martedì 5 novembre 2013

Marta Leonori non ci cascare. Terrificante lettera di un'associazione di cartellonari. Terrorismo psicologico, minacce e spauracchio di ritorsioni


Tra qualche mese, quando tutto questo sarà finito e quando la città si sarà svegliata da un trentennio di incubo cartellonaro nel quale Roma è stata ogni giorno stuprata selvaggiamente e senza pietà, tra qualche mese, dicevamo, ricorderemo questi episodi col sorriso.
Un mondo incredibile, che ha compiuto dei danni inauditi e che, vedendo la fine ad ineluttabile avvicinarsi, cerca ogni strada per procrastinare ciò che invece procrastinabile non è. 

Il 2014 sarà l'ultimo anno di schifo, di pericolo, di panico, di mostruosità, di sottosviluppo. Poi basta. Non potrà che essere così: il Comune dovrà far decadere le concessioni e ri-assegnarle previo bando. Quello che chiediamo almeno dal 2010, ogni giorno.

Per far questo c'è una road map condivisa da tutti: abrogazione della delibera 116/13; la compilazione del Prip con le opportune modifiche; la redazione dei Piani di Localizzazione degli impianti; i bandi.

La road map sta definitivamente partendo in queste settimane, e sarà inarrestabile. Ed ecco che a vario titolo le ditte cartellonare cercano di stoppare ciò che non sarà possibile stoppare (questa volta, se dovessero provarcisi, si arriva a Bruxelles o alla Corte dei Conti: guai). In questo senso va letta la lettera che una delle associazioni di pubblicitari ha recapitato ai Consiglieri Capitolini. Una attività di lobby che appare davvero goffa, facilmente smentibile, nella quale nessun consigliere in buona fede e menchemmeno nessun assessore potrà mai cadere. Piccole minacce, terrorismo psicologico e poco più. Ma analizziamo la missiva capoverso per capoverso, smontandola opportunamente. Si tratta di una missiva che punta a convincere alcuni ingenui consiglieri che la Delibera 116, una schifosissima e puzzolente polpettina avvelenata lasciata da Gianni Alemanno in eredità alla città in modo che quest'ultima non possa mai e poi mai, neppure volendolo, riformare il settore delle affissioni. Il salvacondotto a vita per quelle stesse ditte che hanno negli anni devastato Roma, ucciso persone, massacrato l'economia della città, distrutto il decoro. Ma vediamo:

L'ABROGAZIONE O LA MODIFICA DELLA DELIBERA PROVOCHEREBBE CAOS
Cioè l'amministrazione non si può muovere. Non può abrogare, ma neppure modificare questa porcata di Delibera. Non deve toccarla proprio. Altrimenti ci sarà il caos. Come se il caos non ci fosse già, da anni. Un caos unico al mondo di cui tutto il mondo parla e ha parlato.

CI SARANNO CONTENZIOSI PER TURBATIVA DI CONCESSIONE
La prima minaccetta legale. "Ve famo causa" perché noi siamo delle aziende "virtuose". Falso. Non esistono aziende virtuose nello stagno putrido della cartellopoli romana. Ogni ditta con cui abbiamo parlato, anche quella più terrificante, si è sempre definita onesta. Turbativa di concessione? Di cosa stiamo parlando? Le concessioni scadono il 31.12.2014 e non possono essere rinnovate. Fine. Il Comune può e deve fare bandi: è previsto nel Regolamento Comunale da decenni. Da-decenni!!! Non è una novità, chi casca dalle nuvole fa solo la figura dell'imbecille e dell'imprenditore non all'altezza di essere definito tale.
Questo significa che non c'è alcun appiglio per fare contenziosi legali. Il Comune è in una botte di ferro, serve solo la volontà politica e ora, grazie all'assessore Leonori per la quale è già in costruzione un monumento e un posticino nella storia, la volontà politica c'è ed è lucida. Fine. Stop. Finita la ricreazione.

IL TESTO IN QUESTIONE E' L'ULTIMO DI UNA SERIE DI ATTI CHE LA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA CAPITOLINA E' RIUSCITA FATICOSAMENTE A PRODURRE DOPO VENTI ANNI DI IMMOBILISMO
Eh già, li conosciamo bene questi atti che faticosamente sono stati prodotti dopo venti anni di immobilismo. Atti atroci e criminali come la Delibera 37/09 che ha consentito a queste serissime ditte di trasfigurare la città di Roma. Giornali e tv di tutto il mondo hanno raccontato le conseguenze di questa prestigiosa attività legislativa che oggi finalmente si andrà a neutralizzare con la rapida e immediata abrogazione della 116.

LA DELIBERA 116 CONTRARIAMENTE A QUANTO DICONO I BLOG NON INTRODUCE ALCUN CONDONO DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI NON RICOMPRESI NELLA PROCEDURA DI RIORDINO. ANZI PONE FINE AD UNA LORO PERMANENZA SUL TERRITORIO
Oh come siamo consolati. La 116 non condona gli impianti senza scheda (quelli nati dopo la Delibera 37 del 2009, ah, ma non era parte di un'ottima filiera di delibere scusate???), condona solo gli impianti R ovvero quelli frutto del micidiale Riordino di tanti anni fa. Ma cosa era il Riordino? Il Riordino si è reso necessario negli anni Novanta. Cosa successe in quegli anni? Successe che arrivarono i computer e l'amministrazione capitolina (ancora non eravamo nell'era Rutelli) decise di digitalizzare, in tutti i suoi settori, i propri database. Quando si andò a digitalizzare il database degli impianti pubblicitari la cosa poteva dare fastidio a qualcuno che aveva impianti abusivi sul territorio e, come per magia, tutto il database cartaceo venne dato alle fiamme. Poi alcuni impiegati comunali del Servizio Affissioni entrarono a lavorare in alcune ditte pubblicitarie con stipendio un filo più alto di quello pubblico. Le ditte serissime del Riordino, capito!? Il Comune rimase con gli impianti installati sul territorio e zero dati in archivio. Dovette abbassare la testa chiedere alle ditte: ditemi cosa avete sul territorio e pagatemi le tasse (mutatis mutandis quello che si fece nel 2009 con la Delibera 37). Le ditte, anche allora, autocertificarono la loro presenza e vennero registrate. Ora queste ditte vogliono far passare l'aver preso parte al Riordino, ovvero una procedura d'emergenza frutto di un atto mafioso, come qualcosa di virtuoso e positivo che li rende puri e superiori rispetto ai "disonesti", colpevoli soltanto di aver partecipato a quello che di fatto è stato il "Secondo Riordino", ovvero quello del 2009. Rendiamoci conto a che livello siamo arrivati. Le ditte riordinate considerano il loro status talmente positivo dal differenziare gli impianti del Riordino da quelli Senza Scheda. Talmente positivo dall'affossare i Senza Scheda salvando quelli del Riordino. A vita. Incredibile. Concessioni a vita a chi ha preso per il collo il Comune vent'anni fa; concessioni a vita a chi ha sempre pagato le imposte e che considera questo come elemento speciale. Ci permettiamo di ricordare a queste ditte che si auto-nominano virtuose, che pagare le tasse è una cosa nor-ma-le; che non dà diritti ulteriori. Dopodiché le concessioni scadono, non sono eterne.

REALISTICAMENTE GLI IMPIANTI RIMARRANNO TUTTI SUL TERRITORIO
Realisticamente? Ma realisticamente di che? Il Comune manderà delle belle raccomandate ai concessionari, speriamo quanto prima, segnalando loro che il 31.12.2014 scadranno le loro concessioni e che, a far data da quel giorno, avranno tot giorni di tempo per rimuovere i loro impianti. A quel punto, realisticamente, nulla rimarrà sul territorio perché i concessionari (che poche righe prima si dichiarano "seri" e "legali", quindi non abbiamo nulla da temere sul loro rispetto delle regole del gioco) dovranno dar retta all'ente pubblico e fare quello che il Comune chiede. Che vuol dire "realisticamente", dunque?

IL COMUNE PERDERA' IL GETTITO ERARIALE DELL'ENTRATA DI CIP
Bieco terrorismo da parte di questa associazione di imprese. Perché il Comune dovrà perdere il CIP? Fino al 31.12.2014 le attuali ditte continueranno a pagare il CIP, a partire dal 1.1.2015 il CIP, o come si chiamerà, verrà pagato dalle ditte che avranno vinto i bandi di gara nel frattempo espletati. Che problema c'è? Ammanco erariale? Al contrario, perché i bandi, per definizione, consentono che vinca il migliore e dunque il Comune che oggi guadagna circa 18 milioni di miserabilissimi euro da questo settore, una volta messo a bando e assegnato a chi saprà ben gestirlo potrà guadagnare molto molto di più. Probabilmente il Comune potrà arrivare a guadagnare il triplo di oggi in termini di oneri. Dunque non solo non ci saranno ammanchi di sorta, ma ci sarà un avanzo notevolissimo. Da investire eventualmente nelle rimozioni che tuttavia, a nostro parere, se non espletate dai vecchi concessionari, dovranno essere fatte dai concessionari nuovi che poi potranno rivalersi sui vecchi: il primo nuovo impianto dei vincitori potrà essere posato solo dopo aver pulito l'intera città dai vecchi impianti. Ci sarà dunque un istante, un solo istante, magari mezz'ora o mezza giornata, in cui la città sarà totalmente (totalmente!) priva di impiantistica pubblicitaria. Faremo una piccola festa in strada e poi si ripartirà assegnando il tutto a ditte serie, vincitrici del bando.

CON TUTTA PROBABILITA' SI AGGIUNGERANNO I COSTI RELATIVI AL CONTENZIOSO
Noi riteniamo che sia molto grave che una associazione di categoria minacci e faccia terrorismo su ipotetiche e "probabili" azioni legali che non hanno alcun appiglio. Cercare di fare lobbing e pressione su una amministrazione per farle fare quello che vuoi tu minacciando azioni legali che non hai appigli per intentare è una cosa di una gravità assurda. A nostro modesto avviso perseguibile. Punto.
Entrando nel merito: le ditte non hanno in mano nulla (nulla!) per alzare un polverone legale contro il Comune. Ma proprio nulla, nulla. L'unico problema per il Comune (addirittura in sede comunitaria oltre che in faccende relative alla Corte dei conti) sarà non sistemare questa faccenda. Se il Comune non sfrutterà questa occasione, il tutto sarà rinfacciato enormemente a livello politico (chi non si adopera al 100% per risolvere questa cosa muore politicamente, c'è poco da fare: vi ricordate Gianni Alemanno?), ma anche a livello giudiziario.

IL TERRITORIO DIVENTERA' CONQUISTA DI DITTE CHE ORMAI NON AVRANNO NULLA DA PERDERE
Questo è il passaggio più incredibile della lettera. Quasi comico (se non ci fosse da piangere). Nella foga di fare terrorismo psicologico pensando di trovare terreno fertile nei consiglieri comunali (molti assai ingenui, ma provvediamo noi ad aprir loro gli occhi, cari cartellonari, non temete) questa associazione sfiora e supera il ridicolo più profondo! Insomma secondo la loro visione una volta accertata la volontà netta del Comune di sistemare la situazione in maniera europea e senza compromessi di sorta - impossibili anche tecnicamente,  in questo caso -, alcune ditte senza scrupoli, non avendo nulla da perdere, inizierebbero a infierire sulla città. Non si può accettare questo ragionamento: fa schifo. E' una minaccia di ritorsioni dal sapore mafioso: una vergogna.
E' come se, in un altro settore regolato - come tutti i servizi a rete - tramite bando, non si possa cambiare concessionario per non rischiare ritorsioni del concessionario uscente. E' una roba che, ripetiamo, non si può sentire e solo questo passaggio dice non molto ma tutto su quale sia il livello di questi imprenditori: "non puoi esercitare il tuo diritto di cambiare concessionario senno' io che sto dentro ora spacco tutto e te la faccio pagare". Questa è una modalità di stampo camorristico signori, ma non doveva trattarsi di ditte oneste e civili? Metti il caso del servizio di ristorazione sui treni: il concessionario era Cremonini, poi la concessione è scaduta (come scadrà la concessione dei cartelloni il 31.12.2014), si è fatta la gara, l'ha vinta T&B (un gruppo francese, che ovviamente è stato obbligato ad assorbire la manodopera di Cremonini). Ebbene ve lo immaginate Cremonini che manda una missiva, tramite la sua associazione di categoria, in cui dice a FS Spa: "eh, poi se cambi concessionario noi non riusciamo a garantire che i nostri dipendenti a quel punto non somministrino cibi avvelenati ai clienti, perché non avranno nulla da perdere". E' la stessa, identica cosa. E, anche questa cosa, è - se avessimo Consiglieri Comunali seri - da portare all'attenzione della magistratura perché questa non è faccenda politica, è faccenda giudiziaria. E' il goffo tentativo di un concessionario comunale di deviare la politica mediante minacce, ritorsioni, paventando azioni e comportamenti illegali. Una cosa gravissima che ci dice tutto, lo ripetiamo, su questi imprenditori. 
Ma ora ammettiamo che quello che la lettera paventa si possa avverare. Cioè secondo loro, mettiamo a marzo del 2014, una volta appurata la road map e una volta saputo per certo che nel dicembre tutto si dovrà smantellare, una ditta pirata qualsiasi decide di installare impianti. Ovvero occorre investire, occorre manodopera, occorre clientela, occorre rischiare multe e rimozioni, occorre mettere a rischio la propria clientela inserzionista che sarebbe sanzionata. Quale è quella ditta che sapendo di dover rimuovere tutto (o che le verrà rimosso tutto) dopo qualche mese, investe in questa presunta faraonica operazione criminale? Nessuna, ovviamente. A dimostrazione che questa è l'ennesima minaccetta terroristica contenuta nella missiva.

SALVO NON SI VOGLIA PERSEGUIRE FINALITA' MONOPOLISTICHE
La lettera si chiude con l'ennesima farse ad effetto. L'ennesimo tentativo terroristico per agire sulle mente ingenua e strumentalizzabile dei consiglieri comunali. "Mica vorrete instaurare un monopolio eh!?". Abbiamo già dimostrato che non ci sarà alcun monopolio e, anche se ci fosse, non ci sarebbe assolutamente nulla di male. Ad ogni modo, come previsto da anni e anni nei Regolamenti Comunali che finalmente verranno attuati, la città verrà suddivisa in più lotti, ergo nessun monopolio. Ma poi in città ci sono altri innumerevoli circuiti: quello delle paline e delle pensiline Atac (oggi in mano a Clear Channel). Quello delle metro e dei bus sempre di Atac (oggi in mano a IGPDecaux). Quello degli impianti in area ferroviaria (oggi in mano a CBS). Come si vede tutti in mano alle temute multinazionali. ma tutte in concorrenza tra di loro. Ergo trasparenza, qualità, concorrenza.

In nessuna grande città al mondo la pubblicità è gestita da ditte "locali". Serie o non serie che siano. In tutte le grandi metropoli occidentali la pubblicità esterna è gestita da una delle grandi multinazionali del settore. Non fa eccezione nessuna grande area urbana a livello globale. A parte Roma, con le conseguenze che conosciamo. Grazie all'attuale amministrazione questo autentico incubo finirà: Ignazio Marino ha stracciato nelle urne Gianni Alemanno esattamente per fare questo e, rassegnatevi, non può non farlo.

20 commenti:

  1. QUESTI DEVASTATORI SENZA SCRUPOLI, CHE HANO RIDOTTO ROMA UNA CITTA' PERICOLOSA E OSCENA, DOVE NON PUOI PIU' FARE DUE PASSI SU UN MARCIAPIEDI SENZA FARE SLALOM TRA I LORO CATAFALCHI (...NON PARLIAMO POI DI CHI E' COSTRETTO SU UNA SEDIA A ROTELLE) SONO SQUALLIDAMENTE SENZA VERGOGNA!

    RispondiElimina
  2. Questo documento è il loro epitaffio.

    ALEA IACTA EST

    RispondiElimina
  3. non sarebbe male se qualche consigliere più sensibile (quelli del M5S?) facesse un'esposto alla Procura come da voi suggerito, non sono neanche troppo velate le minacce. Oddio, con la magistratura che ci ritroviamo (quella che in 1 settimana ha archiviato le denunce della Polizia Municipale sull'Uff.affissioni) è dura, però vale la pena tentare.

    RispondiElimina
  4. Stessero MOLTO attenti, Tonelli già sa, è la volta che li portiamo a Bruxelles, ne nascerebbe AUTOMATICAMENTE una devastante procedura di infrazione a carico del comune, ed a quel punto la gara europea con 1 o poco più di un, vincitore, sarebbe automatica, e ciao ciao a tutta la merdaglia cartellonara di roma.
    Occhio ragazzi, se accettate le regole forse (consorziandovi) vi salvate, se vi portiamo a bruxelles, avete presente Highlander ? lo slogan ?
    Marco1963

    RispondiElimina
  5. questa lettera è la conferma che le ditte pubblicitarie hanno timore di aver perso le coperture politiche ed amministrative che fino ad oggi hanno permesso loro di operare nella maniera banditesca e spregiudicata che conosciamo.
    Sono nervosi, i signori, per la prima volta da oltre un ventennio sentono il fiato sul collo. Ci sarà qualche colpo di coda, certamente, qualche tentativo disperato di salvare la pellaccia
    ma stavolta è proprio game over

    RispondiElimina
  6. ahahahahahahahahahah certo che ne leggo di inesettazze!!! quanti pensate siano gli autorizzati sul territorio?!? il 10% al massimo..... basterebbe rimuovere gli ABUSIVI! invece di invertarsi soluzioni faraginose e delibere e deliberine.... come se in Italia servissero a qualcosa.

    RispondiElimina
  7. Invito chiunque fosse interessato ad andare a leggere il mio articolo che riguarda la contestata abrogazione della delibera n. 116/2013 e che verrà pubblicato domani sul sito www.vasroma.it

    RispondiElimina
  8. AHAHHAHAHA. Mi avete fatto ridere?
    Finita la ricreazione. Luce in fondo al tunnel. Grazie a tutti: ormai è quasi fatta.

    RispondiElimina
  9. Teniamo d'occhio la situazione. Ormai questi ricorreranno a tutti i mezzucci infimi pensabili. Attenzione!

    RispondiElimina
  10. un suggerimento all'Arch.Bosi:
    la delibera 116 ha avuto, in sede di istruttoria presso gli uffici comunali, il parere tecnico positivo dei dirigenti PAciello e Menichini -come è indicato nello stesso testo del provvedimento- parere che ha consentito di poter approvare la delibera da parte della giunta.
    Ebbene, la delibera 116 è sub iudice al TAR Lazio.
    Nel caso fosse dichiarata nulla con motivazioni che confliggono con i pareri di detti dirigenti, ci sarebbe la responsabilità di questi ultimi a mente dell'art. 49, comma 3 del TU Enti Locali DLGS 267/2000.
    E una bella segnalazione alla Corte di Conti per i due dirigenti che hanno avallato quella criminale delibera, ci starebbe proprio bene.....

    RispondiElimina
  11. @anonimo delle ore 19,22 del 5.11.2013 - Grazie del consiglio, da seguire nel caso di ricorso vincente al TAR .

    RispondiElimina
  12. nel frattempo, ieri hanno tolto quasi tutti i cartelloni di Largo Piazza Tienanmen (sì, si chiama proprio così), dove tempo fa c'era stato anche un incidente su un cartellone che recentemente avevano pure rimesso, e oggi stavano smantellando cartelloni sulla colombo, altezza luneur!

    RispondiElimina
  13. OTTIME NOTIZIE!!

    Ma CHE STA SUCCEDENDO ?

    Chista smontando i cartelloni e con quali soldi ? Spero lo si faccia in danno alle "serisssssssime" ditte che li hanno istallati!!!
    Mc Daemon

    RispondiElimina
  14. D'accordissimo con l'anonimo delle 18:15.

    La lettera non dice nulla di nuovo... in sostanza ("realisticamente") minacciano di continuare a lavorare come hanno sempre fatto anche in caso di abrogazione della delibera, prip e bandi, ai danni di chi vorrebbe lavorare legalmente e servendosi di ogni mezzo, intimidazioni e attentati compresi, come è già successo.

    Bisognerà tenere la guardia alta, per il Comune la road map sarà piena di ostacoli.

    RispondiElimina
  15. sarebbe interessante sapere quali imprese "cartellonare" fanno parte dell'associazione di categoria che ha scritto la lettera all'assessore.
    Scommettiamo che fra di loro ci sono quelle che hanno commesso più abusi?
    E non bell'articolo su questo punto, da comunicare all'assessore Leonori, non sarebbe un male.

    RispondiElimina
  16. @anonimo delle ore 11,12 - L'Associazione Imprese Pubblicità Esterna (A.I.P.E.) rappresenta sicuramente le ditte "Stunt Publicity" ed "A.P. Italia" di cui è amministratore unico Daniela Aga Rossi, che è presidente dell'A.I.P.E..

    RispondiElimina
  17. la ditta API mi sembra di ricordarla come non proprio virtuosa..... o no?

    RispondiElimina
  18. Nel suo sito internet si dichiara che “le linee guida dell’operato dell’AIPE, infatti sono: la lotta all'abusivismo, la qualificazione del settore e la semplificazione delle procedure amministrative" Quanto alla A.P.I., si tratta di una ditta che opera maggiormente in Provincia di Roma e meno nel centro della città. Quando le è stato ordinato di rimuovere i proprio impianti installati sulla Cassia in prossimità del Parco di Veio, ha ottemperato alla lettera-diffida di Paciello, così come ha fatto con due impianti sui generis installati sulla via Flaminia Nuova stavolta dentro il parco di Veio, che ho segnalato e che mi hanno costretto poi a replicare diplomaticamente ma in modo fermo e deciso ad una nota stizzita di Daniela Aga Rossi.

    RispondiElimina
  19. attendere tutto il 2014? e' troppo lungo . non si potrebbe eliminare i cartelloni prima?

    RispondiElimina
  20. e chi sarebbero gli abusivi secondo loro?
    nessuno è innocente

    RispondiElimina