mercoledì 12 marzo 2014

Cartellone prima installato, poi denunciato, poi sanzionato, poi spostato di un metro e infine abbattuto. Sempre in attesa del prossimo morto

Gennaio 2011
27 febbraio 2014
Questo cartellone è stato sanzionato nel lontano marzo 2011 ma naturalmente la ditta proprietaria, a suo tempo, non l'ha rimosso ma solo spostato di qualche centimetro. Il risultato è quello che vedete in foto.

1 commento:

  1. Dal Fatto di oggi:

    CASSAZIONE Non si chiude
    un sito per un solo post

    Non è legittimo sequestrare, oscurandolo, un intero sito internet per colpa di un post . È una misura eccessiva – specialmente se applicata ai siti che si occupano, in qualità di “fustigatori” di costume sociale e attualità politica – e finisce per violare il diritto dei blogger a manifestare il proprio pensiero e anche quello degli utenti a tenersi informati. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 11895. Inoltre, siccome il post per sua natura viene “obliterato” da quelli più attuali, non si può invocare il periculum in mora, il timore di un danno futuro, per emettere il provvedimento di estrema censura. La Suprema Corte ha annullato senza rinvio il sequestro del sito Il perbenista, oscurato dalla magistratura di Udine per via di un paio di post degli utenti, e non del blogger-moderatore, nel quale si prendevano di mira due professionisti che sono ricorsi alla querela. La Corte ha invitato i magistrati, se necessario, a oscurare soltanto i singoli post ritenuti
    diffamatori. Non l’intero sito.

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