martedì 27 ottobre 2015

Il recepimento dei pareri espressi dalle Soprintendenze sui 15 Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/il-recepimento-dei-pareri-espressi-dalle-soprintendenze-sui-15-piani-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari/

Copertina Piani di Localizzazione
Su questo stesso sito il 26 febbraio 2015 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Presentazione del Piano di Localizzazione dei mezzi e degli impianti pubblicitari del VII Municipio”, che dava notizia della presentazione fatta conoscere proprio dapprima ai Presidenti ed agli assessori al Commercio dei 15 Municipi, poi alla associazione di categoria A.I.P.E. ed alle ditte pubblicitarie “SCI”, “CLEAR CHANNEL” ed “IGP DÉCAUX” ed infine alle associazioni “VAS”, “Basta Cartelloni” e “Cittadinanzattiva”, il Laboratorio di “Carte in Regola”, il blog di “Roma fa schifo” e la pagina facebook “Roma Pulita”. (http://www.vasroma.it/presentazione-del-piano-di-localizzazione-dei-mezzi-e-degli-impianti-pubblicitari-del-vii-municipio/).
Il successivo il 31 marzo 2015 su questo stesso sito è stato pubblicato un ulteriore articolo dal titolo “Sono stati consegnati al Comune i 15 Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari redatti dalla S.p.A. Aequa Roma”, che dava notizia della consegna avvenuta lunedì 30 marzo 2015 (http://www.vasroma.it/17810/).
In effetti con Nota Prot. n. 3984 del 30 marzo 2015 “Aequa Roma” ha provveduto ad inoltrare la Relazione Tecnica dei Piani di Localizzazione dei Mezzi e degli Impianti Pubblicitari (in sigla PiaLMIP), un CD contenente gli elaborati grafici concernenti le proposte di MiaLMIP relative a tutti i Municipi di Roma Capitale, n. 408 Tavole di Piano in scala 1:5000 su formati A3 e 30 tavole rappresentanti il confronto tra lo stato attuale dell’impiantistica e quello previsto nella proposta, oltre ad un album di inquadramento generale.
Immagine.Tavola confronto Municipio I.A
Esempio di Tavola di confronto del Municipio I
Immagine.Tavola confronto Municipio I.B
Esempio di Tavola di progetto del Municipio I
Va messo in evidenza che tanto la “proposta” del Piano di Localizzazione del VII Municipio quanto tutti i Piani di Localizzazione dei rimanenti Municipi non davano nessuna numerazione alle singole ubicazioni degli impianti pubblicitari.
 Immagine.Piazza Re di Roma
Estratto del quadrante B1 della proposta di Piano di Localizzazione del VII Municipio – Piazza dei Re di Roma
Va messo altresì in evidenza che, come risulta anche dalla legenda del quadrante B1, in questa prima stesura dei Piani di Localizzazione sono stati individuati solo gli edifici ed i manufatti di interesse storico/architettonico individuati nella “Carta della Qualità” del P.R.G. del Comune di Roma e non anche le aree archeologiche con le relative fasce di rispetto.
Immagine.Legenda quadrante B1 VII Municipio
Dalla Relazione Tecnica si apprende che rispetto ai 138.000 mq. di superficie espositiva complessiva previsti dal PRIP, 27.600 mq. (pari al 20% del totale) sono riservati agli impianti pubblicitari installati su proprietà privata, mentre i rimanenti 110.400 mq. (pari all’80%) sono riservati agli impianti pubblicitari installati su suolo pubblico, che i Piani di Localizzazione hanno ubicato in tutti e 15 i Municipi di Roma.
Per causa della inadeguatezza di molte strade in termini di caratteristiche geometriche della sezione stradale (specie per mancanza o inadeguatezza dei marciapiedi e/o degli spazi pertinenziali esterni alla carreggiata) non è stato possibile procedere alla completa collocazione del dimensionamento complessivo previsto di 110.400 mq., malgrado la prevista possibilità di recupero anche su altre strade (purché nell’ambito delle sottozone B2 e B3) fino ad un massimo del 15% del dimensionamento complessivo, come consentita dal 2° comma dell’art. 30 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Il dimensionamento complessivo è così sceso a 75.028 mq., come di seguito ripartiti nei singoli Municipi.
Primo dimensionamento dei Piani di Localizazione. 
Il numero complessivo degli impianti pubblicitari previsti nei 15 Piani di Localizzazione ammontava a 15.303 ubicazioni.
Il 2° comma dell’art. 32 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) dispone testualmente: “Qualora nell’area interessata dal piano di localizzazione siano presenti beni paesaggistici e culturali ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 e successive modificazioni ed integrazioni occorre acquisire, prima dell’adozione da parte della Giunta Capitolina, il parere vincolante dei relativi enti tutori competenti per territorio. A tali fine sono attivate specifiche conferenze di servizio finalizzate in particolare all’individuazione di criteri omogenei per la localizzazione degli impianti pubblicitari nelle aree in prossimità a quelle vincolate.
In ottemperanza alla suddetta disposizione con Determinazione Dirigenziale prot. QH 810 2015 del 1 aprile 2015 il Dott. Francesco Paciello ha indetto la Conferenza di Servizio ai sensi art. 14 della legge 241/90 per l’espressione dei pareri sui Piani di Localizzazione dei mezzi e degli Impianti Pubblicitari.
Con Nota Prot. QH 23709 del 2 aprile 2015 ha poi convocato la 1° Conferenza dei Servizi per il 15 aprile 2015, invitando a parteciparvi le seguenti tre Soprintendenze:
– Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, che ha come direttore l’Arch. Renata Codello, che ha poi delegato l’Arch. Antonella Neri;
– Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, che ha come direttore l’Arch. Francesco Prosperetti, che ha poi delegato la Dott.ssa Mirella Serlorenzi;
– Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che ha come direttore il Dott. Claudio Parisi Presicce , che ha poi delegato la Dott.ssa Paola Rossi e la Dott.ssa Susanna Le Pera. 
Ai sensi del 3° comma dell’art. 14-ter della legge n. 241/1990 “i lavori della conferenza non possono superare i novanta giorni”, che sono stati interamente utilizzati dalle tre suddette Soprintendenze, dal momento che hanno consegnato i rispettivi pareri nell’ultima delle 6 Conferenze di Servizio che si è tenuta il 13 luglio 2015.
Come risulta dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 15 aprile 2015 il Dott. Francesco Paciello ha sottoposto “all’esame la totalità delle tavole rappresentative dell’ubicazione degli impianti affinché risulti, come lavoro finale di questa Conferenza, l’acquisizione del parere vincolante delle Soprintendenze su ognuna delle posizioni rappresentate (laddove ovviamente vi sia un interesse per competenza)”: significa che, rispetto alla totalità delle 15.303 ubicazioni, le Soprintendenze erano tenute ad esprimersi solo sugli impianti pubblicitari ubicati in zona vincolata, ma così non è stato, come si dirà più avanti.
Quel giorno è stato chiesto ad “Aequa Roma” di “acquisire i supporti tecnici/informatici specifici che rendono più veloce la sovrapposizione delle tavole così realizzate con quelle che le diverse Soprintendenze utilizzano per l’identificazione delle aree/edifici di loro competenza”.
Quello stesso giorno il Dott. Francesco Paciello ha precisato che “i pareri espressi costituiscono N.O. al successivo rilascio delle autorizzazioni” ed ha indicato la durata dei lavori entro il termine massimo di 90 giorni (entro cioè il 13 luglio 2015): come si dirà più avanti, così non è stato.
Con Nota Prot. QH 29095 del 23 aprile 2015 il Dott. Francesco Paciello ha convocato la 2° Conferenza dei Servizi per il 27 aprile 2015.
Come risulta dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 27 aprile 2015. “viste le difficoltà rappresentate si concorda di fissare un nuovo incontro tecnico-operativo per armonizzare i file impiegati per la redazione dei Piani di Localizzazione con quelli in uso dalla Soprintendenza Capitolina”.
Con Nota Prot. 30702 del 28 aprile 2015 ha convocato per il 30 aprile 2015 la 3° Conferenza dei Servizi che è servita per allineare i file informatici dei Piani di Localizzazione con i relativi file in dotazione alle Soprintendenze interessate.
Come risulta dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 30 aprile 2015 “dalla sovrapposizione dei Shape file relativi alle aree di tutela archeologica SSCol con i Piani” è stata rilevata “la presenza sull’intero territorio comunale di:
– circa 90 impianti (pari a circa 300 mq), ovvero lo 0,4% del Piano, in area archeologica;
– e se si tiene conto di una fascia di rispetto di 25 metri si arriva a circa 300 impianti (pari circa a 1200 mq), ovvero 1,6 % del Piano, in prossimità di aree archeologiche. 
Ne deriva che in tutti e 15 i Piani di Localizzazione la S.p.A. “Aequa Roma” ha dovuto individuare nel frattempo, su indicazione della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, le aree archeologiche (SSCol) con le relative fasce di rispetto, che – benché indicate di 25 metri in sede di Conferenza di Servizi – nelle legenda dei diversi Piani di Localizzazione vengono però indicate in modo diverso, o genericamente o di 50 metri.
Immagine.Villa di Livia
Municipio XV – Aree archeologiche SSCol della Torre di Prima Porta (a sinistra) e della Villa di Livia (a destra) con relative fasce di rispetto
 Legenda per SSCol aree
legenda Piani di Localizzazione del X e XII Municipio
 Legenda SSCol 50 metri (I) 
Legenda Piani di Localizzazione del I, II, III, IV, V, VI, VII, IX e XI Municipio 
L’individuazione a posteriori delle aree archeologiche SSCol ha portato alla conseguenza che diversi degli impianti pubblicitari già ubicati da “Aequa Roma” si sono trovati a ricadere all’interno delle fasce di rispetto dei 50metri dalle aree SSCol e sono stati conseguentemente bocciati tanto dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma quanto dalla Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali. 
Poiché la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma non ha potuto partecipare alla Conferenza dei Servizi del 30 aprile 2015, è stato deciso di avere con essa un incontro informale, avvenuto il 6 maggio 2015.
Come risulta dal Verbale dell’incontro informale del 6 maggio 2015 la S.p.A. “Aequa Roma” ha rassicurato di provvedere a fornire file PDF (con anche le relative tavole cartacee) dei 15 Municipi con gli impianti geolocalizzati dotati di un numero identificativo individuale, un prospetto excel con l’elenco degli impianti localizzati e numerati in ognuna tavola/municipio con l’apposito spazio (colonna) dedicato al parere.
Immagine.Impianti numerati XIII Muinicipio
Esempio di impianti numerati del Municipio XIII
Immagine.Prospetto excel Soprintendenza Capitolina
Prospetto excel della Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Immagine.Prospetto excel Sopr. Belle Arti
Prospetto excel della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma
Immagine.Prospetto Excel Soprintendenza Speciale
Prospetto excel della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma
Con Nota Prot. QH 32225 del 5 maggio 2015 il Dott. Francesco Paciello ha convocato per il 15 maggio 2105 la 4° Conferenza dei Servizi, che ha avuto come oggetto l’esame dei pareri sulle 6 tavole del VII Municipio.
Come risulta dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 15 maggio 2015 le dott.sse Le Pera e Rossi della Soprintendenza Capitolina hanno fatte presente che “sarebbe opportuno integrare il parere espresso nella formula SI/NO anche con alcune prescrizioni di dettaglio”, divenute poi le seguenti.
Immagine.Pareri Soprintendenza Capitolina.2
Immagine.Pareri Soprintendenza Capitolina.4
Hanno inoltre fatto “richiesta di poter acquisire, se possibile, un supporto informatico che raffiguri un’ulteriore selezione tra i vincoli paesaggistici ed i vincoli su edifici storico-artistici con le relative aree di rispetto”.
Con Nota Prot. QH 40872 dell’8 giugno 2015 è stata convocata per il 16 giugno 2015 la 5° Conferenza dei Servizi. 
Come risulta dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 16 giugno 2015 l’Arch. Antonella Neri ha comunicato che la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma “fornirà, entro i tempi previsti di 90 gg., un parere a carattere definitivo su tutti gli impianti valutati in modo negativo, mentre per i restanti impianti esprimerà un parere di massima da perfezionare, in formula positiva o negativa, dopo l’approvazione dei Piani ma comunque nella fase precedente le procedure di gara per l’affidamento dei circuiti pubblicitari.
La suddetta posizione dichiarata della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma contraddice parzialmente quanto aveva affermato il Dott. Francesco Paciello nella 1° Conferenza dei Servizi del 15 aprile 2015, vale a dire che “i pareri espressi costituiscono N.O. al successivo rilascio delle autorizzazioni” almeno di tipo paesaggistico. 
Dallo stesso verbale risulta che sempre l’Arch. Antonella Neri rappresenta che nell’analisi delle tavole cartacee fornite non emergono alcuni vincoli paesaggistici ad esempio: la Valle dei Casali, Valle del Tevere …”.    
Non è dato di sapere se alle tre Soprintendenze sia stato messo in dotazione anche il PRIP con tutti i relativi elaborati, fra cui in particolare le Tavole relative ai beni paesaggistici ed alla sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), recepito fin dalla proposta di PRIP licenziata dalla Giunta di Alemanno con Decisione n. 3 del 2 febbraio 2011.
Ora come allora il PRIP fa appartenere alla zona “A” tutte le categorie di aree vincolate per le quali c’è prescrizione di divieto di affissione pubblicitaria, mentre destina alle diverse tre sottozone B1, B2 e B3 le aree vincolate che il PTPR classifica come “Paesaggio degli insediamenti urbani” e come “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione” disciplinati rispettivamente dagli artt. 27 e 28 delle Norme dove al paragrafo 5.5. della Tabella C viene disposto che l’installazione di ogni impianto pubblicitario debba essere <<subordinata a valutazione di compatibilità previo SIP>> (vale a dire Studio di Inserimento Paesistico). Lo Studio di Inserimento Paesistico (SIP) è stato di fatto assorbito nello stesso PRIP, che per tutte le strade ricadenti in zone di tutela paesaggistica ha dimezzato gli indici di affollamento.
La proposta di PRIP è stata alla fine sottoposta al preventivo esame degli Enti comunali, regionali e statali preposti alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e del patrimonio storico artistico, che si sono espressi con parere favorevole nella seduta finale del 18 novembre 2010 (prot. n. 28277 del 22 novembre 2010).
Ne deriva che le tre Soprintendenze ora interessate per il parere sui Piani di Localizzazione, in particolare l’allora Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma (oggi Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma), non avevano trovato niente da ridire sulle aree vincolate dal PRIP, che destinando a zona “A” tutte le aree vincolate con divieto tassativo di affissione prevedeva una superficie espositiva complessiva di 162.500 mq., che è poi scesa agli attuali 138.000 mq. dopo che la S.p.A. “Aequa Roma” ha dovuto correggere d’ufficio tutta una serie di errori materiali relativi ad aree effettivamente vincolate ignorate come tali, rilevate dal sottoscritto a nome di VAS (Nota VAS prot. n. 2 dell’11 aprile 2011) e poi accertate d’ufficio a seguito della Determinazione n. A12913 del 17 dicembre 2012, con cui la Regione Lazio ha proposto che il PRIP sia escluso dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ma subordinatamente ad una serie di prescrizioni che hanno riguardato anche le aree vincolate.
La 6° ed ultima Conferenza dei Servizi è stata convocata per il 13 luglio 2015 con Nota prot. QH 45338 del 24 giugno 2015, per la conclusione dei lavori e la consegna formale degli elaborati, redatti in forma cartacea e su supporto informatico, quali riepilogo dei Nulla Osta espressi con eventuali prescrizioni.
Come risulta dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 13 luglio 2015 con Nota Prot. 18328 del 9 luglio 2015, a firma del direttore Dott. Claudio Parise Presicce, la Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha trasmesso le tabelle degli elaborati contenenti i Nulla Osta espressi, redatti in forma cartacea (n. 401 pagine in formato excel contenenti i singoli pareri di 15.303 ubicazioni di impianti) e su supporto informatico (2 CD) con una nota legenda che esplicita in forma estesa il parere espresso.

Immagine.Parere Soprintendenza Capitolina.1 
A titolo esemplificativo la Soprintendenza Capitolina sul Piano di Localizzazione del Municipio I ha espresso 359 pareri negativi rispetto ai 1362 impianti che “Aequa Roma” vi ha previsto, subordinando inoltre anche 108 pareri favorevoli allo spostamento o allontanamento dall’ubicazione individuata dal Piano di Localizzazione.
Ha di fatto bocciato il 26% ca. delle ubicazioni degli impianti pubblicitari previsti nel Municipio I, dove “Aequa Roma” ha pianificato una superficie espositiva complessiva di 4.606 mq.: ne deriva che la Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha chiesto l’eliminazione di 1.197 mq. circa nel solo I Municipio. 
A titolo sempre esemplificativo la Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha espresso i seguenti pareri diversificati rispetto agli impianti pubblicitari ubicati nel XV Municipio:
No vincolo paesistico/area rispetto = 33
No impatto eccessivo = 1
No impatto eccessivo e vincolo paesistico = 5
No vincolo e monumento = 1
No vincolo e chiesa = 1
OK ma vincolo paesistico/area rispetto = 375
OK ma spostare sul lato opposto o su lati precisati = 49
OK ridurre vincolo paesistico/area rispetto =11
OK ma vincolo e chiesa = 1 
Ha espresso complessivamente 41 “pareri” negativi rispetto al totale di 661 ubicazioni di impianti pubblicitari previsti nel XV Municipio. 
Ha di fatto bocciato il 6% delle ubicazioni degli impianti pubblicitari previsti nel Municipio XV, dove “Aequa Roma” ha pianificato una superficie espositiva complessiva di 2.272 mq.: ne deriva che la Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha chiesto l’eliminazione di mq. 136 mq. circa.  
Come si dirà più avanti, l’espressione del parere della Soprintendenza Capitolina su tutte le ubicazioni degli impianti pubblicitari (e quindi anche su quelli ricadenti in aree non considerabili “Beni Culturali” da tutelare) ha posto il problema di quali e quanti dei suddetti pareri negativi debbano essere considerati “cogenti” e “sovraordinati” e quindi comunque da recepire eliminando gli impianti dai rispettivi Piani di Localizzazione.     
Dallo stesso verbale risulta ad ogni modo che nella Nota Prot. 18328 del 9 luglio 2015 “si richiede, inoltre, come concordato precedentemente, una ulteriore verifica delle collocazioni successiva alla versione conclusiva delle tavole a seguito dei pareri espressi da tutti gli Enti competenti e delle eventuali osservazioni esplicitate dai Municipi”. 
Allineandosi con quanto dichiarato il 16 maggio 2015 dall’Arch. Antonella Neri della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, La Dott.ssa Paola Rossi della Soprintendenza Capitolina ha lasciato chiaramente intendere che ci dovrà essere una seconda fase per l’espressione dei “pareri” definitivi, che dovrà svolgersi dopo i “pareri” espressi dai 15 Municipi ma prima della approvazione definitiva dal parte della Giunta Capitolina o di chi ne farà le veci, vale a dire in sede di controdeduzioni. 
Dallo stesso verbale risulta che con Nota Prot. 20031 del 10 luglio 2015 la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma ha trasmesso i pareri di competenza sui 15 Piani di Localizzazione, espressi su 21 tabelle in formato excel (di fatto 25, ma senza alcun parere sulle tabelle relative ai Piani di Localizzazione dei Municipi VIII, X, XII e XIV).
 Immagine.Parere Soprintendenza Archeologica.1 
La Soprintendenza Speciale non ha avuto niente da ridire sui Piani di Localizzazione dei Municipi VIII, X, XII e XIV, mentre sui rimanenti 11 Piani di Localizzazione ha espresso complessivamente 339 pareri negativi, ma con 76 di essi espressi in “presenza di beni archeologici non vincolati”, con 12 di essi già espressi nel 2004 [“Disp. Sopr. 4.5.2004 (ex art. 50 D.Lvo 490/99 )”], con 11 vincoli del PTPR, con 1 vicinanza con area vincolata e con 3 presenze di bene vincolato. 
Nello specifico i pareri espressi per ogni Municipio sono stati i seguenti.
Municipio 1, 3 tabelle – 76 NO ma con 10 pareri su ubicazioni in “presenza di beni archeologici non vincolati
Municipio II, 1 tabella – 13 NO
Municipio III , 1 tabella – 27 NO
Municipio IV, 2 tabell2 – 48 NO ma con 20 pareri su ubicazioni in “presenza di beni archeologici non vincolati
Municipio V, 2 tabella – 52 NO ma con 13 pareri su ubicazioni in “presenza di beni archeologici non vincolati” e 8 “ex Art. 12” (verifiche dell’interesse culturale)
Municipio VI, 2 tabelle – 38 NO ma con 33 pareri su ubicazioni in “presenza di beni archeologici non vincolati
Municipio VII, 2 Tabelle – 42 NO ma con 12 pareri del 2004 [“Disp. Sopr. 4.5.2004 (ex art. 50 D.Lvo 490/99 )”]
Municipio IX, 1 Tabella – 9 NO ma con 5 “ex Art. 12” (verifiche dell’interesse culturale)
Municipio XI, 1 tabella – 24 NO (con 11 vincoli del PTPR, 1 vicinanza con area vincolata e 3 presenze di bene vincolato)
Municipio XIII, 1 tabella – 1 NO
Municipio XV , 1 tabella – 9 NO
Come si dirà più avanti, anche l’espressione del parere della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma su tutte le ubicazioni degli impianti pubblicitari (e quindi anche su quelli ricadenti in aree non considerabili “Beni Culturali” di interesse archeologico da tutelare) ha posto il problema di quali e quanti dei suddetti pareri negativi debbano essere considerati “cogenti” e “sovraordinati” e quindi comunque da recepire eliminando gli impianti dai rispettivi Piani di Localizzazione.  
Dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 13 luglio 2015 risulta che con Nota Prot. 7262 del 10 luglio 2015 la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma ha consegnato 467 tabelle in formato excel contenenti i pareri sulle ubicazioni degli impianti previsti in tutti i 15 Municipi, dando contestualmente una serie di prescrizioni.
 Immagine.Parere Soprintendenza Belle Arti.1
Immagine.Parere Soprintendenza Belle Arti.2
A titolo sempre esemplificativo la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma sul Piano di Localizzazione del Municipio I ha espresso 403 pareri negativi, così ripartiti per i rispettivi Rioni:
Rioni Prati, Trastevere, S. Angelo (6 tabelle, riquadri C2, E2 ed F3) – 203 pareri negativi 
Rione Ludovisi (1 tabella, riquadro D3) – 10 pareri negativi 
Rione Borgo (1 tabella, riquadro D2) – 10 pareri negativi e 7 pareri positivi  
Rione Capo Marzio (1 tabella, riquadro D3) – 2 pareri negativi 
Rione Castro Pretorio (1 tabella, riquadri D2, D4 ed E3) – 11 pareri negativi 
Rione Esquilino (2 tabelle, riquadri D4 ed E4) – 38 pareri negativi e 3 richieste di spostamento 
Rione Monti (1 tabella, riquadri D3 ed E4) – 8 pareri negativi 
Rione Parione (1 tabella, riquadri D2 e D3) – 7 pareri negativi 
Rione Ponte (1 tabella, riquadri C2 e D2) – 13 pareri negativi e 6 pareri positivi 
Rione Regola (1 tabella, riquadri E2 ed E3) – 2 pareri negativi 
Rione Ripa (1 tabella, riquadri E3 ed F3) – 32 pareri negativi 
Rioni S. Saba e Celio (1 tabella, riquadri C2, D2, D3, D4, F3 ed F4) – 16 pareri negativi, 1 richiesta di verifica e 3 richieste di spostamento 
Rione Sallustiano (1 tabella, riquadro D4) – 5 pareri negativi 
Rione S. Eustachio (1 tabella, riquadri D3 ed E3) – 7 pareri negativi 
Rione Trevi (1 tabella, riquadri D3 e D4) – 3 pareri negativi 
Rioni Pigna e Termini (1 tabella, riquadri D3, D4 ed E4) – 23 pareri negativi 
Rione Colonna (1 tabella, riquadri C2 e D3) – 8 pareri negativi 
Rione Testaccio (1 tabella, riquadro F3) – 5 pareri negativi e 19 pareri favorevoli 
Come si può ben vedere, la Soprintendente Arch. Renata Codello ha ribadito (“fermo restando”) le proprie specifiche competenze in merito alla definitiva installazione dei manufatti in relazione a quanto disciplinato dagli artt. 49 e 153 del D.Lgs.n. 42/2004, vale a dire l’obbligo di acquisire il preventivo ed obbligatorio rilascio del proprio “parere” vincolante in sede di “autorizzazione” di impianti ubicati sia su “beni culturali” che su “beni paesaggistici”.  
Ha inoltre dettato fa l’altro le seguenti specifiche prescrizioni:
– dovranno essere eliminati tutte le installazioni di impianti pubblicitari posizionate entro mt. 10 dagli edifici di interesse storico artistico.
– oltre i 10 mt. sopra specificati, gli impianti localizzati in prossimità di “beni culturali” ai fini della definitiva installazione dovranno acquisire la preventiva ed obbligatoria “autorizzazione” da parte della Soprintendenza competente;
– anche per quanto riguarda l’installazione definitiva di impianti pubblicitari in aree urbanizzate soggette a vincolo paesaggistico dovrà essere acquisita la preventiva ed obbligatoria “autorizzazione paesaggistica” da parte del Comune di Roma a ciò delegato, previo parere vincolante della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma;
– nel Municipio I non sono consentite installazioni pubblicitarie nei parapedonali e nelle paline con orologi, divieto esteso anche agli impianti ubicati su “beni paesaggistici” e su “beni culturali”, in tal ultimo caso vietando le paline ed i parapedonali ammessi invece dal 2° comma dell’art. 6 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP (relativo agli “Edifici di interesse storico-architettonico”). 
Oltre alle suddette prescrizioni la Soprintendente Arch. Renata Codello ha inteso impartire la seguente specifica osservazione: con specifico riferimento al PRATI, I Municipio (ex XVII), rappresentato negli elaborati grafici nella tavola elaborato C2, è da evidenziare come i singoli lotti che conformano l’intero quartiere non siano slegati gli uni dagli altri ma contribuiscano nell’insieme alla creazione di un progetto urbano, nel quale strade e viali concorrono nel determinare una unitarietà e identità all’intero quartiere.
A tale proposito dunque si rileva come dovrebbe essere necessariamente considerato l’effetto percettivo derivato dall’accumulo degli impianti proposti in fitta infilata su strade e viali.
Per questo motivo si rilevano forti criticità sulla quantità di impianti proposta per tale ambito, perché l’accumulo degli impianti altererebbe la percezione complessiva dei rapporti funzionali tra ‘costruito’, viali, assetto vegetazionale arbustivo e reti infrastrutturali capillari di collegamento tra spazi pubblici e corti interne”. 
Nella Nota Prot. 7262 del 10 luglio 2015 alla fine “si sottolinea che la presente autorizzazione ha validità di 5 anni come disposto dall’art. 21 c.5 del D.Lgs. 42/2004”, lasciando in tal modo intendere di avere rilasciato con i pareri favorevoli vere e proprie “autorizzazioni” su tutte le ubicazioni di impianti pubblicitari previsti su “beni culturali” ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. n. 42/2004, in aperta contraddizione con la richiesta di una successiva procedura in tal senso.
Si registra inoltre una stridente contraddizione con il 4° comma dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 che è stato completamente ignorato e che prevede una pari validità di 5 anni anche per la “autorizzazione” rilasciata per tutte le ubicazioni di impianti pubblicitari previsti su “beni paesaggistici”. 
Come si dirà più avanti, anche l’espressione del parere della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma su tutte le ubicazioni degli impianti pubblicitari (e quindi anche su quelli ricadenti in aree non considerabili né “Beni Culturali” di interesse storico-architettonico né “Beni Paesaggistici” da tutelare) ha posto il problema di quali e quanti dei suddetti pareri negativi debbano essere considerati “cogenti” e “sovraordinati” e quindi comunque da recepire eliminando gli impianti dai rispettivi Piani di Localizzazione.  
Con Determinazione Dirigenziali Prot. QH 1689 2015 del 27 luglio 2015 il Dott. Francesco Paciello ha dichiarato conclusi i lavori delle Conferenza dei Servizi ed ha approvato le sue risultanze finali, incaricando “Aequa Roma” di effettuare sulla proposta dei Piani di Localizzazione “le materiali modifiche al fine di adeguarla ai pareri” e di reinviare la proposta adeguata “entro il termine massimo di 30 gg. dalla ricezione”.
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Il 7 agosto 2015 ho chiesto copia della documentazione relativa ai “pareri” espressi dalle Soprintendenze interessate sui Piani di Localizzazione, che ho poi perfezionato il 1 settembre 2015 e ritirato il successivo 8 settembre: mi ha permesso di ricostruire in ordine cronologico l’iter seguito sopra descritto e documentato.
Prima di passare a descrivere in che misura la S.p.A. “Aequa Roma” ha recepito i “pareri” delle tre Soprintendenze, ritengo opportuno fare le seguenti osservazioni generali
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TIPOLOGIE DELLE AREE VINCOLATE
Gli impianti pubblicitari potrebbero ricadere in aree ricadenti all’interno di “beni culturali” o di “beni paesaggistici”.
BENI CULTURALI – A tutela dei “beni culturali” del Comune di Roma in tutti questi anni sono state emanate con decreti ministeriali molte dichiarazioni di notevole interesse pubblico che hanno sottoposto a vincolo i beni di carattere sia archeologico (come i resti di epoca preistorica, etrusca o romana) che storico-monumentale (come i palazzi storici di Roma ed i fabbricati comunque di importanza monumentale dall’epoca medievale fino a quella moderna).
Si mette in evidenza che tutte le “dichiarazioni di notevole interesse pubblico” emanate con Decreti Ministeriali (con allegata la planimetria del vincolo archeologico o storico-monumentale), sono state notificate anche al Comune di Roma, che quindi non può non averle conservate in un apposito archivio.
 Oltre al vincolo diretto sull’area di sedime occupata dal bene archeologico o storico-monumentale, spesso il decreto ministeriale impone anche un vincolo indiretto, che stabilisce una fascia di rispetto attorno al bene per garantirne la prospettiva, la visibilità e le condizioni ambientali. All’interno delle aree comunque soggette a questo tipo di vincolo (sia diretto che indiretto) fin dal 1939 è stato imposto il divieto di collocare impianti pubblicitari: il 1° comma dell’art. 49 del D.Lgs. n. 42/2004 (con cui è stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”) prescrive attualmente il divieto di “collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali e stabilisce che “il collocamento o l’affissione possono essere autorizzatidal soprintendente qualora non danneggino l’aspetto, il decoro o la pubblica fruizione di detti immobili”.
Il successivo 2° comma precisa che “lungo le strade site nell’ambito o in prossimità dei beni indicati al comma 1, è vietato collocare cartelli o altri mezzi di pubblicità, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parerefavorevole della soprintendenza sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo di pubblicità con l’aspetto, il decoro e la pubblica fruizione dei beni tutelati”.
Va fatto presente che per “prossimità dei beni culturali”, in base alla esperienza acquisita, si intendono ambedue i lati delle strade che fanno da confine ai vincoli.
Il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) nelle sue 14 Tavole di zonizzazione e tipi stradali individua come “beni culturali” i “Beni di interesse storico-architettonico”, che evidenzia in colore nero grassetto e che vengono tutelati ai sensi dell’art. 6 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP destinando a zona “A” sia l’area di sedime che le relative pertinenze entro un distanza di 10 metri, ammettendo a distanza inferiore solo l’installazione di paline, paline con orologio e parapedonali: come già detto, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma non consente installazioni pubblicitarie nei parapedonali e nelle paline con orologi.
Immagine.Beni di interesse storico-architettonico
Estratto della Tav. 1-07 (Centro storico) – in evidenza Castel S. Angelo e Palazzo di Giustizia
I Piani di Localizzazione recepiscono a loro volta i “Beni di interesse storico-architettonico”, evidenziandoli in colore marroncino.
Immagine.Beni di interesse storico-architettonico.PDL
Piano di Localizzazione del Municipio I (quadrante D2)
Come già detto, solo in sede di Conferenze dei servizi la S.p.A. “Aequa Roma” ha provveduto ad individuare anche le aree di interesse archeologico SSCol con le relative fasce di rispetto di 25 metri.
Immagine.Museo Nazioanle delle Terme
Estratto del Piano di Localizzazione del Municipio I – Museo nazionale romano delle Terme di Diocleziano
Ne deriva che sul piano delle procedure per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari lungo le strade situate nell’ambito o in prossimità dei “beni culturali” (soggetti cioè a vincolo archeologico o storico-monumentale) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione” sotto forma di “parere” che spetta alla Soprintendenza competente per territorio e precisamente:
– alla Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale ed alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, se trattasi di beni di carattere archeologico;
– alla Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali sia per i beni di carattere archeologico che per i beni di carattere storico-monumentale;
– alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, se trattasi di beni di carattere storico-monumentale.
Ne deriva che i “pareri” espressi dalle suddette Soprintendenze, competenti riguardo agli impianti pubblicitari che i Piani di Localizzazione posizionano in aree interessate da “beni culturali”, dovrebbero essere considerati definitivi, a maggior ragione perché la stessa Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma nella sua Nota prot. Prot. 7262 del 10 luglio 2015 ha parlato di “autorizzazione” con “validità di 5 anni come disposto dall’art. 21 c.5 del D.Lgs. 42/2004. 
BENI PAESAGGISTICI – I vincoli di tali beni vanno dai vincoli paesaggistici di tipo automatico che hanno riguardato tre specifici tipi di “beni diffusi” (fascia di rispetto del fiume Tevere, aree naturali protette istituite a Roma e zone di interesse aracheologico) ai vincoli paesaggistici imposti invece con veri e propri provvedimenti amministrativi, che sono stati e continuano ad essere i Decreti Ministeriali (in sigla D.M.) emanati per lo più dagli allora Ministri dei Beni Culturali e Ambientali, ma che dopo l’avvento delle Regioni (a seguito del decentramento amministrativo) sono stati e possono ancora essere anche le deliberazioni approvate dalla Giunta Regionale (nel nostro caso del Lazio).
Con D.M. o con delibere della Giunta Regionale del Lazio risultano essere stati finora imposti in tutto il territorio del Comune di Roma ben 72 vincoli paesaggistici (vedi elenco dei vincoli dei beni paesaggistici).
Ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 “nell’ambito ed in prossimità dei beni paesaggistici … é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell’amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente“.
Va fatto presente che per “prossimità dei beni paesaggistici”, in base alla esperienza acquisita, si intendono ambedue i lati delle strade che fanno da confine ai vincoli.
Una conferma indiretta è stata data dallo stesso Piano Regolatore degli impianti e dei Mezzi Pubblicitari (in sigla PRIP), che destina tutte le aree soggette a vincoli paesaggistici a zona “A”, con espresso divieto di affissione pubblicitaria, stabilendo che “il divieto è esteso anche alle zone di pertinenza delle strade, delle piazze e dei larghi che segnano il confine della predetta zona ”.
Le Tavole B del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) relative al Comune di Roma, che individuano i “Beni paesaggistici” sono le seguenti:
Tav. 20 Foglio 375
Tav. 23 Foglio 373
Tav. 24 Foglio 374
Tav. 25 Foglio 375
Tav. 29 Foglio 387.
Nelle suddette tavole i beni facenti parte delle zone di interesse archeologico sono distinti con le seguenti sigle:
mp058_….. (beni puntuali)
ml058_ … (beni lineari)
m058_ … (beni areali)
L’esatta individuazione di ogni bene si trova nei seguenti allegati del PTPR:
Allegato E2 (beni areali della Provincia di Roma – parte prima)
Allegato E3 (beni areali della Provincia di Roma – parte seconda)
Allegato E4 (beni areali della Provincia di Roma – parte terza)
Allegato E5 (Beni puntuali della Provincia di Roma)
Allegato E6 (Beni lineari della Provincia di Roma)
Il PRIP riporta una sintesi del PTPR relativa ai “Beni paesaggistici” in 3 tavole (A2.a, A2.b ed A2.c).
Nelle 3 tavole vengono individuati con una apposita grafia e con specifici colori i seguenti beni paesaggistici:
  • Vincoli dichiarativi (in rigato obliquo di colore rosso);
  • Vincoli ricognitivi di legge (in rigato obliquo di colore blu);
  • Vincoli ricognitivi di legge-aree naturali protette (in colore verde bordato di verde più scuro);
  • Vincoli ricognitivi di piano (in rigato verticale di colore verde pisello)  La conoscenza delle suddette 3 tavole è utile per capire sostanzialmente i diversi tipi di paesaggio ed i conseguenti divieti tassativi di affissione pubblicitaria, che vigono in tutti i tipi di paesaggio tranne che per il “Paesaggio degli insediamenti urbani” e per il “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione“, entrambi riportati dal PRIP in colore grigio.
Immagine.Estratto Tav. A2.a
Immagine.Legenda estratto Tavola A2.a
Un altro modo per conoscere direttamente ed ancor più facilmente le aree vincolate del territorio del Comune di Roma è dato sempre dal PRIP nelle 14 tavole relative alla “Zonizzazione e tipi stradali” (dove le “Aree soggette a vincoli paesaggistici” vengono identificate con un apposito rigato obliquo verso destra di colore nero).
Il PRIP riporta anche una sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale (in sigla PTPR) relativa ai “Sistemi ed ambiti del paesaggio”, anch’essa in 3 tavole (A1.a, A1.b ed A1.c).
La conoscenza delle suddette 3 tavole è utile per capire sostanzialmente i diversi tipi di paesaggio ed i conseguenti divieti tassativi di affissione pubblicitaria, che vigono in tutti i tipi di paesaggio tranne che per il “Paesaggio degli insediamenti urbani” e per il “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione“, entrambi riportati dal PRIP in colore grigio.
I 15 Piani di Localizzazione hanno rispettato tutte le aree soggette a vincolo paesaggistico con divieto tassativo di affissione, che il PRIP ha destinato a zona “A”, mentre hanno previsto l’ubicazione di impianti pubblicitari nelle aree soggette a vincolo paesaggistico e destinate dal PTPR a “Paesaggio degli insediamenti urbani” e per il “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione” dove è comunque consentita l’installazione di impianti pubblicitari.
Il compito di specifica competenza della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma,preposta alla tutela dei “beni paesaggistici”, avrebbe dovuto essere dunque quello di verificare da un lato il rispetto delle aree vincolate con divieto tassativo di affissione (non destinate eventualmente dal PRIP a zona “A”) e dall’altro lato la corretta ubicazione degli impianti pubblicitari che i Piani di Localizzazione prevedono in aree vincolate dove è consentita l’installazione previo SIP di cartelli pubblicitari.     
Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell’ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche delDipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica – Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici – U.O. Procedimenti Edilizi Speciali (che ha come dirigente l’Ing. Angela Mussumeci), il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma.
Ne deriva che il “parere” espresso dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, unicacompetente riguardo agli impianti pubblicitari che i Piani di Localizzazione posizionano in aree interessate da “beni paesaggistici”, dovrebbe essere considerato solo come un “atto endoprocedimentale”, dal momento che il vero atto definitivo è costituito dalla “autorizzazione paesaggistica” rilasciata dal Comune di Roma a ciò espressamente subdelegato dalla legge regionale del Lazio n. 59 del 19 dicembre 1995.
Ai sensi del 4° comma dell’art. 146 del del D.Lgs. n. 42/2004 “l’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l’intervento urbanistico-edilizio”: ne deriva che l’installazione in zona vincolata di un cartellone pubblicitario senza la preventiva ed obbligatoria “autorizzazione paesaggistica” è sempre viziata di legittimità. 
Come già precedentemente detto, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma ha tenuto a precisare che i “pareri” espressi in modo negativo debbono essere considerati definitivi, mentre “per i restanti impianti esprimerà un parere di massima da perfezionare, in formula positiva o negativa, dopo l’approvazione dei Piani ma comunque nella fase precedente le procedure di gara per l’affidamento dei circuiti pubblicitari.
La Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali dal canto suo ha richiesto “una ulteriore verifica delle collocazioni successiva alla versione conclusiva delle tavole a seguito dei pareri espressi da tutti gli Enti competenti e delle eventuali osservazioni esplicitate dai Municipi”. 
È stato quindi lasciato chiaramente intendere che ci dovrà essere una seconda fase per l’espressione dei “pareri” definitivi, che dovrà svolgersi dopo i “pareri” espressi dai 15 Municipi ma prima della approvazione definitiva dal parte della Giunta Capitolina o di chi ne farà le veci, vale a dire in sede di controdeduzioni.
Ne consegue che, per evitare a chi vincerà le gare di dover acquisire il rilascio della “autorizzazione paesaggistica” prima della installazione ex novo degli impianti pubblicitari di cui si è aggiudicato la gestione decennale, è più che opportuno che l’Amministrazione Capitolina chieda ed ottenga prima il rilascio di tutte le preventive ed obbligatorie “autorizzazioni paesaggistiche” relative agli impianti pubblicitari installati in zona soggetta a vincolo paesaggistico (avvalendosi laddove possibile della procedura anche semplificata di rilascio della “autorizzazione paesaggistica”).
COMPETENZE SPECIFICHE DELLA SOPRINTENDENZA BELLE ARTI E PAESAGGIO DEL COMUNE DI ROMA 
L’art. 33 del DPCM n. 171 del 29 agosto 2014 ha dettato la disciplina di tutela del patrimonio culturale da parte delle Soprintendenze Archeologia e Soprintendenze Belle Arti e Paesaggio: ai sensi della lett. d) del 1° comma “partecipano ed esprimono pareri, riferiti ai settori e agli ambiti territoriali di competenza, nelle conferenze di servizi”.
I settori e gli ambiti territoriali di competenza della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Romasono i seguenti:
– i “Beni Culturali” relativi a tutti edifici vincolati di interesse storico-monumentale di Roma, con esclusione quindi dei beni archeologici;  
– i “Beni Paesaggistici” relativi a tutti le aree e le zone del Comune di Roma soggette a vicolo paesaggistico. 
COMPETENZE SPECIFICHE DELLA SOPRINTENDENZA SPECIALE PER IL COLOSSEO, IL MUSEO NAZIONALE ROMANO E L’AREA ARCHEOLOGICA DI ROMA 
L’art. 33 del DPCM n. 171 del 29 agosto 2014 ha dettato la disciplina di tutela del patrimonio culturale da parte delle Soprintendenze Archeologia, che ai sensi della lett. d) del 1° comma “partecipano ed esprimono pareri, riferiti ai settori e agli ambiti territoriali di competenza, nelle conferenze di servizi”.
I settori e gli ambiti territoriali di competenza della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma riguardano esclusivamente i beni archeologici vincolati del comune di Roma e più specificatamente le aree archeologiche SSCol individuate in tutti e 15 i Piani di Localizzazione.
COMPETENZE SPECIFICHE DELLA SOPRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI 
Con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 222 del 3 luglio 2015 la struttura di linea della Sovrintendenza Capitolina ha assunto la nuova denominazione di Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Gestisce, mantiene, valorizza i beni archeologici, storico-artistici e monumentali di proprietà di Roma Capitale.
I settori e gli ambiti territoriali di competenza della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali riguardano esclusivamente gli edifici di interesse storico-architettonico riconosciuti come tali nella “Carta della Qualità” del PRG del Comune di Roma, che riguarda immobili ed edifici vincolati e non vincolati e includono monumenti, edifici e complessi speciali, spazi verdi configurati, e recepiti sia nel PRIP che nei Piani di Localizzazione.
COMPETENZE SPECIFICHE DEL SERVIZIO AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE DEL COMUNE DI ROMA 
Ai sensi del combinato disposto dal 5° e 6° comma dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 il compito del rilascio della “autorizzazione paesaggistica” è delegato allo stesso Comune di Roma, a ciò già espressamente subdelegato dalla legge regionale del Lazio n. 59 del 19 dicembre 1995.
Come già detto, attualmente il rilascio della “autorizzazione paesaggistica” spetta al Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica – Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici – U.O. Procedimenti Edilizi Speciali (che ha come dirigente la Ing. Angela Mussumeci). 
Come prescrive il 5° comma dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004, il Servizio Autorizzazioni Paesaggistiche può rilasciare la autorizzazione paesaggistica solo avere acquisito “il parere vincolante del soprintendente in relazione agli interventi da eseguirsi su immobili ed aree sottoposti a tutela dalla legge o in base alla legge”.
ESPRESSIONE DEL PARERE DELLE SOPRINTENDENZE TRA OBBLIGHI DI LEGGE E DISCREZIONALITÀ 
Beni Culturali di interesse archeologico – L’espressione del “parere” specifico spetta come già detto allaSoprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, che per obbligo di legge deve pronunciarsi ai sensi del 2° comma dell’art. 49 del D.Lgs. n. 42/2004 “sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo di pubblicità con l’aspetto, il decoro e la pubblica fruizione dei beni tutelati. 
Dal momento che il PRIP in luogo dei veri e propri vincoli imposti con specifici Decreti Ministeriali ha individuato come “beni culturali” da tutelare le aree archeologiche SSCol con relative fasce di rispetto di 50 metri, la suddetta Soprintendenza è stata chiamata ad esprimere un “parere” su tutti gli impianti pubblicitari che i 15 Piani di Localizzazione hanno ubicato a ridosso di tali beni archeologici vincolati.
Come già detto, anche la Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali è competente al rilascio dei “pareri” sui beni archeologici.
Per entrambe l’espressione del “parere” sarebbe dovuta consistere nella verifica di conformità tra le ubicazioni risultanti dai Piani di Localizzazione e le fasce di rispetto da ogni bene archeologico individuate nei Piani di Localizzazione oppure le fasce di rispetto riportate in ognuna delle planimetrie allegate ai Decreti Ministeriali di imposizione dei singoli vincoli archeologici. 
In assenza di questi provvedimenti statali, ogni “parere” espresso assume un valore “cogente” e sovraordinato soltanto se riferito alle aree archeologiche SSCol ed alle rispettive fasce di rispetto.  
Beni Culturali di interesse storico-architettonico – L’espressione del “parere” specifico spetta tanto alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma quanto alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Per obbligo di legge la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma deve pronunciarsi ai sensi del 2° comma dell’art. 153 “sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo pubblicitario con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree soggetti a tutela.”
Per disposizioni normative del Comune di Roma la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali deve pronunciarsi perché competente esclusivamente sugli edifici di interesse storico-architettonico riconosciuti come tali nella “Carta della Qualità” del P.R.G. del Comune di Roma, che riguarda immobili ed edifici vincolati e non vincolati e includono monumenti, edifici e complessi speciali, spazi verdi configurati, e recepiti sia nel PRIP che nei Piani di Localizzazione.
In tal caso l’espressione del “parere” da parte di entrambe le suddette Soprintendenza consiste nella verifica di conformità tra le ubicazioni risultanti dai Piani di Localizzazione e le fasce di rispetto di 10 metri da ogni edificio o manufatto di interesse storico-architettonico, prescritti dall’art. 6 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP. 
Beni Paesaggistici – L’espressione del “parere” specifico spetta esclusivamente alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma, che per obbligo di legge deve pronunciarsi ai sensi del 2° comma dell’art. 153 “sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo pubblicitario con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree soggetti a tutela.” 
Come prescrive il 3° comma dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004, “la documentazione a corredo del progetto è preordinata alla verifica della compatibilità fra interesse paesaggistico tutelato ed intervento progettato”.
I 15 Piani di Localizzazione prevedono l’ubicazione di impianti pubblicitari in zone soggette a vincolo paesaggistico che il PTPR destina a “Paesaggio degli insediamenti urbani” e/o a “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione”, dove l’installazione di un impianto è consentita ma viene <<subordinata a valutazione di compatibilità previo SIP>> (vale a dire Studio di Inserimento Paesistico).
Come già detto, lo Studio di Inserimento Paesistico (SIP) è stato assorbito nello stesso PRIP, che per tutte le strade ricadenti in zone di tutela paesaggistica ha dimezzato gli indici di affollamento. 
L’espressione del “parere” da parte della suddetta Soprintendenza consiste nella verifica di conformità tra le ubicazioni risultanti dai Piani di Localizzazione e le prescrizioni che per tali aree sono state impartite sia dai PTP che dal PTPR e che sono da considerare “cogenti” e comunque “sovraordinate”. 
A tal ultimo riguardo il 1° comma dell’art. 5 delle Norme del PTPR dispone che “il presente PTPR esplica efficacia diretta limitatamente alla parte del territorio interessato dai beni paesaggistici”, mentre il 1° comma del successivo art. 6 precisa che “nelle parti di territorio che non risultano interessate dai beni paesaggistici …. il PTPR costituisce un contributo conoscitivo ed ha efficacia esclusivamente di proposta e di indirizzo per l’attività di pianificazione … dei comuni”. 
Riguardo al rapporto tra PTP definitivamente approvati e PTPR al momento solo adottato, il 4° comma dell’art. 7 delle Norme stabilisce che “per la parte di territorio interessato dai beni paesaggistici …, fino all’approvazione del PTPR resta ferma l’applicazione delle norme dei PTP vigenti”, con la precisazione che “in caso di contrasto tra le disposizioni del PTPR adottato e dei PTP vigenti prevale la disposizione più restrittiva”. 
La verifica di conformità va estesa anche alla salvaguardia delle visuali, che è disciplinata dall’art. 49 delle Norme del PTPR e che riguarda i punti vista o di belvedere accessibili al pubblico da e verso il vincolo paesaggistico, “dai quali si possa godere lo spettacolo delle bellezze panoramiche, considerate come quadri naturali”.    
Il potere di discrezionalità della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma può essere esercitato a tutela dell’impatto ambientale o delle visuali, prescrivendo ad esempio (ma sempre e soltanto nelle zone vincolate) una distanza tra un impianto e l’altro maggiore dei 25 metri rispettati per legge dai Piani di Localizzazione, oppure impianti di minori dimensioni in certi punti oppure ancora la eliminazione di alcuni di essi a tutela sia dell’impatto ambientale che della visuale in quei medesimi punti.
IL COMPORTAMENTO INCOERENTE E NON COORDINATO DELLE SOPRINTENDENZE INTERESSATE 
Come già detto il compito delle Soprintendenze preposte alla tutela sia dei “beni culturali” che dei “beni paesaggistici” avrebbe dovuto essere dunque quello di verificare da un lato il rispetto delle aree vincolate con divieto tassativo di affissione (eventualmente non destinate per errore dal PRIP a zona “A”, come in effetti da me riscontrato in alcuni limitati casi) e dall’altro lato la corretta ubicazione degli impianti pubblicitari previsti in aree vincolate ma senza divieto di affissione.  
Dall’esame dei “pareri” espressi emerge invece che tutte e tre le suddette Soprintendenze sono andate oltre le strette competenze loro assegnate per legge, secondo cui spetta ad ognuna il compito specifico di esprimere un parere “cogente” esclusivamente sulle aree soggette a vincolo archeologico o storico-monumentale oppure a vincolo paesaggistico e NON ANCHE SUL RIMANENTE TERRITORIO COMUNALE NON VINCOLATO, su cui hanno invece voluto ugualmente pronunciarsi in modo del tutto discrezionale.  
Come lascia chiaramente intendere la sua qualifica, la SOPRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI avrebbe dovuto esprimere i propri “pareri” esclusivamente sui “beni culturali”: ha voluto invece pronunciarsi anche e non solo sui “beni paesaggistici”, ma su tutti i 15.303 impianti pubblicitari ubicati dai 15 Piani di Localizzazione. 
Per quanto riguarda la sua stretta competenza si porta ad esempio significativo il Piano di Localizzazione del Municipio I, ricco di “beni culturali” (aree archeologiche ed edifici di interesse storico-architettonico) per il quale si assiste da un lato ad una certa conoscenza del territorio (esprimendo pareri negativi a impianti ubicati su “STRADA SENZA MARCIAPIEDI”) e dall’altro lato ad un mancato coordinamento soprattutto con la consorella statale rappresentata dalla SOPRINTENDENZA SPECIALE PER IL COLOSSEO, IL MUSEO NAZIONALE ROMANO E L’AREA ARCHEOLOGICA DI ROMA. 
Si riportano di seguito le ubicazioni degli impianti pubblicitari (con il rispettivo numero di identificazione sul territorio) per le quali la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma ha detto di “NO”, mentre la Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali si è espressa in modo favorevole ed oltremodo variegato:  
1-161 (riquadro E4) OK
1-167 (riquadro D3) OK
1-180 (riquadro F3) OK SU SPARTITRAFFICO CENTRALE
1-193 (riquadro D3) OK
1-212 (riquadro E3) OK
1-255 (riquadro D3) OK
1-307 (riquadro F3) OK SU SPARTITRAFFICO CENTRALE
1-354 (riquadro D4) OK
1-375 (riquadro F3) OK
1-400 (riquadro F4) OK
1-421 (riquadro E4) OK
1-483 (riquadro E4) OK SPOSTARE, NON DAVANTI ALLA CHIESA
1-559 (riquadro F3) OK RIDURRE
1-637 (riquadro E4) OK
1-650 (riquadro D3) OK
1-708 (riquadro E4) OK per la Capitolina
1-740 (riquadro E5) OK SPOSTARE, NON SUL LATO DEL GIARDINO
1-771 (riquadro F3) OK
1-792 (riquadro E4) OK
1-829 (riquadro F3) OK SPOSTARE, NON DAVANTI AI GIARDINI
1-881 (riquadro E4) OK
1-917 (riquadro E3) OK
1-920 (riquadro F3) OK SU SPARTITRAFFICO CENTRALE
1-943 (riquadro F3) OK
1-976 (riquadro D4) OK
1-979 (riquadro E4) OK
1-1040 (riquadro D4) OK
1-1047 (riquadro E4)
1-1114 (riquadro F3) OK SU SPARTITRAFFICO CENTRALE
1-1118 (riquadro E3) OK
1-1151 (riquadro F3) per la SSCol sì con ridimensionamento No per la Capitolina
1-1192 (riquadro D2) OK
1-1211 (riquadro E3) OK
1-1214 (riquadro E3) OK per la Capitolina 
A conferma di un mancato coordinamento in senso inverso si porta l’impianto 1-1151, per la cui ubicazionela Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma ha detto sì con ridimensionamento, mentre la Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha espresso un secco “NO”. 
Per completezza di informazione si fa presente che per 12 delle suddette ubicazioni anche laSOPRINTENDENZA BELLE ARTI E PAESAGGIO DEL COMUNE DI ROMA ha espresso parere negativo, in apparente coordinamento con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma per quanto riguarda i beni di interesse storico-architettonico, che invece non c’è stato dal momento che almeno per le seguenti ubicazioni di impianti (1-180, 1-371, 1-718, 1-1004, 1-1114, tutti ricadenti nel Rione Testaccio in aree archeologiche SSCol) la Soprintendente Codello ha espresso un parere positivo.  
La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma ha prescritto anche l’eliminazione di tutti gli impianti pubblicitari ubicati nel quartiere Prati, che non è soggetto a nessun tipo di vincolo, come attesta l’estratto seguente della Tav. B.  
Immagine.Quartiere Prati Tav. B PTPR
Il PTPR destina il quartiere Prati a “Paesaggio degli insediamenti urbani” ”, dove non c’è nessuna salvaguardia delle visuali da rispettare per cui l’installazione di un impianto è consentita ma viene <<subordinata a valutazione di compatibilità previo SIP>> (vale a dire Studio di Inserimento Paesistico).    
Immagine.Quartire Prati nel PTPR
IL RECEPIMENTO NEI PIANI DI LOCALIZZAZIONE DEI PARERI ESPRESSI DALLE SOPRINTENDENZE  
Con Determinazione Dirigenziali Prot. QH 1689 2015 del 27 luglio 2015 il Dott. Francesco Paciello ha dichiarato conclusi alla data del 13.7.2015 i lavori della Conferenza di Servizi, approvandone le risultanze finali, ed ha incaricato la S.p.A. “Aequa Roma” di “effettuare sulla proposta dei Piani di Localizzazione dei mezzi e degli impianti pubblicitari riferiti a tutti e 15 Municipi, …, le materiali modifiche al fine di adeguarla ai pareri” espressi dalle tre Soprintendenze, precisando che “la Società AequaRoma è tenuta a reinviare al sottoscritto la proposta dei Piani di Localizzazione dei mezzi e degli impianti pubblicitari riferiti a tutti e 15 Municipi, …, come sopra modificata entro il termine massimo di 30 gg. dalla ricezione.
Con determinazione dirigenziale n. QH/1859/2015 del 3 settembre 2015 è stato assegnato alla Società “Aequa Roma” un ulteriore termine per il completamento delle lavorazioni per i motivi in essa indicati.
Ma poi con nota prot. n. QHH/61088 dell’8 settembre 2015 l’Assessorato Roma Produttiva, Rapporti con le Associazioni dei Consumatori e Città Metropolitana ha formulato ulteriori indirizzi per la stesura dei Piani di Localizzazione, in considerazione delle risultanze emerse da una prima valutazione dei pareri formulati dalle Soprintendenze: conseguentemente, è stata adottata la Determinazione Dirigenziale n. QH/1881/2015 del 10 settembre 2015 con la quale è stato stabilito che la Società “Aequa Roma” doveva proseguire e completare l’incarico entro il termine del 21 settembre 2015, tenendo conto anche degli ulteriori indirizzi formulati con nota prot. n. QHH/61088 dell’8 settembre 2015.
Con nota prot. n. QH/61735 del 10 settembre 2015 è stata trasmessa alla Società “Aequa Roma” la determinazione dirigenziale suddetta.
Con nota prot. n. QH/63575 del 18 settembre 2015 la S.p.A. “Aequa Roma” ha trasmesso la nuova proposta dei 15 Piani di Localizzazione modificata come sopra e con connessa Relazione.
Come riportato dalla Relazione, sulla base delle elaborazioni fornite, ciascuna Soprintendenza ha espresso un parere preliminare sulla collocazione dei singoli impianti secondo una scala di valutazione che può essere così sinteticamente espressa:
  • parere positivo;
  • parere positivo con prescrizioni relative allo spostamento o alla riduzione della superficie espositiva dell’impianto;
  • parere negativo.
Sulla base delle risultanze delle 6 Conferenze dei Servizi, approvate con Determinazione Dirigenziale n. 1689 del 27.07.2015, si è proceduto alla modifica e all’adeguamento di tutti e 15 i Piani di Localizzazione necessari alla redazione della proposta da presentare alla Giunta Capitolina per l’adozione: le modalità operative per il recepimento delle modifiche proposte in sedi di Conferenza di Servizi sono state precisate con Determinazione Dirigenziale n. 1881 del 10/9/2015.
Sulla base di tali indicazioni si è provveduto pertanto a eliminare tutte le posizioni per le quali è stato espresso parere negativo dalle competenti Soprintendenze e a ridurre o spostare gli impianti in accordo con le prescrizioni formulate puntualmente per i singoli impianti.
Impianti rimossi o spèostati nel I Municipio.
Legenda diradamento.
Nei casi in cui non era tecnicamente possibile modificare gli impianti secondo le indicazioni fornite, sono state cassate le posizioni.
La Relazione chiarisce che per quanto riguarda le prescrizioni integrative formulate con carattere generale dallaSoprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma si è proceduto come di seguito esposto. 
  1. Essendo disponibile la graficizzazione necessaria all’individuazione dagli edifici di interesse storico artistico sottoposti a tutela ai sensi della Parte II del Dlgs 42/04, come condivisa in conferenza dei servizi sul PRIP del 18/11/2010, sono state rimosse tutte le posizioni di impianti pubblicitari collocate entro 10 m dagli immobili già individuati nella cartografia del PiaLMIP come edifici di interesse storico architettonico; fermo restando l’applicazione dell’art. 49 del Dlgs 42/2004, per tutti gli altri casi si demanderà ad un successivo controllo puntuale da parte della Soprintendenza competente.
 Impianti a ridosso di monumenti.A.
Piano di Localizzazione del I Municipio – Edifici lungo Viale delle Milizie – Ubicazioni originarie
Impianti rimossi a ridosso di monumenti. 
Piano di Localizzazione del I Municipio – Edifici lungo Viale delle Milizie – Ubicazioni definitive
  1. Per tutte le posizioni collocate in prossimità di immobili sottoposti a tutela ai sensi della Parte II del Dlgs 42/04, anche oltre i 10 m sopra specificati, ai fini della definitiva installazione, dovranno essere seguite le procedure autorizzative dell’art. 49 del Dlgs 42/2004 come ribadito anche all’art. 5 della normativa del PRIP approvata con Del. A.C. 49/2014.
  2. Sono state rimosse tutte le posizioni di impianti pubblicitari collocate sul Lungotevere, lato Tevere, in quanto riconducibili a mero errore materiale giacché il divieto è contenuto nel regolamento capitolino approvato con Del. A.C. 50/2014. 
  3. In coerenza con le disposizioni del PRIP, il PiaLMIP ha previsto la collocazione di impianti esclusivamente all’interno delle aree urbanizzate. All’interno di quelle soggette a tutela ai sensi della Parte III del Dlgs 42/2004, le eventuali istallazioni rimangono subordinate al rilascio dell’autorizzazione come disciplinate dal suddetto Dlgs e come ribadito nella normativa tecnica del PRIP. 
  4. In coerenza con le disposizioni del regolamento capitolino, nel territorio del I Municipio (corrispondente ai Municipi ex-I ed ex-XVII) sono stati eliminati tutti gli impianti della tipologia “palina con orologio – O2” trasformandoli in “palina – A2 SPQR” e sono state rimosse tutte le posizioni di impianti pubblicitari della tipologia “parapedonale – P2” (vedihttp://www.vasroma.it/vas-ottiene-dalla-soprintendenza-belle-arti-e-paesaggio-del-comune-di-roma-la-prescrizione-del-definitivo-divieto-di-installazione-di-paline-con-orologio-nel-centro-storico-di-roma/).
 Palina con orologio nel centro Storico di Roma. 
  1. Per quanto riguarda la presenza di impianti “parapedonali – P2” negli ambiti sottoposti a tutela ai sensi della Parte II del Dlgs 42/2004 si è proceduto come specificato al punto 1, ovvero alla rimozione degli impianti nella fascia di 10 metri in prossimità dei beni di interesse storico architettonico, rimanendo gli altri impianti oltre i 10 metri soggetti ad autorizzazione da parte della Soprintendenza. Per gli ambiti sottoposti a tutela ai sensi della Parte III del Dlgs 42/2004, trattandosi di impianti collocati sempre in aree urbanizzate, si è proceduto in coerenza con quanto specificato al punto 4; 
  2. Si è provveduto a diradare gli impianti nella zona di Prati allo scopo di eliminare l’effetto “in fitta infilata”.
Primo dimensionamento quartiere Prati.
Primo dimensionamento del quartiere Prati
Diradamento quartiere Prati.
Legenda diradamento.
Per quanto riguarda la Sovrintendenza Capitolina, sono stati recepiti tutti i pareri relativi agli impianti collocati in prossimità degli edifici e manufatti di interesse storico architettonico e nelle aree soggette a tutela paesaggistica.
Negli altri casi le indicazioni espresse dalla Sovrintendenza costituiranno indirizzo per il corretto inserimento nel contesto urbano e per la riduzione degli impatti visivi da seguire all’atto della concreta istallazione dell’impianto.
Per quanto riguarda infine la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma la S.p.A. “Aequa Roma” ha deciso di rimuovere tutti gli impianti ricadenti all’interno delle fasce di rispetto dei beni archeologici indicati dalla stessa Soprintendenza, eliminando contestualmente dai Piani sia le aree SSCol che le rispettive fasce di rispetto con la relativa legenda.
Nell’ambito della revisione dei Piani “Aequa Roma” ha provveduto inoltre alla rettifica di alcuni modesti errori materiali rimuovendo gli impianti collocati lungo il confine comunale (8 posizioni) o ricadenti in zona A del PRIP (28 posizioni).
Il recepimento delle indicazioni pervenute dalle Conferenze dei Servizi ha comportato nel complesso la riduzione degli impianti e delle superfici espositive riportate nella tabella seguente.
Recepimento dei pareri sui Piani di Localizzazione
La Relazione ai Piani di Localizzazione chiarisce inoltre che la Determinazione Dirigenziale n. 1881 del 10/9/2015, relativa alle modalità operative per il recepimento delle indicazioni emerse in Conferenza di Servizi, ha previsto inoltre che si procedesse ad una ricalibrazione del dimensionamento dei piani nei diversi circuiti espositivi per garantire il rispetto delle quote stabilite dal Regolamento capitolino, dalle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP e dalla Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 anche attraverso le modalità stabilite dal 2° comma dell’art. 30, delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Per garantire il rispetto delle risultanze delle 6 Conferenze dei Servizi, la procedura di ricalibrazione è stata effettuata esclusivamente in tutte le aree non soggette a vincoli ed è stata finalizzata a riportare le superfici espositive di progetto, esito della Conferenza dei Servizi, alla ripartizione esposta nella tabella precedente, sia sulla totalità del territorio capitolino sia nei singoli Municipi.
Tale procedura ha comportato un leggero incremento del dimensionamento totale, pari al 5% complessivo, attraverso il recupero di circa 1.500 mq di superficie espositiva per gli impianti SPQR
con impianti del tipo Palina A2 secondo le modalità stabilite dal 2° comma dell’art. 30 e la modifica della tipologia di circuito espositivo di alcuni impianti con la conseguente trasformazione di formato che ha comportato un lieve aumento della superficie totale di circa 2.100 mq..
Il dimensionamento definitivo del piano è quindi risultato di circa 62.000 mq di superficie espositiva così determinato:
Dimensionamento finale dei Piani
La ripartizione nelle diverse forme di esposizione pubblicitaria è così sintetizzata:
Ripartizione definitiva dei Piani.
Nella tabella seguente è riportata l’articolazione del dimensionamento complessivo nei diversi Municipi.
Dimensionamento complessivo nei 15 Municipi
La Relazione fa anche sapere che le procedure approvative prevedono un termine di 105 giorni, nel quale dovranno essere esperite anche adeguate attività di partecipazione ed informazione finalizzate a promuovere forme di proposte e di intervento diretto dei cittadini e dei soggetti esponenziali.
L’iter di approvazione è articolato, in sintesi, nelle seguenti 4 fasi:
  1. adozione da parte della Giunta Capitolina;
  2. pubblicazione – entro il termine di 15 gg;
  3. presentazione delle osservazioni e convocazione di un incontro pubblico – entro il termine di 30 gg;
  4. approvazione da parte della Giunta – entro il termine di 60 gg.
La prima fase si è conclusa con l’approvazione della delibera di adozione dei 15 Piani di Localizzazione da parte della Giunta Capitolina, avvenuta il 13 ottobre 2015 e la sua pubblicazione all’Albo online del Comune avvenuta il successivo 22 ottobre, data della entrata in vigore del provvedimento e della sua validità giuridica, ai fini soprattutto della decorrenza della moratoria di 180 giorni. 
La seconda fase si deve ancora concludere, con la pubblicazione all’Albo del Comune di tutta la documentazione relativa ai 15 Piani di Localizzazione, dal momento che il 3° dell’art. 32 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP prescrive che “entro quindici giorni dall’adozione, gli elaborati relativi al piano di localizzazione sono inseriti in apposita sezione del sito internet di Roma Capitale e del sito internet dei Municipi competenti per territorio. 
La terza fase inizierà con la pubblicazione in apposita sezione del sito internet di Roma Capitale e del sito internet dei Municipi competenti per territorio e si dovrebbe concludere dopo 30 giorni. 
Il 5° comma dell’art. 32 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP dispone che “entro il medesimo termine l’Assessore o il Presidente del Municipio competente convoca un’incontro pubblico, in orari e giorni che permettano la massima partecipazione dei cittadini. Della data dell’incontro viene data informazione con 15 giorni di preavviso nel sito internet di Roma Capitale, sul sito internet del Municipio competente e at-traverso le ulteriori forme che si riterranno opportune. L’Amministrazione Capitolina assicura la presenza dell’Assessore competente o suo delegato, del Direttore dell’Unità organizzativa competente o suo delegato, del Responsabile del procedimento. Nell’incontro possono essere presentate ulteriori osservazioni, proposte ed istanze delle quali è dato conto congiuntamente alle altre osservazioni, proposte ed istanze, in un apposito documento. 
Riguardo alla 4° fase il successivo ed ultimo comma dell’art. 32 stabilisce che “entro sessanta giorni successivi alla scadenza del termine stabilito per la presentazione delle osservazioni, la Giunta Capitolina approva il Piano di localizzazione deducendo sulle osservazioni presentate”. 
Dal momento che il 4° comma dell’art. 32 dispone che “entro trenta giorni dalla pubblicazione sul sito internet, chiunque può far pervenire contributi partecipativi (osservazioni, istanze, proposte), redatti in carta semplice o via web e recanti la firma, la denominazione e i recapiti dei soggetti presentatori”, senza includervi i Municipi nello stesso termine di tempo, non è dato al momento di sapere con certezza se il “parere” che dovrà esprimere ognuno dei 15 Municipi va reso entro un mese dalla data di ricevimento della richiesta (come mi risulta che sia per prassi consolidata) oppure anche dopo i 30 giorni consentiti a cittadini, comitati, associazioni e ditte pubblicitarie. 
Al momento non è dato di sapere nemmeno se ad esprimere il “parere” sarà ogni Consiglio Municipale nella pienezza ancora dei suoi poteri o il rispettivo Presidente a ciò delegato (come già avvenuto nel 2008) oppure i rispettivi subcommissari nominati dal Commissario Straordinario di Roma.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

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