giovedì 29 ottobre 2015

La Giunta Capitolina ha approvato la delibera con cui detta i criteri generali di ammissione alle procedure di assegnazione degli impianti pubblicitari di proprietà del Comune (SPQR)

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/la-giunta-capitolina-ha-approvato-la-delibera-con-cui-detta-i-criteri-generali-di-ammissione-alle-procedure-di-assegnazione-degli-impianti-pubblicitari-di-proprieta-del-comune-spqr/


SPQR
Come annunciato con un comunicato stampa dell’assessorato a Roma Produttiva, il 23 ottobre 2015 la Giunta Capitolina ha approvato la deliberazione con cui “regolamenta i criteri per i concessionari degli impianti di proprietà pubblici (SPQR) e fissa le regole per la partecipazione delle imprese all’evidenza pubblica. 
Il comunicato precisa che “si tratta di un provvedimento attuativo del PRIP (Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari, approvato con delibera n. 49/2014)”. 
Su questo stesso sito l’8 settembre 2014 ho pubblicato un articolo dal titolo «PRIP- La “premialità” per le ditte romane storiche cosiddette “virtuose” consiste ora negli impianti SPQR concessi prioritariamente alle imprese che hanno partecipato alla procedura di riordino», che ripercorreva le vicissitudini che avevano portato l’Assemblea Capitolina ad approvare una norma di rimando riguardo agli impianti pubblicitari di proprietà del Comune. (http://www.vasroma.it/prip-la-premialita-per-le-ditte-romane-storiche-cosiddette-virtuose-consiste-ora-negli-impianti-spqr-concessi-prioritariamente-alle-imprese-che-hanno-partecipato-a/)
L’articolo faceva sapere dell’emendamento al Regolamento di Pubblicità approvato dalla Assemblea Capitolina che ha così aggiunto contestualmente il comma 5 bis all’art. 7, secondo cui “in sede di prima applicazione dei Piani di Localizzazione di cui all’art. 19 gli impianti pubblicitari di proprietà di Roma capitale sono oggetto di concessione, nel rispetto dei principi di evidenza pubblica, prioritariamente alle imprese che hanno partecipato alla procedura di cui alle deliberazioni di Consiglio Comunale n. 254/1994 e di Giunta Comunale n. 1689/1997 con i criteri che saranno successivamente definiti dalla Giunta Capitolina”, con la precisazione che “a tali impianti, ove non diversamente previsto, si applica la medesima disciplina prevista per gli impianti di proprietà privata”.
Al suddetto risultato, comunque di rimando, si è arrivati dopo 6 mesi di dibattito in tal senso in seno alla Commissione Commercio presieduta da Orlando Corsetti, che mio ha portato a proporre un possibile modo di uscire dall’impasse, poi da me fatto conoscere con un articolo pubblicato il 26 giugno 2014 su questo stesso sito dal titolo«La soluzione per non far fallire nessuna delle ditte pubblicitarie storiche non sta nel riconoscere ad esse una “premialità” che è del tutto illecita, ma consiste nell’individuare per differenza quelle che hanno le carte in regola per partecipare alle gare, escludendo da queste tutte quelle ditte non “virtuose” in base ad ineludibili norme di legge» (http://www.vasroma.it/la-soluzione-per-non-far-fallire-nessuna-delle-ditte-pubblicitarie-storiche-non-sta-nel-riconoscere-ad-esse-una-premialita-che-e-del-tutto-illecita-ma-consiste-nellindividu/)
Mi rifacevo al Decreto Legislativo n. 163 del 12 aprile 2006 (con cui l’Italia ha recepito la Direttiva 2004/18/CE), che impone al Comune di Roma di porre delle condizioni di sbarramento alla partecipazione alle gare da parte di ditte da ritenersi “non virtuose” senza alcuna discrezionalità quanto meno sulla base dei seguenti oggettivi criteri di esclusione.
I criteri di esclusione da me proposti erano i 4 seguenti.
1 – Non hanno diritto a partecipare a nessun bando di gara quelle ditte pubblicitarie che non abbiano partecipato al riordino ed abbiano installato impianti “senza scheda”, privi cioè di qualunque titolo autorizzativo, o peggio ancora impianti abusivi nemmeno registrati nella Nuova Banca Dati. 
2 – Non hanno diritto a partecipare a nessun bando di gara quelle ditte pubblicitarie che pur avendo partecipato al procedimento del riordino, abbiano successivamente installato senza alcun preventivo rilascio di titolo autorizzativo, impianti pubblicitari accertati come “senza scheda”.  
3 – Non hanno diritto a partecipare a nessun bando di gara quelle ditte pubblicitarie che pur avendo partecipato al procedimento del riordino, dichiarando alla data del 9 maggio del 1997 di avere installato un certo numero di impianti del tipo scheda “ES”, abbiano in seguito installato ulteriori impianti fra quelli dichiarati del tipo “E”, senza alcun preventivo rilascio di titolo autorizzativo e da considerare quindi anch’essi “senza scheda”.  
4 – Non hanno diritto a partecipare a nessun bando di gara quelle ditte pubblicitarie i cui rappresentanti legali, pur avendo partecipato al procedimento del riordino, si siano successivamente avvalsi dellaDeliberazione Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008 per ricollocare uno o più impianti nemmeno in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada in posizioni da rendita di posizione economicamente più vantaggiosa, ma del tutto illecite, dichiarandone in modo mendace la piena regolarità allegando anche una falsa asseverazione di tecnico abilitato. 
Come noto, il nuovo Regolamento di Pubblicità approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 è stato stabilito che per tutte le ditte pubblicitarie, comprese quindi quelle che hanno partecipato alla procedura di “riordino”, vale la prescrizione dettata dal comma 2 bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità, ai sensi del quale “non si procede al rilascio dell’autorizzazione nel caso in cui il richiedente …. abbia installato impianti pubblicitari non autorizzati nell’ultimo quinquennio”: si tratta per l’appunto degli impianti “senza scheda” installati dal 2009, da quando cioè il Comune si è dotato della Nuova Banca Dati.
A tal riguardo il 9 settembre 2014 ho pubblicato sempre su questo sito un articolo dal significativo titolo «PRIP: pubblicazione delle ditte pubblicitarie che hanno installato impianti “senza scheda” e che non avrebbero comunque diritto a partecipare alla procedura di evidenza pubblica relativa agli impianti SPQR da concedere prioritariamente alle imprese che hanno partecipato alla procedura di riordino»(http://www.vasroma.it/pubblicazione-delle-ditte-pubblicitarie-che-hanno-installato-impianti-senza-scheda-e-che-non-avrebbero-comunque-diritto-a-partecipare-alla-procedura-di-evidenza-pubblica-relativa-agl/) 
La suddetta prescrizione è correlata al precedente comma 2, ai sensi del quale “il Comune procede al rilascio delle autorizzazioni previa gara pubblica per ognuno dei lotti”.
Per quanto riguarda invece gli impianti del tipo scheda “E” installati e registrati come tali nella Nuova Banca Dati, vale il comma 7 dell’art. 1 della “disciplina del procedimento di riordino degli impianti pubblicitari”, approvata con la deliberazione della Giunta Comunale n. 1689 del 9 maggio 1997, tuttora vigente, dispone che “le installazioni, gli spostamenti o i trasferimenti degli impianti pubblicitari, se effettuati dopo il 31 dicembre 1994 e non rimossi, pregiudicano il procedimento di riordino facendo decadere tutte le altre concessioni, autorizzazioni ed istanze”. 
Riguardo alla esclusione di quelle ditte pubblicitarie i cui rappresentanti legali hanno ricollocato propri impianti presentando dichiarazioni mendaci con allegate false asseverazioni di tecnici abilitati, mi risulta che il dott. Francesco Paciello ha denunciato alla Procura delle Repubblica ben 18 amministratori di ditte pubblicitarie, che dovrebbero quindi essere escluse ai sensi dell’art. 38 del D. Lgs. n. 163/2006 proprio per causa di un procedimento penale pendente. 
Il 6 marzo 2015 ho trasmesso all’Assessore Marta Leonori un messaggio di posta elettronica con in allegato una mia «Proposta dei criteri che deve definire la Giunta Capitolina”, precisando nella nota di accompagno che«sono tutti dettati dalla normativa vigente in materia e non sono quindi da ritenere “discrezionali” e quindi “opinabili”». 
Ho riproposto i suddetti 4 criteri di esclusione, con la seguente precisazione: “Debbo mettere in evidenza che fra le cause di esclusione dai bandi di gara non possono essere annoverate anche le sanzioni amministrative emanate contro impianti del riordino installati con regolare concessione rilasciata dal Comune in una certa posizione sul territorio, risultata poi in violazione delle norme inderogabili del Codice della Strada subentrate dopo (nell’anno 1992) o di vincoli paesaggistici imposti sempre dopo o norme di salvaguardia di aree naturali protette istituite pur esse dopo il rilascio dei titoli autorizzativi: si tratta di evidenti casi in cui vanno riconosciuti agli impianti dei “diritti acquisiti” che consentono quindi una loro ricollocazione ai sensi della deliberazione della Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008.
Il 30 marzo 2015 ho pubblicato un ulteriore articolo dal titolo «Le ulteriori novità dell’aggiornamento al 10 marzo 2015 dell’elenco delle ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati», che elencava le 73 ditte pubblicitarie che alla data del 31 gennaio 2015 si erano messe il regola con gli adempimenti amministrativi (http://www.vasroma.it/le-ulteriori-novita-dellaggiornamento-al-10-marzo-2015-dellelenco-delle-ditte-pubblicitarie-inserite-nella-nuova-banca-dati/)
L’articolo si chiudeva nel seguente modo: «Se dal totale complessivo delle ditte pubblicitarie che entro il 31 gennaio 2015 si sono messe in regola con gli adempimenti amministrativi per l’anno in corso escludiamo le 33 ditte dichiarate cessate parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, perché hanno installato impianti “senza scheda” perdendo il diritto di partecipare ai futuri bandi di gara ai sensi del comma 2 bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità, rimangono solo 40 ditte pubblicitarie, che si riducono a 38 se escludiamo la PUBBLITALIA (codice 0026) e la CLEAR CHANNEL JOLLY PUBBLICITÀ S.p.A. (codice 0149) perché entrambe contestate con note n. 16475 e n. 16477 del 9/3/2015.
Delle suddette rimanenti 38 ditte pubblicitarie avranno diritto a partecipare ai procedimenti di evidenza pubblica relativi alla concessione della locazione degli impianti SPQR, così come anche dei futuri bandi di gara per il rilascio delle autorizzazioni degli impianti di proprietà privata su suolo pubblico, soltanto quelle ditte che hanno partecipato alla procedura di “riordino” e che non hanno installato nessun impianto del tipo scheda “E” perdendo anch’esse il diritto di partecipare ai sensi del comma 7 dell’art. 1 della disciplina del procedimento di riordino degli impianti pubblicitari, approvato con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 1689 del 9 maggio 1997.»
Sono ora in grado di anticipare i contenuti della deliberazione con cui il 23 ottobre scorso la Giunta Capitolina ha dettato i «criteri generali di ammissione alle procedure di assegnazione degli impianti S.P.Q.R., di cui all’art. 7 comma 5 bis della Deliberazione A.C. n. 50/2014».
Sono i seguenti 9, che commento singolarmente.
1 – aver partecipato alla cd. “Procedura di riordino” di cui alle Deliberazioni di Consiglio Comunale n. 254/1995 e di Giunta Comunale n. 1689/1997.  
È la condizione base per essere ammessi alle procedure di assegnazione degli impianti SPQR.
2 – nel caso si tratti di società che non hanno partecipato direttamente alla procedura predetta, è ammessa la partecipazione di società che abbiano acquistato l’azienda (che ha partecipato alla “Procedura di riordino”) o un ramo della stessa e tale acquisto sia stato riconosciuto dall’Amministrazione con atto espresso nella forma di cui all’art. 12 del Regolamento di Pubblicità (Deliberazione A.C. 50/14). 
A titolo esemplificativo si fanno presenti i casi della “SEI PER TRE” subentrata alla “A&P”, della “NUOVI SPAZI, subentrata alla “NEVADA” che a sua volta aveva rilevato la storica “ACTION”, oppure della IGP DÈCAUX che ha incorporato le ditte storiche AVENIR, PUBBLIMETRO e PUBLIFLOR, oppure ancora della GREGOR che ha acquistato la LOGOS ecc. ecc..
3 – aver presentato la dichiarazione “NBD adempimenti 2015” di cui alla nota prot. QH/2922 del 19 gennaio 2015 completa in tutti i campi previsti ai punti 1, 2, 3, 4, e 6 della nota predetta. 
Per capire bene di che si tratta rimando all’articolo pubblicato su questo sito il 2 febbraio 2015 dal titolo “La comunicazione informativa con cui il dott. Francesco Paciello ha richiamato al rispetto della legalità tutte le ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati”. (http://www.vasroma.it/la-comunicazione-informativa-con-cui-il-dott-francesco-paciello-ha-richiamato-al-rispetto-della-legalita-tutte-le-ditte-pubblicitarie-inserite-nella-nuova-banca-dati/) 
4 – non aver installato impianti del cd. tipo “senza scheda” di cui alla Deliberazione G.C. 425/13 come risultanti dalle diffide specifiche inoltrate alle società interessate. La diffida non è tenuta in considerazione limitatamente agli eventuali impianti per i quali la Società abbia presentato osservazioni e sia intervenuto un provvedimento espresso di autotutela dell’Amministrazione.
Per capire meglio la problematica rimando all’articolo pubblicato su questo sito il 5 maggio 2014 dal titolo “Quanto sarà difficoltosa la rimozione dei 5.000 impianti pubblicitari “senza scheda” ?” (http://www.vasroma.it/quanto-sara-difficoltosa-la-rimozione-dei-5-000-impianti-pubblicitari-senza-scheda/).
Il suddetto criterio recepisce ad ogni modo il criterio di esclusione da me proposto, in ottemperanza anche e soprattutto del comma 2 bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità. 
5 – non aver installato alcun impianto pubblicitario ulteriore rispetto a quelli contraddistinti da identificativo Nuova Banca dati, ovvero aver installato impianti pubblicitari successivamente ad una istanza ma prima del rilascio del tutolo autorizzativo.  
Si tratterebbe pur sempre di impianti “senza scheda”, installati abusivamente anche oltre il quinquennio fissato dal comma 2 bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità.
In tale casistica rientrano anche gli impianti della “procedura di riordino” del tipo scheda “E” installati senza avere atteso il regolare rilascio della relativa concessione, in violazione del comma 7 dell’art. 1 della “disciplina del procedimento di riordino degli impianti pubblicitari”, approvata con la deliberazione della Giunta Comunale n. 1689 del 9 maggio 1997.
Sono stati quindi recepiti sia il 2° che il 3° criterio di esclusione da me proposti.
6 – essere in regola con la posizione contabile 2015, ovvero aver integralmente versato gli importi per l’esposizione pubblicitaria conseguenti alla Dichiarazione di cui al punto 3 e gli eventuali ulteriori importi richiesti dall’Amministrazione in rettifica e quelli per eventuali esposizioni pubblicitarie a carattere temporaneo.
Si tratta di una casistica che rientra fra le cause di decadenza di diritto dall’autorizzazione (e quindi di esclusione dalle gare) elencate al 3° comma dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità. 
7 – essere in regola con la posizione contabile 2011-2012-2013-2014-2015, ovvero aver corrisposto tutti gli importi dovuti sulla base delle risultanze della Nuova Banca Dati 2009 e successivi aggiornamenti. Sarà considerata regolare anche la posizione contabile della Società che abbia riconosciuto i debiti relativi alle predette annualità ma abbia chiesto la rateizzazione dei medesimi. In tal caso il pagamento delle rate del Piano di rateizzazione dovrà essere regolare, ovvero non dovrà esservi mancato pagamento di nessuna rata. 
Si tratta sempre della casistica disciplinata dal 3° comma dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità.
8 – aver corrisposto gli eventuali importi dovuti per spese di rimozione sulla base delle specifiche richieste formulate dall’Amministrazione anni 2011-2012-2013-2014-2015 ed inviate alla Società. 
Si tratta ancora della casistica disciplinata dal 3° comma dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità.
9 – aver sottoscritto la dichiarazione di cui alla Direttiva di Giunta in materia di contratti ed appalti prot. RC/1287 del 20 gennaio 2015 nonché il Protocollo di Integrità di cui alla Deliberazione G.C. n. 40/2015. 
La Deliberazione della Giunta Capitolina n. 40 del 27 febbraio 2015 ha come oggetto la “Approvazione del Protocollo di Integrità di Roma Capitale, degli Enti che fanno parte del Gruppo Roma Capitale e di tutti gli organismi partecipati” e riguarda nel nostro caso l’art. 2 relativo agli “obblighi degli operatori economici nei confronti della Stazione appaltante.
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Con questi di due provvedimenti [dell’altro parleremo domani, ndr.] – ha dichiarato l’assessore a Roma Produttiva, Marta Leonori – scriviamo un’altra pagina nella grande opera di riordino dei cartelloni pubblicitari a Roma, che coniuga trasparenza, legalità e decoro. Un’opera che con il sindaco e con questa Amministrazione abbiamo portato avanti con determinazione. Dopo la riduzione della superficie totale da 233.000 mq a 62.000 mq che renderà la città più bella e sicura, abbiamo voluto lanciare un altro segnale importante per la legalità, scrivendo criteri che ammettono solo le imprese che hanno dato prova concreta di rispettare le regole. Crediamo che i cittadini abbiano diritto ad un’amministrazione che premia l’onestà e la correttezza”. 
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La tassativa esclusione da qualunque procedimento di evidenza pubblica (per l’assegnazione delle concessioni degli impianti SPQR) così come da qualunque gara pubblica (per l’assegnazione delle autorizzazioni degli impianti privati su suolo pubblico) va applicata a tutte le ditte pubblicitarie che si sono rese responsabili di avere installato i cosiddetti impianti “senza scheda” e che risultano dalla Nuova Banca Dati con l’indicazione sia della “cessazione ex deliberazione G.C. 425/13” che della “cessazione parziale ex deliberazione G.C. 425/13”.  
Il dott. Francesco Paciello o la Dott.ssa Paola Sbriccoli dovranno predisporre l’elenco di tutte queste ditte, con la specifica di quanti impianti “senza scheda” ha installato ognuna di esse: tutte queste ditte, anche se fanno parte della procedura di “riordino”, vanno escluse da qualunque procedimento di evidenza pubblica così come da qualunque gara pubblica. 
Sarà interessante vedere quante saranno alla fine le ditte “virtuose” che verranno ammesse in base ai suddetti criteri alle procedure di assegnazione degli impianti pubblicitari di proprietà del Comune (SPQR).
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

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