martedì 31 marzo 2015

Non è stato approvato l’emendamento del M5S sull’accantonamento delle sanzioni degli impianti pubblicitari abusivi nel bilancio di previsione per l’anno 2015

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/non-e-stato-approvato-lemendamento-del-m5s-sullaccantonamento-delle-sanzioni-degli-impianti-pubblicitari-abusivi-nel-bilancio-di-previsione-per-lanno-2015/


Su questo stesso sito il 16 marzo 2015 ho pubblicato un articolo dal titolo “L’emendamento al bilancio di previsione per l’anno 2015 presentato dal Movimento 5 Stelle per la repressione degli impianti pubblicitari abusivi”, che dava notizia della mia proposta di mettere a partita di giro, in una apposita voce del bilancio 2015, le sanzioni incassate degli impianti pubblicitari abusivi per poter anticipare con tali fondi le spese che si rendessero necessarie per le rimozioni forzate d’ufficio dei cartelloni non rimossi spontaneamente dalle ditte che se ne sono rese responsabili. (http://www.vasroma.it/lemendamento-al-bilancio-di-previsione-per-lanno-2015-presentato-dal-movimento-5-stelle-per-la-repressione-degli-impianti-pubblicitari-abusivi/)

L’articolo metteva in risalto che la mia proposta era stata recepita e fatta propria soltanto dal gruppo politico di opposizione del M5S e non anche dai due consiglieri di maggioranza Athos De Luca (PD) e Riccardo Magi (Lista civica Marino Sindaco) a cui l’avevo parimenti trasmessa.

Fors’anche per questo motivi, di preventiva ghettizzazione del M5S,  venerdì scorso 27 marzo 2015 l’Assemblea Capitolina ha approvato il bilancio di previsione 2015 ma non l’emendamento né l’ordine del giorno presentati dal M5S:  la maggioranza del Consiglio Comunale si è evidentemente rifiutata a priori di valutare la bontà o meno del contributo portato anche dall’opposizione nell’interesse generale del decoro della città di Roma e dei suoi cittadini (e non certo nell’interesse di parte di questo o quel singolo partito politico) 

Evidentemente ai suddetti consiglieri di maggioranza, in particolare ad Athos De Luca che si è sempre messo in luce per la sua battaglia sugli impianti pubblicitari abusivi, non interessa più di tanto ormai reprimere il fenomeno della cartellopoli romana: non sembra interessare più di tanto nemmeno all’assessore Marta Leonori che pure mi aveva invitato a rivolgermi proprio ad Athos De Luca ed a Riccardo Magi per far presentare ad essi l’emendamento da me proposto, ma non preso nelle benché minima considerazione, evidentemente perché in tutt’altre faccende affaccendati. 

In questo modo rimane il vuoto normativo del 2° comma dell’art. 32 del nuovo Regolamento di Pubblicità che solo sulla carta consente di decentrare ad ogni Municipio il compito di rimuovere forzatamente d’ufficio i cartelloni pubblicitari abusivi, anticipando le spese di tali operazioni, avendola piena disponibilità ed il conseguente utilizzo dell’apposito fondo di cui al comma 5 Bis del precedente articolo 31, costituito dai proventi delle sanzioni applicate esclusivamente in relazione agli impianti pubblicitari ricadenti nel territorio del rispettivo Municipio”. 

Il riferimento lasciato per inammissibile sbadataggine ad un comma 5 Bis che non esiste, perché il 30 luglio 2014 l’Assemblea Capitolina non ha voluto approvare l’emendamento connesso che introduceva proprio questo comma, rende ridicola una norma che non si è voluto che si applicasse né ieri né oggi: questa anomala “maggioranza” che si è distinta ancora una volta per le sue estreme incoerenze, oltre che per la sua totale inaffidabilità nell’appoggiare in modo trasparente il Sindaco Marino e la sua Giunta, non si è accorta (o peggio ancora se ne è infischiata) di avere annullato l’applicabilità del 2° comma dell’art. 2 che lei stessa aveva approvato il 30 luglio scorso, vanificando di fatto la possibilità che si erano dati diversi Municipi di combattere cartellopoli e di ripristinare il decoro che spetta al loro territorio, approvando apposite risoluzioni da me proposte ed addirittura due delibere, tutte ora di difficile applicazione concreta. 

Ai Municipi che volessero comunque il ripristino del decoro che spetta al loro territorio non rimane ora che “pretendere” il pieno rispetto dell’intera normativa vigente in materia da parte del livello centrale dell’Amministrazione Capitolina che sul fronte della repressione dovuta dei cartelloni abusivi non ha fino ad oggi brillato più di tanto nemmeno con l’attuale maggioranza di governo.
Quando l’11 febbraio 2014 l’Assessore Marta Leonori ha partecipato alla trasmissione televisiva “Uno Mattina” si era impegnata ad oscurare quanto meno tutti i cartelloni abusivi per impedire se non altro che, in attesa della dovuta rimozione,  si continuasse a ricavare un guadagno illecito con la loro pubblicità irregolare: a distanza di ormai più di un anno non si vede a Roma nemmeno un impianto “senza scheda” oscurato. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

martedì 24 marzo 2015

La ricollocazione illecita di un impianto pubblicitario che mette la ditta che se ne è resa responsabile a rischio di esclusione da tutti i futuri bandi di gara

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/la-ricollocazione-illecita-di-un-impianto-pubblicitario-che-mette-la-ditta-che-se-ne-e-resa-responsabile-a-rischio-di-esclusione-da-tutti-i-futuri-bandi-di-gara/


Come dovrebbe esser noto, con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 sono state approvate le modifiche e le integrazioni al “Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni”: fra le integrazioni apportate c’è l’aggiunta del comma 2 bis all’art. 7 che dispone che con i futuri bandi di gara “non si procede al rilascio dell’autorizzazione nel caso in cui il richiedente … abbia installato impianti pubblicitari non autorizzati nell’ultimo quinquennio”.

Per capire cosa si deve esattamente intendere per “impianti pubblicitari non autorizzati”, la suddetta nuova disposizione normativa va combinata con quanto disposto dall’art. 1 del Regolamento fin dal suo testo originario, vale a dire che “le iniziative pubblicitarie svolte …. in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ovvero non contemplate dal presente Regolamento, …. sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti”.

Il caso che metto in evidenza oggi va valutato sulla base di entrambe le suddette disposizioni combinate tra di loro.

Con Nota VAS prot. n. 27 del 23 dicembre 2013 ho chiesto la “Rimozione forzata previa copertura immediata della pubblicità irregolare di tutti i 95 impianti pubblicitari installati lungo viale Tor di Quinto e via Flaminia”: fra questi c’era il seguente impianto monofacciale di mt. 4 x 3 installato con il n. 1530 sullo spartitraffico centrale di Viale di Tor di Quinto a 65 metri prima del civico 65/A, più o meno all’altezza del Poligono di tiro.

 100_6051
Foto scattata il 12 dicembre 2013

L’impianto portava una targhetta con il seguente numero di codice identificativo.

 100_6053
Foto scattata il 12 dicembre 2013

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati con il codice n. 0048 risulta registrata la “ESOTAS”, che figura fra le ditte che non hanno installato alcun impianto “senza scheda”, privo cioè di titolo autorizzativo, e che hanno partecipato alla procedura di “riordino” dichiarando 666 impianti scheda “R” e 1.364 istanze di rilascio di nuove concessioni di impianti pubblicitari (scheda “E”), senza averne installato nessuno (scheda “ES”).

Ne dovrebbe derivare che il suddetto impianto faccia parte del “riordino” come scheda “R” e che per esso sia stata rilasciata dal Comune una regolare concessione di cui è stato chiesto il rinnovo con nota registrata al prot. n . 205 del 28 dicembre 1996. 

Non è dato di sapere se la concessione sia stata rilasciata prima che venisse approvata la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981, che vieta tuttora la installazione di impianti pubblicitari di superficie superiore a mq. 6,00 all’interno di una perimetrazione definita dentro cui ricade anche l’impianto in questione di mq. 4 x 3, cioè di 12 mq. complessivi. 

A maggior ragione la concessione dovrebbe essere stata rilasciata prima che l’intero comprensorio dei Prati di Tor di Quinto venisse sottoposto al vincolo paesaggistico imposto il 9 novembre 1987, la cui tutela è stata assicurata dapprima dal Piano Territoriale Paesistico (in sigla PTP) n. 15/8 “Valle del Tevere” e poi dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) con divieto tassativo di affissione pubblicitaria prescritto da entrambi i piani.

Con il nuovo Regolamento di Pubblicità così come approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 è stata decisa l’eliminazione degli impianti pubblicitari di formato 4 x 3 ed è stato disposto al 1° comma dell’art. 34 che riguardo agli impianti di mt. 4 x 3 “a decorrere dal 1 gennaio 2015 i formati di dimensioni uguali o superiori … sono convertiti in formati non superiori” a mt. 3 x 2. 

Il 16 febbraio 2015 su questo stesso sito ho pubblicato un articolo dal titolo “La conversione in atto sul viale di Tor di Quinto degli impianti pubblicitari di mt. 4 x3” con cui ho fatto sapere che molte ditte pubblicitarie avevano provveduto e stavano tuttora provvedendo a rimuovere i propri impianti pubblicitari di mt. 4 x 3, installando al loro stesso posto impianti di mt. 3 x 2. (http://www.vasroma.it/la-conversione-in-atto-sui-viale-di-tor-di-quinto-degli-impianti-pubblicitari-di-mt-4-x3/)

Ho quindi documentato la situazione sul Viale di Tor di Quinto alla data del 12 febbraio 2015: fra gli impianti riconvertiti c’era anche quello della “ESOTAS” con lo stesso numero 1530, come attestano le seguenti foto.

100_6552
Foto scattata il 12 febbraio 2015

 100_6554
Il retro dell’impianto (foto scattata il 12 febbraio 2015)

100_6553
Il numero di codice identificativo dell’impianto (foto scattata il 12 febbraio 2015)

A distanza di poco più di tre settimane, presumibilmente ai primi del corrente mese di marzo, lo stesso impianto pubblicitario di mt. 3 x 2 è stato rimosso e ricollocato ai bordi di viale di Tor di Quinto all’altezza della sede della ASL Roma E, dove erano stati installati due impianti pubblicitari che rientravano fra quelli da me segnalati con la Nota VAS prot. n. 27 del 23 dicembre 2013 e che erano stati nel frattempo rimossi.

 100_6108
I due impianti segnalati da VAS (foto scattata il 12 dicembre 2013)

Al posto dei due impianti figura ora lo stesso impianto di mt. 3 x 2 che è stato spostato da dove risultava inizialmente instalalto, ma che porta ora il n. 1075.

100_6584
Il fronte dell’impianto (foto scattata il 21 marzo 2015)

A conferma che si tratta dello stesso identico impianto viene il retro del cartellone che risulta uguale in tutto e per tutto con quello fotografato il 12 febbraio 2015 vicino al Poligono di Tiro.

100_6582

A conferma definitiva viene lo stesso numero di codice identificativo, di cui si riporta la foto, con la sola differenza della indicazione della strada.

 100_6585
Foto scattata il 21 marzo 2015

La ricollocazione sembra presentare i seguenti gravi vizi di legittimità.

Se, come si presume, è stata utilizzata la Deliberazione della Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008, che consente lo snellimento delle procedure per ricollocare a piacere un impianto pubblicitario anche se non risulta in violazione di nessuna norma, ma solo per riposizionarlo in un luogo che assicuri una maggiore rendita economica di posizione (come per il caso in questione vicina al piazzale di Ponte Milvio), allora il rappresentante legale della “ESOTAS” deve aver fatto una richiesta di spostamento sulla base del modello predisposto a suo tempo dal dott. Francesco Paciello che prevede la denuncia alla Procura della Repubblica in caso di dichiarazione mendace.

Alla richiesta deve essere allegata una asseverazione di tecnico abilitato che attesta la piena legittimità della nuova posizione sempre sulla base di un modello predisposto a suo tempo dal dott. Francesco Paciello che prevede anch’esso la denuncia alla Procura della Repubblica in caso di asseverazione falsa.

Nel caso che la nuova posizione ricada all’interno di un’area soggetta a vincolo paesaggistico, il suddetto modello richiede che si alleghi alla asseverazione una copia della avvenuta richiesta della autorizzazione paesaggistica presso l’organo comunale subdelegato dalla Regione Lazio.

Come si può ben vedere dall’estratto di seguito riportato della Tavola 2a del PRIP, il tratto finale del viale di Tor di Quinto è soggetto al doppio vincolo paesaggistico costituito dal vincolo dichiarativo denominato “Valle del Tevere”, imposto il 9 novembre 1987, e dal vincolo ricognitivo di legge della fascia di rispetto di 150 metri della sponda destra del Tevere, imposta ai sensi della lettera c) del 1° comma dell’art. 142 del D. Lgs. n. 42/2004, con cui è stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”.

Immagine.Particolare Tav. 2a
Immagine.Legenda Tav. 2a

C’è quindi da accertare anzitutto se sia stata presentata regolare richiesta di ricollocazione alla S.p.A. “Aequa Roma”, che cura l’istruttoria di tutti gli spostamenti, e se in particolare sia stata accompagnata da una relazione asseverata con allegata la domanda di rilascio preventivo ed obbligatorio della autorizzazione paesaggistica, in assenza della quale dovrebbero essere denunciati alla Procura delle Repubblica tanto il rappresentante legale della “ESOTAS” per dichiarazione mendace quanto il tecnico abilitato per asseverazione falsa. 

Ma la asseverazione del tecnico abilitato, indipendentemente dalla avvenuta richiesta o meno del rilascio della autorizzazione paesaggistica, non può aver dichiarato la piena legittimità della nuova posizione non solo per il fatto che da lì sono stati rimossi ben due impianti installati precedentemente perché del tutto irregolari, ma anche e soprattutto perché nel frattempo è entrato in vigore il Piano Regolatore degli Impianti pubblicitari (PRIP) che come attesta il particolare della Tavola 1.07 di seguito riportato consente l’installazione di impianti pubblicitari solo lungo il viale di Tor di Quinto e non anche su una sua traversina.

Immagine.Particolare Tav. 1.07

Quand’anche si volesse chiudere un occhio sulla richiesta di ricollocazione, presupponendo anche che sia del tutto regolare, l’avvenuto spostamento in quella traversina del viale di Tor di Quinto risulta in totale violazione della moratoria dei 180 giorni che è stata imposta contestualmente ai criteri impartiti alla S.p.A. “Aequa Roma” per la redazione dei 15 Piani di Localizzazione, approvato con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014. 

Di quei criteri l’impianto in questione risulta aver rispettato solo l’obbligo contestualmente impartito che entro il prossimo 20 maggio tutti gli impianti pubblicitari, sia SPQR che di proprietà di privati, debbo essere verniciati per presentarsi tutti con un “colore grigio antracite RAL 7016 Pantone 3305.

Se in conclusione venisse accertato che la suddetta “iniziativa pubblicitaria” è stata svolta “in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione” o che non è comunque “contemplata dal Regolamento” attualmente in vigore, allora l’impianto pubblicitario sarebbe “da considerarsi abusivo a tutti gli effetti” e rientrerebbe fra i casi contemplati dal comma 2 bis dell’art. 7, che comportano l’esclusione da tutti i futuri bandi di gara anche ed a maggior ragione nel caso che ci sia in atto una lite pendente con il Comune, conseguente ad una eventuale denuncia alla Procura della Repubblica per dichiarazione mendace del rappresentante legale della “ESOTAS” e per asseverazione falsa del suo tecnico abilitato. 

Da qui a breve la Giunta Capitolina è chiamata a definire i criteri con cui stabilire a chi spetti ed a chi no di partecipare ai futuri procedimenti di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni di locazione degli impianti SPQR: staremo a vedere se fra i criteri di esclusione terrà conto anche del presente caso.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

domenica 22 marzo 2015

Le ulteriori novità dell’aggiornamento al 10 marzo 2015 dell’elenco delle ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/le-ulteriori-novita-dellaggiornamento-al-10-marzo-2015-dellelenco-delle-ditte-pubblicitarie-inserite-nella-nuova-banca-dati/


L’analisi dell’ Elenco contribuenti inseriti nella Nuova Banca Dati al 10 marzo 2015 ci fa sapere anzitutto quali sono gli ulteriori soggetti che entro il 31 gennaio 2015 si sono messi in regola con gli adempimenti amministrativi per l’anno 2015. 

Sono i seguenti due:

Nobile Marco – codice n. 0015
Liberati Franco – codice 0035.

Si viene altresì a sapere che:

– la AL.MA. ALLESTIMENTI E MANUTENZIONE S.r.l. (codice 0020), che nel precedente aggiornamento era stata contestata con nota 12521 del 23 febbraio 2015, ora non lo è più;
– la CLEAR CHANNEL AFFITALIA S.R.L (codice 0025) è stata ora contestata con nota n. 16478 del 9/3/2015;
– la PUBBLITALIA (codice 0026) è stata ora contestata con nota n. 16476 del 9/3/2015;
– la CLEAR CHANNEL JOLLY PUBBLICITÀ S.p.A. (codice 0149) è stata ora contestata con nota n. 16477 del 9/3/2015.

Ne deriva che dopo quest’ultimo aggiornamento le ditte pubblicitarie che si sono messe fin qui in regola sono diventate le seguenti 73, elencate in ordine crescente di numero di codice. 

1) SB ARCHITETTURA PUBBLICITARIA S.r.l. - codice 0001
2) F.A.R.G.PUBBLICITÀ DI TONATTI MARIA E C. S.A.S. - codice 0002 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 19 impianti “senza scheda”)
3) COSMO PUBBLICITÀ - codice 0004
4) R.B. PUBBLICITÀ S.r.l. - codice 0006 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 17 impianti “senza scheda”)
5) STUNT PUBBLICITY S.r.l. – codice 0012
6) NEW POSTER S.r.l. - codice 0014 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 16 impianti “senza scheda”)
7) NOBILE MARCO – codice n. 0015
8) PUBBLISTUDIO - codice 0016
9) IGPDECAUX - codice 0019
10) AL.MA. ALLESTIMENTI E MANUTENZIONE S.r.l. - codice 0020
11) D.B. S.r.l. – codice 0021 (presentata da AC Projects)
12) GRAFICOLOR NEW - codice 0022 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 42 impianti “senza scheda”)
13) MORETTI PUBBLICITÀ S.r.l. - codice 0023
14) NEON ZENIT DEI F.LLI SEVESO STEFANO E ALESSANDRO - codice 0024
15) CLEAR CHANNEL AFFITALIA S.R.L - codice 0025 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 40 impianti “senza scheda”)
16) PUBBLITALIA – codice 0026 – (contestata con nota n. 16476 del 9/3/2015)
17) PATEO SRL UNIPERSONALE - codice 0028
18) OPRA DI GIROLAMO ROCCO LAZZARO – codice 0029
19) CIBRA PUBBLICITÀ – codice 0030
20) LIBERATI FRANCO – codice 0035
21) OR.SA. PUBBLICITA’ SAS DI ORECCHIO F. E C. - codice 0038 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 16 impianti “senza scheda”)
22) S.C.I. S.R.L. Soc. Concessioni Internazionali - codice 0040
23) A.P.A. AGENZIA PUBBLICITA’ AFFISSIONI - codice 0044
24) AVIP - codice 0045 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 5 impianti “senza scheda”)
25) G.R. PUBBLICITÀ 2001 DI MACCHIATI GIULIANA & C. - codice 0047 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 39 impianti “senza scheda”)
26) ESOTAS - codice 0048
27) PUBBLI ROMA OUTDOOR - codice 0049
28) ARS PUBBLICITÀ - codice 0053
29) ETTORE SIBILIA PUBBLICITÀ AFFISSIONI S.r.l. – codice 0055 (presentata da SIPEA S.r.l.)
30) MG ADVERTISING - codice 0056
31) FABIANO PUBBLICITÀ S.r.l. - codice 0057
32) D.D.N. - codice 0060 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 144 impianti “senza scheda”)
33) ITAL MEDIA - codice 0061 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 1 impianto “senza scheda”)
34) D.&D. OUTDOOR ADVERTISING – codice 0062 – (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 22 impianti “senza scheda”)
35) SARILA S.r.l. – codice 0064 ((dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 71 impianti “senza scheda”, tutti rimossi spontaneamente)
36) NUOVI SPAZI - codice 0066 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 9 impianti “senza scheda”)
37) TRE C PUBBLICITÀ - codice 0068 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 143 impianti “senza scheda”)
38) MEDIACOM - codice 0069 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 180 impianti “senza scheda”)
39) PUNTOLINE S.r.l. - codice 0073
40) GREGOR S.r.l. - codice 0074
41) A.R.P. SOC. ALLESTIMENTI REALIZZIONI PUBBLICITARIE S.r.l. – Codice 0075 (presentata da ATC)
42) STUDIO IMMAGINE DI VINCENZO ANGELETTI - codice 0077 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 46 impianti “senza scheda”)
43) URBE PUBBLICITA’di FRANCO E STEFANO CAPPELLI E C. – codice 0082 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 7 impianti “senza scheda”)
44) S.E.P. - codice 0083 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 295 impianti “senza scheda”)
45) SCREEN CITY ADV S.r.l. - codice 0084 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 353 impianti “senza scheda”)
46) DI EMME IMMOBILIARE S.r.l. – codice 0087
47) BATTAGE S.r.l. - codice 0088 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 113 impianti “senza scheda”)
48) DI NAPOLI FELICE - codice 0089
49) PUBLIARCOM SEGNAL S.r.l. - codice 0090
50) G.B.E. S.r.l. – codice 0092 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 9 impianti “senza scheda”)
51) UNIGAMMA - codice 0093
52) STONE S.r.l. - codice 0095 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 27 impianti “senza scheda”)
53) SPOT PUBBLICITÀ - codice 0102 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 20 impianti “senza scheda”)
54) STAR ROME - codice 0108 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 2 impianti “senza scheda”)
55) SOGESTER - codice 0111
56) D.N.D. PROJECT E SERVICE - codice 0121 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 154 impianti “senza scheda”)
57) G.M.P. S.A.S. DI GIOVANNI MASTO E C. - codice 0124 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 62 impianti “senza scheda”, con identificativo mai rilasciato e con utilizzo vietato con nota prot. n. 74315 del 16/10/2013)
58) O.P.A. SRL Organizzazione Pubblicità Affissioni - codice 0137 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 169 impianti “senza scheda”)
59) CLEAR CHANNEL JOLLY PUBBLICITÀ S.p.A. – codice 0149 (contestata con nota n. 16477 del 9/3/2015
60) IRKAM S.A.S. DI SALIMI NABI IRAJ e C. codice 0152
61) JOINT MEDIA S.r.l. - codice 0434 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 2 impianti “senza scheda”)
62) LOOKING4 S.r.l. - codice 0435 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 2 impianti “senza scheda”)
63) MEDIA GROUP S.r.l. UNIPERSONALE - codice 0446
64) BRUTUS ADVERTISING DI GAUDINI ALBERTO -codice 0450
65) MEDIA PLANET - codice 0477 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 165 impianti “senza scheda”)
66) NEW DELTA – codice 0483
67) COMUNICANDO LEADER – codice 0484
68) MY MAX - codice 0497 (con 13 impianti installati in proprietà privata, con scadenza al 2019)
69) AURORA SERVIZI - codice 0499 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 1 impianto “senza scheda”)
70) GDR PUBBLICITÀ SOCIETÀ A RESPONSABILITA’ LIMITATA UNIPERSONALE SEMPLIFICATA – codice 0504
71) DC&L - codice 0505
72) WAYAP - codice 0512
73) I.G.A. IMPIANTI GESTIONE AFFISSIONI S.r.l. – codice 0513 (dichiarata cessata parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, con 5 impianti “senza scheda”- contestata la installazione di impianti abusivi con nota 3405 del 25/2/2015).

Se dal totale complessivo delle ditte pubblicitarie che entro il 31 gennaio 2015 si sono messe in regola con gli adempimenti amministrativi per l’anno in corso escludiamo le 33 ditte dichiarate cessate parzialmente ex deliberazione n. 425/2013, perché hanno installato impianti “senza scheda” perdendo il diritto di partecipare ai futuri bandi di gara ai sensi del comma 2 bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità, rimangono solo 40 ditte pubblicitarie, che si riducono a 38 se escludiamo la PUBBLITALIA (codice 0026) e la CLEAR CHANNEL JOLLY PUBBLICITÀ S.p.A. (codice 0149) perché entrambe contestate con note n. 16475 e n. 16477 del 9/3/2015. 

Delle suddette rimanenti 38 ditte pubblicitarie avranno diritto a partecipare ai procedimenti di evidenza pubblica relativi alla concessione della locazione degli impianti SPQR, così come anche dei futuri bandi di gara per il rilascio delle autorizzazioni degli impianti di proprietà privata su suolo pubblico, soltanto quelle ditte che hanno partecipato alla procedura di “riordino” e che non hanno installato nessun impianto del tipo scheda “E” perdendo anch’esse il diritto di partecipare ai sensi del comma 7 dell’art. 1 della disciplina del procedimento di riordino degli impianti pubblicitari, approvato con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 1689 del 9 maggio 1997.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

lunedì 16 marzo 2015

L’emendamento al bilancio di previsione per l’anno 2015 presentato dal Movimento 5 Stelle per la repressione degli impianti pubblicitari abusivi

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/lemendamento-al-bilancio-di-previsione-per-lanno-2015-presentato-dal-movimento-5-stelle-per-la-repressione-degli-impianti-pubblicitari-abusivi/


Alla 61° proposta di modifiche ed integrazioni al Regolamento di Pubblicità, che la Giunta Capitolina ha approvato con Decisione n. 36 del 30 aprile 2014, sono riuscito a far presentare i seguenti due emendamenti, fra di loro coordinati.

Con il primo che riguardava l’art. 31 (“Sanzioni”) ho proposto di aggiungere, dopo il comma 5, un comma 5 Bis dal seguente testo:

<<5 bis. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie applicare agli impianti accertati come abusivi debbono essere destinati ad un fondo apposito, finalizzato a coprire tutte le spese che si dovessero anticipare in caso di rimozione forzata d’ufficio dei medesimi impianti.>> 
Ne ho portato la seguente motivazione – Per prassi consolidata i proventi delle sanzioni non vengono per lo più accantonati per coprire le spese da dover anticipare per le rimozioni forzate d’ufficio, che il Comune attinge dalle entrate correnti del bilancio, motivando con tale causa anche le mancate rimozioni per assenza di fondi. In tal modo invece si è sicuri di non incorrere in “distrazione di fondi pubblici”. 
È stato recepito e fatto proprio sia dal Movimento 5 Stelle (emendamento n. 1) che da parte della lista Alfio Marchini Sindaco (emendamento n. 939).

Immagine.Emendamento M5S n. 1
 Immagine.emendamento Marchini n. 939

Con il secondo che riguardava l’art. 32 (“Misure di contrasto all’abusivismo”) ho proposto di aggiungere un comma 2 dal seguente testo:

<<2. Per essere in grado di intervenire tempestivamente, ai nuclei di vigilanza di cui al precedente comma, laddove costituiti nei Municipi, deve essere garantita nelle forme e nei modi che verranno definiti la piena disponibilità ed il conseguente utilizzo dell’apposito fondo di cui al comma 5 Bis del precedente articolo 31, costituito dai proventi delle sanzioni applicate esclusivamente in relazione agli impianti pubblicitari ricadenti nel territorio del rispettivo Municipio.>>

Ne ho portato la seguente motivazione – L’emendamento proposto è finalizzato a dare piena autonomia di azione ai Gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale nell’ambito di un decentramento più compiuto di quello attuale.

È stato recepito e fatto proprio anch’esso sia dal Movimento 5 Stelle (emendamento n. 12) che da parte della lista Alfio Marchini Sindaco (emendamento n. 937).

Immagine.Emendamento m5S n. 12
 Immagine.Emendamento n. 937

La 61° proposta è stata approvata con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 che vi ha apportato una serie di emendamenti fra i quali figura soltanto quello all’art. 32, ma non anche quello all’art. 31, senza peraltro che nessuno si accorgesse che il testo del secondo emendamento così come approvato rimanda al “conseguente utilizzo dell’apposito fondo di cui al comma 5 Bis del precedente articolo 31” che non c’é.  

Per colmare il vuoto normativo che è stato lasciato, con un messaggio di posta elettronica trasmesso l’11 febbraio scorso ho chiesto ai consiglieri Athos De Luca (PD) e Riccardo Magi (Lista civica Marino Sindaco) “di ripresentare  lo stesso emendamento o un emendamento dal contenuto analogo da far approvare a sé stante in una voce apposita del bilancio”: a tutt’oggi non mi è stata data nemmeno una risposta.

Sempre per posta elettronica ho inoltrato la stessa richiesta al consigliere del Movimento 5 Stelle Enrico Stéfano che il 6 marzo 2015 ha presentato il seguente emendamento sottoscritto dall’intero gruppo capitolino.

 Immagine.Emendamento M5S al bilancio 2015

Lo stesso giorno l’intero gruppo capitolino del M5S ha presentato in subordine anche il seguente ordine del giorno.

 Immagine.OdG M5S su bilancio 2015

C’è ora da augurarsi che a voler colmare il suddetto vuoto normativo sia quanto meno la maggioranza dell’Assemblea Capitolina.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

giovedì 12 marzo 2015

Rettifica dei chiarimenti sulle violazioni della moratoria degli impianti pubblicitari

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/rettifica-dei-chiarimenti-sulle-violazioni-della-moratoria-degli-impianti-pubblicitari/


Su questo stesso sito il 9 marzo 2015 ho pubblicato un articolo dal titolo “Chiarimenti sulle violazioni apparenti della moratoria degli impianti pubblicitari”, che dava notizia delle violazioni apparenti della moratoria di 180 giorni decisa con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 entrata in vigore il 22 gennaio 2015, giorno della sua pubblicazione sul sito web del Comune di Roma. (http://www.vasroma.it/chiarimenti-sulle-violazioni-talora-apparenti-della-moratoria-degli-impianti-pubblicitari/)

Sul presupposto del conseguente slittamento della data da cui decorrono i 180 giorni, confermata dal dott. Francesco Paciello nel corso del dibattito che il 25 gennaio 2015 è seguito alla presentazione della proposta del Piano di Localizzazione del mezzi pubblicitari del VII Municipio, ho tratto le mie personali conclusioni sostenendo che la tardiva pubblicazione non ha messo tutte le ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati in condizione di venire a conoscenza della moratoria e quindi di rispettarla, per cui in questo lasso di tempo sarebbero legittimate tutte queste stesse ditte che entro la data del 21 gennaio 2015 hanno fatto richiesta di ricollocazione ai sensi della Deliberazione Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008 che consente queste operazioni. (http://www.vasroma.it/slittamento-della-data-di-decorrenza-della-moratoria-sugli-impianti-pubblicitari/ 

Debbo ora rettificare questa mia deduzione logica perché non mi sono accorto che la moratoria riguarda “tutti i … procedimenti di iniziativa di parte, anche in corso di istruttoria”. 
Appare allora del tutto evidente che se una ditta ha presentato domanda di ricollocazione entro il 22 gennaio scorso e deve comunque aspettare almeno 30 giorni prima di installare il proprio impianto nella nuova posizione richiesta, ha allora il tempo di venire a conoscenza della pubblicazione della moratoria prima che scadano i 30 giorni ed ha quindi l’obbligo di non ricollocare nessuno degli impianti di cui ha richiesto lo spostamento prima della data del 22 gennaio. 

A riprova viene la seguente Nota prot. QH 5389 del 27 gennaio 2015 che il dott. Francesco Paciello ha trasmesso a tutte le Società inserite nella Nuova Banca Dati proprio per far sapere che il 22 gennaio 2015 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 e precisare per massima chiarezza gli interventi che per lo più non sono ammessi dal 22 gennaio 2015, fra i quali risultano anche e soprattutto gli spostamenti e le trasformazioni. 

Immagine.Nota prot. QH 5389 del 27 gennaio 2015.2

Come si può ben vedere, il dott. Francesco Paciello invita le Società in indirizzo “ad un rigoroso rispetto delle presenti prescrizioni”: le ditte pubblicitarie che hanno “ricollocato” gli impianti di cui ho riportato le foto nell’articolo dello scorso 9 marzo non sembrano aver tenuto conto dell’invito e conseguentemente rispettato la moratoria prescritta.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

mercoledì 11 marzo 2015

Nuovi cartelloni installati dovunque. Doveva essere la svolta ma le cose vanno avanti come piace alla mafia cartellonara. Che succede?

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal blog "Roma fa schifo": 
http://www.romafaschifo.com/2015/03/nuovi-cartelloni-installati-dovunque.html

Corso Trieste - ottobre 2014/marzo 2015

Corso Trieste - ottobre 2014/marzo 2015

Corso Trieste - novembre2011/marzo 2015

Corso Trieste - ottobre 2014/marzo 2015

Via del Porto Fluviale - ottobre 2014/marzo 2015

Via Radicofani - giugno 2014/marzo 2015

Viale Eritrea - maggio 2014/marzo 2015

Viale Eritrea - maggio 2014/marzo 2015

Via Cristoforo Colombo - ottobre 2014/marzo 2015

Cosa succede nel torbidissimo mondo della cartellopoli romana? A che punto è la battaglia che questo blog, il blog Cartellopoli e tanti altri blog amici stanno portando avanti da esattamente cinque anni?
La scorsa estate l'Assemblea Capitolina ha approvato quel piano regolatore degli impianti pubblicitari che la città aspettava da decenni e che decenni era legge. Da quel momento è dunque pacifico che la città verrà divisa in porzioni, che la attuali concessioni alla pletora di operatori che hanno stuprato Roma scadranno e che si procederà ad una ripartizione e a delle regolari gare pubbliche, con l'obbiettivo di avere più decoro, di fare più soldi e di avere più servizi per la città (bike-sharing in primis, ma anche ad esempio toilette pubbliche). 
Il punto è quando e come. 

Le concessioni nel frattempo sono scadute il 31 dicembre del 2014. Ciò nonostante le ditte non sembrano essersi scoraggiate e proprio negli ultimi giorni - le segnalazioni che riceviamo sono davvero molteplici - c'è un escalation di installazioni da far paura. Da tutte le parti della città e soprattutto ad opera delle peggiori società criminali della cartellopoli romana. Sempre le stesse, sempre loro, sempre le più fuorilegge. 
Come è possibile, ci si domanda, che avendo le concessioni scadute da due mesi e avendo la prospettiva di bandi di gara dopo l'estate (l'assessore Marta Leonori appare tra l'altro molto determinata e molto chiara) queste dittuncole investano su nuovi e costosi impianti? E come è possibile che abbiano ancora clienti che ne comprano gli spazi? 

Forse perché nessuno crede che le cose cambino per davvero? Forse perché si tratta di vecchie richieste di ricollocazione che vengono palesate oggi? Magari, si, ma resta la questione inspiegabile degli investimenti. Eppure i pronunciamenti del TAR sono stati contrari alla mafia cartellonara e pare che si vada nella direzione di una autentica svolta. Svolta che - e questo spiegherebbe la relativa sfacciataggine delle ditte - potrebbe tuttavia essere vanificata dal lavoro degli uffici (AequaRoma, ma su input politico-amministrativo, ovviamente) che stanno compilando i 15 piani di localizzazione, uno per ogni municipio. Il primo modello, relativo all'iper-cartellonato municipio VII (da Porta San Giovanni a Cinecittà) lascia davvero molto perplessi: i circuiti pubblicitari che dovranno portare ai servizi a grande valore aggiunto come arredo urbano, toilette pubbliche, bike-sharing, che sono molto costosi e necessitano di investimenti enormi anche in termini di manutenzione, sono mescolati agli altri circuiti. Così sulle strade del Municipio, mettiamo Via Appia, gli impianti che finanzieranno il bike-sharing saranno collocati in un caos visivo in cui ci saranno anche altri impianti, impianti SPQR, impianti di pubbliche affissioni. L'inquinamento visivo non si risolve, il caos rimane, i servizi a valore aggiunto non sono sostenibili (rischio enorme di gare deserte, nella speranza che questo non sia l'auspicio di qualcuno...) e il Comune non aumenta i suoi introiti e i servizi che eroga. 

Insomma, per capirci, su Piazza dei Re di Roma una inserzione di qualità, gestita dalla società che opererà il bike-sharing, magari di Gucci o di Maserati, avrà a pochissima distanza un impianto roman-style con magari la pubblicità del negozio che ripara le chiusure lampo dei pantaloni, del dentista dietro l'angolo o del sexy shop (questo il livello delle inserzioni romane, l'unica città al mondo dove si utilizza la pubblicità esterna per fare pubblicità locale, magari col ditone che indica la direzione da seguire per raggiungere l'esercizio commerciale in questione). Ovviamente inaccettabile per tutti, a partire dai grandi investitori della pubblicità esterna che continueranno a disertare Roma come fanno da decenni: la pubblicità esterna al contrario deve essere pochissima, di altissima qualità, e generare servizi per la città. Così accade in tutte le città occidentali nessuna esclusa. Se esiste un altro posto al mondo dove l'advertising outdoor è gestito come a Roma, beh, segnalatecelo.

Si è parlato a lungo del Modello Parigi, ma poi l'area di esclusiva che viene assegnata ai vari livelli di mercato non si è palesata nelle tavole presentate a fine febbraio. Uno smacco vero e proprio che se non si correggerà vanificherà i passaggi storici che l'amministrazione ha fatto fino ad oggi. La Giunta Marino, insomma, ancora una volta si troverà a perdersi in un bicchier d'acqua, un vero peccato ed una occasione perduta per la città che la metà basta. 

Piazza della Radio - maggio 2014/marzo 2015

Piazza della Radio - maggio 2014/marzo 2015

Via Pacinotti - ottobre 2014/marzo 2015

martedì 10 marzo 2015

Chiarimenti sulle violazioni apparenti della moratoria degli impianti pubblicitari

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/chiarimenti-sulle-violazioni-talora-apparenti-della-moratoria-degli-impianti-pubblicitari/

Con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 sono stati dettati i criteri di redazione dei 15 Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari, che dispongono fra l’altro “una moratoria, per un tempo non superiore a 180 giorni dall’approvazione della presente deliberazione” soprattutto di tutti gli spostamenti e di tutte le ricollocazioni di impianti pubblicitari, fatta eccezione per la riconversione dei cartelloni di mt. 4 x 3 in impianti di mt. 3 x 2, da effettuare sullo stesso posto entro il prossimo 20 maggio.

Con il seguente twitter del 5 marzo 2015 del blog http://www.romafaschifo.com/ è stato segnalato all’assessore Marta Leonori un impianto della ditta NUOVI SPAZI (codice 0066) installato nella notte del 4 marzo nel distretto storico di Ostiense su un edifico vincolato.


 Immagine.twitter di Roma fa Schifo del 5 marzo 2015

Lo stesso giorno sul sito http://www.cartellopoli.net/ è stato pubblicato un articolo che mostra le stesse foto dell’impianto.


Immagine.Impianto NUOVI SPAZI instalalto a febbraio del 2015

 l’impianto risulta in violazione delle distanze minime dalle strisce pedonali, dagli incroci e dai semafori

Il 6 marzo 2015 sul blog http://www.bastacartelloni.it/ è stato pubblicato un articolo dal titolo “Quartiere Trieste: i cartelloni continuano a moltiplicarsi. Ecco gli ultimi arrivati, che mostra le foto di due impianti pubblicitari della ditta “NUOVI SPAZI” (codice 0066) installati negli ultimi 10 giorni lungo Corso Trieste, segnalati fin dal 4 marzo su Facebook dal “Circolo Sherwood”.


 Immagine.Impianto NUOVI SPAZI installato su Corso Trieste

Numero di codice identificativo 0066/BF640/P


 Immagine.Impianto installato su Corso Trieste

Numero di codice identificativo 0066/BF638/P

Il successivo 7 marzo con il seguente tweet delle ore 7:42 del blog http://www.cartellopoli.net/ è stato segnalato all’assessore Marta Leonori che “spuntano nuovi cartelloni ovunque e non sono ridimensionamenti”: il Tweet mostra la foto di un impianto della ditta “NEW DELTA” (codice 0483).


 Immagine.Tweet di Cartellopoli del 7 marzo 2015

Con un secondo twitter delle ore 9:16 sempre del blog http://www.cartellopoli.net/ è stata denunciata che “è ripresa senza sosta l’invasione cartellonara in tutta la città”.


 Immagine.Tweet di Cartellopoli del 7 marzo 2015.1

Lo stesso giorno l’assessore Leonori ha rispoto via twitter che “per ogni segnalazione facciamo controllo, sanzione e diffida a rimuovere.


 Immagine.Tweet della Leonori del 7 marzo 2015

Tutte le segnalazioni lamentano la violazione della moratoria degli impianti pubblicitari, senza chiedersi o senza sapere da quale data esatta è iniziata effettivamente a decorrere. 
Come ho già messo in evidenza nell’articolo che il 3 marzo 2015 ho pubblicato su questo stesso sito dal titolo “Slittamento della data di decorrenza della moratoria sugli impianti pubblicitari”,  se la decorrenza della suddetta moratoria è scattata dal 30 dicembre 2014, cioè dall’approvazione della presente deliberazione”, che è stata però pubblicata 23 giorni dopo, non mettendo conseguentemente tutte le ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati in condizione di venirne a conoscenza e quindi di rispettare la moratoria, in questo lasso di tempo tutte queste stesse ditte hanno ovviamente continuato a mettere in atto sul territorio soprattutto spostamenti e ricollocazioni avvalendosi della Deliberazione Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008 che consente queste operazioni. (http://www.vasroma.it/slittamento-della-data-di-decorrenza-della-moratoria-sugli-impianti-pubblicitari/) 

Nel corso del dibattito che il 25 febbraio scorso è seguito alla presentazione della proposta del Piano di Localizzazione del VII Municipio il dott. Francesco Paciello ha convenuto sulla impossibilità da parte delle ditte pubblicitarie di non poter venire a conoscenza della suddetta moratoria (e quindi di rispettarla) fin tanto che non è stata pubblicata sul sito web del Comune la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 ed ha confermato che la data della sua decorrenza va fatta partire dal 22 gennaio 2015, ritenendo conseguentemente giustificate tutte le eventuali ricollocazioni effettuate nel pieno rispetto della Deliberazione Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008. 

Quel che c’è da chiarire ora ulteriormente è come funziona la semplificazione delle procedure relative agli spostamenti degli impianti pubblicitari consentiti dalla Deliberazione Giunta Comunale n. 395 del 3 dicembre 2008. 

Con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008 il dott Francesco Paciello e l’allora Dirigente della VI U.O. Ing. Carlo Di Francesco hanno dettato le disposizioni attuative della Deliberazione di Giunta 395/2008 che consentono “spostamenti degli impianti con i titoli in fase di rinnovo (mod. R e SPQR) indipendentemente dal motivo che ha determinato lo spostamento” presentando richieste di spostamenti e ricollocazioni con allegata la relazione asseverata di tecnico abilitato che vanno “istruite”! da Aequa Roma entro 30 giorni, trascorsi inutilmente i quali “l’impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica comunicazione di avvio dell’installazione”. 

Con successiva Determinazione Dirigenziale n. 618 del 27 marzo 2013 l’allora Direttore del  Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità dott. Claudio Saccotelli ha esteso la possibilità della ricollocazione anche agli impianti del “riordino” scheda “E” in modo illecito in quanto non previsto dalla Deliberazione di Giunta 395/2008

Ne deriva che – in base alla suddetta procedura da un lato ed alla conferma dall’altro lato della decorrenza della moratoria dal 22 gennaio 2015 – debbono essere considerate pienamente legittime tutte le richieste di ricollocazioni e spostamenti regolarmente presentate fino al 21 gennaio 2015. 

Ne deriva altresì che tutti gli impianti pubblicitari per i quali è stata fatta richiesta di ricollocazione o spostamento entro la data suddetta del 21 gennaio 2015 hanno dovuto aspettare 30 giorni per essere solo dopo ricollocati o spostati nelle nuove posizioni richieste: ammesso e non concesso che ogni ditta abbia installato il proprio impianto nella nuova posizione esattamente al 31 giorno dalla data di presentazione della richiesta (che può essere stata registrata al più presto il 1 gennaio così come al più tardi il 21 gennaio 2015), avremmo le delle conseguenti installazioni di impianti effettuate in piena regolarità dal 31 gennaio 2015 al 20 febbraio 2015. 

Se però si tiene conto che dalla scadenza dei 30 giorni dalla presentazione delle richiesta ogni ditta può teoricamente installare nella nuova posizione richiesta il proprio impianto entro il lasso di tempo che più le fa comodo, potremmo assistere anche nei giorni a venire a tutta una serie di “violazioni” della moratoria solo apparenti, ogni volta che trattasi di ricollocazioni o spostamenti richiesti entro la date del 21 gennaio scorso. 

Se ne esce con controllo capillare di ogni impianto pubblicitario che venisse istallato e che è bene che venga immediatamente segnalato, per stabilire immediatamente se si tratta di una operazione consentita come sopra detto oppure dell’ennesimo fenomeno di abusivismo che imperterrito continua a dilagare. 

Ma anche nel caso che l’installazione in una nuova posizione derivasse da una richiesta di ricollocazione o spostamento presentata entro il 21 gennaio 2015, la S.p.A. “Aequa Roma” è tenuta a verificare la piena legittimazione della nuova posizione, asseverata da un tecnico abilitato nella relazione allegata alla domanda del rappresentante legare della ditta, e laddove accertasse dichiarazioni mendaci ed asseverazioni false dovrebbe denunciare alla Procura della Repubblica sia il rappresentante legale della ditta Pubblicitaria che il suo tecnico abilitato. 

Da quanto mi risulta sarebbero a tutt’oggi più di 15 i rappresentanti legali delle ditte pubblicitarie che sono stati denunciati alla Autorità Giudiziaria proprio per dichiarazioni mendaci fatte nelle richieste di ricollocazione o spostamento. 

È quindi più che opportuno che l’assessore Marta Leonori solleciti il dott. Francesco Paciello ad effettuare il dovuto controllo a partire dagli impianti sopra citati, a maggior ragione perché ora c’è un Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) di cui è obbligatorio che la S.p.A. “Aequa Roma” che l’ha redatto, ma che continua ad essere preposta anche alla istruttoria proprio delle richieste presentate ai sensi della Deliberazione n. 395/2008, faccia rispettare rigorosamente le zone “A” con divieto di affissione (dove ovviamente non può essere ricollocato o spostato nessun impianto), demandando al dott. Francesco Paciello il compito di denunciare immediatamente alla Procura della Repubblica tutti quei rappresentanti legali delle ditte pubblicitarie che abbiano dichiarato il falso.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)