venerdì 31 gennaio 2014

Enrico Stefàno cerca di ricordare gli impegni, già disattesi, della Commissione Commercio per la redazione del PRIP

Omniroma - CARTELLONI, M5S: "CONCLUDERE ITER PER NUOVO PIANO REGOLATORE" (OMNIROMA) Roma, 30 GEN - "Nel sito web di Roma Capitale si legge: 'Attraverso la pubblicazione su queste pagine della proposta di Piano, per quaranta giorni a partire da oggi, giovedì 7 novembre, sarà possibile inviare osservazioni e proposte all’indirizzo email: proposteprip@comune.roma.it. Un nuovo Piano Regolatore e un nuovo Piano di localizzazione degli impianti, insieme al bando per le concessioni, sono gli obiettivi che la nuova Amministrazione capitolina si è posta per riportare ordine e certezza di regole nel settore della cartellonistica, in un percorso di trasparenza amministrativa'. Peccato che di giorni ne siano passati quasi 90, ma del nuovo Piano Regolatore ancora non vi sia traccia". Lo afferma un comunicato del Movimento 5 Stelle.
"Per questo motivo il gruppo capitolino M5S - continua la nota - ha richiesto una convocazione urgente della Commissione commercio, per esaminare le proposte arrivate dai cittadini e concludere nel più breve tempo possibile l’iter partecipativo che porterà alla stesura del nuovo Piano Regolatore".


giovedì 30 gennaio 2014

VAS esige l’immediata rettifica di un articolo lesivo della sua dignità pubblicato su “Esterniamo”

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/vas-esige-limmediata-rettifica-di-un-articolo-lesivo-della-sua-dignita-pubblicato-su-esterniamo/

Immagine.logo Esterniamo 
Una delle materie da me trattate in questo sito con più frequenza ed approfondimento è il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) così come redatto dalla S.p.A. “Aequa Roma”, di cui la Commissione Commercio ha preso l’impegno (finora disatteso) di scegliere la proposta di modifiche ed integrazioni fra tutte quelle presentate entro il 17 dicembre 2013 ed elencate in estrema sintesi in un articolo da me redatto e pubblicato su questo stesso sito il 20 dicembre 2013 (http://www.vasroma.it/consuntivo-delle-osservazioni-e-delle-proposte-presentate-di-modifiche-ed-integrazioni-al-piano-regolatore-degli-impianti-pubblicitari-prip-di-roma/).

A distanza di quasi un mese esatto  anche sul sito “Esterniamo” il 22 gennaio 2014 è stato pubblicato un articolo sullo stesso argomento (http://www.esterniamo.it/proposte-di-modifica-e-integrazioni-al-prip-ecco-come-si-vuole-cambiare-il-piano/)  che elenca però solo le proposte presentate dalle 3 associazioni di categoria AAPI (Associazione Aziende Pubblicitarie Italiane), AIPE (Associazione Imprese Pubblicità Esterna) e SPAR (Società Pubblicitarie Associate Romane) e dalla ditta Clear Channel, per contrapporre strumentalmente ad esse alla fine la proposta unitaria delle associazioni VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori in modo volutamente distorto e limitativo che appare intenzionalmente finalizzato al suo discredito e che rasenta la diffamazione in particolare di VAS.

A tutela della dignità e dell’immagine del Circolo Territoriale di Roma di VAS, di cui sono il responsabile, il 24 gennaio 2014 ho trasmesso per posta elettronica il seguente messaggio indirizzato alla Direzione di “Esterniamo” e per conoscenza ai rappresentati di AAPI e AIPE e delle ditte Clear Channel, IGP Décaux, SCI, AP Italia, APA e Moretti Pubblicità.

«Sul sito www.esterniamo.it il 22 gennaio 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Proposte di modifica e integrazioni al PRIP. Ecco come si vuole cambiare il Piano”, in cui si chiama in causa l’associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) ed il Circolo Territoriale di Roma di cui sono responsabile, sostenendo in modo denigratorio che la proposta di modifiche ed integrazioni al PRIP da me elaborata assieme alla associazione “Basta Cartelloni – Francesco Fiori” (dalla cui presentazione sono stati estrapolati strumentalmente solo 3 passaggi ad hoc) “si pone quantomeno in contrasto con i buoni propositi sopracitati, giacché triplica, di fatto, le dimensioni degli impianti attualmente consentiti” e che “la cosa che stona è che a sottoscriverla sia un’associazione che si definisce verde e ambientalista”. Premesso che l’associazione VAS non ha nulla a che vedere e spartire con il gruppo politico dei “Verdi”, non posso non mettere in evidenza che nell’articolo si parla della “proposta riservata per la Zona B e, in particolare, per la sottozona B1 relativa alla città storica ossia alla parte più pregiata del centro storico”: il passo denota  quanto meno l’estrema “ignoranza” (nel senso offensivo di chi non sa), se non anche una malcelata strumentalità, perché confonde il “centro storico” della città di Roma, che corrisponde all’ex I Municipio (di 1.500 ettari circa) e che dal 1980 è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità, con la “città storica” così come individuata dal vigente P.R.G. del Comune di Roma (di 5.000 ettari circa) che ricomprende al suo interno il “centro storico” che è quindi lui la parte più pregiata della città storica e non l’esatto contrario che l’anonimo estensore dell’articolo vorrebbe far credere ai lettori del sito.

 Immagine.centro storico.g
Immagine.centro storico.1
centro storico di Roma (I Municipio) dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità
Immagine.città storica
città storica di Roma individuata dal P.R.G.
Immagine.città storica.1
Immagine.legenda città storica

Per quanto riguarda poi il presunto “contrasto con i buoni propositi sopracitati, giacché triplica, di fatto, le dimensioni degli impianti attualmente consentiti”, chi ha redatto l’articolo (ci si augura in perfetta buona fede e comunque non sotto dettatura) dimostra oggettivamente di non essersi accorto che la proposta unitaria tende a modificare ed integrare il PRIP così come redatto dalla S.p.A. “Aequa Roma” che in violazione della lettera A) del 1° comma dell’art. 20 del vigente Regolamento comunale in materia di pubblicità (che prescrive l’obbligo di classificare l’intero territorio comunale secondo le stesse 5 zone omogenee del P.R.G., vale a dire “la città storica”, “la città consolidata”, la “città da ristrutturare”, la “città della trasformazione” ed “il territorio non urbanizzato”) destina a sottozona B1 soltanto il “centro storico” dove lo schema normativo del PRIP consente solo impianti SPQR per affissioni esclusivamente di tipo istituzionale, paline SPQR, paline con orologio ed impianti sui parete cieca.
La modifica ed integrazione della proposta unitaria rispetta le stesse classificazioni del P.R.G. prescritte dal Regolamento, ma differenzia la sottozona B1 relativa al “centro storico”, dove  consente esclusivamente impianti SPQR per affissioni istituzionali (a differenza del PRIP che vi autorizza anche paline SPQR e paline con orologio, oltre che impianti su parete cieca), dalla sottozona B1 relativa al territorio della “città storica” al di fuori del “centro storico”  dove vengono consentiti gli impianti riportati nell’articolo per affermare in modo del tutto strumentale che questa proposta triplicherebbe le dimensioni degli impianti attualmente consentiti, senza però darne dimostrazione alcuna.

Si fa presente che, al di fuori del “centro storico” (I Municipio), la rimanente “città storica” di 3.500 ettari circa destinata a sottozona B1 ricomprende gli interi ex Municipi II, III e XVII, porzioni continue dei Municipi IV, IX, XII, XVI e XVIII e porzioni distaccate dei Municipi V, VI, VII, X e XI ed è pari al 3,9% dell’intero territorio comunale di 129.000 ettari.

Il PRIP così come redatto da “Aequa Roma”  destina i suddetti 3.500 ettari circa di “città storica” a sottozona B2 dove lo schema normativo consente 11 tipologie diverse d’impianto e per giunta con dimensioni massime di mt. 3,00 x 2,00, mentre la proposta unitaria di VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori riduce ad 8 il numero delle tipologie ammesse per impianti che non possono comunque superare le dimensioni massime di mt. 1,20 x 1,80 (ad eccezione di “cartelli” SPQR di mt. 3,00 x 1,40 riservati ad ogni modo esclusivamente a comunicazioni di tipo istituzionale).

Immagine.Sottozone B1 e B2
Immagine.legenda sottozone

L’affermare quindi come fa l’articolista di “Esterniamo” che questa proposta triplicherebbe le dimensioni degli impianti attualmente consentiti è una pura falsità che rasenta la diffamazione, a maggior ragione se si considera che nel territorio classificato dal P.R.G. come “città storica” risultano attualmente installati impianti pubblicitari di dimensioni anche di mt. 4,00 x 3,00.
Lo stesso intento denigratorio si ravvisa nel passo finale in cui si scrive che “inoltre le Associazioni ambientaliste si preoccupano di indicare al Comune la necessità che i Piani di Localizzazione siano redatti dalla medesima società che ha predisposto il PRIP (Aequaroma), anche se non è dato comprendere a che pro”.

Premesso che “Basta Cartelloni – Francesco Fiori” non è una associazione riconosciuta ufficialmente come “ambientalista”, anche perché è nata da un comitato di cittadini a cui sta particolarmente al cuore il decoro della città di Roma inteso in senso lato, si fa presente che l’affidamento dei Piani di Localizzazione allo stesso soggetto che ha redatto il PRIP ha l’evidente doppio vantaggio di accorciare da un lato i tempi di redazione di tutti e 15 i Piani di Localizzazione proposti (perché si tratta di approfondire ulteriormente un territorio già studiato) e di far risparmiare dall’altro lato i costi della redazione (dal momento che quelli relativi agli studi preliminari sono stati già assorbiti dai costi del PRIP).

Non si può infine non rilevare quanto sia “lapalissiana” anche la conclusione dell’articolo secondo la quale “è infatti evidente che debba essere l’Amministrazione a individuare chi e come dovrà predisporre tali delicati strumenti di pianificazione”: cela malamente l’ennesima intenzione denigratoria perché fa finta di ignorare che si tratta pur sempre di “una proposta” e non certo di una pretesa di scavalcare ruoli e funzioni del Comune a cui spetta la scelta finale.

Anche a voler separare le responsabilità personali di chi ha scritto l’articolo a nome del sito www.esterniamo.it dall’AIPE che se ne dichiara però “collaboratrice”, il tono conclusivo di questo articolo appare ancor più inaccettabile se si considera che la sig.ra Daniela Aga Rossi che è Presidente dell’AIPE ha partecipato a ben 2 riunioni che sono state tenute il 28 maggio 2013 ed il 12 novembre 2013 per discutere assieme a VAS ed a  Basta Cartelloni-Francesco Fiori proprio della proposta unitaria da loro elaborata congiuntamente.

Specie nel corso della 1° riunione è stata ritenuta eccessiva anche da parte della sig.ra Aga Rossi oltre che dell’associazione di categoria AAPI l’esclusione degli impianti pubblicitari privati nel “centro storico” ed è stata manifestata l’esigenza di una maggiore elasticità, per cui al confronto con l’articolo di cui si tratta appare quanto meno contraddittoria se non addirittura volutamente denigratoria l’accusa di avere triplicato le dimensioni degli impianti attualmente consentiti nei 3.500 ettari circa della “città storica”.

L’accusa appare ai miei occhi ancor più offensiva se si considera che sto ancora aspettando da parte del Direttore Generale dell’A.I.P.E. dott. Ettore Corsale una risposta al messaggio di posta elettronica che ho trasmesso il 20 dicembre del 2013 e non accetto quindi nella maniera più assoluta che la “risposta” mi venga data indirettamente tramite un articolo del genere che peraltro tace sulla sostanza di tutte le altre modifiche ed integrazioni contenute nella proposta unitaria.
Per un opportuno confronto sulla oggettività dell’informazione che dovrebbe essere sempre obbligatorio dare rimetto in allegato l’articolo da me redatto sul “consuntivo delle osservazioni e delle proposte presentate ..” entro il 17 dicembre 2013, che è stato pubblicato sul sito www.vasroma.it il 20.12.2013.

Per le ragioni esposte non ritengo che un articolo di tale basso stampo possa continuare ad ingenerare discredito nei confronti tanto della associazione VAS quanto della associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori: si chiede pertanto alla Direzione del sito www.esterniamo.it di pubblicare quanto prima integralmente la suddetta rettifica.

Si fa presente che l’obbligo di rettifica e il corrispettivo diritto di chiedere la rettifica è un obbligo previsto dal nostro ordinamento giuridico a carico dei giornalisti ed anche di altre figure assimilate: si tratta di rettificare notizie non veritiere o comunque ritenute lesive della dignità e dell’onore altrui, previste dall’art. 8 della legge n. 47 dell’8 febbraio 1948 e successive modifiche e integrazioni.

Qualora non venisse pubblicata la presente rettifica, mi riservo di chiedere a nome di VAS alla Procura della Repubblica di volere accertare se nei contenuti dell’articolo in questione si possano ravvisare gli estremi della diffamazione a messo stampa ai sensi del 3° comma dell’art. 595 del Codice Penale. ».

Lo scopo della suddetta rettifica non è solo quello di tutelare la dignità di VAS e la sua conseguente immagine, ma anche quello di impedire che i lettori di “Esterniamo” nell’ignoranza degli esatti contenuti della proposta unitaria di VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori prendano per buone in perfetta buona fede le critiche che sono state portate nell’articolo in questione: anche il presente articolo ha le stesse dichiarate finalità di fare opera di contoinformazione.

Su questo stesso sito il 16 dicembre 2013 ho pubblicato un articolo dal titolo “l’informazione di parte del nuovo blog Esterniamo” (http://www.vasroma.it/linformazione-di-parte-del-nuovo-blog-esterniamo/) mettendo in evidenza che questo nuovo sito ha come slogan la seguente affermazione: “Esterniamo non è polemica selvaggia. Esterniamo è notizia”.

Nell’articolo ho dovuto tutelare la dignità della mia persona e di VAS da un attacco che già mi si portava in modo nascosto, senza mai citare direttamente né me né l’associazione, perché in modo molto scorretto l’anonimo autore di quell’articolo “trattava” solo di ciò che gli era parso più opportuno per fare “notizia” dando una informazione obiettivamente di parte (presentata come “chiarimenti sulla sentenza” del Consiglio di Stato da me illustrata), che era ancora più inaccettabile perché venivo chiamato in causa direttamente quanto meno in diversi passaggi (pur senza indicare mai il mio nome e cognome).

Per le suddette ragioni in quell’articolo mi sono trovato a concludere che “non si può non riconoscere che quanto meno nel suddetto passaggio il blog ha tradito le finalità che si è prefisso e che erano di certo quelle di non fare “polemica selvaggia”.

Lo stesso giorno della sua pubblicazione ho trasmesso l’articolo ai responsabili di “Esterniamo” con l’invito testuale «a portare per il futuro non solo un maggiore rispetto reciproco, ma a proseguire il confronto democratico auspicato in un articolo dello stesso blog per arrivare ad una “mediazione” che “può e deve esserci, per il bene del territorio, dei cittadini e dell’economia della città di Roma ».

A quel messaggio non mi è stata data a tutt’oggi alcuna risposta diretta e dall’articolo in questione non traspare nessun maggiore rispetto: evidentemente ai responsabili del sito “Esterniamo” e della associazione AIPE che collabora con loro non interessa nessuna “mediazione”  né più di tanto “il bene del territorio, dei cittadini e dell’economia della città”.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

martedì 28 gennaio 2014

Interrogazione del Movimento 5 Stelle sugli impianti pubblicitari installati lungo il viale di Tor di Quinto e la via Flaminia

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/interrogazione-del-movimento-5-stelle-sugli-impianti-pubblicitari-installati-lungo-il-viale-di-tor-di-quinto/

Immagine.logo M5S 
Su questo stesso sito il 23 dicembre 2013 è stato pubblicato un articolo (http://www.vasroma.it/vas-chiede-quanto-meno-loscuramento-dei-95-imianti-pubblicitari-installati-lungo-viale-di-tor-di-quinto-e-via-flaminia/#more-3888) che riferiva della Nota VAS prot. . 27 del 23 dicembre 2013 con cui il dott. arch. Rodolfo Bosi ha chiesto la “rimozione forzata previa copertura immediata della pubblicità irregolare di tutti i 95 impianti pubblicitari installati lungo viale di Tor di Quinto e via Flaminia”.

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serie di 11 impianti installati all’altezza dell’incrocio  di viale di Tor di Quinto con la via Olimpica
Oltre che al Sindaco Marino ed all’Assessore Leonori, la nota è stata trasmessa anche al Presidente Corsetti ed a tutti i membri della Commissione Commercio, di cui fa parte anche il consigliere del Movimento 5 Stella Enrico Stefàno, che ha ritenuto di presentare sul caso la Interrogazione urgente del 20 gennaio 2014.

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Enrico Stefàno
L’interrogazione con richiesta di urgente risposta scritta o orale è rivolta al Sindaco con il seguente testo:
PREMESSO CHE
  • Lo Statuto di Roma Capitale, all’art. 2 comma 12, afferma cheRoma Capitale indirizza le scelte urbanistiche alla riqualificazione del tessuto urbano, salvaguardando il paesaggio, le caratteristiche naturali del territorio, l’esigenza pubblica di disporre di sufficienti parchi, giardini e spazi verdi oltre che di aiuole e alberature stradali. Protegge e valorizza il territorio agricolo. Tutela gli animali e favorisce le condizioni di coesistenza fra le diverse specie esistenti.”;

  • il comprensorio dei Prati di Tor di Quinto si snoda ai lati del Viale di Tor di Quinto che dal piazzale di Ponte Milvio arriva alla via Flaminia e di lì fino alla via Flaminia Nuova: è interessato dal tracciato romano della via Flaminia ai bordi del quale sono stati rinvenuti numerosi resti archeologici;
CONSIDERATO CHE
  • con nota prot. n. 12481 del 21 novembre 1985 l’allora Soprintendente ai Berni Archeologici di Roma ha disposto il divieto di affissione di impianti pubblicitari lungo tutto il tratto di viale di Tor di Quinto dal piazzale di Ponte Milvio al cavalcavia della via Olimpica (via del Foro Italico);

  • la suddetta disposizione non è stata mai rispettata, al punto che attualmente in questo solo tratto del viale di Tor di Quinto risultano installati ben 30 impianti pubblicitari;

  • nel 1991 è stato approvato il progetto di “Parco archeologico lineare della via Flaminia”, che è stato proposto dalla Soprintendenza Archeologica di Roma e che prevede la sistemazione del tracciato da Ponte Milvio a Malborghetto;

  • con deliberazione n. 609 del 3 aprile 1981 il Consiglio Comunale aveva individuato a scopo di salvaguardia un’area urbana perimetrata, elencando una serie di strade che delimitano un perimetro e disponendo che all’interno di questo perimetro ed in tutte le strade che lo intersecano fino alla distanza di 30 metri é vietata la collocazione di impianti pubblicitari di superficie superiore a mq. 6,00. All’interno del suddetto perimetro risulta ricompreso l’intero comprensorio di Tor di Quinto, dove è consentita quindi l’installazione di impianti pubblicitari di dimensioni al massimo di metri 3 x 2;

  • anche la suddetta disposizione non è stata mai rispettata, al punto che attualmente lungo via Flaminia ed il viale di Tor di Quinto risultano installati ben 66 impianti pubblicitari di mt. 4 x 3, un impianto di mt. 6 x 3, un impianto di mt. 8 x 3, un impianto di mt. 4 x 6 ed un impianto di mt. 8 x 6;

  • l’intero comprensorio dei Prati di Tor di Quinto è stato poi sottoposto al vincolo paesaggistico imposto il 9 novembre 1987: la sua tutela è stata assicurata dal Piano Territoriale Paesistico (in sigla PTP) n. 15/8 “Valle del Tevere”, che é stato adottato con deliberazione della Giunta Regionale n. 5580 del 27/10/1998 e poi definitivamente approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 25 del 2006. Per le zone e sottozone di tutela integrale, di tutela paesaggistica e di tutela orientata le Norme del PTP n. 15/8 prescrivono il divieto di installazione di ogni genere di cartello pubblicitario, fatta salva la segnaletica di pubblica utilità;

  • il Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.), adottato dalla Giunta Regionale del Lazio con deliberazione n. 556 del 25 luglio 2007, destina a “Paesaggio dell’insediamento storico diffuso” il tratto del viale di Tor di Quinto che va da piazzale di Ponte Milvio al rilevato ferroviario dove gli impianti pubblicitari sono “non consentiti fatta salva segnaletica di pubblica utilità o di segnalazione dei siti di interesse storico archeologico”. Il PTPR destina inoltre l’intera collina di Tor di Quinto a “Paesaggio delle ville, parchi e giardini storici”, entro i cui confini il paragrafo 5.5 della Tabella C dell’art. 30 delle Norme stabilisce come norma regolamentare che i cartelloni pubblicitari sono “non consentiti fatto salvo segnaletica di tipo didattico”: a ridosso della collina risultano attualmente installati due cartelloni pubblicitari rettangolari, tre impianti di mt. 4 x 3 ed un megaimpianto di mt. 8 x 6.  Viene infine prescritto dal PTPR il “divieto nelle aree di margine alle infrastrutture viarie e ferroviarie salvo segnaletica di pubblica utilità” per gli impianti pubblicitari ricadenti nel seguente ambito di paesaggio di “Reti, Infrastrutture e Servizi” a cui sono destinate tanto il rilevato ferroviario quanto il tratto della via Flaminia di proseguimento di viale di Tor di Quinto fino alla via Flaminia Nuova;
TUTTO CIO’ PREMESSO
SI INTERROGA IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE
PER SAPERE
  • entro quali tempi e con quali modalità intendano porre un freno immediato alla “cartellopoli” che imperversa in tutto il comprensorio dei Prati di Tor di Quinto, dando un significativo segnale di inversione di tendenza rispetto al passato, a partire dalla immediata copertura della pubblicità irregolare.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

venerdì 24 gennaio 2014

VAS chiede al Commissario Straordinario Maurizio Gubbiotti di far rimuovere i 492 impianti pubblicitari installati nelle aree naturali protette gestite dall’Ente “Roma Natura”

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/vas-chiede-al-commissario-straordinario-maurizio-gubbiotti-di-far-rimuovere-i-492-impianti-pubblicitari-installati-nelle-aree-naturali-protette-gestire-dallente-roma-natura/
 
L’articolo 40 della legge regionale n. 29/1997 ha costituito il sistema delle aree naturali protette nel territorio del Comune di Roma, che è formato attualmente da 9 riserve naturali, 2 parchi urbani, 3 monumenti naturali ed 1 area marina: ai sensi della lettera o) del 3° comma dell’art. 8 della medesima legge regionale n. 29/1997 sui confini ed all’interno di tali aree naturali protette è vietata «l’apposizione di cartelli e manufatti pubblicitari di qualunque natura e per qualsiasi scopo, fatta eccezione per la segnaletica stradale di cui alla normativa vigente e per la segnaletica informativa del parco».
Immagine parchi Roma Natura
Il divieto è stato ribadito anche dai Piani di Assetto delle riserve naturali che sono stati nel frattempo approvati.

In forza del suddetto divieto, con nota prot. n. 6 del 16 febbraio 2010 indirizzata anche all’Ente “Roma Natura” il dott. arch. Rodolfo Bosi ha chiesto «di far provvedere alla immediata rimozione di tutti i cartelloni autorizzati che risultino ricadenti all’interno .. delle riserve naturali gestite da Roma Natura».

Ma con deliberazione n. 45 del 17 marzo 2008 l’allora Commissario Straordinario Mario Morcone aveva nel frattempo approvato la “Integrazione della deliberazione consiliare n. 193 del 25 ottobre 2004, in materia di limiti e deroghe al Codice della Strada e disposizioni relative ai vincoli”, rispetto ai quali aveva deciso «di consentire la permanenza degli impianti in attesa dell’esatta individuazione delle zone sottoposte a vincoli, procedendo nell’immediato alle rimozioni, con eventuale ricollocazione solo su specifiche richieste degli Enti tutori del vincolo».


Con Nota VAS prot. n. 17 del 14 maggio 2010 indirizzata a Presidente, Direttore e Consiglio Direttivo dell’Ente “Roma Natura” il dott. arch. Rodolfo Bosi ha allora scritto che VAS «si aspetta che, in applicazione delle delibera del Commissario Morcone, le SS. LL. si attivino ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, per far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta  al Servizio Affissioni del Comune di Roma di rimuovere immediatamente quanto meno i 10 cartelloni segnalati con la presente e quindi già di fatto “accertati”».

Immagine. via Gomenizza
impianti pubblicitari installati in via Gomenizza a ridosso dell’ingresso alla riserva naturale di Monte Mario

Alla istanza ha dato seguito l’allora Direttore dell’Ente “Roma Natura”, dott. Stefano Cresta, che con Nota prot. n. 4546 del 14 settembre 2010 ha trasmesso al Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello l’elenco di 492 schede anagrafiche di impianti installati nelle riserve naturali gestite da “Roma Natura” di cui ha richiesto l’immediata rimozione.

Non risultando rimosso nessun impianto a distanza di 2 anni, il 18 settembre 2012 per posta elettronica anche certificata il dott. arch. Rodolfo Bosi ha sollecito a provvedere alla immediata rimozione degli impianti l’allora Presidente della Giunta regionale On. Renata Polverini, l’allora Assessore all’Ambiente On. Marco Mattei, l’allora Commissario Straordinario dell’Ente “Roma Natura” Livio Proietti ed il Direttore Facente Funzioni dott. Agr. Giulio Fancello.

Non essendo stato dato alcun seguito al sollecito, con Nota VAS prot. n. 9 dell’11 giugno 2013 allegata al messaggio di posta elettronica certificata trasmesso alle ore 13,37 dell’11 giugno 2013 a nome di VAS il dott. arch. Rodolfo Bosi ha chiesto all’Assessore ad Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente On. Fabio Refrigeri ed alla Giunta Regionale l’esercizio dei poteri sostitutivi: la stessa richiesta è stata fatta con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 13,47 dell’11 giugno 2013.

Da allora ad oggi non risulta essere stato rimosso nessuno dei 492 impianti pubblicitari, malgrado i solleciti inoltrati al precedente Assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni ed ai consiglieri della Commissione Commercio del Comune di Roma: risulta invece che ai confini delle riserve naturali sono stati installati ulteriori impianti pubblicitari.

Per dare una dimostrazione concreta che la nuova amministrazione capitolina subentrata dopo le ultime elezioni comunali non intende più subire passivamente che venga calpestato in questo modo il decoro della città di Roma e per attestare una vera inversione di tendenza rispetto al passato, con Nota VAS prot. n. 22 del 26 novembre 2013 il dott. arch. Rodolfo Bosi ha chiesto all’Assessore per Roma Produttiva On. Marta Leonori ed al Presidente ed ai membri della Commissione Commercio di volersi attivare per far rimuovere immediatamente i 492 impianti, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, comunque di “pubblici ufficiali” che sono stati portati a conoscenza di una grave violazione. 

Per gli impianti di cui si rendesse necessaria la rimozione forzata, nelle more di incassare le sanzioni dovute anche dal pubblicizzato per coprire con esse le spese che si debbono anticipare per la materiale rimozione, fermo restando il loro rimborso tramite ordinanza del Prefetto, il dott. arch. Rodolfo Bosi ha chiesto di far oscurare la pubblicità irregolare i sensi del 6° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento.

A distanza di ormai quasi due mesi non risulta pervenuta risposta alcuna nemmeno di tipo dilatorio, ad eccezione di quella trasmessa per posta elettronica il 2 dicembre 2013 dal Segretario dell’Assessore Leonori Avv. Francesco Leslie Capone con cui si era impegnato a far sapere a breve una risposta che non è ancora arrivata.

In considerazione di tutti i precedenti sopra ricordati di grave quanto inaccettabile inerzia  con Nota VAS prot. n. 1 del 16 gennaio 2014 il dott. arch. Rodolfo Bosi ha rinnovato la richiesta al neo Commissario Straordinario Maurizio Gubbiotti ed al Direttore Facente Funzioni dell’Ente “Roma Natura” Giulio Fancello di voler provvedere a far rimuovere i 492 impianti pubblicitari censiti nel 2010 dal personale Guardiaparco.

Immagine.Murizizo Gubbiotti

All’Assessore ad Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente ed ai membri della Giunta regionale, messi in indirizzo per conoscenza, il dott. arch. Rodolfo Bosi ha ribadito che ai sensi del 4° comma dell’art. 18 della legge regionale n. 29/1997 «in caso di inerzia o ritardo nell’adozione di atti obbligatori da parte dell’ente di gestione, la Giunta regionale, previo invito a provvedere entro il termine perentorio di trenta giorni, esercita, d’ufficio o su richiesta degli interessati, il potere sostitutivo”» per cui l’eventuale protrarsi di una inammissibile quanto recidiva inerzia da parte di tutti i soggetti istituzionalmente interessasti costringerebbe l’associazione VAS a chiedere alla Magistratura di voler accertare se in un comportamento così fortemente omissivo si possano ravvisare estremi di reato di rilevanza penale.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)