sabato 31 gennaio 2015

Le nuove autorizzazioni fin qui rilasciate per gli impianti pubblicitari attualmente installati sul territorio del Comune di Roma

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/le-nuove-autorizzazioni-fin-qui-rilasciate-per-gli-impianti-pubblicitari-attualmente-installati-sul-territorio-del-comune-di-roma/


Come dovrebbe esser noto, in applicazione della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013 il dott. Francesco Paciello ai primi del mese di febbraio 2014 ha trasmetto a tutte le ditte pubblicitarie che sono inserite nella Nuova Banca e che risultano avere installato impianti “senza scheda” (quantificati dal Comune in circa 5.000) un invito diffida a rimuovere tali impianti a proprie cure e spese entro il 19 marzo 2014.

Stando a dati raccolti per le vie brevi, entro la data del 19 marzo 2014 sarebbero stati rimossi spontaneamente circa 700 impianti “senza scheda”, lasciando al Comune l’onere di rimuovere forzatamente d’ufficio i rimanenti.

Prima ancora che venisse approvato il PRIP ed il nuovo Regolamento di Pubblicità, il dott. Francesco Paciello ha fatto pubblicare sul sito web del Comune l’aggiornamento dell’ Elenco dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 22 luglio 2014, che per la 1° volta riportava sia le 20 ditte pubblicitarie dichiarate decadute per “cessazione ex Deliberazione G.C. 425/13” (vedi http://www.vasroma.it/lassessore-stefano-zuppello-intende-chiedere-la-rimozione-degli-impianti-senza-scheda-accertati-nel-territorio-del-xiii-municipio/#more-14951) che le ditte di cui è stata invece dichiarata una “cessazione parziale ex Deliberazione G.C. n. 425/13”: di queste ultime quel 1° elenco riportava gli estremi di ogni singolo impianto pubblicitario “senza scheda” (con l’annotazione per ognuno che il rispettivo identificativo era stato revocato), mentre delle ditte dichiarate cessate del tutto non riportava il numero degli impianti “senza scheda” in possesso di ognuna e non rimossi spontaneamente.

Quell’elenco così impostato, è stato aggiornato una volta a mese: a seguito dell’approvazione del nuovo Regolamento di Pubblicità dal 3° aggiornamento al 30 settembre 2014 dei 5 in tutto effettuati fino ad oggi è comparsa in alto a destra una colonna che indica la scadenza generale del 31 dicembre 2014 per tutti gli impianti delle ditte che hanno partecipato alla procedura di “riordino” e la scadenza invece al 19 marzo 2014 per tutti gli impianti “senza scheda” singolarmente riportati.

Nella colonna a fianco è stata indicata ogni ”Società autorizzata a permanere sul territorio dall’1/1/2015 Art. 34 del Regolamento di Pubblicità”, il cui comma 9 così come interamente sostituito consente agli impianti riconducibili alla procedura del “riordino” di permanere sul territorio fino al 31 dicembre del 2014, “e comunque non oltre l’esito delle procedure di gara conseguenti alla redazione dei piani di localizzazione”.

Immagine.elenco contribuenti di settembre 2009

Di qui l’annotazione aggiunta di una permanenza sul territorio a seguito della proroga delle concessioni che parte dal 1° gennaio di quest’anno: la colonna era suddivida in due sottocolonne per indicare da una parte le società autorizzate e dall’altra quelle non autorizzate a permanere sul territorio dall’1.1.2015. 

L’Elenco dei contribuenti inseriti nella Nuova Banca dati al 26 gennaio 2015 contiene la novità di una ulteriore annotazione in alto a destra, che è relativa alle “Soc. che hanno adempiuto alla dichiarazione NBD 2015 Prot. n. 2922 /15 Termine 31/1/2015

 Immagine.Elenco delle ditte inserite nella Nuova Banca Dati aggiornato al 26 gennaio 2015

Si tratta di una comunicazione che con prot. n. QH/ 2922 del 19 gennaio 2015 il dott. Francesco Paciello ha trasmesso “a tutte le Società inserite nella Nuova Banca Dati” e che ha per oggetto gli “Adempimenti amministrativi 2015” in ottemperanza al nuovo Regolamento di Pubblicità: ne parleremo specificatamente in un prossimo articolo. 

In quest’ultimo elenco figurano:
  • 3 impianti della ditta D&D Outdor (codice n. 0062) con scadenza al 31.12.2015
  • 1 impianto della ditta Nuovi Spazi (codice n. 0066) con scadenza al 14/10/2016
  • 8 impianti della società RFI (codice n. 099) con scadenza al 31.12.2014
  • 62 impianti di M.P. S.A.S. DI GIOVANNI MASTO E C. (codice n. 0124) con identificativo mai rilasciato.
Dal codice identificativo n. 139 in poi compaiono dapprima scadenze di autorizzazioni a quest’anno che vanno dal 5/10/2015 (Moto Capital) al 17/5/2015 (De Propris Christian) ecc. : dal n. 405 al n. 460 ci sono scadenze al 2016.
Dal n. 461 alla fine ci sono scadenze al 2018 ed al 2019: al 27.2.2019 ed all’11.4.2019 sono le scadenze di 13 impianti della ditta Mymax (codice n. 497)

Immagine.Impianti Mymax

C’è da far presente inoltre che rispetto al 1° elenco aggiornato al 22 luglio 2014, che arrivava al codice identificativo n. 0497 (ditta Mymax) si è arrivati ora con l’ultimo elenco aggiornato al 26 gennaio del 2015 al codice n. 511 (Nanà Comunicazioni S.r.l.): sono stati registrati quindi 14 soggetti in più che non sono vere e proprie ditte pubblicitarie e che già spiegano di per sé la natura delle nuove autorizzazioni che il dott. Franesco Paciello ha rilasciato.

Come chiarito dallo stesso dott. Francesco Paciello, si tratta di autorizzazioni al rilascio di nuovi impianti di proprietà privata che sono stati installati in proprietà privata ai sensi del 1° comma dell’art. 33 Bis del Regolamento di Pubblicità.  

Sono state rilasciate anche autorizzazioni per impianti di proprietà privata installati però su suolo pubblico: si tratta delle paline da mt. 1 x 1, per lo più con indicatori di farmacia, anch’esse consentite dal Regolamento di Pubblicità ma in numero non superiore a due per farmacia, di cui il dott. Francesco Paciello ha subordinato la durata del titolo rilasciato fino all’entrata a regime con i Piani di Localizzazione prima ed i bandi di gara poi. 

Ne deriva che entrambi i suddetti tipi di impianti pubblicitari non intralciano minimamente la pianificazione che sta facendo la S.p.A. “Aequa Roma” con la redazione dei 15 Piani di Localizzazione.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

lunedì 26 gennaio 2015

È stata finalmente pubblicata la delibera con cui la Giunta Capitolina ha affidato l’incarico per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione prescritti dal PRIP

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/e-stata-finalmente-pubblicata-la-delibera-con-cui-la-giunta-capitolina-ha-affidato-lincarico-per-la-redazione-dei-15-piani-di-localizzazione-prescritti-dal-prip/


La mattina di giovedì 22 gennaio 2015 sul sito web del Comune di Roma è stata finalmente pubblicata la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 con cui è stato affidato alla S.p.A. “Aequa Roma” l’incarico per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione prescritti dagli articoli 29 e 31 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP).

Come si può constatare, ci sono voluti ben 23 giorni per riuscire a vedere la pubblicazione del suddetto atto, il cui ritardo ha comportato delle conseguenze da un punto di vista giuridico sul piano delle applicazioni che sono state dettate dall’atto stesso. 

Mi riferisco ad esempio alla importante novità che è stata introdotta nella deliberazione e che riguarda la “moratoria, per un tempo non superiore a 180 giorni dall’approvazione della presente deliberazione, di tutti i seguenti procedimenti ad iniziativa di parte, anche in corso d’istruttoria, riferiti ad impianti pubblicitari insistenti su suolo pubblico capitolino:
– spostamento/ricollocazione degli impianti pubblicitari;
– adeguamento degli impianti pubblicitari;
– trasformazione/accorpamento degli impianti pubblicitari, ivi comprese le trasformazioni da monofacciali a bifacciali. 

È di tutta evidenza che se la decorrenza della suddetta moratoria è scattata dal 30 dicembre 2014, cioè dall’approvazione della presente deliberazione”, che è stata però pubblicata 23 giorni dopo, non mettendo conseguentemente tutte le ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati in condizione di venirne a conoscenza e quindi di rispettare la moratoria, in questo lasso di tempo tutte queste stesse ditte hanno ovviamente continuato a mettere in atto sul territorio soprattutto spostamenti e ricollocazioni avvalendosi della Deliberazione Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008 che consente queste operazioni: ne deriverà un sicuro contenzioso nel preciso momento che il dott. Francesco Paciello dovrà prescrivere la rimozione di tutti gli impianti reinstallati nell’arco di tempo che va dal 30 dicembre 2014 al 22 gennaio 2015, senza rispettare la moratoria. 

Per chi non ne fosse a conoscenza, c’è da sapere che a partire dal 1 gennaio del 2011 è cessata la pubblicazione cartacea di tutti gli atti e di tutti i provvedimenti amministrativi del Comune di Roma all’Albo Pretorio che si trovava in Largo Corrado Ricci, in applicazione della Legge n. 69 del 18 giugno 2009 che ha riconosciuto l’effetto di pubblicità legale solamente agli atti e ai provvedimenti amministrativi pubblicati dagli Enti Pubblici sui propri siti informatici.
In particolare il 1° comma dell’art. 32 della suddetta legge ha sancito che “a far data dal 1 gennaio 2010 gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati”.
Il successivo 5° comma dello stesso art. 32 precisa “a decorrere dal 1 gennaio 2010 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale”: il termine a partire dal quale la pubblicazione di atti cartacei non ha più avuto alcun valore di legge è stato poi prorogato al 1 gennaio del 2011.

Ora in chiusura della suddetta delibera di incarico è scritto che “infine la Giunta, in considerazione dell’urgenza di provvedere, dichiara, all’unanimità, immediatamente eseguibile la presente deliberazione a norma di legge”, come consentito dal 4° comma dell’art. 134 del D.Lgs. n. 267 del 18 agosto 2000 con cui è stato emanato il “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”. 

Il 1° comma dell’art. 124 del medesimo D.Lgs. stabilisce che “tutte le deliberazioni del comune e della provincia sono pubblicate mediante pubblicazione all’albo pretorio, nella sede dell’ente, per quindici giorni   consecutivi,   salvo  specifiche disposizioni di legge.

Ma il 3° comma del successivo art. 134 dispone che “le deliberazioni non soggette a controllo necessario o non sottoposte a controllo eventuale diventano esecutive dopo il decimo giorno dalla loro pubblicazione. 

A tal ultimo riguardo si dovrebbe pertanto stabilire anzitutto se il termine previsto per l’esecutività delle delibere debba decorrere dal primo giorno di pubblicazione o dall’ultimo giorno della compiuta pubblicazione.

Dal combinato disposto dagli artt. 124 e 134 dovrebbe derivare che il periodo di dieci giorni necessari per l’esecutività delle deliberazioni stesse andrebbe a decorrere dal giorno successivo al completamento del periodo di pubblicazione, vale a dire dal 16° giorno.

Ma per le deliberazioni dichiarate immediatamente esecutive, come quella in esame, rimane il problema di quando dovrebbero essere pubblicate, che non può non essere il giorno stesso della loro approvazione, considerato anche e soprattutto che tutti i documenti sono ormai predisposti in formato elettronico ancor prima della loro approvazione e che conseguentemente non ci dovrebbe essere nessuno ostacolo alla loro pubblicazione il giorno stesso in cui tali deliberazioni immediatamente eseguibili vengono approvate. 

La responsabilità della pubblicazione online è comunque del Responsabile del procedimento di pubblicazione individuato dalla Direttiva n. 8 del 26 novembre 2009 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. 

L’Assessore Marta Leonori ha fatto sapere a più riprese di avere avviato le procedure per sostituire l’attuale portale del Comune di Roma: sarebbe opportuno che quello nuovo venga predisposto in modo da assicurare la pubblicazione di tutti gli atti ed i provvedimenti amministrativi comunali contestualmente alla loro approvazione. 

Passiamo ora ad esaminare per singole parti i contenuti della deliberazione della Giunta Capitolina, a partire dalla moratoria.

MORATORIA DI 180 GIORNI   

Come già precedentemente anticipato, dalla decorrenza della esecutività della delibera sono sospese per 6 mesi tutte le operazioni sopra citate ma “con esclusione delle trasformazioni riguardanti l’adeguamento ai formati di cui all’art. 20 del Regolamento di Pubblicità (deliberazione Assemblea Capitolina n. 50/2014), senza spostamento sul territorio, e gli accorpamenti fra impianti già inseriti nella Nuova Banca Dati e dotati di identificativo, con esclusione dell’utilizzo dei modelli E relativi alla procedura di riordino degli impianti pubblicitari di cui alla deliberazione Consiglio Comunale n. 254/1994 e ss.

In questi sei mesi sono dunque possibili da un lato le conversioni di tutti gli impianti di mt. 4 x 3 (aboliti dal citato art. 20 del nuovo Regolamento di Pubblicità), sostituendoli sullo stesso posto con un solo impianto di mt. 3 x 2, e dall’altro lato gli accorpamenti fra impianti del “riordino” ai sensi del comma 12 dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità, escludendo però l’accorpamento fra impianti utilizzati come modelli “E”. 

Faccio presente che nell’ambito del procedimento del “riordino” i modelli “E” erano quelli riguardanti le istanze per nuovi impianti presentate negli anni precedenti alla domanda di partecipazione al “riordino”, in attesa di risposta, da specificare in modelli “ES” se già installati. 
Ne deriva che i modelli “E” erano riferiti ad impianti per i quali era stata fatta richiesta di installazione e che quindi non erano ancora installati e conseguentemente non dovrebbero risultare registrati nella Nuova Banca Dati, proprio perché non ancora esistenti materialmente sul territorio: ciò nonostante nella Nuova Banca Dati risultano registrati un numero per ora a me imprecisato di impianti scheda “E”, che sono stati evidentemente installati dopo la data del 9 maggio 1997 di chiusura della presentazione delle domande di partecipazione al “riordino”, presumibilmente senza essere stati autorizzati. 
Anche se non soprattutto per tali motivi ne viene vietato l’accorpamento nell’ambito della moratoria dei 6 mesi. 

MOTIVI DELLA SCELTA DI “AEQUA ROMA” E COSTI DEL PROGETTO DEI PIANI DI LOCALIZZAZIONE

Dalle premesse della deliberazione n. 380/2014 si viene a sapere che subito dopo l’approvazione del PRIP avvenuta il 30 luglio 2014 con nota prot. n. 52512 del 4 agosto 2014 la U.O. Regolazione Monitoraggio e Controllo delle Affissioni e Pubblicità, che fa capo al dott. Francesco Paciello, ha chiesto alla S.p.A. “Aequa Roma” uno Studio di Fattibilità per la redazione dei Piani di localizzazione dei Mezzi e degli Impianti Pubblicitari: è evidente che da un lato il dott. Francesco Paciello ha preso la suddetta iniziativa su espresso mandato dell’Assessore Marta Leonori e che dall’altro lato fin da subito “Aequa Roma” è stata scelta di fatto per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione, anche se la formalizzazione ufficiale è avvenuta ben 5 mesi dopo.

Con nota prot. 57180 del 4 settembre 2014 “Aequa Roma” ha prodotto lo Studio di Fattibilità richiesto, che ha poi integrato con una successiva nota prot. 64986 del 7 ottobre 2014 corredandolo di una miglior stima e dettaglio dei costi del progetto.

Con successiva nota prot. 83024 del 4.12.2014 “Aequa Roma” ha riformulato l’importo necessario per la redazione dei Piani di localizzazione in Euro 150.000,00, in quanto le ottimizzazioni informatiche le hanno consentito una contrazione delle spese, come motivato nella nota stessa, precisando che tale importo costituisce la copertura dei soli costi vivi necessari alla realizzazione del progetto, rimanendo gli altri assorbiti dal contratto in corso con la Società “Aequa Roma“ in forza della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 237 del 1 agosto 2014.

Ma le risorse economiche per la redazione dei Piani di Localizzazione sono state rese disponibili solo a seguito dell’assestamento di Bilancio 2014 che è stato approvato il 30 novembre 2014.
Con nota prot. n. 85964 dell’11 dicembre 2014 sono stati chiesti chiarimenti in merito alle professionalità che saranno impiegate per la redazione dei Piani di localizzazione ad “Aequa Roma”, che li ha forniti con nota prot. n. 89342 del 24 dicembre 2014 e che sono stati poi ritenuti esaustivi.

La Giunta Capitolina ha ritenuto quindi di affidare alla S.p.A. “Aequa Roma” la redazione dei Piani di localizzazione, avendo già affidato ad essa la redazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari.
Nel dispositivo della deliberazione n. 380/2014 è spiegato quindi che è stato deliberato “di affidare alla Società Æqua Roma S.p.A. la redazione dei Piani di localizzazione dei mezzi e degli impianti pubblicitari, avendo già affidato alla Società Æqua Roma S.p.A. la redazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, come precisato in premessa alla deliberazione Assemblea Capitolina n. 49/2014, allo scopo di assicurare omogeneità e continuità alla prestazione professionale e tenuto conto dell’importo richiesto.

DATA DI CONSEGNA DEI 15 PIANI DI LOCALIZZAZIONE 

Nel testo del dispositivo della deliberazione n. 380/2014 non è precisata la data entro cui la S.p.A. “Aequa Roma” dovrebbe consegnare il lavoro di cui è stata incaricata.
Lo si può dedurre soltanto dal passaggio in cui è scritto che è stato deliberato di “stabilire che i Piani di localizzazione devono essere redatti su base a quanto previsto dalla deliberazione Assemblea Capitolina nn. 49/50 e dello Studio di Fattibilità di cui alla nota prot. n. QH57180/2014, come integrato dalla nota prot. QH64986/2014, con riferimento specifico al cronoprogramma previsto, opportunamente rideterminato dalla data di approvazione del presente atto. 

Si parla di un “cronoprogramma” inizialmente previsto, che quindi fissava una certa data per la consegna del lavori che è stata poi “rideterminata” dalla data di approvazione della deliberazione n. 380/2014. 

Alcune voci raccolte ma non ufficialmente confermate parlano di 90 giorni, altre invece di 80 giorni: per entrambe si pone lo stesso problema della data da cui decorrono, già da me messo in evidenza riguardo ai 6 mesi di moratoria. 

In questo caso, oltre al problema di una pubblicazione contestuale allo stesso giorno in cui è stata approvata la deliberazione n. 280/2014, si pone l’ulteriore problema dei documenti da allegare alla delibera, facenti parte integrante della stessa, specie se come in questa occasione riguardano la data entro cui “Aequa Roma” deve consegnare il lavoro che le è stato incaricato e che se fosse di 90 giorni dovrebbe scadere più o meno alla fine di marzo partendo dal 30 dicembre 2014 oppure con 23 giorni dopo partendo dal 22 gennaio 2015. 

Passiamo ora a vedere i “criteri” che sono stati dettati per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione. 

UTILIZZO DELLA NUOVA BANCA DATI PER LE UBICAZIONI DEI FUTURI IMPIANTI 

Nel testo del dispositivo della deliberazione n. 380/2014 è precisato che “per le ubicazioni verrà fatto prioritario riferimento alle attuali localizzazioni e formati riportati nella Nuova Banca Dati, in particolare per gli impianti SPQR, in considerazione dell’attività di controllo nel frattempo intervenuta a partire dal processo riorganizzativo del settore Affissioni e Pubblicità realizzato nel corso degli ultimi anni”. 

Trovo comprensibile, anche se per me non completamente giustificabile, questo “metodo” di tener conto delle posizioni in cui attualmente risultano installati a Roma tutti gli impianti pubblicitari che risultano nella Nuova Banca Dati, specie se si fa riferimento agli impianti del “riordino” per i quali il Comune di Roma ha rilasciato regolari concessioni che risalgono addirittura a prima del 1992, anno di entrata in vigore del nuovo Codice della Strada e delle distanze minime prescritte dal suo Regolamento di attuazione. 

Trovo invece ancor più comprensibile ed in tal caso anche accettabile che si faccia esplicito riferimento “in particolare per gli impianti SPQR” perché – dopo averne verificato le rispettive singole posizioni nel rispetto in generale della normativa vigente in materia ed in particolare delle distanze minime, eliminando conseguentemente tutte le posizioni illecite (ad esempio se a ridosso di strisce pedonali) – ad ognuna delle posizioni definitivamente confermate verrà ad essere ridata quella rendita di posizione che hanno poi perso nel tempo per colpa soprattutto degli impianti pubblicitari che sono stati installati abusivamente intorno a tutti gli impianti SPQR.        

Lego personalmente la suddetta disposizione alla moratoria per consentire ad “Aequa Roma” di “giocare” a bocce ferme, vale a dire con una fotografia del territorio che fosse statica e non continuamente in movimento con modifiche delle posizioni dei singoli impianti: per tale finalità sono state sospese per 6 mesi tutte quelle mutazioni che non consentirebbero ad “Aequa Roma” di poter fare riferimento alla posizione di tutti gli impianti che risultano attualmente installati sul territorio. 

Sotto tale aspetto appare motivata la conversione di ogni impianto 4 x 3 in un impianto di mt. 3 x 2, ma alla condizione di essere effettuata “senza spostamento sul territorio”. 
Appare in parte motivata anche la “trasformazione/accorpamento degli impianti pubblicitari, ivi comprese le trasformazioni da monofacciali a bifacciali”, mentre un po’ meno coerente appaiono invece “gli accorpamenti fra impianti già inseriti nella Nuova Banca Dati e dotati di identificativo”. 

Tengo a far presente che sono particolarmente soddisfatto della moratoria in funzione dell’esigenze di “giocare” a bocce ferme, anche perché l’avevo espressamente richiesta con Nota VAS prot. n. 24 del 5 dicembre 2013, che era finalizzata alla redazione del PRIP e che è stata ora mirata alla redazione dei 15 Piani di Localizzazione. 

TIPOLOGIE DI IMPIANTI

Nel testo del dispositivo della deliberazione n. 380/2014 è precisato che “per ogni Municipio sono previste tutte le seguenti tipologie di impianti:
– impianti per pubbliche affissioni;
– impianti SPQR;
– impianti di servizio;
– impianti privati su area pubblica;
– impianti privati su suolo privato.

Sono state confermate le macrodistinzioni che avevo anticipato nell’articolo pubblicato su questo sito l’8 gennaio 2015 dal titolo “PRIP: la redazione per “circuiti” dei 15 Piani di Localizzazione” (http://www.vasroma.it/prip-la-redazione-per-circuiti-dei-15-piani-di-localizzazione/#more-14418), rispetto alle quali il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 fa le seguenti precisazioni.
Impianti per pubbliche affissioni, da distribuire su tutto il territorio nei 3 formati da mt. 1,00 x 1,40, 1,40 x 2,00 e 3,00 x 1,40 nella quantità del 16% dell’80% della superficie espositiva complessiva massima dei mezzi pubblicitari, stabilita dalla lettera b) del 3° comma dell’art. 6 del Regolamento così come modificato ed integrato.

Secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “devono essere possibilmente distribuiti su tutto il territorio, almeno uno per strada, al fine di assicurare una comunicazione istituzionale diffusa. Nel centro storico è ammissibile anche il formato mt. 3X1,40 per adempiere agli obblighi di legge relativi alla disciplina elettorale. Il 10% della quota di impianti di pubbliche affissioni deve essere destinata alla comunicazione politico-sindacale e deve essere accompagnata dalla fornitura degli impianti di propaganda elettorale. I Piani di localizzazione devono comprendere anche le ubicazioni degli impianti temporanei di propaganda elettorale.

Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate “Aequa Roma” avrebbe quantificato in 19.000 mq. ca. tale superficie complessiva.

Impianti SPQR, da distribuire su tutto il territorio nelle 2 tipologie della “palina” di formato da mt. 1,00 x 1,00 e del “cartello” di formato da mt. 2,00 x 2,00 e 3,00 x 2,00 (secondo l’art. 35 della Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP) o di mt. 3,00 x 1,40 (secondo la lettera F del 1° comma dell’art. 20 del Regolamento), nella quantità del 29% della superficie espositiva complessiva massima prevista dal PRIP, stabilita dal 2° comma dell’art. 21 della Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP.

Secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “gli impianti SPQR sono previsti nel formato mt. 3X2; mt. 1,40X2 e palina mt. 1X1”.

Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate “Aequa Roma” avrebbe quantificato in 24.000 mq. circa tale superficie complessiva.

Impianti di servizio, da distribuire su tutto il territorio nelle 2 tipologie della “palina con orologio” di formato da mt. 1,00 x 0,70 e del “parapedonale” di formato da mt. 1,00 x 0,70, nella quantità del 6% dell’80% della superficie espositiva complessiva massima dei mezzi pubblicitari, stabilita dalla lettera c) del 3° comma dell’art. 6 del Regolamento così come modificato ed integrato.
Secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “gli impianti di servizi si distinguono in 2 categorie: impianti destinati stabilmente ad una funzione di pubblico servizio (parapedonali e paline con orologio) ed impianti di servizio municipali. Questi ultimi sono gli impianti destinati al finanziamento di un servizio, un progetto o un intervento di riqualificazione individuato dal Municipio. Questa quota di impianti è distribuita in modo omogeneo all’interno di ogni Municipio”.

Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate “Aequa Roma” avrebbe quantificato in 3.000 mq. circa tale superficie complessiva.

Impianti privati su area pubblica, da distribuire su tutto il territorio nelle 3 diverse tipologie del “cartello” di formato da mt. 1,20 x 1,80, 1,40 x 2,00 e 3,00 x 2,00, del “cassonetto, plancia, vetrina” di formato da mt. 1,40 x 2,00 e 3,00 x 2,00 e della “palina” di formato da mt. 0,70 x 1,00 e 1,00 x 1,00, nonché nei due formati di mt. 1,20 x 1,80 e 3,20 x 2,40 consentiti esclusivamente per impianti e servizi di pubblica utilità, nella quantità del 78% dell’80% della superficie espositiva complessiva massima dei mezzi pubblicitari, stabilita dalla lettera a) del 3° comma dell’art. 6 del Regolamento così come modificato ed integrato.
Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate “Aequa Roma” avrebbe quantificato in 60.000 mq. circa tale superficie complessiva, di cui il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 fornisce solo alcuni dati parziali relativi a singole fattispecie.

Secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 infatti “gli impianti privati devono essere suddivisi in lotti. Ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti localizzati in più Municipi. Ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3X2; mt. 1,40X2 e mt. 1×1. Uno dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di Bíke Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio. Il lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq. Un altro lotto, con una superficie espositiva di massimo 5.000 mq., deve essere destinato a finanziare servizi di pubblica utilità, quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, il servizio di pubbliche affissioni. È possibile prevedere anche ulteriori lotti destinati a servizi di pubblica utilità. I formati degli impianti per i lotti funzionali ai servizi di pubblica utilità sono esclusivamente mt. 1,20X1,80 e i mt. 3,20X1,40. Un altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2X2 distribuiti su tutti i Municipi.

Per una valutazione della suddette disposizioni rimando al paragrafo successivo dedicato al “rapporto tra circuiti e lotti”.

Impianti privati su suolo privato, da distribuire esclusivamente su suolo privato nelle stesse 3 diverse tipologie del “cartello” di formato da mt. 1,20 x 1,80, 1,40 x 2,00 e 3,00 x 2,00, del “cassonetto, plancia, vetrina” di formato da mt. 1,40 x 2,00 e 3,00 x 2,00 e della “palina di formato da mt. 0,70 x 1,00 e 1,00 x 1,00, con in più le 3 tipologie della “tabella” di formato da mt. 1,20 x 1,80, 1,40 x 2,00 e 3,00 x 3,00, dell’ “impianto su parere cieca” e dell’ “impianto su tetto o terrazzo”, stabiliti dall’art. 35 della Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP.

Secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “la quota degli impianti in area privata dovrà dividersi in pubblicità nei mercati, sulle edicole e pubblicità su suolo privato”.
Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate “Aequa Roma” avrebbe quantificato in 28.000 mq. circa la loro superficie complessiva. 

RAPPORTO TRA “CIRCUITI” E “LOTTI” 

Le suddette 5 macro distinzioni sulle tipologie degli impianti costituiscono un “unicum”: possono essere quindi accorpati fra di loro tutti gli impianti di proprietà privata su suolo pubblico, vale a dire i 60.000 mq. ca. di impianti privati su suolo pubblico ed i 3.000 mq. di impianti pubblicitari di servizio (paline con orologio e parapedonali).

I suddetti 63.000 mq. complessivi di impianti comunque privati su suolo pubblico vanno messi a gara con un massimo di 10 lotti, da prevedere in modo coerente in “circuiti” ognuno dei quali deve essere economicamente omogeneo.

L’obbligo di redigere i 15 Piani di Localizzazione per “circuiti” da concepire come “aree omogenee” in funzione dei futuri 10 lotti deriva dal combinato disposto tra l’ultimo comma dell’art. 29 della Normativa Tecnica del PRIP ed il 1° comma dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità che rimanda al 2° comma del precedente art. 7.

Ne deriva che gli impianti privati debbono essere suddivisi ed accorpati in “circuiti” (prima ancora che in “lotti”) che vanno tutti previsti in ognuno dei 15 Municipi. 

Sotto tale aspetto non appare molto conforme al dettato normativo e risulta addirittura contraddittorio il criterio dato secondo cui “ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti localizzati in più Municipi. Ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3X2; mt. 1,40X2 e mt. 1×1.”  

Sarebbe stato più corretto dire che “ogni lotto deve essere riferito ai circuiti di impianti localizzati in più Municipi” o meglio ancora che “ogni Piano di Localizzazione deve essere redatto in ‘circuiti’ costituti da impianti individuati nelle rispettive posizioni sul territorio anche in funzione della composizione dei futuri 10 lotti massimi previsti dal comma 1 Bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità. 

La prescrizione poi secondo cui “ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3X2; mt. 1,40X2 e mt. 1×1” appare contraddittoria perché sembra escludere gli impianti di formato diverso dai soli tre prescritti (come gli 1,20 x 1,80 e lo 0,70 x 1,00). 

Dovendo poi considerare che il “circuito” del bike sharing così come quello di tutti gli altri impianti di pubblica utilità è costituito esclusivamente dai due formati da mt. 1,20 x 1,80 e da mt. 3,20 x 2,40, che dovranno far parte di almeno due dei futuri 10 lotti, la suddetta prescrizione è stata contraddetta dalla precisazione che “i formati degli impianti per i lotti funzionali ai servizi di pubblica utilità sono esclusivamente mt. 1,20X1,80 e i mt. 3,20X1,40” [misura quest’ultima peraltro sbagliata perché è di 2,40]. 

I “circuiti” da prevedere in funzione dei futuri bandi di gara sono conseguentemente i seguenti.
circuito” per gli impianti di pubblica utilità, intesi chiaramente come servizio di bike sharing da una parte ed elementi di arredo urbano dall’altra parte.

L’obbligo di questo “circuito” generalizzato deriva dal combinato disposto tra l’ultimo comma degli artt. 15, 16, 17 e punto 5 dell’art. 35 della Normativa Tecnica del PRIP e la lettera lBis del 1° comma dell’art. 4 del Regolamento di Pubblicità che rimanda al successivo punto 3 della lettera F del 1° comma dell’art. 20.
Il suddetto “circuito” si disarticola poi nei due seguenti più specifici “circuiti”.

circuito dedicato al servizio di bike sharing” – Come già anticipato, secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “uno dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di Bíke Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio. Il lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq.”.

AI paragrafo 8.8.2 della relazione al PGTU del marzo 2014 è riportato quanto segue: “L’espansione punta a completare l’offerta nelle aree centrali della città, con una diffusione più capillare nel I Municipio, cercando contemporaneamente di ricucire le postazioni già presenti nel II Municipio (ex III), per poi giungere in prospettiva alla previsione contenuta nel Piano Quadro della Ciclabilità, che prevede una rete di 350 ciclostazioni.”

La superficie espositiva minima di 8.000 mq. è stata desunta con approssimazione dal bando voluto nel 2011 dall’allora Assessore all’ambiente Marco Visconti, che prevedeva di assegnare 1.500 mq. per 70 ciclostazioni: ne deriva che per assicurare un servizio di bike sharing per un numero di ciclostazioni di 5 volte superiore dovrebbe essere assegnata in proporzione come corrispettivo una superficie pubblicitaria pari a 7.500 mq. circa.

Riguardo alla distribuzione sul territorio dei suddetti 8.000 mq. va precisato che i formati da mt. 1,20 x 1,80 dovranno essere posizionati da “Aequa Roma” in prevalenza nel centro storico e nella città storica, collocando al di fuori della perimetrazione della delibera n. 609/1981 i formati da mt. 3,20 x 2,40: in tal modo verrà assicurata la prescritta “sostenibilità economica del servizio”.

circuito dedicato ad elementi di arredo urbano” – Come già anticipato, secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “un altro lotto, con una superficie espositiva di massimo 5.000 mq., deve essere destinato a finanziare servizi di pubblica utilità, quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, il servizio di pubbliche affissioni. È possibile prevedere anche ulteriori lotti destinati a servizi di pubblica utilità.

circuito cultura e spettacolo” – Come già anticipato, secondo il dispositivo della deliberazione n. 380/2014 “un altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2X2 distribuiti su tutti i Municipi”.

L’assegnazione esclusiva degli impianti di dimensioni di mt. 2,00 x 2,00 deriva dal dispositivo della deliberazione della Giunta Capitolina n. 116/2013 non abrogato dalla deliberazione della Giunta Capitolina n. 425/2013.

Da voci raccolte ma non ufficialmente confermate “Aequa Roma” prevede di destinare ad essi 5.000 mq. circa. 

circuito di tutti i rimanenti impianti di proprietà privata su suolo pubblico”, a cui destinare tutti i tipi e formati di impianti privati su suolo privato sopra descritti, nella quantità dei 50.000 mq. circa che rimangono dei complessivi 63.000 mq., una volta detratti da essi gli 8.000 mq. da riservare al bike sarin ed i 5.000 mq. da riservare agli elementi di arredo urbano, da assegnare anche con più bandi di gara, senza nessun servizio connesso, ma solo alla maggiore offerta fatta sul canone di concessione, da aggiungere al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).

Ai suddetti 3 “circuiti” relativi ai 63.000 mq. circa di impianti privati su suolo pubblico si aggiungono i seguenti due ulteriori “circuiti “ relativi invece ad impianti di proprietà del Comune.

circuito degli impianti SPQR” di proprietà comunale, il cui obbligo deriva dal combinato disposto tra l’ultimo comma dell’art. 21 della Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP ed il comma 5 Bis dell’art. 7 del Regolamento di Pubblicità che è coordinato con il comma 2 del successivo art. 21.

I 24.000 mq. circa dei complessivi 138.000 mq. stabiliti dal PRIP da destinare agli impianti SPQR sono da assegnare alle ditte pubblicitarie che hanno partecipato al riordino con un uno o più procedimenti di evidenza pubblica, senza nessun servizio connesso, ma solo alla maggiore offerta fatta sul canone di locazione, da aggiungere all’attuale canone di locazione che il nuovo Regolamento di Pubblicità ha equiparato al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).

circuito per pubbliche affissioni“ costituito da impianti esclusivamente di proprietà comunale e previsti in 19.000 mq. circa dei complessivi 138.000 mq. stabiliti dal PRIP.

LA NUOVA VESTE DEGLI IMPIANTI SPQR 

Con la deliberazione n. 380/2014 è stato altresì deliberato “di stabilire che, entro il 20 maggio 2015, tutti gli impianti SPQR, ivi compresi quelli già inseriti nella Nuova Banca Dati, devono essere installati o mantenuti sul territorio solo se presentano le caratteristiche dei progetti tipo di cui alla deliberazione G.C. n. 25/2010, allo scopo di proseguire in tutti i Municipi con l’azione di adeguamento già avviata con la deliberazione predetta.

Con la citata Deliberazione della Giunta Comunale n. 25 del 10 febbraio 2010 sono stati approvati i progetti-tipo per una serie di tipologie fra le quali gli “impianti di proprietà comunale da concedere in locazione a terzi – c.d. S.P.Q.R. – nelle dimensioni di m. 1 x 1 – m. 1 x 1,4 – m. 2 x 2 – m. 2,5 x 1,5 e m. 4 x 3, i cui progetti si allegano in atti sotto la lettera B”.

Riguardo alla data del prossimo 20 maggio entro cui deve essere compiuta “l’azione di adeguamento già avviata con la deliberazione predetta” è spiegata come dovuta, perché “in allineamento con le recenti pronunce del TAR in sede cautelare relative all’impugnazione delle deliberazioni dell’Assemblea Capitolina n. 49/2014 e n. 50/2014.

Al 20 maggio prossimo è stata infatti fissata l’udienza del TAR nel merito dei diversi ricorsi presentati.

IL NUOVO COLORE DA DARE ENTRO IL 20 MAGGIO 2015 A TUTTI GLI IMPIANTI DI ROMA 

Con la deliberazione n. 380/2014 è stato infine deliberato “di stabilire che, entro il 20.5.15, in applicazione dell’art. 19 comma 2 del Regolamento di Pubblicità (deliberazione A.C. 50/14) tutti gli impianti pubblicitari, sia SPQR che di proprietà privati, già inseriti nella Nuova Banca Dati e mantenuti sul territorio ai sensi dell’art. 34 comma 9 del Regolamento di Pubblicità devono presentare la caratteristica tecnica del colore grigio antracite RAL 7016 Pantone 3305, allo scopo di assicurare uniformità tra gli impianti installati sul territorio e migliorarne l’impatto visivo complessivo nonché l’inserimento nel contesto urbano.

************************

Non posso in conclusione non prendere atto con soddisfazione che la Giunta Capitolina ai fini di una corretta redazione dei 15 Piani di Localizzazione ha dettato dei criteri che per buona parte ho contribuito a definire. 
Sarebbe molto opportuno che ora la Giunta Capitolina, in attesa della consegna del lavoro affidato ad “Aequa Roma”, non rimanga con le mani in mano e predisponga per tempo tutti gli adempimenti necessari per passare alla terza ed ultima fase di attuazione del PRIP, che è quella relativa alla assegnazione della 1° gestione decennale di tutti gli impianti individuati dai Piani di Localizzazione tramite bandi di gara, di cui è bene che prepari fin d’ora il testo. 
È altresì opportuno che definisca quanto prima i criteri con cui assegnare le concessioni degli impianti SPQR, previsti dal comma 5 Bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

venerdì 23 gennaio 2015

L’Assessore Stefano Zuppello intende chiedere la rimozione di tutti gli impianti “senza scheda” ancora installati nel territorio del XIII Municipio

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/lassessore-stefano-zuppello-intende-chiedere-la-rimozione-degli-impianti-senza-scheda-accertati-nel-territorio-del-xiii-municipio/


Su questo sito il 6 novembre 2014 ho pubblicato un articolo dal titolo “La rimozione dei 138 impianti pubblicitari senza scheda selezionati da VAS nel XIII Municipio”, in cui ho riportato l’elenco degli impianti senza scheda che ricadono nel territorio del suddetto Municipio e che avevo selezionato ad uno ad uno dall’elenco pubblicato sul sito del Comune (aggiornato al 30 settembre 2014): davo notizia di averlo trasmesso all’Assessore alle Attività Produttive del XIII Municipio, Stefano Zuppello (http://www.vasroma.it/la-rimozione-dei-138-impianti-pubblicitari-senza-scheda-selezionati-da-vas-nel-xiii-municipio/).

Immagine.Stefano Zuppello.0
Stefano Zuppello

Con nota prot. n. 117094 del 3 dicembre 2014 l’Assessore Stefano Zuppello ha trasmesso il suddetto elenco al Comandante del XIII Gruppo Aurelio del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, dott. Giuseppe Bracci, con la richiesta di farne oggetto di un monitoraggio che permetta di “avere contezza di quelli che sono stati già rimossi, di quelli che sono stati già oggetto di accertamento tramite VAV e di quelli che per differenza debbano essere sanzionati”.

 Immagine.Lettera di Zuppello

Una volta ricevuta la risposta del XIII Gruppo Aurelio, l’Assessore Zuppello ha voluto effettuare con me un riscontro puntuale del monitoraggio effettuato da cui sono emerse nel dettaglio le seguenti conclusioni.
Il XIII Gruppo Aurelio del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale ha monitorato i 138 impianti da me selezionati, escludendone 10 perché ricadenti del territorio di competenza del I Gruppo Trevi (n. 1), del XIV Gruppo Monte Mario (n. 6) e del XII Gruppo Monteverde (ex XVI) (n. 3) ed un ulteriore impianto perché non è classificato fra quelli “senza scheda”.

Dei 127 impianti rimanenti, 2 non sono stati trovati e 4 non risultano essere stati monitorati.

Dei 121 impianti monitorati 95 (pari al 79%) risultano essere stati rimossi, mentre 26 sono i rimanenti impianti tuttora installati sul territorio, tutti sanzionati nel 2014, 18 dei quali dal Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (GSSU).

In attesa di poter costituire l’apposito nucleo di vigilanza previsto dal 1° comma dell’art. 32 del nuovo Regolamento di Pubblicità e di dare concreta applicazione al successivo 2° comma, l’Assessore Stefano Zuppello intende chiedere all’Assessore per Roma Produttiva Marta Leonori di voler provvedere alla più sollecita rimozione di tutti i suddetti 26 impianti, per ripristinare il decoro che spetta al territorio del XIII Municipio e per impedire che si continui a sfruttare una pubblicità del tutto illecita.

A tal ultimo riguardo, nella eventualità che non siano disponibili nell’immediato i fondi necessari per anticipare le spese occorrenti per le suddette 26 rimozioni forzate d’ufficio, l’Assessore Zuppello intende anche chiedere di reperire almeno i fondi sufficienti ad assicurare la copertura immediata della pubblicità irregolare, così come previsto dal 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento di Pubblicità.

In occasione dell’incontro ho fatto presente all’Assessore Stefano che i 127 cartelloni selezionati non sono tutti gli impianti pubblicitari “senza scheda” che sono stati installati nel XIII Municipio, perché ad essi si devono aggiungere gli impianti delle ditte dichiarate che sono state dichiarate decadute in forza della deliberazione della Giunta Capitolina n. 425/2013 e che avevo nel frattempo selezionato dall’ultimo elenco pubblicato sul sito del Comune (aggiornato al 22 dicembre 2014).

Sono le seguenti:
  • la ODP Pubblicità (0079);
  • Iris Mobili (0109);
  • Ruzza Maria Elena (0113);
  • Panoramica Balduina (0117);
  • Pratiko (0120);
  • The Media Company Group (0125);
  • C.T. Valentini C ircolo Tennis (0127);
  • Media Poster Company (129);
  • Ottica Ellegi di Camponeschi (0131);
  • Angial Srl di Lancioni Alessandro (0140);
  • BCS Studio (0145);
  • A.P. Media (0148);
  • Farmacia Eredi Dr.ssa Laura Maria Vittoria del dott. Vincenzo Crimi(0158);
  • Atlas Coelestis (0163);
  • Euro Futura (0168);
  • Masotti Paolo (170);
  • Top Event.s Sas di Franciolli Marcello (0176);
  • Albergo Colosseo (0399);
  • MA. Snc di Giuliani G. e Girolami M. (già DIMA Sdf) (0436);
  • Vidion (0448).
Ho fatto presnete all’Assessore Zuppello che nella Nuova Banca Dati sono registrati tutti i singoli impianti “senza scheda” di proprietà delle suddette ditte e che il XIII Gruppo Aurelio ha accesso alla Nuova Banca Dati, per cui può quindi individuare tutti gli ulteriori impianti “senza scheda” ricadenti nel territorio del XIII Municipio, oltre quelli già monitorati, per consentire al Municipio stesso di pretendere la rimozione di tutti quelli che risultassero ancora installati sul territorio.

L’Assessore Stefano Zuppello si è ripromesso di chiedere al Comandante Giuseppe Bracci questo ulteriore monitoraggio.

Sarebbe molto opportuno che facessero altrettanto anche tutti gli altri 14 Municipi. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

martedì 20 gennaio 2015

È comparsa una nuova ditta pubblicitaria sul mercato di Roma

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/e-comparsa-una-nuova-ditta-pubblicitaria-sul-mercato-di-roma/


Su questo stesso sito il 12 gennaio 2015 ho pubblicato un articolo dal titolo “Si sta effettuando a Roma la rimozione di tutti gli impianti pubblicitari della ditta P.E.S.”(http://www.vasroma.it/si-sta-effettuando-a-roma-la-rimozione-di-tutti-gli-impianti-pubblicitari-della-ditta-p-e-s/#more-14533).
Alla iniziata rimozione degli impianti P.E.S. era stato precedentemente dedicato un articolo pubblicato il 9 gennaio 2015 sul sito “Basta Cartelloni”(http://www.bastacartelloni.it/2015/01/iniziata-la-rimozione-degli-impianti.html).

Lo stesso giorno un amico della associazione “Basta Cartelloni-Francesco Fiori” mi ha fatto presente che “molti cartelloni, sia 4×3 che 2×2, sono stati rilevati da un’altra società che li sta ristrutturando con la nuova sigla ‘One Billboard” e mi ha chiesto se avessi “notizie di un procedimento analogo a quello che ha portato la SCI a subentrare nella gestione degli impianti esterni alle ferrovie.

Il giorno successivo, 10 gennaio, gli ho risposto che doveva dimostrarmi anche la provenienza certa dalla PES, che si può desumere solo se il codice identificativo della “One Billboard” é 0006, vale a dire lo stesso con cui era registrata la PES nella Nuova Banca Dati: il verbo passato è d’obbligo perché con Determinazione Dirigenziale n° 36474 del 28.5.2014 il dott. Francesco Paciello ha dichiarato decaduta questa società fallita.

Gli ho fatto presente che se invece trovava targhette con un diverso numero di codice identificativo, doveva allora verificare se risulta registrato nella Nuova Banca Dati aggiornata al 22 dicembre 2014: differentemente è del tutto inventato e va denunciato.
Il 13 gennaio 2015 l’amico di “Basta Cartelloni-Francesco Fiori” mi ha fatto sapere di avere già intravisto due di questi impianti secondo lui della “One Billboard”, di cui uno a Piazza San Giovanni di Dio, riportato peraltro in un articolo pubblicato il 30 dicembre 2014 sul sito di “Basta Cartelloni” (http://www.bastacartelloni.it/2014/12/bike-sharing-toilette-cultura-e.html).

 Immagine.Impianto IGA in piazza S. Giovanni di Dio
Sulla cimasa in alto a destra a fianco del numero assegnato all’impianto
figura la scritta “one” ma prima di essa anche la scritta “IGA”

Mi ha contestualmente trasmesso le foto dei tre seguenti impianti secondo lui della PES, per il colore verde della cornice, rilevati dalla “One Billboard” ma con il codice identificativo n. 0070 con cui nella Nuova Banca Dati è registrata invece la “Pubbliemme Pubblicità” che ha però la P.E.S. come consociata.

1 – Impianto bifacciale di mt. 4 x 3 installato in piazza Pio XI sul raccordo a senso unico che da via Gregorio VII permette di immettersi su via Anastasio II.

 Immagine.Impianto IGA in piazza Pio XI
Piazza Pio XI

 Immagine.Targhetta impianto in piazza Pio XI
Targhetta dell’impianto con il numero di codice identificativo attribuito ora alla “Pubbliemme Pubblicità”

L’impianto in questione è stato da me segnalato ccome impianto P.E.S., assieme a tutti gli altri imoianti installati su piazza Pio XI, con un messaggio di posta elettronica trasmesso il 28 maggio 2011.

 Immagine.Impianto PES in piazza Pio XI
Foto scattata a maggio del 2011 che lascia vedere dalla cimasa in alto a destra
che l’impianto pubblicitario era all’epoca della P.E.S.

 Immagine.Impianto PES in piazza Pio XI nel 2012
Foto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere
come nel 2012 l’impianto fosse ancora della P.E.S.

Appare evidente quindi che dal 2012 ad oggi l’impianto è passato di proprietà alla “Pubbliemme Pubblicità”. 

A conferma di un avvenuto passaggio di proprietà l’amico di “Basta Cartelloni” mi ha trasmesso la foto del particolare della cimasa in alto a destra, che lascia vedere come sia stata cancellata la scritta della P.E.S. per mettere al suo posto la scritta “One” ed il numero 581 assegnato a questo impianto.

 Immagine.Cimasa impianto ex PES in piazza Pio XI. png

La foto lascia vedere una scritta in rosso illeggibile sotto la scritta “one”: si presume che sia la scritta “billboard” che in inglese significa per l’appunto cartellone e che abbinata alla parola “one” potrebbe voler indicare il numero 581 assegnato a quest’unico cartellone.

2 – Impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 installato in Largo Cardinal Ferrata (incrocio Aurelia Antica-Leone XIII).

 Immagine.Impianto IGA in via Urbano II

Anche questo impianto ha una cimasa in alto a destra che a fianco del numero assegnato all’impianto ha la scritta “one”: ma sul lato opposto in alto a sinistra porta anche una targhetta con la scritta “IGA.

3 – Impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 installato in via UrbanoII – Circonvallazione Cornelia (vicino il Parco del Pineto) con il numero di codice identificativo 0070 della Pubbliemme Pubblicità.

Immagine.Impianto IGA in via Urbano II.0  

Anche questo impianto ha in alto a sinistra una targhetta con la scritta “IGA”.

Immagine.logo IGA

Navigando in Internet sono venuto a sapere che esiste una S.r.l. “Impianti Gestione Affissioni”  (I.G.A.) ma con sede a Firenze, nei confronti della quale ha fra l’altro fatto ricorso il curatore fallimentare della PES sia nel ricorso al TAR che in quello al Consiglio di Stato: la circostanza sta a significare che entrambi i ricorsi (poi persi) sono stati notificati anche alla IGA in quanto società cointeressata. 

Da informazioni avute successivamente sono venuto a sapere che: 
- le rimozioni degli impianti della P.E.S. sono iniziate da fine novembre-inizi di dicembre del 2014;
- sono rimasti da rimuovere circa 400-450 impianti della P.E.S.;
- la I.G.A. ha rilevato tutti gli impianti della P.E.S. come ferro vecchio, aggiudicandosi presumibilmente la vendita all’incanto; 
- la I.G.A. ha rilevato anche la “Pubbliemme Pubblicità” ed è tuttora in corso il procedimento di voltura sulla richiesta di subentro e registrazione in Banca Dati. 

In conclusione è comparsa di fatto una nuova ditta pubblicitaria sul mercato di Roma, anche se formalmente deve essere ancora registrata come tale nella Nuova Banca Dati.
  
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

venerdì 16 gennaio 2015

Attuazione del PRIP: l’Assessore Leonori anticipa i contenuti della deliberazione con cui la Giunta Capitolina ha dato l’incarico della redazione dei Piani di Localizzazione

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/attuazione-del-prip-lassessore-leonori-anticipa-i-contenuti-della-deliberazione-con-cui-la-giunta-capitolina-ha-dato-lincarico-della-redazione-dei-piani-di-localizzazione/


Sulla cronaca di Roma del quotidiano “La Repubblica” del 14 gennaio 2015 è stata pubblicata la seguente intervista che la giornalista Giulia Cerasi ha fatto all’Assessore Marta Leonori.

 Immagine.La Repubblioca del 14 gennaio 2014

Lo stesso giorno l’articolo è stato pubblicato anche sul sito web dello stesso quotidiano (http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/01/14/news/leonori_e_contro_cartellopoli_arrivano_gli_impianti_col_gps-104921092/). 

L’Assessore fa sapere che “il 30 dicembre la giunta ha affidato ad Aequa Roma il compito di realizzare, entro tre mesi, i cosiddetti piani di localizzazione”, confermando quanto avevo riportato in questo stesso sito proprio quel giorno (vedi http://www.vasroma.it/prip-la-giunta-capitolina-ha-approvato-la-delibera-di-incarico-per-la-redazione-dei-piani-di-localizzazione/#more-14274).

Ma la deliberazione non è stata a tutt’oggi ancora pubblicata on line sul sito del Comune di Roma.

A tutto il 12 gennaio scorso sul sito web del Comune di Roma figuravano le deliberazioni della Giunta Capitolina approvate fino al 15 dicembre dell’anno scorso: il 12 gennaio è stato fatto un aggiornamento  che è arrivato a pubblicare fino alla deliberazione n. 393 del 30 dicembre 2014 relativa alla adozione dello schema di programma triennale dei LL. PP. 2015-2017.

Se ci sono voluti la bellezza di 27 giorni per fare un aggiornamento, c’è da chiedersi se bisogna allora aspettare un altro mese circa per vedere finalmente pubblicata questa benedetta delibera e conoscere soprattutto i criteri che la Giunta Capitolina ha ufficialmente dettato alla S.p.A. “Aequa Roma” per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione. 

Nell’intervista rilasciata a “La Repubblica” l’Assessore Leonori ne anticipa i contenuti che intendo valutare riportando di seguito isolatamente in grassetto di colore blu le singole risposte date nell’intervista, per portare in corrispondenza di ognuna di esse un mio commento.

Tengo a precisare che i commenti che riporto in grassetto di colore rosso e che hanno per lo più il carattere della puntualizzazione (talora anche fin troppo cavillosa) non vogliono essere di certo un appunto o addirittura una contestazione di quanto dichiarato dall’Assessore Leonori, ma hanno semplicemente la dichiarata finalità di dare in particolare a chi legge e soprattutto ai meno addetti ai lavori un maggiore chiarimento sulle questioni man mano affrontate dall’Assessore, finalizzato ad evitare possibili equivoci se non interpretazioni sbagliate.

DOPO vent’anni, anche a Roma è stato approvato il Piano regolatore degli impianti pubblicitari (Prip), che ha ridisegnato i criteri per la presenza dei cartelloni su strade e piazze. Ora, grazie ai piani di localizzazione che saranno redatti entro marzo e alla gara che sarà indetta entro settembre, riporteremo finalmente il decoro in città“. A tracciare la road map per mettere fine alla “cartellopoli” capitolina è l’assessore al Commercio, Marta Leonori.

L’assessore parla di “piani di localizzazione che saranno redatti entro marzo”, facendo così sapere che la deliberazione della Giunta Capitolina dovrebbe aver dato 90 giorni di tempo entro cui finire di redigere i 15 Piani di Localizzazione e non entro cui approvarli definitivamente. 
L’art. 32 della normativa tecnica di attuazione del PRIP, approvata con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014 , è relativo alla “Approvazione dei piani di localizzazione” e prevede:
  • la pubblicazione on line degli elaborati di tutti i Piani di Localizzazione così come adottati dalla Giunta Capitolina dopo la avvenuta loro redazione da parte di “Aequa Roma” e conseguente consegna entro il prossimo mese di marzo;
  • la presentazione di “contributi partecipativi (osservazioni, istanze, proposte) da parte di chiunque ne abbia interesse;
  • l’espressione del “parere” di competenza da parte dei Consigli dei 15 Municipi di Roma;
  • le controdeduzioni e la contestuale approvazione dei 15 Piani di Localizzazione da parte della Giunta Capitolina. 
Ne deriva che l’approvazione definitiva dei 15 Piani di Localizzazione dovrebbe avvenire tutt’al più entro il prossimo mese di maggio, vale a dire 2 mesi dopo la loro adozione. 
L’assessore parla anche di una “gara che sarà indetta entro settembre”. 

Faccio anzitutto presente ai non addetti ai lavori che non ci sarà una sola “gara”, dal momento che il comma 1 Bis dell’art. 7 del nuovo “Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni”, così come approvato con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, stabilisce che “il territorio capitolino viene suddiviso in massimo 10 lotti” e che quindi dovrebbero esserci al massimo 10 “gare” e comunque non una sola gara. 

Metto in evidenza in secondo luogo che i bandi di gara possono e debbono essere indetti subito dopo l’approvazione definitiva dei 15 Piani di Localizzazione, che come da me poco sopra calcolato dovrebbe avvenire entro la fine del mese di maggio, per cui non si capiscono le ragioni per cui i futuri bandi di gara dovrebbero essere indetti a settembre, vale a dire con 3-4 mesi di ritardo. 
Questa considerazione non è di secondaria importanza se si vuole entrare a regime entro quest’anno: a tal riguardo si deve tener conto infatti che i bandi di gare, specie per il servizio di Bike Sharing, saranno a livello internazionale e che il tempo che occorre per espletarli (dalla pubblicazione alla aggiudicazione) è mediamente di 6 mesi, per cui si può sicuramente entrare a regime se verranno pubblicati al massimo entro la metà del prossimo mese di giugno e non certo a settembre.  

Assessore, l’Aula ha approvato il Prip in luglio, cosa è stato fatto da allora?
Il 30 dicembre la giunta ha affidato ad Aequa Roma il compito di realizzare, entro tre mesi, i cosiddetti piani di localizzazione, vale a dire una mappa municipio per municipio, strada per strada, di quanti e quali impianti potranno essere installati. A fine anno, infatti, sono scadute le concessioni degli attuali cartelloni, che per la prima volta non saranno prorogate ma messe a gara“. 

Il 9° comma dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità ha stabilito che “gli impianti riconducibili alla procedura di riordino, già riconosciuti come validi nella Nuova Banca Dati, permangono sul territorio fino al 31/12/2014, senza possibilità di rinnovo o rilascio di nuove autorizzazioni, e comunque non oltre l’esito delle procedure di gara conseguenti alla redazione dei piani di localizzazione”. 

Ne deriva che “le concessioni degli attuali cartelloni” del riordino sono effettivamente scadute il 31 dicembre del 2014, ma sono state però anche prorogate fino all’espletamento “delle procedure di gara conseguenti alla redazione dei piani di localizzazione”, che quindi avverrà dopo l’indizione dei bandi di gara, vale a dire dopo il prossimo mese di settembre: ne deriva che fino a tale data tutti gli impianti pubblicitari facenti parte della procedura di “riordino” permangono sul territorio di Roma. 

L’Assessore parla di “concessioni degli attuali cartelloni, che per la prima volta … saranno … messe a gara“. 

Al riguardo debbo solo puntualizzare che ad essere messe a gara non saranno le concessioni degli impianti del “riordino”, ma il rilascio delle concessioni relative ai futuri nuovi impianti pubblicitari da installare nel numero e soprattutto nelle posizioni individuate sul territorio di ogni Municipio dai 15 Piani di Localizzazione: a conferma viene l’ultimo periodo del 9° comma dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità che dispone che “non si procede al rilascio dei singoli atti autorizzatori relativamente agli impianti predetti”. 

Quali impianti saranno permessi?
Intanto la superficie diminuirà dagli attuali 224mila metri quadrati a non più di 138mila. La delibera prevede poi 5 diversi tipi di impianti: quelli per pubbliche affissioni, di cui il 10% sarà destinato alla comunicazione politico-sindacale; gli Spqr; quelli di servizio, con una quota destinata ai municipi; quelli privati in area pubblica, divisi in lotti destinati anche al bike sharing, ai servizi di pubblica utilità e al circuito cultura e spettacolo; e quelli privati in area privata, in cui è prevista anche la pubblicità nei mercati e sulle edicole“.

Preciso anzitutto che i 138.000 mq. di superficie espositiva complessiva a cui il PRIP è ora sceso rispetto agli iniziali 162.500 mq., dopo che la S.p.A. “Aequa Roma” ha corretto gli errori materiali da me rilevati, sono comprensivi anche della superficie espositiva riservata agli impianti privati in area privata. 
L’Assessore afferma che “La delibera prevede poi 5 diversi tipi di impianti”, che corrispondono esattamente alle 5 “macrodistinzioni” da me fatte nell’articolo pubblicato l’8 gennaio 2015 su questo stesso sito dal titolo “PRIP: la redazione per “circuiti” dei 15 Piani di Localizzazione” (http://www.vasroma.it/prip-la-redazione-per-circuiti-dei-15-piani-di-localizzazione/ 

Rispetto al mio articolo l’Assessore Leonori precisa che:
  • il 10% degli impianti per pubbliche affissioni “sarà destinato alla comunicazione politico-sindacale”;
  • una quota degli impianti di servizio (paline con orologio e parapedonali) sarà “destinata ai municipi”;
  • gli impianti privati in area pubblica saranno “divisi in lotti destinati anche al bike sharing, ai servizi di pubblica utilità e al circuito cultura e spettacolo”, lasciando presupporre gli stessi 3 specifici “circuiti” da me indicati nell’articolo sopra richiamato;
  • la “pubblicità nei mercati e sulle edicole” sarà prevista anche per “gli impianti in area privata”, oltre che ovviamente per quelli in area pubblica.
La delibera prevede che i cartelloni siano tutti uguali?
Una commissione sta lavorando per definire un’estetica unica. Ogni cartellone sarà inoltre dotato di un sistema che ne permetterà la geolocalizzazione e quindi anche il controllo, da parte sia del Comune che dei cittadini, tramite internet o con un’app. Oltre alla scheda della singola installazione, si potrà capire chi è la società concessionaria, se è in regola con i pagamenti, ma anche segnalare eventuali rotture. Con aumento della trasparenza e diminuzione dell’abusivismo“.

A più riprese l’Assessore Leonori si è dichiarata contraria alla attuale forma degli impianti, così come illustrati nelle sintetiche schede tecniche allegate alle norme di attuazione del PRIP: vengo ora a sapere che ha voluto costituire una apposita commissione per definire un’estetica unica che presumibilmente imporrà in tutti i futuri bandi di gara.  

Quanto alla “geolocalizzazione” di cui sarà dotato ogni futuro impianto faccio presente che l’articolo pubblicato su “La Repubblica” ha il seguente titolo: “Leonori: “ E contro Cartellopoli arrivano gli impianti col Gps”. 

Il Sistema di Posizionamento Globale (in inglese: Global Positioning System, abbreviato GPS, a sua volta abbreviazione di NAVSTAR GPS, acronimo di NAVigation Satellite Timing And Ranging Global Positioning System o di NAVigation Signal Timing And Ranging Global Position System) è un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile che, attraverso una rete satellitare dedicata di satelliti artificiali in orbita, fornisce ad un terminale mobile o ricevitore GPS informazioni sulle sue coordinate geografiche ed orario, in ogni condizione meteorologica, ovunque sulla Terra. 

L’eventuale utilizzo del GPS è stato previsto già dalla fine del 2011 quando la Commissione Commercio presieduta all’epoca da Ugo Cassone ha approvato un maxi-emendamento che prevedeva fra l’altro la seguente disposizione: “A partire dal 01/01/2012 verranno studiate procedure tecnologiche per il controllo elettronico satellitare degli impianti sul territorio”. 
A novembre del 2012 la stessa Commissione Commercio ha approvato un nuovo emendamento sostitutivo di quello dell’anno prima che fra l’altro conteneva la seguente disposizione: “Entro il ….. i titolari di impianti per la pubblicità e le pubbliche affissioni esistenti sul territorio di Roma Capitale dovranno dotare a propria cura e spese ogni impianto di un supporto elettronico che ne consenta la immediata identificazione sul territorio. Sarà inoltre onere del titolare dell’impianto stesso mantenere il supporto elettronico in perfetto stato di funzionamento e di manutenzione. 
Ma il riferimento che fa oggi l’Assessore Leonori ad un “controllo, da parte sia del Comune che dei cittadini, tramite internet o con un’app” lascia chiaramente intendere che si sta parlando di WebGis, vale a dire di sistemi informativi geografici (GIS) pubblicati su web

Un WebGIS è quindi l’estensione al web degli applicativi nati e sviluppati per gestire la cartografia numerica: un progetto WebGIS si distingue quindi da un progetto GIS per le specifiche finalità di comunicazione e di condivisione delle informazioni con altri utenti.

Gli esempi più noti di WebGIS sono gli applicativi web per la localizzazione cartografica, gli stradari oppure gli atlanti on-line. Le applicazioni WebGIS sono utilizzabili attraverso i browser internet, talvolta con l’impiego di specifici plugin, oppure per mezzo di software distinti come Google Earth.
Altri esempi tipici di applicazioni GIS pubblicate in versione WebGIS sono i sistemi informativi territoriali (SIT) delle Regioni e di diversi Comuni: questi rendono accessibili ai cittadini informazioni di carattere ambientale, urbanistico, territoriale offendo una navigazione su base cartografica delle stesse.

Si passa così dal concetto di “geolocalizzazione” al concetto di “georeferenziazione” con cui si intende l’attribuzione a un dato di un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica, che va quindi oltre la mera posizione sul territorio di ogni impianto pubblicitario. 

A tal ultimo riguardo c’è da sapere che fin dal 2009, data dell’incarico di redigere il PRIP, la S.p.A. “Aequa Roma” si è avvalsa della collaborazione della DeA società di ingegneria Srl, in breve DeAssociati, che è una società di ingegneria specializzata nella ricerca, nella consulenza e nella progettazione in campo urbano e territoriale, ma che opera anche nell’ambito dei sistemi informativi territoriali. 

In tale ambito, come si evince dal suo sito, la DEA Associati ha elaborato la “progettazione di un sistema informativo territoriale esteso all’intero territorio del comune di Roma per la gestione del piano regolatore dell’impiantistica pubblicitaria”, con la “realizzazione dei layer relativi ai vincoli paesaggistici, alla disciplina urbanistica e alla rete stradale”, precisando che “il Gis permette la pianificazione dei nuovi impianti pubblicitari e il controllo e la gestione di quelli esistenti, anche per contrastare l’abusivismo”.  

In pratica il sistema WebGis che sta utilizzando la S.p.A. “Aequa Roma” consente di effettuare la pianificazione dei 15 Piani di Localizzazione corredando ogni posizione individuata per installarvi tutti i futuri impianti pubblicitari (da mettere a gara) di un meccanismo che consente la “gestione” in tutti i sensi di ogni singolo futuro impianto (dalla concessione che lo autorizza, alla regolarità dei pagamenti dei CIP, ecc. ecc.). 

In questo senso è fortemente riduttivo immaginare il sistema WebGps soltanto come un mezzo per combattere l’abusivismo, considerato che una volta arrivati a regime sparirà del tutto la caotica “cartellopoli” in cui ancora versa la città di Roma e che giustificava fin tanto che rimaneva tale e quale l’uso del GPS per combattere un abusivismo, che una volta a regime scomparirà invece definitivamente.

Varie ditte pubblicitarie hanno però fatto ricorso al Tar contro il nuovo Prip, non ha paura di uno stallo o di uno stop definitivo?
Il Tar per ora ha concesso solo più tempo alle ditte per riconvertire i cartelloni 4×3 in 3×2, anche se già il 60% circa è stato sostituito dalle stesse società. In attesa che i giudici si pronuncino il 20 maggio, abbiamo stabilito una moratoria di 180 giorni per la ricollocazione e l’adeguamento dei vecchi impianti secondo le regole del Prip e abbiamo sospeso la sperimentazione prevista per viale dell’Oceano Pacifico. Quanto ai contenuti, stiamo predisponendo un accordo con l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che monitorerà i messaggi e dirimerà le controversie“.

Su questo stesso sito il 13 gennaio 2015 ho pubblicato un articolo dal titolo “La controversa questione della data da cui dovrebbe decorrere la conversione di tutti gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3”, che si chiudeva nel seguente modo: “Dal momento che anche da prima del 1 gennaio 2015 stanno imperversando in tutta Roma riconversione di impianti di mt. 4 x 3 in impianti di mt. 3 x 2, sarebbe più che opportuno che il Comune precisi ufficialmente se queste operazioni sono legittimate oppure no dall’Ordinanza del TAR, precisando anche e soprattutto che ogni impianti di mt. 4 x 3 può essere convertito in un solo impianto di mt. 3 x 2, perdendo conseguentemente i rimanenti 6 mq. di superficie espositiva.” (http://www.vasroma.it/la-controversa-questione-della-data-da-cui-dovrebbe-decorrere-la-rimozione-conversione-di-tutti-gli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x-3/#more-14598) 

Con la suddetta risposta l’Assessore Leonori ha fatto capire che interpreta l’Ordinanza del TAR del Lazio nel senso che avrebbe prorogato fino al prossimo 20 maggio la scadenza del 31 gennaio 2015., calcolata dal dott. Francesco Paciello, e non la decorrenza invece del 1 gennaio 2015 prevista nel 1° comma della’rt. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità. 

Per di più al riguardo mi è stato dato nel frattempo un chiarimento secondo il quale la decorrenza del 1 gennaio 2015 riportata nel testo del 1° comma dell’art. 34 non sarebbe riferita agli impianti di mt. 4 x 3, ma soltanto agli impianti di dimensioni superiori ai 12 mq., di cui fa espresso divieto la lettera b) del 2° comma dell’art. 4 del nuovo Regolamento di Pubblicità. 

Mi sento di obiettare al riguardo che la Seconda Sezione del TAR del Lazio parla espressamente di “fissazione al 1° gennaio 2015 del termine per la conversione degli impianti pubblicitari in formato 4×3” e che ad ogni modo, pur restando fermo il divieto imposto dall’art. 4 soltanto per gli impianti di formato superiore ai mt. 4 x 3, il testo del 1° comma del successivo art. 34 parla testualmente di “formati di dimensioni UGUALI o superiori a quelli di cui all’art. 4 comma 2 lett. b)”. 
Quale che sia la giusta “interpretazione” del dettato dell’Ordinanza del TAR del Lazio, mi sta più che bene la conversione di tutti gli impianti di mt. 4 x 3 se intesa che può essere effettuata come da me auspicato “in un solo impianto di mt. 3 x 2, perdendo conseguentemente i rimanenti 6 mq. di superficie espositiva”, perché a parità di numero di impianti che rimane sul territorio si viene però a dimezzare addirittura l’impatto ambientale e visivo sull’intera città di Roma. 

La conversione degli impianti di mt. 4 x 3 è però anche vantaggiosa per le ditte pubblicitarie. 
Su questo stesso sito il 17 novembre 2014 ho pubblicato un articolo dal titolo “La convenienza economica per le ditte pubblicitarie e non certo per il Comune di convertire ogni loro impianto di mt. 4 x 3 in due impianti di mt. 3 x 2”, in cui dimostravo quanto ogni ditta viene a risparmiare con una riconversione in 2 impianti di mt. 3 x 2. (http://www.vasroma.it/la-convenienza-economica-per-le-ditte-pubblicitarie-e-non-certo-per-il-comune-di-convertire-ogni-loro-impianto-di-mt-4-x-3-in-due-impianti-di-mt-3-x-2/#more-12784) 

Se ora mi è stato chiarito che ogni impianto di mt. 4 x 3 può essere convertito soltanto in un impianto di mt. 3 x 2, si viene allora a raddoppiare il risparmio delle ditte pubblicitarie, mentre per contro il Comune di Roma per l’anno 2015 subisce una minore entrata proveniente ai CIP di questi impianti convertiti. 

L’Assessore Leonori fa sapere inoltre di avere stabilito con la Giunta Capitolina una “moratoria di 180 giorni per la ricollocazione e l’adeguamento dei vecchi impianti secondo le regole del Prip”. 

Apprendo con estrema soddisfazione questa decisione, che considero anche una mia personale vittoria, anche se tardiva, dal momento che con Nota VAS prot. n. 24 del 5 dicembre 2013 avevo fatto richiesta di sospendere ogni spostamento degli impianti pubblicitari installati a Roma, facendone anche oggetto di un apposito articolo pubblicato il 6 dicembre 2013 su questo stesso sito (http://www.vasroma.it/vas-chiede-al-sindaco-la-sospensione-di-ogni-spostamento-degli-impianti-pubblicitari-installati-a-roma/). 

Si pone al riguardo lo stesso problema da me sollevato all’inizio di questo articolo riguardo al fatto che la deliberazione della Giunta Capitolina non è stata a tutt’oggi ancora pubblicata on line sul sito del Comune di Roma, per cui viene da chiedersi se i 180 giorni di moratoria decorrono dalla data di approvazione della suddetta delibera (30 dicembre 2014) o dalla data della sua pubblicazione on line (quasi un mese dopo).

L’Assessore Leonori fa sapere infine di avere “sospeso la sperimentazione prevista per viale dell’Oceano Pacifico”, altra notizia che apprendo con estrema soddisfazione perché ritengo di avere modestamente contribuito a far prendere questa decisione con la seguente serie di miei articoli dedicati all’argomento che sono stati pubblicati su questo sito:

Dal momento che la suddetta “sperimentazione” di Viale dell’Oceano Indiano è stata avviata dal dott. Francesco Paciello con Nota prot. n. QH 83458 del 5 dicembre 2014, debbo presumere che in questo frattempo l’Assessore Leonori abbia dato incarico al dott. Paciello di comunicare alle ditte pubblicitarie interessate la sospensione di questo “intervento di riqualificazione”, osteggiato non solo da VAS, ma anche da Basta Cartelloni (http://www.bastacartelloni.it/2014/12/la-strana-storia-dei-cartelloni-di-via.html) e dal blog Roma fa schifo“(http://www.romafaschifo.com/2014/12/finira-mai-lo-scandalo-cartellopoli.html) 

Mi aspetto quindi che l’Assessore Leonori incarichi il dott. Francesco Paciello di comunicare anche alle suddette associazioni l’avvenuta sospensione di questo inopportuno “intervento di riqualificazione di viale dell’Oceano Indiano”. 

Mi aspetto infine che quanto prima sia pubblicata on line la deliberazione della Giunta Capitolina per verificare non tanto ciò che ha anticipato l’Assessore Marta Leonori, che non è certo in discussione, quanto le singole quantità di superficie espositiva complessiva espressa in mq. che sono state assegnate soprattutto ad ognuno dei 6 “circuiti” che ho illustrato nell’articolo pubblicato su questo sito l’8 gennaio 2015. (http://www.vasroma.it/prip-la-redazione-per-circuiti-dei-15-piani-di-localizzazione/)

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)