martedì 8 aprile 2014

Piantano un cartellone in via Nobiliore il 4 aprile e il Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale lo fa rimuovere dopo soli tre giorni

https://twitter.com/franztars/status/452064879386431488
https://twitter.com/raffaeleclement/status/453088281719500800
Piccolissime soddisfazioni.

9 commenti:

  1. Raffaele Clemente, GRAZIE.
    Peccato che queste integerrime DITTE STORICHE hanno il potere di scempiare la città e passarla liscia...anzi i politici "democratici" vogliono dargli concessioni ETERNE

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  2. ma il comandante non potrebbe prendersi la briga di farli rimuovere tutti ?

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  3. Ma più che altro, la finanza non potrebbe fare una visitina alle ditte e verificare se è tutto in regola?

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  4. BISOGNA CAPIRE PER QUALE MOTIVO IN QUESTO CASO LA RIMOZIONE E' STATA COSI' VELOCE.
    E REPLICARE TUTTE LE VOLTE POSSIBILI IN TUTTA ROMA!!!

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  5. Gia'...perche' in questo caso tanta velocita' (grazie a Dio) nella rimozione? Se le violazioni , come immaginiamo tutti, del cartellone in questione sono le stesse di migliaia di altri impianti si dovrebbe procedere per tutti tali impianti ad una rapida rimozione. La logica vorrebbe questo.

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  6. cartello senza targhetta e quindi senza proprietario..... immediatamente rimosso! ma allora chi proteggete cari vigili? quante mazzette prendente e da chi?

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  7. Perche' in questo caso un intervento cosi' rapido ? quale differenza con la miriade di altri cartelloni abuivi/illegali/pseudoautosanati disseminati in ogni angolo di Roma ?

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  8. Le differenze? Chiedetele a Corsetti.
    Guai a toccargli le sue "ditte storiche".
    Ma la Leonori esiste?
    Che immondo teatrino

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  9. L'unico motivo che può spiegare il fatto che l'impianto sia stato rimosso in soli 3 giorni è che deve essere stato affisso in modo totalmente abusivo (vale a dire senza nessuna targhetta identificativa che denotasse una sua registrazione nella Nuova Banca Dati) e senza nessuna cimasa che indicasse a quale ditta pubblicitaria attribuire la paternità di quell'impianto ed a cui applicare la dovuta sanzione.
    Se infatti ci fosse stata la possibilità di risalire alla ditta proprietaria dell'impianto sarebbe stato materialmente impossibile rimuoverlo in tre giorni perché occorreva prima la redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV) e poi l'obbligatorio invito-diffida del dott. Francesco Paciello a rimuoverlo a proprie cure e spese entro 10 giorni.
    Non essendoci stato presumibilmente tutto questo ed avendo dovuto anticipare le spese di una rimozione non imputabile per ora a nessuno, c'è da chiedersi con quali soldi sia stata effettuata questa rimozione: se, come già fatto ripetutamente dalla precedente amministrazione, si è "pescato" dalle entrate correnti del bilancio del Comune (vale a dire dai soldi dei contribuenti romani), allora è "distrazione di fondi pubblici" e sperpero comunque di denaro pubblico.
    Sarebbe comunque opportuno che il Comandante Raffaele Clemente, a cui va tutto il mio plauso, spiegasse come e perché sia riuscito a far rimuovere così rapidamente questo impianto, per fugare da un lato sospetti magari sbagliati e per funzionare da modello da prendere per casi analoghi.

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