giovedì 28 febbraio 2013

Bosi-segnala: via Cesare Baronio

Tre impianti pubblicitari installati in via Cesare Baronio

Segnalazione inviata da VAS Roma il 23 febbraio 2013 a: seggssu.polizialocale@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; cesare.tabacchiera@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; antonio.dimaggio@comune.roma.it; pubblicita@aequaroma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; maurizio.maggi@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; seg09.polizialocale@comune.roma.it

In data 16 gennaio 2013 é pervenuta a questa associazione una segnalazione che fa presenti tre impianti pubblicitari installati in via Cesare Baronio di cui si riportano di seguito le rispettive informazioni.

1 – Impianto pubblicitario monofacciale SPQR di mt. 1,40 x 2 circa a ridosso del muro dell'oratorio della chiesa di S.Giovanni Battista de Rossi all’angolo con via Latina
Foto della facciata dell’impianto che lascia vedere la cimasa con al centro la scritta SPQR
Fotto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere che ad agosto del 2012 l’impianto risultava già installato
La foto suddetta lascia vedere che l’impianto é stato installato all’altezza dell’incrocio di via Cesare Baronio con via Latina, provvisto di doppie strisce pedonali, in violazione addirittura del 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, perché per impianti di dimensione non superiore a mt. 1,20 x 1,80  installati su strade di quartiere prescrive in deroga al Codice della Strada una distanza minima di 25 metri dalle intersezioni e di  15 metri dagli attraversamenti pedonali.
Foto che lascia intravedere una targhetta affissa sul montante dell’impianto con la scritta della ditta “FARG”
La segnalazione fa presente che l’impianto ha in alto al centro la scritta “SPQR” che attesterebbe un impianto di proprietà comunale concesso in locazione quinquennale ed ha affissa sul fianco di un montante una vecchia targhetta totalmente scolorita di cui si riesce a leggere solo la scritta della ditta “FARG”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0002 corrisponde come denominazione la ditta “F.A.R.G.PUBBLICITA' DI TONATTI MARIA E C. S.A.S.”: si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti registrato l’impianto in questione in proprietà a tale ditta, a maggior ragione perché secondo la segnalazione non ha alcuna targhetta con il numero di codice identificativo.

3 - Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 2 x 2 circa installato davanti alla chiesa di S.Giovanni Battista de Rossi  
Foto della facciata dell’impianto che lascia vedere una targhetta affissa sul montante in alto a destra
Fotto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere che ad agosto del 2012 l’impianto risultava già installato
La foto suddetta lascia vedere che l’impianto é stato installato ad una distanza dal cartellone all’angolo con via Latina che sembra essere comunque inferiore di quella minima di 25 metri prescritta dalla lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada emanato con D.P.R. n. 495/1992.
Foto che lascia intravedere una targhetta affissa sul montante dell’impianto in alto a destra da cui si riesce a legge la scritta “Italmedia a.s. Monteur srl Prot. 000266"
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0061 corrisponde come denominazione la ditta “ITAL MEDIA S.r.l.”: si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti registrato l’impianto in questione, a maggior ragione perché secondo la segnalazione non ha comunque alcun numero di codice identificativo e per di più la targhetta affissa sul montante fa riferimento ad una “Italmedia a.s. Monteur srl Prot. 000266", lasciando implicitamente intendere che l’impianto sia appartenuto ad una precedente e comunque diversa società in accomandita semplice e risalga presumibilmente all’epoca del cosiddetto “procedimento di riordino”.

3 – Impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1,40 x 2 circa all’altezza dell’incrocio di via Cesare Baronio con via Tommaso Fortifiocca 
Foto della facciata dell’impianto con l’indicazione della via
Fotto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere che ad agosto del 2012 l’impianto risultava già installato
La segnalazione mette in evidenza che l’impianto non presenta alcun tipo di targhetta che riporti il nome della ditta proprietaria e/o il numero di codice identificativo.
Si chiede in conclusione di verificare la legittimità di tutti e 3 i suddetti impianti, provvedendo alla loro immediata rimozione in caso di accertata violazione.
Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Ditta decaduta ma cartellone sempre presente

0112 SOCIETÀ ANNULLATA CON DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE NUM.1999 DEL 12/07/2011 ma il cartellone che sarà alto 6 metri rimane al suo posto.
Forse serva al bancarellaro come appoggio per tirare su la tendopoli...

mercoledì 27 febbraio 2013

Il grado di intervento degli enti preposti alla tutela dei Beni Culturali e dei Beni Paesaggistici

Con nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010, indirizzata all’allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi, alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio ed alle tre Soprintendenze competenti per il territorio del Comune di Roma, avente per oggetto i “Cartelloni pubblicitari collocati nelle aree del Comune di Roma tutelate come beni culturali e paesaggistici”, a nome della associazione VAS ho chiesto “alle SS. LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al  Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici”.

Alla suddetta istanza ha dato seguito la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio che ai sensi della lettera a) del 1° comma dell’art. 17 del D.P.R. n. 233/2007, così come modificato dal D.P.R. n. 91/2009, esercita sulle attività degli uffici delle Soprintendenze “i poteri di direzione, indirizzo, coordinamento, controllo e, solo in caso di necessità ed urgenza, informati il direttore generale competente per materia ed il segretario generale, avocazione e sostituzione”: con nota prot. n.14695 del 10 settembre 2010 l’arch. Federica Galloni ha chiesto alle tre Soprintendenze competenti per il territorio del Comune di Roma “di fornire a questo Ufficio informazioni sulla questione ivi emarginata e di relazionare circa le proprie considerazioni tecniche di merito nonché le eventuali azioni che sono state intraprese e/o che si intende intraprendere”.

Non è dato di sapere se ed in che misura la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale abbiano ottemperato a quanto richiesto dalla Direzione Regionale con eventuali azioni soprattutto da intraprendere.

Mi sono trovato in seguito a segnalare per posta elettronica, sempre a nome di VAS, anche una quantità di impianti pubblicitari installati in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, per l’installazione dei quali ho chiesto ogni volta all’arch. Maria Costanza Pierdominici, in qualità di Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, di sapere se sia stato richiesto e rilasciato il “parere” favorevole vincolante di sua competenza ai sensi del combinato disposto dal 1° e 2° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004.

Alle mie segnalazioni, benché trasmesse per posta elettronica, fin dal mese di febbraio del 2011 ha dato seguito puntualmente l’arch. Maria Costanza Pierdominici con una serie di note cartacee indirizzate, oltre che per conoscenza alla Direzione Regionale ed alla associazione VAS, soprattutto alla U.O. Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, a cui – dopo aver “considerato inoltre che la normativa vigente in materia prevede che: nell’ambito e in prossimità dei beni paesaggistici è vietato il rilascio della autorizzazione alla posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari in assenza del parere vincolante del Soprintendente” – ha ogni volta chiesto “una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati nella nota citata anche ai fini di una eventuale applicazione delle sanzioni previste all’art. 168 del citato D.Lg.vo 42/04 da parte dell’amministrazione competente”.

Si fa presente che l’art. 168 del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” dispone che “chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 153 è punito con le sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni”, il quale demanda il compito della rimozione degli impianti pubblicitari installati nelle zone vincolate all’ ”ente proprietario della strada”, cioè allo stesso Comune di Roma.

A chiusura di ogni sua nota l’arch. Maria Costanza Pierdominici ha sempre evidenziato che “tutte le richieste di installazioni di supporti pubblicitari dovranno pervenire alla scrivente corredati della documentazione richiesta per le autorizzazioni in materia paesaggistica ivi compreso il censimento dei cartelli pubblicitari già autorizzati in quell’area”.

Benché a nome di VAS avessi chiesto espressamente di sapere se fosse stato richiesto e rilasciato il parere favorevole vincolante di propria competenza, il testo sempre identico di ogni nota non dà risposta diretta all’istanza della mia associazione, anche perché nelle note è stata sempre messa in indirizzo solo per conoscenza dell’azione individuale intrapresa volta per volta dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

I passi del testo sempre identico di ogni nota relativi da una parte al tassativo divieto di “rilascio della autorizzazione alla posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari in assenza del parere vincolante del Soprintendente” e dall’altra parte alla “applicazione delle sanzioni previste all’art. 168 del citato D.Lg.vo 42/04 lasciano desumere che tale “parere” non sia mai stato richiesto né quindi espresso: ne ho chiesto ad ogni modo conferma con un messaggio di posta elettronica trasmesso il 21 novembre 2012, proprio per la rilevanza che assume una circostanza del genere sul piano anche penale, tanto a monte sotto l’aspetto della mancata istruttoria in sede di rilascio della autorizzazione all’installazione degli impianti quanto ancor più a valle sotto l’aspetto della mancata e dovuta rimozione .

A tal ultimo riguardo si riporta di seguito l’elenco degli impianti pubblicitari segnalati da VAS in ordine cronologico a cui è stato dato seguito con note puntuali, dando contestualmente annotazione (in grassetto di colore rosso) degli impianti che risultano essere stati nel frattempo rimossi.

1 - Impianto pubblicitario della ditta "R.B. Pubblicità" installato in viale Pietro De Coubertin - Segnalazione trasmessa alle ore 12,31 del 19 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto della ditta “R.B. Pubblicità” con il numero di codice identificativo 0009/AB034/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 2607 del 22 febbraio 2011 avente per oggetto “Impianti pubblicitari installati al Villaggio Olimpico, Foro Italico e Viale di Tor di Quinto”, riferita quindi all’intero vincolo della “Valle del Tevere”.

2 - Impianti mobili SPQR collocati dentro il villaggio Olimpico, con pubblicità concessa alla ditta "Pubbli A" - Segnalazione trasmessa alle ore 15,09 del 19 settembre 2010, con allegate le foto degli impianti segnalati concessi in locazione alla ditta “Pubbli A” con i numeri di codice identificativo 0025/AE473/P, 0025/AF541/P, 0025/AF381/P e 0025/AF382/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota SBAP prot.n. 2607 del 22 febbraio 2011.

3 - Impianto della ditta "Star Rome Pubblicità" installato in piazza Apollodoro - Segnalazione trasmessa alle ore 19,45 del 19 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto della ditta “Star Roma Pubblicità” senza numero di codice identificativo 0108/AL633/P. Con successivo messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 17,07 del 18 aprile 2011 è stato segnalato che all’impianto è stato assegnato nel frattempo il numero di codice identificativo 0108/AL633/P.
Alla 2° segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.8178 del 24 maggio 2011.

4 - Impianti pubblicitari installati all'altezza del piazzale di Ponte Milvio - Segnalazione trasmessa alle ore 12,05 del 29 settembre 2010, con allegate le foto dei due impianti della ditta “SCI” con i numeri di codice identificativo 0040/AH790/P e 0040/AH736/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota SBAP prot.n. 2607 del 22 febbraio 2011.

5 - Tre impianti della ditta PES installati in aree soggette al vincolo della "Valle del Tevere" - Segnalazione trasmessa alle ore12,40 del 1 ottobre 2010, con allegate le foto dei tre impianti della ditta “PES” con i numeri di codice identificativo 0006/AA265/P, 0006/AT891/P e 0006/AT764/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota prot. n.2607 del 22 febbraio 2011.
A febbraio del 2011 è stata accertata l’avvenuta rimozione dell’impianto installato in Viale di Tor di Quinto con numero di codice identificativo 0006/AT764/P. Ad aprile del 2012 è stata accertata l’avvenuta rimozione anche di quello installato su piazzale Maresciallo Diaz con numero di codice identificativo 0006/AT891/P. A giugno del 2012 è stata accertata l’avvenuta rimozione anche di quello installato su piazzale Apollodoro.

6 - Impianti pubblicitari installati nel tratto La Giustiniana-La Storta della via Cassia - Segnalazione trasmessa alle ore 12,00 del 10 ottobre 2010, con allegata una nota dell’Ente Parco di Veio relativa ai 33 impianti collocati sul lato opposto del confine del parco.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota SBAP prot.n. 3053 del 28 febbraio 2011.
Alla fine del mese di marzo 2011 il Direttore dell’Ufficio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma con specifiche lettere-diffida ha intimato alle ditte proprietarie la rimozione a loro cure e spese entro l'11 aprile 2011, a pena della perdita del diritto alla delocalizzazione: nessuna delle ditte ha ottemperato alle rispettive lettere-diffida, ma il Comune non ha provveduto a tutt’oggi alla rimozione forzata d’ufficio dei 33 impianti pubblicitari.  

7 - Impianto installato in via del Baiardo - Segnalazione trasmessa alle ore 18,55 del 10 ottobre 2010, con allegate 2 foto dell’impianto senza numero di codice identificativo.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 3060 del 28 febbraio 2011.
In questo frattempo con messaggio delle ore 13,44 del 17 gennaio 2011 il XX° Gruppo di Polizia Municipale ha comunicato l’avvenuta rimozione dell’impianto, documentata da foto allegata.

8 - Reinstallazione di un impianto della ditta "Nuovi Spazi" nel Parco di Veio - Segnalazione di rettifica trasmessa alle ore 16,01 del 3 dicembre 2010, con allegate le foto dell’impianto reinstallato in via di Grottarossa con i numeri 714 e 715 assegnati alle sue facciate.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 2605 del 22 febbraio 2011.
L’impianto risulta essere stato rimosso.

9 – Impianto della ditta "Nuovi Spazi" S.r.l. reinstallato in via di Grottarossa - Segnalazione trasmessa alle ore 16,53 del 15 gennaio 2011, con allegate le foto dell’impianto della ditta “NUOVI SPAZI” reinstallato in via di Grottarossa con il numero di codice identificativo 0066/BF564/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 3051 del 28 febbraio 2011.
L’impianto risulta essere stato rimosso ma reinstallato sullo stesso posto con una targa riportante il diverso numero di codice identificativo 0066/BF417/P: anche questo nuovo impianto risulta essere stato rimosso.

10 - Impianti pubblicitari installati all'interno del vincolo paesistico della "Valle del Tevere" relativo al II° Municipio - Segnalazione trasmessa alle ore 19,48 del 10 dicembre 2010.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 2602 del 22 febbraio 2011.

11 - Impianto della ditta "Special Communication" S.r.l. reinstallato in via Cassia Vecchia - Segnalazione trasmessa alle ore 12,23 del 16 gennaio 2011, con allegate le foto dell’impianto della ditta “SPECIAL COMMUNICATION” reinstallato in via Cassia Vecchia all’altezza del civico n. 306.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 3047 del 28 febbraio 2011.
L’impianto risulta essere stato rimosso.

12 - Installazione in via Cassia di 16 impianti pubblicitari della ditta "D.D.N." S.r.l. - Segnalazione trasmessa alle ore 16,17 del 1 febbraio 2011, con allegate le foto dei 16 impianti della ditta “D.D.N.”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 3057 del 28 febbraio 2011.

13 - 5 impianti "Nevada" installati in via del Foro ItalicoSegnalazione-memoria trasmessa alle ore 18,45 del 26 febbraio 2011 con allegate le foto dei degli impianti della ditta “NEVADA-NUOVI SPAZI”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 6631 del 4 maggio 2011.

14 – Impianto installato in via Flaminia Vecchia all'altezza dello svincolo con viale di Tor di Quinto - Segnalazione trasmessa alle ore 13,31 del 18 aprile 2011, con allegate le foto dell’impianto della ditta “MEDIA POSTER KOMPANY” con i numeri di codice identificativo 0129/BO986/P e 0129/BO989/P ed il n. 221 assegnato ad una facciata.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 8083 del 23 maggio 2011.

15 - Megaimpianto pubblicitario installato sulla collina di Tor di Quinto - Segnalazione trasmessa alle ore 15,10 del 18 aprile 2011, con allegate le foto dell’impianto della ditta “MEDIA POSTER KOMPANY0129 con i presumibili numeri di codice identificativo 0129/BO 984/P, 0129/BO985/P, 0129/BO987/P e 0129/BO988/P
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 8083 del 23 maggio 2011.

16 - Impianto pubblicitario installato in Lungotevere dell'Acqua Acetosa - Segnalazione trasmessa alle ore 18,01 del 2 novembre 2011 con allegate le foto dell’impianto della ditta “NUOVI SPAZI” con numero di codice identificativo 0066/BZ047/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 20234 del 2 dicembre 2011.
In data 22 giugno 2012 è stata accertata l’avvenuta rimozione dell’impianto, che è stato però reinstallato a poca distanza con lo stesso numero di codice identificativo 0066/BZ047 e lo stesso numero 1032.
La reinstallazione è stata segnalata con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,15 del 26 giugno 2012 a cui non è stato dato ancora seguito da parte della SBAP.

17 - 2 impianti SPQR installati all'altezza del civico n. 990 di via Cassia - Segnalazione trasmessa alle ore 17,21 del 19 settembre 2012 con allegate le foto dei due impianti della ditta “SCI” con i numeri di codice identificativo 0040/BP981/P e 0040/BP984/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota prot. n. 17807 del 25 settembre 2012 della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio che ha invitato “la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma a trasmettere le proprie valutazioni su quanto esposto, fornendo copia di eventuali atti già prodotti, per i necessari adempimenti di competenza”.
Con nota prot. n. 83964 del 18 ottobre 2012, trasmessa via fax, il Direttore del Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche ing. Fabio Pacciani ha comunicato che “non risulta … rilasciata alcuna autorizzazione paesaggistica per l’installazione degli impianti sopra citati”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.17036 del 30 ottobre 2012.

18 - 2 impianti SPQR installati all'altezza del civico n. 811 di via Cassia - Segnalazione trasmessa alle ore 18,31 del 19 settembre 2012 con allegate le foto dei due impianti della ditta “SCI” con i numeri di codice identificativo 0040/BP979/P e 0040/BP982/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota prot. n.17807 del 25 settembre 2012 della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio.
Con nota prot. n. 83964 del 18 ottobre 2012, trasmessa via fax, il Direttore del Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche ing. Fabio Pacciani ha comunicato che “non risulta … rilasciata alcuna autorizzazione paesaggistica per l’installazione degli impianti sopra citati”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.16958 del 29 ottobre 2012.

19 - Impianto pubblicitario SPQR installato sul lato opposto al civico n. 595 di via Cassia - Segnalazione trasmessa alle ore 19,40 del 19 settembre 2012 con allegate le foto dell’impianto della ditta “SCI” con il numero di codice identificativo 0040/BP983/P.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito sempre con nota prot. n.17807 del 25 settembre 2012 della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio.
Con nota prot. n. 83964 del 18 ottobre 2012, trasmessa via fax, il Direttore del Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche ing. Fabio Pacciani ha comunicato che “non risulta … rilasciata alcuna autorizzazione paesaggistica per l’installazione degli impianti sopra citati”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.16959 del 29 ottobre 2012.

20 - Impianto pubblicitario SPQR installato all'altezza del civico n. 58 di viale di Tor di Quinto - Segnalazione trasmessa alle ore 12,09 del 22 settembre 2012 con allegate le foto dell’impianto della ditta “SCI” con il numero di codice identificativo 0040/BS148/P.
Con nota prot. n. 83964 del 18 ottobre 2012, trasmessa via fax, il Direttore del Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche ing. Fabio Pacciani ha comunicato che “non risulta … rilasciata alcuna autorizzazione paesaggistica per l’installazione degli impianti sopra citati”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n.16965 del 29 ottobre 2012.

Alle suddetta segnalazioni si è aggiunta nel frattempo la seguente:
21 - Impianto pubblicitario installato di fronte al civico n. 55 di via di Grottarossa - Segnalazione trasmessa alle ore 16,44 del 7 gennaio 2013, con le foto dell’impianto della ditta “VAME PUBBLICITÀ”.
Alla segnalazione di VAS è stato dato seguito con nota SBAP prot. n. 1114 del 22 gennaio 2013.

Come si può ben vedere, il Comune di Roma non ha provveduto alla rimozione della maggior parte degli impianti nemmeno dopo i solleciti della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma né a maggior ragione ha denunciato i rappresentanti legali della ditte pubblicitarie titolari di quegli impianti del reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: “Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197”.

A fronte della colpevole inerzia del Comune di Roma, si pone il problema sia per la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma che per la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio di non potere e di non dovere più permettere il recidivo protrarsi della violazione dei vincoli paesaggistici nel rispetto dell’art. 9 della Costituzione che obbliga lo Stato alla tutela del paesaggio.

Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 21 novembre 2012 ho chiesto pertanto di sapere se ed in che misura la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, intendano esercitare i poteri sostitutivi.

Alla mia richiesta ha dato seguito la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio con nota prot. n. 22790 del 30 novembre 2012, avente per oggetto la “Installazione mezzi pubblicitari in via Cassia”, che è stata estesa direttamente (nemmeno per conoscenza) al Gabinetto del Sindaco, alla Unità Organizzativa Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, alla Unità Organizzativa Tecnica del XX Municipio ed alla Polizia Municipale del XX Municipio, senza peraltro che il testo sia minimamente riferito direttamente a nessuno di loro.

L’arch. Federica Galloni richiama preliminarmente il disposto del 2° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004 di cui riporta il testo che peraltro non è più quello vigente, in quanto è stato modificato dal numero 2) della lettera cc) del comma 1 dell’art. 2 del D.Lgs. n. 63 del 26 marzo 2008: fa sapere che “le funzioni ispettive sono di competenza delle Soprintendenze, ciascuna negli ambiti di spettanza”.

Con nota prot. n. 13 del 21 dicembre 2012 ho replicato all’Arch. Federica Galloni, facendo presente che alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio spetta per legge anche il compito di esercitare sulle attività degli uffici delle Soprintendenze “i poteri di direzione, indirizzo, coordinamento, controllo e, solo in caso di necessità ed urgenza, informati il direttore generale competente per materia ed il segretario generale, avocazione e sostituzione”, per cui le spetta comunque l’eventuale potere sostitutivo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, qualora non ritenesse di avere la specifica competenza di sostituirsi all’inerzia del Comune ai fini delle dovute rimozioni di tutti gli impianti pubblicitari segnalati.

Ho messo in evidenza che la suddetta specifica competenza in capo alla Direzione Regionale risulta essere a maggior ragione dovuta se si considera che la Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee, a cui ho trasmesso la nota per conoscenza, ai sensi della lettera d) dell’art. 7 del D.P.R. n. 233/2007, così come sostituito dal D.P.R. n. 91/2008 «d) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice, secondo le modalità da esso definite, per la violazione delle disposizioni in materia di beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici».

In forza di tutte le considerazioni messe in evidenza, ho ribadito la richiesta di sapere se ed in le Direzioni e la Soprintendenza coinvolte, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, intendano esercitare i poteri sostitutivi nel pieno rispetto di tutti i riferimenti normativi citati per far sì che vengano punite soprattutto con le dovute sanzioni ripristinatorie le continuate e recidive violazioni tanto dei vincoli paesaggistici imposti con Decreti Ministeriali o Delibere di Giunta quanto dei Piani Territoriali Paesistici e del Piano Territoriale Paesistico Regionale che ne prescrivono la disciplina di tutela.

Con nota prot. n. 1377 del 22 gennaio 2013 l’Arch. Federica Galloni ha risposto alla mia richiesta comunicando quanto segue: “tutte le segnalazioni di codesta Associazione sono state trasmesse alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma per il seguito di competenza. Come attestato anche dalla vostra missiva, in diversi casi, all’apertura dell’istruttoria è seguita poi la rimozione da parte del Comune di Roma, come previsto dalla normativa vigente, mentre in altri casi, l’iter amministrativo non risulta ancora concluso.
Per quanto sin qui esposto, questo Ufficio respinge l’affermazione secondo la quale la ‘colpevole inerzia del Comune di Roma’ possa essere ascritta alle strutture periferiche del Mi.B.A.C..
Si comunica, inoltre, che il Gabinetto del Sindaco ha riscontrato le note di questa Direzione trasmettendo gli atti ai Municipi competenti”.

Con nota prot. n. 5 del 23 febbraio 2013 ho replicato all’Arch. Federica Galloni facendo presente che non ho affatto “affermato” quanto ha invece forzatamente voluto interpretare la Direzione Regionale su un presunto rapporto di causa ed effetto, per cui la “colpevole inerzia del Comune di Roma” sarebbe stata incentivata dalla “inerzia” delle “strutture periferiche del Mi.B.A.C.” che peraltro non c’è stata, soprattutto da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma: la “colpevole inerzia del Comune di Roma” è oggettivamente imputabile soltanto alla amministrazione capitolina ed è quindi del tutto indipendente ed a sé stante, per cui non può essere legata “alle strutture periferiche del Mi.B.A.C.”.

Dopo aver fatto presente che il 1° comma dell’art. 3 della legge n. 241 del 7 agosto 1990 prescrive che “ogni provvedimento amministrativo, ..., deve essere motivato” e precisa che “la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria”, ho messo in risalto che la nota dell’Arch. Federica Galloni non dà nessuna risposta in merito alla precisa richiesta di esercitare i poteri sostitutivi a fronte della “colpevole inerzia del Comune di Roma”, per cui non sembra aver rispettato né i “presupposti di fatto né le “ragioni giuridiche che hanno determinato la risposta data con la nota di cui all’oggetto, in relazione alle risultanze dell’istruttoria” che risulta essersi limitata a prendere atto soltanto di quanto espletato a livello meramente burocratico, senza rendersi conto che le note amministrative prodotte non hanno inciso in nulla riguardo alle “continuate e recidive violazioni tanto dei vincoli paesaggistici imposti con Decreti Ministeriali o Delibere di Giunta quanto dei Piani Territoriali Paesistici e del Piano Territoriale Paesistico Regionale che ne prescrivono la disciplina di tutela.
Dal momento che la nota di cui all’oggetto lascia implicitamente intendere, pur senza dirlo esplicitamente, che non si vogliono esercitare di fatto i poteri sostitutivi, ho chiesto in via ultimativa di dichiarare espressamente se non intendano esercitare i poteri sostitutivi, spiegando però perché non venga ritenuto un dovere e dandone comunque la dovuta motivazione giuridica così come prescrive la legge n. 241/1990.

Dalla risposta che verrà data, se verrà data, si potrà valutare il grado di intervento di questi enti preposti alla tutela dei beni culturali e dei beni paesaggistici ed il conseguente rispetto dell’art. 9 della nostra Costituzione.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Piazza Ragusa devastata

Oltre ai cartelloni sono arrivate anche le plance elettorali. Schifo più schifo.

martedì 26 febbraio 2013

La risposta della Polizia Locale all'invasione della VAME


Di seguito la risposta della segreteria del XX° Gruppo della Polizia Locale a questa segnalazione e la replica del Dott. Arch. Rodolfo Bosi.

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From: Polizia Locale di Roma Capitale U.O. 20° Gruppo
Sent: Friday, February 22, 2013 1:11 PM
To: VAS Roma
Subject: R: 2 ulteriori impianti installati in via di Grottarossa con la stessa pubblicità di una sala giochi

Egregio Arch. Rodolfo Bosi,

in riferimento alla Sua segnalazione, acquisita agli atti di questa U.O. con  prot. 7221 del 06/02/2013,  si comunica che personale del Reparto AA.PP. ha provveduto a censire tutti gli impianti pubblicitari che mostrano la  pubblicità “SLOTMANIA” riconducibili alla Società VAME PUBBLICITA’ S.R.L..

E’ stata acquisita una copia del contratto che lega le due Società, al fine di appurare l’effettiva proprietà anche dei cartelli trovati privi della cosiddetta “cimasa” o del numero di NBD.

Nel controllo del 2 febbraio u.s. è stato appurato che il cartello installato fronte Ospedale S.Andrea non è più in essere, mentre, come già specificato al Ministero BB.CC.AA., per il cartello di proprietà VAME installato in via di Grottarossa pross.civ. 55, si rappresenta che questo Comando di Gruppo, come previsto dalla Del.45del 17/03/2008 del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale, può sanzionare esclusivamente in seguito ad una segnalazione dell’Ente tutore del vincolo che ne conferma l’esistenza; la sola enunciazione della normativa vigente non ha pertanto alcun valore probativo per l’applicazione delle relative sanzioni.

Si fa presente altresì che, con circolare n. 93  del 16/06/2009 del Comando del Corpo e successiva nota di chiarimenti n. 108147 del 25/11/2009, viene istituita la Nuova Banca Dati, strumento informatico per le attività del settore di pubblicità,  che costituisce titolo per la permanenza, sul territorio del Comune di Roma, dei cartelli pubblicitari in essa inseriti, ma non equivale a titolo autorizzativo così come definito dal c.4 dell’art. 23del D.Lgs. 285/92, pertanto in questa circostanza non è applicabile il c.12 dello stesso articolo del citato D.lgs. che invece ne prevede il possesso.

Per quanto riguarda il ricorso alla materia penale, si fa notare che basterebbe applicare la normativa vigente in materia amministrativa, per far rimuovere tempestivamente gli impianti installati in zona vincolata.

La Polizia Locale di Roma Capitale agisce nel rispetto della normativa vigente e delle disposizioni impartite dal Comando del Corpo, supportata anche dalla U.O. G.S.S.U. che coordina gli interventi su tutto il territorio del Comune di Roma e alla quale è stata inviata un’informativa riguardante l’intensa attività abusiva della VAME PUBBLICITA’ sul territorio del XX Municipio.

Cordiali saluti.

Segreteria U.O. XX Gruppo Polizia Locale di Roma Capitale

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Si ringrazia preliminarmente questa Spett.le U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale per aver dato seguito in modo sollecito alla segnalazione trasmessa lo scorso 1 febbraio da questa associazione con il messaggio di posta elettronica sotto riportato, ma si deve al tempo stesso far presente che la risposta fornita con il messaggio di posta elettronica (pur esso sotto riportato per opportuna conoscenza) non risulta aggiornata allo stato di fatto, per cui si portano di seguito le seguenti precisazioni e richieste di chiarimenti.

1 – Si prende atto che l’acquisizione della copia del contratto che lega le due Società é riuscita ad appurare l’effettiva proprietà alla ditta “VAME PUBBLICITA' SRL” anche dei cartelli trovati privi della cosiddetta “cimasa” o del numero di NBD, che per il tipo di pubblicità in questione riguarda solo l’impianto pubblicitario monofacciale installato all’altezza dello svincolo con il Grande Raccordo Anulare, privo di targhetta con numero di codice identificativo, che é stato segnalato assieme ad altri 4 impianti pubblicitari installati sempre in via Cassia da questa associazione con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 14,27 del 19 gennaio 2013, a cui la segreteria della U.O. del XX Gruppo PLRC ha dato seguito con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 8,05 del 28 gennaio 2013 per comunicare che “personale del Reparto AA.PP. di questa U.O. ha effettuato sopralluogo nella zona Cassia tra Via Oriolo Romano e Via Trionfale in data 07 gennaio 2013. La società proprietaria degli impianti installati è stata sanzionata ai sensi della normativa vigente”.
Si fa presente al riguardo che, mentre l’impianto totalmente privo di targhetta identificativa risulta ancora installato al suo posto, l’impianto installato all’altezza dell’incrocio con via di Grottarossa  con il numero di codice identificativo 0162/BB225/P alla data del 7 febbraio 2013 risultava essere stato rimosso, ma non si sa da chi: si chiede pertanto di sapere ad opera di chi sia stata effettuata la rimozione.

2 – Questa Spett.le U.O. del XX Gruppo PLRC fa sapere che “nel controllo del 2 febbraio u.s. è stato appurato che il cartello installato fronte Ospedale S.Andrea non è più in essere”, ma non precisa nemmeno in questo caso ad opera di chi sia stata effettuata la rimozione di questo impianto privo anch’esso di targhetta con numero di codice identificativo, che é stato fotografato come esistente da questa associazione il 31 gennaio 2013 e che due giorni dopo il sopralluogo del XX Gruppo ha registrato come già rimosso.
Si chiede pertanto di sapere ad opera di chi e quando sia avvenuta la rimozione.
Dal momento che l’impianto in questione risultava installato su un’area sottoposta ai 2 vincoli paesaggistici denominati entrambi “Parco di Veio”, imposti rispettivamente con Decreto Ministeriale del 24.2.1986 (emanato ai sensi della lettera m dell’art. 1 della legge n. 431/1985) e con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 338 del 31.1.1989 (approvata ai sensi della legge n. 1497/1939), si chiede di sapere se nei confronti del rappresentante legale della ditta “VAME PUBBLICITA' SRL” sia stato presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma un esposto per chiedere di accertare se con l’installazione dell’impianto in questione sia incorso nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che è relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali”.

A tal riguardo questa Spett.le U.O. del XX Gruppo PLRC ha tenuto a far presente che per quanto riguarda il ricorso alla materia penale, si fa notare che basterebbe applicare la normativa vigente in materia amministrativa, per far rimuovere tempestivamente gli impianti installati in zona vincolata”. 

Si mette in grande evidenza che, in perfetta analogia con i procedimenti di repressione degli abusi edilizi, il XX Gruppo di Polizia Municipale é obbligato ad applicare in entrambi i casi tanto la normativa vigente in materia amministrativa, che lo impegna non solo a trasmettere alla U.O. del G.S.S.U. il Verbale di Accertamento di Violazione (VAV) di ogni impianto pubblicitario abusivo ed all’Ufficio Tecnico del XX Municipio la Comunicazione di Constatata Violazione Urbanistici-edilizia di ogni abuso edilizio, ma anche a presentare – in qualità di Polizia Giudiziaria – un esposto alla Procura della Repubblica per accertare la sussistenza dei reati previsti in entrambe le casistiche.    
Si chiede pertanto di sapere se il rappresentante legale della ditta “VAME PUBBLICITA' SRL” sia stato denunciato alla Procura delle Repubblica, a maggior ragione perché da parte di questa stessa U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale “è stata inviata un’informativa riguardante l’intensa attività abusiva della VAME PUBBLICITA’ sul territorio del XX Municipio”, al limite anche non vincolato: si chiede di sapere in particolare se il rappresentante legale della ditta “VAME PUBBLICITA' SRL” sia stato denunciato alla Procura delle Repubblica anche per il reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: “Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032”.

3 - Questa Spett.le U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale ha comunicato che “per il cartello di proprietà VAME installato in via di Grottarossa pross. civ. 55, si rappresenta che questo Comando di Gruppo, come previsto dalla Del. 45 del 17/03/2008 del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale, può sanzionare esclusivamente in seguito ad una segnalazione dell’Ente tutore del vincolo che ne conferma l’esistenza; la sola enunciazione della normativa vigente non ha pertanto alcun valore probativo per l’applicazione delle relative sanzioni”.
Si fa presente al riguardo che il richiamo alla deliberazione n. 45/2008 dell’allora Commissario Straordinario Dott. Mario Morcone é del tutto fuor di luogo, dal momento che con tale atto é stata approvata la “Integrazione della deliberazione consiliare n. 193 del 25 ottobre 2004, in materia di limiti e deroghe al Codice della Strada e disposizioni relative ai vincoli”, con la contestuale decisione di reiterare le disposizioni contenute nella delibera n. 193/2004, vale a dire le deroghe al Codice della Strada e la verifica dei vincoli, consentendo unicamente per gli impianti autorizzati e con i titoli in fase di rinnovo (facenti quindi parte della procedura del cosiddetto “riordino”) la permanenza sul territorio fino alla redazione del Piano Regolatore degli impianti e dei piani di localizzazione, con la sola clausola di “consentire la permanenza degli impianti in attesa dell’esatta individuazione delle zone sottoposte a vincoli, procedendo nell’immediato alle rimozioni, con eventuale ricollocazione solo su specifiche richieste degli Enti tutori del vincolo”.
Dell’impianto di cui trattasi non é stata data dimostrazione alcuna della sua appartenenza alla procedura di “riordino”, ma soprattutto é più che palese l’attestazione che non ci fosse una sua “permanenza” sul posto, per cui é oltremodo evidente che é stato installato ex novo, senza nemmeno poter essere in qualche modo “autorizzato” da una domanda di “spostamento” ai sensi della delibera di Giunta Capitolina n. 395 del 3 dicembre 2008.    
Ne deriva il pieno diritto-dovere di questa Spett.le U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale  di sanzionare l’impianto con la redazione di un Verbale di Accertamento di Violazione (VAV).
Dal momento che questa U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale per sua stessa ammissione “agisce nel rispetto della normativa vigente e delle disposizioni impartite dal Comando del Corpo”, si mette in evidenza che con Circolare n. 93 del 16 giugno 2009, a firma dell’allora Vicecomandante Donatella Scafati, sono state impartite a tutti i Comandi delle U.O. dei 19 Gruppi Municipali delle disposizioni in applicazione del vigente Regolamento così come approvato dal consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009: al punto 6.2 dispongono testualmente che “la Polizia Municipale, nell’ambito della sua attività di vigilanza, ha pertanto il compito di: ... sanzionare gli impianti che sebbene riportanti il numero identificativo, siano in contrasto con il Codice della Strada, fatte salve le deroghe vigenti”.
L’impianto pubblicitario installato in prossimità del civico n. 55 di via di Grottarossa risulta posizionato a ridosso della rotatoria all’incrocio di via di Grottarossa con la cosiddetta “strada di fondovalle”, che é provvista anche di strisce pedonali, in violazione quindi della distanza minima di 50 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere, prescritta dalla lettera d) del 4° comma dell’art. 51
del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, che è stato emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica (in sigla D.P.R.) n. 495 del 16 dicembre 1992, nonché della distanza minima sempre di di 50 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere, prescritta dalla lettera a) del medesimo 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992.

Si chiede pertanto di redigere e trasmettere alla U.O. del G.S.S.U il dovuto Verbale di Accertamento di Violazione.

4 – Con riferimento sempre all’impianto pubblicitario installato in prossimità del civico n. 55 di via di Grottarossa, si porta a conoscenza che é stato oscurato dall'Ente Parco di Veio con due fogli affiancati con stampata sopra la scritta "impianto non autorizzato", sopra i quali però quanto meno dal 18 febbraio scorso sono stati attaccati due manifesti elettorali tuttora visibili.

Dal momento che risulta a tutt’oggi palesemente quanto sfacciatamente violato quello che é stato a tutti gli effetti un formale “sequestro” amministrativo dell’impianto, si chiede in particolare all’Ente Parco di Veio di voler accertare immediatamente il nome del candidato che si sta tuttora facendo una propaganda elettorale del tutto illecita sull’impianto pubblicitario in questione, provvedendo a valutare se sussistano gli estremi della denuncia penale ai sensi dell’art. 334 del Codice Penale, che é relativo alla “Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa” e che testualmente recita: “Chiunque sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall'autorità amministrativa e affidata alla sua custodia, al solo scopo di favorire il proprietario di essa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 516. Si applicano la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da euro 30 a euro 309 se la sottrazione, la soppressione, la distruzione, la dispersione o il deterioramento sono commessi dal proprietario della cosa affidata alla sua custodia. La pena è della reclusione da un mese ad un anno e della multa fino a euro 309, se il fatto è commesso dal proprietario della cosa medesima non affidata alla sua custodia.

Si rimane in attesa di un riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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lunedì 25 febbraio 2013

Ancora sul cartellone installato in via di Vigna Murata


Di seguito la risposta della segreteria dell'XI° Gruppo della Polizia Locale a questa segnalazione e la replica del Dott. Arch. Rodolfo Bosi.

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From: Seg11.polizialocale

Sent: Monday, February 18, 2013 8:02 AM
To: 'VAS Roma'
Subject: R: Impianto pubblicitario installato in via di Vigna Murata

Gentile Associazione,

in riferimento alla segnalazione a margine indicata si riferisce che a seguito di sopralluogo e di consultazione presso il NBD del Comune di Roma, si accertava che il cartellone istallato risulta essere censito come scheda R  e la sua ubicazione risulta essere esatta, non in contrasto con la normativa vigente.

Distinti Saluti.

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Si ringrazia preliminarmente questa Spett.le U.O. dell’XI Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale per aver dato seguito in modo sollecito alla segnalazione trasmessa lo scorso 11 febbraio con il messaggio di posta elettronica sotto riportato, ma si deve al tempo stesso far presente che la risposta fornita con il messaggio di posta elettronica pur esso sotto riportato non sembra rispondere ai requisiti di legge, perché arriva a delle conclusioni assiomatiche senza alcuna dimostrazione della loro fondatezza.

Ci corre l’obbligo di rilevare al riguardo che il 1° comma dell’art. 3 della legge n. 241 del 7 agosto 1990 prescrive che “ogni provvedimento amministrativo, ..., deve essere motivato” e precisa che “la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria”.

Nella risposta sotto riportata si dichiara che “il cartellone istallato risulta essere censito come scheda R  e la sua ubicazione risulta essere esatta, non in contrasto con la normativa vigente”.

Riguardo alla circostanza che l’impianto di cui all’oggetto risulti censito nella Nuova Banca Dati, con una ubicazione che risulta essere esatta, si fa presente che é stato lo stesso dott. Francesco Paciello a sostenere fin dalla sua nota prot. n. 75824 del 19 ottobre 2010 che «il numero di codice identificativo assegnato non è da conformare a quello di cui all’art. 12 comma 1bis del Regolamento di Pubblicità, in quanto, a differenza di quest’ultimo, non identifica un’autorizzazione amministrativa bensì esclusivamente una posizione contabile e l’avvenuto censimento dell’impianto».

Ne deriva che l’impianto in questione sarebbe in regola con i pagamenti del CIP (Canone Iniziative Pubblicitarie) e che risulta quindi censito nella Nuova Banca Dati soprattutto per tali motivi e non tanto o non anche perché “regolare” o “legittimo”.

Dal riferimento al censimento in Banca Dati dell’impianto come scheda “R” si desume soltanto che fa parte della cosiddetta “procedura del riordino” e che rientrerebbe fra gli impianti di proprietà privata assistiti da titolo autorizzatorio, per i quali é stato chiesto il rinnovo entro la data del 31/12/1996 o del 9/5/1997: ma dalla suddetta informazione non si desume a che titolo l’impianto di cui all’oggetto possa essere stato installato ex novo in via di Vigna Murata, considerato che dalle foto tratte da Street View di Google Maps riportate nella segnalazione di questa associazione risulta che nel 2008 l’impianto pubblicitario in questione non risultava ancora installato in questo punto di via di Vigna Murata.

Dalla informazione estremamente sintetica fornita si dovrebbe desumere ciò che non é stato comunque fatto sapere, vale a dire che per l’impianto di cui all’oggetto sia stata fatta richiesta di “ricollocazione” o “spostamento”,  come peraltro fatto presente nella segnalazione di questa associazione fra le ipotesi possibili che non sono state però volute confermare.

Riguardo infine alla affermazione assiomatica che il cartellone risulterebbe non in contrasto con la normativa vigente”  si eccepisce che non viene data nessuna motivazione della fondatezza di una simile affermazione,  in violazione di quanto espressamente prescrive invece il 1° comma dell’art. 3 della legge n. 241/1990.

Se dall’esame delle foto tratte da Street View di Google Maps riportate nella segnalazione di questa associazione risulta che a poca distanza dall’impianto di cui all’oggetto nel 2008 era installato un  cartellone che oggi non c’é più e che quindi é stato rimosso presumibilmente proprio perché in contrasto con la normativa vigente, non si capisce quali siano state le valutazioni che hanno portato questa Spett.le U.O. dell’XI Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale a ritenere che un impianto pubblicitario installato a pochissima distanza sullo stesso marciapiede possa essere del tutto regolare.

Si invita pertanto questa Spett.le U.O. dell’XI Gruppo ad un maggiore approfondimento di tutti gli aspetti che sono stati sopra messi in evidenza e ad indicare ad ogni modo i dovuti “presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno portato a questa conclusione “in relazione alle risultanze dell’istruttoria”.

Si resta in attesa di un riscontro scritto che si richiede sempre ai sensi degli artt. 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -