giovedì 13 giugno 2013

La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio non ritiene opportuno esercitare i poteri sostitutivi

Il post che è stato pubblicato su questo blog il 27 febbraio scorso e che ha riguardato “il grado di intervento degli enti preposti alla tutela dei Beni Culturali e dei Beni Paesaggistici” si chiudeva con la seguente considerazione finale: “dalla risposta che verrà data, se verrà data, si potrà valutare il grado di intervento di questi enti preposti alla tutela dei beni culturali e dei beni paesaggistici ed il conseguente rispetto dell’art. 9 della nostra Costituzione”.

Con nota prot. n. 6654 del 28 marzo 2013, che si rimette in allegato per opportuna conoscenza, l’Arch. Federica Galloni ha fatto sapere a nome della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio "di non ritenere opportuno l’esercizio dei poteri sostitutivi di cui all’art. 17 co 3 del DPR 233/07, ovvero di avocazione e sostituzione, applicabili “solo in caso di necessità … , informati il direttore generale competente per materia ed il Segretariato generale".

Si mette in grande evidenza che l’Arch. Federica Galloni ha ammesso esplicitamente da un lato di avere il diritto-dovere di esercitare i poteri sostituivi, che però dall’altro lato non ritiene opportuno esercitare per il caso in questione perché non ne ravviserebbe la necessità: a tal ultimo riguardo si mette in ancor maggiore evidenza che quanto meno 10 dei 21 casi di violazione dei vincoli paesaggistici riportati nel post del 27 febbraio scorso sono stati segnalati dall’associazione VAS tra il mese di settembre del 2010 ed il mese di aprile del 2011 e malgrado l’inerzia del Comune perduri in modo recidivo da ormai più di due anni, senza tener conto nemmeno delle note della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, l’Arch. Federica Galloni non ravvisa alcun necessità di intervenire con i poteri sostitutivi.

L’Arch. Federica Galloni dà una sua interpretazione del tutto distorta riguardo alle forme ed ai modi con cui si debbano esercitare i poteri sostitutivi, nel rispetto degli articoli 162 (violazione di “beni culturali”) e 168 (violazione di “beni paesaggistici”) del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii., perché li intende come obbligo di curare in proprio le operazioni di rimozione degli impianti pubblicitari, dandone di persona l’incarico a ditte apposite, per arrivare così alla conclusione che non ne ravvisa la necessità dal momento che - come da lei stessa ammesso – le procedure per la rimessa in pristino dello stato dei luoghi è affidata ai Comuni, “senza possibilità di sostituzione”.

Con nota VAS prot. n. 8 del 10 giugno 2013; che si rimette parimenti in allegato, è stato fatto presente che si possono e si debbono esercitare i poteri sostitutivi molto più semplicemente avvalendosi del “potere” conferito dalla normativa vigente in materia non solo di “ordinare” la dovuta rimozione al Comune di Roma quale ente proprietario delle strade, ma anche di “denunciare” alla Procura della Repubblica il medesimo Comune in caso di inottemperanza alla intimazione a provvedere.

A tal ultimo riguardo è stato messo in evidenza che la nota prot. n.6654 del 28.3.2013 è stata trasmessa anche al Gabinetto del Sindaco, alla Direzione Tecnica ed alla Polizia Municipale dell’ex Municipio XX (ora XV), ma non anche alla Direzione Regolazione Gestione Affissioni e Pubblicità, e che anziché avere il carattere ordinatorio e prescrittivo tipico dei poteri sostitutivi ha per di più il tono dell’invito e del blando sollecito al Comune di Roma ed ai Municipi interessati “a voler provvedere alla chiusura delle istruttorie ancora in atto e a impartire, se del caso, le ordinanze di rimessa in pristino”.

A fronte della oggettiva constatazione che in tal modo si stanno di fatto permettendo che rimanga impunita la violazione da ben più di due anni non solo dei vincoli paesaggistici emanati con Decreti Ministeriali, ma anche e soprattutto dell’art. 9 della nostra Costituzione, l’associazione VAS ha fatto sapere che si riserva di chiedere alla Procura della Repubblica di voler accertare se nel mancato esercizio dei poteri sostitutivi si possano ravvisare eventuali estremi di reato per omissione di atti dovuti d’ufficio.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Allegati:
Nota Arch. Galloni prot. n. 6654 del 28 marzo 2013.pdf
Nota Circolo VAS Roma prot. n. 8 del 10 giugno 2013.pdf

3 commenti:

  1. Grazie per tutto quello che fate. A mio modesto parere, sarebbe opportuna la richiesta alla Procura della Repubblica. Emanuele

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  2. Bosi, Lei ha ragione su tutta la linea, specialmente nel voler caparbiemente incastrare le autorità al dettame della Legge, la cui sistematica violazione, in questo paese, sembra essere lo sport nazionale!
    E questi signori negli uffici pubblici ne DEVONO rispondere, perchè è dai loro comporatmenti che deriva il disastro nelle strade.
    Lob

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  3. Le Istituzioni rinunciano a fare le Istituzioni...

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