lunedì 25 novembre 2013

Marta Leonori parla di cartelloni con Bozzi a RomaUno. Occasione per esercitarsi a fare ulteriormente il punto


Clicca qui per vedere l'intervista integrale a "Ditelo a RomaUno" con il sempre bravissimo Andrea Bozzi.

Il percorso è condiviso assieme alla maggioranza
L'esordio dell'intervista è molto confortante. L'assessore, da qualche settimana a questa parte, sta dicendo cose clamorose e ottime. Ma la nostra paura è sempre stata: sono semplicemente istanze personali scaturite da uno staff preparato e competente in materia oppure sono cose già vagliate a livello politico? Qui l'assessore ci risponde: pare che la volontà di sanare uno degli scandali più incredibili di questa città sia una volontà politica. Non soltanto del sindaco, ma di tutta la maggioranza (non solo del PD) e di tutti i capigruppo.

Nel frattempo la Commissione Commercio sta lavorando sull'ascolto della città
E lo sappiamo bene: i famosi quaranta giorni che potrebbero portare a miglioramenti e emendamenti del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. 

Lotta all'abusivismo \ Approvazione del Piano Regolatore \ Piani di Localizzazione \ Dividere la città in lotti e mettere tutto a gara
Impeccabile. L'assessore dimostra ancora una volta di avere introiettato la problematica e di averla ben digerita. Ha chiaro il problema e vede la strada per risolverlo. Si tratta poi di capire se questa strada deve essere alberata, acciottolata, asfaltata, a tre corsie, a una corsia, sopraelevata ecc. Si tratta insomma di capire come si arriva a regime: ultimamente si è parlato di 8 lotti da mettere a bando. Ci sembrano francamente troppi ammenoché non si consenta alla ditta che faccia le condizioni migliori di vincerli tutti e 8, ma se vi saranno in questo senso delle limitazioni si rischia che, finite le due o tre ditte di qualità, gli altri sei o sette lotti vengano, giocoforza, assegnati a ditte scadenti e non all'altezza del grande progetto di miglioramento urbano che la città dopo quarant'anni di schifo mafioso di merita. I lotti dovrebbero essere di meno e soprattutto dovrebbero suddividere la città "a tema" e non a territorio. Prendere Roma e dividerla a spicchi come una forma di formaggio non può funzionare. Diverso è fare un bando per l'arredo urbano, un bando per le affissioni pure e poi, un bando magari per le coperture dei cantieri pubblici e privati e così via. Ma la cosa peggiore sarebbe ritrovarsi nel 2015 con 8 interlocutori tutti con un business troppo piccolo sul territorio per dare in cambio contropartite interessanti all'amministrazione (bike-sharing, segnaletica, toilette pubbliche, arredi urbani, cestini, totem informativi, mappe turistiche). Si tratta di prodotti costosi e impegnativi, che richiedono investimenti e tanta tanta manutenzione in una città che ancora è percorsa da tensioni vandalistiche continue. Gestendo un ottavo del business pubblicitario della città nessuno è in grado di restituire qualità e reali trasformazioni.

Se volete partecipare alle gare, consorziatevi!
Un altro assunto ottimale da parte dell'amministrazione. I nanetti dell'esterna romana, rimasti piccoli perché da piccoli si poteva gestire meglio la presenza su un mercato parcellizzato e illegale, pensassero a fare delle ATI o a fondersi creando un "campione nazionale" che possa combattere alla pari con gli altri "campioni nazionali" come Clear Channel, Cemusa, Decaux, Cbs. Parliamo di campioni "nazionali" e non stranieri perché a differenza di quel che vogliono far pensare i rappresentanti di queste dittuncole anche la più temibile "multinazionale" (la parola che lorsignori usano per spaventare politici e cittadini in una maniera che più patetica non si può) è in realtà altro. Prendi Decaux, per esempio, la ditta che ha cambiato faccia ad una città che aveva problemi similissimi a Roma come Parigi (per tacere di San Paolo del Brasile). Si tratta di una azienda familiare, con il vecchio patriarca e i suoi figli a gestire l'azienda. La loro propaggine italiana si chiama IGP Decaux e si chiama così perché è una joint venture tra Decaux e IGP, italianissima, con la partecipazione, nell'altro terzo del capitale, dell'altra italianissima RCS (Rizzoli Corriere della Sera). Ne deriva che nell'azienda, italianissima con sede Italia, con tasse versate in Italia, con centinaia e centinaia di dipendenti italiani ben pagati e con contratti regolari e dignitosi (non i bangladesh sfruttati in nero che vediamo affiggere manifesti sugli impianti delle ditte romane), ha una partecipazione francese inferiore a un terzo: il 70% circa della proprietà è italiana, italianissima. Di che multinazionali stiamo parlando?

Se non volete una gara fatemi avere un'idea migliore: io non l'ho trovata
Qui l'assessore si supera. Perché questa affermazione - è la linea che sta avendo ultimamente anche l'arch. Bosi e quindi Vas nella sua recente politica di dialogo con le ditte più "oneste" (virgolette d'obbligo) - è l'affermazione che mette al muro qualsiasi ridicola velleità. Perché? Semplice: perché alternative non ci sono. Ammenoché non si voglia violare la legge. E questo vale per qualsiasi cosa insista su suolo pubblico, attenzione, non solo per la pubblicità esterna. Bancarelle, camion-bar, caldarrostari, stabilimenti balneari. Nel 2017 con la definitiva entrata in vigore della direttiva Bolkestein (monumenti a Frits Bolkestein sono in costruzione presso tutti i comitati che anelano alla civiltà come il nostro) tutto questo dovrà essere messo a bando.
Ma in realtà, attenzione, una strada alternativa le ditte romane ce l'hanno eccome. Si chiama impianti su suolo privato. Fino ad oggi nessuno se ne è interessato: sfido, in una città dove il suolo pubblico era praticamente in regalo e dove se te lo pigliavi abusivamente nessuno ti faceva nulla... Ma ora le cose sono cambiate e c'è tutto un mondo da scoprire per le ditte che non riusciranno a vincere i bandi: l'impiantistica su suolo privato, su pareti cieche (con enormi vantaggi anche per i condomini) e così via. Si tratta di un ambito sempre pianificato e regolamentato dall'amministrazione, ma lì gli operatori stanno nel più libero mercato possibile. Ovvero: si va da quel palazzo che ha un muro cieco e gli si propone di installare un billboard e il condominio accetta l'offerta che gli appare più conveniente. Un mondo che le dittuncole dovrebbero studiare, invece di lagnarsi, di cercare di mandare tutto all'aria anche questa volta e di chiedere ciò che non potranno mai ottenere.

Gli abusivi sono abusivi, non si sanano
Applausi e basta. Immaginatevi, su quella poltrona, Davide Bordoni. Sembrano trecento anni, ma sono passati solo sei mesi...

6 commenti:

  1. speriamo che questo assessore e questo sindaco siano affiancati e protetti dalla maggioranza e dal PD, la macchina del fango, messa in atto da chi nei precedenti 5 anni ha letteralmente distrutto la città consegnandola alle peggiori lobby, è all'opera dal secondo giorno di consiliatura.

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  2. queste sono le persone che possono dare una nuova speranza alla città. tanti elettori si sono affidati a loro auspicando di spazzar via con loro tutto lo schifo accumulato negli ultimi 5 anni.
    lungi dal cantare vittoria ma almeno si ha la sensazione di avere a che fare con degli esseri umani onesti.
    la cosa peggiore che potranno fare è quella di tradire le aspettative di coloro che li hanno votati. non penso proprio che verrebbero perdonati alle prossime votazioni

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  3. immensa Leonori, EPICA !
    Continui così

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  4. Penso che il sindaco ci stia provando veramente a cambiare le cose e che ci siano alcuni elementi molto validi in giunta come sta dimostrando di essere la leonori. Purtroppo il pd romano sappiamo di che pasta è fatto (siamo veramente al pd meno L), speriamo bene.

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  5. Pieno sostegno a Marta Leonori.
    Non faremo sconti ai doppiogiochisti del PD

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  6. Ritengo anche io che STAVOLTA in giunta ci siano persone perbene e preparate (Leonori, Improta, Caudo...). Speriamo di agganciare un buon treno per Roma, ce n'e' veramente bisogno! Credo che anche Broggi all'ATAC stia lavorando sodo nel disastro che ha trovato!

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