giovedì 3 aprile 2014

Risposta del Presidente di VAS Guido Pollice all’A.I.P.E. (Associazione Imprese Pubblicità Esterna)

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/risposta-del-presidente-di-vas-guido-pollice-alla-i-p-e-associazione-imprese-pubblicita-esterna/

Immagine.Guido Pollice
Con riferimento alla Lettera dell’A.I.P.E. consegnata a mano il 26 marzo 2014 al sottoscritto prima dell’inizio della seduta della Commissione Commercio faccio presente che  è stata indirizzata sia alla Associazione VAS che al Circolo Territoriale di Roma.
A nome del Circolo Territoriale di Roma ho dato i chiarimenti dovuti che ero stato invitato a dare anche pubblicamente con l’articolo pubblicato ieri su questo stesso sito (http://www.vasroma.it/a-nome-del-circolo-territoriale-di-roma-di-vas-il-dott-arch-rodolfo-bosi-risponde-pubblicamente-alla-i-p-e-associazione-imprese-pubblicita-esterna/#more-6155).
Ieri il Presidente della associazione VAS Guido Pollice ha spedito la Nota prot. P52 del 2 aprile 2014, con cui ha inteso rispondere alla associazione di categoria A.I.P.E. in quanto da essa chiamato direttamente in causa.
Si riposta integralmente il testo della suddetta nota.

Prot. n. P 52                                               
Associazione Imprese Pubblicità Esterna (A.I.P.E.)
Via Cerchiara n. 45 – 00131 Roma
  
Da quanto mi è stato riferito dal dott. arch. Rodolfo Bosi, responsabile nazionale per Parchi e Territorio nonché responsabile del Circolo Territoriale di Roma, prima dell’inizio della seduta della Commissione Commercio che si è svolta il 26 marzo scorso gli è stata consegnata a mano dall’avv. Ettore Corsale (direttore di questa associazione di categoria) una nota non datata e non firmata indirizzata anche all’Associazione VAS di cui sono Presidente in cui si sostiene che il dott. Arch. Rodolfo Bosi avrebbe insultato la ditta “S.C.I.” vostra associata attraverso un articolo pubblicato il 20 marzo 2013 sul sito ufficiale del Circolo Territoriale di Roma e quindi vi riservate “per questo e per altri numerosi articoli le dovute tutele“ ed invitate alla fine “la stessa VAS a chiarire anche pubblicamente la sua lettera distorta del documento della SCI provvedendo alla rettifica dei commenti fuorvianti e strumentali, o comunque che possono essere strumentalizzati”.
Premettendo che a rispondere nel “merito” della vostra nota sarà lo stesso dott. Arch. Rodolfo Bosi, in quanto diretto ed unico responsabile del Circolo Territoriale di Roma a cui la medesima nota è in subordine indirizzata, non posso non evidenziare in termini di “metodo” come questa associazione di categoria si sia permessa di prendere le difese d’ufficio di una propria associata senza avere soppesato a dovere le motivazioni per cui il dott. Arch. Rodolfo Bosi si sia sentito nel pieno diritto di “portare un contributo” pari a quello della ditta “S.C.I., “al lavoro di riscrittura delle regole del settore, nel caso, assolutamente legittimo oltre che valido dal punto di vista operativo”.
Dalle informazioni assunte e dalla relativa documentazione che ho dovuto prendere in esame emerge che la IX Commissione Commercio del Comune di Roma ad ottobre del 2013 ha approvato un documento di indirizzo che invitava a presentare entro e non oltre il 17 dicembre 2013 osservazioni e proposte di modifiche ed integrazioni al Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) così come originariamente redatto dalla S.p.A. “Aequa Roma”: la scadenza è stata rispettata da questa associazione di categoria con la consegna a mano avvenuta il 3.12.2013 di una “Proposta e linee guida per il settore della pubblicità esterna e per il rispetto della legalità e del decoro nella città di Roma” composta di 10 capitoli, a cui è stato controdedotto che <<la proposta presenta argomentazioni di carattere generale e non vi è alcuna specifica previsione di modifica dell’articolato normativo. Per quanto concerne il regime transitorio si richiama quanto già espresso in premesse>>, vale a dire che <<trattandosi di un piano generale di programmazione dell’utilizzo del territorio ai fini dell’esposizione pubblicitaria, prescinde dallo stato attuale dei luoghi>> per cui <<il passaggio al progettato modello di sviluppo è demandato ad un autonomo documento che dovrà tener conto delle norme transitorie previste dall’art. 34 del regolamento di Pubblicità>>.
Non vi può essere dubbio alcuno che il vostro direttore avv. Ettore Corsale ha chiesto ed ottenuto dal Presidente della Commissione On. Orlando Corsetti quella che è stata da lui stesso definita una propria “forzatura”, che ha permesso non solo di presentare 7 emendamenti in data 6 marzo 2014 (e non nel mese di febbraio come da voi dichiarato), forse per minimizzare il diritto che vi è stato del tutto impropriamente concesso a ben tre mesi di distanza!
Ora vorreste giustificare questo evidente trattamento di favore concesso indebitamente a voi     sostenendo che si tratterebbero delle “osservazioni” presentate a dicembre “trasformate in veri e propri emendamenti perché nelle forma in cui erano state presentate non erano state prese in considerazione”.
Non posso non stigmatizzare la doppia falsità della suddetta affermazione, oggettivamente attestabile da un lato dalla constatazione che si tratta di tutt’altre argomentazioni portate per giunta dall’altro lato alla “normativa tecnica di attuazione” che fa parte del PRIP aggiornato (e non allo “schema normativo” che era il solo ed unico invece da doversi osservare entro il 17.12.2013) e che la sig.ra Antonella Di Palma della Segreteria dell’On. Orlando Corsetti ha trasmesso per opportuna conoscenza al dott. Arch. Rodolfo Bosi (come si presume che abbia fatto anche con voi) solo il 28 febbraio 2014.
A questa associazione di categoria è stato quindi permesso di presentare emendamenti non dovuti a questo testo: la totale disparità di trattamento è per giunta continuata con quanto di ulteriore è stato concesso.
Mentre alle osservazioni e proposte presentate entro il 17 dicembre 2013, comprese quindi quelle di VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori, è stato controdedotto il 12 febbraio 2014, dopo quindi ben 57 giorni, al dott. Ettore Corsale il 6 marzo successivo è stato concesso non solo di far interrompere per un quarto d’ora la seduta della Commissione Commercio per consentire al dott. Francesco Paciello di controdedurre immediatamente ai 7 emendamenti trasmessi quella stessa mattina per posta elettronica, ma di dibattere e contestare per giunta la quasi totalità dei pareri negativi espressi.
Debbo rilevare che la nota VAS prot. n. 10 del 19 marzo 2014 non è nemmeno l’oggetto della vostra nota, che è invece riferita al titolo dell’articolo pubblicato il giorno dopo sul sito www.vasroma.it, consistente nel riportare la nota della S.C.I. e la nota a firma del dott. Arch. Rodolfo Bosi.
Dalla lettura della nota del dott. Arch. Rodolfo Bosi apprendo ciò che avete volutamente ignorato e cioè che nel corso della successiva seduta della Commissione Commercio dell’11 marzo scorso anche il Direttore dell’A.A.P.I. Dott. Franco Meroni avrebbe voluto che fosse concesso anche a lui il diritto presentare ulteriori osservazioni oltre quelle già consegnate nei termini entro il 17 dicembre 2013 e direttamente alla normativa tecnica di attuazione” del PRIP e non al suo “schema normativo”, ma che non gli è stato riconosciuto.
Apprendo anche e soprattutto che «a due giorni esatti di distanza da quella seduta, per evitare il rischio di un nuovo rifiuto, il Sig. Randaccio presume di stare ad “operare su un reale piano di parità nel rispetto delle entità di rappresentanza” trasmettendo la nota di cui all’oggetto specificatamente anche al Presidente della Commissione Commercio che è stato così costretto a doverla se non altro recepire passivamente» e che il dott. Arch. Rodolfo Bosi «per non essere da meno in termini di “metodo” e recuperare almeno in parte un effettivo “reale piano di parità nel rispetto delle entità di rappresentanza» si è sentito «nello stesso pieno diritto di presentare» a sua volta un documento di replica, a compensazione se non altro della grave disparità di trattamento messa in atto dall’On. Orlando Corsetti.
Trovo quindi estremamente contraddittorio per non dire paradossale il comportamento di questa associazione di categoria che pretende di negare al dott. Arch. Rodolfo Bosi il diritto che si è arrogata la sua assistita S.C.I.: la questione appare ai miei occhi ancor più grave se si considera che il dott. Arc. Rodolfo Bosi ha permesso sia all’avv. Ettore Corsale che al sig. Ranieri Randaccio di intervenire nelle sedute in cui sono state valutate e discusse le Norme Tecniche di Attuazione proposte da VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori, aprendo su di esse quel confronto che ora invece si nega al dott. Arch. Rodolfo Bosi sulla nota della ditta S.C.I. quasi fosse una riservata personale trasmessa all’On. Orlando Corsetti.
Trovo inoltre risibile la excusatio non petita sulla più che evidente accusa portata alla partecipazione del dott. Arch. Rodolfo Bosi alla trasmissione Uno Mattina, in quanto responsabile dell’unica “associazione” presente, dal momento che l’intervista che ha portato le cifre degli incassi potenziali del Comune è stata fatta al sig. Massimiliano Tonelli che è responsabile del blog “cartellopoli” e dell’omonimo “Comitato” che non è assimilabile ad una associazione: sarebbe stato sufficiente specificarla direttamente nella nota della S.C.I. vostra associata.
Se a questo chiaro intento quanto meno di discredito del dott. Arch. Rodolfo Bosi aggiungo i toni e le espressioni utilizzate da questa associazione di categoria che hanno riguardato anche la associazione nazionale da me presieduta, non posso che rigettare al mittente l’invito che si è permessa di rivolgere al nazionale, quasi immaginando  una sconfessione dell’operato autonomo del Circolo Territoriale di Roma.
Se poi considero che la nota di questa associazione è stata pubblicata il 26 marzo 2014 sul sito www.esterniamo, nello stesso giorno in cui è stata consegnata a mano al dott. Arch. Rodolfo Bosi e forse temporalmente anche prima, senza riportare nessuna premessa esplicativa né tanto meno la nota VAS prot. prot. n. 10 del 19 marzo 2014 (come ha fatto invece Bosi nel suo “articolo” pubblicando prima la nota della SCI per consentire un opportuno quanto doveroso confronto a chi legge) per giunta con il titolo “FUGA DI NOTIZIE (E LETTERE)” ed asserendo che  “l’associazione di imprese di pubblicità esterna romane” avrebbe subito addirittura delle “accuse“ che non ci sono state nella maniera più assoluta, allora siamo nel campo quanto meno di un discredito a mezzo stampa che infanga anche l’associazione VAS a livello nazionale e che non posso di certo tollerare oltre! E ci riferiamo anche ai passaggi nei quali da parte vostra si allude ad un supporto che questa associazione renderebbe alle “multinazionali” attraverso prese di posizioni che, diversamente, sfavorirebbero gli interessi delle aziende locali. 
Nelle more della risposta che nel “merito” delle questioni più squisitamente tecniche vi verrà data a breve direttamente dal dott. Arch. Rodolfo Bosi vi comunico fin d’ora che, alla luce di quanto sopra rappresentato, ho dato incarico al nostro legale di fiducia di valutare se negli atti prodotti sia dalla “S.C.I.” che soprattutto dall’A.I.P.E. e dal sito www.esterniamo.it si possano ravvisare gli estremi di reato di cui in particolare all’art. 595 del Codice Penale per avere gravemente offeso la reputazione del dott. arch. Rodolfo Bosi, del Circolo Territoriale di Roma e della associazione nazionale VAS.
 Distinti saluti.
                                                                    Il Presidente
                                                                   Guido Pollice
Roma, 2 aprile 2014

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) 

3 commenti:

  1. L'unica certezza e' che un manipolo di banditi ha negli ultimi anni completamente devastato Roma violando ogni tipo di norma paesaggistica, del codice civile, del codice della strada, del codice penale sfregiando e deturpando quella che era la Citta' piu' bella del mondo e rendendola un posto insicuro e brutto a proprio esclusivo beneficio e piacimento. Tutto cio' e' avvenuto con la copertura politica di altri collusi. Almeno in un Posto normale (non Roma, chiaramente, dove ormai tutto funziona al contrario e qusti soggtti vengono definiti da chi avrebbe il dovere di tutelare il Patrimnio mondiale che Roma rappresenta "ditte storiche") questa sarebbe la descrizione oggettiva di quanto successo a Roma. In conclusione, dopo l'ennesima presa in giro delle istanze civiche (10.000 firme , qualcuno le ha dimenticate) e' finalmente ARRIVATA L'ORA DI ALZARE IL TIRO DELLO SCONTRO. E' INEVITABILE!

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  2. a brigante, brigante e mezzo

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  3. Ciò che è accaduto in Commissione Commercio la dice lunga sull'oscuro potere dei cartellonari. Sono anni che attendiamo una seria e documentata INCHIESTA PENALE sui rapporti tra boss dell'economia del degrado e politici romani. Ma non sono bastati neanche i MORTI di Via Tuscolana. Corsetti VERGOGNATI.PD traditori E VENDUTI, ANCHE VOI.Sono d'accordo: bisogna alzare il tiro dello scontro con questa feccia. Forse l'U.E. potrebbe essere interessata a questa storia pazzesca

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