venerdì 29 novembre 2013

Cambiato il volto dell'asse Viale Aventino / Viale della Piramide Cestia. Nuovi osceni cartelloni in pieno centro storico


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E sono riusciti a cambiare faccia anche a Viale Aventino e a Viale della Piramide Cestia. Non che si tratti di due boulevard parigini, intendiamoci, ma almeno queste due strade avevano subito un particolare intervento (più unico che raro a Roma) di pulizia della cartellonistica. Le due strade, infatti, in base ad una norma resa possibile dal Regolamento Comunale, vennero 'sistemate' da un'unica ditta, la Italmedia,
Questa omogeneità, esteticamente non gradevole ma per lo meno accettabile, è stata ben presto violata da un impianto della ODP all'incrocio tra Viale Aventino e la salita di San Saba. Ma la più grande violazione, interessante perché recente, risale alla scorsa settimana quando questi due nuovi impianti hanno perforato i marciapiedi e sono sorti dal nulla. Le distanze dalla carreggiata e l'altezza dal suolo, peraltro, ci risultano completamente fuori norma. 

Cara Assessore Marta Leonori, facciamo svelti a far capire a questi signori chi comanda perché ancora pretendono di alzare la cresta e fare carne di porco del territorio. E non si tratta solo dell'Aventino (ricordiamolo: Primo Municipio e area Unesco), ma di tutto il resto della città dove ci arrivano notizie allucinanti ogni giorno di nuove installazioni e spostamenti.

giovedì 28 novembre 2013

Considerazioni di un addetto ai lavori riguardo l'ormai distrutto mercato dell'outdoor advertising a Roma

Vorrei sottoporvi uno spunto di riflessione da 'insider' a conferma delle vostre puntuali osservazioni sulla questione delle affissioni a Roma.
Sono un grafico con circa 15 di esperienza. Ho lavorato praticamente con tutte le case di distribuzione cinematografiche italiane, dalle piccole indipendenti alle major americane le quali, storicamente, hanno tutte sede a Roma.
Sono testimone di come nel tempo gli investimenti nella cartellonistica si stiano spostando inesorabilmente, non verso il web come si potrebbe credere (quello è un media differente con i sui budget separati e distinti), ma verso gli impianti indoor e i maxi formati (all'interno i primi e all'esterno i secondi) di sale cinematografiche e centri commerciali sui quali le stesse ovviamente ci guadagnano.
Quando poi ci sono le elezioni nessun distributore si azzarda a pianificare una seppur residua campagna su strada sapendo che verrà sommerso da carta straccia elettorale. Oltretutto i prezzi da discount della giungla cartellonara fanno sì che si producano affissi orrendi esteticamente, forniti spesso dal 'grafico' del cartellonaro (il nipotino con photoshop).  Per una società con budget medio alti è denigrante apparire accanto alla frittata arcobaleno dell'ultimo dei compro oro.
Vorrei sottolineare che le mie considerazioni non sono suggerite da un interesse di parte. I clienti pagano i miei artwork indipendentemente da dove vengano affissi, per me non cambia nulla da un punto di vista economico.
Indovinate chi ci rimette?

Cordiali saluti, continuate così…

mercoledì 27 novembre 2013

Ennesimo incidente cartellonaro a piazza dei Re di Roma. Sempre in attesa del prossimo morto...


Allego immagini relative a uno di quei cartelloni già in passato segnalati e che si trovano lungo il perimetro dell'area verde di piazza dei Re di Roma.
Qualcuno, probabilmente nella notte tra sabato e domenica (23-24/11), è andato a sbatterci contro nonostante quel cartellone lì non dovrebbe esserci. Il cartellone non riportava alcuna etichetta, probabilmente è stata portata via da qualcuno o dai vigili che hanno recintato l'area. O può darsi non ci fosse proprio per qualche motivo.
Il cartellone al momento dell'incidente sponsorizzava l'attività di un podologo. Il pannello giallo del compro oro probabilmente si trovava al di sotto di quello del podologo forse perché sponsorizzato in precedenza.
Uno degli aspetti più demenziali di questo tragico fatto (che non so se abbia causato danni anche a persone) è che c'è un altro cartellone a distanza di 20 metri da questo incidentato e che pubblicizza lo stesso podologo. Evidentemente è un podologo collezionista di cartelloni pubblicitari...
Il secondo cartellone si trova all'inizio di via Cerveteri, partendo dalla stessa piazza, su un pezzo di marciapiede protagonista di numerose altre installazioni in passato, sempre rimosse in quanto evidentemente abusive. Questa del podologo è solo l'ultima installazione di una serie infinita di altre installazioni rimosse in passato.
Allucinante.

martedì 26 novembre 2013

Audizione in Commissione Commercio sugli impianti Spqr. Ogni scusa è buona per rimescolare le carte, far confusione e far finta che il 31.12.2014 non arrivi mai. Per fortuna c'era Bosi

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/laudizione-della-commissione-commercio-sugli-impianti-pubblicitari-spqr-di-proprieta-comunale/

L’audizione della Commissione Commercio sugli impianti pubblicitari SPQR di proprietà comunale

Nella mattinata di giovedì 21 novembre 2013 si è svolta l’audizione della Commissione Commercio che il Presidente Orlando Corsetti ha concesso alla associazione di categoria “Società Pubblicitarie Associate Romane” (SPAR) che l’aveva richiesta e che rappresenta le S.r.l. “Cosmo Pubblicità”, “New Poster” e “Ars”.

Oltre al sottoscritto erano presenti il Presidente della SPAR ed  amministratore unico della “Ars” Gianfranco Festa assieme alla moglie ed al figlio, l’amministratore unico della “Cosmo Pubblicità” Giorgio Genova e l’amministratore unico della “New Poster” Claudio Colonnelli.

Era presente anche il sig. Rodolfo Moretti della “Moretti Pubblicità” da me incontrato casualmente e portato a conoscenza della audizione di cui non era al corrente.

Della Commissione Commercio erano presenti, oltre al Presidente Orlando Corsetti (PD), Franco Marino (Lista Civica Marino Sindaco) (andato via prima), Immacolata Battaglia (SEL) (rimasta fino alla fine), Michela Di Biase (PD) (arrivata dopo ed andata via prima) e Valeria Baglio (PD) (che ha fatto solo una fugace apparizione).

Per far capire a chi legge la problematica che esiste a monte sugli impianti SPQR occorre far sapere che con deliberazione della Giunta Comunale n. 1016 del 25 marzo 1994 concernente la “Rideterminazione dei canoni di locazione e di concessione” la tariffa base del canone di concessione era stata commisurata alla superficie complessiva del mezzo pubblicitario.

Ma poi il comma 7 dell’art. 9 del Decreto Legislativo n. 507 del 15 novembre 1993, così come successivamente modificato dal comma 55 dell’art. 145 della legge finanziaria n. 388 del 23 dicembre 2000, ha disposto testualmente che “qualora la pubblicità sia effettuata su impianti installati su beni appartenenti o dati in godimento al comune, l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, nonché il pagamento di canoni di locazione o di concessione commisurati, questi ultimi, alla effettiva occupazione del suolo pubblico del mezzo pubblicitario.”

Stando al suddetto dettato normativo, sembrerebbe che solo i canoni di concessione dovrebbero essere commisurati alla effettiva occupazione di suolo pubblico e non anche i canoni di locazione degli impianti SPQR: ma con Circolare del Ministero delle Finanza n. 1 del 5 febbraio 2001 è stato stabilito che la norma deve essere applicata anche ai canoni di locazione.

Conseguentemente, con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 42 del 27 gennaio 2001 (sulla applicazione dei commi 55 e 56 dell’art. 145 della legge finanziaria n. 388/2000 alla effettiva occupazione di suolo pubblico) è stato deciso di riformulare il secondo comma del dispositivo della deliberazione della Giunta Comunale n. 1016/1993 come di seguito specificato: “I canoni di cui sopra sono determinati e computati applicando la relativa tariffa base alla effettiva occupazione del suolo pubblico impegnato dal mezzo pubblicitario”.

La nuova modalità di calcolo dell’imposta di pubblicità e dei canoni della concessione in misura più favorevole per le ditte pubblicitarie, ha dato alla norma efficacia retroattiva al 1 gennaio 1994, con la conseguenza di notevoli danni per il Comune, in termini di rimborsi o peggio con il rilascio di nuove autorizzazioni per nuovi impianti a compensazione: la retroattività del provvedimento sembra essere stata poi tempestivamente annullata dall’allora Commissario Straordinario con deliberazione n. 25 del 31 gennaio 2001.

Ma con deliberazione n. 150 del 21 dicembre 2001 (concernente la richiesta di adeguamento dei canoni di locazione degli impianti SPQR il Comune di Roma ha stabilito che il calcolo del canone dovuto sia effettuato non in base alla proiezione al suolo dell’impianto ma in base alla superficie espositiva.

Con successiva deliberazione n. 11 del 13 novembre 2007 la Giunta Comunale ha previsto il pagamento del canone di locazione dovuto con determinazione diretta della stessa Giunta Comunale, in violazione della lettera b) del comma 5 dell’art. 10 della legge n. 448 del 28 dicembre 2000, ai sensi della quale è previsto che la “tariffa, comprensiva dell’eventuale uso di  aree comunali, non ecceda di oltre il 25 per cento le tariffe  stabilite ai sensi del D.Lgs. n. 507/93 per l’imposta comunale sulla pubblicità …, deliberate dall’Amministrazione Comunale nell’anno solare antecedente l’adozione della deliberazione di sostituzione dell’imposta di pubblicità con il canone.

In un documento che ha poi consegnato in copia a tutti i partecipanti alla audizione il sig. Festa ha chiesto che anche agli impianti SPQR sia applicato il canone a tariffa determinato dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 15 del 1 febbraio 2007 riguardo agli impianti privati installati su suolo pubblico. 

All’inizio della audizione il Presidente Corsetti ha dato la parola al sig. Gianfranco Festa che ha iniziato a spiegare le cause della differenza di prezzo (con un rapporto quanto meno da 1 a 2) tra il canone di locazione che viene richiesto per l’affitto degli impianti pubblicitari SPQR ed il Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) che viene invece fatto pagare annualmente per l’autorizzazione a mantenere installati sul suolo pubblico di Roma gli impianti pubblicitari privati.

Il sig. Festa ha spiegato la genesi di questo canone di locazione, che ha creato un forte contenzioso tuttora in atto che bisogna quindi risolvere una volta per tutte: quando si è messo a ricordare dapprima la legge finanziaria n. 388/2000 e poi le deliberazioni n. 42/2001 e n. 25/2001,  è stato interrotto dal cons. Immacolata Battaglia che – riconoscendo in piena onestà intellettuale di non essere un gran che esperta della materia – ha chiesto di avere prima il quadro generale per poter capire e quindi giudicare meglio poi nello specifico.

A questo punto è intervenuto il dott. Francesco Paciello, pur esso convocato alla audizione, che ha spiegato ai presenti che la differenza dei canoni tra impianti privati su suolo pubblico e locazione degli impianti SPQR è dovuta al fatto che mentre per i primi il Comune è obbligato a scegliere tra i minimi ed i massimi imposti dal D.Lgs. n. 507/1993, per gli impianti SPQR non ci sarebbe invece questo “vincolo”, anche perché – come confermato dal sig. Claudio Colonnelli – subito dopo la guerra mondiale (negli anni intorno al 1950) in tutta Roma c’erano solo impianti SPQR.

Ha spiegato che il costo maggiore della locazione degli impianti SPQR è dovuto alla loro iniziale maggiore rendita di posizione, dovuta a posizioni privilegiate che si sono trovate poi in violazione anche del Codice della Strada.

Ha fatto presente un primo elemento di criticità dovuto all’obbligo delle ditte pubblicitarie di doversi costruire questi impianti, evidenziando come secondo e ben più importante elemento di criticità la concorrenza sleale derivata nel tempo dalla sempre più massiccia installazione abusiva nelle loro immediate vicinanze di cartelloni che hanno vanificato la rendita di posizione ad un punto  comunque tale da non rendere più conveniente mantenere la locazione.

Il dott. Paciello ha fatto quindi sapere che proprio per tali motivi dagli iniziali 3.000 impianti circa del “riordino” (costituito ad oggi secondo lui complessivamente da 28.000 impianti) si è scesi agli attuali 2.600 impianti SPQR.   

Per completezza di informazione ho integrato l’intervento di Paciello avendo da lui conferma che la durata delle “concessioni” (o “autorizzazioni” che dir si voglia) degli impianti di proprietà privata installati su suolo pubblico così come la durata delle locazioni degli impianti SPQR sono di 5 anni, rinnovabili soltanto per anni 5.

A tal ultimo riguardo ho ricordato la deliberazione del Consiglio Comunale n. 426 del 2 luglio 2004 con cui, proprio per superare il contenzioso che si era accumulato negli anni precedenti, è stato deciso di far scadere al 31 dicembre 2009 il primo quinquennio sia delle “concessioni” degli impianti privati che delle locazioni degli impianti SPQR.

Il dott. Paciello ha confermato le cifre da me date subito dopo riguardo alla quantità dei rinnovi del 2° quinquennio da lui autorizzati con decorrenza dal 1 gennaio 2010 e scadenza ultima inderogabile quindi al 31 dicembre 2014, così come riportati in uno studio illustrato alla fine di gennaio del 2011 dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi locali del Comune di Roma: l’esatto rinnovo che è intervenuto è stato di 3.189 impianti privati su suolo pubblico, 60 su suolo privato e 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014, che “potrebbe ritardare fino a tale data la piena attuazione alle procedure di gara previste nel regolamento della pubblicità e delle pubbliche affissioni”. 

Il cons. Michela Di Biase, arrivata nel frattempo, ha chiesto al dott. Francesco Paciello di sapere le cause del mancato rinnovo degli impianti del riordino e di non capire a questo punto (come militante del PD) la posizione dell’Assessorato che sembra non preoccuparsi di questo mancato introito.

Il dott. Paciello ha dato una risposta non esaustiva che ho dovuto integrare, avendone avuto poi da lui sempre conferma diretta, portando i presenti a conoscenza che anche volendo il dott. Paciello non avrebbe potuto autorizzare un numero maggiore di rinnovi perché il comma 9 dell’art. 34 del vigente Regolamento gli prescrive di poter rinnovare solo gli impianti “all’esito del procedimento di riordino ”, per i quali sia stata cioè completata la relativa istruttoria che evidentemente è arrivata a chiudersi solo per 3.189 impianti privati su suolo pubblico, 60 su suolo privato e 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR).

Ho fatto presente a quel punto che, rispetto ai circa 500 impianti SPQR di cui è stata rinnovata la locazione, il Comune non starebbe più incassando gli affitti di ben 2.600 impianti circa, che potrebbero essere in parte utilizzati dal Sindaco Marino quale compensazione del servizio di Bike Sharing che da voci da me raccolte avrebbe l’intenzione di far partire nella prossima primavera realizzando 80 nuove stazioni.

Sono stato interrotto a questo punto dal cons. Battaglia che ha tenuto a farmi presente di essere praticamente fuori tema, dal momento che suo giudizio non era quella la sede opportuna  per fughe in avanti: mi sono visto costretto a ribatterle che era stata Michela Di Biase ad essere preoccupata delle entrate del Comune e che quindi l’informazione integrata che ho dato rientrava pienamente in quell’ottica.

Il sig. Festa ha potuto subito dopo chiudere il suo intervento sollecitando la chiusura del contenzioso da un lato e l’abbassamento del canone di locazione dall’altro lato.

È quindi intervenuto il cons. Franco Marino che ha sostenuto che le piccole e medie impresse debbono essere tutelate e che bisogna operare verso la semplificazione delle procedure: gli ha fatto eco il cons. Battaglia affermando che le norme sarebbero fatte per confondere ed ha proposto come possibile soluzione da un lato la equiparazione del canone di locazione al CIP e dall’altro la collaborazione delle ditte pubblicitarie presenti contro l’abusivismo.

Ho fatto presente non solo al cons. Marino che si stava confondendo l’oggi con il domani, quando cioè si sarà entrati veramente a regime dopo l’approvazione del PRIP e dei Piani di Localizzazione e l’espletamento dei bandi, perché a quel momento la semplificazione delle procedure sarà per così dire automatica, dal momento che non si parlerà più nemmeno di “accorpamenti”, “spostamenti” e “ricollocazioni”.

Quando ho visto poi il Presidente Corsetti allinearsi alla soluzione proposta dal cons. Battaglia riguardo alla equiparazione dei canoni, mi sono sentito in dovere di intervenire mettendo in grande evidenza la paradossalità e l’estrema contraddizione della proposta avanzata, perché – per venire incontro alle giuste lamentele della SPAR – non solo farebbe incassare di meno al Comune, in danno di possibili servizi alla città, ma farebbe addirittura salvi gli impianti pubblicitari abusivi che continuerebbero così a far concorrenza sleale agli impianti SPQR: ho messo in ancor maggiore evidenza la soluzione a cui porta la logica più elementare e che è quella di ridare agli impianti SPQR la loro originaria maggiore rendita di posizione rimuovendo tutti gli impianti pubblicitari abusivi che gli sono stati installati intorno.

Sono stato a questo punto verbalmente aggredito dal cons. Battaglia, che mi ha accusato per ben due volte di stare a fare il gioco dell’oca e mi ha chiesto provocatoriamente da quale parte stessi.
Dopo averle fatto presente che senza dimostrare in modo oggettivo come stessi veramente facendo il gioco dell’oca, tornando secondo lei ogni volta al punto di partenza, le ho messo in risalto di appartenere ad un gruppo politico (SEL) che fa capo sostanzialmente al cons. Maria Gemma Azuni di cui ho ricordato sommariamente il seguente passo del suo programma elettorale: “Con la nuova amministrazione sosterrò le giuste rivendicazioni delle associazioni Bastacartelloni e VAS (Verdi Ambiente e Società). Insieme a loro lavorerò per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e per la conversione dell’attuale schema normativo in Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.), con provvedimenti atti alla salvaguardia e alla tutela del territorio.”             

Le ho anche ricordato che la nostra proposta unitaria è stata consegnata alla Commissione Commercio nel corso di una precedente audizione e quindi in copia anche a lei, che quindi se la deve andare a leggere per venire a sapere una volta per tutte da quale parte sto veramente.
Le ho messo in ancor maggiore evidenza di essere stata offensiva nel miei confronti, perché ha proposto la collaborazione contro l’abusivismo soltanto alle tre ditte pubblicitarie presenti e non anche al sottoscritto che da più di dieci anni combatte i cartelloni pubblicitari abusivi e che è comunque portatore di interessi diffusi che lei è obbligata ad ascoltare al pari delle ditte, anche se le sono visceralmente antipatico.

A questo punto il dott. Francesco Paciello ha spiegato che nei confronti dell’abusivismo ci sono due metodologie da applicare, che sono da un lato quella classica cha parte dal Verbale di Accertata Violazione (VAV) redatto dai gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale competenti per territorio ed arriva all’ordine da lui impartito di rimozione entro 10 giorni a cura e spese della ditta responsabile, mentre dall’altro lato c’è la possibilità di sanzionare il pubblicizzato.

Ne è seguita una breve polemica tra me, che da sempre sostengo che i costi necessari per le rimozioni forzate non debbono essere affrontati attingendo alle entrate correnti del Comune, ed il dott. Paciello che da sempre sostiene il contrario.

Il sig. Festa ha a questo punto ripreso la parola per rivendicare i meriti di comportamento onesto tenuto in tanti anni di attività dalle tre ditte da lui rappresentate: la sua rivendicazione ha portato sia il Presidente Corsetti che il cons. Battaglia a valutare l’opportunità di dare un  “premio” per la penalizzazione subita.

Al cons. Battaglia che riteneva di dover riconoscere ufficialmente le ditte “virtuose” ho chiesto se doveva essere fatto nel PRIP ed ancor più nei Piani di Localizzazione e soprattutto nei bandi.
Ho messo in evidenza che è lo stesso Assessore Leonori ad avere a più riprese dichiarato che a regime si andrà coi bandi ed ho conseguentemente fatto rilevare al sig. Festa, premettendo di non voler essere offensivo nella maniera più assoluta nei suoi confronti, che la sua giusta “rivendicazione” da un lato si tramutava però dall’altro lato in una pretesa di “monopolio” senza concorrenza che esporrebbe il Comune nel caso che lo consentisse a dei contenziosi sicuramente perdenti.

Ho messo in risalto che quand’anche si facesse questo, la durata del “monopolio” non potrebbe comunque superare i 10 anni, al termine dei quali si avrebbe pur sempre lo stesso rischio di fallire.
Ho messo in evidenza soprattutto al cons. Battaglia di non stare personalmente trascurando affatto il rischio che corrono tutte le ditte pubblicitarie che operano soltanto a Roma e che se non vinceranno nessun bando falliranno perché non saranno in grado di aspettare 10 anni per sperare di vincere i bandi futuri, tanto è vero che assieme agli amici di Basta Cartelloni – Francesco Fiori” abbiamo già avuto due incontri sia con le associazioni di categoria che con diverse far le maggiori ditte pubblicitarie operanti a Roma per verificare quali parti condividano della nostra proposta unitaria di modifiche ed integrazioni al PRIP e sottoscrivere conseguentemente un documento scritto che lo attesti e che consegneremo nel caso sia al Presidente della Commissione Commercio Corsetti  che all’Assessore Leonori.

Ho ribadito quel giorno soprattutto al Presidente Corsetti quanto avevo già detto in tutte le salse all’ultimo incontro avuto con le ditte, vale a dire che non è assolutamente percorribile la legittimazione dentro i Piani di Localizzazione del procedimento del riordino, destinato a chiudersi definitivamente del tutto per essere sostituito dagli impianti anche SPQR di cui i Piani di Localizzazione avranno individuato le posizioni sul territorio e di cui dovrà essere assegnata la gestione: ho messo in risalto che a quel punto per il sottoscritto potrà essere anche possibile una assegnazione diversa della gestione di tali futuri impianti che sia alternativa ai bandi e che sia però giuridicamente percorribile, ma che proprio per questo al momento non vedo.

Ho fatto anche sapere che dall’ultimo incontro è emersa ad ogni modo la volontà di combattere assieme intanto (per i mesi che ci vorranno per entrare a regime)  l’abusivismo collaborando con il Comune, sulla base di un documento da sottoscrivere di cui ho redatto la bozza e su cui sto aspettando le conferme anche della associazione “Basta Cartelloni – Francesco Fiori” ed ora pure delle tre ditte rappresentate dalla SPAR, a cui l’ho trasmesso nel pomeriggio di quel giovedì 21 novembre 2013.

L’audizione è terminata senza avere affrontato altri aspetti legati agli impianti SPQR, da me fatti presenti, come gli accorpamenti tradotti in impianti di nuovo tipo e formato da mt. 1,20 x 1,80 comunque non previsto nei progetti-tipo approvati con Deliberazione della Giunta Comunale n. 25 del 2 febbraio 2010, così come le disposizioni dettate con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 115 del 5 aprile 2013.

Il Presidente Corsetti ha assicurato di voler tornare a dibattere su questi particolari tipi di impianto.
Alla fine dell’audizione mi sono intrattenuto a parlare con il cons. Immacolata Battaglia in presenza dei sigg. Festa, Genova e Colonnelli: sono riuscito alla fine a spiegarmi meglio con lei, pur tra mille difficoltà di dialogo, invitandola alla fine a concedermi un paio d’ore per confrontarmi con lei, dopo averle fatto presente che le mie denunce degli impianti abusivi non possono avere il peso e l’importanza che avrebbero invece le sue, se portate a nome di SEL all’Assessore Leonori, con la richiesta di far provvedere immediatamente al riguardo chi di dovere e cioè il dott. Francesco Paciello.

Si tratta in sostanza di dimostrare la volontà politica non solo da parte di SEL di essere seriamente intenzionati a voltare pagina una volta per tutte non solo a parole.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

lunedì 25 novembre 2013

Marta Leonori parla di cartelloni con Bozzi a RomaUno. Occasione per esercitarsi a fare ulteriormente il punto


Clicca qui per vedere l'intervista integrale a "Ditelo a RomaUno" con il sempre bravissimo Andrea Bozzi.

Il percorso è condiviso assieme alla maggioranza
L'esordio dell'intervista è molto confortante. L'assessore, da qualche settimana a questa parte, sta dicendo cose clamorose e ottime. Ma la nostra paura è sempre stata: sono semplicemente istanze personali scaturite da uno staff preparato e competente in materia oppure sono cose già vagliate a livello politico? Qui l'assessore ci risponde: pare che la volontà di sanare uno degli scandali più incredibili di questa città sia una volontà politica. Non soltanto del sindaco, ma di tutta la maggioranza (non solo del PD) e di tutti i capigruppo.

Nel frattempo la Commissione Commercio sta lavorando sull'ascolto della città
E lo sappiamo bene: i famosi quaranta giorni che potrebbero portare a miglioramenti e emendamenti del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. 

Lotta all'abusivismo \ Approvazione del Piano Regolatore \ Piani di Localizzazione \ Dividere la città in lotti e mettere tutto a gara
Impeccabile. L'assessore dimostra ancora una volta di avere introiettato la problematica e di averla ben digerita. Ha chiaro il problema e vede la strada per risolverlo. Si tratta poi di capire se questa strada deve essere alberata, acciottolata, asfaltata, a tre corsie, a una corsia, sopraelevata ecc. Si tratta insomma di capire come si arriva a regime: ultimamente si è parlato di 8 lotti da mettere a bando. Ci sembrano francamente troppi ammenoché non si consenta alla ditta che faccia le condizioni migliori di vincerli tutti e 8, ma se vi saranno in questo senso delle limitazioni si rischia che, finite le due o tre ditte di qualità, gli altri sei o sette lotti vengano, giocoforza, assegnati a ditte scadenti e non all'altezza del grande progetto di miglioramento urbano che la città dopo quarant'anni di schifo mafioso di merita. I lotti dovrebbero essere di meno e soprattutto dovrebbero suddividere la città "a tema" e non a territorio. Prendere Roma e dividerla a spicchi come una forma di formaggio non può funzionare. Diverso è fare un bando per l'arredo urbano, un bando per le affissioni pure e poi, un bando magari per le coperture dei cantieri pubblici e privati e così via. Ma la cosa peggiore sarebbe ritrovarsi nel 2015 con 8 interlocutori tutti con un business troppo piccolo sul territorio per dare in cambio contropartite interessanti all'amministrazione (bike-sharing, segnaletica, toilette pubbliche, arredi urbani, cestini, totem informativi, mappe turistiche). Si tratta di prodotti costosi e impegnativi, che richiedono investimenti e tanta tanta manutenzione in una città che ancora è percorsa da tensioni vandalistiche continue. Gestendo un ottavo del business pubblicitario della città nessuno è in grado di restituire qualità e reali trasformazioni.

Se volete partecipare alle gare, consorziatevi!
Un altro assunto ottimale da parte dell'amministrazione. I nanetti dell'esterna romana, rimasti piccoli perché da piccoli si poteva gestire meglio la presenza su un mercato parcellizzato e illegale, pensassero a fare delle ATI o a fondersi creando un "campione nazionale" che possa combattere alla pari con gli altri "campioni nazionali" come Clear Channel, Cemusa, Decaux, Cbs. Parliamo di campioni "nazionali" e non stranieri perché a differenza di quel che vogliono far pensare i rappresentanti di queste dittuncole anche la più temibile "multinazionale" (la parola che lorsignori usano per spaventare politici e cittadini in una maniera che più patetica non si può) è in realtà altro. Prendi Decaux, per esempio, la ditta che ha cambiato faccia ad una città che aveva problemi similissimi a Roma come Parigi (per tacere di San Paolo del Brasile). Si tratta di una azienda familiare, con il vecchio patriarca e i suoi figli a gestire l'azienda. La loro propaggine italiana si chiama IGP Decaux e si chiama così perché è una joint venture tra Decaux e IGP, italianissima, con la partecipazione, nell'altro terzo del capitale, dell'altra italianissima RCS (Rizzoli Corriere della Sera). Ne deriva che nell'azienda, italianissima con sede Italia, con tasse versate in Italia, con centinaia e centinaia di dipendenti italiani ben pagati e con contratti regolari e dignitosi (non i bangladesh sfruttati in nero che vediamo affiggere manifesti sugli impianti delle ditte romane), ha una partecipazione francese inferiore a un terzo: il 70% circa della proprietà è italiana, italianissima. Di che multinazionali stiamo parlando?

Se non volete una gara fatemi avere un'idea migliore: io non l'ho trovata
Qui l'assessore si supera. Perché questa affermazione - è la linea che sta avendo ultimamente anche l'arch. Bosi e quindi Vas nella sua recente politica di dialogo con le ditte più "oneste" (virgolette d'obbligo) - è l'affermazione che mette al muro qualsiasi ridicola velleità. Perché? Semplice: perché alternative non ci sono. Ammenoché non si voglia violare la legge. E questo vale per qualsiasi cosa insista su suolo pubblico, attenzione, non solo per la pubblicità esterna. Bancarelle, camion-bar, caldarrostari, stabilimenti balneari. Nel 2017 con la definitiva entrata in vigore della direttiva Bolkestein (monumenti a Frits Bolkestein sono in costruzione presso tutti i comitati che anelano alla civiltà come il nostro) tutto questo dovrà essere messo a bando.
Ma in realtà, attenzione, una strada alternativa le ditte romane ce l'hanno eccome. Si chiama impianti su suolo privato. Fino ad oggi nessuno se ne è interessato: sfido, in una città dove il suolo pubblico era praticamente in regalo e dove se te lo pigliavi abusivamente nessuno ti faceva nulla... Ma ora le cose sono cambiate e c'è tutto un mondo da scoprire per le ditte che non riusciranno a vincere i bandi: l'impiantistica su suolo privato, su pareti cieche (con enormi vantaggi anche per i condomini) e così via. Si tratta di un ambito sempre pianificato e regolamentato dall'amministrazione, ma lì gli operatori stanno nel più libero mercato possibile. Ovvero: si va da quel palazzo che ha un muro cieco e gli si propone di installare un billboard e il condominio accetta l'offerta che gli appare più conveniente. Un mondo che le dittuncole dovrebbero studiare, invece di lagnarsi, di cercare di mandare tutto all'aria anche questa volta e di chiedere ciò che non potranno mai ottenere.

Gli abusivi sono abusivi, non si sanano
Applausi e basta. Immaginatevi, su quella poltrona, Davide Bordoni. Sembrano trecento anni, ma sono passati solo sei mesi...

venerdì 22 novembre 2013

La maggioranza del Consiglio Comunale vota per la piena validità della delibera voluta da Alemanno e Bordoni che l’Assessore Leonori intende invece far abrogare dalla Giunta Capitolina

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 

Quel che è successo l’altro ieri pomeriggio (19/11/2013) nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio è di una gravità che rimane tale sotto qualunque punto di vista la si voglia analizzare.
Cronologia degli antefatti – A meno di un mese e mezzo dal voto, con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 116 del 5 aprile 2013 sono stati approvati gli “Indirizzi finalizzati alla chiusura del procedimento di riordino degli impianti pubblicitari”, con cui è stato stabilito “sempre ai fini della chiusura del procedimento di riordino, che gli impianti di cui ai predetti due ultimi che gli impianti di cui ai predetti due ultimi capoversi, se rispettano le condizioni ivi stabilite, costituiscono parte integrante dei piani di localizzazione adottati in conseguenza del piano regolatore degli impianti pubblicitari” e che, “qualora la superficie pubblicitaria derivante dalla chiusura del procedimento di riordino dovesse risultare di quantità superiore a quella prevista dal Piano Regolatore di cui all’art. 19 del Regolamento di Pubblicità, si applicano i criteri di cui all’art. 34, comma 4 del predetto Regolamento” che consente la “ricollocazione” degli impianti in altro luogo della città.
Ho definito quest’atto un “l’indecente congedo della Giunta di Alemanno e Bordoni” in articolo pubblicato lunedì 29 aprile 2013 su www.cartellopoli.net e che evidenziava tutti i difetti dei contenuti della delibera.
Il successivo 3 maggio assieme agli amici di “Basta Cartelloni-Francesco Fiori” abbiamo presentato la proposta unitaria di modifiche ed integrazioni al PRIP licenziato dalla precedente Giunta Capitolina, chiedendo a tutti gli allora candidati a Sindaco di farla propria nei rispettivi programmi elettorali secondo un cronoprogramma che prevedeva come primo atto proprio l’abrogazione della delibera n. 116/2013, che abbiamo chiesto  Lettera congiunta del 22 luglio 2013 al Sindaco Marino, all’Assessore Leonori ed a tutti i membri della Giunta Capitolina.
Prima dell’estate la delibera è stata impugnata al TAR del Lazio dalla “Associazione Aziende Pubblicitarie Italiane” (A.A.P.I.), che non ha però chiesto la sospensiva, per cui a sentenza si arriverà probabilmente molto tardi.
Sul quotidiano Repubblica del 22 ottobre 2013 è stata pubblicata una intervista rilasciata dall’Assessore Marta Leonori che ha posto tra le priorità quella di rivedere la delibera n. 116/2013, perché a suo giudizio “rischia di diventare una sanatoria degli impianti esistenti”.
Mozione del gruppo capitolino del Movimento 5 Stelle – Il 10 ottobre 2013 il cons. Enrico Stefàno, che è  membro della Commissione Commercio, ha formalizza una mozione sottoscritta dall’intero gruppo capitolina del Movimento 5 Stelle con cui l’Assemblea di Roma Capitale dovrebbe impegnare il Sindaco e la sua Giunta:
- a provvedere all’immediato annullamento della deliberazione di Giunta n. 116 del 5 aprile 2013; 
-  di provvedere comunque con separato atto a sé stante alla più sollecita pubblicazione sul sito web dell’Amministrazione delle schede della Nuova Banca Dati relative ad ognuno degli impianti pubblicitari che vi risultano registrati.
Il “percorso di partecipazione” deciso dal Presidente della IX Commissione Commercio – Il 15 ottobre 2013 l’On. Orlando Corsetti ha sottoposto alla approvazione della IX Commissione consiliare permanente Commercio da lui presieduta un documento di indirizzo sul PRIP con cui la Commissione concede a chiunque lo voglia 40 giorni di tempo per presentare proposte di modifiche ed integrazioni al PRIP licenziato dalla precedente Giunta capitolina e si dà 10 ulteriori giorni per scegliere e decidere quale sia il PRIP da cui dovrà ripartire l’iter amministrativo che dovrà concludersi con l’approvazione definitiva del PRIP da parte del Consiglio Comunale.
La partenza fissata inizialmente per il 22 ottobre 2013 è poi slittata al 7 novembre e conseguentemente anche il termine per presentare proposte di emendamenti alla bozza del PRIP è slittato dall’annunciato 6 dicembre al 17 dicembre e conseguentemente la Commissione Commercio dovrà fare le sue scelte entro il 27 dicembre 2013.
Riunioni dei capigruppo di maggioranza – Per ben 2 volte  i capigruppo di maggioranza Francesco d’Ausilio (PD), Luca Giansanti (Lista Civica marino Sindaco), Gialuca Peciola (SEL) e Massimo Caprari (Centro Democratico) si sono riuniti con  l’Assessore Marta Leonori per concordare una linea politica comune riguardo alla necessità inderogabile di abrogare proprio la delibera n. 116/2013 prima di decidere da quale PRIP dover ripartire, come attestato poi dalle dichiarazioni rilasciate pubblicamente dall’Assessore sia alla stampa che alla radio.
Ad entrambe le riunioni era presente anche il Presidente della Commissione Commercio Orlando Corsetti che, ciò nonostante a più riprese si è pronunciato poi in modo equivoco.
Calendarizzazione della mozione – Alla data del 28 ottobre 2013 il cons. Enrico Stefàno lamentava che la mozione da lui promossa non fosse stata ancora calendarizzata: due giorni dopo ha fatto presente notare come la sua mozione “viaggiasse” nei meandri dell’ordine del giorno (da non confondere con l’ordine dei lavori, che sono le proposte in discussione nella singola seduta).
All’ Ordine del giorno dei lavori dell’Assemblea Capitolina del 19 novembre 2013 è stata messa anche la mozione “ N. 46/2013. (a firma dei Consiglieri Stefàno, De Vito, Raggi e Frongia) Impegno per il Sindaco e la Giunta Capitolina a porre in essere i provvedimenti necessari per l’annullamento della deliberazione G.C. n. 116/2013 (Indirizzi finalizzati alla chiusura del procedimento di riordino degli impianti pubblicitari) e per la sollecita pubblicazione, sulla Nuova Banca Dati web dell’Amministrazione, delle schede degli impianti pubblicitari.
Il voto di rigetto della mozione da parte dell’Assemblea Capitolina – Dopo che il cons. Enrico Stefano è intervenuto per spiegare le ragioni della mozione c’è stato l’intervento soltanto di Orlando Corsetti  che ha invitato il Movimento 5 Stelle a ritirare la mozione perché – a suo dire – la Commissione Commercio da lui presieduta starebbe lavorando in quella direzione !
Si è passati così direttamente al voto senza che ci sia stato alcun dibattito, da cui si potessero capire meglio se non altro le motivazioni che hanno portato poi al voto di rigetto.
Alle ore 18,53 il cons. Enrico Stefano ha comunicato per posta elettronica il seguente risultato del voto:
5 favorevoli
1 astenuto
26 contrari
 
Analisi del voto – Porta alle seguenti conclusioni, riassunte per rispettivi gruppi politici
Gruppi politici di maggioranza favorevoli (n. 2):
Sinistra Ecologia e Libertà (n. 1) – Immacolata Battaglia
Lista Civica Marino Sindaco (n. 1) – Riccardo Magi
Gruppi politici di opposizione favorevoli (n. 3):
Movimento 5 Stelle (n. 3)- Daniele Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefàno (Il capogruppo Marcello De Vito stava parlando con la presidenza e non ha potuto votare)
Gruppi politici di maggioranza contrari (n. 20):
Partito Democratico (n. 13) – Mirko Coratti (Presidente dell’Assemblea Capitolina) ,  Orlando Corsetti, Francesco D’Ausilio (capogruppo), Athos De Luca, Michela Di Biase, Alfredo Ferrari, Marco Palumbo, Fabrizio Panecaldo, Pierpaolo Pedetti, Ilaria Piccolo, Maurizio Policastro, Antonio Stampete e Giulia Tempesta.
Lista Civica Marino Sindaco (n. 4) Svetlana Celli,  Luca Giansanti (capogruppo) Franco Marino (Vice Presidente Vicario dell’Assemblea Capitolina) e Rita Paris.
Sinistra Ecologia e Libertà (n. 3)  – Maria Gemma Azuni (Segretario d’Aula), Gianluca Peciola (capogruppo) e Annamaria Proietti Cesaretti
Gruppi politici di opposizione contrari (n. 6):
Popolo della Libertà (n. 3) – Davide Bordoni, Marco Pomarici e Giordano Tredicine
 Cittadini x Roma (n. 3) – Giovanni Alemanno, Ignazio Cozzoli Poli e   Gianluigi De Palo.
Gruppi politici di maggioranza astenuti (n. 1):
Partito Democratico (n. 1) – Valentina Grippo
La coerenza con gli impegni assunti nei programmi elettorali Dal riesame complessivo dei voti contrari emerge da un lato il voto compatto per la bocciatura della mozione del Partito Democratico per la maggioranza e del Popolo della Libertà e di Cittadini per Roma per l’opposizione, mentre appaiono in modo contradditorio spaccati i voti della Lista civica marino Sindaco (4 contrari ed 1 favorevole) e di Sinistra Ecologia e Libertà (3 contrari ed 1 favorevole).
La proposta unitaria di modifiche ed integrazioni al PRIP licenziato dalla precedente Giunta, che è stata elaborata dal sottoscritto a nome di VAS e da Basta Cartelloni-Francesco Fiori e che è stata presentata il 3 maggio scorso, ha avuto la piena condivisione anche e soprattutto dall’On. Maria gemma Azuni a nome di SEL che l’ha assunta come impegno facendola propria nel suo programma elettorale nel seguente modo: “Con la nuova amministrazione sosterrò le giuste rivendicazioni delle associazioni BastacartelloniVAS (Verdi Ambiente e Società). Insieme a loro lavorerò per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e per la conversione dell’attuale schema normativo in Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.), con provvedimenti atti alla salvaguardia e alla tutela del territorio.”
In piena coerenza con questo impegno e con le dichiarate intenzioni dell’Assessore Leonori il cons. Immacolata Battaglia l’altro ieri pomeriggio ha votato a favore della mozione del Movimento 5 Stelle, dissociandosi di fatto sia dal capogruppo Gianluica Peciola che dalle On.li Maria Gemma Azuni ed Annamaria Proietti Cesaretti.
Anche per quanto riguarda la Lista Civica Marino Sindaco  va ricordato  il seguente passo del suo programma elettorale: “Approveremo un nuovo Piano Regolatore degli impianti e mezzi pubblicitari che preveda la riduzione della superficie massima consentita. La gestione del servizio di affissione e pubblicità deve essere svolta congiuntamente ad altre funzioni di decoro e arredo della città, come avviene in altre capitali europee; contrastando la cartellonistica abusiva anche grazie alle moderne tecnologie informatiche”.
Metto anche qui in evidenza che in piena coerenza con questo impegno e con le dichiarate intenzioni dell’Assessore Leonori il cons. Ricardo Magi l’altro ieri pomeriggio ha votato a favore della mozione del Movimento 5 Stelle, dissociandosi di fatto sia dal capogruppo  Luca Giansanti che dagli On.li Svetlana Celli, Franco Marino e Rita Paris.
Motivazioni ufficiose del voto – Il cons. Athos De Luca, da me contattato al telefono la mattina del giorno dopo, ha spiegato che le ragioni di questa scelta sono dovute esclusivamente al comportamento secondo lui inaccettabile che è stato tenuto non solo su questa vicenda dai 4 consiglieri del Movimento 5 Stelle, perché non avrebbero ritenuto di far conoscere anticipatamente la mozione a tutti gli altri gruppi sia di maggioranza che di opposizione per ottenerne eventuale ulteriori firme a sostegno che avrebbero quindi rafforzato la loro iniziativa e reso conseguentemente anche più sicura a priori la sua approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina.
Gli ho fatto presente che questo comportamento somiglia molto a quello tenuto dal cantro-destra di demonizzazione sistematica a priori dell’avversario in quanto tale e del suo discredito più totale indipendentemente dalla bontà delle iniziative di cui si fa promotore, senza peraltro rendersi conto di stare tradendo i principi di una democrazia basata sulla trasparenza e sul confronto anche e soprattutto con l’opposizione.
A tal riguardo, il cons. Enrico Stefàno, da me parimenti contattato per telefono per avere doverosamente anche la sua versione, mi ha assicurato che la mozione è stata comunque portata a conoscenza dei capigruppo se non altro ai fini della sua calendarizzazione.
Anche a voler riconoscere eventuali vizi di procedura della mozione, non posso non fare presente che – pur di dare una “lezione” al Movimento 5 Stelle in termini di “metodo”  – i 3 gruppi di maggioranza hanno trascurato del tutto in termini di “metodo” che ancor più  di merito il contenuto della mozione che aveva la dichiarata finalità di sollecitare l’annullamento di una delibera ripetutamente assicurato a voce dalla Leonori, ma di fatto non ancora operato in un modo immotivato che dà ormai adito al legittimo sospetto che qualcosa non stia andando nel verso giusto.
Mi sento in dovere di fare presente che una bocciatura della iniziativa per queste ragioni, se messa a confronto con le posizioni pubblicamente dichiarate dall’Assessore Leonori riguardo proprio alla delibera n. 116/2013, non può giustificare a mio modesto giudizio il voto che è stato espresso dai 3 gruppi di maggioranza né soprattutto può “compensare” in  termini di pessimo ritorno di immagine l’oggettiva constatazione che di fatto hanno tutti votato assieme ad Alemanno, Bordoni, Pomarici, e Tredicine per la piena validità della delibera n. 116/2013 che è stata da loro voluta nella precedente consiliatura e che invece l’Assessore Leonori intende ora far abrogare dalla Giunta Capitolina.
Il comune cittadino non sa e non vuole più sapere di questi “giochi” politici che non l’aiutano di certo a capire in termini di trasparenza dove vogliano andare a parere i tre gruppi di maggioranza con una “strategia” politica di questo tipo.
La posta in palio è troppo alta per minimizzare la portata del voto di ieri pomeriggio e le conseguenze immediate che rischia di avere.
Pericolose conseguenze della votazione – Va fatto presente a tal riguardo che, mantenendo in vita la delibera n. 116/2013 (anche se momentaneamente, fino alla sua abrogazione da parte della Giunta), con lo stesso voto dell’altro ieri i tre gruppi di maggioranza ritengono valida anche la sua disposizione che se rispettata obbligherebbe a considerare tutti gli impianti pubblicitari del cosiddetto “riordino” come “parte integrante” dei Piani di Localizzazione, condizionandone la redazione pesantemente in modo peraltro illecito (perché assicurerebbe un monopolio delle ditte proprietarie dei cartelloni del “riordino” in violazione della libera concorrenza) e rendendo di fatto inutile l’assegnazione della gestione degli impianti pubblicitari tramite bandi.
La Commissione Commercio, presieduta dall’On. Orlando Corsetti, ha assunto l’impegno di decidere dal prossimo 17 dicembre in poi quale delle proposte di modifiche ed integrazioni al PRIP (che saranno state nel frattempo presentate) sia la più idonea per essere scelta come base da cui far ripartire l’iter che dovrà portare alla approvazione definitiva del PRIP da parte dell’Assemblea Capitolina: appare di tutta evidenza che, se per quella data la Giunta non avesse ancora abrogato la delibera n. 116/2013, il voto espresso l’altro ieri verrebbe a dare un forte sostegno alla proposta annunciata dalla maggior parte delle ditte pubblicitarie di piani di localizzazione che legittimino i loro impianti per giunta in eterno ed in violazione sia della temporaneità delle autorizzazioni che della libera concorrenza, annullando la necessità di assegnarne la gestione tramite regolari bandi di gara.
La non più certa maggioranza in seno alla Commissione Commercio – Metto in ancor maggiore evidenza che ben 5 dei 13 membri della Commissione Commercio che saranno chiamati a decidere da quale PRIP ripartire fanno parte del PD e che di questi l’altro ieri hanno bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle Michela Di Biase, Pierpaolo Pedetti, Ilaria Piccolo e lo stesso Presidente della Commissione Orlando Corsetti: se si considera che fanno parte della Commissione Commercio anche il cons. Franco Marino ed i “padri” della delibera n. 116/2013 Giovanni Alemanno e Davide Bordoni che l’altro ieri hanno votato contro la mozione, si arriva allora ad avere nel momento della cruciale decisione da prendere dal 17 dicembre in poi quanto meno 7 membri della Commissione (vale a dire la maggioranza a favore della validità a quell’epoca della delibera n. 116/2013 e del conseguente PRIP da cui ripartire (che sarà l’opposto della proposta unitaria di VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori) contro i 2 soli membri (Enrico Stefàno ed Immacolata Battaglia)  che l’altro ieri hanno votato per l’annullamento della contestata delibera.
Urgenza ed indifferibilità di spiegare pubblicamente la motivazione del voto di rigetto della mozione – L’on. Athos De Luca mi ha assicurato che debbo stare più che tranquillo perché la delibera n. 116/2013 verrà sicuramente abrogata, dal momento che con il voto dell’altro ieri non ci sarebbe stata nessuna contestuale ed implicita sconfessione dell’Assessore Leonori, come invece ogni comune cittadino è però portato invece a pensare nell’ignoranza di tutti questi retroscena.
Con tre distinti messaggi di posta elettronica trasmessi ieri ho chiesto ai capigruppo del PD, della Lista Civica Marino Sindaco e di SEL di rilasciare un comunicato stampa (o di far sapere comunque nelle forme e nei modi che riterranno più opportuni) per esporre le ragioni del voto dell’altro ieri e per fugare una volta per tutte ogni possibile equivoco sul comportamento e quindi sulla “tenuta” anche di tutti e tre questi gruppi di maggioranza in un senso o nell’altro.
Per dare una prova dimostrata della garanzia che nessuno di questi 3 gruppi di maggioranza ha cambiato idea riguardo alla nostra proposta unitaria ed al percorso in tre fasi indicato dall’Assessore Leonori (approvazione del PRIP prima, dei Piani di Localizzazione poi, per passare alla fine ai bandi), è più che opportuno che venga quanto prima diramato questo comunicato stampa.
Staremo a vedere se come cartina di tornasole si vorrà manifestare la volontà politica di fare assoluta chiarezza e trasparenza: differentemente, si avrà un chiaro segnale che dei diversi consiglieri di maggioranza non ci si dovrà ormai più fidare.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

E intanto le ditte storiche continuano a divertirsi...


giovedì 21 novembre 2013

Cose mai viste. A viale Trastevere arriva il parapedonale sbilenco a difesa del cartellone


In una zona dove le auto parcheggiano sui marciapiedi in maniera atroce e selvatica (Piazza Ippolito Nievo), l'unico parapedonale è stato messo a tutelare il cartellone (ovviamente abusivo). Compulsate e riflettete: sono scene impensabili in qualsiasi città del Primo, del Secondo e pure del Terzo Mondo...

martedì 19 novembre 2013

Il consiglio boccia l'abrogazione della delibera criminale 116 proposta dal Movimento 5 Stelle. Assessore Marta Leonori, ci rassicuri


Quest'oggi è stata calendarizzata e discussa la mozione del Movimento 5 Stelle (primo firmatario Enrico Stefàno, anche consigliere alla Commissione Commercio competente dell'argomento) che chiedeva l'abrogazione della micidiale delibera 116/2013, autentica trappola lasciata in eredità da Alemanno ai posteri.

Questa delibera è stata approvata con l'obbiettivo di garantire e cristallizzare vita natural durante l'attuale condizione della cartellonistica romana. Secondo questa delibera il caos - unico al mondo - che attualmente la città vive, non dovrà essere sconfitto dai successivi provvedimenti futuri, bensì dovrà essere, il caos, il presupposto stesso di quei provvedimenti. I nuovi piani di localizzazione degli impianti, secondo la 116, non dovranno partire da zero disegnando una nuova offerta di pubblicità esterna, ma dovranno tenere conto e tutelare l'attuale confusione cartellonara. La delibera 116, se non abrogata, impedirà qualsiasi miglioramento e riforma positiva presente e futura del settore delle affissioni a Roma.

Oggi il Consiglio si è espresso così:

5 favorevoli - Imma Battaglia (SEL), Daniele Frongia (M5S), Riccardo Magi (Lista Civica Marino), Virgina Raggi (M5S), Enrico Stefàno (M5S)
1 astenuto - Valentina Grippo (PD)
26 contrari

Se questa delibera non verrà abrogata al più presto tutte le promesse, ottime peraltro, fatte dall'assessore Marta Leonori saranno da considerarsi come parole al vento. Assessore, cosa vogliamo fare?

La lunga storia di un cartellone in via Appia Nuova. Che poi è più o meno la storia di tutti i cartelloni a Roma...

Via Appia Nuova altezza civico 41

15 agosto 2011

Novembre 2011
 
Agosto 2012

11 novembre 2013

15 novembre 2013
 
Volevo segnalare il comportamento della ditta "UNIGAMMA" che ha immediatamente reinstallato un cartellone, che pubblicizzava il negozio di compro oro sito in Via Appia Nuova 41, che era stato rimosso appena pochi giorni prima.
Questo cartellone ha una storia che inzia il 15 agosto del 2011 quando viene installato per la prima volta nel punto segnato sulla mappa (vedi prima foto). Nonostante venga segnalato da VAS il 25 agosto 2011 resiste in quel posto con certezza fino al novembre 2011 (vedi foto da Street View).
Viene poi successivamente rimosso (non si sa di preciso quando) e posizionato la seconda volta poco distante (vedi sempre prima foto). Di questa nuova seconda collocazione si può vedere la foto dell'agosto 2012 (vedi foto da Street View).
In data 11 novembre 2013 mi trovavo a passare e noto l'assenza del famigerato cartellone (presente comunque fino a qualche giorno prima) ma conoscendo i "polli" in questione ho fatto delle foto per illustrare appunto l'avvenuta rimozione, aspettandomi naturalmente che il cartellone sarebbe stato quasi subito reinstallato.
Così è purtroppo avvenuto il 15 novembre 2013 e questa volta nello stesso identico punto (tra l'altro nello spazio dedicato al parcheggio degli scooter). Sulla foto dell'11 notare sull'asfalto le tracce lasciate dalla precedente installazione e che si rivedono sulla foto scattata il 15.
Il cartellone riporta la targhetta con "0093/AZ776/P Via Appia Nuova 48/52-43/45 civv. contrapposti circa pertin. centr.". Sfido chiunque a capire che cosa diavolo voglia dire quello che c'è scritto su questa targhetta.
Targhetta che invece nel primo cartellone riportava "0093/AZ776/P Via Appia Nuova 45/42-44 civv. contrapposti circa (centrale)". Il numero identificativo è rimasto lo stesso, ennesima riprova dei mille giochini che le ditte fanno con queste targhette che a questo punto è più che chiaro non hanno nessun valore.
Alessandro

venerdì 15 novembre 2013

Roma dietro i cartelloni: Piazza della Bocca della Verità e il Tempio di Portuno


Piazza della Bocca della Verità, o Piazza Bocca della Verità, è una piazza sita tra via Luigi Petroselli e via della Greca, a Roma, nel rione Ripa.
Il tempio di Portuno è un tempio romano di epoca repubblicana, situato a Roma nell'attuale piazza della Bocca della Verità, dove anticamente si trovava il Foro Boario, poco distante dal Tempio di Ercole e dal più antico porto tiberino.