mercoledì 17 dicembre 2014

Rallentamenti nella grande riforma dei cartelloni a Roma? Marta Leonori risponde alle nostre perplessità. Che restano tali e quali

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal blog Roma fa schifo:
http://www.romafaschifo.com/2014/12/rallentamenti-nella-grande-riforma-dei.html



Ho letto in questi ultimi giorni le preoccupazioni da parte di chi ha sostenuto negli anni una lotta contro il degrado dovuto alla proliferazione di cartelli pubblicitari abusivi.
Il timore sarebbe che, dopo la storica approvazione del PRIP, non si voglia poi procedere speditamente con gli atti conseguenti per ripristinare decoro della città, aumentare le risorse economiche e fornire servizi all’altezza di tante altre città europee.
Niente di più sbagliato! Ribadisco la mia più ferma intenzione di portare a compimento tutto il percorso che riguarda gli impianti pubblicitari e la pubblicità esterna nella città.
A volte i tempi subiscono allungamenti non voluti, ma questo non deve essere interpretato come un ripensamento o un’accondiscendenza a pressioni contrarie.
In Giunta approvammo nel dicembre 2013 la cancellazione di quella sorta di sanatoria che andava sotto il nome di “impianti senza scheda”; si poteva fare prima? Può darsi, ma è stato fatto, e nei mesi successivi è stato possibile eliminare circa 5.000 impianti dal territorio, nei tempi corretti, attendendo anche che il TAR convenisse con le ragioni dell’Amministrazione.


Avrei voluto approvare il PRIP all’inizio del 2014, così non è stato, ma ci siamo riusciti a luglio. E dico “ci siamo riusciti” perché è stato importante anche il supporto delle associazioni, dei blog e di tutti quei cittadini che hanno considerato una giusta battaglia di civiltà superare anni di disordine e illegalità in questo settore.
Ora i prossimi principali passi sono: l’approvazione dei Piani di localizzazione e la pubblicazione successiva delle gare per l’assegnazione di tutti gli spazi pubblicitari.
Anche qui i tempi non sono sempre quelli desiderati: da un lato stiamo attendendo nei prossimi giorni la decisione del TAR sugli innumerevoli ricorsi presentati contro il PRIP e il nuovo Regolamento, dall’altro abbiamo dovuto attendere il 30 novembre l’approvazione dell’assestamento di bilancio che ha messo a disposizione le risorse economiche per la predisposizione dei Piani.
Ora con l’affidamento entro la fine dell’anno dell’incarico a Aequa Roma - e augurandoci che il giudice amministrativo riconosca la correttezza dei nostri atti - da marzo potremo confrontarci sui Piani redatti per poter poi procedere all’indizione delle gare.
Riguardo la sperimentazione, che tanto scalpore ha sollevato, voglio specificare che questa semplice prova non sostituisce né rallenta in alcun modo il percorso descritto. Avverrà contemporaneamente alla redazione dei Piani, potrà fornire magari qualche utile elemento da tenere in considerazione dal punto di vista tecnico, ma sarà soprattutto una prima proiezione (anche comunicativa) di ciò che sarà la pubblicità esterna a Roma dopo l’assegnazione delle gare.
Vi ringrazio per la vostra attenzione sempre alta e vigile e vi rassicuro, tuttavia, che il mio impegno e quello della giunta non verrà meno sulla strada delle regole e di uno sviluppo sano, sostenibile e condiviso.
Con i miei più cordiali saluti
Marta Leonori


*Grazie all'assessore per i chiarimenti riferiti a questo articolo.
Noi tuttavia continuiamo ad avere la sensazione che la sperimentazione, di cui non si intravede il senso neppure in questa pur articolata spiegazione, serva alle dittuncole della cartellopoli romana (che la sperimentazione hanno proposto e che se la sono vista guarda caso formalmente rifiutare ma di fatto accettare) solo per accreditarsi e allisciarsi un pochino il Comune in vista delle gare, oltre che per perdere tempo preziosissimo. Rimaniamo piuttosto convinti di questo e lo siamo ancor di più dopo questa lettera: a cosa serve, infatti, sperimentare su una strada proprio quando si dichiara di voler andare diretti e spediti alla meta? Se si va alla meta non serve sperimentare, perché a breve si possono avere risultati d'eccellenza realmente, non per finta. A cosa serve sperimentare se ci si inscrive in un tracciato sperimentato già, da vent'anni, da tutte le altre città occidentali?
Il motivo per cui le dittuncole, secondo i 'pregiudizi' di Roma fa Schifo avrebbero proposto questa sperimentazione per allisciarsi l'amministrazione? Semplice. Perché se i bandi verranno scritti in un modo, la città sarà trasformata e vi sarà spazio solo per quei quattro o cinque grandi operatori internazionali (che sono quelli che gestiscono le affissioni in tutte le grandi città del mondo, ma guardaunpo'); se le gare invece saranno scritte in un altro modo, se i lotti saranno porzionati in maniera sballata, allora il business romano diverrà poco appetibile per le ditte serie e per i capitali internazionali che magari eviteranno di confondersi e lasceranno spazio di nuovo a loro, a coloro che ci hanno ridotto in questa condizione di degrado, pericolo e criminalità unica al mondo. E' su questa sottigliezza che lavorano le lobby e le pressioni sull'amministrazione. 

Confidiamo che Marta Leonori e il suo staff si rendano conto della partita cruciale che si stanno giocando. Stiamo parlando di un comparto che muove affari di dimensioni tali che gli intrallazzi di Buzzi e Carminati sono spicciolini. 

O si stravince o si straperde, non c'è spazio per un risultato onorevole, un buon pareggio in trasferta o per qualsiasi altra forma di compromesso. O Roma diventa una città normale, paragonabile a Londra, Madrid, Parigi, oppure rimane quello che è con enorme danno per le casse del Comune e per i servizi per i cittadini. Noi sappiamo perfettamente e ci rendiamo conto in maniera totale del livello di feccia, di intimidazioni, di pressioni e di minacce che chi prova a scardinare sistemi di potere e rendite di posizione subisce. Conosciamo il livello dei personaggi che fanno pressioni sull'amministrazione, ma proprio perché i personaggi sono questi non pensate che andrebbero spazzati via da questo business specifico e dalla nostra città tutta in generale?

Roma è stata male amministrata per decenni. Di questo mal governo molti sono profittati. Per sistemare le cose occorre scontentare questa fascia di persone e di imprese. Non se ne esce. Occorre scontentarli. 

E invece si procede con cautela, sperimentando... Con questa sperimentazione, con le voci di bandi che verranno scritti su misura per non infastidire troppo le dittuncole, con questi rallentamenti (magari non dipesi dall'assessorato, per carità) che tipo di messaggio sta mandando la nostra città al settore dell'adv esterno nel mondo? 


Eppure i fatti di Piazza Navona dovrebbero essere d'insegnamento. Anche lì assessori e presidenti tutto sommato avrebbero preferito prorogare e buonanotte. Per quieto vivere e per non doversi sobbarcare l'onere dello scontro con la feccia. Poi per vari motivi si sono ritrovati a fronteggiare una situazione nuova e i risultati li pongono direttamente dentro la storia: con un bando minimamente civile, infatti, gli operatori incivili vanno via, non hanno cittadinanza ne si adattano in una piattaforma di legalità. A Piazza Navona questo modello ha avuto risultati clamorosi: il modello va replicato.

Se le cose andranno come si deve non avremo problemi a dare atto, come abbiamo fatto più volte in passato, all'Assessore Leonori dei suoi successi e delle sue rivoluzioni. Se invece così non sarà non potremo fare a meno che farlo notare con la massima forza. In questo momento siamo guardinghi e pessimisti. Speriamo tantissimo di sbagliarci, anche perché oggi come oggi ogni giorno perso rappresenta un disastro in termini di economia e di legalità per la città.
-RFS

1 commento:

  1. Ma non era meglio mettere al bando tutti i cartelloni pubblicitari visto che le ditte e la mafia che c'è dietro ha devastato la città in maniera folle e i soldi il comune ne vedrà talmente pochi, che serviranno a stento a rimuovere tutta la spazzatura cartellonara. Tanti centri europei stanno mettendo al bando questi obbrobri, cerchiamo di imitarli e rendiamo Roma una citta moderna e civile.

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