sabato 30 maggio 2015

Arrivano le strisce pedonali con gli sponsor

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/arrivano-le-strisce-pedonali-con-gli-sponsor/


Immagine.La Repubblica 29.5.2015

L’Assessore Maurizio Pucci sembra ignorare che la S.p.A. “Aequa Roma” ha redatto e consegnato i 15 Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari, che individuano sul territorio anche le posizioni sia dei parapedonali SPQR che dei parapedonali di proprietà privata, entrambi di mt. 1,00 x 0,70: sono stati localizzati nel rispetto della zonizzazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) che li consente solo nelle sottozone B2 e B3 e quindi non nel centro storico di Roma (sottozona B1). 

Sembra ignorare inoltre che nei criteri dettati dalla Giunta Capitolina con la deliberazione n. 380 del 30.12.2014 i parapedonali sono considerati impianti destinati stabilmente ad una funzione di pubblico servizio, di cui va comunque messa a gara l’assegnazione della loro gestione, ma con distinti bandi riservati rispettivamente a quelli di proprietà comunale (SPQR) ed a quelli di proprietà privata, per giunta mescolati ad impianti anche di altre dimensioni. 

Ignora soprattutto che i suddetti criteri prevedono il finanziamento di elementi di arredo urbano sempre con la pubblicità, ma di impianti speciali solo da mt. 1,20 x 1,80 e da mt. 3,20 x 2,40 da riservare come corrispettivo per una superficie di 5.000 mq.: sarebbe quindi più che opportuno che l’Assessore Maurizio Pucci si coordinasse meglio con l’Assessore Marta Leonori per far finanziare caso mai questo servizio di pubblica utilità  (per ben 10 anni e non una tantum) con gli impianti speciali e non certo con gli ormai anacr0nistici parapedonali.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com  

venerdì 29 maggio 2015

La strategia processuale messa in atto da certe ditte pubblicitarie per rimandare alle calende greche sia l’approvazione dei Piani di Localizzazione che l’espletamento dei conseguenti bandi di gara


Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/la-strategia-processuale-messa-in-atto-da-certe-ditte-pubblicitarie-per-rimandare-alle-calende-greche-sia-lapprovazione-dei-piani-di-localizzazione-che-lespletamento-dei-conseguenti/

Con le Deliberazioni n. 49 e n. 50 del 30 luglio 2014 l’Assemblea Capitolina ha approvato rispettivamente il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) e le modifiche ed integrazioni al “Regolamento comunale in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni”, il cui comma 9 dell’art. 34 – con il testo così come sostituito – ha stabilito che “gli impianti riconducibili alla procedura del riordino, già riconosciuti come validi nella Nuova Banca Dati, permangono sul territorio, nel rispetto del presente regolamento fino al 31/12/2014, senza possibilità di rinnovo o rilascio di nuove autorizzazioni, e comunque non oltre l’esito delle procedure di gara conseguenti alla redazione dei piani di localizzazione. 

La suddetta disposizione considera scaduti dal 1 gennaio 2015 tutti i titoli concessori rilasciati agli impianti della procedura del riordino, che sono però di fatto prorogati fino all’espletamento dei bandi di gara per l’assegnazione della gestione decennale degli impianti pubblicitari individuati dai Piani di Localizzazione. 

Con la scadenza inderogabile del 31 dicembre del 2014 l’Assemblea Capitolina ha preso la decisione di non consentire un terzo rinnovo per altri 5 anni delle concessioni degli impianti del riordino, già rinnovate alla scadenza del 1° quinquennio che era stato a sua volta prorogato fino al 31.12.2009 con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 426 del 2 luglio 2004: questa precisa scelta politica è stata determinata anche e soprattutto dalla consapevolezza di non poter consentire oltre l’autentico regime di monopolio che si è venuto a determinare.

Per impedire di arrivare comunque ai bandi di gara e cercare di rimanere sul territorio con i propri impianti del riordino quanto meno per un altro quinquennio, vale a dire fino al 31 dicembre del 2019, tra la fine del mese di novembre del 2014 e gli inizi del successivo mese di dicembre ben 36 ditte pubblicitarie (quasi la metà delle quali ha peraltro installato sul territorio di Roma impianti abusivi “senza scheda”, censiti nell’elenco delle ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati) e le due associazioni di categoria A.I.P.E. (Associazione Imprese Pubblicità Esterna) ed I.R.P.A. (Imprese Romane Pubblicitarie Associate) hanno presentato al TAR la bellezza di 19 ricorsi: con 16 di essi hanno impugnato esclusivamente il nuovo Regolamento di Pubblicità (deliberazione n. 50/2014), con due hanno impugnato soltanto il PRIP (deliberazione n. 49/2014), mentre con il rimanente 19° ricorso hanno impugnato entrambi i provvedimenti (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/).

I 3 ricorsi presentati non chiedono l’annullamento di tutto il PRIP, dal momento che delle sue norme tecniche di attuazione impugnano per lo più la zonizzazione (art. 13), la delimitazione dei centri abitati (art. 18), il dimensionamento delle superfici espositive negli ambiti territoriali (art. 21), le transenne parapedonali nella sottozona B1 (Centro Storico – art. 15) e l’eliminazione del formato 4 x 3: anche perché presentati senza domanda cautelare di sospensiva, deve essere ancora fissata l’udienza per decidere nel merito delle censure portate in tutti i suddetti tre ricorsi.

Anche i 17 ricorsi presentati non chiedono l’annullamento dell’intero nuovo Regolamento di Pubblicità, ma impugnano invece in prevalenza la scadenza al 31 dicembre 2014 di tutti i titoli relativi agli impianti del “riordino” (comma 9 dell’art. 34), i “progetti speciali” in deroga (comma 1 ter dell’art. 6) e la conversione entro il 31 gennaio 2015 di tutti gli impianti del formato eliminato di mt. 4 x 3.

Riguardo ai 17 ricorsi solo 9 sono stati presentati con domanda cautelare di sospensiva, individuando il presunto periculum in mora da un lato nella scadenza del 31 dicembre 2014 e dall’altro lato nella scadenza del 31 gennaio 2015, entro cui effettuare la conversione di tutti gli impianti di mt. 4 x 3.

La Seconda Sezione del TAR del Lazio nell’udienza del 17 dicembre 2014 si è pronunciata su 6 delle 9 domande cautelari, accogliendo la sospensiva solo per la scadenza del 31 gennaio 2015, che ha prorogato fino all’udienza di merito del 20 maggio 2015, non ravvisando quindi nessun imminente periculum in mora nella scadenza del 31 dicembre 2014, considerato anche e soprattutto che è stata di fatto prorogata per più di un anno fino all’esito delle gare (vedi http://www.vasroma.it/il-tar-del-lazio-accoglie-parzialmente-il-ricorso-della-sci-sospendendo-fino-al-20-maggio-2015-la-decorrenza-della-conversione-degli-impianti-pubblicitari-di-formato-4-x-3/).

Le rimanenti 3 domande cautelari non sono state invece accolte: la prima è stata respinta nell’udienza che si è tenuta il 9 gennaio 2015, le altre due sono state rigettate invece nella successiva udienza del 21 gennaio 2015, ma per tutte e tre la Sezione Seconda del TAR del Lazio ha fissato sempre al 20 maggio 2015 l’udienza di merito, giorno in cui si sarebbero dovute avere 11 distinte sentenze sulle richieste di annullamento parziale del nuovo Regolamento di Pubblicità, perché si sono aggiunti altri due ricorsi, raggiungendo il numero degli 11 ricorsi riunificati presentati dalle seguenti ditte:

S.C.I.;
FOX ADV;
D.& D. OUTDOOR ADVERTISING;
WAYAP;
A.P.A.;
ARS PUBBLICITÀ;
CLEAR CHANNEL AFFITALIA;
I.R.P.A. (Imprese Romane Pubblicitarie Associate) e altre 19 società;
PUBBLI ROMA OUTDOOR;
OPERA;
A.R.P. (Allestimenti Realizzazioni Pubblicitarie). 

Nel frattempo è stata approvata la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014, con cui è stato dato incarico alla S.p.A. “Aequa Roma” di redigere i Piani di Localizzazione dei mezzi pubblicitari ricadenti in ognuno dei 15 Municipi di Roma, dettando contestualmente i criteri da rispettare nella pianificazione e disponendo al tempo stesso una moratoria di 180 giorni di tutte le operazioni riguardanti gli impianti pubblicitari, ad eccezione della riconversione sullo stesso posto degli impianti di mt. 4 x 3 in impianti di mt. 3 x 2, nonché l’obbligo di adempiere ad una tinteggiatura unificata di tutti gli impianti in color grigio antracite.

Il 30 marzo 2015 “Aequa Roma” ha consegnato al Comune i 15 Piani di Localizzazione (vedi http://www.vasroma.it/17810/), la cui approvazione definitiva – dopo il parere espresso dai Consigli dei 15 Municipi – avrebbe comportato subito dopo l’avvio dei bandi di gara con il conseguente obbligo al loro esito di rimuovere tutti gli impianti pubblicitari del riordino attualmente installati a Roma.

È a questo punto che è iniziata a mio giudizio una precisa strategia processuale organizzata dapprima dalla ditta S.C.I., seguita a ruota dalle ditte A.P.A. e WAYAP (tutte e tre rappresentate dall’A.I.P.E.), chiaramente finalizzata a rimandare il più a lungo possibile i tempi di adozione ed approvazione dei 15 Piani di Localizzazione e conseguentemente i successivi bandi di gara: ne è una dimostrazione oggettiva la considerazione che la deliberazione della Giunta Capitolina n. 380/2014 anziché da subito è stata impugnata dopo tre mesi e significativamente solo dopo che sono stati consegnati al Comune i 15 Piani di Localizzazione.

Il 31 marzo 2015 la S.C.I. ha infatti presentato dei motivi aggiunti al suo ricorso con richiesta di sospensiva della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 e di  risarcimento dei presunti danni subiti, quantificati in non meno di 1.740.000,00 €.  (vedi http://www.vasroma.it/e-stata-depositata-al-tar-anche-la-memoria-ad-opponendum-dei-motivi-aggiunti-presentati-dalla-ditta-sci/): il 21 aprile 2015 anche le ditte WAYAP e A.P.A. hanno presentato dei motivi aggiunti con richiesta di misura cautelare.

In maniera presumibilmente non coordinata con le tre suddette ditte, anche la ARS PUBBLICITÀ ha impugnato la deliberazione della Giunta Capitolina n. 380/2014 a sé stante, senza richiesta di sospensiva: l’udienza di merito deve essere ancora fissata.

Il 6 maggio 2015 si è svolta l’udienza fissata dalla Seconda Sezione del TAR per la discussione in Camera di Consiglio sulla istanza cautelare della S.C.I., che però non c’è stata perché l’Avv. Angelo Clarizia ha chiesto di poter ritirare la richiesta di sospensiva per andare direttamente al merito anche dei motivi aggiunti nell’udienza del successivo 20 maggio: l’iniziativa rientra nella strategia processuale messa in atto, sapendo benissimo che per prassi processuale una istanza di questo tipo (solo apparentemente inaspettata, ma secondo me deliberatamente studiata a tavolino) comporta l’esclusione del giudizio di merito del ricorso della S.C.I. già fissato per il 20 maggio, che quel giorno è stato infatti rinviato a data ancora da destinarsi (vedi http://www.vasroma.it/il-ricorso-per-motivi-aggiunti-della-ditta-sci-e-stato-rinviato-alludienza-di-merito-senza-discussione-sulla-richiesta-di-sospensiva/) 

Il successivo 20 maggio c’è stata l’udienza cautelare sugli  analoghi motivi aggiunti presentati dalle ditte A.P.A. e WAYAP, i cui rappresentanti legali hanno chiesto al pari della S.C.I. di rinunciare alla richiesta di sospensiva per andare direttamente al merito anche dei motivi aggiunti: la Seconda Sezione del TAR ha deciso allora di fissare l’udienza di merito al prossimo 21 ottobre 2015, senza che sia dato di sapere al momento se ci sia stata o meno l’opposizione dell’Avvocatura Comunale rappresentata dall’Avv. Domenico Rossi 

Dal momento che i due suddetti ricorsi delle ditte A.P.A. e WAYAP riguardano i motivi aggiunti ai rispettivi ricorsi con cui è stato impugnato il nuovo Regolamento di Pubblicità ed il loro giudizio di merito è stato rimandato al 21 ottobre 2015, la Seconda Sezione del TAR si è vista costretta a rimandare alla stessa udienza pubblica del prossimo 21 ottobre il giudizio di merito anche di tutti gli altri ricorsi che impugnano lo stesso provvedimento e che erano stati fissati per il 20 maggio 2015 (vedi http://www.vasroma.it/sono-stati-rinviati-al-21-ottobre-2015-tutti-i-ricorsi-presentati-contro-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/). 

Il rimando di ben 5 mesi tutte le decisioni del TAR ad una data che poteva benissimo essere anticipata, ma che comunque il Comune non avrebbe mai dovuto accettare, comporta ora delle conseguenze molto gravi sul piano delle procedure e dei provvedimenti che l’Assessore Marta Leonori aveva in programma di mandare in attuazione entro la fine dell’anno, per presentarsi con la veste che la capitale dovrebbe poi avere agli occhi di tutti i pellegrini che verranno a Roma in occasione del Giubileo del prossimo anno.  

La prima diretta conseguenza potrebbe riguardare il rimando quanto meno a dopo il 21 ottobre 2015 dei Piani di Localizzazione, che al momento sono al vaglio delle Soprintendenze competenti per territorio per l’acquisizione preventiva ed obbligatoria del “parere” di rispettiva competenza in particolare su tutte le aree, i beni lineari ed i beni puntuali soggetti a vincolo paesaggistico ed a vincolo archeologico e storico-monumentale.  

Il 15 aprile 2015 si è svolta la Conferenza dei Servizi indetta dal Comune sui 15 Piani di Localizzazione: ai sensi della normativa vigente in materia (legge n. 241/1990, art. 14) le Soprintendenze competenti per territorio hanno 90 giorni di tempo entro cui pronunciarsi, prescrivendo eventualmente modifiche ed integrazioni che comporterebbero una prima revisione dei Piani di Localizzazione così come redatti e consegnati da “Aequa Roma”.

Ma quand’anche le suddette Soprintendenze esprimessero il loro “parere” prima del prossimo 13 luglio e si fosse provveduto (sempre prima) alla conseguente eventuale revisione dei Piani di Localizzazione, la Giunta Capitolina non dovrebbe procedere alla adozione della “proposta” dei 15 Piani di Localizzazione nel rispetto del “principio di cautela”, per le seguenti precise ragioni. 

I Piani di Localizzazione costituiscono gli atti conseguenti previsti dall’art. 19 (commi 1 bis, 1 ter, e 2) del nuovo Regolamento di Pubblicità, che è stato impugnato al TAR e su cui la Seconda Sezione dovrà pronunciarsi il prossimo 21 ottobre, sentenziando contestualmente anche sulla legittimità degli stessi Piani di Localizzazione, in quanto è stata parimenti impugnata come “motivi aggiunti” la deliberazione n. 380/2014 con cui la Giunta Capitolina ha incaricato “Aequa Roma” della redazione dei 15 Piani di Localizzazione, dettandone contestualmente i criteri. 

L’obbligo di tener conto del “principio di cautela” deriva anzitutto dalla considerazione fra l’altro che la S.C.I. ha chiesto un risarcimento danni di non meno di 1.740.000,00 € che il Comune di Roma sarebbe costretto a pagare nella malaugurata eventualità che dovesse risultare soccombente in uno o più dei 3 ricorsi presentati per “motivi aggiunti” così come in uno o più dei 17 ricorsi presentati contro il nuovo Regolamento di Pubblicità ed in particolare contro la scadenza inderogabile del 31 dicembre 2014, che comporta anch’essa l’obbligo di applicare il “principio di cautela”. 

È fin troppo evidente infatti che se la Seconda Sezione del TAR annullasse per vizio di legittimità il comma 9 dell’art. 34 dell’attuale nuovo Regolamento di Pubblicità, tornerebbe ad esser valido il testo previgente, secondo cui “le concessioni … rinnovate, rispettivamente per cinque … anni, all’esito del procedimento di riordino … possono essere rinnovate per ulteriori periodi, ciascuno non superiore, …, a cinque .. anni”, vale a dire fino al 31 dicembre del 2019: è ancor più evidente che in tale caso la permanenza sul territorio per altri 5 anni di tutti gli impianti del riordino, in quanto con titoli concessori rinnovati per la 2° volta, impedirebbe materialmente di espletare i bandi di gara, che potrebbero essere indetti solo a partire dal 1 gennaio del 2020, lasciando ancora in mostra la “cartellopoli” romana per un altro quinquennio.  

Debbo riconoscere con profonda amarezza che la strategia processuale adottata quanto meno dalla S.C.I., dall’A.P.A. e dalla WAYAP, quand’anche debole e comunque senza valido fondamento giuridico nel merito delle “censure” portate, sembra risultare al momento vincente sul piano del “metodo” che è stato adottato e che consente di risultare ancora vincente nel prossimo futuro se certe ditte pubblicitarie continueranno a sfruttare a proprio comodo ed in modo perverso le opportunità che consente il nostro Stato di Diritto. 

C’è infatti da considerare da un lato che sono stati finora impugnati il PRIP, il nuovo Regolamento di Pubblicità ed i criteri dei Piani di Localizzazione e va messo in preventivo dall’altro lato che, applicando lo stesso “metodo” in modo sistematico e calcolato, potranno essere impugnati sempre al TAR i seguenti atti in sequenza:

  • deliberazione con cui la Giunta Capitolina approverà la “proposta” dei 15 Piani di Localizzazione da sottoporre al parere dei Consigli dei 15 Municipi di Roma;

  • deliberazione della Giunta Capitolina di approvazione delle controdeduzioni ai “pareri” dei Municipi e dei i 15 Piani di Localizzazione;

  • bandi di gara per l’assegnazione degli impianti pubblicitari individuati dai 15 Piani di Localizzazione. 

È di tutta evidenza che per evitare il rischio di dover pagare salatissimi risarcimenti danni è più opportuno che il Comune di Roma attenda l’esito di tutte le pronunce della Seconda Sezione del TAR, perché diversamente – senza ritenere di dover aspettare la data del prossimo 21 ottobre – potrebbe addirittura indispettire i membri della Seconda Sezione del TAR, che potrebbero concedere eventuali sospensive dei procedimenti nel frattempo messi in atto. 

Ma applicando fino alle estreme conseguenze sempre lo stesso “metodo” in modo sistematico e calcolato, va messo in preventivo che – quand’anche il Comune di Roma risultasse vincente in tutti i giudizi fissati per il prossimo 21 ottobre – alle ditte pubblicitarie più ostinate (oltre che scaltre) è sempre data la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato per chiedere l’annullamento delle sentenze del TAR a loro avverse. 

Ma il ricorso in appello al Consiglio di Stato avverso le sentenze di primo grado dei TAR deve essere promosso nel termine di sessanta giorni dalla notifica della sentenza: ciò comporta che, pur calcolando in termini tecnici e burocratici che ai primi di dicembre la Giunta Capitolina sia già in grado di adottare la “proposta” dei 15 Piani di Localizzazione, nel rispetto sempre del “principio di cautela” dovrebbe procedere a deliberare la loro adozione 60 giorni dopo, a seguito cioè della avvenuta certezza o meno del numero dei ricorsi presentati al Consiglio di Stato. 

Debbo premettere che sotto l’aspetto strettamente giuridico il “principio di cautela” non comporta alcun obbligo per le pubbliche amministrazioni e costituisce quindi soltanto un elemento di cui tener conto, valutando l’opportunità o meno di rispettarlo. 

Per il caso in questione va fatta una valutazione tanto sotto l’aspetto “tecnico-amministrativo” quanto e soprattutto sotto l’aspetto più strettamente “politico”. 

Ho già esposto precedentemente i rischi che il Comune corre sotto l’aspetto “tecnico-amministrativo” e che quindi sarebbe opportuno per lui evitare in termini generali di “metodo”. 

Sotto l’aspetto invece “politico” l’Assessore Marta Leonori e con lei il Sindaco e la Giunta, che per l’occasione del Giubileo vorrebbero entrare a regime entro la fine di quest’anno, riuscendo quindi ad approvare i 15 Piani di Localizzazione ed ad espletare i bandi conseguenti, sono chiamati a decidere responsabilmente cosa sia meglio fare, se aspettare quanto meno fino al prossimo 21 ottobre, tenendo tutto sospeso fino a tale data, oppure approvare comunque nel frattempo almeno i 15 Piani i Localizzazione rimandando l’espletamento dei bandi di gara a dopo la pronuncia della Seconda Sezione del TAR sulle censure portate al nuovo Regolamento di Pubblicità. 
A favore della approvazione almeno dei 15 Piani di Localizzazione vengono le seguenti considerazioni anche e soprattutto in termini tecnico-giuridici di “merito”:

  • che della deliberazione n. 380/2014 vengono impugnati l’adeguamento degli impianti entro il 20 maggio 2015, i pretesi nuovi ed ulteriori obblighi di modifica degli impianti esistenti, una pretesa incompetenza della Giunta e la moratoria delle iniziative ad istanza di parte, che sono tutte questioni che non intaccano minimamente la legittimità di tutti e 15 i Piani di Localizzazione;

  • che della stessa deliberazione anche l’ARS PUBBLICITÀ sembra avere impugnato parti del dispositivo che non hanno nulla a che vedere con i 15 Piani di Localizzazione, per giunta con un ricorso di cui deve essere ancora fissata la data dell’udienza di merito;

  • che l’atto principale impugnato è il nuovo Regolamento di Pubblicità di cui viene censurata soprattutto la scadenza del 31 dicembre 2014, che quand’anche riconosciuta come viziata di legittimità impedirebbe solo di indire i bandi di gara, senza inficiare nessuno dei Piani di Localizzazione. 

In termini soprattutto “politici”, con la finalità dichiarata di tutelare gli interessi pubblici la cui messa in atto non può essere ritardata da attacchi del tutto strumentali e privi di qualsiasi fondamento giuridico, il Comune di Roma dovrebbe dare incarico all’Avvocatura Comunale di predisporre per il prossimo 21 ottobre una memoria integrativa che metta in risalto che la realizzazione degli interessi pubblici che l’amministrazione capitolina è obbligata a garantire non può essere ritardata da attacchi del tutto strumentali e privi di qualsiasi fondamento giuridico, che se riconosciuti come tali dalla Seconda Sezione del TAR darebbero il diritto anche al Comune di Roma di chiedere un risarcimento dei danni morali e materiali che non potrà consistere nel solo addebito delle spese processuali, perché dovrebbe essere quantificato in una somma addirittura superiore alla cifra richiesto dalla S.C.I.di 1.740.000 €. 

Tenuto conto che ai fini dell’espletamento dei bandi di gara dovrebbe essere secondo me opportuno anche “politicamente” aspettare le pronunce della Seconda Sezione del TAR, l’Assessore Marta Leonori dovrebbe fare di necessità virtù, sfruttando il maggior tempo che è costretta comunque ad aspettare per dedicarlo interamente al miglior perfezionamento possibile dei 15 Piani di Localizzazione senza più tanta fretta, curandone le opportune modifiche ed integrazioni per far sì che quanto meno i tre principali “circuiti” riservati prioritariamente nell’ordine agli impianti speciali per il servizio di Bike Sharing, agli impianti SPQR ed agli impianti di proprietà privata su suolo pubblico (opportunamente alternati al circuito degli impianti riservati a “Cultura e Spettacolo”) non si facciano concorrenza tra di loro, vanificando la rendita economica di posizione con il conseguente rischio che vadano deserti i rispettivi bandi di gara. 

In tal modo avrà contribuito a non dare a certe ditte pubblicitarie un ulteriore pretesto per impugnare strumentalmente i Piani di Localizzazione fin dalla adozione della loro “proposta”.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

venerdì 22 maggio 2015

Il Tar non ferma (ma neppure conferma) la riforma dei cartelloni. Un'arma a doppio taglio per il Comune

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal blog "Roma fa schifo":
http://www.romafaschifo.com/2015/05/il-tar-non-ferma-ma-neppure-conferma-la.html



La non-sentenza del TAR sulla riforma dell'intricato e terribile mondo dei cartelloni romani (un grumo di illegalità che umilia la città e le ruba decine di milioni di euro ogni anno) va visto sotto luci diverse.

Da una parte il TAR non ha concesso la sospensiva alle ditte cartellonare che volevano mettere i bastoni tra le ruote alla riforma orchestrata dall'assessore Marta Leonori, dall'altro ha rimandato ad ottobre per un pronunciamento definitivo sul ricorso. Altri 5 mesi di agonia prima di procedere a regolari bandi? Sarebbe una beffa.

La riforma infatti da una parte obbliga ad una riduzione degli impianti a livello di dimensioni (i 4x3 diventano 3x2), ma dall'altra prevede lo svolgimento finalmente delle gare. L'unico sistema che può finalmente spazzare via e mandare dove meritano (tendenzialmente sotto a qualche ponte) gli imprenditori che hanno ridotto Roma nel letamaio in cui appare oggi. Il fatto è che la riduzione degli impianti ha una data dopo la quale bisogna adeguarsi mentre lo svolgimento delle gare non ha una scadenza prevista.

Dunque cosa succede? Succede che i cartellonari potranno mantenere i loro impianti per ora semplicemente riducendone le dimensioni. Resteranno sul territorio ma con impianti più piccoli, con una efficacia commerciale simile (insomma venderanno gli spazi alla stessa cifra) ma pagando tasse molto inferiori perché le tasse si pagano sui mq effettivi di superficie pittorica. Insomma l'amministrazione comunale incasserà meno.

Ripetiamolo: l'amministrazione comunale incasserà meno. Avrà un ammanco e percepirà ancor meno milioni dei pochissimi che ora incamera da questo settore che, in tutte le altre capitali occidentali, porta alle amministrazioni un sacco di soldi e soprattutto un sacco di servizi (arredo urbano, bike-sharing, toilette pubbliche...).

E continuerà ad incassare meno fino allo svolgimento delle gare. Ecco perché le gare non devono tardare e sicuramente non devono attendere i tempi assurdi della giustizia amministrativa italiana. Solo con le gare pubbliche, infatti, la città potrà sperare di ottenere da questo settore una giusta valorizzazione sia in termini economici sia in termini di servizi. Solo con le gare, ad esempio, potremo sperare di avere finalmente uno schema di bike-sharing (anche se c'è ancora qualcuno che rema contro) che potrà segnare una importante svolta nella mobilità cittadina. Solo con le gare potremo finalmente vedere degli operatori qualificati gestire l'advertising outdoor in città e invece che gli scalzacani avanzi di galera attuali.

Ovvio che poi le gare debbano essere fatte bene, preparate bene, e disegnate bene in modo da rendere l'investimento nella nostra città appetibile per le ditte serie che a livello internazionale gestiscono questi business in tutte le città occidentali. Perché, purtroppo, c'è una terza ipotesi tra gare subito e gare ritardate: gare fatte in modo tale da non interessare chi può davvero portare un valore aggiunto in termini di professionalità e competenza. Sarebbe terribile. Significherebbe cambiare tutto affinché nulla cambi nella migliore gattopardesca tradizione italiana.

giovedì 21 maggio 2015

Sono stati rinviati al 21 ottobre 2015 tutti i ricorsi presentati contro il nuovo Regolamento di Pubblicità

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/sono-stati-rinviati-al-21-ottobre-2015-tutti-i-ricorsi-presentati-contro-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/


 Ieri mattina la Seconda Sezione del TAR aveva all’ordine del giorno le seguenti udienze, rispetto ad ognuna delle quali si riporta l’esito.

– Ricorso della ditta ARS e altre n. 3658/2007 (ANNULLAMENTO DELIB. N. 11/07: DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI DI PROPRIETA’ COMUNALE) – Udienza pubblica di merito del 20 maggio 2015.

È stato discusso e non è ancora nota la sentenza. 

– Ricorso della ditta ARS e altre n. 11227/2010 (ANNULLAMENTO DELIBERA 68/10 RECANTE LA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE ED I TASSI DI COPERTURA DEL COSTO DI GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI A DOMANDA INDIVIDUALE ANNO 2010) – Udienza pubblica di merito del 20 maggio 2015.

È stato discusso e non è ancora nota la sentenza. 

– Ricorso della ditta I.R.P.A. n. 10730/2012 (ANNULLAMENTO DELLA DELIBERAZIONE DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA DI ROMA CAPITALE DEL 7 AGOSTO 2012 N. 38 NELLA PARTE RELATIVA ALLE TARIFFE POSTE SOTTO LA VOCE “SETTORE AFFISSIONI E PUBBLICITÀ”) – Udienza pubblica di merito del 20 maggio 2015.

È stato discusso e non è ancora nota la sentenza. 

– Ricorso della ditta ARS e altre n. 11227/2010 (ANNULLAMENTO DELIBERA 68/10 RECANTE LA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE ED I TASSI DI COPERTURA DEL COSTO DI GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI A DOMANDA INDIVIDUALE ANNO 2010) – Udienza pubblica di merito del 20 maggio 2015.

È stato discusso e non è ancora nota la sentenza.

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Ai due seguenti ricorsi sono stati presentati dei motivi aggiunti su cui era stato fissato per ieri il giudizio cautelare. 

– Ricorso della ditta WAYAP n. 14435/2014 – motivi aggiunti presentati il 21 aprile 2015 con richiesta di sospensiva – Giudizio cautelare del 20 maggio 2015.

La ditta ha rinunciato alla richiesta di sospensiva ed il ricorso è stato rinviato all’udienza pubblica di merito del 21 ottobre 2015.

– Ricorso della ditta A.P.A. n. 14436/2014 – motivi aggiunti presentati il 21 aprile 2015 con richiesta di sospensiva – Giudizio cautelare.

La ditta ha rinunciato ed il ricorso è stato rinviato all’udienza pubblica di merito del 21 ottobre 2015. 

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I seguenti ricorsi sono stati presentati tutti per ottenere l’annullamento della Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 – norme in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni: per tutti era stata fissata l’udienza pubblica di merito al 20 maggio 2015. 

– Ricorso della ditta ARS e altre n. 14526/2014 con richiesta di domanda cautelare. 

È stato rinviato al 21 ottobre 2015. 

– Ricorso della ditta FOX ADV n. 14431/2014

È stato rinviato al 21 ottobre 2015. 

– Ricorso della D.& D. OUTDOOR ADVERTISING n. 14433/2014.

È stato rinviato al 21 ottobre 2015. 

– Ricorso della CLEAR CHANNEL AFFITALIA n. 14853/2014.

È stato rinviato al 21 ottobre 2015. 

– Ricorso della I.R.P.A. Imprese Romane Pubblicitarie Associate e di 19 società n. 15194/2014

È stato rinviato al 21 ottobre 2015. 

– Ricorso della ditta PUBBLI ROMA OUTDOOR n. 15195/2014.

È stato rinviato al 21 ottobre 2015. 

– Ricorso della ditta OPERA n. 15804/2014.

È stato rinviato al 21 ottobre 2015. 

– Ricorso della ditta A.R.P. ALLESTIMENTI REALIZZAZIONI PUBBLICITARIE n. 15806/2014.
È stato rinviato al 21 ottobre 2015. 

********************** 
I ricorsi presentati contro il nuovo Regolamento di Pubblicità erano in tutto 16 (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/) .

I rimanenti ricorsi sono i seguenti. 

– Ricorso della ditta DEFI n. 14401/2014.

È stato rinviato al merito senza ancora fissazione della data della udienza pubblica. 

– Ricorso della ditta S.C.I. n. 14403/2014.

Il 6 maggio 2015 è stato rinviato al merito senza ancora fissazione della data della udienza pubblica. (vedi http://www.vasroma.it/il-ricorso-per-motivi-aggiunti-della-ditta-sci-e-stato-rinviato-alludienza-di-merito-senza-discussione-sulla-richiesta-di-sospensiva/)

– Ricorso della ditta R.F.I. RETE FERROVIARIA ITALIANA n. 14661/2014

Non è stata ancora fissata la data della udienza pubblica di merito. 

– Ricorso della ditta CLEAR CHANNEL AFFITALIA n. 14851/2014.

Non è stata ancora fissata la data della udienza pubblica di merito. 

– Ricorso della A.I.P.E. ASSOCIAZIONE IMPRESE PUBBLICITA’ ESTERNA e della ditta MORETTI PUBBLICITÀ n. 15651/2014.

Non è stata ancora fissata la data della udienza pubblica di merito. 

– Ricorso della ditta NUOVI SPAZI n. 15698/2014.

Non è stata ancora fissata la data della udienza pubblica di merito. 

– Ricorso della ditta SIPEA n. 15829/2014.

Non è stata ancora fissata la data della udienza pubblica di merito. 

********************
È molto probabile che la Seconda Sezione del TAR riunificherà tutti e 17 i ricorsi per l’udienza pubblica di merito fissata al 21 ottobre 2015.
 
**********************
Come ha avuto modo di ribadire verbalmente il Presidente della Seconda Sezione del TAR nel corso delle due udienze cautelari, a seguito della scadenza del 20 maggio concessa in sede di sospensiva da oggi sono da considerare abusivi tutti gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 non riconvertiti in impianti di mt. 3 x 2, che vanno quindi sanzionati, rimossi forzatamente d’ufficio ed eventualmente oscurati. 

Dello stesso parere mi si è dichiarato l’Avv. Giuseppe Scavuzzo, che ha tenuto a precisarmi che tutte le ditte rappresentate dall’I.R.P.A. hanno ottemperato a tale obbligo.  


 Immagine.La Repubblica 21.5.2015

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 

Intanto a Cartellopoli nulla cambia. Si continua a installare e a sanzionare...



Qui la segnalazione.

lunedì 18 maggio 2015

VAS sollecita l’Agenzia per la Mobilità a pianificare tutte le ciclostazioni del servizio di Bike Sharing previste dal PGTU e non soltanto una parte di esse

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/il-ricorso-per-motivi-aggiunti-della-ditta-sci-e-stato-rinviato-alludienza-di-merito-senza-discussione-sulla-richiesta-di-sospensiva/


Il 6 aprile 2015 su questo stesso sito è stato pubblicato un articolo dal titolo “VAS sollecita la pianificazione delle ciclostazioni per il bando di gara relativo al sevizio di Bike Sharing”, che riportava il messaggio di posta elettronica anche certificata, indirizzato all’Assessore ai Trasporti ed alla Mobilità, Guido Improta, ed al Presidente ed Amministratore Delegato della Agenzia per la Mobilità, Carlo Maria Medaglia. (http://www.vasroma.it/vas-sollecita-la-pianificazione-delle-ciclostazioni-per-il-bando-di-gara-relativo-al-sevizio-di-bike-sharing/#more-18182) 

Non avendo ricevuto nessuna risposta a distanza di ormai quasi un mese e mezzo, mi sono visto costretto a trasmettere il seguente messaggi odi posta elettronica, anche certificata, direttamente alla Agenzia per la Mobilità e solo per conoscenza all’Assessorato ai Trasporti ed alla Mobilità ed all’Assessorato per Roma Produttiva.

——— Messaggio inoltrato ———
Da: vas roma circolo.vas.roma@gmail.com
Date: 17 maggio 2015 11:24

Oggetto: Re: Pianificazione delle ciclostazioni per il bando di gara relativo al sevizio di Bike Sharing
A: mobilita@comune.roma.it
Cc: Marta.leonori@comune.roma.it, romaproduttiva@comune.roma.it, assessoratomobilita@comune.roma.it 

Con riferimento al messaggio di posta elettronica sotto riportato debbo lamentare che, malgrado l’obbligo di risposta prescritto dall’art. 2 della legge n. 241/1990, a distanza ormai di quasi un mese e mezzo non c’è stato alcun seguito al di fuori dell’invito della direttrice del Dipartimento Mobilità Annamaria Graziano a comunicare direttamente al sottoscritto l’esito delle valutazioni in merito di rispettiva competenza. 

In questo frattempo ho potuto accertare che in un comunicato del 2 febbraio 2015 l’Agenzia per la Mobilità ha precisato a BiciRoma di aver “portato avanti un lavoro di progettazione che produrrà i suoi frutti nell’anno in corso”  e che riguarda fra l’altro il “Bike sharing (220 stazioni e 4mila biciclette su tutti i Municipi) con il posizionamento già condiviso con gli enti territoriali”.

Il suddetto comunicato non mi sembra in sintonia con gli 8.000 mq. di superficie espositiva pubblicitaria che la Giunta Capitolina ha deciso di concedere come corrispettivo per un servizio di Bike Sharing che dovrebbe essere quanto meno di 350 stazioni e non certo di 220 stazioni. 

So che spetta all’Agenzia per la Mobilità la stesura del bando di gara per assegnare la gestione decennale di un servizio di Bike Sharing che inizialmente potrebbe riguardare anche un numero minore di ciclostazioni, presumibilmente proprio 220 stazioni, per le quali il corrispettivo in termini di superficie espositiva pubblicitaria sarà sicuramente inferiore agli 8.000 mq. stabiliti dalla Giunta Capitolina (presumibilmente 6.000 mq. circa). 

Ma ciò non esime comunque l’Agenzia per la Mobilità dall’obbligo di pianificare tutte e 350 le ciclostazioni previste dal PGTU proprio per avere “a regime” (anche in prospettiva della gestione del servizio per i decenni successivi al primo) una perfetta corrispondenza con la pianificazione complessiva degli 8.000 mq. di superficie espositiva pubblicitaria, che spetta alla S.p.A. “Aequa Roma” distribuire nei 15 Piani di Localizzazione. 

Si sollecita in conclusione l’Agenzia per la Mobilità a pianificare da un lato tutte le ciclostazioni del servizio di Bike Sharing previste dal PGTU e non soltanto una parte di esse, predisponendo dall’altro lato un bando di gara per l’assegnazione della gestione del minor numero di ciclostazioni che la Giunta Capitolina riterrà di mettere in funzione per il primo decennio. 
Si rimane in attesa di un cortese riscontro, che si richiede ai sensi degli artt. 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990. 
Un cordiale saluto. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione ambientalista “Verdi Ambiente e Società” (VAS)

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 

venerdì 8 maggio 2015

Il ricorso per motivi aggiunti della ditta SCI è stato rinviato all’udienza di merito, senza discussione sulla richiesta di sospensiva

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/il-ricorso-per-motivi-aggiunti-della-ditta-sci-e-stato-rinviato-alludienza-di-merito-senza-discussione-sulla-richiesta-di-sospensiva/


 Il 26 novembre 2014 la ditta pubblicitaria S.C.I. (Società Concessioni Internazionali) ha depositato presso il TAR il ricorso n. RG 1403/2014 con cui ha impugnato il nuovo regolamento di Pubblicità approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014.

Immagine.Estratto Giustizia Amministrativa.00

È stato chiesto anche l’annullamento, previa sospensione, della Nota prot. LR BG 61384 del 23 settembre 2014, con cui il dott. Francesco Paciello ha indicato il termine ultimo del 31 gennaio 2015 entro cui riconvertire tutti gli impianti pubblicitari di mt. 4 x 3. (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/)
Il 4 dicembre 2014 si è costituito il Comune di Roma, che poi il successivo 12 dicembre ha depositato una sua memoria difensiva unificata.

Nella camera di Consiglio del 17 dicembre 2014 la Seconda Sezione del TAR ha accolto la richiesta di sospensiva con Ordinanza n. 06520 del 18 dicembre 2014 ed ha fissato l’udienza di merito al 20 maggio 2015. (vedi http://www.vasroma.it/i-7-ricorsi-al-tar-presentati-contro-le-modifiche-e-le-integrazioni-del-regolamento-di-pubblicita-approvate-dallassemblea-capitolina/#more-13896 e http://www.vasroma.it/il-tar-del-lazio-accoglie-parzialmente-il-ricorso-della-sci-sospendendo-fino-al-20-maggio-2015-la-decorrenza-della-conversione-degli-impianti-pubblicitari-di-formato-4-x-3/)

 Immagine.Estratto Giustizia Amministrativa.01. png

Le associazioni Verdi Ambiente e Società (V.A.S.) e Basta Cartelloni-Francesco Fiori, il movimento Cittadinanzattiva Lazio, l’Istituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente (I.I.C.A.) ed il Centro di Iniziativa per la Legalità Democratica (C.I.L.D.) hanno deciso di intervenire in aiuto del Comune di Roma (vedi http://www.vasroma.it/vas-basta-cartelloni-francesco-fiori-cittadinanzattiva-lazio-i-i-c-a-e-c-i-l-d-intervengono-ad-opponendum-dei-ricorsi-presentati-contro-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/): il 17 aprile 2015 gli Avv.ti Giuseppe Mazzarella, Giuseppe Lo Mastro e Romana D’Ambrosio hanno provveduto a depositare al TAR la memoria ad opponendum relativa ai ricorsi presentati dalle ditte S.C.I., FOX ADV, D.& D. OUTDOOR ADVERTISING, WAYAP, A.P.A. e CLEAR CHANNEL AFFITALIA. (vedi http://www.vasroma.it/e-stata-depositata-al-tar-la-memoria-ad-opponendum-dei-ricorsi-presentati-contro-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/).

Nel frattempo, il 31 marzo 2015 a sorpresa la S.C.I. ha presentato dei motivi aggiunti al suo ricorso con richiesta di sospensiva della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014: le associazioni Verdi Ambiente e Società (V.A.S.) e Basta Cartelloni-Francesco Fiori, il movimento Cittadinanzattiva Lazio, lIstituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente (I.I.C.A.) ed il Centro di Iniziativa per la Legalità Democratica (C.I.L.D.) hanno allora depositato una apposita memoria ad opponendum dei motivi aggiunti, che è stata depositata il 30 aprile 2015. (vedi http://www.vasroma.it/e-stata-depositata-al-tar-anche-la-memoria-ad-opponendum-dei-motivi-aggiunti-presentati-dalla-ditta-sci/)

 Immagine.Estratto Giustizia Amministrativa.2

Il Comune di Roma dal canto suo il 9 aprile 2015 ha depositato dei documenti, presentando poi due memorie difensive il 28 e 29 aprile 2015.

Ieri 6 maggio 2015 c’è stata l’udienza fissata dalla Seconda Sezione del TAR per la discussione in Camera di Consiglio sulla istanza cautelare della S.C.I., che però non c’è stata perché a sorpresa l’Avv. Angelo Clarizia ha chiesto di poter ritirare la richiesta di sospensiva per andare direttamente al merito nell’udienza del prossimo 20 maggio. 

L’istanza inaspettata sembra aver indispettito i 5 membri della Seconda Sezione del TAR che avrebbero lasciato intendere che non si può stare a scherzare e che quindi, senza discutere la richiesta di misura cautelare, hanno rinviato a data da destinarsi l’udienza per la Camera di Consiglio, per cui il prossimo 20 maggio non verrà presa nessuna decisione nel merito del ricorso della SCI.

 Immagine.Giustizia Amministrativa.3

Anche la ditta WAYAP il 21 aprile 2015 ha presentato dei motivi aggiunti con richiesta di misura cautelare: il successivo 29 aprile ha depositato una memoria di replica.

Al prossimo 20 maggio è stata fissata la Camera di Consiglio per la pronuncia della Seconda Sezione del TAR su tale ricorso.

In base a quanto risulta dal sito della Giustizia Amministrativa, nell’udienza pubblica del 20 maggio 2015 la Seconda Sezione del TAR ha deciso di riunificare i seguenti 10 ricorsi su cui dovrebbe pertanto sentenziare:

FOX ADV;
D.& D. OUTDOOR ADVERTISING;
WAYAP;
A.P.A.;
ARS PUBBLICITÀ;
CLEAR CHANNEL AFFITALIA;
I.R.P.A. (Imprese Romane Pubblicitarie Associate) e altre 19 società;
PUBBLI ROMA OUTDOOR;
OPERA;
A.R.P. (Allestimenti Realizzazioni Pubblicitarie). 

Sul sito della Giustizia Amministrativa non risulta invece ancora fissata l’udienza di merito dei seguenti 5 ricorsi presentati anch’essi contro il nuovo Regolamento di Pubblicità:

DEFI;
RFI (Rete Ferroviaria Italiana);
A.I.P.E. (Associazione Imprese Pubblicità Esterna) e MORETTI PUBBLICITÀ;
NUOVI SPAZI;
SIPEA.

Come già detto, l’udienza del prossimo 20 maggio è pubblica: chiunque può parteciparvi per far vedere soprattutto quanto i cittadini di Roma siano vicini in questo caso alla loro amministrazione capitolina.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

lunedì 4 maggio 2015

È stata depositata al TAR anche la memoria ad opponendum dei motivi aggiunti presentati dalla ditta SCI

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/e-stata-depositata-al-tar-anche-la-memoria-ad-opponendum-dei-motivi-aggiunti-presentati-dalla-ditta-sci/


Su questo stesso sito il 20 aprile 2015 è stato pubblicato un articolo dal titolo “È stata depositata al TAR la memoria ad opponendum dei ricorsi presentati contro il nuovo Regolamento di Pubblicità”(http://www.vasroma.it/e-stata-depositata-al-tar-la-memoria-ad-opponendum-dei-ricorsi-presentati-contro-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/#more-18507) che dava notizia che Venerdì 17 aprile 2015 gli Avv.ti Giuseppe Mazzarella, Giuseppe Lo Mastro e Romana D’Ambrosio avevano provveduto a depositare al TAR la memoria ad opponendum relativa ai ricorsi presentati dalle ditte S.C.I., FOX ADV, D.& D. OUTDOOR ADVERTISING, WAYAP, A.P.A. e CLEAR CHANNEL AFFITALIA. 

L’aggiornamento apportato all’articolo faceva sapere che nel frattempo sono stati presentati I tre nuovi ricorsi dall’associazione di categoria A.I.P.E. (Associazione Imprese Pubblicità Esterna) e dalle ditte WAYAP e S.C.I.: quanto meno il ricorso della SCI è stato qualificato come “Atto di motivi aggiunti nel ricorso n. R.G. 14403/2014 da valere, occorrendo, anche quale ricorso autonomo” per l’annullamento, previa sospensiva, della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014, oltre che della Nota prot. QH 5389 del 27 gennaio 2015 con cui il dott. Francesco Paciello ha portato a conoscenza di tale deliberazione tutte le ditte pubblicitarie inserite nella Nuova Banca Dati.   

Immagine.logo ditta SCI

Sia l’A.I.P.E. che la WAYAP e la S.C.I. avevano impugnato la deliberazione n. 50/2014 e la WAYAP e la S.C.I. hanno visto accolta parzialmente la loro richiesta di sospensiva riguardo alla scadenza del 31 gennaio 2015 fissata per la rimozione degli impianti di mt. 4 x 3. (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/).   

Nel ricorso per “motivi aggiunti” la SCI ravvisa la vanificazione della Ordinanza n. 06520 del 18 dicembre 2014  ottenuta con il suo ricorso e chiede la sospensiva anche in applicazione dell’art. 59 del processo amministrativo, ai sensi del quale  “qualora i provvedimenti cautelari non siano eseguiti, in tutto o in parte, l’interessato, con istanza motivata e notificata alle altre parti, può chiedere al tribunale amministrativo regionale le opportune misure attuative“.

La SCI chiede anche il risarcimento dei presunti danni subiti che quantifica in non meno di 1.740.000,00 €. 

Per il prossimo 6 maggio è stata fissata l’udienza in Camera di Consiglio della Sezione Seconda del TAR, che deciderà anche sui ricorsi dell’A.I.P.E. e della WAYAP nel caso abbiano presentato anch’esse dei motivi aggiunti con domanda cautelare.

Nell’ultimo giorno utile (30 aprile 2015) gli Avv.ti Giuseppe Mazzarella, Giuseppe Lo Mastro e Romana D’Ambrosio hanno depositato una memoria ad opponendum anche della suddetta istanza cautelare.

Per il prossimo 20 maggio 2015 era stata fissata l’udienza pubblica di merito sui ricorsi presnetatai da S.C.I., FOX ADV, D.& D. OUTDOOR ADVERTISING, WAYAP, A.P.A. e CLEAR CHANNEL AFFITALIA: avendo la SCI presentato dei motivi aggiunti, la Seconda Sezione del TAR non si pronuncerà più il prossimo 20 maggio nel merito del suo ricorso. 

Lo stesso rimando a data da destinarsi, comunque sempre dopo il prossimo 20 maggio, dovrebbe verificarsi quanto meno per il ricorso della WAYAP nel caso che abbia anch’essa presentato dei motivi aggiunti con domanda cautelare.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com

domenica 3 maggio 2015

Municipio III, “rimossi venti impianti pubblicitari abusivi”

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:
http://www.vasroma.it/municipio-iii-rimossi-venti-impianti-pubblicitari-abusivi/


Su questo stesso sito il 21 settembre 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Il Consiglio del III Municipio approva all’unanimità la risoluzione sulla cartellonistica, riproposta da VAS e fatta propria dal Movimento 5 Stelle” (http://www.vasroma.it/il-consiglio-del-iii-municipio-approva-allunanimita-la-risoluzione-sulla-cartellonistica-riproposta-da-vas-e-fatta-propria-dal-movimento-5-stelle/).
Dall’articolo pubblicato con questo titolo il 27 aprile 2015 sul sito “RomaPost” si viene a sapere che la risoluzione sta dando i suoi primi frutti.

 Immagine.logo III Municipio

Nel mese di aprile sono stati rimossi venti impianti abusivi. 
Gli interventi sono stati effettuati a piazza Capri, piazza Conca d’Oro e su arterie “deturpate dai cartelloni selvaggi”, come via di Valle Melaina e viale Tirreno. 
A riferirlo è il minisindaco, Paolo Marchionne.

 Immagine.Paolo Emilio Marchionne.00
Paolo Marchionne

“Lavoriamo nell’ottica di intensificare i controlli e di migliorare il decoro”

Commento.I risultati ottenuti sono sicuramente soddisfacenti ma si può e si deve fare di più – spiega – Il Municipio lavora quotidianamente , insieme all’assessorato alle Attività produttive e al corpo della polizia locale, nell’ottica di intensificare i controlli e le rimozioni di impianti non autorizzati o non correttamente posizionati.
Contiamo, sicuramente, di migliorare ancora decoro e legalità in questo settore delle Affissioni pubblicitarie – conclude – anche perché il Prip (Piano regolatore degli impianti pubblicitari, ndr) prevede, tra l’altro, che vengano dimezzate le autorizzazioni oltre che ridurre la dimensione media degli impianti ed inibire totalmente le affissioni nei tratti stradali circostanti le aree naturali protette”.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com