lunedì 30 settembre 2013

Della serie: lettera da stamparvi e da tenervi sempre in tasca per darla, appena lo incontrate, al sindaco

Caro Sindaco,

uno dei maggiori scandali che vive la nostra città è rappresentato dalla cartellonistica pubblicitaria. Roma è l'unica città d'Europa ridotta in questo modo. Oltre 200mila impianti abusivi o abusivamente autorizzati rendono pericolose le strade, distruggono panorami e prospettive, coprono la segnaletica e i monumenti e alimentano la criminalità. Sì perché tra le 400 ditte che operano a Roma (in tutte le altre capitali occidentali sono 3 o 4), sono molte quelle infiltrate dalla malavita romana o campana e calabrese. Negli ultimi anni ci sono stati almeno cinque morti a causa di cartelloni posizionati in violazione del codice della strada fatti installare durante la precedente amministrazione: solo questo basterebbe per intervenire con decisione.

Lo scandalo cartelloni è stato uno dei motivi per cui molti cittadini hanno optato per non ri-votare l'ex Sindaco e preferire lei: dunque perché sino ad oggi nulla è stato fatto?
Importante considerare che i tempi sono strettissimi. Le licenze degli impianti scadono tutte con la fine del 2014: occorre a quel punto, finalmente, non consentire il rinnovo tacito delle concessioni e portarle a scadenza indicendo poi nuovi bandi per assegnare il settore a società serie e qualificate anche a livello internazionale.

Ne va anche del bilancio pubblico: oggi il Comune ricava dalla concessione degli spazi circa 17milioni di euro in un mercato, quello romano, che è valutato attorno agli 80 milioni. Significa che ogni anno paghiamo questa inefficienza circa 60 milioni che potrebbero entrare nel bilancio del Comune e che invece vengono lasciati nelle tasche di una costellazione para-criminale di ditte. Può una città nelle condizioni finanziarie di Roma privarsi di tutti questi soldi? E perché?

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