lunedì 27 ottobre 2014

Il Consiglio del III Municipio approva all’unanimità la risoluzione sulla cartellonistica, riproposta da VAS e fatta propria dal Movimento 5 Stelle

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/il-consiglio-del-iii-municipio-approva-allunanimita-la-risoluzione-sulla-cartellonistica-riproposta-da-vas-e-fatta-propria-dal-movimento-5-stelle/


Immagine.logo III Municipio

Su questo stesso sito il 21 ottobre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “La Commissione Mobilità del III Municipio esprime all’unanimità parere favorevole alla proposta di risoluzione sulla cartellonistica, riproposta da VAS e formalizzata dal Movimento 5 Stelle”, che dava notizia della convocazione del Consiglio del III Municipio per mercoledì 22 ottobre 23014 con all’ordine del giorno l’approvazione della proposta di risoluzione sulla cartellonistica ripresentata dal Movimento 5 Stelle.
La mattina di mercoledì 22 ottobre 2014 si sono riunite congiuntamente le Commissioni Commercio e Ambiente che hanno espresso parere favorevole alla proposta di risoluzione.

Immagine.Parere congiunta Commissioni III Municipio

Si tratta di una autentica svolta, specie se si considera che le stesse due Commissioni avevano espresso parere negativo ad una precedente risoluzione di tipo analogo presentata sempre dal Movimento 5 Stelle (vedi  http://www.vasroma.it/la-maggioranza-di-centro-sinistra-al-governo-del-iii-municipio-boccia-la-proposta-di-ripristino-del-decoro-e-della-legalita-sul-suo-territorio/#more-5867). 

Malgrado la richiesta accolta presentata dal capogruppo del PD Mario Bureca di invertire l’ordine del giorno, discutendo dapprima la “Apertura Casali di Faonte” e subito dopo la “Cartellonistica: ripristino del decoro che spetta al III Municipio”, la seduta pomeridiana del 22 ottobre scorso è stata interrotta per mancanza di numero legale, determinatasi a seguito del violento dibattito che si è scatenato sulla mozione relativa alla “Apertura casali di Faonte” presentata dal consigliere Fabrizio Cascapera (ex lista Alfio Marchini, ora capogruppo del Centro Democratico).

Nel corso delle varie interruzioni che ci sono state ho avuto modo di parlare prima con il Presidente Paolo Emilio Marchionne e poi con la Presidente della Commissione Commercio Francesca Leoncini, che ho voluto personalmente ringraziare per la onesta intellettuale dimostrata nel riconoscere alla fine la validità e l’importanza di una risoluzione del genere.

Il giorno dopo 23 ottobre 2014 la proposta di risoluzione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio del III Municipio. 

Si aggiunge così alle risoluzioni analoghe, tutte proposte dal sottoscritto, che sono state approvate dal Consiglio del XIII Municipio il 18 marzo 2014 (http://www.vasroma.it/prima-storica-approvazione-della-proposta-di-risoluzione-su-cartellopoli-predisposta-da-vas-per-ripristinare-il-decoro-in-tutto-il-territorio-del-xiii-municipio-di-roma/#more-5831),dal Consiglio del VII Municipio il 20 marzo 2014 (http://www.vasroma.it/il-consiglio-del-vii-municipio-approva-allunanimita-la-proposta-di-risoluzione-su-cartellopoli-per-il-ripristino-del-decoro-predisposta-da-vas-e-presentata-dal-movimento-5-stelle/#more-6034), dal Consiglio del IV Municipio il 26 marzo 2014 (http://www.vasroma.it/il-consiglio-del-iv-municipio-approva-allunanimita-la-proposta-di-risoluzione-su-cartellopoli-per-il-ripristino-del-decoro-predisposta-da-vas-e-presentata-dal-movimento-5-stelle/#more-6026), dal Consiglio del XII Municipio l’8 aprile 2014 (http://www.vasroma.it/al-termine-di-una-sbalorditiva-seduta-il-consiglio-del-xii-municipio-approva-allunanimita-la-proposta-di-risoluzione-su-cartellopoli-predisposta-da-vas/#more-6394 ), dal Consiglio del XV Municipio il 22 maggio 2014 (http://www.vasroma.it/anche-il-consiglio-del-xv-municipio-approva-allunanimita-la-risoluzione-su-cartellopoli-predisposta-da-vas/#more-7333).  

Si aggiunge altresì alla deliberazione approvata dal Consiglio del II Municipio il 16 settembre 2014 (http://www.vasroma.it/il-consiglio-del-ii-municipio-approva-allunanimita-la-delibera-su-cartellopoli-proposta-da-vas/#more-10278).

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)  

mercoledì 22 ottobre 2014

La Commissione Mobilità del III Municipio esprime all’unanimità parere favorevole alla proposta di risoluzione sulla cartellonistica, riproposta da VAS e formalizzata dal Movimento 5 Stelle

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/la-commissione-mobilita-del-iii-municipio-esprime-allunanimita-parere-favorevole-alla-proposta-sulla-cartellonistica-riproposta-da-vas-e-formalizzata-dal-movimento-5-stelle/



Immagine.logo III Municipio

Su questo stesso sito il 16 settembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “I consiglieri del M5S del III Municipio ripresentano la risoluzione su cartellopoli secondo il testo riproposto da VAS”, che riportava la proposta di risoluzione sulla cartellonistica presentata dai consiglieri Massimo Moretti e Simone Proietti e registrata con il protocollo n. 82190 del 9 settembre 2014. (http://www.vasroma.it/i-consiglieri-del-m5s-del-iii-municipio-ripresentano-la-risoluzione-su-cartellopoli-secondo-il-testo-riproposto-da-vas/#more-10006)

 Immagine.Massimo Moretti.2
Massimo Moretti

Anziché dalle Commissioni competenti congiunte (Commercio, Ambiente e Mobilità), il solo Presidente Fabio Dionisi (Partito Democratico) ha messo all’ordine del giorno dei lavori di venerdì 17 ottobre 2014 “parere risoluz. 9.9.2014 n° 82190 cartellonistica” nell’ambito delle convocazioni del mese di ottobre della III Commissione Mobilità.

 Immagine.Fabaio Dionisi
Fabio Dionisi

Immagine.Convocazione Commissione Mobilità III Municipio

La mattina del venerdì 17 ottobre 2014, oltre al Presidente Fabio Dionisi ed al cons. Massimo Moretti (Capogruppo del Movimento 5 Stelle) erano presenti Mario Bureca (capogruppo del Partito Democratico), Romolo Moriconi (Partito Democratico), Gianluca Colletta (capogruppo Lista Civica Marino Sindaco), Marzia Maccaroni (Partito Democratico) ed Italo Della  Bella (Partito Democratico).

Immagine.Mario Bureca
Mario Bureca

Immagine.Romolo Moriconi
Romolo Moriconi

 Immagine.Gianluca Colletta
Gianluca Colletta

Immagine.Marzia Maccaroni
Marzia Maccaroni

Immagine.Italo Della Bella
Italo Della bella

A differenza delle volte precedenti c’è stato stavolta un clima sereno e costruttivo, di reciproco rispetto, che mi ha consentito di intervenire: ne è scaturito un confronto che mi ha permesso di dare tutte le dovute spiegazioni dei vari passaggi della proposta e che si è concretizzato in una serie di modifiche ed integrazioni alla proposta di risoluzione, che ne hanno migliorato il testo mantenendone tutti i contenuti e che sono state approvate all’unanimità da tutti e 7 i consiglieri presenti. 
Al termine della riunione il Presidente Fabio Dionisi mi ha pregato di trasmettergli al suo indirizzo di posta elettronica il testo della proposta originaria in formato doc, per apportargli in modo più comodo e diretto le modifiche ed integrazioni approvate quella mattina: gli ho promesso e mantenuto l’impegno a trasmettergli anche il seguente testo unificato così come modificato ed integrato.

Immagine.Risoluzione III Municipio corretta
Immagine.Risoluzione III Municipio corretta.1
Immagine.Risoluzione III Municipio corretta.2
Immagine.Risoluzione III Municipio correta.3
Immagine.Risoluzione III Municipio corretta.4
Immagine.Risoluzione III Municipio corretta.5

Il Consiglio del III Municipio è stato convocato per domani 22 ottobre 2014 con all’ordine del giorno la votazione anche della proposta di risoluzione così come congedata dalla Commissione Mobilità.

Immagine.Convocazione Consiglio III Municipio per il 22.10.2014
 Immagine.Parere favorevole Commissione Mobilità III Municipio

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) 

martedì 21 ottobre 2014

Sanzionati gli impianti pubblicitari installati nella Riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/sanzionati-gli-impianti-pubblicitari-installati-nella-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/


Immagine.Logo Comune Nettuno 
Su questo stesso sito il 15 ottobre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “VAS segnala i vizi di legittimità degli impianti pubblicitari installati lungo via Antonio Gramsci al confine della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno” che riportava il testo della mia segnalazione trasmessa per posta elettronica (anche certificata) alla Polizia Municipale di Nettuno, all’Assessore alle Attività Produttive e Turismo del Comune di Nettuno Giulio Verdolino, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo ed alla Provincia di Roma, nonché per conoscenza al Sindaco del Comune d Nettuno ed all’Assessore all’Ambiente e Sanità Giuseppe Combi. (http://www.vasroma.it/vas-segnala-i-vizi-di-legittimita-degli-impianti-pubblicitari-installati-lungo-via-antonio-gramsci-al-confine-della-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/#more-11739).

A distanza di appena tre giorni in data 18 ottobre 2014 mi ha risposto il responsabile della cartellonistica della Polizia Locale di Nettuno, maggiore Franco Paolini con il seguente messaggio di posta elettronica:

———- Messaggio inoltrato ———- Da: polizia.suap polizia.suap@comune.nettuno.roma.it
Date: 18 ottobre 2014 09:52
Oggetto: impianti pubblicitari lungo via gramsci A: circolo.vas.roma@gmail.com
Cc: areeeprotette@provincia.roma.it, sbap-lazio@beniculturali.it, sindaco Comune di Nettuno

In riferimento a quanto comunicato, si informa che la ditta  che ha installato i cartelloni pubblicitari lungo  via Gramsci è stata sanzionata ai sensi dell’art.23 coma 11 e D.L.vo42\2004.
Cordiali saluti 
Maggiore Franco PAOLINI

Ho dato seguito alla suddetta informazione con il sottostante messaggio di posta elettronica:

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: vas roma circolo.vas.roma@gmail.com
Date: 18 ottobre 2014 10:43
Oggetto: Re: impianti pubblicitari lungo via gramsci
A: “polizia.suap” polizia.suap@comune.nettuno.roma.it
Cc: areeeprotette@provincia.roma.it, sbap-lazio@beniculturali.it, sindaco Comune di Nettuno sindaco@comune.nettuno.roma.it
Si prende atto con soddisfazione del riconoscimento dei vizi di legittimità da me rilevati e della conseguente redazione del Verbale di Accertamento di Violazione (V.A.V.) di cui non è stata però indicata la data per far sapere fra l’altro se la sanzione sia stata comminata antecedentemente alla mia segnalazione, nonché il successivo arco di tempo trascorso ai fini degli ulteriori dovuti adempimenti che dovranno portare alla rimozione di tutti gli impianti sanzionati. 
Ai sensi infatti del comma 13-bis dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992, con cui è stato emanato il Codice della Strada, “in caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l’ente proprietario della strada diffida l’autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto.” 
Si chiede di sapere se alla ditta pubblicitaria che si è resa responsabile della installazione degli impianti nella riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno sia stato già trasmesso l’invito-diffida a rimuovere i propri impianti entro 10 giorni ed in caso affermativo di inottemperanza se e quando il Comune applicherà quanto dispone il 1° comma dell’art. 23 del proprio Regolamento  comunale per la disciplina dei mezzi pubblicitari, ai sensi del quale “il Dirigente dell’Area Economico finanziaria settore Tributi, visto il verbale redatto dalla Polizia Locale o dalle altre Forze di Polizia di cui all’art. 12 comma 1 del C.d.S., ai sensi dell’art.23, decorsi i tempi previsti per la rimozione ed indicati nel verbale di accertamento di violazione quale sanzione accessoria, emetterà ordinanza per la rimozione da effettuarsi d’ufficio, con addebito ai responsabili delle relative spese nonché di quelle di custodia, fatta salva l’applicazione della sanzione prevista dal comma 13 bis dell’art. 23 C.d.S. da parte dell’Organo di Polizia accertatore.” 
Si rimane in attesa di un cortese riscontro scritto, che si richiede ai sensi degli artt. 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990. 
Distinti saluti.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi
Responsabile nazionale per Parchi e Territorio della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS)

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

giovedì 16 ottobre 2014

VAS segnala i vizi di legittimità degli impianti pubblicitari installati lungo via Antonio Gramsci al confine della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/vas-segnala-i-vizi-di-legittimita-degli-impianti-pubblicitari-installati-lungo-via-antonio-gramsci-al-confine-della-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/


In data 7 ottobre 2014 è pervenuta a questa associazione una segnalazione da parte di due cittadini che hanno fatto presente l’installazione in Comune di Nettuno ad opera di un’unica ditta pubblicitaria di 5 impianti bifacciali in un solo tratto di 80 metri lungo via Antonio Gramsci, che fa da confine della Tenuta di Villa Borghese, istituita come riserva naturale provinciale con la legge regionale n. 29 del 26 ottobre 1999.
La segnalazione ha fatto presente altresì che il tratto suddetto ricade di fronte al civico n. 81 e che gli impianti risultano installati in proprietà privata della Chiesa.
Immagine.Foto satellitare via Gramsci a Nettuno
Foto satellitare tratta da Google Maps

Il giorno seguente mi è stata trasmessa in allegato la seguente documentazione fotografica alla data dell’8 ottobre 2014.

Immagine.Via Gramsci.1
Impianto installato all’altezza dell’incrocio di via Gramsci con via del Colle

Immagine.via Gramsci.2
Lo stesso impianto inquadrato dalla parte opposta lascia intravedere
sullo fondo i 5 impianti pubblicitari installai in un tratto di 80 metri

Immagine.Via Gramsci.3
Veduta più ravvicinata dei 5 impianti pubblicitari

Immagine.Via Gramsci.4
Veduta dalla parte opposta dei 5 impianti pubblicitari con in primo piano
la struttura in ferro di un 6° impianto di mt. 6 x 3.
Riguardo al suddetto impianto di mt. 6 x 3 la segnalazione ha fatto sapere che è stato smontato, come attesta la sottostante foto tratta da Street View di Google Maps aggiornata ad agosto del 2012.

Immagine.Via Gramsci.5
Secondo la segnalazione sono stati smontati i pannelli dell’impianto di mt. 6 x 3 per un rifacimento grafico, quando invece è più presumibile che sia stato applicato il “Regolamento comunale per la disciplina dei mezzi pubblicitari”, approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale di Nettuno n. 17 del 10 aprile 2013, secondo il cui art. 7 “su tutto il territorio Comunale è inoltre vietata la collocazione di impianti pubblicitari di mt 6 x 3 (D.C.C n°23 del 27.02.2009)”.  
La segnalazione ha trasmesso in allegato una documentazione fotografica relativa ai seguenti ulteriori impianti pubblicitari.
  Immagine.Via Gramsci.6
Impianto installato all’altezza del civico n. 96 di via Gramsci

 Immagine.Via Gramsci.7
Foto tratta da Street View di Google Maps, che lascia vedere come ad agosto del 2012
il 1° dei due cartelloni non fosse stato ancora rimosso dalla sua struttura portante

Immagine.Via Gramsci.8
Impianti installati poco dopo l’altezza dell’incrocio di via Gramsci con Viale Mencacci

 Immagine.Via Gramsci.9
Foto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere come
ad agosto del 2012 risultasse installato solo un impianto.

Dall’esame della normativa vigente in materia sembrano emergere i seguenti vizi di legittimità.
1 – I 5 impianti di fronte al civico n. 81 di via Antonio Gramsci, che la segnalazione dichiara installati in un tratto di appena 80 metri e quindi ad una media di 16 metri l’uno dall’altro, sembrano violare la lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 (con cui è stato emanato il Regolamento di attuazione del Codice della Strada), che all’interno del centro abitato prescrive una distanza minima di 25 metri.
La suddetta disposizione è stata recepita all’art. 7 del “Regolamento comunale per la disciplina dei mezzi pubblicitari”, approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale di Nettuno n. 17 del 10 aprile 2013, il quale prescrive “25 m da altri cartelli o mezzi pubblicitari, dai segnali di indicazione e dopo segnali stradali di pericolo o prescrizione, impianti semaforici e intersezioni, con l’esclusione delle preinsegne di esercizio. Le distanze si applicano nel senso delle singole direttrici di marcia”.
Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992.
Sempre l’art. 7 del “Regolamento comunale per la disciplina dei mezzi pubblicitari” stabilisce che all’interno dell’abitato, ma limitatamente alle strade di tipo E ed F (comunali), in deroga al 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada, “c) vengano osservate le seguenti distanze minime:
  • mt. 10 da altri cartelli e mezzi pubblicitari”.
Le strade di tipo E ed F sono rispettivamente le “strade urbane di quartiere” e le “strade locali”, mentre via Antonio Gramsci è classificabile come “strada urbana di scorrimento” di tipo D, per la quale non si applica quindi la deroga suddetta della distanza minima ridotta a 10 metri.
2 – tutti gli impianti sopra fotografati risultano installati in proprietà privata al di là del muro di cinta della Tenuta di Villa Borghese.
Ai sensi della lettera a) dell’art. 14 del “Regolamento comunale per la disciplina dei mezzi pubblicitari”, che è relativo alla ”Procedura semplificata su aree private”, “per le tipologie standard di mezzi pubblicitari su aree private, individuate negli schemi grafici allegati e descritte al successivo articolo (cartelli pubblicitari, totem), è sufficiente inviare al Comune una comunicazione preventiva in carta semplice, redatta su apposito modello predisposto dall’Amministrazione, allegando al medesimo la ricevuta del versamento del canone. ….” con la precisazione che “la comunicazione costituisce autorizzazione ed ha efficacia dalla data di presentazione, se completa di tutti gli allegati previsti nell’apposito modello sopra citato e conforme alla normativa vigente in materia”, ma anche con la precisa prescrizione che “non possono essere assoggettati a procedura semplificata i mezzi pubblicitari ricadenti nelle seguenti posizioni:
  1. aree assoggettate a vincolo paesaggistico-ambientale.
Il comma 10 della legge regionale n. 29/1997 dispone che “le aree naturali protette individuate nel piano regionale sono sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi della l. 1497/1939”: con l’individuazione prima nel Piano regionale dei Parchi e l’istituzione poi della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno, avvenuta con la legge regionale n. 29 del 26 ottobre 1999, tutto il relativo territorio ricompreso dentro la perimetrazione provvisoria è stato automaticamente sottoposto a vincolo paesaggistico ai sensi della legge n. 1497/1939, ora recepita nel “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, emanato con D. Lgs. n. 42 del 22 febbraio 2004 e ss.mm.ii..
Ora fra i divieti all’interno del centro abitato prescritti dall’art. 7 del “Regolamento comunale per la disciplina dei mezzi pubblicitari” c’è il seguente: “Su tutto il territorio comunale è inoltre vietata la collocazione di impianti pubblicitari nelle aree di particolare valore storico artistico ed ambientale fatto salvo la valutazione dei singoli siti effettuata dall’Ente (D.C.C n°23 del 27.02.2009)”.
Con espresso riferimento alla ”Procedura semplificata su aree private”, la lettera b) del successivo art. 14 dispone che “qualora il mezzo pubblicitario non rientri in una delle tipologie standard, descritte al precedente punto a) o ricada in una delle aree sopra riportate, l’interessato è tenuto a richiedere l’autorizzazione al Comune presentando domanda con l’allegato modello in triplice copia di cui una in bollo.
Alla domanda deve essere obbligatoriamente allegata:
… 13. richiesta di Autorizzazione Ambientale ai sensi del D. Lgs. 42/2004 (se il sito ricade in zona vincolata ai sensi del predetto Decreto) completa della .. documentazione”.
Il successivo art. 16 dispone che “nelle zone sottoposte ai vincoli paesaggistico – ambientale di cui al D.Lgs. 22/01/2004 n. 42, l’interessato dovrà ottenere l’Autorizzazione paesaggistico – ambientale rilasciata dal competente ufficio, presentando apposita richiesta. Nelle zone tutelate l’ufficio preposto al rilascio del relativo parere paesaggistico si esprime, con parere obbligatorio e vincolante, sulle domande di autorizzazione diverse da quelle espressamente definite dal presente Regolamento con procedura semplificata.
Con il D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 è stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, che è stato modificato nel 2006 con il D.Lgs. n. 156/2006 e nel 2008 con i D.Lgs. n. 62 e 63 del 26.3.2008. L’art. 153 nel testo attualmente vigente recita: “1. Nell’ambito e in prossimità dei beni paesaggistici indicati nell’articolo 134 [immobili ed aree soggetti vincolo paesaggistico, ndr.] è  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell’amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, salvo quanto previsto dall’articolo 146, comma 5 [il parere del soprintendente assume natura obbligatoria non vincolante in caso di vincoli paesaggistici emanati con determinazione delle specifiche prescrizioni d’uso o di piani paesaggistici approvati sempre con determinazione delle specifiche prescrizioni d’uso di avvenuto adeguamento ad entrambi degli strumenti urbanistici, ndr.], del soprintendente. Decorsi inutilmente i termini previsti dall’articolo 146, comma 8 [45 giorni dalla ricezione degli atti, ndr.], senza che sia stato reso il prescritto parere, l’amministrazione competente procede ai sensi del comma 9 del medesimo articolo 146 [può indire una conferenza di servizi, alla quale il soprintendente partecipa o fa pervenire il parere scritto,ndr.]. 2. Lungo le strade site nell’ambito e in prossimità dei beni indicati nel comma 1 è vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole della amministrazione competente individuata dalla regione sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo pubblicitario con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree soggetti a tutela”.
Con la legge regionale del Lazio n. 59 del 19 dicembre 1995 è stata concessa la “Subdelega ai comuni di funzioni amministrative in materia di tutela ambientale” per cui anche il Comune di Nettuno è autorizzato al rilascio della “autorizzazione paesaggistica”, previo parere vincolante della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.
Si chiede di sapere ai sensi della legge n. 241/1990 se per il suddetti impianti pubblicitari sia stato richiesto ed eventualmente espresso il parere vincolante della suddetta Soprintendenza competente per territorio. 
Si chiede altresì di sapere se per il suddetti impianti pubblicitari sia stata richiesta ed eventualmente rilasciata la “autorizzazione paesaggistica” da parte dell’Ufficio comunale competente.
In un caso come nell’altro entrambe le suddette pubbliche amministrazioni sono tenute al rispetto delle prescrizioni dettate a tutela del suddetto vincolo paesaggistico dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) adottato dalla Giunta Regionale con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007.
Nelle Tavole B il PTPR individua non solo il vincolo paesaggistico della riserva naturale di Villa Borghese di Nettuno, ma anche il vincolo paesaggistico imposto ope legis, ai sensi della lettera a) del 1° comma del D.Lgs. n. 42/2004, per una fascia di rispetto di 300 metri della costa del mare, entro cui viene quindi ad essere ricompresa l’intera via Antonio Gramsci.

Estratto della Tavole B – Tav. 34 – Foglio 399 del PTPR
Immagine.Via Gramsci.10
Immagine.Via Gramsci.11
Il PTPR destina quindi la riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno ad ambito di paesaggio dei “Parchi, ville e giardini storici”.

Estratto della Tavole A – Tav. 34 – Foglio 399 del PTPR
 Immagine.Via Gramsci.12
Immagine.Via Gramsci.13

Il suddetto ambito di paesaggio è disciplinato dall’art. 30 delle Norme del PTPR, che al Par. 5.5 della Tavola C prescrive che i cartelloni pubblicitari sono “non consentiti fatto salvo segnaletica di tipo didattico.
Ne dovrebbe derivare che sia la Soprintendenza che l’Ufficio comunale competente non avrebbero comunque potuto esprimere un giudizio positivo all’eventuale richiesta di installare i suddetti impianti pubblicitari, per cui in caso contrario l’eventuale rilascio della “autorizzazione paesaggistica” sarebbe viziato di legittimità. 
3 - Ai sensi del 1° comma dell’art. 4 della legge regionale n. 29/1999, istitutiva della riserva naturale, che è relativo alle “Misure di salvaguardia e divieti”, “fino alla data di esecutività del piano e del regolamento della riserva, di cui all’articolo 6, si applicano le misure di salvaguardia di cui all’articolo 8 della l.r. 29/1997 e successive modificazioni”.
Il 3° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997 testualmente dispone che “sono vietati:
o) l’apposizione di cartelli e manufatti pubblicitari di qualunque natura e per qualsiasi scopo, fatta eccezione per la segnaletica stradale di cui alla normativa vigente e per la segnaletica informativa del parco”. 
Il 1° comma dell’art. 7 della legge regionale n. 29/1999 istitutiva della riserva naturale, che è relativoaNulla osta e poteri di intervento dell’organismo di gestione”, dispone che “il rilascio dei nulla osta e i poteri dell’organismo di gestione seguono la disciplina di cui all’articolo 28 della l.r. 29/1997 e successive modificazioni”: demanda alla Provincia di Roma – quale Ente di gestione – il compito del rilascio del nulla osta, che è preventivo ed obbligatorio, ma che per il caso in questione non sarebbe stato mai potuto rilasciare in forza dell’espresso divieto prescritto dalle “misure di salvaguardia”, tuttora vigenti dal momento che il Piano di Assetto della riserva adottato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 128 del 20 aprile 2006 non risulta ancora definitivamente approvato.
Si chiede pertanto di sapere se per il suddetti impianti pubblicitari sia stata richiesto ed eventualmente rilasciato il nulla osta” da parte dell’Ufficio provinciale competente della Provincia di Roma. 

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In considerazione di tutto quanto sopra rilevato si chiede alle SS.LL. in indirizzo, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di volere accertare i vizi di legittimità sopra evidenziati e di voler provvedere, in caso affermativo, alla immediata rimozione di tutti gli impianti pubblicitari installati nella riserva naturale di Villa Borghese di Nettuno. 
Si chiede in particolare alla Provincia di Roma di rispettare il 3° comma dell’art. 28 della legge regionale n. 29/1997 che dispone che “qualora nelle aree naturali protette venga esercitata un’attività in difformità del piano, del regolamento o del nulla osta, il legale rappresentante dell’ente di gestione dispone la sospensione dell’attività medesima ed ordina la riduzione in pristino”. 
Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto che si richiede ai sensi degli articoli 2,3 e 9 della legge n. 241/1990.
Distinti saluti.

Rodolfo Bosi

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La suddetta segnalazione è stata trasmessa per posta elettronica (anche certificata) alla Polizia Municipale di Nettuno, all’Assessore alle Attività Produttive e Turismo del Comune di Nettuno Giulio Verdolino, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo ed alla Provincia di Roma, nonché per conoscenza al Sindaco del Comune d Nettuno ed all’Assessore all’Ambiente e Sanità Giuseppe Combi.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

mercoledì 15 ottobre 2014

PRIP: la nuova normativa sugli impianti pubblicitari installati su tetti o terrazzi

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/prip-la-nuova-normativa-sugli-impianti-pubblicitari-installati-su-tetti-o-terrazzi/


Un lettore che abita in Corso Francia ha chiesto alla associazione “Basta Cartelloni-Francesco Fiori” di sapere se i due enormi cartelloni che oscurano la vista dalle sue finestre verranno rimossi in seguito all’entrata in vigore del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP).

  Immagine.Due impianti sui tetti di Corso Francia.0
Foto satellitare tratta da Google Maps

Immagine.Due impianti sui terrazzi di Corso di Francia
Foto tratta da Street View di Google Maps aggiornata a luglio del 2014
Dei due impianti il lettore ha trasmesso una serie di foto, di cui riportiamo le seguenti scattate da casa sua.

 Immagine.Impianto su terrazzo di Corso di Francia
 Immagine.Impianto su terrazzo di Corso di Francia.1
L’amico Filippo Guardascione mi ha rigirato il quesito, proponendomi di pubblicarlo sul blog con sotto la mia risposta, specificando che l’associazione ha rivolto a me la domanda.
Ho accettato di buon cuore il compito di verificare cosa di diverso rispetto al passato disponga ora la nuova normativa vigente subentrata al riguardo.

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Si premette che gli impianti pubblicitari possono essere installati su proprietà pubblica o comunque del Comune di Roma oppure su beni privati ovvero non di proprietà comunale.
Nel primo caso su proprietà pubblica o comunque del Comune di Roma possono essere installati tanto impianti pubblicitari di proprietà delle singole ditte o di singoli cittadini quanto impianti pubblicitari di proprietà del Comune (cosiddetti “SPQR”) che li concede in locazione anche alle singole ditte.
Nel secondo caso su beni privati ovvero non di proprietà comunale possono essere installati soltanto impianti pubblicitari di proprietà privata.
Ai sensi della lettera q) del 1° comma dell’art. 4 del Regolamento di Pubblicità, così come approvato originariamente con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 100 del 12 aprile 2006, “È ammesso, alle condizioni caratteristiche e modalità stabilite dal presente regolamento, e dalle norme da esso non abrogate, l’uso dei seguenti mezzi pubblicitari: … q) impianti su terrazzi e soluzioni di arredo per pareti cieche ove consentite.
Con le modifiche ed integrazioni apportate al suddetto Regolamento con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 37 del 30 marzo 2009 è stato cambiato anche il testo della lettera q) che è diventato il seguente: “impianti su terrazzi e pareti cieche ove consentite” .
Con Determinazione Dirigenziale n. 1900 del 27 luglio 2009 il dott. Francesco Paciello e l’ing. Carlo Di Francesco hanno approvato ed assunto le “Norme tecniche attuative per la presentazione delle istanze relative a pubblicità su area privata”, riportate nell’Allegato “A”, sulla base del quale dal 15 settembre 2009 è stata predisposta anche la relativa modulistica.
L’Allegato “A”contiene anche un apposito paragrafo che riguarda proprio gli “impianti luminosi su terrazzi” e che prescrive che “le dimensioni massime degli impianti dovranno essere contenute entro i seguenti limiti:
-   la BASE  non potrà superare la larghezza massima del prospetto interessato (esclusi gli aggetti);
-   l’ALTEZZA non potrà superare il 20% dell’altezza massima del prospetto interessato dall’esposizione pubblicitaria, e comunque fino ad un’altezza max di m. 6,00;
-   la distanza dal filo fabbricato alla base dell’insegna non potrà superare 1/3 dell’altezza della stessa”.
Per quanto riguarda almeno uno degli impianti in questione, entrambi installati in modo obliquo sul piano del terrazzo per favorirne la visione da parte degli automobilisti in direzione del centro di Roma, si può constatare che la sua base è più o meno larga quanto il prospetto interessato.

 Immagine.Due impianti su Corso di Francia. luglio 2014

Nel rispetto della suddetta Determinazione Dirigenziale dovrebbero essere stati comunque autorizzati i due impianti luminosi installati sui terrazzi delle due palazzine all’altezza del civico n. 189 di Corso di Francia. 
Il 2 febbraio 2011 la Giunta Capitolina ha adottato la proposta di Piano degli impianti e dei mezzi Pubblicitari (PRIP) che in allegato allo schema normativo aveva fra delle schede tecniche riguardanti le future tipologie di impianti ammesse, fra le quali c’era anche l’impianto tipo 4.C che riguarda gli “Impianti su tetti o terrazzi” per i quali venivano date come dimensioni che “la base  non può superare il 20% dell’altezza massima del prospetto interessato (esclusi gli aggetti)” e che “l’altezza non può superare il 20% dell’altezza massima del prospetto interessato dall’esposizione pubblicitaria, e comunque fino ad un’altezza massima di  6.,00 m”, con la precisazione che “la distanza dal filo del fabbricato alla base dell’insegna non può superare 1/3 dell’altezza della stessa” e che anche i loro formati non sono ammessi nel centro storico (sottozona B1).

 Immagine.Impianto tipo 4C (2)

Il PRIP che è stato approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014 in allegato alla sua Normativa Tecnica di Attuazione riporta le schede tecniche degli impianti, l’ultima delle quali riguarda sempre la tipologia 4C “Impianti su tetti o terrazzi”.
La scheda tecnica ne fa la seguente descrizione: “Supporto espositivo monofacciale, luminoso o illuminato, posto sui tetti o sui terrazzi degli edifici.
La scheda tecnica ne detta anche le seguenti dimensioni, di tipo leggermente diverso da quelle Determinazione Dirigenziale n. 1900 del 27 luglio 2009 (nonché da quelle indicate nella proposta di PRIP del 2 febbraio 2011):

La base A non può superare il 70% della larghezza massima del prospetto interessato dall’esposizione pubblicitaria (esclusi gli aggetti).
L’altezza B non può superare il 20% dell’altezza massima del prospetto interessato dall’esposizione pubblicitaria, e comunque fino ad un’altezza massima di 6.00 m.
La distanza dal filo del fabbricato alla base dell’insegna non può superare 1/3 dell’altezza della stessa.

 Immagine.Impianto 4C.2

Come si può ben vedere dal confronto, la base degli impianti su terrazzi,  che fino alla approvazione del PRIP non poteva superare “la larghezza massima del prospetto interessato (esclusi gli aggetti)”, dalla entrata in vigore del PRIP “non può superare il 70% della larghezza massima del prospetto interessato dall’esposizione pubblicitaria (esclusi gli aggetti)”: si è passati in sostanza dal 100% al 70% della larghezza massima del prospetto interessato (esclusi gli aggetti). 

Ne deriva che occorrerebbe effettuare una verifica della base dei due impianti in questione, in particolare di quello sopra evidenziato che sembra avere la base più o meno uguale alla larghezza del prospetto interessato.  

Con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 sono state apportare una serie di modifiche ed integrazioni apportate al “Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni”, che non hanno però riguardato il testo della lettera c) del 1° comma dell’art. 4, che è rimasto quindi invariato (“impianti su terrazzi e pareti cieche ove consentite”).
Fin dal Regolamento della Giunta di Veltroni è rimasto invariato il testo del successivo 3° comma dell’art. 4 il quale precisa che “qualora l’autorizzazione all’installazione degli impianti o alla collocazione dei mezzi sia vigente alla data di entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, comma 1,
l’adeguamento alle norme tecniche deve essere eseguito entro e non oltre 120 giorni dall’entrata in vigore del Piano o delle sue eventuali modifiche successive. Fino all’entrata in vigore del Piano continuano ad applicarsi le norme tecniche vigenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento.

Ne deriva che entro 4 mesi dalla data entrata in vigore della Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP, e quindi delle prescrizioni dettate nelle schede tecniche allegate, deve essere eseguito l’adeguamento alla suddetta nuova normativa.  

Il comma 5 sempre dello stesso art. 4 stabilisce le distanze minime consentite in deroga, disponendo al successivo ed ultimo comma 8 che non si applicano per gli “impianti su terrazzi e pareti cieche ove consentite”.

Ai sensi del punto 4) della lettera c) del comma 7 dell’art. 8 c’è da produrre in allegato alla domanda di autorizzazione di installare tali tipi di impianti anche una relazione in cui “dovrà essere attestata altresì la conformità della collocazione alle prescrizioni dei piani di cui all’art. 19 del presente regolamento” e quindi alle prescrizioni del PRIP che è stato approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014 e che in allegato alla sua Normativa Tecnica di Attuazione riporta le schede tecniche degli impianti, l’ultima delle quali riguarda la tipologia 4C “Impianti su tetti o terrazzi”.
Il punto 6) della lettera c) del comma 7 dell’art. 8 dispone che “nel caso di richiesta per impianti su terrazzi o pareti cieche, la documentazione tecnica di cui ai punti precedenti è integrata da un disegno, in scala 1:200, del prospetto del fabbricato, con lo studio unitario dell’impianto rapportato all’intera superficie sopra cui l’impianto medesimo sarà collocato, in modo da riprodurre la situazione strutturale esatta dell’esposizione pubblicitaria in relazione al fabbricato sottostante, corredata da deposito di denuncia al Genio Civile a norma degli artt. 65 e 93 del D.P.R. n. 380/2001 e ss.mm.ii.”.

Il 2° comma dell’art. 20 stabilisce che “Non sono soggetti a limiti predeterminati di formato gli impianti indicati all’art. 4 c. 1 … lettera q), nel rispetto delle prescrizioni tecniche e di sicurezza stabilite a norma dell’art. 19, …. e negli atti di autorizzazione”.
Ai sensi dell’art. 33 Bis del vigente Regolamento, rimasto invariato, che è rimasto invariato nel testo e che riguarda le “Norme per il rilascio di nuovi titoli”, è consentito al momento soltanto il rilascio di autorizzazioni per impianti pubblicitari che insistano esclusivamente su area privata, mentre è vietata la collocazione di nuovi mezzi pubblicitari su proprietà pubblica fino alla adozione del Piano degli Impianti Pubblicitari (PRIP) e dei Piani di Localizzazione.

Il lettore vuol sapere se i due impianti verranno rimossi a seguito della approvazione del PRIP. 
Va al riguardo precisato che sono state approvate anche una serie di modifiche ed integrazioni al “Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni”, che al 9° comma dell’art. 34 stabiliscono la scadenza del prossimo 31 dicembre 2014 “senza possibilità di rinnovo o di rilascio di nuove autorizzazioni”, ma solo per “gli impianti riconducibili alla procedura di riordino”, che sono peraltro installati in proprietà pubblica e non in proprietà privata. 

Per i due suddetti impianti installati su proprietà privata vige però quanto prescrive ora l’art. 10 del Regolamento così come modificato con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, secondo cui “Salvo quanto previsto dall’art. 34 c. 9 e 10, le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata decennale”. 
Ne deriva in conclusione che i due suddetti impianti, oltre ad essere eventualmente adeguati alle disposizioni della scheda tecnica allegata alla Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP, non potranno vedersi ulteriormente rinnovate le rispettive autorizzazioni alla scadenza dei 10 anni di ognuna e dovranno essere quindi comunque rimossi, a maggior ragione perché la Tavola_1.07 del PRIP destina l’area su cui ricadono i due impianti a sottozona B2 che è disciplinata dall’art. 16 della Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP, dove non è prevista la installazione di nessun impianto di tetti o terrazzi.

 Immagine.Estratto Tavola 1.07.0
Immagine.Legenda estratto Tav. 1.07
Estratto della Tavola 1.07

La scheda tecnica sopra riportata relativa alla tipologia 4C in modo inequivocabile non ammette tali formati: ne deriva che occorre pretendere il rispetto di quanto l’Assemblea Capitolina ha approvato, chiedendo la più sollecita rimozione dei due impianti in questione. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

lunedì 13 ottobre 2014

Piccoli cambiamenti nella pubblicità esterna romana


Proseguono i cambiamenti nella pubblicità esterna romana. Cambiamenti che ci auguriamo portino ad un espletamento dei bandi pubblici durante la seconda metà del 2015 in modo da allineare, dopo decenni di anomalia, il comparto cartellonistico romano a quello delle altre città occidentali.
Intanto la CBS ha finito il proprio contratto - in un settore dove i bandi si fanno come quello delle pubblicità di proprietà ferroviaria - con gli impianti afferenti a Ferrovie dello Stato. La parte degli impianti lungo la linea è stata vinta dalla Sci a quanto pare. Mentre la parte nelle stazioni e lungo i ponti da un altro operatore.