lunedì 29 luglio 2013

Cartellone in Via dell'Amba Aradam. La prossima tappa sarà via della Conciliazione?

Agosto 2012

Recentemente è stato installato un cartellone pubblicitario in via dell'Amba Aradam, per intenderci è accanto all'uscita del pronto soccorso dell'ospedale S.Giovanni e sul lato opposto di fronte alla sede dell'INPS.
Mi chiedevo se la prossima tappa di questi cartellonari possa essere via della Conciliazione o via dei Fori Imperiali. Fino a prova contraria sembra che niente gli sia precluso.
Allego una foto di googlemaps datata 'agosto 2012' che dimostra come quel cartellone non fosse presente.
Il cartellone riporta l'etichetta adesiva di "autorizzazione" 0061/AV770/P.
Aldo

mercoledì 24 luglio 2013

I cartellonari hanno deciso che questa estate si prendono definitivamente Roma. Chiudete porte e finestre se non volete un suo cartellone dentro casa

Buonasera, per segnalare l'ennesima prodezza da parte della ditta Nuovi Spazi che ha in stallato un cartellone nello spartitraffico centrale di Via Appia Nuova all'altezza dell'incrocio con Via Furio Camillo.
Ebbene si quello spartitraffico è molto conteso ed appetito. Come potete vedere in una delle foto è evidente quanto lo spartitraffico sia ridotto a una groviera per le infinite installazioni e disinstallazioni che si sono succedute su quel pezzetto di asfalto. Dopo mille abusivi ora è arrivato il momento della tronfia e sfacciata ditta Nuovi Spazi che piazza con molta originalità l'ennesimo abusivismo, in barba a qualsiasi regolamento e criterio di sicurezza stradale) in un punto dove ci hanno provato in molti (compresi negozietti della zona per conto loro).
Il cartello bifacciale presenta i numeri progressivi 672 e 673, il nome dell'azienda Nuovi Spazi con tanto di telefono 06.5001718 e la solita autorizzazione su adesivo che riporta la sigla 0066/AU260/P.
Porgo cordiali saluti e ringrazio per l'attenzione.
Aldo

martedì 23 luglio 2013

IGPDecaux rimuove e altri rimettono, ovvero la prova provata che chiunque voglia lavorare in maniera onesta e pulita a Roma viene escluso dal mercato

9 gennaio 2012
19 gennaio 2012
In data 18 gennaio 2012 scrivemmo un post in cui invitavamo la IGPDecaux a rimuovere un impianto palesemente irregolare. Con nostra grande soddisfazione e sorpresa la IGPDecaux ci rispose il giorno dopo (!) con una mail allegandoci le foto della rimozione, simbolica s'intende, da loro effettuata.
Ogni volta che passavamo da quelle parti davamo un'occhiata sulla situazione di quel tratto di spartitraffico nell'attesa che qualche onestissimo operatore del mercato cartellonaro capitolino si appropiasse di quello spazio strabusivo che era stato liberato.
Ed eccoci al 18 luglio 2013:


In quel preciso punto è stato installato un nuovo impianto.
In questa breve storia c'è il sunto di decenni di cartellopoli romana.

venerdì 19 luglio 2013

Una nuova inchiesta sui cartelloni abusivi. Uno scandalo criminale incredibile che merita tutto lo sforzo della magistratura

Nonostante, come qui commentato mesi fa, una promettente inchiesta sui cartelloni venne archiviata dai magistrati perché "il comune non può avere colpa visto che aveva solo 800mila euro sui 2mln necessari per fare le rimozioni" (peccato che è il Comune stesso a decidere dove allocare le risorse: e dunque il precedente è clamoroso perché significa che per evitare l'accusa di omissione d'ufficio basta togliere le risorse economiche all'ufficio che non vuoi far funzionare), nonostante questo, dicevamo, pare - a stare alle indiscrezioni uscite sul Corriere della Sera di oggi in un particolare trafiletto - che la magistratura non si sia fermata. A quanto sembra sarebbe stato aperto un nuovo fascicolo sullo scandalo della cartellopoli romana: un caso unico al mondo di corruzione, degrado, prevaricazione, economia illegale, infiltrazioni della mala.
La Procura, insomma, ci riprova e (con la fattispecie di affissioni abusive, che non sappiamo dire se sia congrua o meno) mediante l'impegno del Pubblico Ministero Francesco Dall'Olio (lo stesso che ha portato avanti, con profitto, l'inchiesta sulla parentopoli di Alemanno in Atac) apre un nuovo fascicolo. Un fascicolo ostacolato da "pressioni esterne fortissime affinché la situazione continui a restare ingovernabile", dice il quotidiano. Chissà se saranno state le stesse  pressioni che hanno portato a condannare a 9 mesi di galera un blogger solo per aver (presuntamente e non dimostratamente) pubblicato delle foto in cui altri cittadini intervenivano con azioni di resistenza civica su dei cartelloni abusivi...

Chiediamo a Dall'Olio di chiamarci come persone informate dei fatti. Sono anni che tanti cittadini approfondiscono questo settore, lo studiano, imparano le modalità criminali con cui viene gestito sia dall'amministrazione, sia dagli operatori economici. Consigliamo il Pubblico Ministero di sequestrare, quanto prima, l'Ufficio Affissioni del Comune: li dentro si possono trovare le prove della collusione tra l'amministrazione comunale e le ditte: ve ne sono alcune che vengono lasciate operare ("perché il Comune non ha i soldi per impedirglielo" come ha sancito la Corte qualche mese fa) pur essendo soppresse da mesi.
 
È vero quello che dice l'articolo: come in ogni organizzazione criminale, l'universo dei cartelloni a Roma è costruito in maniera tale che nessuno risulti pienamente colpevole. Comprendiamo dunque le difficoltà del PM e dei suoi collaboratori: il Corriere parla di milioni di euro, in realtà si parla di centinaia di milioni di euro (da qui le "fortissime" pressioni esterne). Speriamo che il prossimo giudice se ne renderà conto e proceda con la massima sollecitudine: un GIP non può archiviare fascicoli del genere finendo per fare l'interesse dell'incredibile grumo di mafia che c'è dietro ai cartelloni pubblicitari a Roma. Si tratta di un caso unico al mondo: risolviamolo!

L’inizio inquietante, losco e sospetto dell’amministrazione Marino sui cartelloni. Nelle linee programmatiche spariscono i bandi e lo scandalo “cartellopoli” viene marginalizzato

Pagina 51 par. 5.8.-http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Programma_MarinoSindaco.pdf

Grave, gravissimo, deludente. Un tradimento ad un movimento di protesta, quello contro il degrado urbano (inteso non in senso naif, ma nell’accezione mooooolto più ampia dell’economia del degrado) e quello contro lo scandalo cartellopoli in particolare. Tradimento politico, sì. Perché è proprio grazie a questo movimento, è anche grazie a questo movimento se Alemanno ha avuto una immagine così smaccatamente impresentabile dall’impedirgli di superare anche solo il 40% dei consensi. È grazie a questo movimento se le vicende più torbide e ignobili della passata amministrazione (rispetto alle quali nessuno aveva mosso un dito e molti manco se n’erano accorti) sono state poste in evidenza, dimostrate in maniera plastica e incontrovertibile (vi ricordate le foto del prima e del dopo con le strade della nostra città trasformate dalla follia criminale di chi a partire dal 2009 optò per regalare la nostra città alla camorra dei cartellonari). 

Grazie a questo movimento la battaglia di Ignazio Marino è stata più agile. Grazie anche a questo movimento la parte migliore della città, quella che sposta voti (voti buoni), quella che fa opinione (opinione buona) non ha esitato un istante a mandare a casa Gianni Alemanno. La riconoscenza è stata magra in programma (“faremo il piano regolatore degli impianti pubblicitari e poi i bandi di gara”) e la beffa è stata immensa in sede di documento programmatico. Nel documento delle Linee Programmatiche 2013-2018 che oggi il Sindaco ha presentato al Consiglio Comunale il riferimento ai bandi è scomparso. Sono rimasti solo, e in posizione defilata, non nel capitolo sull’economia della città, ma in quello sul decoro, i piani regolatori. Una riga e mezzo, scarna, fuori mano, fuori dai grandi capitoli sulla “Roma produttiva”. Come se l’advertising esterno non fosse una grande risorsa strategica per la città, ma fosse un problema di degrado urbano. Come se la faccenda fosse stata sfilata dalle mani dell’assessore Leonori (assessore Leonori, esisti?, se esisti diccelo che siamo un filo in pensiero) per essere messa da altre parti, affibbiata alla delega per il decoro. 

Uno smacco incredibile che ci dice chiaramente una cosa: questa amministrazione, almeno per ora e speriamo di fargli cambiare idea, non ha intenzione di risolvere lo spinosissimo problema della cartellopoli romana. Quello che c’è da fare si sa, dopo tanti anni persi a accusarsi come è nella tradizione di tutto l’associazionismo romano (“tu vuoi il monopolio”), finalmente anche tutte le associazioni che studiano la faccenda sono concordi: piani regolatori, suddivisione della città in lotti (pochissimi lotti, ultimamente è uscito il numero di 4, che – parliamone - appare decisamente congruo per una città come Roma e sostenibile per gli eventuali vincitori), bandi internazionali. Chi vince, nel proprio lotto, pulisce tutto, a spese sue, e installa i propri impianti. Semplice, lineare. Come le cose semplici e lineari fa paura. Tanta paura. Al punto da far intervenire qualcuno con gomma da cancellare e bianchetto dopo consiglio di chissà chi. Una faccenda inquietante. Da approfondire e verificare subito. 

Intendiamo proporre un nuovo Piano Regolatore degli Impianti e Mezzi pubblicitari che preveda la riduzione della superficie massima consentita.

Ecco la frase 13 paroline. E messe nel capitolo della lotta per il decoro (un lusso di questi tempi, qualcuno potrà facilmente obbiettare), non nel capitolo del riscatto commerciale, produttivo e economico della città. Un settore dove oggi si fattura al nero circa un miliardo di euro l'anno, derubricato a problema di decoro. Un settore che vale, potenzialmente, solo di oneri per l'amministrazione diretti 60 o 80 milioni di euro l'anno trattato come pippa mentale dei blog anti-degrado. Atroce.

Ma analizziamo i termini, "Intendiamo proporre" e non più "Approveremo". In poco più di un mese si è passati da APPROVARE a PROPORRE. Neppure "proporre", "intendere di proporre". Non più una volontà politica, bensì una intenzione politica. E con le buone intenzione si sa bene cosa fa il vento, specie quando sono scomode... Cosa è successo nel frattempo? Chi si è fatto sentire? Chi si è mosso? La camorra romana dei cartelloni è riuscita in così poco tempo a infilarlarsi nello staff del sindaco e influire in maniera così decisiva? In che modo? Attraverso quale porta lasciata aperta a questi fuori legge? Mediante l'interessamento di chi? Di quale componente dello staff del sindaco? Di quale individuo.

Prendere voti promettendo di fare una cosa e poi, una volta vinto, dichiarare che questa cosa non la si fa più è una frode civica. Dal movimento anti cartelloni (10mila firme solo sulla delibera di iniziativa popolare) Ignazio Marino ha preso decine di migliaia di voti e ha iniziato a tradirli subito dopo un mese. Almeno dobbiamo sapere il perché!

Poi, un piano regolatore che preveda la "riduzione della superficie massima". Ebbene, perché sono spariti i bandi? I bandi sono spariti perché se fai dei bandi è implicito e obbligatorio che a gestire il servizio debbano essere chiamate delle ditte professionali, le grandi multinazionali che gestiscono il servizio della pubblicità esterna in tutte le metropoli del mondo. Se invece togli i bandi e lasci solo i piani regolatori e magari una riduzioncina della superficie, peraltro inserita nei piani regolatori stessi, puoi far sì che tra cinque anni la città avrà ancora non dei professionisti a operare in questo fondamentale settore economico della città, bensì gli attuali operatori che, in tutta Europa (in tutta Europa!) vengono chiamati los bandidos. Questa è attualmente l'immagine dell'economia a Roma e questa è l'immagine che l'attuale amministrazione dichiara di non voler cambiare.

Intanto ci arrivano notizie dell'ennesima inchiesta sui cartelloni a Roma, un'indagine che si scontra con pressioni «fortissime» perché la situazione della cartellonistica resti ingovernabile.
Sono le stesse pressioni che hanno portato Ignazio Marino da "approveremo a "intendiamo proporre"? Temiamo proprio di si. Paradossalmente si muove la Procura e si ferma il Comune...

mercoledì 17 luglio 2013

Cartelloni in mezzo alle ciclabili e dentro i parchi


Salve, vorrei segnalare quanto segue:
- su viale Marco Fulvio Nobiliore, all'interno della pista ciclabile e poco dietro la bottega del fioraio è stato piantato un cartellone in un'aiuola. Il suo contrassegno è 0049/AA850/P; viene da domandarsi quale legge permetta di piantare cartelli nelle aiuole pubbliche ed in mezzo ad una pista ciclabile.
- su via Papiria, all'incrocio con viale Nobiliore, sono stati piazzati numerosi cartelloni laddove dovrebbe un giorno sorgere il parco di Centocelle; nel frattempo le sterpaglie crescono ben alte...
Francesca T.

venerdì 12 luglio 2013

Cosa ne pensano, o meglio cosa non pensano, i nuovi Presidenti di Municipio della Cartellopoli romana?

Il 19 giugno 2013 abbiamo inviato questo tweet, identico, a tutti i nuovi Presidenti di Municipio:
 
Al 10 luglio 2013 queste sono state le risposte:

- I municipio: Sabrina Alfonsi - @Sabrinalfonsi - https://twitter.com/Sabrinalfonsi
Nessuna risposta.

- II municipio: Giuseppe Gerace
Non ha un profilo su Twitter.

- III municipio: Paolo Emilio Marchionne - @PaoloMarchionne - https://twitter.com/PaoloMarchionne
Nessuna risposta.

- IV municipio: Emiliano Sciascia - @emisciascia - https://twitter.com/emisciascia
Nessuna risposta.

- V municipio: Giammarco Palmieri - @GiammarcoPalmie - https://twitter.com/GiammarcoPalmie
Nessuna risposta.

- VI municipio: Marco Scipioni - @MarcoScipioni2 - https://twitter.com/MarcoScipioni2
Nessuna risposta.

- VII municipio: Susanna Fantino - @susisuf - https://twitter.com/susisuf

- VIII municipio: Andrea Catarci - @AndreaCatarci - https://twitter.com/AndreaCatarci
Nessuna risposta.

- IX municipio: Andrea Santoro - @andreasantoro12 - https://twitter.com/andreasantoro12

- X municipio: Andrea Tassone - @AndreaTassonePD - https://twitter.com/AndreaTassonePD
Nessuna risposta.

- XI municipio: Maurizio Veloccia - @velocciamau - https://twitter.com/velocciamau
Nessuna risposta.

- XII municipio: Cristina Maltese - @crimaltese - https://twitter.com/crimaltese
Nessuna risposta.

- XIII municipio: Valentino Mancinelli - @ValeMancinelli - https://twitter.com/ValeMancinelli
Nessuna risposta.

- XIV municipio: Valerio Barletta - @conbarletta - https://twitter.com/conbarletta
Nessuna risposta.

- XV municipio: Daniele Torquati - @DanTorquati - https://twitter.com/DanTorquati

mercoledì 10 luglio 2013

L'Associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori ospite a "Ditelo a RomaUno"

 Ditelo a Romauno

Eccellente l'intervento degli amici di Bastacartelloni a RomaUno. Ottimo Maurizio Rossi che ricorda come non si possa prescindere da un numero minimo di ditte a gestire questo che è, come Cartellopoli ripete da tanti anni, un monopolio naturale e che dunque può essere un settore economico dove possono intervenire una o al massimo pochissime ditte. Le società che compongono l'attuale caos possono tranquillamente consorziarsi e provare a vincere la gestione dell'impiantistica (qui a Roma o altrove, come fanno tutte le ditte o le associazioni di impresa che competono in un mercato globale come è quello della pubblicità esterna). Ottimo ricordare che solo con grandi operatori (meglio se internazionali) si può arrivare al livello ottimale di mercato in cui sono le ditte private, e non il pubblico (spesso inadeguato) a controllare l'abusivismo.
Ottimo Franco Quaranta a ricordare l'immonda delibera di giunta che punta a sanare la situazione attuale. Per carità, sarebbe qualcosa di impugnabilissimo come tutte le mille delibere alemanniane prontamente smontate da Tar e altri Tribunali, ma insomma l'attuale amministrazione deve sapere le trappole che le sono state tese. 
Benissimo parlare, a latere, anche di segnaletica stradale che è un problema enorme per questa città: non c'è segnaletica perché si è prediletto la cartellonistica, ma senza segnaletica si crea più congestione, c'è più gente che vaga per la città in auto o in moto alla ricerca della giusta strada (e vale anche oggigiorno all'epoca dei navigatori pure dentro allo smartphone, perché son perfetti per gli spostamenti extraurbani, ma in città la segnaletica tradizionale è ancora funzionale). Città-esempio, come Parigi ad esempio, hanno una segnaletica stradale impeccabile (turistica e non) realizzata, guarda caso, dalla stessa ditta che si occupa della pubblicità esterna. 

martedì 9 luglio 2013

Quei pochi cartelloni che erano stati tolti ora con l'estate stanno tornando tutti e tutti negli stessi posti. Ignazio Marino e Marta Leonori che intenzioni hanno?


4x3 a piazza Ferruccio Parri installato dopo il 2008, segnalato il 22 giugno 2010 e rimosso l'8 ottobre 2011.
Eccolo qua tornato in data 8 luglio 2013 ad impallare la vista del Colosseo Quadrato.
Quale mente malata può piantare un cartellone in quel posto? E quale altra può averlo autorizzato?
Da parte di Ignazio Marino e Marta Leonori, contattati da noi ripetutamente su Twitter in materia Cartellopoli, per ora silenzio assoluto.
Ed intanto stanno tornando tutti i cartelloni rimossi e ne spuntano ogni giorno di nuovi...