giovedì 15 gennaio 2015

La controversa questione della data da cui dovrebbe decorrere la conversione di tutti gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/la-controversa-questione-della-data-da-cui-dovrebbe-decorrere-la-rimozione-conversione-di-tutti-gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3/


Come dovrebbe essere ormai noto, con il PRIP ed il nuovo Regolamento di Pubblicità sono stati aboliti gli impianti di mt. 4 x 3.

Per la problematica che ne è derivata soprattutto riguardo alla data da cui dovrebbe iniziare la rimozione di tutti questi impianti è opportuno ripercorrere tutti i passaggi procedimentali che hanno portato alla normativa attualmente in vigore.

Con Decisione n. 36 del 30 aprile 2014 la Giunta Capitolina ha adottato come proposta n. 61 tutta una serie di modifiche ed integrazioni al “Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni” così come a suo tempo approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 37 del 30 marzo 2009.

Nel testo della proposta sono riportate tutte le modifiche ed integrazioni proposte, tra cui l’eliminazione della lettera g) del punto 1) della lettera F) del 1° comma dell’art. 20, relativa per l’appunto ai formati pittorici, anche luminosi, di metri 4,00 x 3,00, come poi evidenziato in una delle slides proiettate nel corso della Conferenza Stampa di presentazione delle linee guida del PRIP che si è tenuta il 5 maggio 2014.

Immagine.Slide 5

È rimasto invece invariato il testo della lettera b) del 2° comma dell’art. 4, che dispone il divieto per “gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati, salvo quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lett. F) in materia di impianti non soggetti ai limiti di formato”, facendo così salvi proprio gli aboliti impianti di mt. 4 x 3, ad eccezione degli impianti non soggetti ai limiti di formato espressamente indicati, quali insegne, targhe, tende e simili, mezzi collocati su ponteggi e recinzioni di cantiere e gli impianti su terrazzi e pareti cieche ove consentite.

Si sarebbe dovuto estendere il suddetto divieto precisando che vale per “gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva sia uguale o superiore ai 12 metri quadrati”. 
Ci si è poi resi conto della necessità di fare la suddetta precisazione nel preciso momento che si è posto il problema in generale della entrata in vigore del nuovo regolamento ed in particolare della data da cui far decorrere come “Norme transitorie” l’inizio delle rimozioni di tutti gli impianti di formato 4 x 3. 

Ma fra le modifiche ed integrazioni espressamente riportate nel testo della 61° proposta riguardo all’art. 34 ci sono solo i commi 7 e 9 (da sostituire interamente), il comma 10 (da eliminare) e l’aggiunta di un ultimo comma (diventato l’attuale comma 14). 

È rimasto così invariato il seguente testo sia del 1° comma dell’art. 34 che del successivo comma 1 Bis:
1. A decorrere dal 25 novembre 2004, i formati di dimensione uguale o superiore a quella di cui all’art. 4, comma 2, lett. b), sono convertiti, ai sensi dell’art. 10, comma 2, in formati di dimensione inferiore entro il limite numerico di 7.000 facciate e senza che da tale conversione risulti un aumento del numero degli impianti autorizzati salvo il caso in cui il soggetto autorizzato faccia istanza in cui si obbliga contestualmente ad ottemperare alle eventuali prescrizioni impartite dall’Amministrazione in materia di servizi di recupero, arredo o riarredo, miglioramento del decoro e manutenzione dei siti ricompresi nei lotti in cui insistono gli impianti e i mezzi autorizzati; in tale ultimo caso, il soggetto autorizzato potrà ottenere, dopo l’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, l’autorizzazione all’installazione di nuovi impianti, nel limite massimo del 10 per cento della differenza rispetto alla quantità di superficie precedentemente esposta e riconosciuta legittima all’esito di procedimento di riordino, e comunque di formato inferiore alla dimensione di m. 4×3. Il procedimento di conversione di cui al presente comma e la
determinazione dei relativi servizi aggiuntivi saranno stabiliti con successivo provvedimento. Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19 sono confermate tutte le limitazioni disposte dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981 e, per i progetti realizzati, dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 163 del 25 ottobre 1999.
1bis. Ai fini della conversione di cui al comma 1, l’adeguamento alle norme tecniche di cui all’art. 4, comma 3 e alle specifiche di cui all’art. 12, comma 3 avviene, in deroga a quanto disposto, entro il predetto termine del 25 novembre 2004.

Ma nel testo coordinato del nuovo Regolamento che è parte integrante della 61° proposta figura, dopo il comma 1 Bis, un comma 1 Ter dal seguente testo: “A decorrere dal 1 gennaio 2015 i formati di dimensioni uguali o superiori a quelli di cui all’art. 4 comma 2 lettera b) sono convertiti in formati non superiori a quelli di cui all’art. 20 lett. f) punto 1) . 

Il suddetto comma 1 Ter non è stato fatto oggetto di nessuna modica o integrazione nei “pareri” espressi dai Municipi I, VII, XII, XIII, XIV e XV: i Consigli dei Municipi I e XV hanno proposto di eliminare dall’art. 34 il comma 5 ed il comma 5 Bis.

Con le Controdeduzioni della Giunta Capitolina in ordine alla proposta di deliberazione n. 61 approvate nella seduta del 25 giugno 2014 è stata accolta la proposta di eliminazione sia del comma 5 che del comma 5 Bis dell’art. 34.

Il suddetto comma 1 Ter non è stato fatto oggetto di nessuna modifica nemmeno il 30 luglio 2014, quando l’Assemblea Capitolina ha approvato l’assemblaggio degli emendamenti presentati dai gruppi politici, dalla Giunta Capitolina e dalla Commissione Commercio. 

Il testo definitivo del Regolamento che è stato allegato alla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 costituisce quindi l’assemblaggio dei seguenti documenti:
–       testo non modificato della proposta di deliberazione n. 61 licenziata con Decisione della Giunta Capitolina n. 36 del 30 aprile 2014;
–       testo non modificato delle Controdeduzioni della Giunta Capitolina in ordine alla proposta di deliberazione n. 61 approvate il 25 giugno 2014;
–       emendamenti presentati il 16 luglio 2014 da gruppi politici e singoli consiglieri;
–       emendamenti di Giunta presentati il 30 luglio 2014;
–       emendamenti della Commissione Commercio presentati il 30 luglio 2014.

Ma il testo del dispositivo della Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 riporta l’elenco completo delle modifiche ed integrazioni approvate, fra le quali figurano le due seguenti:

Art. 34 comma 1: abrogare comma 1, 1bis 4, 5 e 5bis.
Art. 34 aggiungere il comma 1ter come segue: “A decorrere dal 1° gennaio 2015 i formati di dimensioni uguali o superiori a quelli di cui all’art. 4 comma 2 lettera b) sono convertiti in formati non superiori a quelli di cui all’art. 20 lett. e) punto 1).

Dal momento che quel pomeriggio del 30 luglio 2014 ho assistito al voto dell’Assemblea Capitolina non mi risulta che abbia approvato anche il testo della deliberazione con il suddetto dispositivo. 
Ne deriva che si dovrebbe chiarire non solo al sottoscritto chi ed a quale titolo abbia potuto estendere l’eliminazione dei commi 5 e 5 Bis, decisa in sede di controdeduzioni della Giunta Capitolina, anche ai commi 1 ed 1 Bis, facendo diventare l’attuale e vigente comma 1 quello che era invece a tutti gli effetti il comma 1 Ter. 

Con quello che se non mi si spiega si configura come un vero e proprio eccesso di potere è stato eliminato il comma 1 e con esso la conferma di “tutte le limitazioni disposte dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981”, che vieta all’interno di un certo perimetro l’installazione di impianti di formato superiore ai 6 mq., consentendo quindi solo impianti di formato 3 x 2. 

Benché non più confermata, la deliberazione del Consiglio Comunale n. 609/1981 mantiene però la sua piena validità dal momento che non figura fra i provvedimenti abrogati dall’art. 35 del nuovo Regolamento di Pubblicità. 

Della suddetta eliminazione dei commi 1 ed 1 Bis dell’art. 34 non sembra essersi accorta nemmeno la Sezione Seconda del TAR del Lazio che ha emesso l’ Ordinanza n. 06520 del 18 dicembre 2014, con cui ha accolto parzialmente la richiesta di sospensiva presentata dalla ditta “S.C.I.” (Società Concessioni Internazionali). 

Con il ricorso 14403/2014 la “S.C.I.” ha impugnato anche la lettera che il Dott. Francesco Paciello aveva trasmesso a tutte le ditte che hanno partecipato alla procedura di “riordino”. (vedi http://www.vasroma.it/quande-che-deve-iniziare-la-rimozione-di-tutti-gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3/)

Immagine.Letetra Paciello a ditte riordino
Immagine.Lettera Paciello a ditte riordino.1
Immagine.Lettera Paciello a ditte riordino.2

Come si può ben vedere, il dott. Francesco Paciello richiama la scadenza del 31.12.2014 e comunica che “dall’1.1.2015 le società che hanno partecipato alla procedura di riordino possono:
- mantenere gli impianti già inseriti nella NBD anche oltre il 31.12.2014 ma solo fino all’espletamento delle procedure di gara di cui all’art. 7 comma 2;
- partecipare all’assegnazione degli impianti pubblicitari di proprietà di Roma Capitale (cd. SPQR), secondo quanto previsto dall’art. 7 comma 5 bis, in base ai criteri che saranno successivamente definiti dalla Giunta Capitolina”.

Dopo aver richiamato “l’attenzione sulla necessità di un rigoroso rispetto delle prescrizioni regolamentari”, il Dott. Paciello “segnala la modifica dell’art. 20 comma 1 lett. F) avete ad oggetto ‘tipi e formati ammessi’, il quale ha ridotto il numero dei formati escludendo, tra gli altri, il formato 4 x 3” e fa presente che “conseguentemente, ogni Società che vorrà mantenere gli impianti sul territorio dovrà provvedere ad adeguare tutti i suoi impianti entro il 31.1.2015”, precisando che “la presente costituisce formale diffida all’adeguamento degli impianti inseriti nella NBD alle prescrizioni di cui all’art. 20 comma 1 lett. F) entro il termine ultimo del 31.1.2015 .   

Mi è stato chiarito che la suddetta scadenza del 31 gennaio 2015 deriverebbe dalla data della decorrenza dei 120 giorni entro cui provvedere a partire dalla entrata in vigore del nuovo Regolamento di Pubblicità, fatta decorrere però dal 19 settembre 2014 per causa dei ricorsi al TAR poi presentati. 

Riguardo alla richiesta di sospensiva la Sezione Seconda del TAR del Lazio ha “CONSIDERATO che sussiste l’allegato pregiudizio solo limitatamente alla nuova previsione dell’art. 34, comma 1-ter, del Regolamento nella parte in cui fissa al 31 gennaio 2015 il termine per la conversione degli impianti pubblicitari in formato 4×3”.

Come si può constatare, la Seconda Sezione attribuisce al comma 1-Ter (che di fatto è invece il comma 1) dell’art. 34 la scadenza del 31 gennaio 2015, che invece è stata indicata dal dott. Francesco Paciello.
La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha conseguentemente “CONSIDERATO che, ad un primo esame, appare supportato dal fumus boni iuris solo il motivo di ricorso incentrato sulla brevità del termine previsto per la conversione degli impianti pubblicitari in formato 4×3” . 

Come si può anche qui constatare, la Seconda Sezione tiene stavolta conto della decorrenza del 1 gennaio 2015 effettivamente stabilita dal comma 1-Ter (alias comma 1) dell’art. 34 per calcolare la brevità di appena un mese entro cui provvedere alla rimozione e riconversione di tutti gli impianti di mt. 4 x 3. 

La Seconda Sezione del TAR del Lazio arriva così alla conclusione che “tenuto conto di quanto precede, sussistono i presupposti per accogliere la domanda cautelare solo limitatamente alla fissazione al 1° gennaio 2015 del termine per la conversione degli impianti pubblicitari in formato 4×3, che si proroga fino alla data del 20 maggio 2015, qui fissata per la trattazione del merito del ricorso”.

Se si interpreta alla lettera, il suddetto disposto, se interpretato alla lettera per come è stato formulato, dovrebbe stare a significare che la data della decorrenza da cui iniziare la conversione di tutti gli impianti di mt. 4 x 3, che secondo il vigente comma 1 dell’art. 34 parte dal 1 gennaio 2015, è stata prorogata invece fino al 20 maggio 2015 e che conseguentemente fino a tale data debbono rimanere installati sul territorio di Roma tutti gli impianti di mt. 4 x 3, in attesa delle decisione che nel merito prenderà la Seconda Sezione del TAR il prossimo 20 maggio.  

Se invece si “interpreta” in modo più discrezionale il significato dell’espressione usta, vale a dire che ad essere prorogata fino alla data del 20 maggio 2015 non è la data del 1 gennaio 2015, ma il lasso di tempo entro cui pervenire al “termine per la conversione degli impianti pubblicitari in formato 4×3”, allora l’Ordinanza va intesa nel senso di avere allargato a 5 mesi il solo mese di tempo fissato dalla norma così come applicata dal dott. Francesco Paciello entro cui terminare tutte le rimozioni degli impianti di mt. 4 x 3, convertendoli in impianti di mt. 3 x 2.  

A tal riguardo non posso non far presente che per evitare ogni equivoco interpretativo, sarebbe stato molto meglio che la Seconda sezione del TAR del Lazio si fosse espressamente pronunciata dicendo senza ombra di dubbio che ad essere stata prorogata fino al prossimo 20 maggio è stata la scadenza ultimativa del 31 gennaio e non la decorrenza del 1 gennaio 2015.  

Dal momento che anche da prima del 1 gennaio 2015 stanno imperversando in tutta Roma riconversione di impianti di mt. 4 x 3 in impianti di mt. 3 x 2, sarebbe più che opportuno che il Comune precisi ufficialmente se queste operazioni sono legittimate oppure no dall’Ordinanza del TAR, precisando anche e soprattutto che ogni impianti di mt. 4 x 3 può essere convertito in un solo impianto di mt. 3 x 2, perdendo conseguentemente i rimenanti 6 mq. di superficie espositiva.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

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