giovedì 31 luglio 2014

La non-sconfitta sul Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Impossibile parlare di vittoria, ma la riforma c'è


Nel 2010 eravamo dei pazzi, visionari, dei personaggi da cui prendere le distanze. Semplicemente perché chiedevamo un esito europeo, occidentale e civile al mondo della pubblicità outdoor a Roma. Cosa chiedevamo?

- Che le concessioni venissero assegnate tramite bandi pubblici

- Che in cambio delle concessioni la città ottenesse non solo denaro, ma anche servizi

- Che ai vincitori delle concessioni fosse dato anche l'onere di combattere l'abusivismo

- Che come modello di zonizzazione della città si seguisse quello di Parigi (all'epoca citavamo spesso anche Napoli)

- Che si attuassero le dovute deroghe ai millemila Piani Paesistici, Codici del Paesaggio, Codice della Strada compreso, vincoli e vincoletti seguendo i quali neppure un solo cartello si sarebbe potuto installare a Roma

Eravamo pericolosi. Molte persone proprio per queste richieste si allontanarono dalla battaglia che il blog Cartellopoli iniziò a febbraio del 2010. Successivamente queste richieste emersero come l'unica strada possibile per restituire decoro e qualità alla città di Roma. Per far sì che, come in tutto il mondo evoluto, la cartellonistica si trasformasse da problema a opportunità e risorsa. All'epoca, quattro lunghissimi anni fa (nel frattempo ci siamo presi da parte delle ditte che oggi le nuove norme dovrebbero spazzare fior di querele e addirittura condanne, e chissà per quanti anni ancora ci sarà da combattere con avvocati e magistrati), eravamo gli unici a dire che in determinate zone non si poteva dire "qui niente impianti pubblicitari", bensì "qui qualche impianto pubblicitario sì, ma a patto che". A patto che siano pochi, a patto che siano belli, a patto che siano gestiti da chi ha vinto una regolare banda internazionale, a patto che questi impianti servano a pagare dei servizi di pubblica utilità (arredo urbano, bike-sharing, manutenzione, toilette pubbliche, segnaletica turistica...).

Su queste tematiche che erano lo spauracchio collettivo, piano piano tutti i fantastici gruppi di cittadini (e qualche rappresentante politico onesto) che hanno compiuto questa battaglia hanno effettuato la loro convergenza. E negli ultimi mesi si è marciati tutti uniti verso il risultato storico di ieri quando l'Aula Giulio Cesare ha approvato, con una ventina d'anni di ritardo (ma non bisogna lamentarsi perché la città è in ritardo anche di 40 o 70 anni su altre partite, dunque 20 anni rispetto al resto del mondo non sono poi così tanti) il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari.

Le cose si erano messe molto male, per cui oggi tra associazioni e comitati serpeggia un pochino di ottimismo. È la strategia della politica: farti presagire la possibilità di un disastro, per poi fare in modo che qualcosa di poco più che mediocre ti risulti accettabile. Il Prip di Roma Capitale è un po' così. Risultato storico (raggiunto grazie all'abilità di Marta Leonori, al ruolo in questo caso strategico del Movimento 5 Stelle, alla capacità di ascolto della Lista Marchini e probabilmente ad interventi dall'alto, molto dall'alto nel PD che hanno permesso di isolare le mele marce di quel partito che avrebbero fatto di tutto per tenere Roma ancora per chissà quanti anni fuori dalla legalità e soprattutto dalla contemporaneità), ma risultato falsato da tutta una serie di macchie di cui ancora non siamo in grado di capire la rilevanza e l'impatto. Risultato storico colto solo all'ultimo secondo quando - grazie soprattutto alle pressioni dei comitati, mai come in questa battaglia lucidi ed efficaci (basti leggere qui l'articolo di Rodolfo Bosi di VAS)

Se si riuscirà a far scaturire da questo Prip una qualità tangibile sul territorio ancora non è dato sapere perché, di fatto, il Consiglio alla fine si è limitato a dare degli indirizzi ed a firmare alla Giunta una delega in bianco sui dettagli (lì si nasconde il diavolo) del dispositivo. C'è la zonizzazione alla parigina, c'è la scadenza di tutte le concessioni al 31.12.2014, ci sono i bandi, ci sono le gare, ci sono i servizi che queste gare potranno "regalare" alla città. Ma i dettagli sono demandati alla Giunta e, nella compilazione dei Piani di Localizzazione, anche ai Municipi. Non sono dati i tempi, non sono date le modalità. L'unica cosa data sono i pesanti compromessi che sono serviti ad addolcire l'opposizione di centro destra e le mele marce interne del PD. Una fetta enorme del mercato (gli impianti SPQR, il 17,5% della città) saranno assegnati, non si sa come, alle ditte del "Riordino" ovvero di quel condono inventato ai tempi di Rutelli (all'epoca le simpatiche ditte romane, quelle che qualcuno definisce "virtuose" mandarono a fuoco tutti gli archivi cartaceo appena seppero che il Comune voleva digitalizzarsi, così l'amministrazione dovette chiedere a loro quanti impianti avevano e dove), condono che dovrebbe essere condizione per essere esclusi, non per essere facilitati. A Roma, invece, chi ha partecipato ad un condono, ha priorità. È virtuoso. Davvero curiosissima come cosa. Sono poi stati reinseriti dei formati pubblicitari ridicoli e caotici, solo per far star buone alcune ditte e i loro referenti in Aula, ad esempio in centro saranno ancora possibili i patetici orologi, tanto per dirne una. E forse anche i parapedonali. Ma sono rientrati - grazie ad un emendamento di Alessandro Onorato della Lista Marchini - gli impianti europei che in tutto il mondo le grandi società professionali che gestiscono questo business utilizzano perché eleganti, ben inseribili e sostenibili e che erano stati appositamente esclusi a Roma per tenere alla larga capitali stranieri e investimenti interanzionali. Pensate un po'... Per fortuna anche questa schifezza è stata corretta all'ultimo tuffo.

Quale è il rischio? Che lotti di gara in questo contesto siano poco remunerativi. Nel centro di Roma un cartello europeo atto a pagare il bike-sharing si troverà a confrontarsi con la concorrenza di: orologi pubblicitari, parapedonali, impianti SPQR (per tacere della tanta pubblicità sulle coperture dei cantieri). Quanto valore dunque avrà quell'impianto europeo? E quanti impianti ci vorranno per rendere sostenibile il bike-sharing? Ci sarà la possibilità di destinare a questo servizio (costosissimo, almeno 10 milioni all'anno) un numero di due o tre lotti o sarà escluso? Dove verranno collocati gli impianti SPQR che il Comune cederà dando priorità alle ditte "virtuose" di cui sopra? Infastidiranno gli impianti assegnati nell'ambito degli altri lotti? Questa assegnazione anomala sarà impugnata da qualcuno? Questa eventuale impugnativa inficerà tutto il dispositivo o solo - come sostiene l'Avvocatura Comunale - quella parte dedicata agli impianti SPQR?

Dunque molto presto per esultare, seppure in un clima i lieve ottimismo e di prospettive migliori rispetto alla vigilia. Perché per lo meno la città non ha escluso la possibilità di fare qualcosa di buono a partire dai cartelloni pubblicitari. Vi è questa chance, da capire se ci sarà la forza di sfruttarla. La palla ora è in mano alla Giunta ed ai suoi uffici. E in mano ai cittadini che hanno dimostrato una forza incredibile e che ora dovranno vigilare affinché quel che di buono c'è in questa grande riforma venga colto nel minor tempo possibile e con la più elevata qualità possibile.

Rassegna stampa online 
bastacartelloni.it - Roma ha il Prip che attendeva da 21 anni! Cronaca di una giornata indimenticabile
vasroma.it - Grazie anche se non soprattutto a VAS è stato approvato un PRIP che metterà la città di Roma al pari delle principali città europee
comune.roma.it - Approvato il nuovo Prip: meno cartelloni pubblicitari, più incassi per Roma Capitale
roma.repubblica.it - Maxi-cartelloni, via libera al piano regolatore: "Saranno di meno e più piccoli"
roma.corriere.itAddio maxi-cartelloni approvate le nuove regole
ilmessaggero.it - Cartelloni, rivoluzione a Roma. Saranno meno e più piccoli
laprimapagina.it - Meno cartelloni pubblicitari più incassi per Roma Capitale
montesacro.romatoday.it - Cartelloni, il Montesacro plaude al PRIP della Giunta capitolina
romait.it - Affissioni, Roma ha (finalmente) il suo nuovo PRIP
giornalettismo.com - Ignazio Marino lancia la guerra a Cartellopoli
vignaclarablog.it - Il Campidoglio dice stop a cartellopoli 
quattroruote.it - Approvata la riduzione del 38%
radicali.it - Il Messaggero – Cartelloni, passa il piano anti abusi
radicaliroma.com - Il Messaggero – Cartelloni, passa il piano anti abusi
romatoday.it - Habemus Prip: è la fine di Cartellopoli, ma resta scorciatoia per i "virtuosi"
vignaclarablog.it - Pica (SEL): “PRIP, grazie alla commissione commercio del XV Municipio”
beppegrillo.it - Approvato il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari 
romadailynews.it - PRIP, D’Ausilio: “Con l’approvazione della delibera rifacciamo un volto nuovo alla Capitale”
liberoquotidiano.it - Roma: Coratti, bene stop giungla pubblicitaria
romadailynews.it - Prip, Coratti: “Bene stop giungla pubblicitaria”
romadailynews.it - Bilancio: Marino, Con PRIP chiusa vergognosa parentesi Cartellopoli
liberoquotidiano.it - Roma: ok piano impianti pubblicitari, Marino 'stop cartellopoli'
asca.it - A Roma al via il piano regolatore per gli impianti pubblicitari
politicamentecorretto.com - Roma 2013: Approvato il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari
romareport.it - Il Campidoglio abbatte Cartellopoli. Gli spazi diminuiscono e costeranno di più
urloweb.com - PRIP: l’Assemblea Capitolina approva il piano sugli impianti pubblicitari
online-news.it - Cattoi, il nuovo piano sulla cartellonistica regola il contenuto dei messaggi
romadailynews.it - Al via il nuovo Piano Regolatore di Impianti Pubblicitari 
liberoquotidiano.it - Roma: Rossin (Fi), approvati odg per rispetto criteri legalita' su prip
liberoquotidiano.it - Roma: Giansanti (lista Marino), con prip regole dopo decenni di anarchia
romadailynews.it - Prip, Cattoi: “Bene nuova regolamentazione”
liberoquotidiano.it - Roma: Masini su prip, importante risultato su rigore e decoro 
tusciaweb.eu - Decoro urbano, diminuiscono i cartelloni pubblicitari
agenparl.com - Cartelloni: Carte Inregola, sulle regole uguali per tutti non si media
ilmessaggero.it - Cartelloni, altolà di Marino «No alle affissioni fuori dal bando»
romatoday.it - Cartelloni, protesta in Aula: "Roma vuole il Prip della Leonori
06blog.it - PRIP e Regolamento Affissioni in Aula Giulio Cesare: Cartellopoli a rischio concessioni?
romatoday.it - Cartelloni come i camion bar? Pronto un altro emendamento salvagente
romapost.it - Impianti pubblicitari, è guerra ai cartelloni abusivi
romait.it - Affissioni, proteste in Campidoglio. Al via la battaglia sul PRIP

Grazie anche se non soprattutto a VAS è stato approvato un PRIP che metterà la città di Roma al pari delle principali città europee

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/grazie-anche-se-non-soprattutto-a-vas-e-stato-approvato-un-prip-che-mettera-la-citta-di-roma-al-pari-delle-principali-citta-europee/

Immagine.Slide copertina 
Quando nel 1991 il Consiglio Comunale doveva approvare la cosiddetta “Variante di Salvaguardia” l’azione di dialogo e di confronto che ho svolto con ognuno dei capigruppo (che all’epoca contavano e rispondevano in proprio a nome dell’intero gruppo politico da loro rappresentato) mi ha portato a raggiungere da solo l’enorme risultato di far cancellare del tutto dal futuro Parco di Veio 5 delle lottizzazioni di centro e di far dimezzare le cubature di altre cinque di margine.

Se quella di allora è stata una vittoria che è andata a vantaggio di Roma Nord portando poi alla istituzione del Parco di Veio, la vittoria che ieri pomeriggio ritengo di avere contribuito ad ottenere in maniera determinante è almeno per me strepitosa perché va stavolta a vantaggio della intera città di Roma (in termini di ripristino del decoro che spetta alla capitale) e dei suoi cittadini (in termini di servizi che sono riuscito a strappare per loro, dal Bike Sharing agli elementi di arredo urbano). 
 
In aula Giulio Cesare ritengo di avere raccolto i frutti di un lavoro che è partito da lontano e che risale all’anno 2000, quando ho iniziato la battaglia contro i cartelloni di mt. 6 x 3 installati nel Parco di Veio, denunciandoli ad uno ad uno e riuscendo oggi a farli rimuovere tutti. 

Questo mio lavoro è stato ripreso a dicembre del 2009 con una conferenza stampa tenuta presso la sezione romana di Italia Nostra ed esteso all’intera città di Roma assieme agli amici poi diventati della associazione Basta Cartelloni-Francesco Fiori, con cui il 3 maggio del 2013 abbiamo presentato al pubblico una proposta unitaria di modifiche ed integrazioni al PRIP licenziato dalla Giunta di Alemanno da me studiate e coordinate. 

Esclusivamente da solo ho invece studiato ognuna delle 14 tavole di zonizzazione e tipi stradali del PRIP rilevando un moltitudine di errori materiali, che poi la S.p.A. “Aequa Roma” ha corretto d’ufficio abbassando la superficie espositiva complessiva da 162.500 mq. agli attuali 138.000 mq. (ben 24,500 mq. in meno, pari al 13,6 % !)
 
Dopo le elezioni comunali e il subentro dell’Assessore Marta Leonori all’Assessore Davide Bordoni, ho partecipato sempre con Basta Cartelloni-Francesco Fiori al percorso di partecipazione al PRIP che è durato sei inutili mesi, ma che mi ha visto partecipare per lo più da solo a tutte le numerose sedute della Commissione Commercio (tranne una), di cui ho sempre fatto il resoconto a mò di verbalizzazione in articoli pubblicati su questo stesso sito. 

Dopo che la Giunta Capitolina ha licenziato la proposta di deliberazione n. 59 (relativa alla normativa di attuazione del PRIP) e la proposta di deliberazione n. 61 (relativa alle modifiche ed integrazioni al regolamento di Pubblicità), l’esame del PRIP sfornato mi ha portato alla conclusione che si trattava dello stesso PRIP di Alemanno con la sola differenza di aver trasformato il suo schema normativo in normativa tecnica di attuazione. 

D’intesa stavolta anche con Cittadinanattiva sono riuscito a far fare propri da ben tre Consigli Municipali gli emendamenti da noi proposti, a cui hanno subordinato il loro parere favorevole al PRIP. 

Il primo successo concreto, ma ancora teorico, è venuto dalle controdeduzioni approvate dalla Giunta Capitolina il 25 giugno scorso, che hanno accolto molti degli emendamenti da me personalmente studiati e predisposti, portando il PRIP ad un alto livello qualitativo proprio sul “modello Parigi” a cui il Sindaco Marino aveva detto di volersi ispirare. 

Sono riuscito a far ripresentare entro il termine ultimativo del 16 luglio 2014 gli emendamenti non accolti dal Movimento 5 Stelle, dalla lista Alfio Marchini e dal cons. Athos De Luca, mentre dal lunedi 14 luglio era iniziata la sfilza di sedute dell’Assemblea Capitolina per approvare le 19 deliberazioni propedeutiche al bilancio, con la n. 59 e la n. 61 messe volutamente e poi ieri pomeriggio votate come ultime, prima del bilancio vero e proprio: sono state 11 sedute a cui ho partecipato personalmente (ad eccezione di due perché svolte a porte chiuse ermeticamente) per consegnare a mano a ben 46 dei 48 consiglieri una copia del parere sul PRIP della Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale che mi ha consentito per l’occasione di parlare con tutti aprendo un confronto che a lungo andare ha contribuito anch’esso a dare i frutti poi raccolti concretamente ieri pomeriggio. 

Immagine.Frontespizio parere Agenzia

Nei giorni di “bivacco” in aula Giulio Cesare ho avuto modo di parlare con quasi tutti i consiglieri, sia di maggioranza (ed in particolare con Fabrizio Panecaldo in quanto coordinatore della maggioranza) che di opposizione ed in particolare con Sveva Belviso e Davide Bordoni, trasmettendo a tutti per posta elettronica una mia proposta dell’unica soluzione “politica” possibile dignitosa per entrambe le parti.  

La strategia da me sempre ideata per primo ed organizzata poi e messa in atto con gli amici di Basta Cartelloni è andata in crescendo arrivando a trasmettere una lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, fino a culminare nel presidio in aula Giulio Cesare di lunedì scorso 28 luglio 2014 indossando in 20 una maglietta rossa con la scritta in bianco sia davanti che dietro “Roma vuole il PRIP della Leonori”.

Immagine.Foto ricordo.A

La finalità dichiarata è stata quella di combattere apertamente la “premialità” da riconoscere a non meglio individuare ditte “virtuose” portata avanti ostinatamente dal Presidente della Commissione Commercio Orlando Corsetti, benché ritenuta illecita dall’Avvocatura Comunale e da lui stesso riconosciuta come tale, oltre che non voluta dall’associazione di categoria AIPE e dalla ditta SCI.

 Immagine.Foto ricordo.8

Per far perdere la voglia a Corsetti di mandare avanti un emendamento del genere che rischiava di far annullare l’intero PRIP, sabato scorso 19 luglio ho partecipato di persona ad un convegno organizzato nell’ambito del festival dell’Unità alla presenza sia sua che dell’Assessore Leonori, mettendo in risalto davanti al pubblico presente che non stava facendo nemmeno gli interessi delle ditte che voleva a tutti costi premiare, perché stava di fatto puntando a far bocciare il PRIP. 

Immagine.La Roma che non si arrende

La concomitanza da un lato della lettera trasmessa al Presidente del Consiglio e dall’altro lato della votazione sui camion bar, che aveva fatto scandalo, nonché dell’annuncio del nostro presidio anticipato da “Il Messaggero”, ha spinto il Sindaco Marino ad intervenire di persona avocando a sé ed all’Assessore Leonori il compito di cercare una possibile mediazione con l’opposizione di centro destra che alla fine del pomeriggio dell’atro ieri era data per certa al 17,5 % degli impianti di proprietà comunale (SPQR) da dare in qualche modo non ancora definito alle ditte “virtuose” al di fuori dei bandi di gara.

Dopo che ieri mattina presto ho scritto per posta elettronica a tutti i consiglieri di maggioranza un messaggio che esprimeva tutte le mie perplessità sulla mediazione e la perdita totale della qualità del PRIP se non si fosse permesso il bando del Bike Sharing approvando l’emendamento che ero riuscito a far presentare alla lista Alfio Marchini, ma grazie all’interessamento personale del cons. Alessandro Onorato, con cui chiedevo di introdurre i due formati standard europei di mt. 1,20 x 1,80 (anche nella sola Città Storica, ma non nel Centro Storico) e di mt. 3,20 x 2,40 (solo al di fuori grosso modo del raccordo anulare) per finanziare al meglio esclusivamente gli elementi di arredo urbano. 

Ieri mattina ero nuovamente in aula Giulio Cesare dove sono venuto a sapere da Davide Bordoni che la mediazione non si era ancora conclusa e che il 17,5% sarebbe stato caso mai assegnato con un bando di gara, come poi è stato e per di più aperto a tutti e non riservato esclusivamente alle ditte “virtuose” del riordino”, a cui sarà tutt’al più una certa priorità tutta da definire. 

Nella stessa mattinata sono venuto a sapere dallo stesso Orlando Corsetti che erano state rimesse le paline con orologio nel centro storico, da cui erano state eliminate invece in sede di controdeduzione: ne ho avito conferma dallo stesso Assessore Leonori che mi ha giustificato come introduzione di “elemento di arredo urbano” questo più che evidente rinnegamento (poi riconosciuto con prezzo da pagare per ottenere la mediazione).

Sono tornato a casa per la pausa pranzo con la netta sensazione che la mediazione stesse producendo un autentico aborto: ho allora preso l’iniziativa di scrivere personalmente all’assessore Leonori ad al capo della sua Segreteria Avv. Leslie Francesco Capone un messaggio di posta elettronica dal seguente titolo “I frutti marci di una mediazione che una maggioranz​a coesa non avrebbe mai dovuto nemmeno iniziare”: pretendevo che mi restituisse la maglietta di cui le avevamo fatto omaggio lunedì scorso, perché l’aborto che sembrava che stesse venendo fuori non era più il PRIP della Leonori in quanto rinnegava la possibilità di realizzare il modello Parigi a Roma. 

Il messaggio si chiudeva nel seguente modo: “La prego vivamente di dimostrarmi con i fatti oggi pomeriggio che mi sbaglio di brutto e che non ho buttato al vento mesi e mesi di appassionato e costante lavoro svolto sempre e soltanto nell’interesse della città di Roma e dei suoi cittadini.” 
Nel pomeriggio di ieri l’Assessore Marta Leonori mi ha dato la dimostrazione che le avevo chiesto con i seguenti importantissimi fatti. 

Proposta di deliberazione n. 59

- Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP –


La Giunta ha presentato un suo emendamento al 2° paragrafo dell’art. 21 della Normativa Tecnica di Attuazione che testualmente recita: “In ciascun ambito territoriale non meno del 40% della predetta superficie espositiva è riservata a impianti di proprietà di Roma Capitale affidati in concessione.

L’emendamento della Giunta chiede di sostituire le parole “non meno del 40%” con le parole “il 29%”, per cui il testo ufficiale è ora diventato il seguente: “In ciascun ambito territoriale il 29% della predetta superficie espositiva è riservata a impianti di proprietà di Roma Capitale affidati in concessione”.

Ne deriva che il 29% è equivalente al 17,5% dei 138.000 mq. complessivi, vale a dire a 24.150 mq. totali.
 
È stato approvato l’emendamento n. 5 del Movimento 5 Stelle alla normativa tecnica di attuazione del PRIP che all’art. 15 dedicato alla sottozona B1 (centro storico) chiedeva di inserire prima delle parole “destinati esclusivamente a comunicazioni di tipo istituzionale” le parole “a muro” ed aggiungere alla fine del punto il seguente inciso: 

per una superficie pari ad almeno il 40% della superficie pubblicitaria complessiva della sottozona) nonché a seguire il seguente sottopunto:
2.A – Impianto di pubblica utilità -formato 120 x 180;. 

SIGNIFICA CHE NEL CENTRO STORICO È STATA DATA LA POSSIBILITÀ DI INSTALLARE IL MODELLO STANDARD EUROPEO DA MT. 1,20 X 1,80 PER FINANZIARE IL BIKE SHARING ANCHE NELLA SOTTOZONA B1. 

La stessa possibilità è stata data in generale in tutte e tre le sottozone perché è stato approvato anche l’emendamento della lista Marchini n. 437 che introduce tutti e due i formati standard europei “CONSENTITI ESCLUSIVAMENTE PER SERVIZI E IMPIANTI DI PUBBLICA UTILITÀ”. 

Alle dichiarazioni di voto il cons. Enrico Stefàno a nome dell’intero gruppo ha dichiarato di dare parere favorevole, mentre il cons. Alessandro Onorato a nome della lista Alfio Marchini ha fatto sapere di dare un voto di astensione. 

L’esito del voto con cui è stata approvata a grande maggioranza la proposta di deliberazione n. 59, cioè il PRIP è il seguente:
-       31 voti a favore
-       2 contrari
-       3 astenuti.

Proposta di deliberazione n. 61

- Regolamento di Pubblicità -

 L’Assemblea Capitolina ha approvato l’emendamento n. 3 che ho fatto presentare dal Movimento 5 Stelle e che ha il seguente testo:

Comma 2 septies – Fra le condizioni in eludibili di ogni bando di gara per la ditta che se lo sarà aggiudicato c’é l’obbligo di collaborare con il Comune per la rimozione che si rendesse forzata in caso di inottemperanza da parte delle ditte pubblicitarie che non hanno vinto il bando a smantellare i propri impianti.
 
Alla ditta che vince un bando può essere demandato anche il compito di curare la repressione di tutte le forme ulteriori di abusivismo commerciale che si venissero e verificare nell’arco del decennio della gestione a lei affidata.
 
La ditta che vince un bando si impegna a provvedere all’immediato oscuramento di tutti gli impianti abusivi di cui si rendesse comunque necessaria la rimozione forzata della quale debbono parimenti curare ad ogni modo l’esecuzione ai costi che sono stati esplicitati per ogni tipo di rimozione nello stesso bando di gara e che il Comune deve anticipare alla medesima ditta.

Debbo mettere in grande evidenza che l’Assemblea Capitolina ha bocciato gli altri emendamenti sulla disciplina dei bandi di gara che avevo fatto presentare tanto dal Movimento 5 Stelle quanto dalla lista Alfio Marchini, ma ha approvato lo stesso seguente testo della disciplina sotto forma di ordine del giorno n. 22 che avevo cautelativamente fatto presentare dal cons. Athos De Luca:

ORDINE DEL GIORNO N.
(collegato alla proposta di deliberazione n. 61/2014)
Oggetto – Procedure per il rilascio delle autorizzazioni tramite bandi di gara per l’esposizione pubblicitaria e per la locazione degli impianti comunali.

Premesso che:
-       Con distinte decisioni n. 35 e n. 36 del 30 aprile 2014 la Giunta Capitolina ha approvato le proposte di deliberazione n. 59, relativa al Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) e n. 61, relativa alle modifiche ed integrazioni alla deliberazione consiliare n. 37/2009; 
-       i due suddetti provvedimenti sono collegati alla deliberazione relativa al Bilancio 2014 e propedeutici alla sua adozione; 
Accertato che:
-       la normativa tecnica di attuazione del PRIP non prevede nessuna procedura finalizzata al rilascio delle autorizzazioni tramite bandi di gara per l’esposizione pubblicitaria e per la locazione degli impianti comunali; 
-       la disciplina del Regolamento anche così come modificata ed integrata non prevede parimenti nessuna procedura finalizzata a regolamentare la fase di passaggio per l’entrata a regime, con la decadenza alla data del 31 dicembre 2014 di tutti i titoli autorizzativi degli impianti pubblicitari attualmente installati sul territorio della capitale e il contestuale rilascio delle autorizzazioni decennali di tutti gli impianti individuati dai Piani di Localizzazione; 
Ritenuto che:
-       si renda comunque necessario regolamentare l’intero percorso che deve portare alla entrata a regime con il PRIP prima, i Piani di Localizzazione poi ed infine con i bandi di gara;

IMPEGNA  

il Sindaco, l’Assessore per Roma Poduttiva e la Giunta Capitolina ad introdurre nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni la seguente disciplina dei bandi di gara: 
  1. Il parco degli impianti posti a gara deve essere riservato alle seguenti diverse tipologie nelle forme e nei modi che deciderà l’Amministrazione in sede di definizione delle diverse gare: 
  • servizi di pubblica utilità, finalizzati alla realizzazione di una mobilità alternativa;
  • elementi di arredo urbano di pubblica utilità, contenenti in via accessoria superficie pubblicitaria o riferiti ad impianti collegati al finanziamento dei medesimi elementi di arredo urbano come servizi di pubblica utilità;
  • impianti per affissione diretta, pubblicità esterna. 
2. É consentito partecipare in raggruppamento temporaneo d’imprese. Non è sottoposto a gara pubblica, da parte del Comune, il rilascio delle autorizzazioni all’esposizione pubblicitaria su: i mezzi di cui alle lettere e), f), g), h), i), n) e p) dell’art. 4, comma 1; le pensiline e le paline del servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano; i contenitori di rifiuti solidi urbani, le cabine di trasformazione elettrica; le edicole di rivendita dei giornali, i banchi fissi di commercio e gli impianti che siano collocati nelle aree dei mercati rionali come previsto dall’art. 8 bis del Regolamento per le attività commerciali su aree pubbliche di cui alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 35/2006. 

3. A seguito della approvazione dei Piani di Localizzazione, che dovranno stabilire il numero, la posizione esatta e le dimensioni anche di ogni impianto di proprietà privata da installare su suolo pubblico, il Comune provvede al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti individuati dai Piani di Localizzazione approvati, previa gara pubblica per ognuno dei lotti in cui verrà suddivisa la città e di cui faranno parte, secondo le tre tipologie indicate al precedente comma 1. 

4. Come condizione ineludibile del primo bando di gara va posta la automatica decadenza delle autorizzazioni di tutti gli impianti esistenti, che risultino ancora installati sul territorio, di proprietà delle ditte che non avranno vinto il bando di gara, con la perdita immediata del conseguente “diritto acquisito” e l’obbligo di rimozione di tali impianti a loro cura e spese. 

5. In caso di inerzia, il Comune provvede alla rimozione forzata con la collaborazione della ditta che ha vinto il bando.  

6. La ditta singola o associata che si aggiudica ogni specifica gara ha diritto ad installare esclusivamente il numero fisso degli impianti che sono stati individuati nei rispettivi Piani di Localizzazione e che vengono autorizzati per una durata pari a dieci anni, trascorsi i quali il Comune provvede ad indire un nuovo bando per la gestione dello stesso identico numero di impianti. 

7. Gli impianti già regolarmente installati a seguito della aggiudicazione del rispettivo bando di gara che dovessero essere successivamente rimossi in modo temporaneo o definitivo per cause comunque di forza maggiore hanno diritto ad essere ricollocati per lo stesso periodo temporaneo oppure definitivamente nelle posizioni individuate dai Piani di Localizzazione per impianti di pari superficie espositiva destinati a pubblicità temporanea. 

8. A seguito della approvazione dei Piani di Localizzazione il Comune provvede altresì al rilascio delle concessioni per gli impianti di sua proprietà (SPQR) individuati dai Piani di Localizzazione approvati, previa gara pubblica per ognuno dei lotti in cui verrà suddivisa la città e di cui faranno parte, secondo le tre tipologie indicate al precedente comma 1.

9. La ditta singola o associata che si aggiudica ogni gara ha diritto ad una locazione degli impianti comunali che ha durata pari a dieci anni. 

10. Al termine del decennio il Comune provvede ad indire nuovi bandi di gara ed a concedere la locazione per altri dieci anni alla ditta singola o associata che si sarà aggiudicata ogni specifico bando di gara. 

11. Fra le condizioni ineludibili di ogni bando di gara per la ditta che se lo sarà aggiudicato c’é l’obbligo di collaborare con il Comune per la rimozione che si rendesse forzata in caso di inottemperanza da parte delle ditte pubblicitarie che non hanno vinto il bando a smantellare i propri impianti. 

12. Alla ditta che vince un bando può essere demandato anche il compito di curare la repressione di tutte le forme ulteriori di abusivismo commerciale che si venissero e verificare nell’arco del decennio della gestione a lei affidata. 

13. La ditta che vince un bando si impegna a provvedere all’immediato oscuramento di tutti gli impianti abusivi di cui si rendesse comunque necessaria la rimozione forzata della quale debbono parimenti curare ad ogni modo l’esecuzione ai costi che sono stati esplicitati per ogni tipo di rimozione nello stesso bando di gara e che il Comune deve anticipare alla medesima ditta.” 

Sono stati approvati anche una serie degli emendamenti presentati dalla Commissione Commercio, di cui non ho al momento gli esatti particolari, ma posso dire che di quelli più pericolosi è stato riformulato il testo come nel caso dell’art. 19 che attualmente recita: “ … Il Piano: applica i criteri di cui al successivo art. 20 per ciascuna area omogenea del territorio comunale, di cui al medesimo art. 20, comma 1, lett. A); suddivide, ai fini di cui all’art. 7, comma 2, il territorio comunale in massimo dieci sottozone, una delle quali coincidente con la predetta “zona a traffico limitato” e le altre tali da ricomprendere, per quanto tecnicamente possibile in modo equilibrato, le diverse “aree omogenee” e tipologie stradali di cui all’art. 20, comma 1, lett. A) e B). Il Piano può essere sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale anche per singole sottozone. 

La versione finale del testo sfornata ed approvata il 1 luglio del 2014 dalla Commissione Commercio presieduta da Orlando corsetti si è “inventata” non più di suddividere il territorio in 10 sottozone ma di individuare massimo “dieci circuiti, corrispondenti ad altrettanti lotti di gara” che interessino (secondo lo stesso testo attualmente vigente) in modo equilibrato le diverse “aree omogenee” e tipologie stradali di cui alal’rt. 20, comma 1, lett. A e B, con l’aggiunta della precisazione “che ricomprendano impianti ricadenti proporzionalmente in tutti i municipi, a garanzia di un’omogeneità commerciale ed economica complessiva” e che il PRIP può essere approvato anche “per singoli circuiti“.  

Il testo così come riformulato dalla Giunta capitolina è diventato ora il seguente: “Il Piano: applica i criteri di cui al successivo art. 20 per ciascuna area omogenea del territorio comunale, di cui al medesimo art. 20, comma 1, lett. A); suddivide, ai fini di cui all’art. 7, comma 2, il territorio comunale in circuiti tali da ricomprendere, per quanto tecnicamente possibile in modo equilibrato, le diverse “aree omogenee” e tipologie stradali di cui all’art. 20, comma 1, lett. A) e B). Il Piano può essere sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale anche per singole sottozone “. 

L’esito del voto con cui è stata approvata a maggioranza anche la proposta di deliberazione n. 61, cioè le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità è il seguente:
-       presenti: 37
-       votanti: 35
-       favorevoli: 25
-       contrari: 8
-       astenuti: 2

Si tratta di un risultato che considero gigantesco e che comunque entrerà a far parte della storia buona della città di Roma: me ne considero orgoglioso per la quota parte di contributo che ho dato per raggiungere questo importante traguardo.

Ho voluto baciare personalmente l’Assessore e farmi mettere una sua firma autografa sulla maglietta rossa che ho indossato anche ieri pomeriggio.

Immagine.Firma della maglietta di Bosi

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) 

mercoledì 30 luglio 2014

Non è accettabile una mediazione se a pagarne il prezzo è l’intera città di Roma ed i suoi cittadini

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/non-e-accettabile-una-mediazione-se-a-pagarne-il-prezzo-e-lintera-citta-di-roma-ed-i-suoi-cittadini/

Immagine.Slide copertina  
Con questo titolo ho trasmesso all’Assessore Leonori ed a tutti i consiglieri di maggioranza e per conoscenza al diretto interessato cons. Alessandro Onorato ed al cons. Enrico Stefàno il seguente messaggio di posta elettronica.

*********************************

Mi sono stati chiariti ieri pomeriggio ma in linea di massima i termini della mediazione che sarebbe stata raggiunta con l’opposizione e che oggi dovrebbe permettere di approvare in una sola seduta sia la proposta di deliberazione n. 59 che la proposta di deliberazione n. 61.

Riassumo in particolare per chi di voi non ne fosse ancora a conoscenza quanto ci è stato riferito e confermato da più parti.

1 – Viene confermato che le concessioni di tutti gli impianti del riordino scadono improrogabilmente il prossimo 31 dicembre e verranno tutt’al più prorogate solo per il tempo che si renderà necessario ad entrare a regime, “comunque non oltre l’esito delle procedure di gara conseguenti alla redazione dei piani di localizzazione”: significa che tutti gli impianti al momento esistenti sul territorio di Roma dovranno essere rimossi per fare posto a quelli individuati dai Piani di Localizzazione distribuendo in modo puntuale sul territorio i 138.000 mq. complessivi previsti dal PRIP. 

2 – L’accordo è stato raggiunto decidendo di assegnare il 17,5% dei 138.000 mq. esclusivamente ad impianti SPQR di proprietà comunale, pari quindi a 24.150 mq.: non posso al riguardo far notare come il prezzo dell’accordo, per strappare il “sì” sia di Bordoni che di Alemanno, sia stato il totale rinnegamento non solo del 15% proposto in origine dal cons. Franco Marino (pari a 20.700 mq.), ma anche e soprattutto del 10% (pari a 13.800 mq.) che al quotidiano “Il Messaggero” di domenica scorsa il Sindaco Marino in persona aveva detto di essere disposto ad accettare obtorto collo: sotto questo aspetto sia Bordoni che Alemanno possono dire di avere vinto loro. 

3 – I piani di Localizzazione dovranno individuare a priori sul territorio impianti SPQR per 24.150 mq. oppure sarà la stessa amministrazione capitolina a farlo dopo: se ipotizziamo che il formato di maggiore convenienza anche economica sia un 3 x 2 monofacciale, avremmo individuato nelle rispettive posizioni un numero di 4.025 impianti SPQR. 

4 – Trattandosi di impianti di proprietà comunale l’amministrazione capitolina può decidere, come deciderà, di non metterli a gara e di assegnarli a chi ne farà richiesta fra le sole ditte del riordino in base a dei criteri di “premialità” che saranno sempre e comunque del tutto discrezionali per cui occorre trovare una strada che eviti il rischio di contenziosi vincenti in tal senso e che è quella in negativo dell’esclusione prevista per legge e quindi non censurabile dell’art. 38 del D.Lgs . 163/2006 in base al quale il Comune di Roma sarà obbligato a considerare ammissibili o meno a partecipare di diritto alle gare una serie di soggetti in base a determinati requisiti di legge: in perfetta analogia, per evitare disparità di trattamento, dovranno essere ammesse a fare richiesta di vedersi assegnata in locazione una quota parte dei suddetti 4.025 impianti ipotizzati esclusivamente le ditte del riordino che presenteranno gli stessi requisiti di partecipazione ai bandi. 

4 A – Il suddetto criterio non è ad ogni modo sufficiente, perché ad esso vanno aggiunti obbligatoriamente quanto meno il requisito oltremodo oggettivo che non può avere nessun diritto la ditta che abbia installato abusivamente uno o più impianti “senza scheda”, anche ed a maggior ragione se titolare di impianti del riordino. 

Se questo procedimento fino a qui ed alle condizioni sopra dette sembra perfettamente fattibile, si cominciano ad avere seri dubbi finché non saranno state date risposte di altrettanta legittimità ai seguenti problemi che al momento sembrano non essere stati presi in considerazione e risultano quindi irrisolti:

1)   con quali criteri che non sono quelli di una gara vera e propria verranno scelte le ditte da “premiare”;

2)   quanti impianti SPQR (con la conseguente superficie pubblicitaria complessiva, quota parte dei 24.150 mq.) verranno assegnati in locazione;

3)   a quale importo di locazione verranno assegnati i 4.025 impianti SPQR senza poterne strappare quel sicuro importo maggiore se si mettessero a gara alla maggiore offerta.;

4)   la locazione concessa sarà per 5 o 10 anni (al pari in quest’ultimo caso delle autorizzazioni rilasciate a chi avrà vinto i bandi di gara);

5)   al termine dei 5 o 10 anni la locazione sarà rinnovata per altrettanti anni, in regime praticamente di monopolio.  

Quand’anche si riuscisse a trovare la quadra anche ai suddetti problemi, il PRIP che si verrebbe ad approvare rischia di non essere più all’altezza delle altre principali città europee se alla fine proprio il modo autolesionista in cui sarà stato definitivamente approvato diventerà la principale causa di vedere andare deserte tutte le gare che dovranno esser fatte per assicurare alla città proprio quei servizi di cui ha bisogno e che fanno la netta differenza sulla valutazione finale della qualità del prodotto che sarà stato sfornato: ci si riferisce principalmente al servizio di Bike Sharing ed agli elementi di arredo urbano che il Comune di Roma ha l’enorme possibilità di avere a costo zero, concedendo come corrispettivo una certa quantità di superficie pubblicitaria il cui ricavo consenta a chi si aggiudica la gara di coprire le spese per assicurare il servizio e per ricavarne il dovuto guadagno. 

Per rendere l’idea con un paragone significativo porto l’esempio del bando del Bike Sharing voluto nella passata consiliatura dall’allora Assessore all’Ambiente Marco Visconti, che prevedeva la realizzazione a costo zero per il Comune di 70 stazioni di Bike Sharing assegnando come corrispettivo 1.500 mq., corrispondenti a 347 impianti bifacciali di mt. 1,20 x 1,80 però non espressamente individuati nelle rispettive posizioni sul territorio. 

Come requisiti obbligatori per partecipare al bando il Comune chiedeva, a fronte di un importo complessivo a base di asta di 21.400.000 euro, compreso il rinnovo eventuale per ulteriori 5 anni, un fatturato globale non inferiore a 40.000.000 di euro ed un fatturato da commercializzazione di spazi pubblicitari non inferiore ad euro 20.000.000 euro conseguito nel triennio antecedente. 
Riguardo invece ai requisiti di capacità tecnico-organizzativa, il requisito richiesto era la sottoscrizione nel triennio antecedente di almeno un contratto con identico oggetto con un numero minimo di 40 stazioni. 

I suddetti requisiti sono stati ritenuti pienamente legittimi dal TAR del Lazio che però con sentenza n. 668 dell’8 giugno 2012 ha ugualmente annullato il bando, perché la mancata localizzazione sul territorio dei 347 impianti da mt. 1,20 x 1,80 non consentiva alle ditte di poter fare una seria analisi dei costi-benefici e valutare conseguentemente se i ricavi ottenibili dalla pubblicità coprissero i costi del servizio lasciando un giusto margine di guadagno. 
Mantenendo gli stessi identici requisiti di capacità tecnico-organizzativa da un lato e di capacità economico-finanziaria dall’altro lato, il Comune ha l’enorme possibilità di avere subito ed a costo zero un servizio maggiore di ben sei volte, vale a dire di 420 ciclostazioni con cui consentire di andare al lavoro in bicicletta (compresa quella a pedalata assistita) e dare occupazione fissa ad un gran numero di persone solo con la manutenzione delle suddette 420 ciclostazioni, concedendo come corrispettivo 9.000 mq. dei 138.000 mq. complessivi previsti dal PRIP (pari ad appena il 6,5%). 

IPOTIZZANDO DI DARE COME CORRISPETTIVO GLI STESSI TIPI DI IMPIANTI BIFACCIALI DA MT. 1,20 x 1,80, SI AVREBBERO BEN 2.082 IMPIANTI PUBBLICITARI CHE NON POTRANNO MAI AD OGNI MODO RIPAGARE IL COSTO DEL SERVIZIO DA ASSICURARE DANDO IL DOVUTO GUADAGNO SE UNA CERTO LORO QUANTITÀ NON STESSE COLLOCATA IN POSIZIONI CHE SIANO COMMERCIALMENTE MOLTO REMUNERATIVE E CHE NELLE PRINCIPALI CITTÀ EUROPEE SI TROVANO ANCHE E SOPRATTUTTO NEL CENTRO STORICO. 

In tutte le principali città europee i modelli standard utilizzati per finanziare questo servizio a costo zero per l’amministrazione sono proprio il formato da mt. 1,20 (di altezza) x 1,80 (di lunghezza), rinvenibile ad esempio lungo la avenue des Champs Elysées a Parigi, ed il formato di mt. 3,20 x 2,40 (di complessivi 7,68 mq., che a Roma andrebbe localizzato solo in periferia, comunque al di fuori della perimetrazione individuata dalla deliberazione n. 609/1981). 

Ora la lista Alfio Marchini ha presentato l’emendamento n. 437 alla 59° proposta di deliberazione e l’emendamento n. 934 alla 61° proposta di deliberazione che propongono di introdurre tanto nella normativa tecnica di attuazione del PRIP quanto nel Regolamento di Pubblicità proprio i due suddetti formati standard europei “CONSENTITI ESCLUSIVAMENTE PER IMPIANTI E SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ” anche nella Città Storica (sottozona B2), ma non nel centro storico (sottozona B1). 

Una loro eventuale bocciatura da parte di questa maggioranza significherebbe la contestuale bocciatura del servizio di Bike Sharing, in quanto il relativo bando andrà deserto perché non ci sarà nessuna ditta con i requisiti sopra detti che riterrà possibile avere i dovuti ricavi per assicurare il servizio senza una pubblicità fatta quanto meno nella Città Storica, se non anche nel centro storico con i soli formati da mt. 1,20 x 1,80.  

Come ho già avuto modo di scrivere, i cittadini romani rischiano che cada loro sul collo l’approvazione di un PRIP mediocre, livellato al ribasso, adeguato soltanto (se non addirittura esclusivamente) al livello delle micro aziende in grado solo di piantare cartelloni vecchia maniera, senza la possibilità di liberare investimenti anche tecnologici che aumenterebbero per di più l’occupazione.  

Invito quindi seriamente tutti voi ad evitare questo. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) 

martedì 29 luglio 2014

Se non ci saranno ulteriori incidenti di percorso, forse Roma già a partire da stasera avrà un Piano Regolatore degli Impianti pubblicitari (PRIP) dello stesso valore dei piani delle principali città europee

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/se-non-ci-saranno-ulteriori-incidenti-di-percorso-forse-roma-gia-a-partire-da-stasera-avra-un-piano-regolatore-degli-impianti-pubblicitari-prip-dello-stesso-valore-delle-principali-citta-europee/

Quella di ieri pomeriggio è stata per me una di quelle giornate in cui ti senti riconciliato con la vita, perché cominci a vedere i primi risultati ancora timidi ma concreti di un lavoro svolto con tenacia e costanza assidua sempre e soltanto nell’interesse della città di Roma e dei suoi cittadini che da troppo tempo ormai stanno aspettando che alla nostra capitale venga ridato il decoro che merita.
La mattina si era aperta con molti i sostenitori che hanno dato il loro appoggio alla iniziativa decisa dal sottoscritto assieme a Basta Cartelloni di presentarci in aula almeno in 20 con indosso una maglietta rossa con la seguente scritta sia davanti che di dietro.

 Immagine.Foto ricoredo.5

Cito fra questi in primis Italia Nostra da un lato, che ha emanato in mattinata il comunicato stampa sotto riportato.

 Immagine.CS Italia Nostra

Dall’altro lato un mio riconoscimento personale va a Carte in Regola, che ha invitato tutti a partecipare tanto sul suo sito http://carteinregola.wordpress.com/ , dove ha dedicato un apposito articolo alla nostra iniziativa, di cui riporto il seguente passaggio: “Da più di vent’anni la Capitale è vittima del farwest delle affissioni. E proprio adesso, che finalmente sta per vedere la luce  un nuovo Piano  che dovrebbe garantire legalità e regole uguali per tutti, saltano fuori ostacoli imprevisti da parte di un pezzo della stessa maggioranza che rendono la sua rapida approvazione alquanto  incerta (sembra un dejà vu…) . Si parla di un rinvio alle calende greche, stralciando il provvedimento dal bilancio, oppure di un emendamento nello stesso stile del “regalo” fatto ai camion bar. Entrambe le ipotesi sarebbero una grave sconfitta per la città. 
Intanto il Sindaco Marino sul Messaggero di oggi (1) ribadisce di aver preso “l’impegno per regole chiare e trasparenti sulle affissioni” e che “svuotare la delibera per favorire qualcuno sarebbe una vergogna“.

Oggi Carteinregola sarà in Campidoglio insieme alle associazioni e ai cittadini a chiedere al Presidente Coratti di rispettare l’Ordine del Giorno e ai consiglieri capitolini di approvare il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari senza se e senza ma”

L’invito a partecipare è stato fatto da Carte in Regola anche su facebook, ricevendo la piena adesione dell’Assessore alle Attività Produttive e alle Affissioni e Pubblicità del II Municipio Emilia La Nave poi venuta personalmente in aula Giulio Cesare.

Immagine.Emilia La Nave.1


Oltre ovviamente a Cittadinanzattiva Lazio, il cui segretario è membro del comitato direttivo di Bastacartelloni, vanno citati anche Salviamo il Paesaggio e Giovanna Marchese Bellaroto, responsabile del settore commercio della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa) che ha voluto anche lei partecipare di persona in aula Giulio Cesare indossando addirittura la maglietta.

Immagine.Foto ricordo 12
da sinistra: Fippo Guardascione, Giovanna Marchese Bellaroto, Franco Quaranta, Rodolfo Bosi

Anche l’associazione  Respiro Verde Legalberi ha fatto sapere di sostenere questa battaglia perché “i cartelloni invadono anche lo spazio riservato agli alberi, spesso distruggendoli. Malgrado essi siano un patrimonio collettivo di grande valore, sono sempre più considerati un fastidio, figuriamoci quindi per chi deve dare spazio ai propri interessi pubblicitari !”.
Il miglior attestato è venuto comunque dalla parte politica ed in modo eterogeneo perché oltre all’Assessore Emilia La Nave, hanno voluto far sentire la loro presenza Stefano Zuppello, Assessore delle Attività Produttive del XIII Municipio.

 Immagine.Foto ricordo.7.
 da sinistra: Emilia La Nave, Rodolfo Bosi , Franco Quaranta, Stefano Zuppello

Ha partecipato anche la consigliera del I Municipio  Nathalie Naim, che ha lamentato la presenza ancora delle paline con orologio al di fuori del centro storico e che si è ripromessa di chiederne la eliminazione al Presidente della Commissione Commercio.
Hanno dato una adesione convinta, partecipando al presidio, anche diversi esponenti del Movimento Cinque Stelle, tra cui gli eurodeputati Fabio Massimo Castaldo e Dario Tamburrano, Angelo Diario portavoce in 13° Municipio e molti altri, che si sono voluti far immortalare con la maglietta rossa assieme ai loro 4 consiglieri comunali.
 Immagine.Foto ricordo,10

A completare il buon inizio di mattinata è venuta l’intervista rilasciata dal Sindaco Marino al quotidiano “Il Messaggero” che ha fatto l‘effetto di un fulmine a ciel sereno, scompaginando tutti i giochi.

 Immagine.Messaggero 28 luglio 2014
Il Messaggero del 28 luglio 2014

L’articolo è stato presumibilmente determinato da un precedente articolo pubblicato il giorno prima sempre su “Il Messaggero” che aveva anticipato la notizia della nostra iniziativa, spiegando però bene gli antefatti e le ragioni che l’avevano determinata, citando anche la lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

 Immagine.Messaggero del 27 luglio 2014
Il Messaggero del 27 luglio 2014

L’articolo del giorno successivo riporta in chiusura la seguente dichiarazione resa dal coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo riguardo a chi teme ancora un rinvio della proposta di deliberazione a data da destinarsi: “Non se ne parla, andiamo avanti. Sarebbe una vergogna”.
Sembrerebbe pertanto scongiurato del tutto il rischio di uno stralcio dal bilancio delle due proposte di deliberazione propedeutiche al bilancio stesso.  
Sembra inoltre e soprattutto scongiurato il rischio ben maggiore che venga portata avanti la questione della “premialità” con la riserva del 15% a non si sa bene quali ditte “virtuose”, perché – come mi ha spiegato personalmente il capogruppo del PD Francesco D’Ausilio, la Giunta ha avocato a sé l’eventuale mediazione, che poi lo stesso Presidente della Commissione Commercio Orlando Corsetti ha così spiegato su facebook: Con riferimento infine al noto tema della premialità, intendo precisare che non esiste né un emendamento-Corsetti né un emendamento della commissione commercio ma sarà l’assessore alle attività produttive Marta Leonori a valutare, sulla base delle indicazioni ricevute dal Sindaco, la possibilità di riservare una quota alle cosiddette ditte virtuose. Sarà quindi la giunta a decidere in tal senso e per questo voteremo solo ed esclusivamente la proposta che arriverà dal sindaco e dalla sua giunta“.

Immagine.Foto ricordo.3
l’effetto sala del presidio fatto dagli amici di Basta Cartelloni
Come ha ben spiegato l’amico Filippo Guardascione sul blog di Basta Cartelloni “Gli scenari che si aprono dopo la giornata di oggi, il nostro presidio e l’intervista rilasciata dal Sindaco al Messaggero sono fondamentalmente due:
  • Ipotesi 1: la maggioranza riesce a trovare una formula che riconosca ad alcune ditte romane  una piccola quota di impianti da tenere fuori dal bando di gara. Questa quota dovrà però essere sostenuta da solide basi giuridiche per evitare di ledere i princìpi di pari trattamento sui bandi. Se l’opposizione accetta questa soluzione e ritira i propri emendamenti, già nella serata di oggi potrebbe essere approvato il PRIP. Come basta Cartelloni, anch’io ritengo che tale soluzione giuridica sia impossibile, ma in queste ore, il Sindaco in persona ha richiesto un parere all’avvocatura comunale e sta lavorando a contatto con gli uffici e con l’Assessore per trovare una sorta di compromesso che però non sia giuridicamente attaccabile.
  • Secondo scenario: i pareri legali sono contrari a riservare una quota seppure minima di impianti a qualcuno e allora in aula andrà il PRIP così come proposto dalla Giunta arrivando dunque alla conta finale dei voti. Diversi consiglieri, anche quelli più favorevoli al “premio” alle ditte storiche, mi hanno assicurato che comunque andrà, voteranno a favore del PRIP, anche se mugugnando.”
Mi ha fatto sentire riconciliato con la vita a maggior ragione l’essere riuscito a ritornare sull’alveo del confronto sereno e non esasperato chiarendo una volta per tutte con lo stesso Orlando Corsetti, dopo un suo iniziale secco rifiuto a parlare con me, che da parte nostra così come da parte della stessa Giunta non c’è nessuna deroga a vantaggio delle multinazionali per il servizio di Bike Sharing, dopo che l’ho convinto una volta per tutte che i 9.000 mq. di superficie pubblicitaria che vorrei che il Comune concedesse per avere un servizio di 420 ciclostazioni fanno parte dei 138.000 mq. complessivamente previsti dal PRIP (di cui costituiscono appena il 6,5%).
Ho avuto modo di ribadirgli che va approvata come apposito emendamento la clausola a garanzia di tutte le ditte pubblicitarie  che uno stesso soggetto giuridico non possa aggiudicarsi più di due delle 10 gare future previste, ma che va invece ritirato l’emendamento della Commissione Commercio che vanificherebbe le 14 tavole di zonizzazione e tipi stradali del PRIP perché non sta né in cielo né in terra una pianificazione territoriale basta su “circuiti” per giunta fatta in modo da individuare 10 lotti territoriali in funzione delle future gare.  
Ma il motivo ancora maggiore che mi fatto sentire ancor più riconciliato con la vita è stato quando l’assessore Marta Leonori è voluta scendere di persodico a in aula Giulio Cesare per spiegarci – per quel che poteva a quel momento solo in termini di “metodo” – che la Commissione Commercio non potrà più tornare sul tema della “premialità”, per espressa richiesta politica del Sindaco, perché sia il primo cittadino che la stessa Leonori saranno gli unici titolati a formulare una proposta, dopo aver raccolto un parere tecnico da parte di avvocati e giuristi.

Immagine.Foto ricordo.6

Dopo averci dato questa assicurazione, l’Assessore si è prestata di buon grado a farsi fotografare chiedendoci di avere una maglietta per ricordo.

Immagine.Foto ricordo 7
da sinistra: Franco Quaranta, Giovanna Marchese Bellaroto, Marta Leonori, Bosi Rodolfo
Immagine.Foto ricordo.8
 Immagine.Foto ricordo 4
 Immagine.Foto ricordo.9
A far concludere ancor più degnamente la giornata d ieri sono state altre due belle notizie che mi sono state date dapprima dall’assessore Emilia La Nave, la quale mi ha portato a conoscenza della approvazione anche da parte del Consiglio del II Municipio della risoluzione da me proposta su cartellopoli e già fatta propria da altri 4 Municipi, ed alla fine all’uscita da Palazzo Senatorio dallo stesso dott. Francesco Paciello, il quale mi ha anticipato di avere dato parere favorev0le in linea di massima a nome degli uffici a quasi tutti gli emendamenti da me proposti e recepiti dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e della lista Alfio Marchini.

Il dott. Francesco Paciello mi ha anche lasciato capire che prossimamente si dovrebbe provvedere ad oscurare gli impianti “senza scheda” nelle more della loro materiale rimozione: ha alla fine accettato di buon cuore di lasciarsi fotografare assieme a tutti noi a fianco della colonna con la lupa capitolina.

Una giornata almeno per me da incorniciare, anche se la “quadra”  sulla Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP e sulle modifiche al Regolamento di Pubblicità ancora non c’è, ma sembra si sia ormai molto vicini. 

Un primo grande risultato è stato evitare che questi provvedimenti venissero stralciati dal bilancio e rinviati a chissà quando. 

Il voto complessivo dunque ci sarà sicuramente e quasi certamente entro mercoledì sera: entro stasera potrebbe essere però approvato il PRIP con la sua normativa tecnica di attuazione.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) 

martedì 22 luglio 2014

Piano regolatore degli impianti pubblicitari a margine del Bilancio. Le posizioni politiche partito per partito. Chi sta giocando contro la città?

Entro le ore 19,00 di mercoledì 16 luglio 2014 dovevano essere presentati gli ordini del giorno e gli emendamenti anche alle proposte di deliberazione n. 59 (“Approvazione Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari”) ) e n. 61 (“Modifiche ed integrazioni alla deliberazione consiliare n. 37 del 30 marzo 2009, …., riguardante il Regolamento comunale recante le norme in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni”).
Alla proposta di deliberazione n. 59 (PRIP) sono stati presentati n. 25 ordini del giorno e n. 516 emendamenti, così come di seguito distribuiti.
ORDINI DEL GIORNO
22 (classificati da n. 1 a n. 22) sono stati presentati da Dario Rossin (FI) e Giordano Tredicine (PdL)
3 (classificati da n. 23 a n. 25) sono stati presentati da Alfio Marchini ed Alessandro Onorato
EMENDAMENTI
(classificato come n. 1) è stato presentato da Orlando Corsetti
12 (classificati da n. 2 a n. 13) sono stati presentati dall’intero gruppo del Movimento 5 Stelle
198 (classificati da n. 14 a n. 211) sono stati presentati da Roberto Cantiani (Gruppo Misto)
83 (classificati da n. 212 a n. 294) sono stati presentati da Dario Rossin (FI) e Giordano Tredicine (PdL)
134 (classificati da n. 295 a n. 428) sono stati presentati da Giovanni Alemanno Ignazio Cozzoli Poli (Alleanza Nazionale Popolare)
10 (classificati da n. 429 a n. 438)) sono stati presentati da Alfio Marchini ed Alessandro Onorato
78 (da n. 439 a n. 516) sono stati presentati da Davide Bordoni (FI).
Alla proposta di deliberazione n. 61 (modifiche ed integrazioni al Regolamento di Pubblicità) sono stati presentati n. 22 ordini del giorno e la bellezza di n. 1277 emendamenti, così come di seguito distribuiti.
ORDINI DEL GIORNO
15 (classificati da n. 1 a n. 15) sono stati presentati da Dario Rossin (FI) e Giordano Tredicine (PdL)
5 (classificati da n. 16 a n. 20) sono stati presentati da Alfio Marchini ed Alessandro Onorato
1 (classificato come n. 21) è stato presentato da Davide Bordoni (FI).
1 (classificato come n. 22) è stato presentato da Athos De Luca (PD)
EMENDAMENTI
12 (classificati da n. 1 a n. 12) sono stati presentati dall’intero gruppo del Movimento 5 Stelle
388 (classificati da n. 13 a n. 400) sono stati presentati da Roberto Cantiani (Gruppo Misto)
287 (classificati da n. 401 a n. 687) sono stati presentati da Dario Rossin (FI) e Giordano Tredicine (PdL)
3 (classificati da n. 688 a n. 690) sono stati presentati da Francesco D’Ausilio (PD)
235 (classificati da n. 691 a n. 925) sono stati presentati da Giovanni Alemanno Ignazio Cozzoli Poli (Alleanza Nazionale Popolare)
21 (classificati da n. 926 a n. 946) sono stati presentati da Alfio Marchini ed Alessandro Onorato
331 (classificati da n. 947 a n. 1277) sono stati presentati da Davide Bordoni (FI).
Rimando ai giorni successivi una analisi più puntuale ed approfondita, che in modo distinto e separato per ognuna delle due proposte di deliberazione accorperà sotto l’aspetto tecnico e giuridico i vari aspetti che sono stati fatti oggetto di ordini del giorno e di specifici emendamenti: dall’assemblaggio di tutti gli emendamenti presentati per ognuno degli articoli tanto del Regolamento di Pubblicità quanto della normativa tecnica di attuazione del PRIP scaturirà un quadro sinottico completo che intendo portare come contributo di VAS trasmettendolo ad ogni consigliere per consentirgli di avere una visione comparata riguardo ad ognuno degli emendamenti su cui sarà chiamato a votare.
In questa sede mi preme di far conoscere il quadro politico complessivo che si è venuto chiaramente a delineare con la presentazione degli ordini del giorno e degli emendamenti, valutati complessivamente senza distinzione tra la proposta di deliberazione n. 59 e la proposta di deliberazione n. 61, per farne poi una serie di considerazioni di carattere politico a seconda delle ipotesi di voto che si stanno prospettando.  
Dall’esame dei contenuti più importanti soprattutto degli emendamenti emergono le seguenti posizioni di ogni gruppo politico.

POSIZIONI DEI GRUPPI POLITICI DI MAGGIORANZA

La maggioranza che sostiene il Sindaco Ignazio Marino e la Giunta Capitolina è formata dal Partito Democratico, dalla Lista Civica Marino Sindaco, da Sinistra Ecologia e Libertà e dal Centro Democratico: vediamone le rispettive posizioni che hanno assunto in ordine gerarchicamente inverso.

CENTRO DEMOCRATICO

Massimo Caprari, che è l’unico consigliere che ne fa parte quindi anche come capogruppo, non ha presentato nessun ordine del giorno e nessun emendamento: se ne dovrebbe desume che a lui stanno bene sia la normativa tecnica di attuazione del PRIP che le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità così come proposte dalla Giunta Capitolina anche e soprattutto con le controdeduzioni. 

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ

Ne fanno parte le consigliere Maria Gemma Azuni, Immacolata Battaglia ed Anna Maria Proietti Cesaretti che assieme al capogruppo Gianluca Peciola non hanno presentato nessun ordine del giorno e nessun emendamento: se ne dovrebbe desumere che a tutti e 4 i componenti del gruppo stanno bene sia la normativa tecnica di attuazione del PRIP che le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità così come proposte dalla Giunta Capitolina anche e soprattutto con le controdeduzioni. 

LISTA CIVICA MARINO SINDACO

Ne fanno parte Franco MarinoRiccardo MagiSvetlana CelliRita Paris ed il capogruppo Luca Giansanti, che già al sottoscritto aveva anticipato che a tutti e 5 i componenti del gruppo stanno bene sia la normativa tecnica di attuazione del PRIP che le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità così come proposte dalla Giunta Capitolina anche e soprattutto con le controdeduzioni.
Non hanno difatti presentato né ordini del giorno né emendamenti.

PARTITO DEMOCRATICO

Ne fanno parte i seguenti 19 consiglieri (in ordine alfabetico): Valeria Baglio, Erica Battaglia, Mirko Coratti, Orlando Corsetti, Michela Di Biase, Athos De Luca, Alfredo Ferrrari, Valentina Grippo, Dario Nanni, Marco Palumbo, Fabrizio Panecaldo, Giovanni Paris, Pierpaolo Pedetti, Ilaria Piccolo, Maurizio Policastro, Antonio Stampete, Giulia Tempesta, Daniela Tiburzi ed il capogruppo Francesco D’Ausilio.
Sono stati presentati un ordine del giorno e tre emendamenti in ordine soltanto alla proposta di deliberazione n. 61, con un quarto emendamento che ha riguardato invece la proposta di deliberazione n. 61, senza un evidente coordinamento fra di loro, a dimostrazione ennesima (caso mai ce ne fosse ancora bisogno) che nel maggior gruppo politico di maggioranza non c’è una completa coesione.
L’ordine del giorno presentato da Athos De Luca impegna il Sindaco, l’Assessore per Roma Produttiva e la Giunta Capitolina ad introdurre nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni la seguente disciplina dei bandi di gara”, che è la stessa richiesta come emendamento dai Municipi I e XV, ma che non è stata non accolta in sede di controdeduzioni e viene quindi ora ripresentata sotto forma di ordine del giorno.
Il capogruppo Francesco D’Ausilio si è invece voluto preoccupare della “Determinazione canone e tariffe delle iniziative pubblicitarie nei Mercati Rionali Autogestiti”, della “tariffa per i mezzi pubblicitari installati nei mercati comunali”edel divieto della “esposizione pubblicitaria il cui contenuto promuova il gioco d’azzardo”.
Il cons. Orlando Corsetti ha voluto invece presentare in modo del tutto improprio un emendamento che anziché essere singolo è invece cumulativo, in quanto riguarda specificatamente gli “EMENDAMENTI ALLA PROPOSTA N. 59/2014 espressi dalla IX Commissione Capitolina Permanente nella seduta del 01/07/2014”.
 Immagine.Emendamento di Corsetti
Non si capisce bene dove Corsetti sia voluto andare a parare, dal momento che nel suo emendamento cumulativo figurano solo i primi 4 dei 15 emendamenti complessivamente approvati il 1 luglio 2014 a maggioranza semplice dalla Commissione Commercio, per giunta con quello relativo ai 15 Piani di Localizzazione già accolto dalla Giunta Capitolina in sede di controdeduzioni, di cui il sig. Corsetti era evidentemente ancora all’oscuro al momento della presentazione di un simile emendamento.
Se ne dovrebbe comunque desumere che, pur con il distinguo di 3 suoi consiglieri, anche al Partito Democratico dovrebbero star bene sia la normativa tecnica di attuazione del PRIP che le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità così come proposte dalla Giunta Capitolina anche e soprattutto con le controdeduzioni.

POSIZIONI DEI GRUPPI POLITICI DI MINORANZA

I gruppi politici di minoranza sono i seguenti 10: Movimento 5 Stelle, Lista Civica Alfio Marchini Sindaco,Movimento Cantiere Italia, Lista Civica Cittadini x Roma Alemanno, Fratelli d’Italia, Nuovo Centro Destra,Gruppo MistoPopolo della LibertàAlleanza Popolare Nazionale e Forza Italia.
Vediamone nello stesso ordine le rispettive posizioni che hanno assunto.

MOVIMENTO 5 STELLE

È composto dai seguenti 4 consiglieri: Marcello De Vito (capogruppo), Daniele FrongiaVirginia Raggi ed Enrico Stefàno.
Hanno presentato compatti 12 emendamenti in ordine alla proposta di deliberazione n. 59 ed altrettanti 12 emendamenti in ordine alla proposta di deliberazione n. 61, che sono tutti di perfezionamento e comunque miglioramento tanto della normativa tecnica di attuazione del PRIP (ed in particolare delle sue misure di salvaguardia) quanto delle modifiche ed integrazioni al Regolamento di Pubblicità (in particolare per la disciplina dei bandi di gara).
Ne deriva che accettano sostanzialmente l’impianto del PRIP soprattutto così come migliorato con le controdeduzioni della Giunta Capitolina e che conseguentemente non dovrebbero sicuramente votare contro l’approvazione delle due proposte di deliberazione e forse nemmeno astenersi. 

ALFIO MARCHINI SINDACO

La lista civica è composta dal capogruppo Alfio Marchini e dal cons. Alessandro Onorato, che in modo compatto hanno presentato 3 ordini del giorno e 10 emendamenti riguardo alla proposta di deliberazione n. 59 e 5 ordini del giorno e 21 emendamenti riguardo alla proposta di deliberazione n. 61.
Si tratta di ordini del giorno ed emendamenti tutti migliorativi sia della normativa tecnica di attuazione del PRIP che del Regolamento di Pubblicità e che quindi accettano sostanzialmente l’intelaiatura del PRIP soprattutto così come migliorato con le controdeduzioni della Giunta Capitolina, che hanno accolto peraltro alcuni degli stessi emendamenti presentati, perché evidentemente non ancora a conoscenza delle controdeduzioni al momento della loro presentazione.
Conseguentemente il gruppo non dovrebbe sicuramente votare contro l’approvazione delle due proposte di deliberazione e forse nemmeno astenersi.

MOVIMENTO CANTIERE ITALIA

Cosimo Dinoi, che è l’unico consigliere che ne fa parte quindi anche come capogruppo, non ha presentato nessun ordine del giorno e nessun emendamento: se ne dovrebbe desumere che per l’immediato (salvo poi decidere al momento del voto in un senso o nell’altro) a lui stanno bene sia la normativa tecnica di attuazione del PRIP che le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità così come proposte dalla Giunta Capitolina anche e soprattutto con le controdeduzioni. 

CITTADINI X ROMA ALEMANNO

Gianluigi De Palo, che è l’unico consigliere che ne fa parte quindi anche come capogruppo, non ha presentato nessun ordine del giorno e nessun emendamento: se ne dovrebbe desumere che per l’immediato (salvo poi decidere al momento del voto più in un senso di opposizione che nell’altro, vista l’appartenenza politica dichiarata per l’ex Sindaco Alemanno) anche a lui stanno bene sia la normativa tecnica di attuazione del PRIP che le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità così come proposte dalla Giunta Capitolina anche e soprattutto con le controdeduzioni. 

FRATELLI D’ITALIA

Fabrizio Ghera, che è l’unico consigliere che ne fa parte quindi anche come capogruppo, non ha presentato nessun ordine del giorno e nessun emendamento: se ne dovrebbe desumere che per l’immediato (salvo poi decidere al momento del voto più in un senso di opposizione che nell’altro, vista l’appartenenza politica nella Giunta dell’ex Sindaco Alemanno) a lui stanno bene sia la normativa tecnica di attuazione del PRIP che le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità così come proposte dalla Giunta Capitolina anche e soprattutto con le controdeduzioni. 

NUOVO CENTRO DESTRA

È composto da Marco Pomarici (ex Presidente della Assemblea Capitolina sotto il mandato di Alemanno), Lavinia Mennuni Sveva Belviso (ex Vice Sindaco sotto il mandato di Alemanno), che è il capogruppo.
Non hanno presentato nessun ordine del giorno e nessun emendamento: se ne dovrebbe desumere che per l’immediato (salvo poi decidere al momento del voto più in un senso di opposizione che nell’altro, vista l’appartenenza politica nella Giunta dell’ex Sindaco Alemanno) al gruppo stanno bene sia la normativa tecnica di attuazione del PRIP che le modifiche e le integrazioni al Regolamento di Pubblicità così come proposte dalla Giunta Capitolina anche e soprattutto con le controdeduzioni.
In occasione della seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Commercio che si è tenuta il 1 luglio scorso Sveva Belviso si è dichiarata a favore dell’emendamento presentato quel giorno dal cons. Enrico Stefàno che proponeva l’esclusione dai futuri bandi di gara di quelle ditte anche del riordino che abbiano violato la normativa vigente in materia, compresa la disciplina dello stesso riordino.
Nel pomeriggio dello scorso venerdì 18 luglio mi ha ribadito la sua intenzione di non voler prorogare le concessioni degli impianti del riordino, perché si verrebbe a mantenere l’attuale situazione di grave illegalità diffusa e sta tuttora valutando la scheda che mi ha pregato di trasmetterle e che descrive l’unica soluzione politica possibile che dovrebbe accontentare sia la maggioranza che l’opposizione. 

GRUPPO MISTO

Roberto Cantiani, che è l’unico consigliere che ne fa parte quindi anche come capogruppo, ha presentato complessivamente la bellezza di 586 emendamenti, 198 dei quali in ordine alla proposta di deliberazione n. 59 con i rimanenti 388 in ordine alla proposta di deliberazione n. 61.
Nel corso della seduta congiunta di Commissione Bilancio e Commercio che si è tenuta il 24 giugno scorso è intervenuto per far presente che “sulla ‘premialità’ occorre specificarla meglio ed in maniera più pesante“.
In modo del tutto incoerente, anziché preoccuparsi di proporre concretamente quale possa essere questa “maniera più pesante” con cui specificare la “premialità” che evidentemente anche lui, come Corsetti , vuole a tutti i costi riconoscere, ha preferito perdere tempo a preparare e firmare per 586 volte degli emendamenti del tutto sconclusionati e quindi completamente strumentali, che dimostrano di per sé l’alto senso istituzionale cha ha riguardo all’interesse della città di Roma e dei suoi cittadini.
Ad esempio estremamente significativo riporto di seguito l’emendamento strumentale tipo scelto dal cons. Cantiani.
 Immagine.Emendamento tipo di Cantiani
La data dell’11 luglio 2014 riportata in basso a sinistra attesta la premeditata volontà di fare ostruzionismo ad oltranza, che si è dimostrato una fatica del tutto sprecata considerato che a conclusione della Conferenza dei Presidenti dei gruppi che si è tenuta il successivo 16 luglio è stato deciso un tempo massimo di 7 ore per la trattazione degli ordini del giorno e degli emendamenti relativi ad ognuna delle proposte di deliberazione.

POPOLO DELLA LIBERTÀ

Giordano Tredicine, che è l’unico consigliere che ne fa parte quindi anche come capogruppo, ha presentato complessivamente la bellezza di 37 ordini del giorno (22 riferiti alla proposta n. 59 ed i rimanenti 15 riferiti alla proposta n. 61) e 370 emendamenti, 83 dei quali in ordine alla proposta di deliberazione n. 59 con i rimanenti 287 in ordine alla proposta di deliberazione n. 61.
Mettendo da parte per un attimo le ragioni della spaccatura venutasi a determinare quando il Popolo della Libertà è stato sciolto per riformare Forza Italia, il cons. Tredicine ha deciso per l’occasione di tornare ad allearsi con il cons.Dario Rossin di Forza Italia, che assieme a lui ha cofirmato tutti i 37 ordini del giorno e tutti i 370 emendamenti. 
Anche loro, come il cons. Cantiani, hanno preferito perdere tempo a preparare e firmare per 407 volte ordini del giorno ed emendamenti del tutto sconclusionati e quindi pur essi scopertamente strumentali, che dimostrano di per sé l’alto senso istituzionale che anche questi due signori hanno riguardo all’interesse della città di Roma e dei suoi cittadini.
Ad esempio estremamente significativo riporto di seguito l’emendamento strumentale tipo scelto dai cons. Tredicine e Rossin.
 Immagine.Emendamento tipo di Rossin e Tredicine
È chiara anche qui la volontà di fare ostruzionismo ad oltranza, che si è dimostrata però una fatica del tutto sprecata visto poi che a conclusione della Conferenza dei Presidenti dei gruppi che si è tenuta il successivo 16 luglio è stato deciso un tempo massimo di 7 ore per la trattazione degli ordini del giorno e degli emendamenti relativi ad ognuna delle proposte di deliberazione.

ALLEANZA POPOLARE NAZIONALE

Il gruppo è costituito da Giovanni Alemanno (capogruppo) e da Ignazio Cozzoli Poli, che insieme hanno presentato complessivamente la bellezza di 369 emendamenti, 134 dei quali in ordine alla proposta di deliberazione n. 59 con i rimanenti 235 in ordine alla proposta di deliberazione n. 61.
La maggior parte degli emendamenti è strumentale, ma a differenza sia di Cantiani che di Tredicine e Rossin stavolta gli argomenti utilizzati sono a mio giudizio più raffinati perché finalizzati comunque a dover essere dibattuti.
Porto come esempio significativo una serie di emendamenti tra il serio ed il faceto, perché chiedono il ripristino del formato di mt. 4×3 (emendamento n. 897), ma anche di quello da mt. 6×3 (emendamento n. 899).
Porto come ulteriore esempio significativo per tutti il numero notevole di emendamenti al 3° comma dell’art. 19 che testualmente dispone che “per gli impianti pubblicitari su area demaniale ferroviaria sono adottati Piani Regolatori specifici, anche in deroga alle norme del presente Regolamento“.

Furbescamente gli emendamenti dal n. 838 al n. 853 chiedono di adottare “Piani Regolatori specifici” non solo per “gli impianti pubblicitari su area demaniale ferroviaria”, ma anche per quasi tutti i tipi di impianti, fra cui anche per quelli “scaturiti dalla procedura del riordino” (n. 838) , “per gli impianti di cui ai progetti speciali per il bike sharing” (n. 841) e “per gli impianti su manufatti costituenti elementi di arredo urbano” (n. 847).
Immagine.Art. 19 di Alemanno-Poli

 Immagine.Art. 19 di Alemanno-Poli.1
 Immagine.Art. 19 di Alemanno-Poli.2
Quanto meno però “per gli impianti di cui ai progetti speciali per il bike sharing” il gruppo di Alleanza Popolare Nazionale ammette che il servizio venga assicurato da un apposito ed unico bando di gara: lo attesta il sottostante emendamento n. 760.
 Immagine.Emendamento Alemanno-Poli
Il gruppo di Alleanza Popolare Nazionale ammette anche che si facciano gli altri bandi di gara, chiedendo che siano “almeno” 10 e non al massimo 10 (vedi sottostante emendamento n. 759).
 Immagine.Alemno 10 lotti di gara - Alemanno
Il gruppo di Alleanza Popolare Nazionale ribadisce la volontà già espressa dalla Giunta Capitolina di avere 15 Piani di Localizzazione, inserendo però tale obbligo all’art. 19 del Regolamento (vedi sottostante emendamento n. 763).
 Immagine.Emendamento all'art. 19 di Alemanno-Poli
Il gruppo di Alleanza Popolare Nazionale non accetta invece l’intelaiatura su cui si basa il PRIP e che è quella di chiudere del tutto con il procedimento del riordino alla scadenza del prossimo 31 dicembre 2014, per procedere proprio con al massimo 10 bandi gara al rilascio delle nuove autorizzazioni per tutti gli impianti individuati dai Piani di Localizzazione. 
Chiede pertanto l’eliminazione di tutte le parti modificate dell’art. 34 del Regolamento (“norme transitorie”) ed in particolare di quella del comma 9, che testualmente recita: “Gli impianti riconducibili alla procedura del riordino, già riconosciuti come validi nella Nuova Banca Dati, permangono sul territorio, nel rispetto del presente regolamento fino alla scadenza del 31 dicembre 2014, senza possibilità di rinnovo o di rilascio di nuove autorizzazioni, e comunque non oltre l’esito delle procedure di gara conseguenti alla redazione dei piani di localizzazione”. 
Lo attesta il sottostante emendamento n. 768.
 Immagine.Eliminzione modifica comma 9 di Alemanno-Poli
In sostituzione anche del testo vigente del comma 9, il gruppo chiede di sostituirlo con il testo del sottostante emendamento n. 810.
 Immagine.controproposta di Alemanno-Poli
Il citato art. 14 del disciplinare del procedimento del riordino degli impianti pubblicitari, che è parte integrante della Deliberazione della Giunta Comunale n. 1689 del 9 maggio 1997, è relativo al “provvedimento”, vale a dire al “rinnovo” che “ha durata di 5 anni”.
IN MODO ELEGANTE SI È VOLUTA BYPASSARE LA SCADENZA INDEROGABILE DEL PROSSIMO 31 DICEMBRE 2014, CHE RIMANE ANCHE SENZA LA MODIFICA DEL COMMA 9 COSÌ COME PROPOSTA DALLA GIUNTA CAPITOLINA, PER CHIEDERE DI FATTO IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI DEGLI IMPIANTI DEL RIORDINO FINO AL 31 DICEMBRE DEL 2019. 
I criteri di “premialità” per selezionare le ditte “virtuose” sarebbero stabiliti unicamente in base a “quelle posizioni riferibili ad aziende in regola con i pagamenti e che non abbiano installato impianti privi di titolo nell’ultimo quinquennio”: si tratta di due banali quanto lapalissiane condizioni. 
Quanto al “premio” vero e proprio consisterebbe nel rinnovare concessioni per ben 69.000 mq. di superficie, vale a dire il 50% degli interi 138.000 mq. previsti dal PRIP. 
Riporto quanto ho già avuto modo di scrivere nell’articolo pubblicato su questo stesso sito che ha descritto lo svolgimento della seduta della Commissione Commercio del 26 giugno scorso: “proposta dell’opposizione (Bordoni ed Alemanno) che pretende invece il 50% dei 138.000 mq. da riservare al di fuori dei bandi di gara agli impianti del riordino delle sole ditte “virtuose”, prorogando la scadenza del prossimo 31 dicembre di almeno altri 5 anni.
Il suddetto precedente mi fa supporre che fin da allora questo emendamento era stato già “studiato”, ma molto malamente, perché non è stato considerato quanto avevo avuto modo di obiettare alle ditte rappresentate dall’AIPE nel corso dell’incontro avuto con loro il 16 novembre del 2013, facendo la seguente banale obiezione: a parte la già difficile selezione tra ditte “buone” e ditte “cattive” (a rischio di sicuri contenziosi), ma se la superficie complessiva degli impianti pubblicitari delle ditte “buone” superasse il tetto del 50% (cioè i 69.000 mq., allora come si fa ? 
Secondo l’emendamento 838 precedentemente riportato, in base al quale si dovrebbero adottare piani regolatori specifici anche “per gli impianti scaturiti dalla procedura di riordino”, si penserebbe di superare forse l’empasse facendo redigere solo per i 69.000 mq. uno specifico paino regolatore. 
Oltre quindi a voler riproporre cocciutamente un 50% della superficie espositiva complessiva prevista dal PRIP alle ditte pubblicitarie del riordino in regola con i pagamenti e senza impianti abusivi, cioè praticamente quasi tutte, da sfruttare fino al 31 dicembre del 2019, Alemanno e Cozzoli Poli , se non chi ha suggerito loro, non avrebbero minimamente considerato che anche a voler fare un di gara riservato esclusivamente alle sole ditte del riordino selezionate, più che un piano regolatore specifico, si verrebbe a violare sempre e comunque il principio di libera concorrenza. 
Siccome la legge non ammette ignoranza specie da parte di un amministratore pubblico e mi rifiuto di pensare che soprattutto il cons. Giovanni Alemanno da ex Sindaco di Roma proponga di percorrere una strada illegale, mi sento legittimato a sospettare che un simile emendamento sia stato inserito apposta per inficiare l’intero piano nel caso malaugurato che venisse approvato.
Sono ancor più portato a pensare anche che, ben cosciente delle scarse probabilitàche possa essere approvato, il cons. Alemanno abbia concordato questo emendamento con il cons. Davide Bordoni, per farlo considerare caso mai in subordine al suo emendamento, che sto per far conoscere di seguito.  

FORZA ITALIA

Il gruppo è formato dai consiglieri Giovanni QuarzoDario Rossin e Davide Bordoni che ne è il capogruppo.
Come già detto, in modo non coordinato il cons. Dario Rossin ha voluto cofirmare con il cons. Giordano Tredicinetutti i 37 ordini del giorno e tutti i 370 emendamenti di carattere chiaramente strumentale.
Il cons. Davide Bordoni ha invece presentato da solo la bellezza di 409 emendamenti, 78 dei quali in ordine alla proposta di deliberazione n. 59 con i rimanenti 331 in ordine alla proposta di deliberazione n. 61.
Sorvolando sulla massa degli emendamenti chiaramente strumentali, il capogruppo di Forza Italia ha di fatto presentato le seguenti precise richieste riguardo al Regolamento di Pubblicità, che delineano una ben precisa posizione.
Il 2° comma dell’art. 7 del Regolamento dispone testualmente che “salvo quanto previsto dall’art. 8, il Comune procede al rilascio delle autorizzazioni previa gara pubblica per ognuno dei quattro lotti territoriali”: il cons. Davide Bordoni chiede di integrarlo con il testo dell’emendamento n. 1105 stato riportato.
 Immagine.Emendamento Bordoni 115
Si parla per ora di rinnovo di titoli validi, citando maldestramente un non meglio noto comma 9 (che non c’è all’art. 7), per anticipare quanto poi richiesto al comma 9 dell’art. 34 in sostituzione delle modifiche allo stesso comma proposte dalla Giunta Capitolina, che il cons. Bordoni chiede di eliminare con l’emendamento n. 1144 sotto riportato.
 Immagine.Emendamento 1144 di Bordoni
Chiede quindi di modificare il testo del comma 9 così come proposto dalla Giunta Capitolina secondo il testo dell’emendamento n. 1149 sotto riportato.
 Immagine.Emendamento n. 1149 di Bordoni
Il testo riformulato che ne verrebbe fuori è il seguente:
Gli impianti riconducibili alla procedura del riordino, già riconosciuti come validi nella Nuova Banca Dati, permangono sul territorio, nel rispetto del presente regolamento, SEMPRE A CONDIZIONE CHE L’INTESTATARIO DEL TITOLO ORIGINARIO RISULI IN POSSESO DEI REQUISITI PRESCRITTI, NON ABBIA INSTALLATO OD USATO IMPIANTI O MEZZI PUBBLICITARI ABUSIVI E DIMOSTRI DI ESSERE IN REGOLA CON I PAGAMENTO DELL’IMPOSTA DI PUBBLICITÀ O DEI CANONI DI CONCESSIONE”. 
Metto in evidenza che con lo stesso identico testo il cons. Bordoni ha presentato anche l’emendamento n. 1150, quasi a voler rafforzare il testo che così come formulato lascerebbe intendere un rinnovo di almeno altri 5 anni per tutti coloro che ne faranno richiesta 6 mesi prima della scadenza del titolo. 
Ma poi, con l’emendamento n. 1151 sotto riportato chiede di sostituire il testo della modifica proposta dalla Giunta Capitolina, che fa riferimento alla data del 31 dicembre 2014, con la data invece prorogata al 31 dicembre del 2018.
 Immagine.Emendamento n. 1151 di Bordoni
Il testo riformulato che ne verrebbe fuori sarebbe stavolta il seguente:
GLI IMPIANTI RICONDUCIBILI ALLA PROCEDURA DEL RIORDINO, GIÀ RICONOSCIUTI COME VALIDI NELLA NUOVA BANCA DATI, PERMANGONO SUL TERRITORIO, NEL RISPETTO DEL PRESENTE REGOLAMENTO FINO ALLA SCADENZA DEL 31 DICEMBRE 2018, SENZA POSSIBILITÀ DI RINNOVO O DI RILASCIO DI NUOVE AUTORIZZAZIONI, E COMUNQUE NON OLTRE L’ESITO DELLE PROCEDURE DI GARA CONSEGUENTI ALLA REDAZIONE DEI PIANI DI LOCALIZZAZIONE”. 
In alternativa alla suddetta richiesta, il cons. Bordoni propone un testo ben più vago e generale con l’emendamento n. 1152 sotto riportato.
Immagine.Emendamneto n. 1152 di Bordoni
Il testo riformulato che ne verrebbe fuori sarebbe in tal caso il seguente:
GLI IMPIANTI RICONDUCIBILI ALLA PROCEDURA DEL RIORDINO, GIÀ RICONOSCIUTI COME VALIDI NELLA NUOVA BANCA DATI, PERMANGONO SUL TERRITORIO, NEL RISPETTO DEL PRESENTE REGOLAMENTO ”. 
Il cons. Bordoni si è preoccupato di fare anche un aggancio con la proposta di deliberazione n. 59 e precisamente al seguente passo dell’art. 30 della normativa tecnica di attuazione:  definire la collocazione di tutti gli impianti pubblicitari e per pubbliche affissioni posti lungo le strade, le piazze ed i larghi, inclusi all’interno dell’area oggetto del piano, stabilendo per ciascuna ubicazione dell’impianto, la tipologia, il formato e la dimensione dello stesso, secondo le disposizioni definite al Titolo VI e nel rispetto degli indici massimi di affollamento relativi ai singoli tratti stradali stabiliti all’art. 12 e in coerenza con le quantità definite alle precedenti lettere b) e c). Ai fini del rispetto delle disposizioni del codice della strada (D.Lgs. n. 285/1992 e ss. mm. e ii.) e del relativo regolamento attuativo (D.P.R. n. 495/1992 e e ss. mm. e ii.) nonché delle disposizioni regolamentari stabilite dall’amministrazione capitolina, tali collocazioni possono prevedere una tolleranza massima di 50 metri, in relazione allo stato effettivo dei luoghi. 
Ne propone una integrazione con l’emendamento n. 449 sotto riportato.
 Immagine.Emendamento n. 449 di Bordoni
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IL QUADRO POLITICO COMPLESSIVO CHE SI È VENUTO A DELINEARE

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Dopo la presa d’atto delle posizioni assunte dai 14 gruppi politici presenti nell’Assemblea Capitolina con i rispettivi ordini del giorno e gli emendamenti presentati si hanno le tre seguenti distinte possibilità: 
1)   l’approvazione del PRIP come lo vuole la Leonori e la Giunta Capitolina, che si regge sulla base delle due proposte di deliberazione n. 59 e n. 61 e delle controdeduzioni, ma che può essere ulteriormente perfezionato e comunque migliorato in accoglimento degli emendamenti che vanno in tal senso;
2)   l’approvazione del PRIP come lo vuole invece il cons. Alemannno, che smantellerebbe l’intelaiatura del Piano della Giunta, ma che sarebbe del tutto illecito e quindi facilmente annullabile;
3)   l’approvazione del PRIP come lo vuole infine il cons. Bordoni, che smantellerebbe ugualmente l’intelaiatura del Piano della Giunta, rimandandone l’entrata a regime al 1 gennaio del 2019 o al 1 gennaio del 2010, ma che sarebbe invece fattibile in termini sia giuridici che politici, al prezzo però di una dichiarata sfiducia della Leonori e della Giunta Capitolina e delle conseguenti dimissioni del Sindaco ed il Commissariamento del Comune di Roma.
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 I POSSIBILI SVILUPPI DELLA SITUAZIONE

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L’ostinazione del Presidente della Commissione Commercio Orlando Corsetti nel voler trovare a tutti i costi una “quadra” con il centro-destra, più che con l’intera opposizione (di cui non vengono considerati più di tanto né i 4 consiglieri del Movimento 4 Stelle né i due consiglieri della Lista Civica Alfio Marchini) lo sta spingendo a dire in giro sempre più spesso che se non si trova un accordo allora è meglio stralciare dal bilancio le due proposte di deliberazione n. 59 e n. 61 per rimandarle ad un ulteriore approfondimento della stessa Commissione Commercio che non ha assolutamente motivo d’essere. 
Per poter stralciare dal bilancio le due proposte di deliberazione si dovrà pur sempre trovare una giustificazione “politica” che in tal caso non c’è, per cui se si dovesse arrivare ad accogliere la richiesta di rinvio a settembre fatta sia da Bordoni che da Alemanno, con la motivazione che non sarebbe la morte di nessuno, significherebbe una sconfitta pur sempre della Leonori e della Giunta Capitolina. 
È QUESTO CHE UNA CERTA MAGGIORANZA DELLA MAGGIORANZA VUOLE ?    
Il Presidente della Commissione Commercio Orlando Corsettiha trasmesso ultimamente il seguente messaggio di posta elettronica che mi è stato fatto avere poche ore fa.
 Immagine.Mail di Corsetti
Staremo a vedere che ne verrà fuori.
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Nella giornata di ieri il Presidente dell’Assemblea Capitolina ha fatto svolgere a porte chiuse i lavori del Consiglio Comunale dopo i tumulti in aula dello scorso venerdì.
Sono state ad ogni modo approvate le seguenti altre due proposte di deliberazioni propedeutiche al bilancio:
-       n. 46/2014 (“Ampliamento della soglia di esenzione per l’addizionale comunale all’IRPEF con decorrenza dal 1° gennaio 2014”);
-       n. 47/2014 (“Determinazione delle aliquote da applicare sul valore dei fabbricati, dei terreni agricoli e delle aree fabbricabili e delle ulteriori detrazioni ai fini dell’Imposta Municipale Propria (IMU), per l’anno 2014 ”).
La discussione sulla quarta proposta di deliberazione n. 48/2014 (“Approvazione del Piano Finanziario 2014 e determinazione delle misure della Tassa sui rifiuti (TARI) per l’anno 2014”) si è poi interrotta sul primo ordine del giorno (presentato dal Movimento 5 Stelle), perché il PD stesso ha fatto mancare il numero legale per essere più “libero” oggi per votare.
Si andrà infatti in seconda convocazione, dove il numero legale non è più 24 ma 16: si farà così per approvare anche il PRIP e le modifiche ed integrazioni al Regolamento di Pubblicità ?

Dott. Arch. Rodolfo Bosi