la nuova amministrazione sosterrò le giuste rivendicazioni delle associazioni Bastacartelloni e VAS (Verdi Ambiente e Società). Insieme a loro lavorerò per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e per la conversione dell’attuale schema normativo in Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.), con provvedimenti atti alla salvaguardia e alla tutela del territorio.”
    Fra le cose infine che dovrebbe fare il neo assessore Leonori c’è la immediata abrogazione della delibera della Giunta di Alemanno n. 116 del 5 aprile 2013 con cui è stato dichiarato che tutti gli impianti pubblicitari registrati nella Nuova Banca Dati del Comune debbono diventare parte integrante dei futuri Piani di Localizzazione, scavalcando addirittura il PRIP e rendendo inutile la sua pianificazione e quella dei Piani di Localizzazione.

    RispondiElimina
  5. I piani regolatori sono dati per scontati. Corretta la nota sulla Delibera 116, anche se non ne ho capito l'effettiva entrata in vigore.

    RispondiElimina
  6. Riguardo alla Clear Channel segnalo, per chi non lo sapesse, che è cambiata la proprietà della società. Ora anche la Clear Channel Italia è in mano al 100% alla società statunitense...

    RispondiElimina
  7. In effetti cartellopoli aveva detto certe cose con quei due annetti di anticipo...

    RispondiElimina
  8. Oggi ci sono 400 società di impiantistica pubblicitaria attive a Roma, basterebbe mandare la Finanza a fare un controllo approfondito per farne chiudere 399. Quindi teniamo sì il fiato sul collo dell'amministrazione comunale (i punti 1 e 5 si fanno in un giorno, speriamo di non dover attendere troppo) ma soprattutto denunciamo che magistratura e forze dell'ordine non si stanno occupando del problema.
    Non gli è bastato nemmeno il sindaco della capitale del paese che - per quanto complice - ha parlato apertamente di mafia per muoversi, speriamo che lo facciano ora.

    RispondiElimina