domenica 28 dicembre 2014

Lavoretto di fino dopo la rimozione



Salve, in questi giorni è stato smontato un cartellone pubblicitario dal marciapiede di Via Appia Nuova angolo Via Gela alle spalle della scuola Liceo Augusto. I tubolari che lo sostenevano sono stati tagliati a terra e sono rimaste tre cupole di cemento ed asfalto, quest'ultimo aggiunto anche per coprire i ferri taglienti, con un grosso rischio di inciampo. In più quando si toglierá l'asfato freddo ci sarà un grosso rischio di tagliarsi.

Vi chiedo di individuare la ditta proprietaria del tabellone rimosso ed oltre una salata multa, far mettere in sicurezza il marciapiedi come previsto dalle Leggi con massima urgenza.

Quel lato del marciapiede è molto utilizzato dai pedoni per la presenza della MA di Ponte Lungo, Stazione FS di Tuscolana e varie fermate di bus oltre alle attività commerciali in zona.

Allego qualche foto (segnalazione inviata al IX Municipio).

Luigi

giovedì 25 dicembre 2014

Il TAR concede tempo ai concessionari (ed al Comune di Roma) per un percorso condiviso per il decoro

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/il-tar-concede-tempo-ai-concessionari-ed-al-comune-di-roma-per-un-percorso-condiviso-per-il-decoro/


Articolo pubblicato il 19 dicembre sul sito htpp://www.esterniamo.it.

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Come già noto, molte concessionarie di affissione locali, nazionali e multinazionali, nonché le Associazioni di categoria, hanno impugnato le delibere nr. 49 e nr. 50  2014 del Comune di Roma, rispettivamente il PRIP Piano Regolatore Impianti Pubblicitari ed il Nuovo Regolamento sulla Pubblicità, oltre alla nota dello stesso Comune in cui si applicava uno dei primi effetti. 
La trasformazione degli impianti pubblicitari di formato mt. 4×3 a formato mt. 3×2. 
In effetti, nei giorni passati, l’operazione di “trasformazione” si era notata solo su una piccola parte di impianti ed operata in maniera confusa e disomogenea, così come, francamente, eravamo abbastanza preoccupati nel vedere  – magari nel periodo di intenso traffico natalizio – le nostre strade invase da camion impegnati nel cambio di impianti di tutte le forme e colori. 
Ieri il TAR, con apposita ordinanza, ha fissato il merito per la discussione dei ricorsi al 20 Maggio prossimo, sospendendo di fatto, fino a tale data, l’ordine di trasformazione dei cartelloni 4×3. 
A questo punto si spera si apra una finestra di tempo utile a coordinare e progettare un’attuazione alle nuove disposizioni di Roma Capitale che tenga conto delle aspettative degli investitori e della necessità di dare uniformità e decoro alla città  – anche attraverso l’utilizzo di  nuovi impianti presentati dalle Associazioni e che sono al vaglio dell’amministrazione – rispettando una corretta programmazione che non stressi la cittadinanza. 
Ci auguriamo che tale prezioso tempo non venga sprecato e che, con il buon senso, si riesca a trovare un percorso condiviso tra amministrazione ed operatori per definire un nuovo ciclo, evitando, magari, di rimandare e prolungare le questioni nelle aule dei tribunali. 

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Dal suddetto articolo si viene anzitutto a sapere che a fare ricorso sono statemolte concessionarie di affissione locali, nazionali e multinazionali”. 

Su questo stesso sito il 19 dicembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “I 7 ricorsi al TAR presentati contro le modifiche e le integrazioni del Regolamento di Pubblicità approvate dall’Assemblea Capitolina”, che dava notizia del loro esito, sinteticamente riportato sul sito del TAR nel seguente modo: “ACCOGLIE FISSA UDIENZA PUBBLICA” (http://www.vasroma.it/i-7-ricorsi-al-tar-presentati-contro-le-modifiche-e-le-integrazioni-del-regolamento-di-pubblicita-approvate-dallassemblea-capitolina/#more-13896) .

Dal confronto tra i due articoli si deduce che:
– fra le concessionarie di affissione locali” c’è sicuramente la FOX;
– fra le concessionarie di affissione nazionali” c’è sicuramente la WHAYAP, nuova denominazione sociale della A.P. Italia, di cui è Presidente Mita Aga Rossi, sorella della Presidente dell’AIPE;
– fra le concessionarie di affissione multinazionali” c’è sicuramente la CLEAR CHANNEL.

Dallo stesso confronto emerge che è stata impugnata non solo la deliberazione n. 50/2014 (nuovo Regolamento), ma anche la deliberazione n. 49/2014 (PRIP), e che a fare ricorso sono state anche non meglio precisate “Associazioni di categoria”, fra le quali da voci raccolte sembra esserci l’AIPE (Associazione Imprese Pubblicità Esterna) che collabora nella “iniziativa” di Esterniamo e che ha come Presidente Daniela Aga Rossi. 

Dall’articolo di “Esterniamo” apprendiamo che ad essere stata impugnata è anche la “nota dello stesso Comune in cui si applicava uno dei primi effetti”: si tratta della nota del Dott. Francesco Paciello che ho pubblicato su questo stesso sito nell’articolo del 10 novembre 2014 dal titolo “Quand’è che deve iniziare la rimozione di tutti gli impianti pubblicitari di mt. 4×3” (http://www.vasroma.it/quande-che-deve-iniziare-la-rimozione-di-tutti-gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3/#more-12547). 

L’articolo di “Esterniamo” chiarisce quale sia “uno dei primi effetti” del PRIP e del nuovo Regolamento, vale a dire “la trasformazione degli impianti pubblicitari di formato mt. 4×3 a formato mt. 3×2”.  

L’articolo fa sapere che “il TAR, con apposita ordinanza, ha fissato il merito per la discussione dei ricorsi al 20 Maggio prossimo, sospendendo di fatto, fino a tale data, l’ordine di trasformazione dei cartelloni 4×3”: specifica quindi in che consista esattamente l’espressione ACCOGLIE FISSA UDIENZA PUBBLICA”, riportata sinteticamente sul sito del TAR. 
Si capisce così anche la motivazione che ha indotto la Seconda Sezione del TAR del Lazio ad accogliere tale specifica sospensiva, dal momento che il 1° comma dell’art. 34 del nuovo Regolamento stabilisce che la conversione degli impianti di mt. 4 x 3 deve decorrere dal 1 gennaio del 2015 e con la sua nota il Dott. Francesco Paciello ha fissato al successivo 31 gennaio il termine di tempo entro cui rimuovere gli impianti di mt. 4 x 3 e convertirne ognuno in due impianti di mt. 3 x 2: trattandosi di un troppo breve lasso di tempo, la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha prorogato fino alla data del 20 maggio 2015 la decorrenza della conversione che il nuovo Regolamento fissa dal 1 gennaio 2015. 

COME GIUSTAMENTE EVIDENZIA L’ARTICOLO DI “ESTERNIAMO”, IL TAR HA SOSPESO DI FATTO, FINO A TALE DATA, L’ORDINE DI TRASFORMAZIONE DEI CARTELLONI 4×3. 

L’articolo di Esterniamo sfrutta la suddetta disposizione per uscire del tutto al di fuori del tema affrontato, sperando che “si apra una finestra di tempo utile a coordinare e progettare un’attuazione alle nuove disposizioni di Roma Capitale che tenga conto delle aspettative degli investitori e della necessità di dare uniformità e decoro alla città – anche attraverso l’utilizzo di  nuovi impianti presentati dalle Associazioni e che sono al vaglio dell’amministrazione – rispettando una corretta programmazione che non stressi la cittadinanza”.   

Fra i “nuovi impianti presentati dalle Associazioni e che sono al vaglio dell’amministrazione” c’è il progetto presentato dall’AIPE, a cui ho dedicato su questo stesso sito un articolo pubblicato il 28 novembre 2014 dal titolo “Aipe presenta in Campidoglio il progetto per i nuovi cartelloni pubblicitari. Saranno ecologici e anti-graffiti”: dava notizia del progetto innovativo per rivoluzionare il sistema urbano degli impianti di comunicazione visiva-pubblicitaria, consegnato al Comune di Roma Capitale dalla Associazione Imprese Pubblicità Esterna (AIPE) “nell’ambito del percorso condiviso inaugurato dalla Giunta orientato al superamento dell’attuale procedimento”. (http://www.vasroma.it/aipe-presenta-in-campidoglio-il-progetto-per-i-nuovi-cartelloni-pubblicitari-saranno-ecologici-e-anti-graffiti/#more-13230 ) 

Ad esso ha fatto seguito un ulteriore mio articolo pubblicato il 12 dicembre 2014 dal titolo “La doppia equivoca ‘sperimentazione’ del Comune di Roma”, che dava notizia fra l’altro del “percorso di partecipazione” avviato dal Dott. Francesco Paciello con Nota prot. QH/60697 del 18 settembre 2014 con cui ha invitato le associazioni di categoria a presentare proposte di impianti futuri determinandone “le caratteristiche estetiche, costruttive ed i materiali degli impianti pubblicitari(http://www.vasroma.it/la-doppia-equivoca-sperimentazione-del-comune-di-roma/#more-13649).

Immagine.Nota prot. QH160697 del 18 settembre 2014
Immagine.Nota prot. QH160967 del 18 settembre 2014.1

A presentare proposte sembra sia stata sostanzialmente solo l’AIPE, che è ad ogni modo quella che ha dato il maggior risalto mediatico al suo “progetto”, facendone fare oggetto di appositi articoli su “Esterniamo” (il 21, 27 e 28 novembre 2014 ed il 10 dicembre 2014), sul “Corriere della Sera” (27 novembre 2014) e su “Il Sole 24 Ore” (4 dicembre 2014).

L’articolo di “Esterniamo” auspica l’utilizzo dei  nuovi impianti presentati dalle Associazioni di categoria, “rispettando una corretta programmazione che non stressi la cittadinanza”: metto in evidenza al riguardo che la “corretta programmazione” del Comune è e deve essere al momento solo e soltanto quella stabilita esclusivamente dalle deliberazioni n. 49/2014 e 50/2014 che prevedono dapprima la redazione ed approvazione dei 15 Piani di Localizzazione e poi l’espletamento dei 10 bandi di gara per l’assegnazione della gestione di tutti i nuovi impianti individuati sul territorio proprio dai Piani di Localizzazione. 

Metto in ancor maggiore evidenza che la suddetta programmazione, proprio perché corretta e rispettosa della nuova normativa entrata in vigore dopo la sua approvazione avvenuta il 30 luglio 2014, non può di certo “stressare la cittadinanza”, che caso mai rischia di essere concretamente “stressata” da procedure anomale e comunque non previste dalla vigente normativa, che non farebbero altro che generare confusione se non rischiare di ritardare i tempi fissati proprio della corretta programmazione. 

L’articolo di “Esterniamo” si chiude augurandosi che “si riesca a trovare un percorso condiviso tra amministrazione ed operatori per definire un nuovo ciclo, evitando, magari, di rimandare e prolungare le questioni nelle aule dei tribunali”. 

Non posso non rilevare al riguardo che l’AIPE da un lato vorrebbe arrivare a concordare con il Comune un non meglio definito “nuovo ciclo”, che non si capisce quale possa essere al di fuori di quello veramente nuovo sancito dall’Assemblea Capitolina con le delibere n. 49 e n. 50 approvate il 30 luglio 2014: dall’altro lato l’AIPE lo auspica con un tono di quasi velata minaccia per evitare “di rimandare e prolungare le questioni nelle aule dei tribunali”, senza precisare però quali siano esattamente gli argomenti delle “questioni” da trattare e da risolvere in modo condiviso proprio con un nuovo ciclo” . 

Metto in evidenza in conclusione l’estrema contraddizione e la conseguente poca coerenza che intravedo tra le lodi quasi sperticate che Daniela Aga Rossi come Presidente dell’AIPE ha fatto alla Giunta Capitolina ed in particolare all’Assessore Marta Leonori: Prendiamo atto con soddisfazione che la Giunta di Roma Capitale voglia cambiare pagina” ed “Apprezziamo soprattutto il metodo: l’assessore al Commercio Marta Leonori ha raccolto le nostre osservazioni sulla tipologia d’impiantistica presente nel PRIP e coinvolto gli operatori”. 

Le suddette affermazioni stridono fortemente con il ricorso al TAR del Lazio presentato (presumibilmente prima) sempre dall’AIPE contro il Comune e quindi lo stesso Assessore Leonori.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)   

mercoledì 24 dicembre 2014

Il TAR del Lazio accoglie parzialmente il ricorso della SCI sospendendo fino al 20 maggio 2015 la decorrenza della conversione degli impianti pubblicitari di formato 4 x 3

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/il-tar-del-lazio-accoglie-parzialmente-il-ricorso-della-sci-sospendendo-fino-al-20-maggio-2015-la-decorrenza-della-conversione-degli-impianti-pubblicitari-di-formato-4-x-3/


Su questo stesso sito il 19 dicembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “I 7 ricorsi al TAR presentati contro le modifiche e le integrazioni del Regolamento di Pubblicità approvate dall’Assemblea Capitolina”, che dava notizia del loro esito, sinteticamente riportato sul sito del TAR nel seguente modo: “ACCOGLIE FISSA UDIENZA PUBBLICA” (http://www.vasroma.it/i-7-ricorsi-al-tar-presentati-contro-le-modifiche-e-le-integrazioni-del-regolamento-di-pubblicita-approvate-dallassemblea-capitolina/#more-13896). 

Lo stesso giorno sul sito del Comune è stato pubblicato il seguente comunicato stampa: “Il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensiva del nuovo Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (Prip) varato a giugno dall’Assemblea Capitolina.  

In una nota congiunta, il sindaco Ignazio Marino e l’assessore capitolino alla Roma Produttiva, Marta Leonori, hanno dichiarato di aver rimodulato nel segno della legalità e del decoro l’offerta di spazi pubblicitari presente in città e che il 60% delle imprese del settore di Roma ha già aderito spontaneamente alle nuove direttive, confermate dal Tar del Lazio, che impongono di ridurre gli impianti dalla misura di 4 x 3 metri a quella di 3 x 2 metri.  

Per tutte le aziende che ancora non si sono adeguate alle nuove normative, il termine per modificare la cartellonistica è stato posticipato dal 31 gennaio al 20 maggio 2015, come segno della volontà di apertura al dialogo con le realtà economiche cittadine. Rimangono per il resto confermate tutte le norme compresa la scadenza delle concessioni e autorizzazioni al 31 dicembre o comunque all’esito delle gare che saranno pubblicate nel 2015”.

Sempre il 19 dicembre 2014 sul sito htpp://www.esterniamo.it è stato pubblicato un articolo dal titolo “IL TAR CONCEDE TEMPO AI CONCESSIONARI (ED AL COMUNE DI ROMA) PER UN PERCORSO CONDIVISO PER IL DECORO”: è stato pubblicato anche su questo sito per farne oggetto di un commento riguardo alle ulteriori informazioni che ha consentito di avere rispetto al suddetto articolo relativo ai 7 ricorsi presentati contro il nuovo Regolamento. (http://www.vasroma.it/il-tar-concede-tempo-ai-concessionari-ed-al-comune-di-roma-per-un-percorso-condiviso-per-il-decoro/?preview=true)
L’articolo pubblicato su “Esterniamo” afferma che “il TAR, con apposita ordinanza, ha fissato il merito per la discussione dei ricorsi al 20 Maggio prossimo, sospendendo di fatto,  fino a tale data, l’ordine di trasformazione dei cartelloni 4×3”, mentre il comunicato stampa del Comune sostiene allo stesso riguardo che “il termine per modificare la cartellonistica è stato posticipato dal 31 gennaio al 20 maggio 2015”.

Sono riuscito ad avere nel frattempo la seguente Ordinanza n. 06520 del 18 dicembre 2014 con cui la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha accolto “la domanda cautelare proposta con il ricorso” presentato dalla SCI.

Immagine.Ordinanza SCIImmagine.Ordinanza SCI.1Immagine.Ordinanza SCI.2Immagine.Ordinanza SCI.3Immagine.Ordinanza SCI.4

L’esame delle notizie che vi sono contenute consente di fare chiarezza rispetto anche ad alcuni passaggi equivoci o quanto meno contraddittori contenuti nell’Ordinanza. 

Dalla suddetta Ordinanza vengo anzitutto a sapere per la 1° volta che la deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, con cui è stato approvato il nuovo regolamento comunale di Pubblicità, è stata pubblicata dall’11 al 25 agosto 2014, ma successivamente modificata e ripubblicata dal 19 settembre al 3 ottobre 2014. 

Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate sono venuto a sapere che le modifiche che hanno costretto ad una ripubblicazione non hanno minimamente riguardato il testo del Nuovo Regolamento che è rimasto quindi esattamente lo stesso. 

La suddetta precisazione è importante perché mi ha aiutato a fugare del tutto anche il sospetto che fosse stato cambiato il testo del 1° comma dell’art. 34 del nuovo Regolamento, sospetto pienamente legittimato dal fatto che nelle premesse dell’Ordinanza viene “CONSIDERATO che sussiste l’allegato pregiudizio solo limitatamente alla nuova previsione dell’art. 34, comma 1-ter, del Regolamento nella parte in cui fissa al 31 gennaio 2015 il termine per la conversione degli impianti pubblicitari in formato 4×3”. 
Il testo così come vigente dell’art. 34 del nuovo Regolamento non ha nessun comma 1-ter né fa riferimento alla scadenza del 31 gennaio 2015: legittimava qquindi il mio primo sospetto che fosse stato cambiato con l’aggiunta di un comma 1-ter. 

L’apparente “errore” riguardo al citato comma 1-ter dell’art. 34 sono poi riuscito a spiegarlo con il fatto che il dispositivo della deliberazione n. 50/2014 elenca tutte le modifiche ed integrazioni che l’Assemblea Capitolina ha voluto apportare, fra le quali si sono le due seguenti:

Art. 34 comma 1: abrogare comma 1, 1bis 4, 5 e 5bis.
Art. 34 aggiungere il comma 1ter come segue: “A decorrere dal 1° gennaio 2015 i formati di dimensioni uguali o superiori a quelli di cui all’art. 4 comma 2 lettera b) sono convertiti in formati non superiori a quelli di cui all’art. 20 lett. e) punto 1)”. 

Come si può bene vedere nel dispositivo della deliberazione n. 50/2014 viene indicato come comma 1-ter, solo perché successivo agli abrogati comma 1 e comma 1-bis, lo stesso testo che dopo l’assemblaggio poi effettuato dal Segretariato Generale è diventato l’attuale e vigente comma 1, che fissa però soltanto la data del 1 gennaio 2015 come decorrenza per la conversione di ogni impianti di mt. 4 x 3 in due distinti impianti di mt. 3 x 2. 

L’ulteriore e meno apparente “errore” in cui sembra essere incorsa la Seconda Sezione del TAR del Lazio riguarda la scadenza del 31 gennaio 2015 che non compare nell’art. 1-ter (alias comma 1) dell’art. 34 del nuovo Regolamento e che si spiega solo con quanto ha fatto sapere l’articolo pubblicato su “Esterniamo”, vale a dire con la contestuale impugnazione della nota del Dott. Francesco Paciello che indica proprio la scadenza del 31 gennaio 2015 come termine ultimo entro cui ogni ditta “dovrà provvedere ad adeguare tutti i suoi impianti”, ma che non viene espressamente citata nell’Ordinanza, in quanto ricompresa nella generica espressione di “ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente”. 

La Seconda Sezione del TAR del Lazio sembra aver fatto un evidente qui pro quo, confondendo il termine del 31 gennaio 2015 come “disposizione” del comma 1-ter (alias comma 1) dell’art. 34 del nuovo Regolamento, che da voci raccolte ma non ancora ufficialmente confermate sembra scaturire dai 120 giorni di tempo previsti dalla entrata in vigore del nuovo Regolamento e per non si sa bene per quali altri motivi tecnico-giuridici tale scadenza sia slittata al prossimo 31 gennaio. 

La Seconda Sezione del TAR del Lazio non sembra invece aver fatto nessun errore riguardo a cosa sia stato oggettivamente prorogato fino al 20 maggio del 2015, se cioè la decorrenza del 1 gennaio 2015 o invece la scadenza del 31 gennaio 2015, perché – dopo aver “CONSIDERATO che, ad un primo esame, appare supportato dal fumus boni iuris solo il motivo di ricorso incentrato sulla brevità del termine previsto per la conversione degli impianti pubblicitari in formato 4×3” – ha stavolta preso in esame il testo vigente del 1° comma dell’art. 34 perché ha “CONSIDERATO che, tenuto conto di quanto precede, sussistono i presupposti per accogliere la domanda cautelare solo limitatamente alla fissazione al 1° gennaio 2015 del termine per la conversione degli impianti pubblicitari in formato 4×3, che si proroga fino alla data del 20 maggio 2015, qui fissata per la trattazione del merito del ricorso”. 

Ne deriva che una corretta interpretazione di quanto disposto con la suddetta Ordinanza è stata data nell’articolo pubblicato su “Esterniamo”, secondo cui fino al 20 maggio 2015 è stato sospeso di fatto l’ordine di trasformazione dei cartelloni 4×3, mentre non risponde affatto al vero quanto riportato nel comunicato stampa del Comune, vale a dire che “il termine per modificare la cartellonistica è stato posticipato dal 31 gennaio al 20 maggio 2015”, facendo così intendere erroneamente l’esatto contrario e cioè che la conversione dei cartelloni di mt. 4 x 3 decorrerebbe effettivamente dal 1 gennaio 2015 (se non anche da prima) ed andrebbe portata a termine non entro il 31 gennaio 2015, ma entro il 20 maggio 2015.  
Ne deriva quindi in conclusione che gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 possono rimanere installati sul territorio per i prossimi 5 mesi circa. 

Debbo mettere in evidenza al riguardo che la conversione di diversi impianti di mt. 4 x 3 (ogni volta in due impianti distinti di mt. 3 x 2) è stata già messa in atto da diversi mesi, in modo totalmente abusivo o sfruttando al limite della legittimità il vigente comma 12 dell’art. 34 del nuovo Regolamento che consente non solo l’accorpamento di due o più impianti, ma anche la “trasformazione di più impianti già esistenti aventi formato diverso in nuovi impianti tutti del medesimo formato”. 

Allo stesso riguardo dovrebbe essere ad ogni modo chiarita la disposizione normativa in base alla quale il comunicato del Comune afferma che “ il 60% delle imprese del settore di Roma ha già aderito spontaneamente alle nuove direttive, confermate dal Tar del Lazio , che impongono di ridurre gli impianti dalla misura di 4 x 3 metri a quella di 3 x 2 metri“.

Debbo mettere in risalto ad ogni modo che l’eventuale moratoria della conversione di tutti gli impianti di mt. 4 x 3 fino al 20 maggio 2015 si traduce in ultima analisi in una perdita del guadagno che le ditte pubblicitarie ricaverebbero proprio da tali operazioni, come ho dimostrato nell’articolo pubblicato su questo stesso sito il 17 novembre 2014 dal titolo “La convenienza economica per le ditte pubblicitarie e non certo per il Comune di convertire ogni loro impianto di mt. 4 x 3 in due impianti di mt. 3 x 2”. (http://www.vasroma.it/la-convenienza-economica-per-le-ditte-pubblicitarie-e-non-certo-per-il-comune-di-convertire-ogni-loro-impianto-di-mt-4-x-3-in-due-impianti-di-mt-3-x-2/)

Ricordo per inciso che la “proibizione del Maxi posters formato 4 x 3 trasformandoli in 3 x 2 !!!” è stata chiesta proprio con una Nota della SCI del 14 marzo 2014.
Non sono riuscito finora ad avere copia delle altre 5 Ordinanze della Seconda Sezione del TAR del Lazio, che stando però a quanto fatto sapere nell’articolo pubblicato su “Esterniamo” dovrebbero aver concesso lo stesso esatto tipo di sospensiva. 

Una considerazione finale: stando al comunicato del Comune il TAR del Lazio ha rigettato tutte le altre richieste di sospensiva non solo del comma 9 dell’art. 34 del nuovo Regolamento, che fissa al 31 dicembre prossimo la scadenza di tutte le concessioni degli impianti del “riordino” (che essendo prorogata fino all’espletamento dei bandi non ha fatto ravvisare al la Seconda Sezione del TAR il fumus boni iuris né il periculum im mora), ma anche dell’articolato della Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP. 

Ne deriva che quanto meno per l’immediato non è stato minimamente intaccato il percorso in atto relativo alla redazione dei 15 Piani di Localizzazione: quello invece relativo al successivo espletamento dei bandi di gara, che si basano proprio sulla definitiva scadenza delle concessioni ed il contestuale rilascio delle nuove autorizzazioni e delle nuove concessioni relative agli impianti SPQR, è legato all’esito della pronuncia del TAR proprio sulla piena legittimità della scadenza improrogabile del 31 dicembre 2014.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)  

martedì 23 dicembre 2014

Un buon anno da Cartellopoli con le promesse del sindaco. Se verranno esaudite questo blog chiuderà a breve



Le promesse hanno un valore. Le promesse scritte hanno un valore maggiore. Le promesse videoriprese hanno un valore più grande ancora. Queste parole del sindaco, se si tradurranno in realtà, ci faranno ritrovare qui, alla fine del 2015 con una città completamente trasformata e, finalmente, migliore. Glielo ricorderemo ogni settimana del nuovo anno finché anche questa riforma, a dir poco cruciale per la città, verrà portata a termine dopo trent'anni di sotterfugi, furfanterie, mafie, minacce e miliardi di euro sottratti al Comune e ai cittadini e finiti nelle tasche delle ditte cartellonare.

venerdì 19 dicembre 2014

I 7 ricorsi al TAR presentati contro le modifiche e le integrazioni del Regolamento di Pubblicità approvate dall’Assemblea Capitolina

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/i-7-ricorsi-al-tar-presentati-contro-le-modifiche-e-le-integrazioni-del-regolamento-di-pubblicita-approvate-dallassemblea-capitolina/


Con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 sono state approvate una serie di modifiche ed integrazioni al “Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e pubbliche affissioni”.

Da voci raccolte sono venuto a sapere che nella giornata di mercoledì 17 dicembre 2014 il Tar del Lazio aveva fissato l’udienza per la discussione di una serie di ricorsi presentati da diverse ditte pubblicitarie sia contro la deliberazione n. 50 (Regolamento) che contro la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014 (PRIP).

Da una ricerca svolta ieri in Internet sul sito del TAR del Lazio Sezione di Roma ho trovato ben 7 ricorsi presentati tutti contro il Regolamento dalle seguenti ditte pubblicitarie. 

DEFI ITALIA (registrata nella Nuova Banca Dati con il codice 0115)

  Immagine.Ricorso DEFI


La Sezione Seconda del TAR ha rinviato aI merito il giudizio sul ricorso 14401/2014 presentato il 21 novembre 2014 

Immagine.Ricorso Defi.1

 

SCI (SOCIETÀ CONCESSIONI INTERNAZIONALI) (registrata nella Nuova Banca Dati con il codice 0040)

 Immagine.Ricorso SCI


La Sezione Seconda del TAR ha pronunciato l’Ordinanza Cautelare n. 06520/2014 accogliendo la richiesta di sospensiva del ricorso n. 14403/2014 presentato il 21 novembre 2014 e fissando l’udienza pubblica nel merito.

Immagine.Ricorso SCI.1
Immagine.Ricorso SCI.2

 

FOX (registrata nella Nuova Banca Dati con il codice 0164, ora cancellato) 

 Immagine.Ricorso FOX


La Sezione Seconda del TAR ha pronunciato l’Ordinanza Cautelare n. 06524/2014 accogliendo la richiesta di sospensiva del ricorso n. 14431/2014 presentato il 21 novembre 2014 e fissando l’udienza pubblica nel merito.

Immagine.Ricorso FOX.2

 

D & D OUTDOR ADVERTISING (registrata nella Nuova Banca Dati con il codice 0062)

 Immagine.Ricorso D&D


La Sezione Seconda del TAR ha pronunciato l’Ordinanza Cautelare n. 06523/2014 accogliendo la richiesta di sospensiva del ricorso n. 14433/2014 presentato il 21 novembre 2014 e fissando l’udienza pubblica nel merito.


Immagine.Ricorso D&D.2

 

WHAYAP (ha la stessa sede della A.P. Italia, registrata nella Nuova Banca Dati con il codice 0010, che è in via Cerchiara n. 45)

 Immagine.Ricorso whayap


La Sezione Seconda del TAR ha pronunciato l’Ordinanza Cautelare n. 06522/2014 accogliendo la richiesta di sospensiva del ricorso n. 14435/2014 presentato il 21 novembre 2014 e fissando l’udienza pubblica nel merito.

 Immagine.Ricorso whayap.1
Immagine.Ricorso whayap.2

 

APA (AGENZIA PUBBLICITÀ AFFISSIONI) (registrata nella Nuova Banca Dati con il codice 0044)

 Immagine.Ricorso APA


La Sezione Seconda del TAR ha pronunciato l’Ordinanza Cautelare n. 06508/2014 accogliendo la richiesta di sospensiva del ricorso n. 14436/2014 presentato il 21 novembre 2014 e fissando l’udienza pubblica nel merito.

Immagine.Ricorso APA.1
Immagine.Ricorso APA.2

 

CLEAR CHANNEL AFFITALIA (registrata nella Nuova Banca Dati con il codice 0025)

 Immagine.Ricorso Clear Channel


La Sezione Seconda del TAR ha pronunciato l’Ordinanza Cautelare n. 06525/2014 accogliendo la richiesta di sospensiva del ricorso n. 14853/2014 presentato il 28 novembre e fissando l’udienza pubblica nel merito.

 Immagine.Ricorso Clear Channel.1
Immagine.Ricorso Clear Channel.2

Da voci raccolte ma non ancora ufficialmente confermate sembrerebbe che la Seconda Sezione del TAR abbia accolto la sospensiva soltanto di una parte del Regolamento di secondaria importanza in cui è stato ravvisato il fumus boni iuris ma che non andrebbe minimamente ad intaccare l’intera intelaiatura delle modifiche e delle integrazioni che sono state apportate al Regolamento.

Sotto questo aspetto la pronuncia della Seconda Sezione del  TAR suona come un rigetto sostanziale dei ricorsi presentati.

Ne sapremo di più non appena verranno pubblicate le suddette 6 Ordinazne Cautelari e dal loro testo si potrà valutare l’esatto contenuto e la conseguente portata delle sospensive che sono state accolte.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) 

giovedì 18 dicembre 2014

“Sperimentazione”: le troppo vaghe precisazioni dell’Assessore Marta Leonori

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/sperimentazione-le-troppo-vaghe-precisazioni-dellassessore-marta-leonori/


In un articolo pubblicato l’11 dicembre scorso su “Roma fa schifo” che riguardava la “sperimentazione” annunciata il 1 dicembre 2014 si ponevano le seguenti domande: "Perché si dice che il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari – il Prip – deve ora essere sperimentato per vedere se funziona, per magari farci eventuali modifiche? Ma stiamo scherzando? E tutto questo verrebbe da input della Leonori in persona? Trasecoliamo veramente". (http://www.romafaschifo.com/2014/12/finira-mai-lo-scandalo-cartellopoli.html)

L’Assessore Leonori ha voluto dare un seguito alle suddette domande così come all’intero articolo con il seguente messaggio pubblicato ieri sempre sul sito htpp://www.romafaschifo.com.

Ho letto in questi ultimi giorni le preoccupazioni da parte di chi ha sostenuto negli anni una lotta contro il degrado dovuto alla proliferazione di cartelli pubblicitari abusivi. 
Il timore sarebbe che, dopo la storica approvazione del PRIP, non si voglia poi procedere speditamente con gli atti conseguenti per ripristinare decoro della città, aumentare le risorse economiche e fornire servizi all’altezza di tante altre città europee. 
Niente di più sbagliato!  
Ribadisco la mia più ferma intenzione di portare a compimento tutto il percorso che riguarda gli impianti pubblicitari e la pubblicità esterna nella città. 
A volte i tempi subiscono allungamenti non voluti, ma questo non deve essere interpretato come un ripensamento o un’accondiscendenza a pressioni contrarie. 
In Giunta approvammo nel dicembre 2013 la cancellazione di quella sorta di sanatoria che andava sotto il nome di “impianti senza scheda”; si poteva fare prima? 
Può darsi, ma è stato fatto, e nei mesi successivi è stato possibile eliminare circa 5.000 impianti dal territorio, nei tempi corretti, attendendo anche che il TAR convenisse con le ragioni dell’Amministrazione. 
Avrei voluto approvare il PRIP all’inizio del 2014, così non è stato, ma ci siamo riusciti a luglio. 
E dico “ci siamo riusciti” perché è stato importante anche il supporto delle associazioni, dei blog e di tutti quei cittadini che hanno considerato una giusta battaglia di civiltà superare anni di disordine e illegalità in questo settore.
Ora i prossimi principali passi sono: l’approvazione dei Piani di localizzazione e la pubblicazione successiva delle gare per l’assegnazione di tutti gli spazi pubblicitari. 
Anche qui i tempi non sono sempre quelli desiderati: da un lato stiamo attendendo nei prossimi giorni la decisione del TAR sugli innumerevoli ricorsi presentati contro il PRIP e il nuovo Regolamento, dall’altro abbiamo dovuto attendere il 30 novembre l’approvazione dell’assestamento di bilancio che ha messo a disposizione le risorse economiche per la predisposizione dei Piani. 
Ora con l’affidamento entro la fine dell’anno dell’incarico a Aequa Roma – e augurandoci che il giudice amministrativo riconosca la correttezza dei nostri atti – da marzo potremo confrontarci sui Piani redatti per poter poi procedere all’indizione delle gare. 
Riguardo la sperimentazione, che tanto scalpore ha sollevato, voglio specificare che questa semplice prova non sostituisce né rallenta in alcun modo il percorso descritto. 
Avverrà contemporaneamente alla redazione dei Piani, potrà fornire magari qualche utile elemento da tenere in considerazione dal punto di vista tecnico, ma sarà soprattutto una prima proiezione (anche comunicativa) di ciò che sarà la pubblicità esterna a Roma dopo l’assegnazione delle gare. 
Vi ringrazio per la vostra attenzione sempre alta e vigile e vi rassicuro, tuttavia, che il mio impegno e quello della giunta non verrà meno sulla strada delle regole e di uno sviluppo sano, sostenibile e condiviso. 
Con i miei più cordiali saluti. 
Marta Leonori 

In termini di “metodo” non posso esimermi dal lamentare questo modo di comportarsi a fronte di un problema di non secondaria importanza quale è quello della “sperimentazione” su cui erano stati espressi dei primi dubbi in un articolo pubblicato il 27 novembre 2014 sul sito “htpp://bastacartelloni.it” e sono piovute poi critiche aperte l’11 dicembre 2014 sul sito “htpp://romafaschifo.com” ed il giorno dopo sul sito “htpp://www.vasroma.it con un mio articolo. 

Il mio articolo si chiudeva testualmente nel seguente modo: “L’Assessore Leonori non può continuare a tacere e far finta di non accorgersi di quanto sta accadendo intorno a lei, specie di questi tempi in cui l’inchiesta penale su ‘Mafia Capitale’ dovrebbe spingere ad una trasparenza ancora maggiore a tutela della sua immagine e di un operato cristallino della Amministrazione Capitolina. 

L’Assessore Leonori ha preferito una “risposta” del tutto personale a “Roma fa schifo”, senza nemmeno ritenere di estenderla quanto meno anche a “Basta Cartelloni” e “VAS Roma”, se non altro per la parte del messaggio che riguarda proprio la “sperimentazione”, invece di fare un vero e proprio comunicato ufficiale riferito a tutti ed in particolare anche alle ditte pubblicitarie. 
In termini di “merito”, riguardo al contenuto del messaggio di posta elettronica, l’Assessore Leonori fa sapere che il grave ritardo nell’assegnazione dell’incarico per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione è dovuto al fatto che si è “dovuto attendere il 30 novembre l’approvazione dell’assestamento di bilancio che ha messo a disposizione le risorse economiche per la predisposizione dei Piani”: il bilancio di assestamento è stato comunque approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 124 del 27 e 28 novembre 2014. 

L’Assessore Leonori non fa sapere inoltre a chi sia stato dato l’incarico di redigere i 15 Piani di Localizzazione,  anche se appare più che presumibile che sia la S.p.A. “Aequa Roma” che ha già redatto il PRIP.

Con riferimento agli impianti cosiddetti “senza scheda” l’Assessore Marta Leonori afferma che “nei mesi successivi è stato possibile eliminare circa 5.000 impianti dal territorio, nei tempi corretti”: debbo purtroppo rilevare che l’affermazione non risponde del tutto al vero. 
Come dichiarato in un comunicato stampa pubblicato sul sito del Comune, 5.000 circa è il numero complessivo degli impianti pubblicitari “senza scheda” esistenti sul territorio all’atto della deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2014 che ne ha prescritto la rimozione, che secondo l’interpretazione che ne è stata poi data sarebbe dovuta avvenire entro il 19 marzo scorso, stando agli inviti-diffida a rimuovere spontaneamente tali impianti ad opera delle ditte che ne sono proprietarie, trasmessi ai primi di febbraio del 2014 dal Dott. Francesco Paciello. 

Stando sempre alle cifre fornite in altra sede dall’Assessore Leonori, l’invito-diffida a rimuovere spontaneamente i propri impianti avrebbe portato a registrarne come effettivamente rimossi entro la data del 19 marzo 2014 appena 700 impianti circa. 

Grazie ai ricorsi contro gli inviti-diffida presentati da diverse ditte pubblicitarie sia al TAR prima che al Consiglio di Stato dopo, tutti comunque rigettati, è rimasto tutto fermo praticamente fino allo scorso mese di ottobre, senza però che a tutt’oggi si registrino le rimozioni dei circa più di 4.000 impianti rimanenti. 

Anziché a rimozioni più che dovute, si assiste ad una corsa sempre più sfrenata a convertire gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 in due impianti di mt. 3 x 2.

L’Assessore afferma di stare “attendendo nei prossimi giorni la decisione del TAR sugli innumerevoli ricorsi presentati contro il PRIP e il nuovo Regolamento”, ma non fa sapere quanti siano stati in tutto i ricorsi presentati né precisa il numero di quelli che hanno impugnato solo il PRIP ed il numero di quelli che hanno invece impugnato le modifiche ed integrazioni apportate al Regolamento. 

Da voci raccolte ma non ancora ufficialmente confermate sembra che proprio nella giornata di oggi sia stata fissata l’udienza del TAR sulla richiesta di sospensiva non si sa se nei confronti della deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014 (PRIP) oppure nei confronti della deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 (modifiche ed integrazioni del Regolamento) o nei confronti di tutti e due (in tal caso anche con più di un singolo ricorso). 
Né VAS né Basta Cartelloni né Cittadinanzattiva sono stati messi in condizioni di poter intervenire ad opponedum contro i ricorrenti ed a difesa dei due atti dell’Assemblea Capitolina.
Mi aspetto che l’Assessore Leonori comunichi almeno ufficialmente prima o poi il numero esatto dei ricorsi presentati sia contro il PRIP che contro il Regolamento, facendo sapere l’esito che ha avuto ognuno di essi.  

Per quanto riguarda infine la sperimentazione l’Assessore Leonori ha voluto specificare che “questa semplice prova non sostituisce né rallenta in alcun modo il percorso descritto”, vale a dire nell’immediato la redazione dei Piani di Localizzazione sulla base della disciplina dettata dalla Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP. 

Metto in evidenza che nella Nota prot. QH 82072 del 1 dicembre si parla di “indirizzi” che l’Assessore Leonori avrebbe “formulato” al Dott. Francesco Paciello “nelle more della definizione del PRIP … allo scopo di sperimentare quanto previsto dalla normativa” del PRIP “ed eventualmente adottare ogni utile modifica …”. 

La precisazione dell’Assessore Leonori è troppo vaga perché ha la valenza di una semplice garanzia che non spiega come e dove possa essere “definito” il PRIP bypassando l’Assemblea Capitolina che l’ha definitivamente approvato: non chiarisce soprattutto se le eventuali modifiche riguardino il PRIP o direttamente i Piani di Localizzazione e quale sia comunque l’esatta natura di “ogni utile modifica”.  

In un caso come nell’altro a mio giudizio c’è la rischiosa possibilità di una diretta incidenza sui Piani di Localizzazione in corso di redazione, sia con una eventuale modifica delle schede tecniche allegate alla Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP che con una eventuale sperimentazione di viale dell’Oceano Pacifico in applicazione del suo indice di affollamento stabilito dal PRIP e delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada: dal momento che tale strada rientra fra quelle del Piano di Localizzazione del Municipio IX, che si concretizzerà proprio con l’applicazione del suo indice di affollamento stabilito dal PRIP e delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada, è del tutto evidente non solo il rischio di una illecita sovrapposizione, ma anche e soprattutto di far rimanere installati nelle posizioni individuate dal Piano di Localizzazione gli impianti pubblicitari del riordino, anziché i nuovi futuri impianti da mettere a gara. 

L’Assessore Leonori ha voluto assicurare che questa “sperimentazione” “sarà soprattutto una prima proiezione (anche comunicativa) di ciò che sarà la pubblicità esterna a Roma dopo l’assegnazione delle gare”. 

Ma se così fosse veramente, perché non ha fatto predisporre delle “slide” che facessero vedere la differenza che ci sarà a regime tra oggi e domani, esattamente come ha fatto il 5 maggio 2014 all’atto della presentazione delle linee guida del PRIP in conferenza stampa? 
Torno a ribadire che l’Assessore Leonori dovrebbe andare oltre la “forma” assiomatica di una “assicurazione” ed essere molto più trasparente nella “sostanza” reale di questa “sperimentazione” in cui a mio giudizio sembra essersi voluta imbarcare del tutto inopportunamente.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

mercoledì 17 dicembre 2014

Rallentamenti nella grande riforma dei cartelloni a Roma? Marta Leonori risponde alle nostre perplessità. Che restano tali e quali

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal blog Roma fa schifo:
http://www.romafaschifo.com/2014/12/rallentamenti-nella-grande-riforma-dei.html



Ho letto in questi ultimi giorni le preoccupazioni da parte di chi ha sostenuto negli anni una lotta contro il degrado dovuto alla proliferazione di cartelli pubblicitari abusivi.
Il timore sarebbe che, dopo la storica approvazione del PRIP, non si voglia poi procedere speditamente con gli atti conseguenti per ripristinare decoro della città, aumentare le risorse economiche e fornire servizi all’altezza di tante altre città europee.
Niente di più sbagliato! Ribadisco la mia più ferma intenzione di portare a compimento tutto il percorso che riguarda gli impianti pubblicitari e la pubblicità esterna nella città.
A volte i tempi subiscono allungamenti non voluti, ma questo non deve essere interpretato come un ripensamento o un’accondiscendenza a pressioni contrarie.
In Giunta approvammo nel dicembre 2013 la cancellazione di quella sorta di sanatoria che andava sotto il nome di “impianti senza scheda”; si poteva fare prima? Può darsi, ma è stato fatto, e nei mesi successivi è stato possibile eliminare circa 5.000 impianti dal territorio, nei tempi corretti, attendendo anche che il TAR convenisse con le ragioni dell’Amministrazione.


Avrei voluto approvare il PRIP all’inizio del 2014, così non è stato, ma ci siamo riusciti a luglio. E dico “ci siamo riusciti” perché è stato importante anche il supporto delle associazioni, dei blog e di tutti quei cittadini che hanno considerato una giusta battaglia di civiltà superare anni di disordine e illegalità in questo settore.
Ora i prossimi principali passi sono: l’approvazione dei Piani di localizzazione e la pubblicazione successiva delle gare per l’assegnazione di tutti gli spazi pubblicitari.
Anche qui i tempi non sono sempre quelli desiderati: da un lato stiamo attendendo nei prossimi giorni la decisione del TAR sugli innumerevoli ricorsi presentati contro il PRIP e il nuovo Regolamento, dall’altro abbiamo dovuto attendere il 30 novembre l’approvazione dell’assestamento di bilancio che ha messo a disposizione le risorse economiche per la predisposizione dei Piani.
Ora con l’affidamento entro la fine dell’anno dell’incarico a Aequa Roma - e augurandoci che il giudice amministrativo riconosca la correttezza dei nostri atti - da marzo potremo confrontarci sui Piani redatti per poter poi procedere all’indizione delle gare.
Riguardo la sperimentazione, che tanto scalpore ha sollevato, voglio specificare che questa semplice prova non sostituisce né rallenta in alcun modo il percorso descritto. Avverrà contemporaneamente alla redazione dei Piani, potrà fornire magari qualche utile elemento da tenere in considerazione dal punto di vista tecnico, ma sarà soprattutto una prima proiezione (anche comunicativa) di ciò che sarà la pubblicità esterna a Roma dopo l’assegnazione delle gare.
Vi ringrazio per la vostra attenzione sempre alta e vigile e vi rassicuro, tuttavia, che il mio impegno e quello della giunta non verrà meno sulla strada delle regole e di uno sviluppo sano, sostenibile e condiviso.
Con i miei più cordiali saluti
Marta Leonori


*Grazie all'assessore per i chiarimenti riferiti a questo articolo.
Noi tuttavia continuiamo ad avere la sensazione che la sperimentazione, di cui non si intravede il senso neppure in questa pur articolata spiegazione, serva alle dittuncole della cartellopoli romana (che la sperimentazione hanno proposto e che se la sono vista guarda caso formalmente rifiutare ma di fatto accettare) solo per accreditarsi e allisciarsi un pochino il Comune in vista delle gare, oltre che per perdere tempo preziosissimo. Rimaniamo piuttosto convinti di questo e lo siamo ancor di più dopo questa lettera: a cosa serve, infatti, sperimentare su una strada proprio quando si dichiara di voler andare diretti e spediti alla meta? Se si va alla meta non serve sperimentare, perché a breve si possono avere risultati d'eccellenza realmente, non per finta. A cosa serve sperimentare se ci si inscrive in un tracciato sperimentato già, da vent'anni, da tutte le altre città occidentali?
Il motivo per cui le dittuncole, secondo i 'pregiudizi' di Roma fa Schifo avrebbero proposto questa sperimentazione per allisciarsi l'amministrazione? Semplice. Perché se i bandi verranno scritti in un modo, la città sarà trasformata e vi sarà spazio solo per quei quattro o cinque grandi operatori internazionali (che sono quelli che gestiscono le affissioni in tutte le grandi città del mondo, ma guardaunpo'); se le gare invece saranno scritte in un altro modo, se i lotti saranno porzionati in maniera sballata, allora il business romano diverrà poco appetibile per le ditte serie e per i capitali internazionali che magari eviteranno di confondersi e lasceranno spazio di nuovo a loro, a coloro che ci hanno ridotto in questa condizione di degrado, pericolo e criminalità unica al mondo. E' su questa sottigliezza che lavorano le lobby e le pressioni sull'amministrazione. 

Confidiamo che Marta Leonori e il suo staff si rendano conto della partita cruciale che si stanno giocando. Stiamo parlando di un comparto che muove affari di dimensioni tali che gli intrallazzi di Buzzi e Carminati sono spicciolini. 

O si stravince o si straperde, non c'è spazio per un risultato onorevole, un buon pareggio in trasferta o per qualsiasi altra forma di compromesso. O Roma diventa una città normale, paragonabile a Londra, Madrid, Parigi, oppure rimane quello che è con enorme danno per le casse del Comune e per i servizi per i cittadini. Noi sappiamo perfettamente e ci rendiamo conto in maniera totale del livello di feccia, di intimidazioni, di pressioni e di minacce che chi prova a scardinare sistemi di potere e rendite di posizione subisce. Conosciamo il livello dei personaggi che fanno pressioni sull'amministrazione, ma proprio perché i personaggi sono questi non pensate che andrebbero spazzati via da questo business specifico e dalla nostra città tutta in generale?

Roma è stata male amministrata per decenni. Di questo mal governo molti sono profittati. Per sistemare le cose occorre scontentare questa fascia di persone e di imprese. Non se ne esce. Occorre scontentarli. 

E invece si procede con cautela, sperimentando... Con questa sperimentazione, con le voci di bandi che verranno scritti su misura per non infastidire troppo le dittuncole, con questi rallentamenti (magari non dipesi dall'assessorato, per carità) che tipo di messaggio sta mandando la nostra città al settore dell'adv esterno nel mondo? 


Eppure i fatti di Piazza Navona dovrebbero essere d'insegnamento. Anche lì assessori e presidenti tutto sommato avrebbero preferito prorogare e buonanotte. Per quieto vivere e per non doversi sobbarcare l'onere dello scontro con la feccia. Poi per vari motivi si sono ritrovati a fronteggiare una situazione nuova e i risultati li pongono direttamente dentro la storia: con un bando minimamente civile, infatti, gli operatori incivili vanno via, non hanno cittadinanza ne si adattano in una piattaforma di legalità. A Piazza Navona questo modello ha avuto risultati clamorosi: il modello va replicato.

Se le cose andranno come si deve non avremo problemi a dare atto, come abbiamo fatto più volte in passato, all'Assessore Leonori dei suoi successi e delle sue rivoluzioni. Se invece così non sarà non potremo fare a meno che farlo notare con la massima forza. In questo momento siamo guardinghi e pessimisti. Speriamo tantissimo di sbagliarci, anche perché oggi come oggi ogni giorno perso rappresenta un disastro in termini di economia e di legalità per la città.
-RFS

martedì 16 dicembre 2014

“Sperimentazione”: la rettifica del Dott. Francesco Paciello

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/sperimentazione-la-rettifica-del-dott-francesco-paciello/


Su questo stesso sito il 12 dicembre 2014 ho pubblicato un articolo dal titolo “La doppia equivoca ‘sperimentazione’ del Comune di Roma” (http://www.vasroma.it/la-doppia-equivoca-sperimentazione-del-comune-di-roma/), che della Nota prot. n. QH 83458 del 5 dicembre 2014 del Dott. Francesco Paciello dava notizia che si doveva dare immediata attuazione solo in via sperimentale della “riqualificazione” di viale dell’Oceano Pacifico, prescrivendo la rimozione di 35 impianti “considerati abusivi perché in violazione dell’autorizzazione, ai sensi dell’art. 2 del Regolamento di Pubblicità”. 

A tal ultimo riguardo ho messo in evidenza che il richiamato art. 2 del Regolamento di Pubblicità riguarda le “Definizioni” ed è pertanto errato: il Dott. Francesco Paciello intendeva forse riferirsi al 2° comma dell’art. 1 che nell’ultimo periodo dispone testualmente che “le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ovvero comunque non contemplate nel presente Regolamento, o non autorizzate da altri Enti ai sensi dell’art. 23 comma 4 del Codice della strada, sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti.” 

Con la seguente Nota prot. n. QH/86409 del 15 dicembre 2014 il Dott. Francesco Paciello ha dimostrato di avere letto il mio articolo e di avermi dato ragione, perché ha sentito l’obbligo istituzionale di rettificare il “mero errore materiale” riportato al comma 8. 

Immagine.Nota prot. QH 86409 del 15 dicembre 2014

Gliene dò atto e merito, anche se avrei preferito che – magari con una specifica apposita separata nota – avesse chiarito in che cosa consista esattamente l’intervento di “riqualificazione” su viale dell’Oceano Pacifico ed in che misura coincida con i “primi interventi in attuazione del PRIP” e comunque rientri negli indirizzi che avrebbe fornito l’Assessore Leonori “nelle more della definizione del PRIP”, dichiarate nella Nota prot. n. QH 82072 del 1 dicembre 2014 sempre del Dott. Paciello parlando esplicitamente di “adottare ogni utile modifica per la migliore realizzazione dell’interesse pubblico”.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

venerdì 12 dicembre 2014

La doppia equivoca “sperimentazione“ del Comune di Roma

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/la-doppia-equivoca-sperimentazione-del-comune-di-roma/


Su questo stesso sito il 28 novembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Aipe presenta in Campidoglio il progetto per i nuovi cartelloni pubblicitari. Saranno ecologici e anti-graffiti”, che dava notizia del progetto innovativo per rivoluzionare il sistema urbano degli impianti di comunicazione visiva-pubblicitaria, consegnato al Comune di Roma Capitale dalla Associazione Imprese Pubblicità Esterna (AIPE) “nell’ambito del percorso condiviso inaugurato dalla Giunta orientato al superamento dell’attuale procedimento”. (http://www.vasroma.it/aipe-presenta-in-campidoglio-il-progetto-per-i-nuovi-cartelloni-pubblicitari-saranno-ecologici-e-anti-graffiti/#more-13230)

L’articolo riportava la seguente dichiarazione della Presidente dell’AIPE Daniela Aga Rossi: “Apprezziamo soprattutto il metodo: l’assessore al Commercio Marta Leonori ha raccolto le nostre osservazioni sulla tipologia d’impiantistica presente nel PRIP e coinvolto gli operatori chiedendo di presentare progetti per disegnare la città del futuro”.

Riguardo al “metodo” metto in risalto che non risulta a tutt’oggi resa pubblica dall’Assessore Marta Leonori in persona l’iniziativa di coinvolgere gli operatori chiedendo loro di “presentare progetti per disegnare la città del futuro”.  

Non risulta in particolare che sia stato fatto sapere pubblicamente sempre da lei in persona se siano state parimenti coinvolte le altre 4 associazioni di categoria che rappresentano tutte le ditte pubblicitarie operanti a Roma e che fino a quanto ad oggi mi risulta sono la Associazione Aziende Pubblicitarie Italiane (A.A.P.I.), la Imprese Romane Pubblicitarie Associate (I.R.P.A), la Associazione Pubblicitari Romani (l’A.P.R. ) e la Società Pubblicitarie Associate Romane (S.P.A.R.).

A rendere ancor più equivoca, e comunque poco trasparente agli occhi del pubblico la situazione, in quanto non ne è stato portato a conoscenza, alla “sperimentazione” dell’AIPE si è ora sommata la “sperimentazione” messa in atto dal Dott. Francesco Paciello con la seguente nota. 

Immagine.Nota prot. QH 893458 del 5 dicembre 2014
Immagine.Nota Paciello del 5 dicembre 2014
Immagine.Nota paciello del 5 dicem,bre 2014.1 

Come si può ben vedere, la Nota prot. n. QH 83458 del 5 dicembre 2014 porta la firma del solo Dirigente della U.O. Regolazione, Monitoraggio e Controllo Affissioni e Pubblicità, per cui non è dato di dedurre da essa, anche se lo si deve fortemente presumere, se “l’intenzione … di dare immediata attuazione in via sperimentale alle prescrizioni del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari adottato con Deliberazione n. 49/2014 dell’Assemblea Capitolina” sia stata preventivamente autorizzata dall’Assessore Leonori, che farebbe bene ad ogni modo a confermarlo, esibendo la lettera scritta di incarico a Paciello e spiegando anche e soprattutto le contraddizioni che si intravedono in questa “sperimentazione”. 
L’Assessore Leonori, prima ancora che il Dott. Francesco Paciello (specie nel caso che si sia limitato ad eseguire una precisa indicazione venuta dall’alto proprio da lei, si spera non a voce), dovrebbe spiegare perché – se il PRIP è entrato a tutti gli effetti in vigore – si debba darne immediata attuazione solo in via sperimentale e per di più prescrivendo la rimozione di 35 impianti “considerati abusivi perché in violazione dell’autorizzazione, ai sensi dell’art. 2 del Regolamento di Pubblicità”. 

A tal ultimo riguardo metto in evidenza che il richiamato art. 2 del Regolamento di Pubblicità riguarda le “Definizioni” ed è pertanto errato: il Dott. Francesco Paciello intendeva forse riferirsi al 2° comma dell’art. 1 che nell’ultimo periodo dispone testualmente che “le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ovvero comunque non contemplate nel presente Regolamento, o non autorizzate da altri Enti ai sensi dell’art. 23 comma 4 del Codice della strada, sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti. 

Comunque sia, il Dott. Francesco Paciello non spiega quale sia l’esatta violazione dell’autorizzazione, che per giunta riguarda impianti di ditte che hanno partecipato alla procedura di riordino e che si presuppone quindi che abbiano avuto a suo tempo il rilascio di regolari “concessioni” per impianti installati in posizioni divenute tutt’al più irregolari solo dopo e precisamente nel 1992 perché in violazione delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada oppure dopo ancora perché in violazione stavolta dei divieti di affissioni imposti sempre successivamente dalle prescrizioni relative ad aree soggette a vincolo paesaggistico o destinate a parco e riserva naturale. 

Via dell’Oceano Pacifico non è soggetta a nessun vincolo paesaggistico né ricade all’interno di parchi o riserve naturali: quanto ad eventuali violazioni delle distanze minime prescritte dal Codice della Strada, che non sono ad ogni modo previste nella “Normativa Tecnica di Attuazione” del PRIP, ma che esistono dal 1992, sono sufficienti le due seguenti foto tratte da Street View di Google Maps, che non danno di certo l’impressione di una “cartellopoli” se messe soprattutto a confronto con Viale di Tor di Quinto, che il PRIP destina a zona “A”, dove ho denunciato dalla fine del 2013 i 95 impianti pubblicitari che vi risultavano illecitamente installati e che fanno tuttora mostra di sé.

Immagine.Viale dell'Oceano Pacifico.0
 Immagine.Viale dell'Oceano Pacifico
Immagine.Viale dell'Oceano pacifico.1
100_6155 
Viale di Tor di Quinto 

L’Assessore Leonori dovrebbe quindi spiegare perché con tale “metodo” fa scattare solo in Viale dell’Oceano Pacifico “misure di salvaguardia” che non sembrano nemmeno sussistere e rimanda di fatto a chissà quando l’immediata attuazione degli effettivi divieti di installazione degli impianti pubblicitari in zona “A” del PRIP (aree destinate a verde pubblico ed a parco e riserva regionale). 
A tal ultimo riguardo faccio presente che in sede di controdeduzioni alle “misure di salvaguardia” proposte da VAS, Basta Cartelloni e Cittadinanzattiva (fatte poi proprie dai Municipi I e XV) la Giunta Capitolina non ha ritenuto di accoglierle con la seguente motivazione: “Per quanto riguarda gli impianti collocati in zona A il problema è risolto con il carattere cogente della sovraordinata disciplina normativa di tutela”. 
Non posso al riguardo non mettere in evidenza che, se viene riconosciuto “carattere cogente” alla “disciplina normativa di tutela” in quanto “sovraordinata”, allora l’obbligo di rimozione degli impianti pubblicitari prescritti da tale normativa sussisteva anche prima della approvazione della “Normativa Tecnica di Attuazione” del PRIP, che non ha fatto altro che ribadire i divieti di installazione esistenti già da ben prima: ne deriva pertanto che non prevedere tale obbligo nemmeno a livello sperimentale rasenta l’omissione di atti dovuti d’ufficio. 
L’Assessore Leonori, prima ancora che il Dott. Francesco Paciello (specie nel caso che stavolta non si sia messo ad eseguire una precisa indicazione in quanto non gli sarebbe venuta dall’alto, ma abbia intrapreso da solo questa iniziativa), dovrebbe in particolare spiegare quali siano state le ragioni che abbiano portato a scegliere in via sperimentale proprio via dell’Oceano Pacifico e non un’altra via. 

A tal ultimo riguardo debbo far presente che con il Sindaco Alemanno era stata decisa la “riqualificazione” di piazzale Clodio perché si trattava di un “nodo nevralgico, in cui è stata riscontrata l’installazione di numerosi impianti pubblicitari”: a differenza di oggi che si intende fare con un semplice atto amministrativo dirigenziale, la “riqualificazione” è stata messa in atto con tanto di Deliberazione della Giunta Comunale n. 133 del 12 maggio 2010, che con Nota VAS prot. n. 23 del 25 maggio 2010 chiesi di annullare per vizi di legittimità in quanto approvato come Piano di Localizzazione. 

Sono in grado di darmi finalmente una risposta al suddetto interrogativo, perché ieri sono stato portato a conoscenza dei vari passaggi di questo procedimento di “sperimentazione” direttamente da una delle associazioni di categoria che sono state invitate a parteciparvi e che mi ha fatto capire come le due “sperimentazioni” potrebbero essere due facce di una stessa medaglia. 

Il 18 settembre 2014 il Dott. Francesco Paciello ha trasmesso alle suddette 5 associazioni di categoria, oltre che alla Federazione Italiana Sviluppo Pubblicità Esterna (FISPE) ed alla Associazione Italiana Fabbricanti Insegne Luminose (AIFIL) una nota che ha per oggetto le “Caratteristiche tecniche degli impianti. Percorso di partecipazione”.

 Immagine.Nota prot. QH160697 del 18 settembre 2014
Immagine.Nota prot. QH160967 del 18 settembre 2014.1 

Come si può vedere secondo il Dott. Francesco Paciello con riferimento esclusivo al PRIPche fissa le regole sulla base delle quali sviluppare i Piani di Localizzazione già in corso di redazionerisulta necessario avviare un ulteriore percorso che ha natura complementare rispetto agli atti prodotti”. 
Nella suddetta premessa ravviso una doppia stridente contraddizione. 
La prima riguarda i Piani di Localizzazione che sarebbero in corso di redazione, ma di cui la Giunta deve ancora approvare la delibera di incarico, dettando contestualmente proprio i criteri con cui debbono essere redatti i 15 Piani di Localizzazione sulla base delle “regole” dettate anche e soprattutto dal Regolamento di Pubblicità, così come modificato ed integrato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, che obbliga ad una pianificazione quanto meno in 7 specifici “circuiti” (impianti di pubblica utilità, servizio di bike sharing, elementi di arredo urbano, cultura e spettacolo, impianti SPQR, pubbliche affissioni e rimanenti impianti di proprietà privata su suolo pubblico). 
La seconda contraddizione riguarda la non meglio chiarita “natura complementare“ che verrebbe ad assumere questo “ulteriore percorso” rispetto soprattutto alla normativa del PRIP. 
Il Dott. Francesco Paciello fa “riferimento nello specifico alla necessità di determinare le caratteristiche estetiche, costruttive ed i materiali degli impianti pubblicitari a cui fanno riferimento il PRIP ed il Regolamento di Pubblicità, con l’indicazione dei tipi e dei formati ammessi”. 
Faccio presente al riguardo che sia la Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP ed ancor più le sue schede tecniche allegate contengono soltanto (art. 34) la descrizione, le dimensioni ed i formati, le distanze minime fra gli impianti, i formati ammessi nelle sottozone di piano ed alcune prescrizioni particolari, ma non determinano anche “le caratteristiche estetiche, costruttive ed i materiali degli impianti pubblicitari”: lo stesso dicasi per il Regolamento di Pubblicità che alla lettera F) del 1° comma dell’art. 20 indica solo i tipi e formati ammessi. 
Ma il 3° comma dell’art. 12 del Regolamento di Pubblicità dispone testualmente chel’esposizione della pubblicità su impianti e mezzi privati deve essere altresì conforme alle caratteristiche estetiche e costruttive e ai materiali corrispondenti alle specifiche recate dalla deliberazione della Giunta Comunale di cui all’art. 19, comma 2, secondo cui “le norme tecniche, di cui all’art. 4, comma 3, e le specifiche di cui all’art. 12, comma 3 del presente regolamento sono approvate con deliberazione della Giunta Comunale entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento.”
Il suddetto 3° comma precisa che “con riferimento alle specifiche di cui all’art. 12, comma 3 la Giunta si atterrà ai seguenti criteri: l’installazione degli impianti è effettuata in conformità alle norme di sicurezza vigenti; i materiali utilizzati devono essere non deteriorabili, di alta resistenza e solidità e la struttura deve essere preferibilmente metallica; i supporti di sostegno devono risultare di adeguata sezione e di minimo ingombro ed infissi nel terreno per una profondità tale da garantirne la necessaria stabilità; il pannello espositivo è realizzato con un supporto che ne garantisce la rigidità.”
Metto in evidenza che l’obbligo per la Giunta di deliberare le norme tecniche e le specifiche degli impianti sussisteva già nel Regolamento approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 100 del 12 aprile 2006, ma che vi è stato dato seguito solo 4 anni dopo quando con Deliberazione della Giunta Comunale n. 25 del 10 febbraio 2010 è stato deciso “di approvare i progetti-tipo per le seguenti tipologie di impianti pubblicitari:
  1. impianti destinati alle Pubbliche Affissioni ed al circuito politico-sindacale nelle dimensioni: m. 1 x 1,4 – m. 1,4 x 2 e m. 3 x 1,4, i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera “A”;
  2. impianti di proprietà comunale da concedere in locazione a terzi – c.d. S.P.Q.R. – nelle dimensioni di m. 1 x 1 – m. 1 x 1,4 – m. 2 x 2 – m. 2,5 x 1,5 e m. 4 x 3, i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera “B”;
  3. impianti di pubblica utilità della tipologia “orologi” con pannelli pubblicitari di dimensioni di m. 1 x 0,7 (interno Città Storica) e m. 1 x 1,4 (esterno Città Storica), i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera “C”;
  4. impianti di proprietà privata della tipologia paline di m. 1 x 1 da installare nell’ambito della Città Storica, il cui progetto si allega in atti sotto la lettera “D”;
  5. impianti di proprietà privata della tipologia paline di m. 1 x 1 da installare fuori dall’ambito della Città Storica, il cui progetto si allega in atti sotto la lettera “E”. 
La delibera precisa che “al fine di armonizzare l’impiantistica esistente sul territorio, è possibile utilizzare anche per gli impianti di proprietà privata la tipologia prevista al precedente punto 2 per gli impianti comunali, con esclusione del logo “S.P.Q.R.”. 
La delibera stabilisce anche che “Le caratteristiche tecniche dovranno essere conformi a quelle stabilite nei predetti progetti” e dispone che “La sostituzione degli impianti esistenti con quelli dei progetti-tipo dovrà avvenire, …. , prioritariamente, nell’ambito dei Municipi I – Centro Storico e XVII entro due mesi dalla data di approvazione del presente provvedimento, e dovranno concludersi entro il 30 giugno 2010.”
Dispone infine che “gli oneri per gli adeguamenti degli impianti esistenti ai progetti approvati, compresi quelli di cui al precedente punto 2, sono ad esclusivo carico dei soggetti autorizzati all’esposizione pubblicitaria”.
La suddetta scadenza del 30 giugno 2010 non è stata rispettata, al punto che a distanza ormai di quasi 4 anni e mezzo il Dott. Francesco Paciello ha sentito il bisogno di trasmettere la seguente nota a tutte le Società inserite nella Nuova Banca Dati (NBD) e proprietarie di impianti SPQR nell’attuale I Municipio (ex I e XVII).

Immagine.Nota prot. QH77007 del 18 novembre 2014 

Tornando all’ulteriore percorso di natura complementare attivato con la nota del 18 settembre scorso, il Dott. Francesco Paciello precisa che si tratta di un “percorso amministrativo funzionale all’adozione della Deliberazione della Giunta Comunale di cui al combinato disposto degli art. 12, comma 3 e 19 comma 2” e che “appare opportuno attivare da subito un percorso di partecipazione che coinvolga i soggetti interessati del settore”.

Conseguentemente invita le 7 associazioni di categoria in indirizzo “a presentare entro il termine del 30 ottobre c.a. una o più proposte corredate dell’idonea documentazione tecnica relativa alle caratteristiche sopra citatefacendo sapere che “tale documentazione sarà esaminata da una apposita Commissione Tecnica che sarà nominata con separato atto”, ma che non si sa se sia stata già costituita.

Dalla lettera in questione si desume anzitutto che non sia ritenuta valida più di tanto la Deliberazione della Giunta Comunale n. 25/2010, che è stata all’epoca emanata senza sentire il bisogno di attivare .. un percorso di partecipazione che coinvolga i soggetti interessati del settore” e che si voglia ad ogni modo approvare dei nuovi progetti-tipo con il coinvolgimento stavolta dei “soggetti interessati del settore”: a tal ultimo riguardo fin da prima dell’approvazione del PRIP nei pochissimi incontri che l’Assessore Leonori ha concesso a VAS e Basta Cartelloni è stato da lei manifestato il suo giudizio negativo sugli attuali impianti esistenti a Roma e più o meno previsti in modo identico nelle schede tecniche allegate alla Normativa del PRIP ed è stata dichiarata la sua intenzione di arrivare ad avere un domani una “veste” unica per tutti i tipi e formati di impianti. 

C’è per di più da far presente che l’ultimo comma dell’art. 34 della “Normativa Tecnica di Attuazione” del PRIP dispone che “sulla base delle schede tecniche allegate, l’amministrazione capitolina predispone i progetti-tipo degli impianti da approvarsi in sede di Giunta Capitolina. Tali progetti-tipo, da adottarsi per le diverse forme di esposizione pubblicitaria previste dal piano, devono garantire l’omogeneizzazione degli impianti di tipo privato e quelli di proprietà di Roma Capitale, differenziati con l’apposizione di idoneo logo.”. 

Sotto questo aspetto appare del tutto coerente con questa sua dichiarata intenzione l’ulteriore “percorso di partecipazione” che ha attivato il Dott. Francesco Paciello, il quale – a differenza dello sterile analogo “percorso di partecipazione” attivato sul PRIP dal Presidente della Commissione Commercio Orlando Corsetti – non ha ritenuto di considerare “soggetti interessati del settore” né VAS, né Basta Carteloni né Cittadinanzattiva, che oltre a non essere stati invitati al suddetto ulteriore percorso, sono stati tenuti all’oscuro di tutto: dal momento che la sua nota del 18 settembre scorso non fa alcun cenno ad una preventiva quanto obbligatoria autorizzazione in tal senso dell’Assessore Leonori, non è dato di sapere se ci sia stata effettivamente ed in quale forma (se scritta o semplicemente orale) né se sia dipesa da una sua espressa volontà l’esclusione dal percorso di VAS, Basta Cartelloni e Cittadinanzattiva.  

C’è anche da far presente che l’ultimo comma del precedente art. 33 dispone testualmente che “nelle aree a progettazione unitaria possono essere studiati specifici progetti-tipo degli impianti, anche diversi da quelli utilizzati nella restante parte del territorio capitolino, con l’obiettivo di rafforzarne la riconoscibilità e l’integrazione con gli elementi dell’arredo urbano”. 

L’EUR rientra nella aree a progettazione unitaria, come attesta il seguente estratto, da cui si evince che al confine vi ricade anche viale dell’Oceano Pacifico.

 Immagine.Ambito a progettazione unitaria EUR. png

Riguardo alla suddetta iniziativa del Dott. Francesco Paciello, alcune associazioni di categoria hanno ad ogni modo espresso delle perplessità, a fronte delle quali sembra che sia stato l’Assessore Leonori ad autorizzare il Dott. Francesco Paciello ad incontrarsi soltanto con tali soggetti per chiarire tutte le loro perplessità. 
Stando a quanto mi è stato riferito da chi vi ha personalmente partecipato, l’incontro è avvenuto il 28 ottobre 2014 nella sala riunioni di via dei Cerchi n. 6: erano presenti fra gli altri la Presidente dell’AIPE Daniela Aga Rossi ed il Presidnete della SPAR Gianfranco Festa, il sig. Ranieri Randaccio della SCI, il sig. Oberdan Zuccaroli della Pubbli Roma ed il sig. Alessandro Di Gregorio della Gregor, oltre al rappresentante della Clear Channel. 
È stato trattato l’obbligo di convertire i formati di mt. 4 x 3 in formati di mt. 3 x 2 di equivalente superficie ed è stata riconosciuta la necessità di uniformare quanto meno il colore di tutti questi impianti di minori dimensioni: sembra che il Dott. Paciello abbia indicato tre criteri, due dei quali riguardanti l’uguale colore grigio e la necessità di evitare impianti fatiscenti. 
A questo punto Daniela Aga Rossi, Ranieri Randaccio, Oberdan Zuccartoli ed Alessandro Di Gregorio hanno proposto di farne oggetto di una “sperimentazione” da effettuare proprio su viale dell’Oceano Pacifico, che sarebbe stata accolta da tutti i presenti. 
METTO IN RISALTO AL RIGUARDO CHE RISPETTO AL PERCORSO ATTIVATO DAL DOTT. FRANCESCO PACIELLO, A CUI HA INVITATO A PARTECIPARE FORMALMENTE TUTTE E 7 LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, LA SUA CANALIZZAZIONE A LIVELLO SPERIMENTALE SU VIALE DELL’OCEANO PACIFICO È PARTITA INTANTO DALL’AIPE E DALLE DITTE PUBBLICITARIE PRESENTI QUEL GIORNO ED ACCOLTA PASSIVAMENTE DAL DOTT. FRANCESCO PACIELLO, SENZA RITENERE DI DOVERNE INFORMARE ANCHE E SOPRATTUTTO SIA LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA ASSENTI QUEL GIORNO (COME L’AAPI) CHE LE DITTE PUBBLICITARIE CHE NON HANNO POTUTO PARTECIPARE ALL’INCONTRO PERCHÉ NON INVITATE PER POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (COME SEMBRA CHE SIA STATO FATTA LA CONVOCAZIONE PER QUELLA RIUNIONE RISERVATA NON A TUTTI). 
Metto ancor più in risalto la presenza a quella riunione dell’Avv. Gianluca Giattino, responsabile di Aequa Roma che ha redatto il PRIP, riguardo al quale così come riguardo ai Piani di Localizzazione non dovrebbe avere nessuna incidenza l’ulteriore percorso di partecipazione: così non sembra invece essere, a giudicare dagli atti successivamente prodotti.  
Come precisato dalla stessa Daniela Aga Rossi il successivo 30 ottobre 2014 l’AIPE ha presentato quello che ha definito addirittura “piano” e che in base a quanto dato in pasto alla stampa costituirebbe un progetto-tipo valido per tutti i tipi e formati di impianti, dal minimo formato di cm. 100 x 70 del parapedonale al massimo formato di mt. 3 x 2, ma non dovrebbe avere niente a che fare con la “sperimentazione” voluta in viale dell’Oceano Pacifico.  
La proposta della suddetta strada sembrerebbe invece essere stata implicitamente accolta dalla stesso Assessore Leonori: ne dà una conferma indiretta la seguente Nota prot. n. QH 82072 del 1 dicembre 2014 che ha per oggetto i “Primi interventi in attuazione del PRIP” ed è indirizzata sempre alle stesse 7 associazioni di categoria. 

 Immagine.Nota Paciello del 1 dicembre 2014
Immagine.Nota Paciello del 1 dicembre 2014.1 

Come si può vedere, si parla di “indirizzi” che l’Assessore Leonori avrebbe dato al Dott. Francesco Paciello, “in merito alla necessità, nelle more della definizione del PRIP, di dare attuazione alle relative prescrizioni in alcune vie e/o piazze ove si ravvisi un’elevata presenza di impianti abusivi, oppure una disordinata concentrazione di impianti autorizzati tali da incidere negativamente sul decoro della città. 

Debbo preliminarmente mettere in grande risalto l’impropria quanto contraddittoria espressione “nelle more della definizione del PRIP”, perché lascia implicitamente intendere che il PRIP benché definitivamente approvato dall’Assemblea Capitolina debba essere ancora “definito” non si capisce bene in chissà quali parti. 
Rilevo in secondo luogo la stridente contraddizione che si evince nel voler dare attuazione alle prescrizioni del PRIP solo “in alcune vie e/o piazze” e non in tutte, giustificando questo strano modo di procedere con la elevata presenza di impianti abusivi, quasi a lasciar intendere che dove questa presenza non è elevata gli impianti abusivi (ad esempio i “senza scheda”) possono continuare a dormire sogni tranquilli, ignorando per di più bellamente che la natura abusiva di questi impianti non è stabilita dalle Norme del PRIP, ma dal Codice della Strada e dal Regolamento di Pubblicità. 
Trovo addirittura risibile che si cerchi di giustificare questi primi interventi dove c’è una “disordinata concentrazione di impianti autorizzati tali da incidere negativamente sul decoro della città”, perché è un autogol che si sta facendo il Comune riconoscendo che proprio gli impianti da lui autorizzati danneggiano l’immagine della città. 
Trovo inoltre del tutto inaccettabile ed incoerente che gli stessi interventi in attuazione del PRIP non siano estesi a tutta la città e se ne deleghi invece l’individuazione di dove agire “allo scopo di sperimentare quanto previsto dalla normativa ed, eventualmente, adottare ogni utile modifica per la migliore realizzazione dell’interesse pubblico“. 
PER COME SONO PORTATO A GIUDICARE DALLA SUCCESSIONE FIN QUI DESCRITTA DEGLI ATTI, LA NOTA IN QUESTIONE DEL 1 DICEMBRE È PER ME LA “BENEDIZIONE” CHE È STATA FATTA DARE A POSTERIORI DALL’ASSESSORE MARTA LEONORI SU UN PERCORSO DI PARTECIPAZIONE CHE È STATO PRESUMIBILMENTE DA LEI PROMOSSO ALL’INIZIO IN PERFETTA BUONA FEDE, MA CHE STRADA FACENDO È STATO DEFORMATO E COMUNQUE SFRUTTATO PER RIMETTERE IN DISCUSSIONE IL PRIP SE NON ANCHE PER INFLUENZARE I PIANI DI LOCALIZZAZIONE, SENZA PERÒ CHE LA LEONORI STESSA VI ABBIA FIN QUI RAVVISATO NIENTE DI ANORMALE O ILLEGITTIMO.  
A me personalmente non risulta affatto che la “Normativa Tecnica di Attuazione” del PRIP preveda una qualche forma di sperimentazione. 
Cosa vuol dire esattamente “adottare ogni utile modifica per la migliore realizzazione dell’interesse pubblico” ?  
Modificare che cosa ?  
Le Norme Tecniche di Attuazione del PRIP oppure le schede tecniche allegate ad esse ? 
Nella seconda parte della suddetta nota sui “primi interventi in attuazione del PRIP” il Dott. Francesco Paciello afferma che “è stato ritenuto utile la rappresentazione cartografica di un Piano di Localizzazione avviando una fase di confronto con le SS.LL. che, come peraltro avvenuto con il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, possa attraverso proposte ed interventi diretti, concretizzare la partecipazione popolare su un documento fondamentale per la città”.  
Se debbo interpretare alla lettera il suddetto passo, trovo in termini di “metodo” quanto meno anomalo che si sottoponga al confronto con le associazioni di categoria la “rappresentazione cartografica di un Piano di Localizzazione” per avviare una fase di confronto esclusivamente con loro che si tradurrebbe in un inammissibile allungamento dei tempi di adozione dei 15 Piani di Localizzazione, escludendo per giunta dalla “partecipazione popolare” cittadini, comitati ed associazioni, come VAS, Basta Cartelloni e Cittadinanzattiva, quando il “confronto” è ampiamente possibile dopo l’adozione, in termini di osservazioni e confronti vari con tutti i 15 i Municipi di Roma che saranno chiamati ad esprimere il loro parere obbligatorio, ancorché consultivo. 
Anche a non voler intravedere un nesso diretto con quanto concordato il precedente 28 ottobre, il Dott. Francesco Paciello ha trasmesso la nota relativa all’intervento di riqualificazione di viale dell’Oceano Pacifico in cui conferma (non si sa quanto casualmente) la scelta di tale strada, dove a suo dire sarebbero stati già rimossi tutti gli impianti “senza scheda” che vi risultavano illecitamente installati, mentre sono da rimuovere 35 impianti di ben 16 ditte pubblicitarie del riordino, tra i quali spiccano in misura maggiore i 13 della ditta Urbe Pubblicità di Franco e Stefano Cappelli e C., ed in misura minore i 2 delle ditte Clear Channel Affitalia, D & D Outdor Advertising, Media Group Unipersonale (ex MG), Moretti Pubblicità, Pubbli Roma Uninominale, IGP Décaux e Spot Pubblicità. 
Continuando a chiedersi quali possano essere state le ragioni che hanno spinto ad una “riqualificazione” proprio di viale dell’Oceano Pacifico, per trovare un motivo che giustifichi caso mai la revoca di tutte le ubicazioni dei 35 impianti attualmente presenti sono andato a verificare la classificazione di tale strada che ne fa il PRIP e la sottozona in cui ricade (che è la B2): riporto al riguardo il seguente estratto della Tavola 1.11.

Immagine.Estratto tavola 1.11
Immagine.Legenda tipi stradali PRIP 

Come si può bene vedere, viale dell’Oceano Pacifico è classificata come tipo stradale ST 16, ed ha quindi un indice di affollamento di 16 mq. ogni 100 metri lineari. 

Ma se la riqualificazione di tale strada fosse concretizzabile con il rispetto del suddetto indice di affollamento, allora il Dott. Francesco Paciello dovrebbe spiegare con quali criteri prescrive, a pena di sanzione, la rimozione dei suddetti 35 impianti e non degli altri che vi rimangono. 
Revocare delle concessioni in un momento di transizione durante il quale gli operatori che ne hanno i requisiti e gli impianti che rispondono a determinate caratteristiche possono rimanere attivi presta il fianco ad un contenzioso, perchè alcuni vengono penalizzati rispetto ad altri. 
A tal riguardo non posso tacere che alla fine del “percorso di partecipazione” e precisamente alla fine dell’ultima seduta che si è svolta il 26 marzo 2014 il Presidente Corsetti aveva concordato di costituire un gruppo di lavoro (subito accettato, se non proposto in separata sede dall’AIPE) che avrebbe dovuto mettersi a progettare la “massimizzazione” degli impianti installabili su 4 strade che avrebbe scelto assieme al dott. Paciello (piazzale della Radio, viale Marconi, piazza Bologna e via del Corso) accogliendo anche la proposta del sig. Ranieri Randaccio di aggiungervi il tratto della via Salaria libero da case quanto meno da un lato. 

Si trattava, guarda la coincidenza, di una “sperimentazione” ante litteram proposta dall’AIPE, che l’ha poi concretizzata su tre strade (via Cavour, via Catanzaro e via Guglielmo Marconi).  
A fronte di tutti questi retroscena, sorge fin troppo spontaneo l’interrogativo se il progetto per i nuovi cartelloni pubblicitari annunciato ai Mass media il 27 novembre scorso da Daniela Aga Rossi abbia qualche legame diretto con l’iniziativa formalizzata il successivo 5 dicembre dal Dott. Francesco Paciello. 

Nel 2° dei due articoli pubblicati il 27 novembre 2014 su “Esterniamo” era riportato il seguente passo: ”In questa direzione si è orientata anche la giunta capitolina con la sua richiesta alle Associazioni nazionali di categoria di uno studio per realizzare dei progetti di impianti pubblicitari che caratterizzino la città con il loro design ed i loro materiali”. 

Ne deriva a tal ultimo riguardo il seguente più che giustificato interrogativo: oltre che alla immediata attuazione alle prescrizioni del PRIP, liberando viale dell’Oceano Pacifico in via sperimentale, l’Assessore Leonori o chi per lei ha voluto per caso dare immediata attuazione anche al progetto presentato dall’AIPE, sperimentandolo proprio su viale dell’Oceano Pacifico per installarvi i nuovi cartelloni al posto di quelli che verranno rimossi, magari senza alcuna pubblicità, al solo scopo dimostrativo di far vedere la differenza che ci sarà tra oggi e domani ? 

Al suddetto interrogativo mi sento di invitare l’Assessore Leonori a verificare ad ogni modo la coerenza della Presidente dell’AIPE che da un lato fa delle lodi sperticate al “metodo” avviato di coinvolgere gli operatori chiedendo loro di presentare progetti per disegnare la città del futuro e dall’altro lato presenta ricorso al TAR del Lazio per impugnare proprio il PRIP .  

L’Assessore Leonori non può continuare a tacere e far finta di non accorgersi di quanto sta accadendo intorno a lei, specie di questi tempi in cui l’inchiesta penale su “Mafia Capitale” dovrebbe spingere ad una trasparenza ancora maggiore a tutela della sua immagine e di un suo operato cristallino della Amministrazione Capitolina. 

AGGIORNAMENTO

Come già scritto, nel corso della riunione che c’è stata il 28 ottobre 2014 nella sala riunioni di via dei Cerchi n. 6 Daniela Aga Rossi, Ranieri Randaccio, Oberdan Zuccaroli ed Alessandro Di Gregorio hanno proposto di fare una “sperimentazione” proprio su viale dell’Oceano Pacifico. 

La “sperimentazione” concordata in linea di massima il 28 ottobre scorso, che avrebbe comunque dovuto essere formalizzata dall’associazione di categoria AIPE, si è tramutata invece in un progetto di “riqualificazione” di viale dell’Oceano Pacifico redatto non solo da Ranieri Randaccio della SCI, da Oberdan Zuccaroli della Pubbli Roma e da Alessandro Di Gregorio della Gregor, ma anche da Rodolfo Moretti della Rodolfo Moretti Pubblicità, da Alfredo Grandinetti della Sarila e dal rappresentante della Pateo Uninominale, che è subentrata con questa nuova denominazione sociale allo Studio M Pubblicità. 

l progetto è stato presentato e registrato al prot. QH/74748 dell’11 novembre 2014.  
Per un opportuno confronto metto in risalto che con la Nota prot. n. QH/83458 del 5 dicembre 2014 il Dott. Francesco Paciello aveva chiesto la rimozione spontanea dei seguenti impianti pubblicitari installati su viale dell’Oceano Pacifico di proprietà della SCI, della SARILA, della PUBBLI ROMA e della RODOLFO MORETTI PUBBLICITÀ:

SCI (0040/A0743/P e 0040/AH640/P);

SARILA (0064/AT045/P);
 
PUBBLI ROMA (0049/BU334/P e 0049/AA731/P);

MORETTI PUBBLICITÀ (0023/AS951/P e 0023/BM532/P). 

Essendo stato presentato un mese prima il progetto di “riqualificazione” da parte delle suddette 4 ditte, sorge a questo punto spontaneo chiedersi se il Dott. Francesco Paciello ne fosse a conoscenza e quindi abbia ciò nonostante chiesto ugualmente la rimozione spontanea dei suddetti 7 impianti di loro proprietà. 

Se ne deve dedurre ad ogni modo che anche le altre due ditte (Gregor e Pateo Uninominale) abbiano dei propri impianti installati su viale dell’Oceano Pacifico, che si preoccupano di “riqualificare” migliorando quindi non solo il decoro urbano della strada in questione, ma anche contestualmente la posizione dei propri impianti e conseguentemente i propri interessi.  

Solo nella tarda mattinata di oggi, a distanza praticamente di quasi un mese esatto dalla presentazione del progetto di “riqualificazione”, il Dott. Francesco Paciello ha ritenuto di rispondere con la seguente Nota prot. QH86051 del 12 dicembre 2014., indirizzata via PEC per conoscenza anche alle altre 11 ditte pubblicitarie a cui il 5 dicembre scorso ha trasmesso l’invito-diffida a rimuovere i propri impianti parimenti installati su viale dell’Oceano Pacifico (manca la ditta RAPPRESENTANZE GENERALI di MAINARDI G. & C S.r.l in quanto fallita o comunque cancellata dalla Nuova Banca Dati).

 Immagine.Nota prot. QH 86051 del 12 dicembre 2014 

Come si può ben vedere, la trasmissione per conoscenza alle suddette 11 ditte pubblicitarie si spiega con la motivazione addotta dal Dott. Francesco Paciello, secondo cui la proposta “non può essere presa in considerazione in quanto non partecipano al progetto tutti gli operatori che hanno impianti pubblicitari sulla Via in questione ”. 

Il Dott. Francesco Paciello ribadisce che “conseguentemente, l’intervento di riqualificazione è stato avviato sulla base delle determinazioni assunte d’ufficio dall’amministrazione e contenute nella nota prot. QH783458 del 05/12/2004 [errore di battitura, ndr,], ciò al fine di assicurare, a tutte le Società che hanno impianti pubblicitari sulla stessa strada, parità di condizioni sulla base del ruolo di garanzia che compete a questa Direzione. 

Tenendo presente al riguardo che il Dott. Francesco Paciello non ha spiegato i vizi di legittimità che avrebbe rilevato sui 35 impianti che ha chiesto di rimuovere, dovrebbe a maggior ragione spiegare – proprio riguardo alla “parità di condizioni” – perché ritiene invece del tutto regolai le posizioni degli impianti di proprietà della Gregor e della Pateo Uninominale. 

La nota si chiude precisando che “con separata nota saranno comunicati i criteri individuati per la rassegnazione dell’ubicazione dei soli impianti pubblicitari rimossi spontaneamente”.  

Mi auguro che a monte dei “criteri”, individuati peraltro solo per le ditte “virtuose” che rimuoveranno spontaneamente i loro impianti, verranno chiarite le ragioni tecniche e giuridiche che “legittimano” queste rimozioni per una “riqualificazione” di cui bisognerebbe spiegare perché si sia orientata proprio su viale dell’Oceano Pacifico. 

DUE ULTERIORI CONSIDERAZIONI

1 – Se in perfetta “parità di condizioni” il progetto di riqualificazione di viale dell’Oceano Pacifico fosse strato redatto e presentato da tutte e 17 le ditte pubblicitarie che sono proprietarie di tutti gli impianti che risultano installati sullo stesso viale, allora il progetto dovrebbe essere preso in considerazione e caso mai approvato ? 

2 – Se dal “metodo” passiamo al “merito”, c’è da chiedersi in che cosa consista esattamente la “riqualificazione” di viale dell’Oceano Pacifico”, che presumibilmente dovrebbe aver rispettato quanto meno le distanze minime prescritte dal Codice della Strada se non anche l’indice di affollamento stabilito dal PRIP per viale dell’Oceano Pacifico (ST 16).  

Ma così operando si verrebbe ad autorizzare la stessa “riqualificazione” su tutte le strade di Roma, precedendo o comunque operando in parallelo, se non in sovrapposizione ai Piani di Localizzazione cui soltanto spetta di individuare e sancire le esatte posizioni sul territorio dei futuri impianti pubblicitari da mettere a gara e non certo di quelli del “riordino” la cui concessione scade ad ogni modo il prossimo 31 dicembre e sarà prorogata soltanto fino all’espletamento dei bandi di gara. 

Dalla suddetta considerazione sorge spontanea una pesante ipotesi su quale potrebbe essere il vero motivo che ha spinto a presentare il suddetto progetto di “riqualificazione!” puntando a farsi riconoscere che le posizioni dei propri impianti del riordino saranno alla fine tutto sommato le stesse individuate e sancite dal Piano di Localizzazione del IX Municipio, ma per i futuri impianti che dovranno sostituirsi a quelli di oggi, non è per caso che si tende contestualmente a sperare che il ricorso al TAR annulli la scadenza del 31 dicembre 2014 e rimetta così in vita fino a chissà quando i vecchi impianti del riordino anziché i futuri nuovi impianti individuati dai Piani di Localizzazione, di cui tutto sommato rispettano comunque le posizioni ?  

Di fronte a tutti questi sospetti diventa più che opportuno che l’Assessore Leonori annulli quanto prima questa balsana idea di una inutile “sperimentazione” o ne chiarisca al più presto la natura e soprattutto i contenuti in modo trasparente e cristallino.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)