lunedì 16 settembre 2013

Andrea Catarci ci spiega l'incredibile storia dei due nuovi cartelloni davanti la facciata dell'ex fiera di Roma. Semplicemente uno scandalo

Prima
Dopo

La pubblicità sul portale, a progetto in corso e dopo il via libera del Dipartimento comunale, è stata considerata illegale. Per legalizzare l'attività ad agosto è stato imposto dal Dipartimento comunale al commercio di mettere i due cartelloni, per rompere la continuità del portale.
La parte centrale più le due spallette laterali insieme non ci possono stare, per noi basta cornice o rialzo mentre per il Dipartimento serve mettere i due cartelloni. Sembra un riflesso condizionato metterne sempre più.
Ho chiesto all'Assessora Leonori di guardare alla pubblicità che si fa sul perimetro dell'ex Fiera, dove di legale c'è poco e di indagare sul perchè in quel contesto si sia bloccato un progetto sperimentale per una questione di spessori senza arrivare a parlare delle centinaia di migliaia di impianti legalizzati ovunque!
Quei due cartelloni peggiorano la qualità del progetto artistico sul portale dell'ex Fiera e non li vogliamo.
Ho chiesto poi a Marta Leonori di aiutarmi a toglierli, perchè oltre a peggiorare il progetto sono due cartelloni in più.

Andrea Catarci - @AndreaCatarci

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Prendiamola in chiave positiva: a noi sta anche bene che tutte le cose che vengono "considerate illegali" vengano sanate. Ci va bene che venga applicato il regolamento in maniera integerrima (e probabilmente il regolamento, nei suoi mille cavilli, non consentiva ad una superficie para-pubblicitaria come quella della ex Fiera), ci va bene la linea dura. Ci chiediamo soltanto perché non venga mai "considerato illegale" quel che illegale è in tutta evidenza e che viola non solo il regolamento comunale, ma anche il Codice della Strada, il Codice del Paesaggio e una manciata di altre leggi e norme. Basta girare lo sguardo dalla facciata della Fiera di Roma per trovare dozzine di cartelloni abusivi o abusivamente autorizzati dal Dipartimento comunale. Lo stesso dipartimento che ha dovuto, in ossequio del regolamento, sfregiare questo progetto pubblicitario-artistico fatto come si fanno i progetti pubblicitari-artistici in tutto il mondo evoluto. Forse perché questa "pubblicità" era l'unica pubblicità in zona a non appartenere alla cricca camorrista dei pubblicitari romani che tengono in pugno il Comune. Gli stessi che in questi giorni hanno provato a rubarsi il bike-sharing, gli stessi che stanno cercando di mettere le mani sulle pubblicità dei bus e quelle sotto alle stazioni metro. Quelli che in tutto il mondo il settore dell'outdoor advertising chiama "los bandidos"...

2 commenti:

  1. "los Enemigos de Roma y de los Romanos" casomai.
    Ma va bene a tutti e atutte le Istituzioni...
    boh ???!!!

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  2. la bubblicita' ha proprio stufato. andrebbe proprio vietata

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