giovedì 30 aprile 2015

Rimossi tutti i cartelloni pubblicitari segnalati da VAS nella riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/rimossi-tutti-i-cartelloni-pubblicitari-segnalati-da-vas-nella-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/

 

Su questo stesso sito il 15 ottobre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “VAS segnala i vizi di legittimità degli impianti pubblicitari installati lungo via Antonio Gramsci al confine della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno” che riportava il testo della segnalazione da me trasmessa a nome di VAS per posta elettronica (anche certificata) alla Polizia Municipale di Nettuno, all’Assessore alle Attività Produttive e Turismo del Comune di Nettuno Giulio Verdolino, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo ed alla Provincia di Roma, nonché per conoscenza al Sindaco del Comune d Nettuno ed all’Assessore all’Ambiente e Sanità Giuseppe Combi. (http://www.vasroma.it/vas-segnala-i-vizi-di-legittimita-degli-impianti-pubblicitari-installati-lungo-via-antonio-gramsci-al-confine-della-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/#more-11739).

 Immagine.4 impianti a Nettuno

Il successivo 20 ottobre 2014 è stato pubblicato un altro articolo dal titolo “Sanzionati gli impianti pubblicitari installati nella Riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno”, che dava notizia del messaggio di posta elettronica con cui il Maggiore del Corpo di Polizia Municipale Franco Paolini aveva comunicato di aver sanzionato tutti i cartelloni pubblicitari installati illecitamente lungo  via Gramsci, all’interno del confine della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno, precisando successivamente che “le sanzioni sono state comminate in data 15 ottobre 2014 e notificate il giorno 22 ottobre”. (http://www.vasroma.it/sanzionati-gli-impianti-pubblicitari-installati-nella-riserva-naturale-provinciale-di-villa-borghese-di-nettuno/#more-11890)

Il 21 novembre 2014 ho trasmesso agli stessi indirizzi il seguente messaggio di posta elettronica:

Dalle notizie che mi arrivano direttamente da Nettuno risulterebbe che ad un mese esatto ormai di distanza dalla notifica della sanzione avvenuta il 21 ottobre 2014 (che non è dato di sapere se comminata anche agli inserzionisti) gli impianti pubblicitari da me segnalati dentro la riserva provinciale di Villa Borghese di Nettuno non siano stati ancora rimossi né spontaneamente dalla ditta che ne è proprietaria (e che l’avrebbe dovuto fare entro 10 giorni dalla notifica) né forzatamente d’ufficio da parte del Comune. 
Si chiede pertanto di sapere le ragioni di questo ritardo, facendo presente – nell’eventualità che ci sia stato un ricorso al TAR del Lazio – che il Ministero dei Trasporti contro i cartelli abusivi ha espresso il parere numero 4746 del 6 ottobre 2014, affermando che gli impianti pubblicitari abusivi devono essere rimossi con urgenza anche in caso di ricorso perché godono di una disciplina ad hoc. 
In attesa di un cortese riscontro scritto, che si richiede ai sensi della Legge n. 241/1990, porgo i miei più distinti saluti. 
Dott. Arch. Rodolfo Bosi”. 

Mi ha risposto il successivo 25 novembre il Corpo di Polizia Municipale informandomi “che l’ufficio preposto sta predisponendo la diffida alle ditte per la rimozione, dopodiche decorsi i termini stabiliti verranno rimossi d’ufficio con l’ausilio di mezzi e personale.

Il 4 febbraio 2015 mi ha scritto l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Nettuno, Giulio Verdolino, per precisare di avere appreso solo ora la della segnalazione di VAS e che alla data della sua trasmissione (15.10.2014) si era “già dimesso da circa 20 giorni, per diversità di vedute con il Sindaco” a cui ha dato la seguente motivazione: “non mi sentivo parte integrante delle scelte della Giunta di cui non condividevo per la maggior parte. 

Ad onor di cronaca giova sottolineare che già dal mese di maggio 2014 avevo chiesto ufficialmente al Comandante della Polizia Municipale un censimento della cartellonistica sul territorio di Nettuno che ritengo si stata apposta “selvaggiamente”, nella maggior parte dei casi abusando o ignorando completamente la normativa, che, peraltro ritengo obsoleta per il Comune.

Il successivo 19 febbraio 2015 il Maggiore Franco Paolini ha voluto che mi mettessi in contatto telefonico con lui per farmi sapere che la ditta proprietaria degli impianti da me segnalati si era opposta alle ordinanze di rimozione facendo ricorso al Giudice di Pace che aveva fissato l’udienza per il 3 marzo 2015: mi ha chiesto di trasmettergli tutte le informazioni utili sulla riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno.
Lo stesso giorno gli ho trasmesso i seguenti riferimenti normativi utili per l’udienza fissata al prossimo 3 marzo davanti al Giudice di Pace.

La Riserva Naturale Provinciale di Villa Borghese di Nettuno è stata istituita con la legge regionale n. 29 del 22 ottobre 1999, che al 1° comma dell’art. 4 dispone testualmente che fino alla data di esecutività del piano e del regolamento della riserva, di cui all’articolo 6, si applicano le misure di salvaguardia di cui all’articolo 8 della l.r. 29/1997 e successive modificazioni” (vedi link http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglioweb/leggi_regionali.php?vms=107&vmf=19#.VOXnJkpd6M8).

Far le misure di salvaguardia  citate interessa nel nostro caso la lettera o) del 3° comma dell’art. 8, ai sensi della quale è fra l’altro vietata “l’apposizione di cartelli e manufatti pubblicitari di qualunque natura e per qualsiasi scopo, fatta eccezione per la segnaletica stradale di cui alla normativa vigente e per la segnaletica informativa del parco“.

Per la prossima udienza l’Avvocatura comunale, oltre a richiamare la suddetta normativa, deve richiamare il punto 13 della lettera b) (Procedura normale) del 1° comma dell’art. 4 del vigente “Regolamento comunale per la disciplina dei mezzi pubblicitari“.

Non è stata presumibilmente richiesta la suddetta “autorizzazione paesaggistica”, che peraltro non poteva essere rilasciata nella maniera più assoluta, visto l’espresso divieto di affissione.
L’art. 7 della legge regionale n. 29/1999 dispone inoltre che “Il rilascio dei nulla osta e i poteri dell’organismo di gestione seguono la disciplina di cui all’articolo 28 della l.r. 29/1997 e successive modificazioni“, il cui 1° comma stabilisce che “il rilascio di concessioni od autorizzazioni, relativo ad … impianti … all’interno dell’area naturale protetta, è sottoposto a preventivo nulla osta dell’ente di gestione“.

Quasi sicuramente il suddetto “nulla osta” che è preventivo ed obbligatorio non è stato mai rilasciato dalla Provincia di Roma e costituisce un motivo in più per riconoscere la natura abusiva di tutti gli impianti installati dentro la riserva naturale.

Ho confermato al Maggiore Paolini la mia intenzione di sollecitare la Provincia di Roma quale ente gestore della riserva naturale a interrompere la grave inerzia fin lì dimostrata e ad intervenire per ciò che le complete, invitandola a presentarsi se possibile anche lei davanti al Giudice di Pace, in difesa dell’operato del Comune, che come mi ha fatto sapere per telefono il Maggiore Paolini aveva fin lì provveduto ad emanare un 1° VAV di 422,00 € (ai sensi del comma 11 dell’art. 23 del Codice della Strada), ad invitare e diffidare la ditta a rimuovere a proprie cure e spese gli impianti entro 10 giorni dalla notifica, ad emanare un 2° VAV di 4.000,00 € circa (ai sensi del comma 12 dell’art. 23 del Codice della Strada) per non aver ottemperato alla rimozione.

Ho confermato al Maggiore Franco Paolini la mia piena disponibilità per una collaborazione sia con il Corpo di Polizia che con l’amministrazione Comunale finalizzata al ripristino della legalità e del decoro che spetta al Comune di Nettuno.

Al Maggiore Franco Paolini che il 20 febbraio 2015 mi ha voluto ringraziare per la tempestività e per la chiarezza, ho fatto presente di avere contattato nel frattempo per telefono la Provincia di Roma per sollecitarne l’intervento mancato finora ed invitarla a partecipare alla udienza del prossimo 3 marzo.
Per causa della abolizione delle Province, la gestione della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno da parte della Provincia di Roma è entrata in difficoltà:  per telefono sono riuscito a parlare con la Referente dell’area protetta dott.ssa Patrizia Capecchi che mi ha comunicato di essere anche lei in attesa di sapere chi fosse il direttore subentrato alla dimissionaria arch. Rosanna Cazzella.

Il 3 marzo 2015 il Maggiore Franco Paolini mi ha informato sull’udienza di comparizione presso il Giudice di Pace che ha deciso di rinviare tutto al prossimo 20 ottobre: mi ha scritto per posta elettronica che mi sarebbe stato “grato se la Provincia di Roma emanasse qualche provvedimento per quanto di loro competenza.”

Nei giorni successivi sono venuto a sapere, navigando sul sito http://www.parks.it/riserva.villa.borghese/contatti.php che come nuovo direttore della riserva naturale provinciale di Villa Borghese di Nettuno era stato nel frattempo nominato, anche se sembra per un solo mese, l’arch. Alessio Argentieri a cui per posta elettronica ho sollecitato un intervento nell’ambito delle proprie competenze, che a tutt’oggi non mi risulta che ci sia stato, malgrado che il 30 marzo 2015 gli avessi testualmente risposto per posta elettronica: “Nello spirito della totale collaborazione da Lei stesso auspicata, rimango pertanto in attesa di venire informato di quando finalmente l’Ente di gestione della riserva naturale di Villa Borghese di Nettuno assumerà i provvedimenti di repressione dovuti, che avrebbe dovuto emanare a seguito della segnalazione di VAS trasmessa ormai da più di cinque mesi.

Il 14 aprile 2015 il Maggiore Franco Paolini mi ha comunicato per posta elettronica che “in data odierna sono stati rimossi tutti i cartelli presenti nella riserva naturale di Villa Borghese”: sono venuto poi a sapere che è stata effettuata una rimozione forzata, riuscendo ad entrare nella proprietà privata della Chiesa grazie all’apertura del cancello d’entrata da parte del prete. 

Il giorno dopo ho risposto al Maggiore Paolini di prendere atto con viva soddisfazione del risultato che è stato ottenuto grazie soprattutto al suo operato.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 

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