giovedì 29 agosto 2013

Cosa abbiamo cambiato a fare assessore se poi Marta Leonori ha lo stesso mood di Davide Bordoni?


Delusione radiofonica da parte di Marta Leonori. L'assessora al commercio ospite di Radio Popolare Roma dimostra purtroppo di non aver messo a frutto l'estate per rendersi conto del bubbone di gravità inaudita sul quale sta seduta. Ancora stiamo allo spauracchio del Piano Regolatore (che serve, per carità, ma non è che un'aspirina data ad un malato terminale)? Ancora stiamo ai cittadini che devono controllare (ma un sistema sano, con una o pochissime ditte ad operare in quello che è un monopolio naturale, il controllo è automatico)? Ancora stiamo con le proposte fantasiose di comitati e associazioni magari in taluni casi strumentalizzati dalle ditte stesse (non c'è nulla da inventarsi, il problema c'era anche in altre città, da Parigi a Napoli, e tutte lo hanno risolto).
La speranza è che quella della Leonori sia una raffinata pretattica politica. Che finga poco interesse e poca competenza per la questione più grave che attanaglia il suo assessorato (e la città), ma che poi colpisca senza pietà con provvedimenti incontrovertibili.
Anche perché nel 2014 le concessioni scadranno e il Comune deve decidere se rinnovarle perpetuando a vita la situazione ignobile di adesso. O se farle decadere e ri-assegnarle previo bando internazionale suddividendo la città in (pochi) lotti come è stato fatto in tutti i posti dove questo problema si è voluto risolvere.
Ne va anche, e questo ne la Leonori ne Ignazio Marino possono trascurarlo, del bilancio della città. Il settore delle affissioni vale 80 milioni l'anno di oneri concessori a vantaggio dell'amministrazione. Forse anche qualcosa di più. Oggi la città, avendo deciso di lasciare questa ricchezza nelle mani del racket delle ditte, ne incassa più o meno 17. Significa perdere ogni anno una sessantina di milioni. Per i 5 anni che Marino si troverà a governare significa 300 milioni: il sindaco li vuole utilizzare per fare del bene alla città o li vuole lasciare nelle tasche di gente che non più di 10 anni fa pianificava l'uccisione del suo predecessore Walter Veltroni? E' una battaglia antimafia prima di ogni altra cosa. E subito dopo è una battaglia per la legalità, per il decoro, per lo sviluppo e per la ricchezza della città.

9 commenti:

  1. Speriamo davvero di sentire presto buone novita' dalla Neo Assessore! Roma e' in ginocchio, non puo' non accorgersene!

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  2. Più che un post sulla situazione cartellonistica in Roma, mi sembra un (velato) auspicio di avallo ad una delle politiche di indirizzo dell'attuale giunta (amica per chi si auspica...). Il problema vero è che la precedente Amministrazione (Alemanno) ha semplicemente continuato - più o meno - nella conduzione della città pari pari come le decine di amministrazioni di sinistra precedenti e l'attuale sicuramente non si discosterà dal seminato....

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  3. Franco Quaranta29 agosto 2013 15:44

    Ascoltando le parole della Leonori viene da chiedersi se veramente si renda conto della gravità della situazione ma soprattutto è forte la sensazione che non abbia ben chiara l'urgenza di affrontare SUBITO la soluzione del cancro cartellonaro. Dichiarazioni fumose e generiche che scoraggiano tutti coloro che avevano sperato in un rapido e forte cambio di passo da parte della nuova amministrazione.
    I cittadini si battono da anni contro questo incredibile scandalo e sarebbe ora che i nuovi amministratori STUDIASSERO con attenzione le proposte di emendamenti al PRIP presentate in una conferenza stampa del 3 maggio 2013. Il tempo a disposizione non è molto e le iene cartellonare, assistite da potenti studi legali,approfitteranno di ogni titubanza o colpevole ritardo.
    Per chiarezza gradirei sapere quali siano le "associazioni e comitati che hanno fatto proposte fantasiose e che in taluni casi sono strumentalizzati dalle ditte".

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  4. Chi ha scritto questo articolo senza prendersi la responsabilità di firmarlo avrebbe dovuto azionare il cervello prima di mettersi a scrivere le bestialità che ha detto, dimostrando una arroganza che è direttamente proporzionale alla sua ignoranza e che lo porta non solo a fare un inutile quanto del tutto controproducente processo alle intenzioni dell’Assessore Leonori, ma anche e soprattutto a diffamare “comitati e associazioni” di cui si permette di definire “fantasiose” le loro “proposte” per di più con l’accusa di essere “magari in taluni casi strumentalizzati dalle ditte stesse”, nella convinzione del tutto sbagliata che “non c'è nulla da inventarsi” perché “il problema c'era anche in altre città, da Parigi a Napoli, e tutte lo hanno risolto”.
    Fra le associazioni che secondo l’articolo sarebbero strumentalizzate dalle stesse ditte pubblicitarie c’è anche VAS, a nome della quale ho redatto assieme a “Basta Cartelloni – Francesco Fiori” una proposta di modifiche ed integrazioni al PRIP che è stata illustrata nella conferenza stampa tenuta lo scorso 3 maggio e che non permetto nella maniera più assoluta che venga annoverata nel fascio di quelle definite “fantasiose”, a maggior ragione perché rientra fra quelle che secondo l’Assessore Leonori hanno dato un utilissimo contributo.
    Non posso permettere in termini di “metodo” che in un momento delicato come questo (in cui ci sarebbe stato bisogno di presentarsi uniti davanti alla nuova amministrazione della città) cittadini, comitati e associazioni appaiano invece del tutto spaccati fra di loro: non posso soprattutto permettere che si faccia di tutto un fascio e che almeno la mia associazione venga confusa o peggio ancora “equiparata” a Cartellopoli (scambiato – benché soltanto blog - per un “Comitato” che non è mai esistito come tale).
    In termini di “merito” non posso accettare che per altrettanta ignoranza in perfetta buona fede da parte di chi legge venga scambiata per lecita e quindi percorribile la “tesi” strampalata che in modo recidivo viene periodicamente riciclata su questo blog, secondo cui si potrebbero riassegnare direttamente previo bando internazionale le autorizzazioni che verranno a scadere alla fine del 2014, SENZA DOVER PRIMA APPROVARE IL PRIP ED I PIANI DI LOCALIZZAZIONE PRESCRITTI PERALTRO DALLA NORMATIVA VIGENTE IN MATERIA, SANCITA DALLA STESSA CORTE COSTITUZIONALE.
    Non risponde affatto al vero che basti un “bando internazionale suddividendo la città in (pochi) lotti come è stato fatto in tutti i posti dove questo problema si è voluto risolvere”: NELLE CITTÀ DA PARIGI A NAPOLI I BANDI SONO STATI ATTIVATI SOLO DOPO AVERE APPROVATO SEMPRE E COMUNQUE QUANTO MENO I RIAPETTIVI PIANI REGOLATORI.
    Ne deriva che è proprio la “deregulation” che propugna l’articolo in questione a sembrare strumentalizzata” dalle stesse ditte, perché di fatto consente ad esse di gareggiare senza le "regole" che sono alla base di ogni amministrazione democratica, per cui appare molto grave il discredito che è stato riservato all’Assessore Leonori, che benché abbia rilasciato una intervista più che corretta è stata accusata in modo inglesizzato non solo di avere lo stesso “mood” (umore, animo) di Davide Bordoni, ma di volere l’approvazione dello strumento del PRIP per mettere ordine e poter controllare al meglio la situazione, superando quelli che lo stesso Assessore ha definito gli attuali “controlli allentati”.
    Chi ha scritto questo articolo dovrebbe comunque rendersi conto di stare remando contro quell’unità di intenti che era stata ultimamente predicata su questo stesso blog: dovrebbe soprattutto spiegare a tutti quelli che lo leggono a quale gioco perverso stia veramente giocando.

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  5. Comitato Cartellopoli29 agosto 2013 16:15

    L'articolo non si sogna neppure di attaccare le associazioni serie che stanno combattendo assieme a noi da anni questa battaglia (VAS e Bastacartelloni in primis), bensì le associazioni fantoccio che in queste settimane stanno nascendo con l'unico scopo di circuire l'assessore e il suo staff.

    L'articolo non dice, ne pensa, in nessuno dei suoi passaggi che i bandi internazionali vedano fatti prima dell'approvazione del PRIP (purtroppo strumentalizzato da questo e dal precedente assessore come fosse la pignatta d'oro alla fine dell'arcobaleno) e dei successivi piani particolareggiati.


    Non si possono supporre delle cose che nessuno ha mai scritto ne pensato per costruire poi l'ennesimo attacco isterico e scomposto. Purtroppo non è la prima volta. Consigliamo sobrietà e calma. E soprattutto rileggere due o meglio tre volte ciò che si vuole aprioristicamente criticare.

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  6. L’articolo non fa nessun distinguo fra associazioni “serie” ed associazioni “fantoccio”, per cui chi l’ha scritto avrebbe dovuto avere l’accortezza di specificarlo, oltre che prendersi la responsabilità di far sapere per nome e cognome quali e quante siano le associazioni che “in queste settimane stanno nascendo con l'unico scopo di circuire l'assessore e il suo staff”: senza questo distinguo ha fatto di tutto un fascio ed ha quindi offeso senza magari rendersene conto non solo l’associazione che rappresento (di cui ho inteso difendere il buon nome senza nessun isterismo, ma anche senza farmi mettere impunemente sotto i piedi), ma anche l’associazione Basta Cartelloni- Francesco Fiori (prova ne è la richiesta fatta da Franco Quaranta alla fine del suo commento).
    Se nell’articolo si parla di autorizzazioni che scadono nel 2014 e che si ri-assegnano direttamente con un bando internazionale, anche a rileggere questo passo 4 volte rimane pur sempre l’impressione che chi scrive sembra fregarsene altamente del PRIP, a maggior ragione perché afferma che “serve, per carità, ma non è che un'aspirina data ad un malato terminale”, dimostrando di non dare a questo strumento l'importanza che si deve.
    Prendo atto con soddisfazione ad ogni modo della precisazione fatta dal “Comitato Cartellopoli”, a cui mi sento però anch’io di consigliare (e non è pure per me la prima volta) di evitare i soliti toni, pur di fare colpo giornalisticamente, e di essere comunque più chiaro nelle finalità che si prefigge ogni volta con gli articoli che vengono man mano pubblicati.
    Grazie.

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  7. si, sarebbe il caso che l'estensore del post facesse il nome di queste "associazioni e comitati strumentalizzati dalle ditte", visto che chi segue la vostra battaglia coraggiosa conosce bene l'impegno serio e qualificato di VAS e Bastacartelloni-Francesco Fiori.

    Mi sembra un pò presto e decisamente gratuito mettere Marta Leonori sullo stesso piano del "Biondino di Ostia" anche se tutti ci aspettavamo un segnale importante, come promesso da Marino, nei primi 100 giorni di consiliatura.

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  8. cari amici di Basta Cartelloni, vi siete scelti dei compagni di strada del tutto inaffidabili

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  9. L'intervento del dott. Bosi mi sembra un po' eccessivo. Fin qui nessuno vuole avere un atteggiamento pregiudizievole verso la giovane ed inesperta dott.ssa Leonori. Ma quando sostiene che nella Città vi sono cartelloni pericolosi, ovvero non autorizzati, dimostra di non sapere che se un impianto è pericoloso, quindi sanzionato dai Vigili Urbani, deve, e sottolineo deve, essere rimosso, non occorre attendere nessuna decisione del Consiglio Comunale, altrimenti la pensa come il "biondino di Ostia". Ci piacerebbe, poi, sapere quali sono gli impianti "autorizzati". Nessuno ha più una concessione in corso di validità, moltissimi non rispettano i pochi vincoli posti dalla 37. Ma allora di cosa parla la ragazza? Certo che se si avvale della consulenza dell'avv. Capone (leggi ass.re Valentini) il futuro per chi ama Roma e le sue bellezze si prospetta ancora deludente, con il rammarico di vedere ancora una volta Ammnistratori non degni di una Capitale Europea. Ad maiora!

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