martedì 26 novembre 2013

Audizione in Commissione Commercio sugli impianti Spqr. Ogni scusa è buona per rimescolare le carte, far confusione e far finta che il 31.12.2014 non arrivi mai. Per fortuna c'era Bosi

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/laudizione-della-commissione-commercio-sugli-impianti-pubblicitari-spqr-di-proprieta-comunale/

L’audizione della Commissione Commercio sugli impianti pubblicitari SPQR di proprietà comunale

Nella mattinata di giovedì 21 novembre 2013 si è svolta l’audizione della Commissione Commercio che il Presidente Orlando Corsetti ha concesso alla associazione di categoria “Società Pubblicitarie Associate Romane” (SPAR) che l’aveva richiesta e che rappresenta le S.r.l. “Cosmo Pubblicità”, “New Poster” e “Ars”.

Oltre al sottoscritto erano presenti il Presidente della SPAR ed  amministratore unico della “Ars” Gianfranco Festa assieme alla moglie ed al figlio, l’amministratore unico della “Cosmo Pubblicità” Giorgio Genova e l’amministratore unico della “New Poster” Claudio Colonnelli.

Era presente anche il sig. Rodolfo Moretti della “Moretti Pubblicità” da me incontrato casualmente e portato a conoscenza della audizione di cui non era al corrente.

Della Commissione Commercio erano presenti, oltre al Presidente Orlando Corsetti (PD), Franco Marino (Lista Civica Marino Sindaco) (andato via prima), Immacolata Battaglia (SEL) (rimasta fino alla fine), Michela Di Biase (PD) (arrivata dopo ed andata via prima) e Valeria Baglio (PD) (che ha fatto solo una fugace apparizione).

Per far capire a chi legge la problematica che esiste a monte sugli impianti SPQR occorre far sapere che con deliberazione della Giunta Comunale n. 1016 del 25 marzo 1994 concernente la “Rideterminazione dei canoni di locazione e di concessione” la tariffa base del canone di concessione era stata commisurata alla superficie complessiva del mezzo pubblicitario.

Ma poi il comma 7 dell’art. 9 del Decreto Legislativo n. 507 del 15 novembre 1993, così come successivamente modificato dal comma 55 dell’art. 145 della legge finanziaria n. 388 del 23 dicembre 2000, ha disposto testualmente che “qualora la pubblicità sia effettuata su impianti installati su beni appartenenti o dati in godimento al comune, l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, nonché il pagamento di canoni di locazione o di concessione commisurati, questi ultimi, alla effettiva occupazione del suolo pubblico del mezzo pubblicitario.”

Stando al suddetto dettato normativo, sembrerebbe che solo i canoni di concessione dovrebbero essere commisurati alla effettiva occupazione di suolo pubblico e non anche i canoni di locazione degli impianti SPQR: ma con Circolare del Ministero delle Finanza n. 1 del 5 febbraio 2001 è stato stabilito che la norma deve essere applicata anche ai canoni di locazione.

Conseguentemente, con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 42 del 27 gennaio 2001 (sulla applicazione dei commi 55 e 56 dell’art. 145 della legge finanziaria n. 388/2000 alla effettiva occupazione di suolo pubblico) è stato deciso di riformulare il secondo comma del dispositivo della deliberazione della Giunta Comunale n. 1016/1993 come di seguito specificato: “I canoni di cui sopra sono determinati e computati applicando la relativa tariffa base alla effettiva occupazione del suolo pubblico impegnato dal mezzo pubblicitario”.

La nuova modalità di calcolo dell’imposta di pubblicità e dei canoni della concessione in misura più favorevole per le ditte pubblicitarie, ha dato alla norma efficacia retroattiva al 1 gennaio 1994, con la conseguenza di notevoli danni per il Comune, in termini di rimborsi o peggio con il rilascio di nuove autorizzazioni per nuovi impianti a compensazione: la retroattività del provvedimento sembra essere stata poi tempestivamente annullata dall’allora Commissario Straordinario con deliberazione n. 25 del 31 gennaio 2001.

Ma con deliberazione n. 150 del 21 dicembre 2001 (concernente la richiesta di adeguamento dei canoni di locazione degli impianti SPQR il Comune di Roma ha stabilito che il calcolo del canone dovuto sia effettuato non in base alla proiezione al suolo dell’impianto ma in base alla superficie espositiva.

Con successiva deliberazione n. 11 del 13 novembre 2007 la Giunta Comunale ha previsto il pagamento del canone di locazione dovuto con determinazione diretta della stessa Giunta Comunale, in violazione della lettera b) del comma 5 dell’art. 10 della legge n. 448 del 28 dicembre 2000, ai sensi della quale è previsto che la “tariffa, comprensiva dell’eventuale uso di  aree comunali, non ecceda di oltre il 25 per cento le tariffe  stabilite ai sensi del D.Lgs. n. 507/93 per l’imposta comunale sulla pubblicità …, deliberate dall’Amministrazione Comunale nell’anno solare antecedente l’adozione della deliberazione di sostituzione dell’imposta di pubblicità con il canone.

In un documento che ha poi consegnato in copia a tutti i partecipanti alla audizione il sig. Festa ha chiesto che anche agli impianti SPQR sia applicato il canone a tariffa determinato dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 15 del 1 febbraio 2007 riguardo agli impianti privati installati su suolo pubblico. 

All’inizio della audizione il Presidente Corsetti ha dato la parola al sig. Gianfranco Festa che ha iniziato a spiegare le cause della differenza di prezzo (con un rapporto quanto meno da 1 a 2) tra il canone di locazione che viene richiesto per l’affitto degli impianti pubblicitari SPQR ed il Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) che viene invece fatto pagare annualmente per l’autorizzazione a mantenere installati sul suolo pubblico di Roma gli impianti pubblicitari privati.

Il sig. Festa ha spiegato la genesi di questo canone di locazione, che ha creato un forte contenzioso tuttora in atto che bisogna quindi risolvere una volta per tutte: quando si è messo a ricordare dapprima la legge finanziaria n. 388/2000 e poi le deliberazioni n. 42/2001 e n. 25/2001,  è stato interrotto dal cons. Immacolata Battaglia che – riconoscendo in piena onestà intellettuale di non essere un gran che esperta della materia – ha chiesto di avere prima il quadro generale per poter capire e quindi giudicare meglio poi nello specifico.

A questo punto è intervenuto il dott. Francesco Paciello, pur esso convocato alla audizione, che ha spiegato ai presenti che la differenza dei canoni tra impianti privati su suolo pubblico e locazione degli impianti SPQR è dovuta al fatto che mentre per i primi il Comune è obbligato a scegliere tra i minimi ed i massimi imposti dal D.Lgs. n. 507/1993, per gli impianti SPQR non ci sarebbe invece questo “vincolo”, anche perché – come confermato dal sig. Claudio Colonnelli – subito dopo la guerra mondiale (negli anni intorno al 1950) in tutta Roma c’erano solo impianti SPQR.

Ha spiegato che il costo maggiore della locazione degli impianti SPQR è dovuto alla loro iniziale maggiore rendita di posizione, dovuta a posizioni privilegiate che si sono trovate poi in violazione anche del Codice della Strada.

Ha fatto presente un primo elemento di criticità dovuto all’obbligo delle ditte pubblicitarie di doversi costruire questi impianti, evidenziando come secondo e ben più importante elemento di criticità la concorrenza sleale derivata nel tempo dalla sempre più massiccia installazione abusiva nelle loro immediate vicinanze di cartelloni che hanno vanificato la rendita di posizione ad un punto  comunque tale da non rendere più conveniente mantenere la locazione.

Il dott. Paciello ha fatto quindi sapere che proprio per tali motivi dagli iniziali 3.000 impianti circa del “riordino” (costituito ad oggi secondo lui complessivamente da 28.000 impianti) si è scesi agli attuali 2.600 impianti SPQR.   

Per completezza di informazione ho integrato l’intervento di Paciello avendo da lui conferma che la durata delle “concessioni” (o “autorizzazioni” che dir si voglia) degli impianti di proprietà privata installati su suolo pubblico così come la durata delle locazioni degli impianti SPQR sono di 5 anni, rinnovabili soltanto per anni 5.

A tal ultimo riguardo ho ricordato la deliberazione del Consiglio Comunale n. 426 del 2 luglio 2004 con cui, proprio per superare il contenzioso che si era accumulato negli anni precedenti, è stato deciso di far scadere al 31 dicembre 2009 il primo quinquennio sia delle “concessioni” degli impianti privati che delle locazioni degli impianti SPQR.

Il dott. Paciello ha confermato le cifre da me date subito dopo riguardo alla quantità dei rinnovi del 2° quinquennio da lui autorizzati con decorrenza dal 1 gennaio 2010 e scadenza ultima inderogabile quindi al 31 dicembre 2014, così come riportati in uno studio illustrato alla fine di gennaio del 2011 dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi locali del Comune di Roma: l’esatto rinnovo che è intervenuto è stato di 3.189 impianti privati su suolo pubblico, 60 su suolo privato e 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, che “potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”. 

Il cons. Michela Di Biase, arrivata nel frattempo, ha chiesto al dott. Francesco Paciello di sapere le cause del mancato rinnovo degli impianti del riordino e di non capire a questo punto (come militante del PD) la posizione dell’Assessorato che sembra non preoccuparsi di questo mancato introito.

Il dott. Paciello ha dato una risposta non esaustiva che ho dovuto integrare, avendone avuto poi da lui sempre conferma diretta, portando i presenti a conoscenza che anche volendo il dott. Paciello non avrebbe potuto autorizzare un numero maggiore di rinnovi perché il comma 9 dell’art. 34 del vigente Regolamento gli prescrive di poter rinnovare solo gli impianti “all’esito del procedimento di riordino ”, per i quali sia stata cioè completata la relativa istruttoria che evidentemente è arrivata a chiudersi solo per 3.189 impianti privati su suolo pubblico, 60 su suolo privato e 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR).

Ho fatto presente a quel punto che, rispetto ai circa 500 impianti SPQR di cui è stata rinnovata la locazione, il Comune non starebbe più incassando gli affitti di ben 2.600 impianti circa, che potrebbero essere in parte utilizzati dal Sindaco Marino quale compensazione del servizio di Bike Sharing che da voci da me raccolte avrebbe l’intenzione di far partire nella prossima primavera realizzando 80 nuove stazioni.

Sono stato interrotto a questo punto dal cons. Battaglia che ha tenuto a farmi presente di essere praticamente fuori tema, dal momento che suo giudizio non era quella la sede opportuna  per fughe in avanti: mi sono visto costretto a ribatterle che era stata Michela Di Biase ad essere preoccupata delle entrate del Comune e che quindi l’informazione integrata che ho dato rientrava pienamente in quell’ottica.

Il sig. Festa ha potuto subito dopo chiudere il suo intervento sollecitando la chiusura del contenzioso da un lato e l’abbassamento del canone di locazione dall’altro lato.

È quindi intervenuto il cons. Franco Marino che ha sostenuto che le piccole e medie impresse debbono essere tutelate e che bisogna operare verso la semplificazione delle procedure: gli ha fatto eco il cons. Battaglia affermando che le norme sarebbero fatte per confondere ed ha proposto come possibile soluzione da un lato la equiparazione del canone di locazione al CIP e dall’altro la collaborazione delle ditte pubblicitarie presenti contro l’abusivismo.

Ho fatto presente non solo al cons. Marino che si stava confondendo l’oggi con il domani, quando cioè si sarà entrati veramente a regime dopo l’approvazione del PRIP e dei Piani di Localizzazione e l’espletamento dei bandi, perché a quel momento la semplificazione delle procedure sarà per così dire automatica, dal momento che non si parlerà più nemmeno di “accorpamenti”, “spostamenti” e “ricollocazioni”.

Quando ho visto poi il Presidente Corsetti allinearsi alla soluzione proposta dal cons. Battaglia riguardo alla equiparazione dei canoni, mi sono sentito in dovere di intervenire mettendo in grande evidenza la paradossalità e l’estrema contraddizione della proposta avanzata, perché – per venire incontro alle giuste lamentele della SPAR – non solo farebbe incassare di meno al Comune, in danno di possibili servizi alla città, ma farebbe addirittura salvi gli impianti pubblicitari abusivi che continuerebbero così a far concorrenza sleale agli impianti SPQR: ho messo in ancor maggiore evidenza la soluzione a cui porta la logica più elementare e che è quella di ridare agli impianti SPQR la loro originaria maggiore rendita di posizione rimuovendo tutti gli impianti pubblicitari abusivi che gli sono stati installati intorno.

Sono stato a questo punto verbalmente aggredito dal cons. Battaglia, che mi ha accusato per ben due volte di stare a fare il gioco dell’oca e mi ha chiesto provocatoriamente da quale parte stessi.
Dopo averle fatto presente che senza dimostrare in modo oggettivo come stessi veramente facendo il gioco dell’oca, tornando secondo lei ogni volta al punto di partenza, le ho messo in risalto di appartenere ad un gruppo politico (SEL) che fa capo sostanzialmente al cons. Maria Gemma Azuni di cui ho ricordato sommariamente il seguente passo del suo programma elettorale: “Con la nuova amministrazione sosterrò le giuste rivendicazioni delle associazioni Bastacartelloni e VAS (Verdi Ambiente e Società). Insieme a loro lavorerò per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e per la conversione dell’attuale schema normativo in Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.), con provvedimenti atti alla salvaguardia e alla tutela del territorio.”             

Le ho anche ricordato che la nostra proposta unitaria è stata consegnata alla Commissione Commercio nel corso di una precedente audizione e quindi in copia anche a lei, che quindi se la deve andare a leggere per venire a sapere una volta per tutte da quale parte sto veramente.
Le ho messo in ancor maggiore evidenza di essere stata offensiva nel miei confronti, perché ha proposto la collaborazione contro l’abusivismo soltanto alle tre ditte pubblicitarie presenti e non anche al sottoscritto che da più di dieci anni combatte i cartelloni pubblicitari abusivi e che è comunque portatore di interessi diffusi che lei è obbligata ad ascoltare al pari delle ditte, anche se le sono visceralmente antipatico.

A questo punto il dott. Francesco Paciello ha spiegato che nei confronti dell’abusivismo ci sono due metodologie da applicare, che sono da un lato quella classica cha parte dal Verbale di Accertata Violazione (VAV) redatto dai gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale competenti per territorio ed arriva all’ordine da lui impartito di rimozione entro 10 giorni a cura e spese della ditta responsabile, mentre dall’altro lato c’è la possibilità di sanzionare il pubblicizzato.

Ne è seguita una breve polemica tra me, che da sempre sostengo che i costi necessari per le rimozioni forzate non debbono essere affrontati attingendo alle entrate correnti del Comune, ed il dott. Paciello che da sempre sostiene il contrario.

Il sig. Festa ha a questo punto ripreso la parola per rivendicare i meriti di comportamento onesto tenuto in tanti anni di attività dalle tre ditte da lui rappresentate: la sua rivendicazione ha portato sia il Presidente Corsetti che il cons. Battaglia a valutare l’opportunità di dare un  “premio” per la penalizzazione subita.

Al cons. Battaglia che riteneva di dover riconoscere ufficialmente le ditte “virtuose” ho chiesto se doveva essere fatto nel PRIP ed ancor più nei Piani di Localizzazione e soprattutto nei bandi.
Ho messo in evidenza che è lo stesso Assessore Leonori ad avere a più riprese dichiarato che a regime si andrà coi bandi ed ho conseguentemente fatto rilevare al sig. Festa, premettendo di non voler essere offensivo nella maniera più assoluta nei suoi confronti, che la sua giusta “rivendicazione” da un lato si tramutava però dall’altro lato in una pretesa di “monopolio” senza concorrenza che esporrebbe il Comune nel caso che lo consentisse a dei contenziosi sicuramente perdenti.

Ho messo in risalto che quand’anche si facesse questo, la durata del “monopolio” non potrebbe comunque superare i 10 anni, al termine dei quali si avrebbe pur sempre lo stesso rischio di fallire.
Ho messo in evidenza soprattutto al cons. Battaglia di non stare personalmente trascurando affatto il rischio che corrono tutte le ditte pubblicitarie che operano soltanto a Roma e che se non vinceranno nessun bando falliranno perché non saranno in grado di aspettare 10 anni per sperare di vincere i bandi futuri, tanto è vero che assieme agli amici di Basta Cartelloni – Francesco Fiori” abbiamo già avuto due incontri sia con le associazioni di categoria che con diverse far le maggiori ditte pubblicitarie operanti a Roma per verificare quali parti condividano della nostra proposta unitaria di modifiche ed integrazioni al PRIP e sottoscrivere conseguentemente un documento scritto che lo attesti e che consegneremo nel caso sia al Presidente della Commissione Commercio Corsetti  che all’Assessore Leonori.

Ho ribadito quel giorno soprattutto al Presidente Corsetti quanto avevo già detto in tutte le salse all’ultimo incontro avuto con le ditte, vale a dire che non è assolutamente percorribile la legittimazione dentro i Piani di Localizzazione del procedimento del riordino, destinato a chiudersi definitivamente del tutto per essere sostituito dagli impianti anche SPQR di cui i Piani di Localizzazione avranno individuato le posizioni sul territorio e di cui dovrà essere assegnata la gestione: ho messo in risalto che a quel punto per il sottoscritto potrà essere anche possibile una assegnazione diversa della gestione di tali futuri impianti che sia alternativa ai bandi e che sia però giuridicamente percorribile, ma che proprio per questo al momento non vedo.

Ho fatto anche sapere che dall’ultimo incontro è emersa ad ogni modo la volontà di combattere assieme intanto (per i mesi che ci vorranno per entrare a regime)  l’abusivismo collaborando con il Comune, sulla base di un documento da sottoscrivere di cui ho redatto la bozza e su cui sto aspettando le conferme anche della associazione “Basta Cartelloni – Francesco Fiori” ed ora pure delle tre ditte rappresentate dalla SPAR, a cui l’ho trasmesso nel pomeriggio di quel giovedì 21 novembre 2013.

L’audizione è terminata senza avere affrontato altri aspetti legati agli impianti SPQR, da me fatti presenti, come gli accorpamenti tradotti in impianti di nuovo tipo e formato da mt. 1,20 x 1,80 comunque non previsto nei progetti-tipo approvati con Deliberazione della Giunta Comunale n. 25 del 2 febbraio 2010, così come le disposizioni dettate con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 115 del 5 aprile 2013.

Il Presidente Corsetti ha assicurato di voler tornare a dibattere su questi particolari tipi di impianto.
Alla fine dell’audizione mi sono intrattenuto a parlare con il cons. Immacolata Battaglia in presenza dei sigg. Festa, Genova e Colonnelli: sono riuscito alla fine a spiegarmi meglio con lei, pur tra mille difficoltà di dialogo, invitandola alla fine a concedermi un paio d’ore per confrontarmi con lei, dopo averle fatto presente che le mie denunce degli impianti abusivi non possono avere il peso e l’importanza che avrebbero invece le sue, se portate a nome di SEL all’Assessore Leonori, con la richiesta di far provvedere immediatamente al riguardo chi di dovere e cioè il dott. Francesco Paciello.

Si tratta in sostanza di dimostrare la volontà politica non solo da parte di SEL di essere seriamente intenzionati a voltare pagina una volta per tutte non solo a parole.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

1 commento:

  1. Sembrerebbe semplicemente che il Cons. Battaglia stia facendo un'enorme confusione su un tema che non conosce e soprattutto, ignorando la durissima battaglia che le associazioni cittadine stanno portando avanti faticosissimamente da ani per ridare un minimo di decoro a Roma.

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