lunedì 17 novembre 2014

Marta Leonori ci sta e si sta prendendo in giro? Che succede sui cartelloni a Roma?

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal blog "Roma fa schifo":
http://www.romafaschifo.com/2014/11/marta-leonori-ci-sta-e-si-sta-prendendo.html



Alle volte ci domandiamo se Marta Leonori si rende conto del tesoro sul quale sta seduta. Se solo il 30% delle cose che fanno capo al suo assessorato, quello alle Attività Produttive, venissero messe a posto, venissero sistemate, venissero portate a livello delle buone pratiche internazionali, Roma diventerebbe una delle città più ricche d'Europa. Pensate ai mercati, pensate alle affissioni, pensate ai tavolini, pensate alle bancarelle. E invece niente. Tutto è gestito alla romana senza alcuna prospettiva di migliorare il quadro, anzi con l'obbiettivo a volte di peggiorarlo (vedi i tavolini, vedi gli orari della ZTL...).
Prendi i cartelloni. La città - cosa che la Leonori potrebbe cavalcare entrando nella storia senza passare dal via - ha approvato il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Un regolamento atteso da decenni che permette a Roma finalmente di sbarazzarsi dallo schifo indicibile provocato dalle ditte cartellonare romane (qualcosa di unico al mondo) e di mettere a bando di gara gli impianti ricavandone in cambio dei servizi. A costo zero.

Forse Marta Leonori non si rende conto del valore che ha questa operazione.
Forse non si rende conto quanto sarebbero importanti per la città i servizi che da questa operazione potrebbero scaturire (in primis il bike-sharing, ma non solo).
Forse non sa che ogni mese di rinvio di questa operazione costa alle casse del Comune qualcosa come mezzo milione di euro, mezzo milione semplicemente rubato dalle tasche dei cittadini e del bene comune e regalato alla feccia che fino ad oggi ha gestito questo servizio pubblico.
Forse Marta Leonori - e pure ci sono stati moltissimi incidenti, spesso mortali - non sa il pericolo per la sicurezza stradale che questa situazione determina.
Forse Marta Leonori non sa che, avendo ridotto, giustamente la dimensione degli impianti pubblicitari, e temporeggiando sulle gare, si ritroverà con superfici minori e dunque con imposte e canoni minori versati dalle dittuncole da strapazzo che oggi hanno in mano il mercato, con un danno enorme per il Comune (e dunque per tutti noi) in termini finanziari.

Complessivamente, tra minori introiti e servizi perduti, per ogni mese perduto la collettività perde un milione. Ogni settimana persa sono tantissimi soldi che noi, di fatto, ci togliamo dalle nostre tasche e consegniamo alle ditte della mafia cartellonara romana. Di questo Marta Leonori si rende conto? Le cose dal punto di vista tecnico stanno andando avanti, sebbene non velocemente, ma noi siamo molto molto preoccupati. E non perché - come vedete dalla foto - a delibere approvate ancora si possono trovare operai che montano atroci catafalchi con sopra orologi (ci sapete dire un'altra capitale occidentale in cui esistono questi allucinanti formati pubblicitari esterni?) di fronte al Teatro dell'Opera, in una piazza dove catafalchi dello stesso tipo sono uno ogni 20 metri. Siamo preoccupati perché combattiamo da anni la camorra che sta dietro alla cartellopoli romana e conosciamo bene come ragionano queste ditte: ci hanno minacciato, ci hanno affrontato, ci hanno insultato, ci hanno querelato, ci hanno boicottato, ci hanno combattuto, ma soprattutto noi abbiamo combattuto loro. E sappiamo come pensano, sappiamo come impostano il ragionamento, sappiamo come raggirano. Abbiamo il terrore che, magari in buona fede, un assessore mal consigliato o sotto pressione possa cedere alla strategia di questi personaggi che lavorano per il loro interesse di breve periodo e non per l'interesse di lungo periodo della città. In questa fase, con le loro concessioni che stanno per scadere (il 31-12-2014) e con i bandi di gara all'orizzonte cercheranno ogni maniera per mettere in piedi una strategia dilatoria, per procrastinare, per buttare in caciara, per distogliere l'attenzione. Modificheranno di loro sponte i loro impianti ricoprendoli d'oro e di platino per far vedere al Comune che anche loro sanno fare le cose per bene, prenderanno qualche strada e la renderanno decente accordandosi tra loro, proporranno periodi di prova, sperimenteranno nuove modalità, spingeranno l'amministrazione a collaborare in qualche assurda sperimentazione. Li conosciamo perfettamente: se le inventeranno di tutti i colori per rimandare il passaggio che permetterà alla città di diventare un posto normale perché sanno perfettamente che in un posto normale non c'è spazio per la stragrande maggioranza di loro. La domanda è: se tutto questo si verificherà il Comune ci cascherà? L'assessore Leonori ci cascherà? Dilapiderà i nostri soldi (i nostri soldi!) sull'altare del quieto vivere con questa gentaccia? Punterà alla qualità delle buone pratiche internazionali o a raggiungere qualche tipo di accordo rigorosamente al ribassi con questa feccia imprenditoriale che tutto il mondo della pubblicità esterna in europa chiama "los bandidos"?

1 commento:

  1. Questa notizia di oggi, forse, è la risposta della Leonori:
    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/11/18/news/il_business_delle_societ_fantasma_2500_intestate_a_prestanome_con_sede_nelle_mense_dei_poveri-100801380/

    Naturalmente, come tutti i lettori assidui di questo blog sanno benissimo, il meccanismo dei prestanome era lampante nel mondo pubblicitario....

    RispondiElimina