lunedì 2 settembre 2013

Invece di sistemare il caos cartellonaro, rendiamolo leggibile con i chip. Geniale, no? Riflessioni sulle ultime di Marta Leonori


Le prime uscite dell'assessore Marta Leonori sul tema dei cartelloni (il tema per eccellenza di questa amministrazione, dopo i disastri della precedente) ci avevano sorpreso per impreparazione e pressappochismo: tanto che avevamo pensato ad una impostazione votata alla pretattica da parte della scaltra esponente del PD. Le ultime esternazioni, invece, risalenti alla giornata di sabato e pubblicate da Repubblica, aumentano la nostra preoccupazione: l'assessore non è solo poco informata e poco preparata, a quanto pare è anche mal consigliata. E questo è molto, molto peggio.
A quanto pare Marta Leonori non ha ancora effettuato tutti i passaggi necessari per circondarsi di persone preparate, vogliose di risolvere il problema, non compromesse con il racket incredibile (forse Marta Leonori ancora non si è resa conto che stiamo parlando di "Mafia", e il che è tutto dire visto che se n'era reso conto persino Alemanno in persona) della cartellopoli romana. 

Marta Leonori dovrebbe comprendere che c'è solo una cosa che può essere considerata 'peggiore' di quel che hanno fatto Davide Bordoni e tutti gli altri protagonisti di questa brutta e incredibile storia iniziata nel 2009: lasciare quello che hanno combinato tutto così com'è. Peggio di aver regalato la città alla cosca dei cartelloni sarebbe non riprendersela, questa città. 

L'impostazione di Marta Leonori va, invece, nella direzione meno auspicata. L'ultima uscita -abbiamo pubblicato l'articolo in un post di sabato- mette sul tappeto i seguenti punti:


- CHIP PER I CARTELLONI
Una iniziativa inventata dalla scorsa amministrazione per gettare fumo negli occhi alla protesta. Il chip per i cartelloni non serve a niente, non esiste da nessuna parte del mondo e non ha senso in un contesto in cui i controlli sono automatici vista l'esclusività dell'assegnazione territoriale. Esempio: a Napoli, nell'area centrale della città, c'è solo una (una!) ditta autorizzata a installare impianti. Non serve alcun chip perché se dovesse comparire anche un solo impianto abusivo sarebbero i responsabili della ditta assegnataria stessa a segnalarlo (e magari a rimuoverlo a loro spese, se questi sono gli accordi con la città). I chip, semmai, possono servire per fare un briciolo di chiarezza in situazioni di caos totale e dunque installare dei chip significa affermare che si vuole perpetrare il caos totale. Tanto è vero che questo era il cavallo di battaglia del precedente Presidente della Commissione Commercio al Campidoglio Ugo Cassone (ecco il link: http://www.iltempo.it/roma-capitale/2012/03/30/via-60mila-metri-quadri-di-cartelloni-1.32390) l'uomo che, dopo qualche anno di protesta, l'amministrazione scelse come capro espiatorio per difendere l'indifendibile. Se i cittadini hanno duramente punito nella cabina elettorale quelle politiche e quelle scelte folli, come mai Marta Leonori invece di cambiare diametralmente strada ripropone la minestra riscaldata e rifiutata dalla città? Come mai ascolta gli stessi tecnici evidentemente in cattiva fede o totalmente incapaci ad affrontare ed a risolvere un problema simile?


- LIMITE MASSIMO DEI 4x3
Che senso ha dire che ci devono essere 7000 4x3? Come si fa a contarli? Quelli in eccesso si trasformano in impianti di minore dimensione? Ancor più fastidiosi? 4x3 e 3x2 sono presenti in molte città occidentali, ma ad esempio la nuvola di cartelletti 1x1 su ogni marciapiede è esclusiva romana. Quelli vanno bene e i 4x3 vanno contingentati a 7000? 


- CAMPAGNA DI INFORMAZIONE PER I CITTADINI
Ai cittadini il tema non interessa granché. Il cittadini vogliono sapere che la propria amministrazione, come è nelle potenzialità di fare, invece di raccogliere 17 milioni dalle affissioni (come fa oggI) ne raccoglie 70 o 80 milioni (queste le dimensioni del business che l'amministrazione potrebbe ricavare e che invece viene lasciata scientemente nelle tasche delle ditte).


- PIANO REGOLATORE COME MEDICINA PER TUTTI I MALI
Falso. Il Piano Regolatore è pessimo, scritto male, potrebbe migliorare con le modifiche che le associazioni hanno proposto lo scorso maggio, ma comunque non sarebbe mai di per se la panacea. Strumentalizzarlo come obbiettivo significa pretendere che i cittadini guardino il dito e non la luna.


L'auspicio, ancora una volta, è che l'assessore Marta Leonori cancelli dalle nostre teste l'idea di stare passando dalla padella alla brace. Le concessioni per la cartellonistica romana scadono nel 2014, il Comune può decidere di non rinnovarle e, dopo aver approvato il Piano Regolatore (con le opportune modifiche) e dopo aver approvato i relativi piani particolareggiati, di suddividere la città in macrolotti e metterli in palio al miglior offerente. La città tornerebbe ad essere pulita e ordinata, la cartellonistica da problema tornerebbe ad essere risorsa, la città quadruplicherebbe i suoi introiti, il crimine organizzato che si nasconde dietro alcune delle 400 ditte che operano a Roma (dovunque nelle città nostre pari sono massimo 4 o 5) sarebbe automaticamente sconfitto. Una infinita serie di servizi accessori potrebbero finalmente essere offerti alla città (arredo urbano, bike-sharing, mappe, toilette pubbliche...).
Marta Leonori e Ignazio Marino hanno intenzione di risolvere e affrontare questa faccenda (visto che si presenta questa scadenza assai propizia) o vogliono obbligare i cittadini romani a convivere ancora con una situazione inaudita che non ha eguali al mondo?

12 commenti:

  1. Commento pleonastico: sottoscrivo parola per parola, anche la punteggiatura.
    E se questa giunta non seguirà tale linea di condotta, sappiano da oggi che li considereremo, senza pietà, come degli eredi di bordoni e c.
    Marco1963

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  2. Intendevo degNi eredi, ovviamente
    Marco1963

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  3. So PER CERTO che i vostri articoli arrivano sul tavolo dell'assessore e dei suoi. Dunque molto, molto bene...

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  4. Per la precisione.
    - CHIP PER I CARTELLONI – Il 12 novembre 2010 la IX Commissione Commercio aveva approvato un emendamento allo schema normativo del PRIP, che all’ultimo comma disponeva testualmente: “A partire dal 01/01/2012 saranno studiate procedure tecnologiche per il controllo elettronico/satellitare degli impianti sul territorio”. Il suddetto emendamento è stato poi accantonato perché superato dal nuovo emendamento approvato sempre dalla IX Commissione Commercio a novembre del 2012 che testualmente recitava:”Entro il … i titolari di impianti per la pubblicità e le pubbliche affissioni esistenti sul territorio di Roma Capitale dovranno dotare a propria cura e spese ogni impianto di un supporto elettronico che consenta l’immediata identificazione sul territorio. Sarà inoltre onere del titolare dell’impianto mantenere il supporto elettronico in perfetto stato di funzionamento e manutenzione.”
    Ma il chip per i cartelloni è stato assunto da ben prima come cavallo di battaglia dall’allora Assessore al Commercio Daniela Valentini, a cui il neo Assessore Marta Leonori sembra volersi richiamare, a maggior ragione se è vero che si sta avvalendo dell’avv. Capone che a suo tempo è stato consulente proprio della Valentini.
    In un caso come nell’altro il chip dovrebbe risultare registrato presumibilmente sempre e comunque nella Nuova Banca Dati del Comune, che come dovrebbe essere ormai noto costituisce il censimento sia degli impianti pubblicitari della procedura del riordino che di quelli definiti “fuori scheda”, che sono comprensivi anche e soprattutto dei cartelloni abusivi autodenunciati: ne deriva che si verrebbe a “legittimare” la attuale cartellopoli.
    L’unico magro vantaggio del chip riguarderebbe gli impianti pubblicitari che in futuro venissero installati abusivamente, perché la mancata loro dotazione di un chip li lascerebbe individuare immediatamente: questo vantaggio è però solo apparente perché le ditte più scaltre arriverebbero prima o poi a mascherare i loro impianti abusivi con dei falsi chip, così come hanno fatto e stanno tuttora facendo con le false targhette identificative.
    L’ASSESSORE LEONORI DOVREBBE CAPIRE CHE LA SOLUZIONE STA NELLA APPROVAZIONE DEL PRIP E SOPRATTUTTO DEI PIANI DI LOCALIZZAZIONE, PERCHÉ A QUESTI ULTIMI SPETTA DI INDIVIDUARE NELLE PLANIMETRIE IN SCALA OPPORTUNA (ALMENO 1.2000) LA POSIZIONE SUL TERRITORIO DI TUTTI GLI IMPIANTI PUBBLICITARI DI CUI POI SI ASSEGNA LA GESTIONE DECENNALE TRAMITE REGOLARI BANDI DI GARA.
    Le planimetrie dovranno essere mese a disposizione di tutti ed in particolare dei Gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale che dal confronto con tale strumento individueranno automaticamente d'ufficio tutti gli eventuali futuri cartelloni abusivi, aiutati in questo anche dalle ditte che si saranno aggiudicate la gestione decennale degli impianti pubblicitari regolari individuati dai Piani di Localizzazione.

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  5. Esistono, appena da un paio di decenni, sistemi di cartografia digitale (GIS) che consentono a tutti di poter facilmente verificare su web se un qualsiasi elemento di arredo urbano, ivi compresi i cartelloni, sia autorizzato o meno.
    Questo vale, ca va sans dire, se e solo se l'amministrazione pubblica fa uso di questi sistemi e solo dopo aver approvato i piani di localizzazione conseguenti al PRIP.
    Invece, a distanza di quattro anni, siamo ancora qui a commentare le baggianate di un assessore, che per giunta è giovane e dovrebbe essersi studiata come minimo tutte le questioni di sua competenza.

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  6. Ha detto tutto Bosi, siamo nell'era di Gmaps e Street View, il chip non serve a un ca**o !
    Se in una data strada il prip prevederà 12 impianti, nel momento in cui fossero 13 basta conoscere le tabelline, non servono chip
    Marco1963

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  7. Si e' saputo poi da Catarci cosa stesse succedendo oggi davanti alla vecchia Fiera di Roma ? Altri cartelloni ???

    Grazie

    Mc Daemon

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  8. Sempre per la precisione.
    LIMITE MASSIMO DEI 4x3 – Quando era Sindaco Vetroni sono stati aboliti i cartelloni di mt. 6 x 3: il 1° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento dispone come norma transitoria che a decorrere dal 25 novembre 2004 tutti gli impianti di questo formato dovevano essere convertiti “in formati di dimensione inferiore entro il limite numerico di 7.000 facciate”.
    La dimensione inferiore è proprio il formato di 4 x 3, che è pari quindi a 12 mq. per facciata: ne deriva che l’Assessore Leonori non solo scopre ora questa che considera una regola ferrea per quelle che chiama “maxistrutture”, ma conferma che a Roma ci dovranno essere 84.000 mq. di superficie espositiva complessiva che deve essere riservata agli impianti di mt. 4 x 3 e che corrisponde a più della metà della superficie totale dei 162.500 mq. previsti dal PRIP voluto da Alemanno-Bordoni.
    ALL’ASSESSORE LEONORI NON È VENUTO NEMMENO LONTANAMENTE IN MENTE CHE SPETTA AL PRIP STABILIRE NON SOLO IN QUALE PARTE DELLA CITTÀ SI POTRANNO INSTALLARE IMPIANTI DI QUESTO FORMATO, CHE LO STESSO PRIP DI ALEMANNO-BORDONI NON CONSENTE SIA NEL CENTRO STORICO (SOTTOZONA B1) CHE NELLE AREE ESTERNE AL TRACCIATO DELLE MURA ED INCLUSE ALL’INTERNO DEL TRACCIATO DELL’ANELLO FERROVIARIO (SOTTOZONE B2), MA ANCHE GLI INDICI DI AFFOLLAMENTO INDICATI IN MODO PIÙ CHE CORRETTO SEMPRE DAL PRIP PER TUTTE LE STRADE INDIVIDUATE DAL PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO (PGTU), PER CUI NON È DATO DI SAPERE A PRIORI SE RISPETTANDO LA ZONIZZAZIONE DEL PRIP GLI IMPIANTI DI MT. 4 X 3 COME SOTTOZONE B3 POTRANNO ESSERE CONSENTITI ALL’ESTERNO DELL’ANELLO FERROVIARIO QUANTO MENO NELLA MISURA DI 3.500 CARTELLONI BIFACCIALI.
    L’Assessore Leonori sembra ignorare il Regolamento vigente e comunque ne considera un aspetto che non appare molto qualificante, perché non si è accorta ad esempio di quanto di ben più importante dispone l’ultimo periodo dello stesso 1° comma del citato art. 31, ai sensi del quale fino all’entrata in vigore del PRIP e dei Piani di Localizzazione “sono confermate tutte le limitazioni disposte dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981”, che elenca una serie di strade che delimitano un perimetro disponendo che all'interno di questo perimetro ed in tutte le strade che intersecano questo perimetro fino alla distanza di 30 metri é vietata la collocazione di impianti superiori a mq. 6,00 (vale a dire cartelloni al massimo di mt. 3 x 2).
    SI TRATTA DI UNA DISPOSIZIONE CHE IL CONSIGLIO COMUNALE HA RITENUTO DI PRESCRIVERE A TUTELA DEL DECORO DI ROMA BEN 32 ANNI FA E CHE L’ASSESSORE LEONORI FAREBBE QUINDI BENE A PRETENDERE CHE VENGA RISPETTATA ANCHE NEL PRIP DA EMENDARE.



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  9. Sempre ed ancora per la precisione.
    - CAMPAGNA DI INFORMAZIONE PER I CITTADINI – In modo del tutto equivoco l’Assessore Leonori ha dichiarato che “una volta approvato il Piano, partirà una campagna di informazione in ogni quartiere che pubblicizzerà il numero dei cartelloni regolari che possono stare in una via, così che i cittadini potranno denunciare gli abusi”.
    Va fatto presente che spetta ai Piani di Localizzazione stabilire in modo definitivo il numero dei cartelloni regolari che possono stare in una via, per cui al PRIP spetta il compito di stabilire solo gli indici di affollamento (vale a dire gli impianti che possono essere installati in ogni 100 metri lineari di via), per giunta non per tutte le strade di Roma.
    Si crea quindi il problema di stabilire quali e quanti degli impianti pubblicitari già installati a Roma potranno essere considerati “regolari”, facendo diventare di per sé abusivi non solo quelli che verranno installati dopo l’approvazione del PRIP, ma anche e soprattutto quelli attualmente esistenti che non verranno ritenuti tali dal Comune, a cui spetta contestualmente il compito di rimuoverli e non ai cittadini di denunciarli.
    Per capire meglio la problematica che non sembra molto chiara all’Assessore Leonori, anche nell’augurio che il suo staff ci legga, faccio presente che secondo la proposta unitaria di VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori, assieme alle correzioni degli errori materiali rilevati nella tavole di zonizzazione e tipi stradali, debbono essere redatti i seguenti elenchi da allegare al PRIP emendato:
    1) elenco di tutti gli impianti pubblicitari installati abusivamente in proprietà sia pubblica che privata ed autodenunciati, per i quali sia stata pagata una “indennità”, nonché tutti gli impianti facenti parte della procedura del “riordino”, per i quali sia decaduta di diritto l’autorizzazione;
    2) elenco di tutti gli impianti pubblicitari installati a qualunque titolo sul territorio comunale che risultino collocati in zona A;
    3) elenco di tutti gli impianti già installati che fanno parte della “procedura di riordino” e che sono assistiti da titolo autorizzativo rinnovato, così come gli impianti già installati perché successivamente autorizzati in forza del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, le cui collocazioni sul territorio risultino compatibili con la zonizzazione ed i tipi stradali del PRIP.
    (segue nel commento successivo)

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  10. (seguito del commento precedente)
    Secondo la proposta unitaria dalla data di pubblicazione del PRIP dovrebbero entrare in vigore le seguenti misure di salvaguardia:
    • sulla base del suddetto 1° elenco, entro e non oltre 30 giorni dalla data di entrata in vigore del PRIP la Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità deve trasmettere ad ognuna delle ditte l’elenco degli impianti totalmente abusivi di cui sono titolari e che debbono essere rimossi a
    loro cura e spese entro il termine di dieci giorni dalla notificazione, trascorso inutilmente il quale per ognuno di essi verrà applicata la sanzione amministrativa e disposta con Determinazione Dirigenziale la rimozione forzata d’ufficio con la somma ricavata dalle sanzioni, ferme restando tutte le spese occorse a carico del trasgressore;
    • sulla base del suddetto 2° elenco, entro e non oltre trenta 30 dalla data di entrata in vigore del PRIP la Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità deve trasmettere ad ognuna delle ditte l’elenco degli impianti installati in zona A di cui sono titolari con l’invito a rimuoverli a loro cura e spese entro e non oltre un mese dalla data di notificazione;
    • gli impianti già installati in zona A che fanno parte della “procedura di riordino” e che sono assistiti da titolo autorizzativo comunque rinnovato possono essere ricollocati o accorpati in aree compatibili con il PRIP, così come individuate nelle apposite tavole allegate ad esso, dove possono
    però rimanere solo fino all’esito del bando di gara: per essi si deve presentare domanda di ricollocazione anche cumulativa, senza necessità di asseverazione relativa alla regolarità della nuova posizione da parte di tecnico abilitato, autocertificata comunque dal rappresentante legale
    della ditta pubblicitaria interessata con diritto di reinstallazione senza alcuna istruttoria anche dopo i 30 giorni;
    • nei confronti degli impianti pubblicitari per i quali non venisse presentata alcuna domanda di ricollocazione entro i trenta giorni, con il contestuale impegno alla loro rimozione a proprie cure e spese che non risultasse comunque avvenuta entro lo stesso termine di tempo, la Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità deve comminare la sanzione amministrativa prevista per tali impianti da ritenere abusivi e provvedere alla loro rimozione forzata con la somma ricavata, ferme restando tutte le spese occorse a carico del trasgressore, con perdita di diritto alla
    ricollocazione.
    • gli impianti già installati che fanno parte della “procedura di riordino” e che sono assistiti da titolo autorizzativo rinnovato, così come gli impianti già installati perché successivamente autorizzati in forza del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, le cui collocazioni sul territorio risultino compatibili con la zonizzazione ed i tipi stradali del PRIP, così come individuati nel suddetto 3° elenco, possono rimanere installati sul territorio solo fino alla approvazione dei rispettivi Piani di Localizzazione ed all’esito dei conseguenti bandi di gara.
    Facendo scattare le suddette “misure di salvaguardia” che resteranno in vigore fino alla approvazione dei Piani di Localizzazione, spetta al Comune e non ai cittadini individuare a priori gli impianti abusivi da rimuovere.

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  11. Arch. Bosi, un consiglio da amico, capisco che la materia è molto tecnica, ma lei, fuori dalla sede istituzionale, DEVE sintetizzare il più possibile le sue deduzioni e/o controdeduzioni, altrimenti la gente legge/ascolta le prime 10 righe poi "cambia canale", e non si ottiene nulla, quindi riguardo l'obiezione di cui al primo suo commento avrei detto, "cara leonori, già la giunta veltroni aveva deliberato 7000 tabelloni 4 x 3, pari a 84mila mq, quindi vediamo se al netto delle zone completamente "proibite" (mura aureliane, ecc.) si riesce a posizionare questi 84mila mq nelle rimanenti zone rispettando gli indici di affollamento, e le varie prescrizioni del cds, ecc."
    Mi pare parecchio più chiaro, credo .....
    Marco1963

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  12. sta cosa dei chip è la più ridicola mai sentita finora.
    come se un chip evitasse di far installare dei cartelloni abusivi senza chip.
    speravano forse che pronunciando la prolina 'chip' questa evocasse nelle nostre menti 'tecnologia-efficienza-controllo' e ci facesse abbassare la guardia con questo contentino...
    ahooo ma c'hanno presi tutti pe imbecilli?

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