martedì 14 aprile 2015

Le ulteriori novità dell’aggiornamento al 3 aprile 2015 dell’elenco delle ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/le-ulteriori-novita-dellaggiornamento-al-3-aprile-2015-dellelenco-delle-ditte-pubblicitarie-inserite-nella-nuova-banca-dati/


L’analisi dell’ Elenco contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 3 aprile 2015 ci fa sapere anzitutto quali sono gli ulteriori soggetti che entro il 31 gennaio 2015 si sono messi in regola con gli adempimenti amministrativi per l’anno 2015. 

Sono i seguenti sette:

LIMITI MARIA VITTORIA – codice n. 0011 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 1 impianto senza scheda)

PUBLI MEDIA S.r.l. – codice n. 0018 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 240 impianti senza scheda)

BLANDINO GIOVANNI – codice n. 0059

LAZZARO ANGELO – codice n. 0110 (dichiarato cessato parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 193 impianti senza scheda)

PUBLIECO S.r.l. – codice n. 0118

POSTER DI LUCA PACIFICO E C. S.a.s. – codice n. 0128

MESSAGE – codice n. 0136 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 35 impianti senza scheda).

Si vanno ad aggiungere alle 73 ditte pubblicitarie accertate nel precedente aggiornamento al 10 marzo 2015 (vedi http://www.vasroma.it/le-ulteriori-novita-dellaggiornamento-al-10-marzo-2015-dellelenco-delle-ditte-pubblicitarie-inserite-nella-nuova-banca-dati/#more-17368).

Ma la vera ulteriore novità consiste nel seguente avviso che è stato voluto mettere alla attenzione all’inizio dell’elenco.

Attenzione: Con la pubblicazione delle presenti informazioni, i privati che intendono affittare/acquistare spazi pubblicitari sono messi in condizione di conoscere le società pubblicitarie
che hanno titolo ad effettuare pubblicità sul territorio nel 2015. 

Pertanto, in caso di affitto/acquisto di spazi pubblicitari da società qualificate come abusive non è invocabile la buona fede in sede di accertamento della violazione da parte dell’Amministrazione e determina il sorgere della responsabilità solidale nella violazione di cui all’art. 6 della Legge n. 689/81. 

Il soggetto pubblicizzato è responsabile in qualità di obbligato in solido ai sensi dell’art. 6 comma 2 del D.Lgs. 507/1993 e dell’art. 22 comma 1 della Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30/7/2014. 

Pertanto viene attivato nei confronti del pubblicizzato il recupero del Canone di Iniziativa Pubblicitaria ai sensi degli artt. 21 e seguenti del vigente Regolamento di Pubblicità (Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30/7/2014), nonché della sanzione pecuniaria ai sensi dell’art. 31 del Regolamento di Pubblicità e della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 7 del 21/1/2008. 
Il procedimento di recupero predetto è inviato alla Guardia di Finanza per le attività di contrasto all’evasione fiscale, in aderenza alle disposizioni normative della Legge n. 248 del 2005.

 Immagine.Attenzione alla solidarietà

Il richiamato art. 6 della Legge n. 689 del 24 novembre 1981 stabilisce che “il proprietario della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione o, in sua vece, l’usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà. 

Il richiamato 2° comma dell’art. 6 del Decreto Legislativo n. 507 del 15 novembre 1993, dedicato al “soggetto passivo”, dispone testualmente che “è solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità.”  

Il vigente comma 12 dell’art. 23 del D.Lgs.n. 285 del 30 aprile 1992, con cui è stato emanato il Codice della Strada, dispone a sua volta che “chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato.

Il richiamato 1° comma dell’art. 22 del nuovo Regolamento di Pubblicità stabilisce che “è solidalmente obbligato al pagamento del canone il soggetto richiedente la pubblicità e il soggetto che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità.

Il suddetto riferimento normativo è improprio perché riguarda l’eventuale mancato pagamento del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.) da parte del “soggetto titolare dell’autorizzazione”, mentre per il “caso di installazione di mezzi pubblicitari o di effettuazione di pubblicità abusiva” vale il successivo 2° comma che prescrive che “è tenuto al pagamento dell’indennità pari al canone oltre alle sanzioni previste dalle vigenti normative, il proprietario del mezzo pubblicitario o colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso” con la precisazione che “è solidalmente obbligato al pagamento dell’indennità il soggetto richiedente la pubblicità e il soggetto che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità.

La citata Deliberazione del Consiglio Comunale n. 7 del 21 gennaio 2008 concerne la “Determinazione Sanzione Amministrativa Pecuniaria dovuta per installazione di mezzi pubblicitari non autorizzati” ai sensi dell’art. 31 dell’allora Regolamento di Pubblicità approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 100 del 12 aprile 2006: determina “la sanzione amministrativa pecuniaria, di cui all’art. 31 del Regolamento Comunale recante le norme in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione consiliare n. 100 del 12 aprile 2006, in misura doppia della tariffa pecuniaria per il canone, in applicazione dell’art. 62 del D.Lgs. n. 446 del 15 dicembre 1997”.

L’art. 31 disponeva che “Nei casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata, a norma dell’art. 62, comma 2, lett. e), del decreto legislativo n. 446/97, una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore all’importo della relativa tariffa, né superiore al doppio della medesima.

Con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 37 del 30 marzo 2009 l’art. 31 è stato sostituito dal seguente testo: “Nei casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata, a norma dell’art. 62, comma 2 lettera e), del Decreto Legislativo n. 446/1997, l’indennità pari al canone ed una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a quello dell’indennità, ne superiore al doppio della medesima”.

Con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 il testo dell’art. 31 è diventato ora il seguente: “Nei casi di installazione di mezzi non autorizzati, ai sensi dell’art. 62, comma 2, lettera e), del decreto legislativo n. 446 del 1997, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari al doppio del canone dovuto”.
In conclusione il dott. Francesco Paciello ha voluto avvertire il soggetto pubblicizzato del rischio di essere anche lui sanzionato nel caso che si servisse di impianti pubblicitari “senza scheda”.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

1 commento:

  1. ottime novità, escluse le nuove ditte.
    forse le multe vere ai pubblicizzati faranno davvero la differenza.
    ricomincerò dunque volentieri con le mie segnalazioni.
    a proposito: chi scommette che l'ennesimo cartellone che preparano in via delle conce con i soliti due mezzi tubi cementati a terra (ora vuoti e non protetti) sarà una vecchia conoscenza?
    lob

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