venerdì 30 maggio 2014

Lo scandalo dei cartelloni a Roma. Un'altra piccola vittoria al Consiglio di Stato, ma la battaglia è lunghissima


Ieri il Consiglio di Stato ha rigettato gli ennesimi ricorsi che gli ennesimi buffi azzeccagarbugli delle ditte pubblicitarie romane avevano opposto contro la decisione dell'amministrazione comunale di far fuori - almeno! - le poche migliaia di impianti senza scheda che la precedente amministrazione (la giunta Bordoni-Alemanno) era riuscita in qualche modo a sanare.

Una buona vittoria per l'amministrazione Marino - che ora dovrà concretizzare il risultato -, ma che è ben lontana dalla risoluzione dell'enorme problema dell'impiantistica pubblicitaria in città. La questione, infatti, non sono le poche migliaia di impianti "senza scheda", bensì le decine di migliaia di impianti che purtroppo una scheda ce l'hanno e che negli anni sono stati autorizzati. Bisogna ribadire con forza che queste autorizzazioni e concessioni scadono il 31 dicembre 2014 e che dopo quella data le concessioni per installare cartelloni in città saranno date solo a chi vincerà un regolare bando di gara. Si tratta di una delle sfide più cruciali di questa amministrazione, un passaggio che, se risolto con brillantezza, porterà direttamente Ignazio Marino e il suo assessore al commercio Marta Leonori nel firmamento della storia della città. Avanti con tutta la forza possibile!

2 commenti:

  1. Giusto! Continuiamo a farci sentire, fino al risultato non ci è concesso mollare.

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  2. PROPOSTA:
    Posto che :
    a) a Roma la situazione di grave degrado in tutti gli ambiti peggiora di giorno in giorno e non sembra esservi la capacita', volonta',lucidita' da parte delle istituzioni per intervenire in maniera efficacie onde riportare le condizioni generali della Citta' ad un minimo "sindacale" di decoro;
    b) Le uniche vere forme di contrasto ai gravi fenomeni di degrado sono ad oggi rappresentate dalle forme di impegno civico di privati cittadini-esasperati dal progressivo ed inesorabile degenerare della vivibilita' di Roma- che hanno, specialmente negli ultimi tempi, portato al nascere di lodevolissime e "ossigenanti" iniziative quali BLOG ANTIDEGRADO e di vera e propria "resistenza civile" ed all'impegno in prima persona di volontari che -a macchia di leopardo- si stanno fortunatamente diffondendo sul territorio, prendendosi cura dello spazio pubblico; tutto cio' premesso, allo scopo di dare maggiore forza al contributo dei singoli e di coordinare tali iniziative in un quadro di positivo "lobbismo" sulle istituzioni e, soprattutto, nella convinzione che cio' possa rappresentare per le istituzioni (quelle sane, ovviamente) un preziosissimo contributo operativo che vada ad agire proprio in quelle "zone grigie" dove l'azione delle istituzioni non ha portato ad apprezzabili risultati o non vi e' stata proprio, PERCHE' NON PROVARE A FONDERE GLI SFORZI DEI BLOG E DELLE ASSOCIAZIONI O REALTA' CHE SI BATTONO IN DIFESA DI ROMA IN UN'UNICA GRANDE ASSOCIAZIONE (O REALTA' DI COORDINAMENTO) CHE POSSA AFFRONTARE I TEMI CRUCIALI CHE CONSENTIREBBERO "A ROMA DI RINASCERE E VIVERE-anche econimicamente- DI SE' STESSA?

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