mercoledì 16 ottobre 2013

Audizioni in Commissione Commercio sui Cartelloni. La cosa si fa sempre più inquietante


Inquietante nuova seduta sui cartelloni in Commissione Commercio. Apparentemente le cose si muovono e migliorano, nella realtà, sotto sotto, il quadro si ingarbuglia e le strategie per cambiare tutto affinché nulla cambi si affinano. Nuovi squallidi stratagemmi per evitare regolari bandi di gara, ad esempio. L'amministrazione che allestisce un teatrino di neo-attivismo e urgenza al grido di "dobbiamo fare presto", per mascherare i reali intenti: depistare l'attenzione per ottenere il risultato dell'affossamento dei bandi di gara, ovvero l'unico passaggio finale possibile per rendere accettabile la situazione della pubblicità esterna romana. Qui qualche frase commentata nella lunga ora di audizione che è possibile ascoltare grazie al mai troppo ringraziato consigliere Enrico Stefàno. E in seguito la nostra chiosa. 


"Noi abbiamo responsabilità enormi. Quello che sta succedendo in città è al limite..."
Bene, questo concetto è arrivato. Purtroppo non è arrivato, ad Orlando Corsetti presidente della Commissione Commercio, il concetto che la città non può cambiare se non attraverso un pecorso obbligato e ineludibile (così lo chiamerà in seguito l'Arch. Rodolfo Bosi) che parte dal Piano Regolatore, passa per i Piani di Localizzazione e arriva a regolari bandi di gara per assegnare le posizioni pubblicitarie che il Comune di Roma vuole mettere a disposizione delle ditte.

"L'assessorato viaggia sulla nostra lunghezza d'onda"
Una bella frase di Michela De Biase che ci conferma alcune voci che ci provengono dall'ectoplasmatico personaggio di Marta Leonori. 

"Tre fasi ineludibili e concatenate: Prip - Piani di Localizzazione - Bandi"
Rodolfo Bosi spiega con chiarezza cosa fare alla Commissione. La Commissione capisce, finge di capire, annuisce e poi assesta il colpo finale: la terza gamba di questo tavolo, i bandi, deve cadere (facendo ovviamente cadere tutto il tavolo) grazie alla polpetta avvelenata della delibera 116. E' questa la nuova impostazione che sicuramente vedrà favorevoli PD (o parte di esso) e gli alemanniani in commissione. Si tratta di smascherare l'ennesimo episodio di consociativismo

I bandi sono articolo del Regolamento Comunale
Ulteriore bel colpo assestato da Rodolfo Bosi: hai voglia, cara ditta malavitosa, a dire che i bandi non li vuoi perché ti dovevano avvertire prima, perché non te l'aspettavi, perché hai diritti acquisiti. Tutte idiozie che non potrebbero essere impugnate neppure dal migliore studio di avvocati di Londra. Poiché i bandi sono citati e indicati come esisto nei Regolamenti Comunali da decenni. Sono lì e loro hanno richiesto autorizzazioni ad operare in un mercato regolato da quel regolamento, dunque non potevano non sapere che, prima o dopo, i bandi si sarebbero fatti. Qui l'Arch. Bosi, come avviene sovente con brillantezza, diventa Avv. Bosi. Perfetto. 

Delibera 116. Una spada di damocle che viene addirittura a rendere inutile il Prip
Altra chiara metafora di Rodolfo Bosi. Altra chiara rispetto alla quale si è preferito far finta di non capire. 

Il 31 dicembre 2014 è domattina
Sempre Orlando Corsetti a parlare. Ma visto che il 31 dicembre è domattina e visto che anche il Presidente ha paura di far tardi con l'appuntamento storico che questa città ha, come è possibile che non si pensi a mandare una bella lettera alle ditte spiegando loro, via raccomandata, che, come da regolamento peraltro, il Comune conferma che le autorizzazioni non sono da considerarsi prorogate oltre il 31.12.2014.
La cosa che notiamo, ad ogni modo, anche qui, è che si sta procedendo a fare quel che la scorsa settimana, in una audizione sempre in Commissione, ha indicato di fare Gianni Alemanno: subito lavorare sul Prip e approvarlo. Così Marino sarà contento, la Leonori sarà contenta e soprattutto nessuno sarà contento perché il Prip è pieno d'errori ed è impugnabile e perché poi non può avere alcuna efficacia fintanto che rimane la delibera 116: ma su quella, come vedremo, "decide la politica". Sul Prip ci si apre alla città, si coinvolgono le associazioni, si approva in grande fretta entro 40 giorni; sulla delibera 116, che è l'arma che uccide il Prip, invece "decide la politica". E' come fare una costosa pedicure su un individuo condannato a morte e che il giorno dopo deve essere portato sul patibolo: tempo e soldi dilapidati.

Passaggio su indulto e amnistia di Corsetti
Interessante il passaggio sulle carceri perché, ci auguriamo, nell'immediato futuro dovrebbero avere molto a che fare, le carceri, con alcuni dei protagonisti di questa storia...

Stefàno ancora sulla 116
Il pentastellato Enrico Stefàno assesta un bel uno-due sulla 116, anche a lui evidentemente suona strano il fatto che si debba lavorare su una cosa che poi può essere azzerata da questa polpetta avvelenata. Eppure anche qui il Presidente risponde serafico "deciderà la politica". E precisa che la 116 non incide sui Piani di Localizzazione più di tanto, semmai incide sulla possibilità che si facciano i bandi da gara. Eh, scusate, che volete che sia. Al massimo non si faranno i bandi di gara, ovvero la condizione indispensabile per sistemare la città di Roma e farla uscire da questo incubo. Senza i bandi è semplicemente impossibile uscirvi. Accordandosi con le ditte (oneste e malavitose, con queste ultime in maggioranza) non è possibile uscirvi. 


Quindi, in definitiva, la strategia attualmente è la seguente. Si sta facendo una fuga in avanti per gettare fumo negli occhi degli osservatori (e magari del sindaco Marino e dell'assessore Leonori che potrebbero così tra qualche mese esultare per l'approvazione di un Prip che, in presenza della delibera 116 non abrogata, non servirebbe a nulla), una corsa ad approvare il Prip, magari così com'è (un pateracchio) o magari con qualche modifica. Ci si rovella su 40 o 60 giorni di pubblicità del Prip per i cittadini e per le associazioni che vorranno contribuire, lasciando tuttavia quella spada di damocle della delibera 116. Praticamente la Commissione, la città, le associazioni si mettono a lavoro, investono soldi e tempo, per operare su una piattaforma che è destinata a crollare perché minata alla base dalla delibera 116/2013, una polpetta avvelenata vergognosa approvata l'ultimo giorno di consiliatura da una Giunta Alemanno. Le classiche delibere di fine consiliatura che ogni nuovo Consiglio che si rispetti e che rispetti il mandato elettorale cancella all'istante. E qui invece si trovano strade, molto impervie, per difendere, spiegare, interpretare. Ma cosa c'è da interpretare in una delibera disperata e criminogena fatta appositamente per salvare il fondoschiena a qualche amico a pochi giorni da una annunciata débàcle elettorale? Tra gli altri passaggi inquietanti anche quello, sempre di Corsetti, secondo cui la cosa si risolverà "con i bandi o con altri modi". Ma visto che altri modi non ci sono (a meno ché non si voglia rimanere nel caos attuale, dialogando proprio con chi lo ha determinato) e non ci sono stati da nessuna altra parte del mondo, perché Corsetti non ci fa sapere quale è il suo obbiettivo? Gli abbiamo spiegato che non c'è altra strada che i bandi, gli abbiamo dettagliato i motivi di questa ineluttabilità, glielo abbiamo detto in tutti i modi, gli abbiamo sottolineato che sta facendo l'interesse di realtà malavitose. Niente. Non ci ha sentito ed è andato per la sua strada (ci auguriamo solitaria all'interno del PD), ma magari ha una strada migliore: quale è? Perché non ce la rappresenta? Sarà senz'altro roba da convegno mondiale sulla cartellonistica esterna: l'unica città al mondo che riesce a sistemare una situazione simile senza incanti pubblici, magari facendo "mettere d'accordo" un centinaio di ditte e far sì che tutte e cento siano d'accordo tutte insieme con il Comune. Sarebbe come far gestire il servizio rifiuti invece che ad una società (Ama), a 100 società diverse. Ciascuna con un tot di palazzi affidati sparsi in giro per la città. E poi pretendere che questo funzioni! Sarebbe, come è evidente, l'unico modo per avere un servizio ancor peggiore rispetto a quello che Ama eroga, a prezzi superiori e con tutte le conseguenze in termini di caos, piccole ruberie, infiltrazioni.

Non decide "la politica", caro Corsetti, decide "la democrazia". (E oltre tutto decide la legge, visto che la 116 è illegittima da ogni parte la si guardi). E i cittadini si sono espressi con grande chiarezza. Anche se a te continua purtroppo a stare simpatico Gianni Alemanno e anche se trovi ogni strada (l'arrampicata sugli specchi per difendere la 116 è pazzesca, in questo video) per legittimarne le gesta, gli elettori si sono espressi in maniera completamente diversa chiedendo all'attuale classe dirigente della città di tappare le falle della precedente Giunta, non di adagiarcisi dentro. 

L'importante è che sia chiara una cosa: noialtri non ci caschiamo.


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Prima puntata, 16/09/2013 - Prima audizione Paciello
Seconda puntata, 20/09/2013 - Audizione associazioni di cittadini
Terza puntata, 04/10/2013 - Audizione rappresentanti ditte pubblicitarie

17 commenti:

  1. Non mi piace per niente come si stanno mettendo le cose.
    Speriamo che Corsetti non butti nel cesso un'occasione storica per portare finalmente un po' di pulizia nel comparto piu' devastato ed infiltrato del Comune di Roma.
    Mc Daemon

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  2. Come già più volte chiarito, ritengo che ad oggi sia indispensabile far partire l’iter per l’approvazione del PRIP e trovare le risorse finanziarie per realizzare i piani di localizzazione. Solo dopo, si affronterà la questione bando si/bando no dal momento che quest’ultimo argomento non trova ragione di esistere senza il suddetto PRIP. Diversamente spiegatemi cosa dovrebbe contenere questo bando!
    Inoltre, se io volessi mantenere lo status quo sulle affissioni pubblicitarie a Roma non avrei tutta questa fretta di far approvare il PRIP entro la fine dell’anno, impedendo così il rinnovo automatico delle concessioni in essere … allora delle due, l’una

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  3. caro Corsetti, spero tu sia sincero quando dici di voler risolvere questo problema, uno scandalo a livello internazionale che non si potrà nascondere sotto il tappeto, i romani hanno parlato chiaro con la botta micidiale inflitta ad Alemanno e la scelta di Marino che doveva imprimere un cambiamento radicale, non sottovalutateli, le bugie hanno le gambe corte, non sarete perdonati

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  4. Franco Quaranta - Ass. Bastacartelloni Francesco Fiori16 ottobre 2013 13:13

    Sig. Corsetti
    lei non vuole cogliere un passaggio fondamentale: se non si abroga la del. 116 TUTTI i cartelloni attualmente iscritti in NBD avranno diritto ad entrare nei Piani di Localizzazione. CI SPIEGA, A QUEL PUNTO, CHE SENSO AVREBBE INDIRE UN BANDO? E CI SPIEGA COME SAREBBE POSSIBILE RIDURRE LA SUPERFICIE ESPOSITIVA TOTALE come previsto dal PRIP?

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  5. Corsetti, mi permetta ma io ho una forte (eufemismo) sensazione di presa in giro
    Più si batte sulla delibera 116 e più Lei fa finta di non sentire, e svicola sull'inutile PRIP preparato dalla vecchia giunta
    Un po' come Dracula che avesse redatto il regolamento per il centro trasfusionale
    Marco Fantegrossi (mi trova anche su FB)

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  6. Caro Mister bandosi/bandono le pubbliche concessioni si affidano tramite bando, non agli amici. Chiaro?

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  7. mah..alla fine sembra sempre di star a guardare il vecchio sistema della vecchia politica, il gioco delle tre carte con il quale hanno fregato gli italiani per decenni. quando lo capiranno che se le cose non migliorano in modo evidente peggioreranno in modo evidente?

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  8. Comunque fa piacere vedere che il Presidente Corsetti intervenga direttamente sul Post, commentandolo. Se pensiamo all'atteggiamento che le istituziooni hanno avuto fino ad ora (ed in particolare chi ha governato prima di Marino) gia' questo di per se' e' rivoluzionario. Diamogliene atto!
    Poi io per primo spero che Corsetti sia consapevole di come e' stata ridotta Roma ed abbia davvero voglia di fare una "buona rivoluzione" nel senso contrario a quello che fino ad ora è stato il senso di marcia...
    Mc Daemon

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Gentile Consigliere Corsetti,

    la mia sensazione è che, da politico, anche legittimamente, tenta di trovare una conciliazione tra le parti: i cittadini e le associazioni che vogliono una citta vivibile da un lato, le oltre 400 (SIC!) ditte di cartellonistica dall'altro.

    Il suo è un impegno nobile ed ammirevole, però non considera un fattore: qui non parliamo di un mercato controllato e regolamento (magari imperfetto) che necessita di ulteriori definizioni, ma di un settore che, negli anni passati, ha trasfigurato la città con un chiaro e preciso appoggio politico.

    Denunce, segnalazioni, delibere popolari, richieste di dialogo, tutto-tutto-tutto è stato disprezzato, ignorato e anche deriso dai politici e amministratori di turno.

    Oggi Roma è irriconoscibile, non c’è angolo della citta che sia stato risparmiato da questa furia devastatrice, il tutto nel più completo disprezzo di ogni regola.

    Inutile ricordarle che ci sono stati anche dei morti perché questo sembra non interessare nessuno.

    L'immediata abrogazione della delibera di giunta 116 sarebbe il primo gesto chiaro di trasparenza a favore dei cittadini e non di quelle ditte (e glielo le hanno detto a chiare lettere) le quali vogliono che, questa delibera, sia la foto perfetta da cui si deve partire, ovvero, tutto deve restare com'è.

    Il bando pubblico, con un numero limitatissimo di vincitori (altrimenti tutto continuerà a restare ingestibile), è il passo necessario per considerarci una città europea.

    Il resto sono chiacchere.

    Saluti.

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  11. Tana pe' Corsetti.

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  12. Non spetta di certo a me prendere le difese di Orlando Corsetti, che anche in questo stesso blog è stato a suo tempo portato alle stelle perché da Presidente del I Municipio ha fatto rimuovere di persona diversi cartelloni pubblicitari abusivi e che ora viene portato alle stalle soprattutto perché non ha ancora preso una chiara posizione a favore della nostra proposta unitaria, di cui su questo sito è stata pubblicata l’intera documentazione senza però il cronoprogramma.
    Mi spetta invece e di diritto di entrare nel merito della riunione di ieri perché non mi trovano d’accordo in termini di “metodo” le valutazioni strabiche che se ne stanno dando, perché si portano delle critiche “ad personam” che al momento costituiscono di fatto un processo a presunte intenzioni di Corsetti, che vengono estese per giunta alla volontà dell’intera Commissione Commercio di non annullare la delibera di Giunta n. 116 per non fare i bandi, perdendo così del tutto di vista i risultati non certo secondari che sono stati ottenuti ieri e che elenco in estrema sintesi.

    1 – Il presidente Corsetti ed il cons. Enrico Stefano mi hanno espressamente invitato a partecipare di persona alla riunione, consentendomi di intervenire addirittura per primo (grazie al silenzio di tutti i 4 membri della Commissione che non hanno raccolto l’invito a dibattere sull’indirizzo da lui proposto) ed in seguito più volte entrando nel merito di questioni che non sarebbero state affrontate e su cui ho strappato impegni ben precisi che espongo nei successivi punti.

    2 – Scadenza improrogabile del 31 dicembre entro cui entrare a regime – È stata messa in grande evidenza nel documento di indirizzo approvato dalla IX Commissione e rimarrà quindi ufficialmente agli atti come un precedente da cui non ci si dovrebbe discostare in futuro.

    3 – Correzione d’ufficio degli errori materiali contenuti nelle 14 tavole del PRIP – Ne è stata riconosciuta la necessità dallo stesso dott. Francesco Paciello, prima ancora che la ricordassi io. METTO IN GRANDE EVIDENZA CHE È MESSA AL 1° PUNTO DEL NOSTRO CRONOPROGRAMMA.

    4 – Trasformazione dello schema normativo del PRIP in Norme Tecniche di Attuazione – Ne è stato riconosciuto l’obbligo grazie anche al mio richiamo alle prescrizioni in tal senso date impartite dalla Regione Lazio a conclusione della verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica.

    5 – Elenco di tutti gli impianti pubblicitari censiti nella Nuova Banca Dati che risultano installati su aree soggette a vincolo paesaggistico con divieto tassativo di affissione pubblicitaria – È stato dato a Paciello l’incarico ufficiale di redigerlo per tenerne conto in termini di metodo nel testo delle Norme Tecniche di Attuazione che la Commissione dovrà condividere.
    METTO IN GRANDE EVIDENZA CHE È MESSO AL 2° PUNTO DEL NOSTRO CRONOPROGRAMMA, FRA GLI ALLEGATI AL PIANO (IMPIANI COLLOCATI IN ZONA A).

    6 – Elenco di tutti gli impianti pubblicitari che risultano censiti come “fuori scheda” nella Nuova Banca Dati perché installati abusivamente - È stato dato anche qui a Paciello l’incarico ufficiale di redigerlo per tenerne conto in termini di metodo nel testo delle Norme Tecniche di Attuazione che la Commissione dovrà condividere.
    METTO DI NUOVO IN GRANDE EVIDENZA CHE È MESSO AL 2° PUNTO DEL NOSTRO CRONOPROGRAMMA, FRA GLI ALLEGATI AL PIANO.

    7 – Parere dei “competenti uffici” sulle modifiche ed integrazioni da apportare al PRIP – Spetta di esprimerlo al dott. Francesco Paciello che già da ieri si è dichiarato favorevole a diverse parti della nostra proposta, per cui il suo eventuale futuro “imprimatur” su di essa non potrà non costituire un elemento che influenzerà notevolmente la decisione che dovrà prendere la Commissione Commercio.

    Non capisco come non si possa capire che quelle registrare ieri sono molte più luci che ombre.

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  13. corsetti è il classico politicante da strapazzo, cercherà una soluzione formalmente corretta e sostanzialmente inutile, a Roma l'unico modo di risolvere la situazione è azzerare tutto e ripartire su nuoce basi, il resto sono chiacchere

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  14. eh no signori, qua c'è un errore. La prima tappa del cronoprogramma dovrebbe essere il superamento della delibera 116 altrimenti il Prip e tutto il resto è inutile.
    La 116 condiziona in maniera determinante la redazione dei piani di localizzazione e di conseguenza i bandi per le concessioni, inoltre costituisce una sorta di "sanatoria" per tutto il pregresso.
    Il fatto che Corsetti e soci la ritengano marginale e comunque superabile con l'approvazione del Prip, è un errore marchiano oppure un evidente favore alle ditte cartellonare.
    Così non va.

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  15. di seguito uno dei punti fondamentali della delibera 116:
    "di stabilire, sempre ai fini della chiusura del procedimento di riordino, che gli impianti
    di cui ai predetti due ultimi capoversi, se rispettano le condizioni ivi stabilite,
    costituiscono parte integrante dei Piani di Localizzazione adottati in conseguenza del
    Piano Regolatore degli impianti pubblicitari e, ove in contrasto con le prescrizioni
    stabilite da quest’ultimo, sono ammessi prioritariamente alla trasformazione in
    componenti e complementi di arredo urbano di cui all’art. 4 comma 1 lett. I del
    Regolamento di Pubblicità, anche nell’ambito dei progetti di cui all’art. 6 commi 1bis
    e 5 del medesimo Regolamento"
    Più chiaro di così......
    La maggior parte degli impianti già installati diventano parte dei piani di localizzazione, ergo:
    -non potranno essere nè rimossi nè messi a bando giacchè sono di proprietà delle ditte che li hanno installati;
    -condizionano la redazione dei piani di localizzazione perchè è evidente che gli spazi individuabili e concedibili saranno notevolmente ridotti;
    -rendono inutili e bandi per concessione, poichè chi vorrà partecipare ad un bando che vede già presenti sulla stessa zona altri concorrenti: non c'è più l'esclusiva, prerogativa della concessione;
    -non limitano la quantità di ditte ma di fatto mantengono lo status quo ed anzi le favoriscono: quei cartelloni non saranno mai rimossi, nemmeno a seguito del Prip e dei piani di localizzazione: di fatto una concessione senza limiti!
    Ed è su quest'ultimo punto che si può fare leva sia dal punto di vista amministrativo che giudiziario per l'annullamento della delibera stessa.
    E qua le cose non sono grigie ma bianche o nere: chi vuole mantenere la 116 vuole lasciare tutto come sta, cambiare tutto per non cambiare nulla.
    E sembra che l'intenzione di Corsetti (e non solo sua) sia proprio questa.

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  16. Caro Orlando,
    semplicemente come sopra: non ci caschiamo. Punto.
    A sto giro si va alla Corte dei Conti e a Bruxelles. Poi vediamo se "decide la politica"...

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  17. Ma Corsetti chi? Quello che per la campagna elettorale faceva "bella" figura col suo faccione su centinaia di impianti dopo aver fatto lo sborone tirandone giù due in 5 anni?
    Ma quale credibilità può avere uno che ormai è l'amichetto preferito di Alemanno?
    Dai su...

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