giovedì 17 luglio 2014

Eccellente intervista di Marta Leonori su Repubblica di domenica scorsa sul tema dei cartelloni. Avanti così senza tentennamenti


“Insegne multilingue e niente ditte abusive ecco come sparirà l’orrore di Cartellopoli”

Intervista all’assessore Leonori sul nuovo piano “È l’occasione giusta per recuperare il decoro” 

«QUESTO è un progetto di decoro che Roma aspetta da moltissimi anni e avrà un forte impatto sia al centro ma soprattutto nelle periferie». L’assessore comunale alla Roma Produttiva, Marta Leonori, è cosciente del degrado creato dalle decine di migliaia di cartelloni pubblicitari che hanno invaso la capitale.

Cosa sta facendo il Campidoglio per mettere fine allo scempio di Cartellopoli?
«Dopo la delibera di dicembre, con cui abbiamo parzialmente revocato la 116 di Alemanno, che aveva attuato una sorta di sanatoria dei cartelloni, abbiamo inserito due delibere collegate al bilancio: il Prip, il piano regolatore degli impianti pubblicitari e alcune modifiche al regolamento. L’assemblea capitolina dovrà approvarle, poi si potrà lavorare sui piani di localizzazione, una fotografia sul territorio di dove posizionare i nuovi impianti. Infine bandire la gara per l’assegnazione delle concessioni, visto che quelle di tutti i cartelloni di Roma scadranno il 31 dicembre. Questo avrà ricadute sia su decoro e risorse dell’amministrazione sia sulla lotta all’abusivismo».

Come?
«Assegneremo la responsabilità del territorio alle società che vinceranno la gara. Chi vince dovrà rimuovere gli impianti abusivi».

Con la revoca della cosiddetta sanatoria Alemanno il Comune ha dichiarato illegali tra i 4 e i 5mila impianti. Molti, però, sono ancora in strada.
«Un paio di migliaia sono stati rimossi dalle ditte stesse. Per gli altri abbiamo sanzionato le società che avrebbero dovuto farlo entro 90 giorni. E se le società non pagano ci rivarremo sul pubblicizzato mentre con le risorse a bilancio continueremo le rimozioni».

Nel licenziare il Prip la commissione Commercio ha previsto un meccanismo di “premialità” per le ditte che in questi anni sono state virtuose. Le associazioni di cittadini però sono sul piede di guerra perché temono ricorsi.
«Nel regolamento attuativo avevamo già inserito l’impossibilità di partecipare alle gare per quelle società che hanno installato cartelloni abusivi o che non sono in regola con i pagamenti. Capisco l’intento della commissione di lasciare fuori le società non virtuose ma quello della premialità è un aspetto molto delicato che andrà valutato tecnicamente. La premialità può essere costruita solo su criteri oggettivi e non deve inficiare la gara».

La commissione ha invece bocciato la possibilità di prevedere pubblicità nel centro storico per il bike sharing o per arredo urbano…
«Nel Prip avevamo inserito l’opportunità per l’amministrazione di aggiungere progetti speciali legati all’innovazione e al turismo senza stravolgere i piani di localizzazione e da studiare con la Sovrintendenza. Penso, per esempio, a pannelli che grazie alle nuove tecnologie diano informazioni in varie lingue direttamente su smartphone o tablet. L’obiettivo è andare verso una nuova concezione di impiantistica: da elemento di degrado a elemento che eleva la qualità della pubblicità dando servizi aggiuntivi».

Basterà il Prip a ridare decoro a Roma?
«Il Prip recepisce alcune prescrizioni per la tutela paesaggistica e prevede che i nuovi impianti con una coerenza estetica. Abbiamo vietato ogni tipo di messaggio sessista o che inciti alla violenza e, su suggerimento dei municipi, potremmo bandire anche quelli che incitano al gioco d’azzardo. È un grande progetto di decoro per tutta la città».

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