venerdì 1 novembre 2013

Il Comune di Roma applica quasi sempre la sanzione amministrativa minima agli impianti pubblicitari che ha accertato come abusivi

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/il-comune-di-roma-applica-quasi-sempre-la-sanzione-amministrativa-minima-agli-impianti-pubblicitari-che-ha-accertato-come-abusivi/


Il comma 11 dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285 del 30 aprile 1992 con cui è stato emanato il Codice della Strada dispone che “chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma 389 a euro 1.559”.

Il suddetto importo era entrato in vigore dal 2006  ma è  stato ora aggiornato e portato da euro 419 a euro 1.682” dall’art. 1 del D.M. del 19 dicembre 2012, che dal 1° gennaio 2013 ha aumentato del 5% circa le sanzioni amministrative pecuniarie previste per le violazioni al Codice della Strada.

Per favorire l’immediata applicazione dei nuovi importi delle sanzioni amministrative pecuniarie il Ministero dell’Interno ha predisposto due note sintetiche (allegate alla Circolare 31 dicembre 2012) con le quali vengono illustrati, articolo per articolo, gli importi soggetti ad aggiornamento e quelli esclusi invece dall’operazione.

Il successivo comma 12 dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 stabilisce invece a sua volta che “chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624”.
Anche il suddetto importo era entrato in vigore dal 2006.

Il comma 12 è stato pi sostituito dalla legge n. 111 del 15 luglio 2011 ed è diventato il seguente: “Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo é soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato”.

Come si può ben vedere, è stata introdotta la possibilità di multare non solo la ditta pubblicitaria proprietaria di un impianto abusivo, ma anche chi si è servito di quell’impianto per farsi la pubblicità.

Per capire quando si debba applicare la sanzione del comma 11 o quella del comma 12 o tutte e due assieme, occorre andare a vedere gli altri commi dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 che parlano di “regolamento” e di “autorizzazioni”.

Ai sensi del 4° comma “la collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme”, mentre ai sensi del successivo 6° comma “il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante”, con la precisazione che “nell’interno dei centri abitati, nel rispetto di quanto previsto dal comma 1, i comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale”.

Dalla considerazione che il rilascio dell’autorizzazione a collocare impianti pubblicitari è disciplinata dal Regolamento che si è dato il Comune di Roma dovrebbe derivare che possono  per lo più essere applicate  entrambe le sanzioni amministrative.

L’art. 24 del Decreto Legislativo n. 507 del 15 novembre 1993 ha dettato la seguente disciplina delle sanzioni amministrative:
“1. Il comune è tenuto a vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari riguardanti l’effettuazione della pubblicità. Alle violazioni di dette disposizioni conseguono sanzioni amministrative per la cui applicazione si osservano le norme contenute nelle
sez. I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 o, per le violazioni delle norme tributarie,
quelle sulla disciplina generale delle relative sanzioni amministrative, salvo quanto previsto nei
successivi commi. 

2. Per le violazioni delle norme regolamentari stabilite dal comune in esecuzione del presente capo nonché di quelle contenute nei provvedimenti relativi all’installazione degli impianti, si applica la sanzione da lire quattrocentomila a lire tre milioni con notificazione agli interessati, entro centocinquanta giorni dall’accertamento, degli estremi delle violazioni riportati in apposito Verbale”.
Con il D.Lgs. n. 446 del 15 dicembre 2007 lo Stato ha ribadito al 4° comma dell’art. 62 che “resta ferma l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ovvero se non comminabili, di quelle stabilite dall’articolo 24, comma 2, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507”.

Alla lettera e) del 2° comma del precedente art. 62 il D.Lgs. n. 446/2007 dispone che “il regolamento è informato ai seguenti criteri: … e) equiparazione, ai soli fini del pagamento del canone, dei mezzi pubblicitari installati senza la preventiva autorizzazione a quelli autorizzati e previsione per l’installazione dei mezzi pubblicitari non autorizzati di sanzioni amministrative pecuniarie di importo non inferiore all’importo della relativa tariffa, né superiore al doppio della stessa tariffa”.

L’art. 31 del vigente Regolamento del Comune di Roma approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009 prevede come “misure di contrasto all’abusivismo” le seguenti “sanzioni”:
1. Nei casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata, a norma dell’art. 62, comma 2 lettera e), del Decreto Legislativo n. 446/1997, l’indennità pari al canone ed una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a quello dell’indennità, ne superiore al doppio della medesima. Soggetti passivi si intendono il titolare di autorizzazione per l’esposizione pubblicitaria e di locazione degli impianti comunali, nonché in via solidale il soggetto richiedente la pubblicità ed il soggetto che produce o vende il bene o servizio oggetto della pubblicità. In caso di mezzi non autorizzati sono soggetti passivi il proprietario del mezzo medesimo, l’utilizzatore dello stesso, nonché il soggetto richiedente la pubblicità ed il soggetto che produce o vende il bene o servizio oggetto della pubblicità.

2. A norma dell’art. 62, comma 4, del Decreto Legislativo n. 446/1997, resta ferma l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni di cui all’art. 23 del Codice della strada, ovvero, se non comminabili, di quelle stabilite dall’art. 24, comma 2, del Decreto Legislativo n. 507/1993”.

Il 6 febbraio 2011 il dott. Rodolfo Bosi ha avuto un incontro casuale nel loro ufficio al 6° piano della scala B1 di via Ostiense n. 131 L con i sigg.ri Lopetuso Claudio e  De Luca Silvano del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (G.S.S.U.) che gli hanno fatto sapere che i Verbali di Accertata Violazione (in sigla V.A.V.) redatti dai Gruppi Municipali del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale debbono essere notificati entro 90 ai rappresentanti legali ditte pubblicitarie che si sono rese responsabili della installazione di impianti abusivi, con l’indicazione della relativa sanzione amministrativa e l’invito alla rimozione a loro cure e spese entro 10 giorni.
I sigg.ri Lopetuso Claudio e  De Luca Silvano hanno fatto sapere a Bosi che la sanzione amministrativa da loro applicata ammontava a quell’epoca agli euro 389 che dal 1 gennaio di quest’anno sono stati portati ad euro 419.

Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 14 febbraio 2011 Bosi ha chiesto la disponibilità ad un prossimo incontro con Lopetuso e De Luca (che lo avevano peraltro invitato a fare) per effettuare un monitoraggio sul grado di evasione di tutte le segnalazioni di presunti impianti pubblicitari abusivi fin lì trasmesse a nome di VAS: non è stato mai risposto.

Con un nuovo messaggio di posta elettronica trasmesso il 27 settembre 2012 alla attenzione del funzionario Claudio Lopetuso il dott. arch. Rodolfo Bosi ha fatto presente che nel corso di una telefonata avuta il giorno prima con il sig. De Luca era venuto a sapere che in caso di impianto pubblicitario abusivo, contravvenzionato da V.A.V. del Gruppo di Polizia Municipale competente per territorio, il G.S.S.U. notifica alla ditta direttamente interessata una sanzione amministrativa che si aggira intorno ai 400,00 € perché applicata ai sensi del comma 11 del D.Lgs. n. 285/1992: ha chiesto “di sapere perché si applica sempre il comma 11 e non il comma 12 se non altro nei casi che vi sono espressamente previsti di violazione delle “prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo” che sono quelle rilasciate dal Comune di Roma”.

Come riportato sul sito ufficiale web del Comune di Roma, il Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (GSSU) é una delle due Unità Organizzative che costituiscono la Direzione di Coordinamento Attività Operative di sicurezza urbana, sociale ed emergenziale di cui é responsabile il Vice Comandante Dott. Antonio di Maggio.
Sempre come riportato sul sito l’Unità Organizzativa GSSU, di cui é responsabile il Dirigente dott. Maurizio Maggi, “svolge su tutto il territorio comunale in modo specializzato l’attività di pronto intervento, contrasto e controllo delle situazioni di degrado urbano e di disagio sociale, nonché l’attività a tutela dei minori e dei soggetti fragili, fermo restando competenze e autonomia operativa dei Gruppi municipali. Tutela il patrimonio comunale, accerta le violazioni alle norme sulla pubblicità e sulle affissioni, contrasta e reprime l’abusivismo commerciale su aree pubbliche. Svolge tutte le sue attività in uno stretto collegamento con gli Uffici comunali competenti per le singole materie, assumendo il coordinamento degli interventi, con l’assistenza e la collaborazione dei Gruppi municipali.”

Non avendo avuto nuovamente nessuna risposta, in considerazione delle suddette competenze, il 12 novembre 2012 Bosi ha trasmesso un ulteriore messaggio di posta elettronica avente per oggetto l’ “Importo della sanzione amministrativa da applicare in caso di impianto pubblicitario abusivo”, trasmesso stavolta anche ai responsabili del GSSU e della Direzione Coordinamento Attività Operative, nonché per conoscenza al responsabile della Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità, per far presente di essere “costretto a sollecitare una risposta alla istanza di questa associazione ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990 anche e soprattutto al dott. Maurizio Maggi ed al Vice Comandante Antonio di Maggio, nonché al dott. Francesco Paciello che é stato nominato di recente Responsabile della nuova Direzione Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità e che legge per conoscenza”.

Anche  a questa 2° istanza di VAS non è stato dato alcun seguito da nessuno.
Nell’ambito di uno scambio di corrispondenza che ha portato ad intervenire con una propria nota prot. n. 156415 del 13 agosto 2013 il Vice Comandante dott. Diego Porta che è a capo della  Direzione di Coordinamento Normativo Funzionale del Comando Generale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, con messaggio di posta elettronica trasmesso per conoscenza anche all’allora Comandante dott.ssa Donatella Scafati il 18 settembre 2013, il dott. Rodolfo Bosi ha replicato al dott. Diego Porta facendogli presente che gli spetta di provvedere “ad emanare circolari, disposizioni di servizio, pareri al fine di una corretta ed uniforme applicazione delle norme …. che riguardano l’attività in generale del Corpo” e che coglie quindi l’occasione per chiedergli “di emanare una apposita circolare che chiarisca al riguardo in quali casi il G.S.S.U. debba applicare la sanzione prevista dal comma 11 oppure la sanzione prevista dal successivo comma 12 dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 oppure tutte e due le sanzioni: per l’immediato si chiede di anticipare la sua posizione al riguardo”.

A tutt’oggi non c’è stata ancora alcuna risposta: se si dovesse assistere ad una ennesima quanto recidiva inerzia il dott. Arch. Rodolfo Bosi di vedrà costretto ad avere la risposta che gli spetta direttamente dall’Assessore Marta Leonori e dal Sindaco Ignazio Marino.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

12 commenti:

  1. Bosi preciso e paziente come sempre! Grande!

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  2. Come una goccia cinese!
    Non so come Lei faccia a tenere traccia di tutta la corrispondenza che ha con mezzo pianeta, ma la invidio tanto! E soprattutto spero tanto, ma veramente tanto, che i suoi sforzi più che encomiabili sortiscano l'effetto sperato.

    Lob

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    1. Caro arch. Bosi, mi permetto di risponderLe, come segue, alla Sua puntualizzazione di ieri circa i miei dubbi sull'effettiva efficienza dell'Ass. Leonori. Lo stesso testo lo troverà anche nello spazio dedicato alle risposte sulle questione relative all'articolo medesimo.Grazie.
      Stimato Architetto, mi pento, mi inginocchio e mi prostro sin d'ora, certo che le sue parole troveranno conferma nei prossimi giorni. Se poi farà rimuovere o oscurare gli impianti accertati come abusivi, proporrò agli organi preposti la beatificazione dell'apprezzata Ass. Leonori. Nel frattempo esprimo le "parole" di rincrescimento perchè le lobby di cui Lei parla, ma che io, tapino, non conosco, ancora imperversano nella Città senza gli interventi repressivi che, come Lei sostiene, non ho dubbi, presto saranno attuati. Mi perdoni ancora un'impertinenza Architetto: come mai l'Ass. Leonori chiede un parere all'Avvocatura quando nel suo staff annovera un consulente come l'Avv. Capone che noi contribuenti paghiamo ben 140.000,00 euri/anno, quindi come un componente dell'Avvocatura Comunale, euro + euro meno?
      Ricorda? l'Avvocato Capone, sì quello già componente dello staff dell'Assessore Valentini....il nuovo avanza...!!!!
      Grato di una sua risposta, la saluto con ogni deferenza.

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  3. @anonimo delle ore 23,38 del 1.11.2013- Nelle premesse della delibera n. 116/2013 viene riportato che “sulla proposta in esame è stata svolta da parte del Segretario Generale la funzione di assistenza giuridico-amministrativa”: per evitare il rischio che l’atto di abrogazione della delibera 116 possa essere annullato dal TAR del Lazio, l'assessore Leonori ha voluto avere il parere dell’Avvocatura Comunale, che rientra tra le strutture ufficiali di supporto agli organi e all'amministrazione del Comune di Roma.
    Pur di continuare a screditare l’assessore Leonori, Lei ignora o fa finta di ignorare che un consulente dell’assessore non può certo valere quanto l’Avvocatura Comunale, se non altro per numero di cervelli che ne fanno parte, e non può quindi sostituirsi ad essa anche perché non ne ha il diritto.
    Quanto al presunto stipendio che prenderebbe l’avv. Capone e che non so come Lei faccia a conoscere, mi rifiuto di entrare nel merito di sue valutazioni che hanno un chiaro connotato politico (piano su cui non mi spetta di scendere come responsabile di una associazione ambientalista che fa solo “politica del territorio”) o tradiscono comunque una certa invidia: mi permetto però di dirle che se l’avv. Capone riuscisse o fosse già riuscito a convincere l’assessore Leonori a far oscurare tutti gli impianti pubblicitari abusivi, come ha fatto fare a suo tempo all’assessore Valentini, ritengo allora che lo stipendio che si dà all’avv. Capone sia un prezzo che merita ad ogni modo di essere pagato.
    A tal ultimo riguardo Le faccio notare che nella audizione della Commissione Commercio dello scorso 15 settembre ho chiesto ed ottenuto dal Presidente Corsetti di impegnare il dott. Francesco Paciello a compilare l’elenco di tutti gli impianti pubblicitari da rimuovere perché installati in area vincolata paesaggisticamente con divieto tassativo di affissione, nonché l’elenco di tutti gli impianti autodenunciati (cosiddetti “senza scheda”) parimenti da rimuovere perché senza autorizzazione e quindi abusivi.
    I suddetti elenchi non solo serviranno all’assessore Leonori per individuare gli impianti da oscurare in attesa che vengano rimossi, ma costituiscono la prima azione da fare prevista dalla proposta unitaria presentata da VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori.

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  4. Carissimo arch. Bosi, mi permetto, sommessamente rispetto alla Sua onniscenza, di osservare che se il Segretario Generale ha svolto il suo ruolo di garante della legittimità della delib. 116, non comprendo come possa cambiare idea, solo e soltanto perchè lo dice l'Avvocatura Comunale. Per le mie modestissime conoscenze in materia di diritto degli enti locali, non credo che il Segretario Comunale sia sottoposto gerarchicamente all'Avvocatura, quindi il parere della stessa può non essere tenuto in considerazione dal Segretario; altrimenti eliminiamo il ruolo dei segretari comunali e lasciamo solo l'Avvocatura, notevole sarebbe il risparmio.
    Per quanto riguarda lo stipendio dei consulenti del Sindaco Marino e dei componenti la sua Giunta, basta sfogliare le pagine della cronaca romana, non solo dei maggiori quotidiani a tiratura nazionale, per conoscere i loro compensi. Ribadisco che mi sembra incongruo che un consulente che, come lei stesso sostiene, non ha alcuna rilevanza esterna, percepisca un compenso superiore a chi, viceversa, si assume, con le proprie decisioni, una responsabilità diretta. Anche questo l'ho letto sui quotidiani e non credo che l'affermazione abbia un connotato politico, bensì solo logico. Mi sembra, peraltro, singolare che il Comune di Roma, che paga mensilmente oltre 200 dirigenti, come sostengo sempre i quotidiani, tutti assunti a tempo indeterminato, non ne trovi 1 in grado di suggerire all'Assessore iniziative rivolte alla legalità ed al rispetto del decoro urbano. Secondo Lei nessuno a Bordoni ha suggerito, nei 5 anni di governo, che stava esagerando nelle politiche delle affissioni? Certamente non il dott. Pacello, ma immagino che qualcuno lo abbia fatto, voleva farlo. Conseguentemente, non contano solo l'onestà dei dirigenti, o, se Lei prferisce, dei consulenti, ma soprattutto le "strategie di indirizzo politico" (mi consenta questo garbato eufemismo) dell' organo politico.
    Mi dispiace, da ultimo, farle notare, che non ha fornito alcuna risposta riguardo ai cartelloni "fuori misura" che ornano meravigliosamete la Via Colombo ed altre zone della Città. La saluto cordialmente, in attesa di una sua replica, pregandola di essere meno aggressivo con chi non la pensa come Lei, anche perchè, lo avrà capito, abbiamo ambedue lo stesso obiettivo: restituire il decoro alla Città più bella del Mondo, che i barbari del XX e XXI secolo stanno riducendo ad un sobborgo del Cairo. Speriamo ancora nell'Ass. Leonori, tanto non possiamo fare altrimenti!

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  5. Sinceramente mi pare proprio che attaccre l'Arch. Bosi che, incontestabilmente, e' stato uno dei piu' attivi e seri combattenti contro una masnada di barbari devastatori e lo ha fatto pazientemente per anni sia un completo ribaltamento della realta'. Non capisco nemmeno come, FINALMENTE, ora che un Assessore serio manifesti la volonta' inequivocabile di riportare ordine nel settore piu' mafioso di Roma, anziché' prendersela con chi ha ridotto Roma in questo stato pietoso (e sono tutte persone che hanno nomi e cognomi, a cominciare da un certo gianni e da un certo davide...) un anonimo venga a sbraitare contro chi ha dimostrato di voler inserire una bella dose di DISCONTINUITA' rispetto alla "gestione" precedente e contro chi ha combattuto malaffare e mafie. C'e' qualcosa che proprio non mi convince...
    Mc Daemon

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  6. @anonimo delle ore 12,20 del 2.11.2013 – Premetto che intervengo per lo più nei commenti per arricchire lo scambio ed il confronto di idee esclusivamente sulla specifica materia di cartellopoli di cui si occupa questo blog e mi rifiuto quindi di proseguire scambi di messaggi che ritengo sterili e non utili se non addirittura dannosi alla causa che ci dovrebbe invece vedere uniti .
    Per educazione quindi rispondo per l’ultima volta sugli argomenti su cui Lei ha voluto trascinarmi con le sue ultime osservazioni in modo sarcastico, perché si è permesso di darmele “sommessamente” rispetto alla mia “onniscienza”.
    Senza voler fare il “professore” di nessuno, altrettanto sommessamente Le faccio notare che il ruolo di garante della legittimità che deve svolgere sempre e comunque il Segretario Generale non significa automaticamente che sia sempre e comunque nel giusto, se non altro perché sbaglia (anche se in buona fede) proprio chi lavora e per ridurre al minimo il rischio di sbagliare si potrebbe (se non si dovrebbe) sentire ogni volta (specie nei casi più delicati e controversi) anche il parere degli avvocati del Comune, considerato che sono comunque stipendiati alla fine di ogni mese.
    La delibera n. 116/2013 fa parte proprio di quella “strategia di indirizzo politico” di cui parla Lei e che Alemanno e Bordoni hanno finito di adottare alla fine del loro mandato sperando in un apprezzamento dell'atto anche in termini di voti che invece non è venuto: i suoi contenuti sono al limite della legalità e spiegano perché il Segretario Generale non vi abbia ravvisato evidenti vizi di legittimità.
    Ma anche per questi motivi l’assessore Leonori ha ritenuto di sentire il parere dell’Avvocatura Comunale se non altro per rendere inattaccabili al TAR del Lazio le premesse della delibera di abrogazione della 116/2013 che debbono motivare “i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione” di annullare l’atto della precedente Giunta, come prescrive il 1° comma dell’art. 3 della legge n. 241/1990.
    Anche sotto questo aspetto Lei continua per spirito polemico a non vedere come sia diversa la nuova “strategia di indirizzo politico”, perché l’attuale maggioranza di governo non si pone in modo arrogante e presuntuoso come arcisicura sempre della piena legittimità di tutto ciò che intende fare, solo sul presupposto di essere stata eletta a maggioranza e con un conseguente diritto (da illuminata da Dio) di poter fare tutto quello che più gli piace, come è stato sia per Alemanno che per Bordoni a cui sono entrati da un orecchio ma sono subito usciti dall’altro i suggerimenti di stare esagerando, ammesso e non concesso che ci siano stati.
    (per esigenze di spazio continua nel commento seguente)

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  7. (Seguito del commento precedente)
    Quanto ai non meglio precisati cartelloni più grandi di mt. 6 x 3 che risulterebbero a suo dire installati su via Cristoforo Colombo non vedo perché dovrei averle dovuto rispondere proprio io, visto che la sua domanda non era rivolta espressamente al sottoscritto: Le faccio ad ogni modo presente che fra le mie ormai 441 segnalazioni ce ne sono due che hanno riguardato specificatamente megaimpianti installati proprio su via Cristoforo Colombo.
    La 1° è stata trasmessa per posta elettronica il 23 giugno 2011 ed ha riguardato un megaimpianto di mt. 10 x 4 circa installato all’incrocio tra Via Cristoforo Colombo e Via Pontina.
    Alla mia segnalazione ha dato seguito solo l’Ing. Sergio Dondolini della Direzione Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero dei Trasporti, Divisione IV, che con nota prot. 3996 del 28 luglio 2011 indirizzata al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma ha chiesto “al Comune di Roma di verificare le segnalazioni pervenute ed a mettere in atto tutte le azioni utili al ripristino delle necessarie condizioni per la sicurezza della circolazione stradale”.
    Il 27 dicembre 2011 ho segnalato sempre per posta elettronica un altro megaimpianto di mt. 9 x 3 installato all’altezza di piazzale dell’Industria, che alla data del 2.2.2012 risultava sanzionato dal XII Gruppo di Polizia Locale di Roma Capitale, ma che non sembra essere stato ancora rimosso a distanza di più di un anno e mezzo.
    Riguardo alla sua pretesa di essere io a dover rispondere alla sua domanda mi permetto di rigirarle a mia volta la seguente domanda: “ma perché, invece di stare a fare delle improduttive chiacchiere da salotto coprendosi per giunta dietro un comodo anonimato, non dà un seguito concreto al mio stesso obiettivo iniziando con il denunciare di persona proprio i cartelloni "fuori misura" che ornano meravigliosamente la Via Colombo ed altre zone della Città ?
    Quanto meno sotto quest’ultimo aspetto io e Lei non la pensiamo esattamente allo stesso modo, perché Lei a chiacchiere non può contribuire di certo a restituire il decoro alla Città più bella del Mondo specie se si mette a criminalizzare in partenza le parole chi ce lo dovrebbe finalmente assicurare, senza aspettare di giudicarlo più oggettivamente sui fatti.

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  8. Ho dimenticato di aggiungere che il 28 dicembre del 2011 ho segnalato due ulteriori megaimpianti pubblicitari di mt. 8 x 3 installati in via Cristoforo Colombo all'altezza di via delle Tre Fontane, anch'essi sanzionati a gennaio del 2012 ma non ancora rimossi.

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  9. Benissimo. Allora anche Lei conferma che l'attuale Amministrazione nulla ha fatto di concreto per reprimere l'abusivismo, nonostante le Sue denunce. Ma sono certo che molto presto (quando ?) l'azione dell'Ass.re Leonori si farà concreta, anche grazie ai consigli del suo costoso staff, ovvero grazie alla conferma quale direttore del Servizio Affissioni dell'ottimo dott. Paciello, già braccio sicuro dell'altrettanto ottimo Ass. Bordoni.
    Mi scusi, ma l'attuale Regolamento prevede in 4 x 3 la misura massima della cartellonistica stradale e no 6 x 3 come da Lei sostenuto. Ahi ahi ahi Architetto, mi cade proprio sulle dimensioni dei cortelloni, non è da Lei !!!!
    Veda i cartelloni dell'Arp all'altezza dell'ex Luna Park, o quelli dell' Apa sulle mura dell'ex Fiera di Roma, nonché quelli della Fox a ridosso dei campi sportivi sullo stesso lato della Fiera, le sembrano inferiori a 12 mq ?
    E poi, chi le dice che anche l' "Anonimo" che non crede nella concretezza della Leonori non abbia fatto le se "denunce" o "azioni" per il ripristino della legalità? E cosa le fa pensare che le mie non siano diventate carta straccia come le sue, che da anni sollecita Procura e Corte dei Conti senza alcun risultato concreto ? La ringrazio infine per aver scambiato le proprie opinioni con un povero sconosciuto, o meglio "anonimo", confermando anche al sig. Mc. Daemon che io non ho nulla contro l'arch. Bosi, ce ne fossero come lui! (lo dico senza ironia, lo giuro). Constato solo che l'Ass.re Leonori ad oggi ha fatto solo parole, parole, parole. Ma è giovane e ben consigliata (secondo Bosi) e sono certo che farà bene...speriamo presto, intervenendo da subito sugli abusi e cassando immediatamente le norme della 116 in evidente contrasto con la 37, non concentrando la sua attenzione solo sul PRIP, il cui percorso sarà, com'è evidente a tutti, tortuoso e ricco di sorprese. Ad majora !

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  10. @anonimo delle ore 23,31 del 2.11.2013 – Per fare il saccente e far figurare che sarei caduto proprio sui cartelloni, non si è accorto (o ha fatto finta volutamente di non accorgersi) che la frase “cartelloni più grandi di mt. 6 x 3 che risulterebbero a suo dire installati su via Cristoforo Colombo” era ripresa proprio dal suo commento, di cui ho sbagliato per un mero errore a scrivere le dimensioni scritte da lei che sono di quel 4 x 3 su cui Lei si è messo a fare voli pindarici.
    Siccome vuol fare il saputone e far vedere che anche Lei ha fatto “denunce” o “azioni” per il ripristino della legalità, fino a sollecitare Procura e Corte dei Conti, senza però mai averle fatte conoscere a nessuno e senza mai essersi unito a nessuno di noi (evidentemente convinto che l’unione non fa la forza), mi permetto “sommessamente” di farle presente che non risponde del tutto al vero nemmeno che “l'attuale Regolamento prevede in 4 x 3 la misura massima della cartellonistica stradale”, dal momento che l’ultimo periodo del 1° comma dell’art. 34 stabilisce che fino all’entrata in vigore del PRIP e dei Piani di Localizzazione “sono confermate tutte le limitazioni disposte dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981”.
    Per chi non sapesse cosa vuol dire significa che dentro un certo perimetro (che grosso modo è racchiuso dentro il Grande Raccordo Anulare) è vietata l’installazione di impianti pubblicitari di dimensioni superiori ai 6 mq. e non ai 12 mq., per cui vi sono consentiti solo cartelloni al massimo di mt. 4 x 3.
    A dimostrazione di questo la porto a conoscenza che con un messaggio di posta elettronica trasmesso il 12 marzo 2012 a nome di VAS ho segnalato ben 436 Impianti pubblicitari installati tutti nel II Municipio in violazione della deliberazione n. 609 del 3 aprile 1981 ed altri 6 impianti di dimensioni addirittura superiori che sono tassativamente vietate dallo stesso Regolamento vigente: malgrado una nota trasmessa il 16 aprile 2012 con cui è stato comunicato l’inizio di un sistematico controllo, non risulta che a tutt’oggi la precedente amministrazione abbia fatto rimuovere alcun impianto.
    A tal ultimo riguardo è del tutto strumentale da parte sua arrivare a sostenere che anche io avrei confermato che l'attuale Amministrazione nulla ha fatto di concreto per reprimere l'abusivismo, nonostante le mie denunce, se non altro perché l’ultima di esse risale al 13 aprile scorso ed è stata trasmessa fra gli altri ancora a Davide Bordoni.
    A dimostrazione di quanto invece non risponda al vero la sua affermazione, porto a conoscenza non solo Lei che alla mia nota VAS del 4 ottobre scorso trasmessa all’assessore Leonori ed al Sindaco Marino per lamentare la mancata rimozione da ben 2 anni di ben 19 cartelloni installati tra il Km. 14,400 ed il Km. 14,60o della via Cassia di fronte al confine del Parco di Veio ha dato seguito la dott.ssa Anna Maria Manzi del Gabinetto del Sindaco con una nota del 7 ottobre che ha costretto Paciello a ritrasmettere l’invito-diffida a rimuovere gli impianti, ottenendo che ne venissero rimossi spontaneamente 13 e dando ordine di rimozione forzata per i rimanenti sei.
    Vorrei chiudere qui questo sterile battibecco fra me e Lei, invitandola caldamente a prendersela direttamente con tutti coloro dell'attuale Amministrazione che ritiene che in questi primi 4 mesi non abbiano fatto nulla di concreto per reprimere l'abusivismo, dal momento che io non sono né il loro portalettere né comunque l’avvocato difensore di nessuno.
    Grazie.

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  11. Grazie a Lei per la cortesia di aver dialogato con me.
    Alle prossime iniziative dell'Ass. Leonori.
    Un cordiale saluto.

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