giovedì 25 dicembre 2014

Il TAR concede tempo ai concessionari (ed al Comune di Roma) per un percorso condiviso per il decoro

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/il-tar-concede-tempo-ai-concessionari-ed-al-comune-di-roma-per-un-percorso-condiviso-per-il-decoro/


Articolo pubblicato il 19 dicembre sul sito htpp://www.esterniamo.it.

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Come già noto, molte concessionarie di affissione locali, nazionali e multinazionali, nonché le Associazioni di categoria, hanno impugnato le delibere nr. 49 e nr. 50  2014 del Comune di Roma, rispettivamente il PRIP Piano Regolatore Impianti Pubblicitari ed il Nuovo Regolamento sulla Pubblicità, oltre alla nota dello stesso Comune in cui si applicava uno dei primi effetti. 
La trasformazione degli impianti pubblicitari di formato mt. 4×3 a formato mt. 3×2. 
In effetti, nei giorni passati, l’operazione di “trasformazione” si era notata solo su una piccola parte di impianti ed operata in maniera confusa e disomogenea, così come, francamente, eravamo abbastanza preoccupati nel vedere  – magari nel periodo di intenso traffico natalizio – le nostre strade invase da camion impegnati nel cambio di impianti di tutte le forme e colori. 
Ieri il TAR, con apposita ordinanza, ha fissato il merito per la discussione dei ricorsi al 20 Maggio prossimo, sospendendo di fatto, fino a tale data, l’ordine di trasformazione dei cartelloni 4×3. 
A questo punto si spera si apra una finestra di tempo utile a coordinare e progettare un’attuazione alle nuove disposizioni di Roma Capitale che tenga conto delle aspettative degli investitori e della necessità di dare uniformità e decoro alla città  – anche attraverso l’utilizzo di  nuovi impianti presentati dalle Associazioni e che sono al vaglio dell’amministrazione – rispettando una corretta programmazione che non stressi la cittadinanza. 
Ci auguriamo che tale prezioso tempo non venga sprecato e che, con il buon senso, si riesca a trovare un percorso condiviso tra amministrazione ed operatori per definire un nuovo ciclo, evitando, magari, di rimandare e prolungare le questioni nelle aule dei tribunali. 

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Dal suddetto articolo si viene anzitutto a sapere che a fare ricorso sono statemolte concessionarie di affissione locali, nazionali e multinazionali”. 

Su questo stesso sito il 19 dicembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “I 7 ricorsi al TAR presentati contro le modifiche e le integrazioni del Regolamento di Pubblicità approvate dall’Assemblea Capitolina”, che dava notizia del loro esito, sinteticamente riportato sul sito del TAR nel seguente modo: “ACCOGLIE FISSA UDIENZA PUBBLICA” (http://www.vasroma.it/i-7-ricorsi-al-tar-presentati-contro-le-modifiche-e-le-integrazioni-del-regolamento-di-pubblicita-approvate-dallassemblea-capitolina/#more-13896) .

Dal confronto tra i due articoli si deduce che:
– fra le concessionarie di affissione locali” c’è sicuramente la FOX;
– fra le concessionarie di affissione nazionali” c’è sicuramente la WHAYAP, nuova denominazione sociale della A.P. Italia, di cui è Presidente Mita Aga Rossi, sorella della Presidente dell’AIPE;
– fra le concessionarie di affissione multinazionali” c’è sicuramente la CLEAR CHANNEL.

Dallo stesso confronto emerge che è stata impugnata non solo la deliberazione n. 50/2014 (nuovo Regolamento), ma anche la deliberazione n. 49/2014 (PRIP), e che a fare ricorso sono state anche non meglio precisate “Associazioni di categoria”, fra le quali da voci raccolte sembra esserci l’AIPE (Associazione Imprese Pubblicità Esterna) che collabora nella “iniziativa” di Esterniamo e che ha come Presidente Daniela Aga Rossi. 

Dall’articolo di “Esterniamo” apprendiamo che ad essere stata impugnata è anche la “nota dello stesso Comune in cui si applicava uno dei primi effetti”: si tratta della nota del Dott. Francesco Paciello che ho pubblicato su questo stesso sito nell’articolo del 10 novembre 2014 dal titolo “Quand’è che deve iniziare la rimozione di tutti gli impianti pubblicitari di mt. 4×3” (http://www.vasroma.it/quande-che-deve-iniziare-la-rimozione-di-tutti-gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3/#more-12547). 

L’articolo di “Esterniamo” chiarisce quale sia “uno dei primi effetti” del PRIP e del nuovo Regolamento, vale a dire “la trasformazione degli impianti pubblicitari di formato mt. 4×3 a formato mt. 3×2”.  

L’articolo fa sapere che “il TAR, con apposita ordinanza, ha fissato il merito per la discussione dei ricorsi al 20 Maggio prossimo, sospendendo di fatto, fino a tale data, l’ordine di trasformazione dei cartelloni 4×3”: specifica quindi in che consista esattamente l’espressione ACCOGLIE FISSA UDIENZA PUBBLICA”, riportata sinteticamente sul sito del TAR. 
Si capisce così anche la motivazione che ha indotto la Seconda Sezione del TAR del Lazio ad accogliere tale specifica sospensiva, dal momento che il 1° comma dell’art. 34 del nuovo Regolamento stabilisce che la conversione degli impianti di mt. 4 x 3 deve decorrere dal 1 gennaio del 2015 e con la sua nota il Dott. Francesco Paciello ha fissato al successivo 31 gennaio il termine di tempo entro cui rimuovere gli impianti di mt. 4 x 3 e convertirne ognuno in due impianti di mt. 3 x 2: trattandosi di un troppo breve lasso di tempo, la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha prorogato fino alla data del 20 maggio 2015 la decorrenza della conversione che il nuovo Regolamento fissa dal 1 gennaio 2015. 

COME GIUSTAMENTE EVIDENZIA L’ARTICOLO DI “ESTERNIAMO”, IL TAR HA SOSPESO DI FATTO, FINO A TALE DATA, L’ORDINE DI TRASFORMAZIONE DEI CARTELLONI 4×3. 

L’articolo di Esterniamo sfrutta la suddetta disposizione per uscire del tutto al di fuori del tema affrontato, sperando che “si apra una finestra di tempo utile a coordinare e progettare un’attuazione alle nuove disposizioni di Roma Capitale che tenga conto delle aspettative degli investitori e della necessità di dare uniformità e decoro alla città – anche attraverso l’utilizzo di  nuovi impianti presentati dalle Associazioni e che sono al vaglio dell’amministrazione – rispettando una corretta programmazione che non stressi la cittadinanza”.   

Fra i “nuovi impianti presentati dalle Associazioni e che sono al vaglio dell’amministrazione” c’è il progetto presentato dall’AIPE, a cui ho dedicato su questo stesso sito un articolo pubblicato il 28 novembre 2014 dal titolo “Aipe presenta in Campidoglio il progetto per i nuovi cartelloni pubblicitari. Saranno ecologici e anti-graffiti”: dava notizia del progetto innovativo per rivoluzionare il sistema urbano degli impianti di comunicazione visiva-pubblicitaria, consegnato al Comune di Roma Capitale dalla Associazione Imprese Pubblicità Esterna (AIPE) “nell’ambito del percorso condiviso inaugurato dalla Giunta orientato al superamento dell’attuale procedimento”. (http://www.vasroma.it/aipe-presenta-in-campidoglio-il-progetto-per-i-nuovi-cartelloni-pubblicitari-saranno-ecologici-e-anti-graffiti/#more-13230 ) 

Ad esso ha fatto seguito un ulteriore mio articolo pubblicato il 12 dicembre 2014 dal titolo “La doppia equivoca ‘sperimentazione’ del Comune di Roma”, che dava notizia fra l’altro del “percorso di partecipazione” avviato dal Dott. Francesco Paciello con Nota prot. QH/60697 del 18 settembre 2014 con cui ha invitato le associazioni di categoria a presentare proposte di impianti futuri determinandone “le caratteristiche estetiche, costruttive ed i materiali degli impianti pubblicitari(http://www.vasroma.it/la-doppia-equivoca-sperimentazione-del-comune-di-roma/#more-13649).

Immagine.Nota prot. QH160697 del 18 settembre 2014
Immagine.Nota prot. QH160967 del 18 settembre 2014.1

A presentare proposte sembra sia stata sostanzialmente solo l’AIPE, che è ad ogni modo quella che ha dato il maggior risalto mediatico al suo “progetto”, facendone fare oggetto di appositi articoli su “Esterniamo” (il 21, 27 e 28 novembre 2014 ed il 10 dicembre 2014), sul “Corriere della Sera” (27 novembre 2014) e su “Il Sole 24 Ore” (4 dicembre 2014).

L’articolo di “Esterniamo” auspica l’utilizzo dei  nuovi impianti presentati dalle Associazioni di categoria, “rispettando una corretta programmazione che non stressi la cittadinanza”: metto in evidenza al riguardo che la “corretta programmazione” del Comune è e deve essere al momento solo e soltanto quella stabilita esclusivamente dalle deliberazioni n. 49/2014 e 50/2014 che prevedono dapprima la redazione ed approvazione dei 15 Piani di Localizzazione e poi l’espletamento dei 10 bandi di gara per l’assegnazione della gestione di tutti i nuovi impianti individuati sul territorio proprio dai Piani di Localizzazione. 

Metto in ancor maggiore evidenza che la suddetta programmazione, proprio perché corretta e rispettosa della nuova normativa entrata in vigore dopo la sua approvazione avvenuta il 30 luglio 2014, non può di certo “stressare la cittadinanza”, che caso mai rischia di essere concretamente “stressata” da procedure anomale e comunque non previste dalla vigente normativa, che non farebbero altro che generare confusione se non rischiare di ritardare i tempi fissati proprio della corretta programmazione. 

L’articolo di “Esterniamo” si chiude augurandosi che “si riesca a trovare un percorso condiviso tra amministrazione ed operatori per definire un nuovo ciclo, evitando, magari, di rimandare e prolungare le questioni nelle aule dei tribunali”. 

Non posso non rilevare al riguardo che l’AIPE da un lato vorrebbe arrivare a concordare con il Comune un non meglio definito “nuovo ciclo”, che non si capisce quale possa essere al di fuori di quello veramente nuovo sancito dall’Assemblea Capitolina con le delibere n. 49 e n. 50 approvate il 30 luglio 2014: dall’altro lato l’AIPE lo auspica con un tono di quasi velata minaccia per evitare “di rimandare e prolungare le questioni nelle aule dei tribunali”, senza precisare però quali siano esattamente gli argomenti delle “questioni” da trattare e da risolvere in modo condiviso proprio con un nuovo ciclo” . 

Metto in evidenza in conclusione l’estrema contraddizione e la conseguente poca coerenza che intravedo tra le lodi quasi sperticate che Daniela Aga Rossi come Presidente dell’AIPE ha fatto alla Giunta Capitolina ed in particolare all’Assessore Marta Leonori: Prendiamo atto con soddisfazione che la Giunta di Roma Capitale voglia cambiare pagina” ed “Apprezziamo soprattutto il metodo: l’assessore al Commercio Marta Leonori ha raccolto le nostre osservazioni sulla tipologia d’impiantistica presente nel PRIP e coinvolto gli operatori”. 

Le suddette affermazioni stridono fortemente con il ricorso al TAR del Lazio presentato (presumibilmente prima) sempre dall’AIPE contro il Comune e quindi lo stesso Assessore Leonori.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)   

9 commenti:

  1. Tanto ormai abbiamo imparato tutti e sappiamo che di questi non ci si potra' MAI FIDARE!

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  2. Si continua intanto sottotraccia, qui e là, a cambiare formato
    Segnalo inoltre al Dott. Bosi, che ormai l'intera area nonchè il perimetro delle strade confinanti, della riserva Dei Massimi (che insiste tra le vie portuense pisana e brava, fino a vignaccia) è stato ormai ripulito al 95 % (100 % in molti punti), applicando già de facto il divieto del prip per le aree protette
    marco1963

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  3. Ringrazio marco 1963 per l’informazione che mi ha fornito e che gli integro portando a conoscenza chi mi legge che le rimozioni che stanno continuando degli impianti installati non solo al confine della Tenuta dei Massimi, ma anche delle altre aree naturali protette gestite dall’Ente Roma Natura, sono dovute soprattutto alle ripetute denuncie da me fatte sia al Comune che alla Regione ed all’Ente Roma Natura, a partire dalla Nota VAS prot. n. n. 17 del 14.5.2010 con cui ho sollecitato l’intervento repressivo di Regione ed Ente Roma Natura.
    A quella istanza ha dato seguito l’allora Direttore dell’Ente “Roma Natura”, dott. Stefano Cresta, che con nota prot. n. 4546 del 14.9.2010 ha trasmesso al Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello l’elenco di 492 schede anagrafiche di impianti installati nelle riserve naturali gestite da “Roma Natura” di cui ha richiesto l’immediata rimozione.
    Non risultando rimosso nessun impianto a distanza di 2 anni, il 18.9.2012 per posta elettronica anche certificata ho sollecito a provvedere alla immediata rimozione degli impianti l’allora Presidente della Giunta regionale On. Renata Polverini, l’allora Assessore all’Ambiente On. Marco Mattei, l’allora Commissario Straordinario dell’Ente Roma Natura Livio Proietti ed il Direttore Facente Funzioni dott. Agr. Giulio Fancello.
    Non essendo stato dato alcun seguito al mio sollecito, con nota prot. n. 8 dell’11.6.2013 allegata al messaggio di posta elettronica certificata trasmesso alle ore 13,37 dell’11 giugno 2013 a nome di VAS ho chiesto all’Assessore ad Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente On. Fabio Refrigeri ed alla Giunta Regionale l’esercizio dei poteri sostitutivi: la stessa richiesta è stata fatta con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 13,47 dell’11 giugno 2013.
    Con Nota VAS n. 22 del 26.11.2013 ho chiesto all’Assessore per Roma Produttiva On. Marta Leonori ed ai membri della Commissione Commercio di volersi attivare per far rimuovere immediatamente i 492 impianti, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, comunque di “pubblici ufficiali” che sono stati portati a conoscenza di una grave violazione. (continua nel commento successivo)

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  4. (Seguito del commento precedente)
    In considerazione di tutti i precedenti sopra ricordati di grave quanto inaccettabile inerzia con Nota VAS n. 1 del 16.1.2014 ho rinnovato la richiesta al neo Commissario Straordinario Maurizio Gubbiotti ed al Direttore Facente Funzioni dell’Ente Roma Natura Giulio Fancello di voler provvedere a far rimuovere i 492 impianti pubblicitari censiti nel 2010 dal personale Guardiaparco.
    Con nota prot. n. 577 del 19 febbraio 20914, che mi è stata trasmessa via fax e che si rimette in allegato per opportuna conoscenza, è stata data risposta da parte del Direttore Facente Funzioni dell’Ente “Roma Natura” Dott. Agr. Giulio Fancello, che ha tenuto a comunicare che “l’Ente ha attivato da tempo una proficua collaborazione con la competente Direzione di Roma Capitale” e che “grazie a tale fattiva collaborazione in circa un anno sono stati rimossi dalla Direzione Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale circa 80 cartelloni pubblicitari mentre altri sono oggetto di diffida per la rimozione”.
    Con Nota VAS prot. n. 6 del 28.2.2014, trasmessa stavolta per conoscenza anche al Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ho replicato facendo presente che “non si può non mettere in grande risalto in che misura sia stata ‘fattiva’ la collaborazione con il Comune di Roma che dalla data dell’ordine impartito di rimozione, vale a dire dal 14 settembre del 2010, ad oggi ha portato a rimuovere circa 80 dei 492 cartelloni censiti””, per cui “nNe deriva che - se dopo quasi 3 anni e mezzo si è riusciti a rimuovere solo 1/6 degli impianti pubblicitari, proprio perché c’è stata una collaborazione “proficua” e “fattiva” - vuol dire allora che per rimuovere i rimanenti 410 cartelloni circa bisognerà allora aspettare ancora 16 anni e mezzo per vedere ripristinata la legalità che evidentemente per il Dott. Agr. Giulio Fancello è un optional e non un preciso obbligo per lui!”.
    La mia nota si chiudeva nel seguente modo: “La presente vale quindi come invito e diffida in modo ultimativo a provvedere senza più alcun indugio di fronte al Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, che legge per il momento solo per conoscenza, ma a cui però sarò costretto mio malgrado a rivolgermi direttamente con un dettagliato esposto-denuncia se entro 30 giorni non mi sarà stata data assicurazione di provvedere”.
    Non so quanto il mio suddetto invito-diffida abbia fatto colpo: so però che poco dopo è iniziata ai confini di tutte le aree naturali protette gestire da Roma Natura una lenta ma continua rimozione dei 492 impianti pubblicitari censiti nel 2010.
    La costanza dà sempre comunque buoni frutti.




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  5. Guardi, pur passandoci due volte al giorno, non posso dire se si tratti di rimozioni o autorimozioni, di sicuro alcuni impianti di ditte minori si sono "spostati" su altri lidi sempre in zona;
    questo PES era l'ultimo in loco, peraltro già oscurato per le note vicende dell'azienda, ed è sparito poco prima di capodanno: http://goo.gl/maps/DZtW7

    questo doppio gregor, installato prima dell'estate scorsa, sicuro oggetto di ricollocazione da posizione ex tenuta dei massimi, è da poche ore diventato uno splendido 3 x 2 affiancato: http://goo.gl/maps/109hN

    per quanto riguarda sempre lo stesso tratto di Via Portuense, peraltro abbondantemente sfoltito, festeggiamo la nascita di un 3 x 2 bifacciale in (probabile) sostituzione di uno dei due impianti sulla destra nella foto, stasera cercherò di vederne il logo: http://goo.gl/maps/JiKAa
    marco1963

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  6. @marco 1963 - Il curatore fallimentare della PES, dopo aver perso i ricorsi sia al TAR che al Consiglio di Stato, per evitare di pagare il CIP ha dapprima oscurato tutti gli impianti che sta ora rimuovendo a proprie spese in quanto con concessioni dichiarate decadute per morosità .
    Quanto agli impianti "ricollocati" e comunque trasformati in 3 x 2, si tratta di operazioni che le ditte pubblicitarie stanno facendo a mio giudizio in modo illecito, dopo che il TAR del Lazio ha prorogato dal 1 gennaio al 20 maggio 2015 la decorrenza delle rimozioni di tutti gli impianti di mt. 4 x 3, che quindi dovrebbero rimanere installati sul territorio fino all'udienza di merito fissata dal TAR proprio al prossimo 20 maggio.

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  7. Assolutamente concordo sul fatto che le trasformazioni siano illecite, ma siamo a roma non a caso
    Anche all'aurelio (per es. Largo Perassi) cominciano le prime trasformazioni
    Questa, a val cannuta, è della settimana scorsa (notare che si conservano gli stessi, mastodontici, pali, che ormai sono inutili visto che il peso della struttura per ovvie ragioni è drasticamente calato)

    Via Gregorio XI (pubbliroma)

    http://goo.gl/maps/zXU4z

    Via degli aldobvrandeschi, sempre pubbliroma, circa 10 giorni fa (notare il posizionamento, il cartello è praticamente inutile, spreco di soldi per la ditta e per gli inserzionisti !)

    http://goo.gl/maps/9ugkE

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  8. PS: il pubbliroma a Via Gregorio XI è su area verde di competenza comunale (infatti è stata abbastanza sfoltita negli ultimi mesi, anche da paline varie) ma evidentemente le norme per la pubbliroma non valgono
    M1963

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  9. Nell'intervista rilasciata a "La Repubblica" l'Assessore Leonori fa sapere che interpreta l'Ordinanza del TAR del Lazio nel senso che ha prorogato fino al 20 maggio la data del 31 gennaio 2015 e non quella della decorrenza del 1 gennaio 2015.
    Mi sta comunque bene personalmente la conversione di ogni impianto di mt. 4 x 3 in un solo impianto di mt. 3 x 2, perché a parità di numero di impianti si viene così a dimezzare la superficie espositiva complessiva e quindi l'impatto ambientale e visivo sul territorio.

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