giovedì 2 aprile 2015

VAS, Basta Cartelloni-Francesco Fiori, Cittadinanzattiva Lazio, I.I.C.A. e C.I.L.D. intervengono ad opponendum dei ricorsi presentati contro il nuovo Regolamento di Pubblicità

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/vas-basta-cartelloni-francesco-fiori-cittadinanzattiva-lazio-i-i-c-a-e-c-i-l-d-intervengono-ad-opponendum-dei-ricorsi-presentati-contro-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/


Con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 sono state approvate diverse modifiche ed integrazioni al “Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e delle pubbliche affissioni”.

La deliberazione n. 50/2014 è stata impugnata al TAR del Lazio con ben 16 distinti ricorsi, presentati da 35 ditte pubblicitarie e da due associazioni di categoria (A.I.P.E. ed I.R.P.A.).

Le associazioni Verdi Ambiente e Società (V.A.S.) e Basta Cartelloni-Francesco Fiori, il movimento Cittadinanzattiva Lazio, l’Istituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente (I.I.C.A.) ed il Centro di Iniziativa per la Legalità Democratica (C.I.L.D.) hanno deciso di intervenire in aiuto del Comune di Roma.

L’I.I.C.A. era già intervenuto ad opponendum nel ricorso presentato dalla ditta “ODP Pubblicità” per l’annullamento della nota prot. gen. LR/BG 6306 in data 03.02.2014 con cui il dott. Francesco Paciello aveva invitato la stessa ditta a rimuovere gli impianti pubblicitari “senza scheda” entro 90 giorni dalla pubblicazione della deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013: quel ricorso è stato respinto con Ordinanza n. 1775 del 17 aprile 2014.

La suddetta Ordinanza è stata impugnata presso il Consiglio di Stato con un ricorso che ha visto di nuovo l’intervento ad opponendum dell’I.I.C.A., stavolta unitamente al C.I.L.D.: anche questo ricorso è stato respinto con Ordinanza del Consiglio di Stato n. 2616 del 18 giugno 2014.

Anche il movimento Cittadinanzattiva Lazio era già intervenuta ad opponendum nel ricorso al Consiglio di Stato presentato dalla ditta “BATTAGE” per ottenere l’annullamento della Ordinanza del Tar del Lazio n. 1795 del 17 aprile 2014, con cui era stato respinto il ricorso contro la nota prot. gen. LR/BG 6275 in data 03.02.2014 con cui il dott. Francesco Paciello aveva invitato la stessa ditta a rimuovere gli impianti pubblicitari “senza scheda” entro 90 giorni dalla pubblicazione della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013: quel ricorso è stato respinto con Ordinanza del Consiglio di Stato n. 2237 del 28 maggio 2014.

Cittadinanzattiva ha presentato un analogo intervento ad opponendum nel ricorso al Consiglio di Stato presentato dalla ditta “SCREEN CITY ADV” per ottenere l’annullamento della Ordinanza n. 1513 del 3 aprile 2014, con cui era stato respinto il ricorso contro la deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013 ed il conseguente atto di diffida prot. n. 6397 del 4 febbraio 2014: anche quel ricorso è stato respinto con Ordinanza del Consiglio di Stato n. 2241 del 28 maggio 2014.

Il 20 marzo 2015 l’atto di intervento ad opponendum è stato notificato ai diretti interessati: il successivo 27 marzo è stato depositato al TAR.

Tutti e 5 gli intervenienti sono rappresentati e difesi dagli Avv.ti Giuseppe Mazzarella, Giuseppe Lo Mastro e Romana D’Ambrosio.

Riportiamo di seguito il testo dell’atto di costituzione ad opponendum.

In definitiva sul punto, tutte le associazioni oggi intervenienti hanno attivamente partecipato all’intero iter amministrativo che ha portato alla approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) e ad al nuovo Regolamento di Pubblicità. 

In particolare, fra i passi più salienti dell’articolato percorso che ha portato all’approvazione dei Piani testé menzionati, si ricorda che:

  • nell’ambito del “Tavolo Tecnico” costituito dall’allora Assessore alle Attività Produttive, Davide Bordoni, l’Associazione VAS è intervenuta con una nota prot. n. 40 dell’11 settembre 2010, in cui ha fatto presente che – in applicazione di quanto disposto dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 426/2006 – alla data del 31 dicembre 2014 sarebbero scadute improrogabilmente tutte le “concessioni” quinquennali degli impianti pubblicitari facenti parte della procedura del “riordino”;

  • dopo che la Giunta Comunale, con provvedimento n. 3 del 2 febbraio 2011, ha approvato la proposta n. 4 relativa alla “Approvazione Piano Regolatore Impianti Pubblicitari”, con nota di accompagnamento dell’11 aprile 2011, VAS ha trasmesso le proprie osservazioni al PRIP relativa, sostanzialmente, allo schema normativo (da trasformare in Norme Tecniche di Attuazione) e ai molti errori materiali riscontrati nelle tavole di zonizzazione (errori poi corretti d’ufficio, che hanno comportato l’abbassamento della superficie espositiva complessiva dagli iniziali 162.500 mq. agli attuali 138.000 mq.);

  • il 30 aprile 2014 la Giunta Capitolina ha assunto le decisioni n. 35 e 36 con cui ha licenziato rispettivamente la 59° proposta, relativa alla approvazione del PRIP, e la 61° proposta, relativa alle modifiche ed integrazioni del Regolamento di Pubblicità. Le associazioni VAS e Basta Cartelloni, unitamente anche alla associazione Cittadinanzattiva, hanno presentato congiuntamente una serie di emendamenti sia alla proposta n. 59 che alla proposta n. 61, che sono stati fatti propri dai Consigli dei Municipi I, XIII e XV, che li hanno recepiti nei “pareri” di propria competenza;

  • nella seduta della Giunta Capitolina del 25 giugno 2014 l’Amministrazione ha recepito le controdeduzioni ai suddetti emendamenti, accogliendo le seguenti proposte:

  • l’aggiunta e la definizione nel Regolamento di Pubblicità degli “impianti di pubblica utilità” ed il loro contestuale inserimento nella Normativa tecnica di attuazione del PRIP in tutte e tre le sottozone B1, B2 e B3;

  • l’individuazione delle aree da sottoporre a piano di localizzazione che “sono comunque quelle corrispondenti come perimetrazione al territorio di ognuno dei nuovi 15 Municipi di Roma”;

  • l’eliminazione della possibilità che i Piani di Localizzazione possano essere redatti “per iniziativa e a cura di privati anche in forma associativa”;

  • l’integrazione dei rispettivi Piani di Localizzazione per le zone di espansione che venissero in futuro edificate;

  • l’aggiunta nel Regolamento dell’art. 5-bis per dettare le “Norme particolari in materia di pubblicità a messaggio variabile”, contestualmente da prevedere nei Piani di Localizzazione;

  • l’eliminazione nell’art. 34 del Regolamento dei commi 5 e 5-bis;
-       inoltre, VAS è riuscita a far presentare dai gruppi politici del Movimento 5 Stelle e della Lista Alfio Marchini una serie di ulteriori emendamenti sia al PRIP che al nuovo Regolamento di Pubblicità, di cui il 30 luglio 2014 l’Assemblea Capitolina ha approvato i seguenti punti:

  • introduzione sia nella normativa tecnica di Attuazione del PRIP che nel nuovo Regolamento di Pubblicità dei due formati delle tipologie di impianti da mt. 1,20 x 1,80 e da mt. 3,20 x 2,40 consentiti esclusivamente per gli impianti di pubblica utilità;

  • la possibilità prevista nel Regolamento di garantire ai nuclei di vigilanza costituiti nei Municipi di intervenire tempestivamente per la rimozione d’ufficio degli impianti pubblicitari abusivi servendosi dell’apposito fondo in cui accantonare le sanzioni incassate. 

Per tutto quanto sin qui esposto, e per lo scopo sociale perseguito da ciascuna di esse, non v’è chi non veda che “Verdi Ambiente e Società” (V.A.S.), “Bastacartelloni”, “Cittadinanzattiva”, “Istituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente” – I.I.C.A. e C.I.L.D. – Centro di Iniziativa per la legalità Democratica siano pienamente legittimate ad intervenire nel presente giudizio, al fine di difendere i provvedimenti faticosamente assunti dal Comune di Roma in tema di pubblicità esterna.

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L’avverso ricorso non merita accoglimento, in quanto i provvedimenti ex adverso gravati non presentano alcuna delle illegittimità dedotte da Controparte. 

I provvedimenti impugnati, infatti, finalmente riescono a dare un armonico equilibrio alla gestione del territorio, avendo riguardo agli impianti pubblicitari, curandone anche le caratteristiche, le dimensioni ed i posizionamenti, in esito ad un complesso procedimento che, come si è visto, ha ampiamente assicurato ogni aspetto partecipativo, anche a garanzia dei numerosi interessi pubblici coinvolti (siano essi ambientali, che di concorrenza, che di pubblica incolumità). 

Nella non creduta ipotesi di annullamento delle deliberazioni impugnate (così come richiesto dalla ricorrente), invece e conseguentemente, non si farebbe che perpetrare sul territorio il noto fenomeno c.d. “cartellopoli”, favorendo oltretutto la supremazia (ormai più che ventennale) delle imprese che hanno partecipato alla procedura c.d. di “riordino”: e ciò, in violazione della Direttiva 2004/18/CE sulla libera concorrenza e del D. Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 che l’ha recepita. 

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Entro i termini di tempo stabiliti dalla normativa vigente in materia verrà presentata la memoria con cui si concretizzerà il vero e proprio atto di intervento ad opponendum.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 

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