venerdì 19 luglio 2013

Una nuova inchiesta sui cartelloni abusivi. Uno scandalo criminale incredibile che merita tutto lo sforzo della magistratura

Nonostante, come qui commentato mesi fa, una promettente inchiesta sui cartelloni venne archiviata dai magistrati perché "il comune non può avere colpa visto che aveva solo 800mila euro sui 2mln necessari per fare le rimozioni" (peccato che è il Comune stesso a decidere dove allocare le risorse: e dunque il precedente è clamoroso perché significa che per evitare l'accusa di omissione d'ufficio basta togliere le risorse economiche all'ufficio che non vuoi far funzionare), nonostante questo, dicevamo, pare - a stare alle indiscrezioni uscite sul Corriere della Sera di oggi in un particolare trafiletto - che la magistratura non si sia fermata. A quanto sembra sarebbe stato aperto un nuovo fascicolo sullo scandalo della cartellopoli romana: un caso unico al mondo di corruzione, degrado, prevaricazione, economia illegale, infiltrazioni della mala.
La Procura, insomma, ci riprova e (con la fattispecie di affissioni abusive, che non sappiamo dire se sia congrua o meno) mediante l'impegno del Pubblico Ministero Francesco Dall'Olio (lo stesso che ha portato avanti, con profitto, l'inchiesta sulla parentopoli di Alemanno in Atac) apre un nuovo fascicolo. Un fascicolo ostacolato da "pressioni esterne fortissime affinché la situazione continui a restare ingovernabile", dice il quotidiano. Chissà se saranno state le stesse  pressioni che hanno portato a condannare a 9 mesi di galera un blogger solo per aver (presuntamente e non dimostratamente) pubblicato delle foto in cui altri cittadini intervenivano con azioni di resistenza civica su dei cartelloni abusivi...

Chiediamo a Dall'Olio di chiamarci come persone informate dei fatti. Sono anni che tanti cittadini approfondiscono questo settore, lo studiano, imparano le modalità criminali con cui viene gestito sia dall'amministrazione, sia dagli operatori economici. Consigliamo il Pubblico Ministero di sequestrare, quanto prima, l'Ufficio Affissioni del Comune: li dentro si possono trovare le prove della collusione tra l'amministrazione comunale e le ditte: ve ne sono alcune che vengono lasciate operare ("perché il Comune non ha i soldi per impedirglielo" come ha sancito la Corte qualche mese fa) pur essendo soppresse da mesi.
 
È vero quello che dice l'articolo: come in ogni organizzazione criminale, l'universo dei cartelloni a Roma è costruito in maniera tale che nessuno risulti pienamente colpevole. Comprendiamo dunque le difficoltà del PM e dei suoi collaboratori: il Corriere parla di milioni di euro, in realtà si parla di centinaia di milioni di euro (da qui le "fortissime" pressioni esterne). Speriamo che il prossimo giudice se ne renderà conto e proceda con la massima sollecitudine: un GIP non può archiviare fascicoli del genere finendo per fare l'interesse dell'incredibile grumo di mafia che c'è dietro ai cartelloni pubblicitari a Roma. Si tratta di un caso unico al mondo: risolviamolo!

3 commenti:

  1. Ma in cassa c'erano 800 euro o 800 mila?

    RispondiElimina
  2. Speriamo sia la volta buona!

    roma non puo' essere lasciata marcire sotto una marea di cartelloni abusivi!!

    RispondiElimina
  3. Un appunto a chi ha scritto l'articolo: è del tutto improprio, per non dire irrealistico, "chiedere" al P.M. Dall'Olio di essere chiamati come persone informate dei fatti, come se il post fosse una cartolina spedita in tal modo che si dà per scontato che venga letta.
    Funziona invece esattamente al contrario: è chi scrive che deve "chiedere" nelle forme e nei modi più opportuni di essere sentito come persona a conoscenza dei fatti.

    RispondiElimina