venerdì 7 marzo 2014

La discussione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari in Commissione Commercio di ieri è degenerata. Peccato


Quel che è successo ieri in Commissione Commercio non ha rappresentato certamente una bella pagina nel processo di partecipazione voluto dal Presidente Orlando Corsetti e iniziato ormai da diversi mesi. Quello che è risaltato subito agli occhi è la figura di un presidente, Corsetti appunto, che non riesce assolutamente a gestire la situazione. Subito molto aggressivo nei confronti dell’Arch. Rodolfo Bosi, che per carità avrà mille difetti, alza la voce diverse volte.
Entrando nel merito dell'ordine del giorno dei lavori è successa poi una cosa quantomeno antipatica. Si doveva parlare delle "Controdeduzioni dell’Ufficio sulla proposta presentata dalla VAS Verdi Ambiente e Società Onlus" e invece non si sa bene per quale motivo dopo l'audizione del Dott. Paciello, si è finito per parlare di quelle delle ditte pubblicitarie presentate ieri stesso.
Il Dott. Arch. Rodolfo Bosi ha fatto presente al Presidente Orlando Corsetti la cosa e lo stesso gli ha risposto dicendo che quelle delle associazioni sarebbero state discusse subito dopo. In questo caso il Presidente ha dimostrato, e gliene va dato atto, disponibilità.
È stato fatto presente però a Corsetti che da li a breve sarebbe iniziata la seduta del Consiglio Comunale e quindi non ci sarebbe stato tempo. Corsetti ha poi provato a dire di aggiornarla ad oggi (07/03/2013) ma alcuni Consiglieri erano giustamente impegnati in altre Commissioni e quindi non se ne poteva fare niente. Merita un capitolo a parte Imma Battaglia che dice: "io domani sto a Bruxelles a fare la politica vera e la settimana prossima vado a sciare". Buono a sapersi. Evidentemente risolvere il bubbone dei cartelloni a Roma – una situazione che non ha eguali al mondo – non è fare politica vera…

Alla fine la seduta è stata aggiornata a martedì 11 marzo e quindi si è venuta a creare la situazione, ripetiamo quantomeno antipatica, che nel processo partecipativo sono passate avanti le ditte rispetto alle associazioni. Non cambia nulla per carità, ma nel metodo non è che sia stato proprio il massimo. Quando il Dott. Arch. Rodolfo Bosi ha fatto presente appunto questa cosa, nessuno gliene ha dato atto ma anzi è stato attaccato da più parti e isolato.
Sarebbe bastato chiedere scusa e invece si è rinfacciato alla associazioni di avere grande spazio, spazio che Alemanno dice testualmente "in tanti anni di carriera politica non ho visto dare a nessuno". E i risultati, infatti, si vedono: il settore è stato cucito su misura per gli interessi di un vasto gruppo di ditte e dittuncole. Un quadro che non ha eguali da nessuna parte del mondo: dovunque, infatti, le concessioni per lo sfruttamento di spazi pubblici (a maggior ragione la pubblicità esterna) vengono assegnate previo bando e le ditte vincitrici dei bandi non sono tre o quattrocento – tante sono quelle che operano a Roma nella totale anarchia – bensì al massimo tre o quattro.

Molto brutto poi il passo in cui, durante il dibattito, un rappresentante delle ditte pubblicitarie ha detto "che a questo tavolo sono presenti delle ditte ambientaliste non si capisce a quale titolo". In altri termini ha detto a VAS e al Dott. Arch. Rodolfo Bosi che si deve occupare solo di alberi. Poteva evitare, ma bene così: ha dimostrato nervosismo come giustamente deve essere nervoso un settore allo sbando. Da notare che Corsetti, che ha voluto questo tavolo partecipativo a cui ora siedono queste associazioni, non ha proferito parola in merito. La domanda è un’altra: a che titolo le ditte stesse che compongono un settore che necessità di durissime riforme, sono parte in causa del dibattito sulla riforma stessa? Vogliono riformarsi da sole?

Per il resto toni troppo alti (da parte di tuttii soggetti), varie urla e accuse davvero di basso livello che non serve a nulla riportare. Anche qui merita un capitolo a parte Imma Battaglia che si è prodotta in urla e strilli a dir poco incredibili.  È chiaro a questo punto che tra ditte pubblicitarie e associazioni non c'è più nessun margine di dialogo. Loro non vogliono i bandi e la data del 31/12/2014 (in quel momento scadranno le concessioni e se non sarà il Comune a far valere i suoi diritti ci penserà la magistratura opportunamente attivata e sollecitata dai cittadini) non ha nessun valore, mentre per le associazioni i bandi di gara sono indispensabili e il 31/12/2014 scadono tutte le concessioni. Due mondi diversi, come era facile immaginare.

A questo punto ognuno vada per la sua strada e poi la politica prenderà le sue decisioni. In tutto questo però Orlando Corsetti deve cercare di riportare queste sedute, e siamo sicuri che ci riuscirà, nell'ambito del rispetto reciproco. Ciascuno deve fare la sua parte compreso l'Assessore Marta Leonori di cui servirebbe come il pane qualche parolina in merito a quello che sta succedendo in Commissione Commercio. Le sue dichiarazioni risalenti a ottobre su bandi e riforma di questo settore disperato, insultate per la dignità della città, pericoloso e frutto di mancati introiti nell’ordine di decine di milioni l’anno per l’amministrazione erano chiarissime. Poi il silenzio. Il settore affissioni vale, secondo stime credibili, circa 70 milioni di oneri a favore della città, oggi Roma ne ricava 17 milioni, i restanti 53 vengono lasciati, scientemente, nelle tasche dei cartellonari. Possiamo permettercelo? Con quale faccia poi andiamo con il cappello in mano dal governo a chiedere soldi per salvare Roma? Roma può e deve salvarsi da sola, viceversa merita - come tanti hanno spiegato - di fallire.

2 commenti:

  1. per favore, inutile andarsela a prendere con presidenti di commissioni, consiglieri, sindaci e assessori. A Roma non comandano loro e questo dovrebbe essere chiaro ormai. per quanto ai cartelloni e alle povere ditte che li producono hanno gli anni contati, 5-8-10? importa poco, nell'era di internet e dei social network sono fuori dal mondo e questi che operano in maniera aggressiva e illegale a Roma sono anche inviso alla maggiorparte dei cittadini, scompariranno presto, da soli, cancellati dal mercato e dalla storia come vecchi dinosauri.

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  2. È vero basta aspettare...che te mettono un cartellone pure al ces..

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